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copertina definitivaLa creatività è un fenomeno contagioso che ha bisogno d’interazione, di analogia e di reciprocità. 

La forma città, come quella espressa da Pasolini, e le sue relazioni sembrano essere la migliore base per lo sviluppo delle industrie creative e culturali, perché le esternalità intellettuali di prossimità sono uno stimolo fondamentale sia per l’innovazione sia per la produzione di cultura. 

Produrre cultura, ossia l’insieme della tradizione e del sapere scientifico, letterario e artistico di un popolo o dell’umanità intera, sembra però quasi una missione impossibile. 

Eppure ogni giorno questo miracolo si avvera nelle città di tutto il mondo, Amantea inclusa, dove si continua a conservare cultura e a produrne di nuova. 

La storia delle idee insegna che il legame tra cultura, territorio e storia è profondo e teoreticamente fondato. 

Auguriamo ogni bene a Sergio Ruggiero ed alla sua nuova creatura "L'urlo della Libertà", bramosi di leggerlo, edito da Franco Mannarino, prossimamente in libreria.

sergioCi eravamo occupati del Monaco silano cercando di apprezzarne l’importanza 

storica e di comprenderne l’escatologia, che torna utile in ogni circostanza in cui 

compare lo spettro di una minaccia planetaria.

I più informati ricorderanno la citazione di Gioacchino da Fiore da parte di

Barack Obama il quale, nel corso della campagna presidenziale USA del 2008, lo 

nominò tre volte, volendo associare la propria elezione all’avvento di un’epoca di 

pace e di giustizia dopo la guerresca presidenza di George W. Bush. 

E allora, perché non nominarlo noi in vista della speranza pasquale? Noi,

smarriti come siamo di fronte all’ultimo anticristo (Covid-19) venuto fuori dalla 

spirale della coda del drago, e preoccupati per l’incerto futuro che ci attende.

Con la sua visione trinitaria e concordistica della Storia, il Calabrese, 

morto nel 1202, introdusse una speranza nella senescente concezione mondiale

di stampo Agostinista, secondo la quale la maggior Luce era stata raggiunta con 

la venuta di Cristo. Gioacchino lanciò un invito, rivolto alla Chiesa e all’Umanità, a 

prepararsi spiritualmente in vista dell’imminente Terzo Tempo, quello dello

Spirito, un’Era nuova che doveva sorgere all’esito vittorioso della Battaglia 

finale contro l’anticristo, la nuova Armageddon, e del Giudizio universale. 

Dunque, per Gioacchino la grande Luce doveva ancora splendere.

Le Posizioni gioachimite subirono condanne che ne impedirono la 

santificazione, ma ispirarono i gruppi ereticali pauperisti successivi, tra i quali i 

“Dolciniani” e i “Frati della vita povera” di derivazione francescana, condannati 

dal papa Giovanni XXII che gli stessi chiamarono “Anticristo”.

Qualificato come il più grande mistico del medioevo occidentale, oggetto di 

attenzione di studiosi dell’intero globo, di Lui narrano magnifici racconti. A noi 

piace ricordarlo nel dodicesimo canto del Paradiso, in cui san Bonaventura 

presenta al Fiorentino l'anima del Calabrese, di spirito profetico dotato. E ne’ 

“Il nome della Rosa” di Umberto Eco, Ubertino da Casale spiega ad Aldso di Melk 

che gli eretici s’ispiravano a Gioacchino da Fiore, chiamandolo “grande profeta”. 

Molto più modestamente, in un recente romanzo di quì, Tusco da Fonte Laurato, 

un Gioachimita lebbroso di Fiumefreddo, vede in Carlo d’Angiò l’ultimo anticristo

e ne vaticina la sconfitta pronunciando drammatici anatemi.

Secondo una certa letteratura, proprio in una notte di Pasqua, Gioacchino 

ricevette il dono di comprendere a fondo la trama della Storia rinserrata nel 

sepolcro della Bibbia, e il significato pieno dell'Apocalisse giovannea.

Come non associare dunque la prossima Pasqua alla Pasqua di Gioacchino, di 

questo formidabile “investigatore delle Scritture”, in grado di trovare 

nell’Universo biblico, e nei segni del suo Tempo, gli indizi di un travaglio

dell’Umanità destinato a condurre sulla porta di una nuova Era?

Ottocento anni dopo, qualcosa di tremendo ci invita a

rinnovare lo sguardo su di noi, sui popoli e sul mondo, nella 

speranza di un Tempo migliore al quale possiamo concorrere 

animando di un respiro nuovo il nostro cuore intorpidito.

