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La vicenda della querelle tra Amantea e Nocera Terinese che potrebbe giungere in tribunale e non solo civilmente, sembra avere diverse origini.

 

Una è quella dell’impianto di depurazione in comune e della sua localizzazione in Nocera Terinese.

Una fortuna per Amantea che, come ho scritto, ha aiutato a migliorare il nostro mare dagli sversamenti del vecchio impianto di depurazione di Catocastro e dai reflui fognari di Belmonte .

Ma un impianto che ha probabilmente indotto la questione tra i due comuni.

Ora sembra emergere un’altra verità quella di 2.700 mila euro di debiti.

Lo riferisce la conigliere Francesca Menichino che ha partecipato ad un incontro in quel di Nocera Terinese ( vedi foto)

 

 

Ecco cosa scrive la consigliera del M5s:

“IL MARE NERO E LA NOTTE BIANCA

Adesso a Nocera. Il Sindaco Fernanda Gigliotti ha convocato una riunione per informare i cittadini sul problema del mare, per AFFRONTARLO, non per NASCONDERLO.

È venuta con un microfono, in pubblico e non a far "chiacchiere da bar " , e soprattutto con i dati, i numeri, tra cui i 2.700.000 euro di debiti del Comune di Amantea per la depurazione.

E con forza ha invitato i cittadini a denunciare, senza chiamarli incivili, ma dando per prima l' esempio della denuncia che farà contro ignoti per tutelare l' ambiente.

L'ambiente e non l' immagine, che è l' unica cosa di cui si preoccupa il Sindaco Amantea.

Che regala ad un legale 2500 euro per querelare il sindaco di Nocera invece di collaborare.

E che intanto, in attesa di Marco Carta, si impegna alacremente nella fondamentale attività della sistemazione dei palloncini per la Notte Bianca.

Complimenti!”

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Di seguito il comunicato stampa del M5s Amantea.

Cambia la linea politica dell’M5s amanteano che nel porre la attuale maggioranza di fronte alle proprie gravi responsabilità, non manca di proporre anche il concreto contributo del M5s.

 

"La situazione ad Amantea e' diventata insostenibile.

Abbiamo scritto al sindaco, all'assessore all'ambiente, al comandante della polizia municipale e all'Ufficio Igiene dell'Asp.

Chiediamo un incontro istituzionale, che coinvolga anche la Lamezia Multiservizi, per analizzare insieme le innumerevoli criticità ambientali e manutentive del nostro territorio.

 

La situazione del mare, dei rifiuti abbandonati, della presenza di animali (topi e blatte) sono oggetto di continue segnalazioni da parte dei cittadini e dei turisti.

 

Non solo vogliamo parlarne alla ricerca di soluzioni, ma vogliamo anche offrire il nostro concreto contributo a partire dalla rimozione dei rifiuti.

I siti segnalati sono innumerevoli, piccole discariche sparse in tutto il territorio comunale: all'ingresso della città, lungo la strada che porta a Lago e nel campetto della Fiumara, al centro storico e in diverse zone di Campora San Giovanni, nella strada parallela al lungomare e in tantissimi altri siti.

Rivolgerci agli amministratori che ci devono autorizzare e con i quali occorre programmare gli interventi non basta.

 

Vogliamo coinvolgere i cittadini e le associazioni perché ci aiutino e si rendano attivi in una cura diretta della città.

Il livello di degrado cui il nostro comune è arrivato è insostenibile, occorre reagire e lo vogliamo fare ripartendo da un impegno diretto e dalla partecipazione dei cittadini.

Risalire la china è possibile non solo mettendo l'amministrazione di fronte alle proprie gravissime responsabilità, ma facendo ognuno la propria parte."

Pubblicato in Politica

Almeno fino al 31 dicembre 2016: poi si vedrà.

Ne da notizia il M5s con il seguente comunicato:

«Sino al 31 dicembre dell'anno corrente la tenenza della Guardia di Finanza rimarrà ad Amantea, contrariamente a quanto prima previsto.

Questa proroga, frutto di interlocuzione diretta con i vertici del Ministero dell'Economia e di un immediato intervento parlamentare, consente alla politica di individuare soluzioni concrete per il mantenimento definitivo del presidio sul territorio».

Lo dichiarano la deputata Dalila Nesci e Francesca Menichino, consigliera del Comune di Amantea (Cs).

Con la notizia della soppressione della tenenza locale delle Fiamme gialle, le due portavoci del Movimento 5 stelle avevano intrapreso una battaglia nelle istituzioni nazionali e del luogo, coinvolgendo addetti ai lavori, componenti politiche e sociali.

«Si tratta – spiegano le portavoci – di un baluardo di sicurezza e legalità, di un vantaggio per tutta la cittadinanza di Amantea e dintorni, che abbiamo il dovere di difendere e rilanciare.

Non possiamo, però, perdere tempo prezioso o ritenere d'aver risolto il caso».

«Da qui – conclude la nota di Nesci e Menichino – l'invito alle forze politiche, civili, sindacali, sociali e religiose perché, nell'unità, si cerchino i locali, gli strumenti e le risorse necessarie per sistemare la tenenza della Guardia di Finanza nell'area urbana di Amantea.

Per questo dovrà esserci uno sforzo collettivo, corale e convinto, con l'obiettivo di farcela, il che può agevolare l'economia sana della zona e preservare le attività produttive da fenomeni illeciti di inquinamento e subordinazione».

Pubblicato in Primo Piano

Del funzionamento estivo dei servizi territoriali di Radiologia ad Amantea (Cs), la deputata Dalila Nesci e la consigliera comunale Francesca Menichino hanno per iscritto chiesto conto al sindaco Monica Sabatino, al dg dell'Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, e ai commissari per il rientro dal disavanzo sanitario regionale, Massimo Scura e Andrea Urbani.

 

Per le due portavoci del Movimento 5 stelle non c'è sufficiente informazione, in proposito, dato che le notizie in circolo fanno riferimento a indiscrezioni forse trapelate dall'Asp di Cosenza e poi rilanciate in ambito politico.

«Si tratta – spiegano le due portavoci – di sapere quali siano effettivamente le carenze di personale che traspaiono e di assicurare, all'occorrenza, da parte della direzione generale dell'Asp di Cosenza, le migliori risposte per la diagnostica radiologica durante l'estate e nel periodo successivo.

«Al fine – conclude la nota di Nesci e Menichino – di capire che cosa realmente è stato previsto o fosse nel merito in previsione, chiediamo precise delucidazioni e i relativi atti del caso alle Autorità in elenco, con la certezza di ricevere pronta risposta».

Il primo nostro dubbio è che passerà l’estate e non avremo alcuna risposta od al massimo avremo risposte interlocutorie ,approssimate, rimpallanti, senza soluzione del problema che è così rilevante che imporrebbe almeno un accesso del M5s al poliambulatorio di Amantea, un convegno di una o più giornate per discutere ma essendo prima i possesso dei dati necessari ed in particolare del carico di lavoro , della sua organizzazione e della dotazione di personale e strutturale

Continuare ad affrontare (?, sic) il problema della Casa della salute da una postazione che sembra una capanna della salute offende gli ammalati di Amantea e del suo comprensorio e gli stessi medici radiologi ed i tecnici che offrono con stile umano e capacità professionale la loro scienza ed il loro amore per i pazienti.

Comunque è sempre un primo piccolo passo sulla strada giusta dopo che la “rete stramata” ( nessuno si offenda, per carità) non pesca più nemmeno consenso sociale, figurarsi risultati.

Resta poi il mistero di capire come mai il M5s non abbia interessato la dottoressa Giuliana Bernaudo, il dr Fatarella , lo pseudo onorevole Pacenza, il presidente Moliverio. Capiremo ?

E resta da capire come mai in un territorio dove ci sono troppi tumori mammari , come il nostro, non si compri almeno un mammografo tridimensionale ad alta definizione.

Scrive la consiglie ra del M5s Francesca Menichino in relazione alla risposta del comune alla sua interrogazione sul concorso dei vigili:

“E’ una “non risposta” il riscontro che ci forniscono il sindaco di Amantea e il responsabile dell’ufficio personale alla nostra interpellanza sul concorso per la stabilizzazione dei vigili.

C’erano stati il ritardo ingiustificato, l’intervento del TAR e la bocciatura di tutti i vigili precari, tranne una, la moglie dell’attuale vice del comandante Caruso.

C’era stata poi una denuncia pubblica di una delle vigilesse in un nostro comizio verso la politica “affamata di potere” e autrice di “facili promesse elettorali”

Di lì un accesso agli atti e il riscontro di tanti, troppi errori: griglie modificate, valutazioni non presenti nelle griglie, voti corretti che in un caso, per l’unica vigilessa promossa, hanno modificato l’esito stesso del concorso, visto che con le correzioni la candidata Faceto è passata dalla bocciatura (20,5) alla promozione (21,5).