Riteniamo in tal modo di riflettere sulla Pasqua che verrà.

Pubblicato in Cronaca

san benardinoRicordata l'opera di Giuseppe Marchese per la città

Si è svolta venerdì 28 febbraio una bellissima serata di beneficenza sulle note delle canzoni del grande cantante italiano Lucio Battisti. Nella chiesa di San Bernardino le associazioni cittadine “Lo Scaffale” (presidente Sergio Ruggiero), “Auser” (presidente Roberto Aloe) e “Caritas” (presidente Franca Marano) hanno raccolto fondi per aiutare le persone più bisognose del nostro territorio. Ha presentato la serata la signora Franca Dora Mannarino e fatto gli onori di casa Padre Ilario Scali il quale ha apprezzato l'iniziativa e auspicato, come un po' tutti noi, che ce ne siano tante altre. La chiesa di San Bernardino, d'altra parte, è sempre disponibile per occasioni di socializzazione, eventi di beneficenza, e per ogni altro momento di aggregazione. Le canzoni di Lucio Battisti sono state bene interpretate da Rocco Suriano e da Sergio Ruggiero. Da Emozioni, a Balla Linda, fino a I giardini di marzo e Un'avventura, e ancora La luce dell'est, Io vivrò senza te, non è Francesca, Il mio canto libero, Con il nastro rosa, Insieme e moltissime altre. 

Ottime le interpretazioni delle canzoni, dicevamo, ed apprezzatissima la scorrevole e dolce conduzione di Franca Dora Mannarino.peppe 

I presidenti delle tre associazioni hanno ringraziato le persone che hanno partecipato all'iniziativa. Roberto Aloe dell'Auser ha elogiato l'iniziativa nata da un'idea dell'associazione Lo scaffale e ha contribuito, con i membri dell'associazione stessa, a rendere possibile l'evento. Franca Marano della Caritas ha esortato i cittadini a fare di più, tracciando un'analisi sullo stato del sociale in città che non può non essere condivisa. "L’opzione per gli ultimi, per quelli che la società scarta e getta via» è una scelta prioritaria - scrive la Caritas sul suo sito - che i discepoli di Cristo sono chiamati a perseguire per non tradire la credibilità della Chiesa e donare speranza fattiva a tanti indifesi. Sergio Ruggiero de Lo scaffale ha ricordato la figura di Peppe Marchese, membro della stessa associazione, e del ruolo svolto nella comunità sia nel campo della cultura sia nel campo del sociale. Ha ricordato la sua azione critica tesa alla ricerca della verità e a scuotere le coscienze, definendo la sua opera di giornalista come una sentinella della democrazia. A sua moglie Ida Francescano è stata consegnata una pergamena (foto) da parte dell'associazione.

 

pergamena peppe

PEPPEComunicato Scaffale - Auser

L’idea di una serata di intrattenimento per la raccolta di fondi a favore degli indigenti di Amantea nasce in ambito Scaffale, condivisa con l’Auser. Ma la triste circostanza della malattia e poi della scomparsa di Peppe Marchese, fratello maggiore de’ Lo Scaffale, che pure era stato tra gli ideatori dell’iniziativa, ne aveva impedito la realizzazione concepita inizialmente per lo scorso Natale.

E ora eccoci. Venerdì 28 Febbraio, ore 19,00, chiesa di san Bernardino da Siena.

Perché Battisti? Perché lo amiamo, tutti, e perché ogni sua canzone è una poesia. Lucio Battisti è avanguardia, raffinatezza, ribellismo musicale e sperimentazione, argine poderoso al dilagare della “canzonetta” e affermazione della libertà espressiva in un’epoca, la sua, governata dalla “musica impegnata”, producendo canzoni irripetibili ed eterne.

Dunque, Lucio Battisti è degno pretesto per una iniziativa che ha per scopo il Bene.

La serata sarà presentata da Franca Dora Mannarino, e avrà come interprete principale il bravissimo Rocco Suriano che si esibirà nell’esecuzione dei principali successi di Battisti, mentre Sergio Ruggiero curerà “L’angolo falò”, rievocando con una “chitarrella dozzinale e a mezza voce”, non senza qualche venatura nostalgica, atmosfere giovanili d’altri tempi legate al culto battistiano.

Le offerte libere saranno raccolte direttamente dalla Caritas di Amantea che utilizzerà il ricavato per le necessità dei bisognosi della nostra città.

Si ringraziano padre Ilario Scali per la pronta disponibilità della chiesa di San Bernardino, la Caritas di Amantea per aver accolto con entusiasmo l’iniziativa, e tutti coloro i quali abbiano partecipato alla sua realizzazione.

Si ringraziano infine quanti vorranno aderire, speriamo tanti, sia pure contribuendo con un’offerta minima, condividendo con noi un’idea che, per dirla alla Battisti, vuol esser buona e bella

Ha avuto ragione Roberto Aloe quando ha sostenuto che è ben strano che un Amanteano doc come Sergio Ruggiero, fortemente apprezzato e lodato in tutta Italia per i suoi romanzi storici, riceva, al contrario, una sostanziale disattenzione nella sua città.

 

Ed è per questo che ha intelligentemente proposto di incontrare qui, nella nostra Amantea, qualcuno di coloro che hanno inteso premiare il nostro principale scrittore Sergio Ruggiero, sia per capire meglio la grandezza del nostro autore, sia per esprimergli il nostro apprezzamento.

Parimenti vicini a Sergio la Presidente del Distretto Sud-Ovest Fidapa Giusy Porchia che ha preso la parola evidenziando le qualità del nostro scrittore amanteano, ed a seguire Franca Santelli presidente della FIDAPA Sez. di Amantea che ha sottolineato gli elementi antropologici del libro “Il Periplo degli Immortali” di Sergio Ruggiero.

Ha concluso lo scrittore di Antonio Cima che ha illustrato anche la impressionante presenza nei media dei libri di Ruggiero.

Straordinaria la conduzione della serata da parte di Franca Dora Mannarino che ha condotto l’evento con eleganza.

Apprezzate anche le letture a cura di Giuseppe Marchese delle pagine del libro scelte dall’autore.

Apprezzata infine la performance musicale ,chitarra alla mano, offerta dal poliedrico Ruggiero le cui canzoni sono state chiuse da forti applausi di apprezzamento.

Una piacevole ed apprezzata serata svoltasi nel chiostro di San Bernardino.

Quando abbiamo detto tempo fa e per primi che Sergio Ruggiero era già l’amanteano più noto in Italia non dicevamo certo un’eresia

Ecco un’altra conferma.

 

 

 

 

Nei giorni scorsi gli è stato conferito il “Premio letterario della Giuria” al Premio letterario internazionale “Beneventobraille” città di Benevento per il romanzo “Alle soglie dell’Ultimo Giorno” edito da Franco Mannarino.

La cerimonia di Consegna del Premio si è tenuta giovedì 21 giugno, nella Sala Vergineo del Museo del Sannio in Benevento, presso il complesso di Santa Sofia.

Premio 2018 a Fatos Lubonja (Albania)

Per il romanzo “Diario di un intellettuale in un gulag albanese”

Il libro.

Il riscatto della coscienza dalla barbarie di un socialismo reale.

Dalle carceri di Enver Hoxha, alla crisi delle piramidi.

Dall'infanzia passata tra le contraddizioni dell'intellighenzia albanese, alla solitudine intellettuale che con “euphoria infantile” ha aperto al capitalismo.

Vincitore di numerosi premi letterari, il libro ha vinto anche il Premio Moravia.

Lo scrittore. Fatos Lubonja, è nato a Tirana nel 1951 e laureato in fisica nel 1973.

Nel 1974 viene arrestato per propaganda contro la dittatura albanese.

Verrà liberato nel 1991 al crollo del regime comunista.

Fu tra le prime vittime di una crudele campagna scatenata da Enver Hoxha contro i dissidenti. Fatos Lubanja è lo scrittore vivente più rappresentativo del suo Paese, e le sue opera sono tradotte e pubblicate in tutta Europa.

E’ stato candidato alla Presidenza della Repubblica di Albania, e probabile prossimo candidato.

Premio speciale giuria 2018 a Sergio Ruggiero (Amantea CS)

Per il romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno”

Il libro. Un “romanzo-saggio” unico nel suo genere.

La gradazione ascendente dell'intreccio stimola l'attenzione del lettore senza soluzione di continuità. Racconto, riflessioni, spiritualità, memorie e Storia si amalgamano nell'elegante prosa dell'autore che fanno di questo libro un caso letterario unico e originale.

Lo scrittore Sergio Ruggiero è nato ad Amantea nel 1962, dove vive e svolge la professione di architetto. Autore di romanzi storici ambientati in gran parte nella sua terra, la Calabria, ha conquistato notevolissimi riconoscimenti e apprezzamenti da parte della Critica letteraria.

Il romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno” è stato premiato in tutta Italia e recentemente è diventato anche opera teatrale su iniziativa dell’Associazione Culturale “Confluenze” di Cosenza.