Il 6 giugno avevamo interpellato il sindaco, il consigliere Adelmo Mannarino delegato al personale, il funzionario Mario Aloe e la segretaria generale; qualche giorno fa ci è giunta via mail-pec la risposta.

E’ veramente imbarazzante leggere il testo di questa risposta, per diverse ragioni:

-Al di là degli errori ortografici che balzano all’occhio (ne abbiamo contati dieci) ciò che più colpisce è che per dare risposta il responsabile del personale non ponga in essere osservazioni proprie, ma abbia dovuto chiedere “controdeduzioni” alla Presidente di Commissione dott.ssa Sicilia.

Quasi volesse delegare a lei anche le proprie responsabilità.

-Di fatto poi non vengono date risposte nel merito e non v’è alcuna chiarezza rispetto ai rilievi mossi, che, e questo è l’assurdo, la dott.ssa Sicilia dichiara esplicitamente di non aver compreso.

Ed infatti in alcuni punti risponde in modo difforme dalla interrogazione posta.

-Nulla poi si dice sul perché questa procedura che era un atto dovuto sia stata rinviata fino al punto che i concorrenti si son dovuti rivolgere al Tribunale amministrativo regionale che poi ha condannato il Comune al pagamento delle spese.

-E nulla si dice sulla necessità di non far gravare queste spese sui cittadini, come richiesto dal M5s.

In sostanza una risposta incompleta e pilatesca che affidiamo ai giudizi dei cittadini.

E che arriva mentre una delle vigilesse bocciate, Francesca Perna, risulta prima su 261 concorrenti in una graduatoria per soli titoli presso il Comune di Scilla. Dovrebbe essere un vanto per il Comune di Amantea per il quale lei ha lavorato per circa 10 anni. Lo stesso Comune che l’ha mandata a casa.

E se non lo meritava ha mortificato lei e la comunità.

E’ ora di restituire meritocrazia, trasparenza, imparzialità e legalità alle istituzioni pubbliche, e alle procedure di assunzione del personale. In modo che non si possa nemmeno dubitare che la politica sia intervenuta né per favorire né per danneggiare coloro che concorrono per un posto di lavoro.

«L'enorme piazza 5 stelle di Lamezia Terme ha convinto il governatore della Calabria a ricorrere al capo dello Stato contro l'ultimo decreto commissariale sulla rete ospedaliera».

 

 

Lo afferma la deputata M5s Dalila Nesci, che aggiunge: «Si tratta si una scelta tardiva, di un tentativo disperato di salvare la faccia davanti ai calabresi, che conferma l'asservimento, l'incapacità e il dilettantismo di Mario Oliverio e dei suoi cattivi consiglieri».

«Avevamo invitato Oliverio – ricorda la parlamentare 5 stelle – a ricorrere al Tar contro la rete degli ospedali decretata nel 2015 e poi nel 2016.

Il governatore è sempre rimasto immobile, di proposito dimenticando di essere il primo legittimato a impugnare i provvedimenti della struttura commissariale, spesso sganciati dai bisogni reali dei pazienti oppure utili a preservare rendite di potentati che in sanità fanno sempre grandi affari».

«Senza valutarne le conseguenze, Oliverio – incalza la parlamentare – ha scelto ogni volta di cucirsi la bocca e di aspettare Godot, dalla poltrona del suo ufficio limitandosi a fomentare la protesta dei territori contro i commissari Scura e Urbani, cui ha regalato spazi e prerogative della Regione, ricevendone il silenzio sulle diverse nomine illegittime e sull'allungamento abusivo della durata dei commissari aziendali».

«In ogni caso – conclude Nesci – nel suo ricorso al capo dello Stato Oliverio ha utilizzato, contro la nuova rete ospedaliera di Scura e Urbani, tutti gli argomenti che nel tempo gli ha fornito il Movimento 5 stelle, che il governatore non ha voluto ascoltare, da Cosenza a Reggio Calabria preferendo pagare le diverse cambiali firmate nella campagna elettorale per le regionali.

Appena sarà pronto, gli mostreremo il nostro filmato della sua esperienza di governo della Calabria, che ricorda le vicende di un ragioniere tanto sfigato della cinematografia italiana».

Pubblicato in Catanzaro

Hanno mentito, forse pensando di non essere sco

perti.

Ed invece eccoli lì tutti sbugiardati, sindaco, assessori, consiglieri e segre taria comunale:

 

 

il Ministero dell’Economia e delle Finanze prima di ricorrere al TAR per l’annullamento della Delibera della TARI aveva inviato una comunicazione molto chiara rivolta al Comune di Amantea con la quale si “invitava il Comune a procedere all’annullamento in autotutela della delibera invalida.”

Ma “l’invito non sortiva alcun effetto e pertanto al Ministero non restava che l’impugnazione dinanzi al TAR”.

La comunicazione era del 5 di ottobre e bastava ottemperare a quanto richiesto perché non accadesse tutto quello che è accaduto, il tragicomico in cui è precipitato il nostro Comune guidato in modo superficiale ed irresponsabile.

Ma l’assessore al Bilancio, Sergio Tempo, che ha illustrato i vari passaggi durante la conferenza stampa del 23 giugno si era ben guardato dal raccontare la verità.

E così aveva parlato del ricorso notificato alla fine di ottobre ma non della comunicazione con l’invito all’annullamento in autotutela della delibera di un mese prima.

Ma il M5s studiando la prassi amministrativa di altri comuni italiani e facendo un accesso agli atti ha scoperto la verità che era stata nascosta e adesso la rivela ai cittadini pubblicando gli atti trovati.

Se l’amministrazione Sabatino, ancora una volta voleva prenderci in giro non c’è riuscita.

Un’amministrazione che non ha nessun rispetto per i cittadini né per le regole, che non conosce la trasparenza né tantomeno i principi del buon governo della città.

Un’amministrazione alla quale chiediamo di:

-annullare il ruolo emesso sulla base di una delibera nulla;

-restituire ai cittadini i soldi trattenuti indebitamente;

- individuare le responsabilità dell’accaduto e imputarne i costi (circa 22.000euro) che non devono essere sostenuti in alcun modo dai cittadini di Amantea.

Se così facesse l’amministrazione potrebbe recuperare un po' di credibilità, ma dubitiamo che lo faccia perché i soldi che ha incassato in modo illegittimo, che ammontano a circa un milione trecentomila euro pare siano stati già spesi, non si sa come.

Tutto questo scempio potrà terminare solo quando andrà a casa l’amministrazione Sabatino, che vergognosamente, e nell’inerzia assoluta della Prefettura di Cosenza, ancora non riesce a trovare un responsabile della Ragioneria, dopo avere bocciato tutti i concorrenti di un primo concorso, mentre siamo ancora in attesa del secondo concorso, e si avvale ancora di un pensionato che casualmente è anche il padre del Sindaco.

E tutto questo se non fosse vero sembrerebbe una barzelletta.

Ma purtroppo è la verità, la tragica verità di un Comune allo sbando.

 

Scrive Francesca Menichino:

E’ vergognoso quanto successo alla conferenza stampa di stasera, presenti Monica Sabatino, G.B.Morelli, Emma Pati, Cannata,Sergio Tempo , Antonio  Rubino ed Adelmo Mannarino.

 

 

 

 

Ed ecco le ragioni:

La colpa sarebbe stata data alla Segretaria Maria Luisa Mercuri per aver sostenuto che il comune avrebbe vinto la causa davanti al TAR. E la consigliera di minoranza si chiede se la segretaria sia in possesso della palla di vetro con la quale prevedere il futuro.

Ci viene anche comunicato( ah, a proposito,noi non eravamo stati invitati!) che la segretaria però era assente e che pertanto non ha potuto difendersi da una accusa che la mortifica professionalmente e che potrebbe dar luogo all’inizio di una indagine interna con successiva possibile adozione di provvedimenti disciplinari.

Rileva, infatti, la Menichino che ”pur addossandole le responsabilità le chiedono di prestare  un giorno di servizio in più alla settimana, anziché licenziarla!”

Rileviamo che se in tal casi i provvedimenti da adottare fossero i licenziamenti, al comune sarebbero rimasti in pochissimi!.

Sicuramente era una battuta!,

La consigliera di M5s segnala anche la assenza del responsabile dell’ufficio tributi che per aver firmato le bollette sarà chiamato a risponderne, quantomeno dalla Corte dei Conti.

Ma sembra che Giancarlo Socievole non abbia saputo nemmeno del ricorso del MEF.

In pochi sanno le vicende interne all’ente , forse nemmeno i consiglieri di maggioranza.

Non solo ma Sergio Tempo ha tolto la parola ad una cittadina , che mortificata è poi andata via, perchè voleva esprimere le sue considerazioni.

Secondo la consigliera Menichino la giunta sarebbe arrabbiata e ce l’avrebbe con il PD( Sergio Tempo) e con lo Stato( Monica Sabatino) che li sta tartassando da quando si sono insediati, colpendoli dal porto in poi con “continue Mannaie”.

Scrive Francesca Menichino del M5s:

“Quello che è successo ha dell’incredibile e lo devono sapere tutti i cittadini di Amantea:

 

LE BOLLETTE TARI 2015 SONO NULLE

E L’AMMINISTRAZIONE LO SAPEVA E NONOSTANTE CI0’ HA CHIESTO AI CITTADINI DI PAGARE, IMPUTANDO ANCHE I COSTI DELLA RACCOMANDATA E SPENDENDO SOLDI E LAVORO PER L’ ELABORAZIONE DEL RUOLO.

E’ ASSURDO OLTRE CHE ILLEGALE: NELLA SOSTANZA UN TENTATIVO DI FRODE AI CITTADINI ED UNA MANCANZA ASSOLUTA DI TRASPARENZA E LEGALITA’.

 

Vi spieghiamo che cosa è accaduto:

- il 12 agosto 2015 l’amministrazione porta in Consiglio il Bilancio di previsione e le tariffe tra cui la Tari; sono come sempre in ritardo, come abbiamo lamentato allora e anche adesso, nell’ultimo Consiglio Comunale dove sono arrivate proposte di delibera senza data e firma, senza il rispetto dei termini per il deposito degli atti e anche adesso come allora con diffida della Prefettura: il termine per il 2016 era il 30 aprile, l’anno scorso era il 30 luglio;

- il Ministero dell’Economia e delle Finanze impugna la delibera Tari che è la numero 37 con ricorso n.1839 che propone tempestivamente e che viene notificato regolarmente al Comune di Amantea, si apre il procedimento di fronte al Tar Calabria, siamo nel 2015;

- come se nulla fosse l’amministrazione Sabatino non dice nulla e, forse sperando che la cosa non venisse fuori, elabora il ruolo sulla base di quella delibera che sa essere nulla e nel 2016 manda le bollette ai cittadini addirittura con raccomandata, il che sarebbe anche opportuno secondo la nostra posizione comunicata in commissione ma se le bollette fossero regolari e valide;

- il 17 giugno 2016 (venerdì 17) il Tar annulla la delibera numero 37 rendendo nulle tutte le bollette che ne sono derivate.

 

In sostanza i soldi che abbiamo pagato al Comune per la spazzatura non dovevamo pagarli o, meglio, non dovevamo pagarli in base a quella delibera ma in base alla delibera delle Tari 2014.

E qui viene l’altro terribile problema: come ricorderete “l’orrore TARI” si era già consumato nel 2014, quando ci eravamo accorti degli errori e avevamo chiesto la sospensione del ruolo poi effettivamente intervenuta il 16 aprile 2015.

Ora se la delibera del 2015 è stata annullata perché fuori termine come può essere valida la correzione della tariffa del 2014 fatta nel 2015?

Come può la delibera del 14 maggio 2015 avere efficacia retroattiva e con un anno di ritardo fissare la tariffa dell’anno precedente?

 

Ed allora l’unica delibera valida sia per il 2014 che per il 2015 è quella del 30 settembre 2014, la numero 36 che è l’unica che trovate SELEZIONANDO L'ANNO 2014 sul sito del MEF, come potete verificare a questo indirizzo:

http://www1.finanze.gov.it/…/fisc…/IUC_newDF/sceltaanno.htm…

In tutta questa confusione l’unica certezza è che ci troviamo di fronte ad un’amministrazione assolutamente incapace, ma anche scorretta che invece di comunicare ciò che stava accadendo e di valutare gli opportuni rimedi ha preferito tacere e inviare bollette nulle.

E’ uno scandalo: l’assessore al bilancio si dimetta subito chiedendo scusa ai cittadini.

 

Ma provveda prima a

1) PUBBLICARE L’INFORMAZIONE SUL SITO DEL COMUNE

2) RESTITUIRE I SOLDI AI CITTADINI CHE HANNO GIA’ PAGATO

Mentre ci domandiamo se di questo scempio i consiglieri di maggioranza erano tutti informati (?), o la cosa, e sarebbe ancora peggio per gli stessi consiglieri, è stata gestita in “camera caritatis” con la collaborazione di ragionieri pensionati che continuano a gestire il Comune “da volontari civici”.

Chiunque abbia deciso questo comportamento amministrativo è uno scellerato irresponsabile che agisce con l’arroganza di poter fare tutto ciò che gli pare. Ma non è così!

 

Domani rivolgeremo richieste formali tanto al Responsabile del Sevizio Tributi Socievole, quanto al Ministero e vi informeremo in modo che i cittadini di Amantea possano avere un po' di chiarezza in questo guazzabuglio infinito che è diventato il nostro povero (o meglio impoverito) Comune.

Pubblicato in Politica

Scrive Francesco Gagliardi:

Il 5 giugno si è votato in 1342 Comuni e 7 capoluoghi di Regione. Sono stati chiamati alle urne 15 milioni di elettori.

 

Hanno votato soltanto il 62% degli aventi diritto al voto.

E come era prevedibile questo primo turno ci ha consegnato una Italia divisa, spaccata, frantumata, disorientata, sgarrupata direi.

 

Nessun sindaco delle grandi città è stato eletto al primo turno.

Fanno eccezione le città di Cagliari, Salerno e la nostra amata Cosenza.

 

Nella nostra città l’ex Sindaco Mario Occhiuto, defenestrato dalla sua stessa maggioranza in Consiglio Comunale alcuni mesi fa, ha ottenuto una vittoria schiacciante umiliando i suoi avversari politici che per anni saranno costretti a leccarsi le ferite.

I voltagabbana, i traditori, i saltimbanco, i poltronieri sono stati zittiti e messi alla berlina dagli elettori cosentini che fessi non sono.

 

A Roma ha prevalso il Movimento 5 Stelle.

A Milano i candidati del centro sinistra e del centro destra.

A Napoli si è imposto il Sindaco uscente De Magistris.

 

Il candidato del Pd non è riuscito a superare neppure la soglia del primo turno.

I brogli elettorali delle primarie e le lotte interne non hanno evidentemente giovato alla candidata Sindaco Sig.ra Valente.

 

Anche a Bologna il sindaco uscente del Pd Merola non è riuscito a farsi eleggere al primo turno come fece 5 anni fa.

Chi realmente ha vinto?

Chi davvero ha perso?

 

Secondo il teatrino della politica hanno vinto tutti, nessuno ha perso.

Un dato è certo: a Roma il Movimento 5 Stelle ha triplicato i suoi voti, il Pd è crollato ovunque, Forza Italia si è liquefatta.

Le periferie delle grandi città hanno cambiato colore bocciando il Pd perdendole tutte.

 

Ormai è chiaro:il Pd di Renzi ha seri problemi Cosa succederà fra 15 giorni?

Le sorprese non mancheranno. Il 19 giugno, al ballottaggio, ne vedremo delle belle.

La riflessione vera si farà fra 15 giorni.

 

Ma veniamo alla nostra Cosenza.

A Cosenza non ha pagato la scelta di defenestrare il Sindaco in carica a soli tre mesi dalla scadenza naturale del suo mandato, non ha pagato la scelta del candidato del Pd Guccione, ritenuto dagli elettori cosentini come un ripiego dopo il gran rifiuto di Lucio Presta imposto da Renzi e non ha pagato neppure la scelta del Pd di correre in questa tornata elettorale insieme agli scissionisti di Forza Italia, Verdini in particolare.

 

Il Pd, puntando su Guccione, aveva fatto illudere i vari candidati consiglieri comunali nelle liste elettorali, che avrebbe vinto addirittura al primo turno vantando la strana alleanza e il sostegno degli ex berlusconiani.

Era sceso a Cosenza lo stesso Verdini e si era fatto fotografare insieme all’ex consigliere regionale di Forza Italia Morrone e all’ex Assessore Regionale Giacomo Mancini Junior. (vedi foto)

Il risultato che i due hanno ottenuto è stato un vero disastro. Il partito di Verdini ha fatto flop dappertutto.

Non ha portato nessun voto. In nessun comune è stato determinante e si è visto finalmente che il peso elettorale è vicino allo zero.

Non si sono ancora finiti di contare i voti che subito sono iniziate le discussioni e le accuse.

 

Una cosa è certa: il Pd non ha ottenuto un buon risultato, c’è stato un evidente arretramento ovunque.

E Renzi da la colpa agli altri che non sanno fare squadra. I dirigenti del suo partito, invece, danno la colpa alle alleanze strane e stravaganti.

C’è un proverbio calabrese un po’ volgare che dice: - A scusa du piritaru è la cammisa rutta-

Francesco Gagliardi.

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