Il tema dell’Edizione 2018 è: “Migranti dell’anima. Viaggiatori nei luoghi sconfinati e profondi dell’esistenza attraversati con la sola lanterna del silenzio”. Le opere premiate saranno tradotte in Braille per consentirne la lettura anche ai non vedenti e ipovedenti.

Il Premio “Benevento Braille”

“Il Premio nasce dalla volontà di condividere con il mondo dei non vedenti e degli ipovedenti le emozioni che solo un testo letterario può dare, nella sua analisi continua e reale, attraverso la vista e il tatto. Il nome del Premio vuole celebrare l’inventore della omonima scrittura in rilievo per i non vedenti, Louis Braille, accostandola alla Città di Benevento” e alla sua illustre tradizione scrittoria.

Il Premio è patrocinato da: Provincia di Benevento; Università degli Studi del Sannio; Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento; Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Regione Campania; Archivio Tattile Beni Culturali di Benevento; Sovrintendenza BAEP di Caserta e Benevento.

Sergio Ruggiero è sicuramente un valore aggiunto per la nostra Amantea.

Un valore, in fondo, nemmeno riconosciuto e valorizzato.

Una sorta di “nemo profeta in patria” .

Non scherzavamo quando dicevamo che oggi è l’amanteano più conosciuto in Italia.

Non possono essere un caso allora i premi che gli vengono riconosciuti

L’ultimo in questi giorni.

Infatti il romanzo, che rievoca la partecipazione di Amantea alla battaglia di Lepanto, ha ricevuto il terzo posto da una giuria d’altissimo profilo chiamata a valutare gli oltre quattrocento romanzi provenienti dall’Europa e dall’Estero.

Parliamo del Premio letterario Internazionale “Gian Antonio Cibotto”

E parliamo del suo ultimo romanzo storico “Il periplo degli immortali” edito dalla casa editrice dell’amanteano Franco Mannarino.

Tra i partecipanti si segnalano nomi illustri e Case editrici di primissimo piano.

La cerimonia di premiazione si terrà domenica 27 Maggio, nel “Ridotto” del Teatro Sociale di Rovigo.

IL PODIO

“SILLOGE DI ROMANZI” - Brunella Gentili (Padova)

“PER CRISTO E VENEZIA” - Sybil Von Der Schulenburg (Germania)

“IL PERIPLO DEGLI IMMORTALI” - Sergio Ruggiero (Amantea CS)

Il Concorso Internazionale è organizzato dalla UILDM di Rovigo con il patrocinio della Regione Veneto, di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo e del Comune di Rovigo Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Il Circolo” di Rovigo, il quotidiano La Voce di Rovigo, la casa Editrice Helicon, la Rivista “Nuova Tribuna Letteraria”, il Periodico “Ventaglio Novanta”.

Auguri Sergio!

Un altro successo, un altro premio per l’amico Sergio Ruggiero

Vogliamo segnalare questo ennesimo apprezzamento ottenuto dallo scrittore amanteano con la bellissima recensione di Rita Mantuano .

Ecco cosa scrive la Presidente dell’Associazione Culturale “Bruzia libera:

 

 

 

“Una narrazione sorprendente, un meraviglioso incastro di destini, in un crescendo di emozioni che a tratti sfocia nella commozione.

Per la conclusione del racconto, per la poesia dei sentimenti proposti con intensità struggente, per il tenore degli argomenti e per la rappresentazione di una Calabria eroica e dignitosa in cerca di riscatto, ricca di misteri, di tradizioni e di Storia, che grazie ai romanzi di Sergio Ruggiero posso dire di conoscere un po’ meglio e di amare un po’ di più.

E’ difficile spiegare quale sia la caratteristica saliente di questo libro di 500 pagine.

E tuttavia emerge la scrupolosa ricostruzione storica e la definizione dei contesti.

Il racconto dipana una storia d’amore, di guerra, d’amicizia e di coraggio.

E di un mistero che si risolve solo alla fine consegnando a Betta la beghina, la figura più oscura del romanzo, la definitiva condanna.

Di altissimo livello sono i dialoghi sulla morale e sulla stregoneria, tra Betta e don Remigio, un sacerdote dai viziosi trascorsi, sullo sfondo dell’atmosfera controriformista calabrese che stava ancora consumando il dramma dei Valdesi.

Bello il personaggio di Petrilishca, giovane eroico e maledetto, così come ottimamente disegnati sono i due protagonisti principali, Sbardo e Mariella, due popolani di Amantea che un destino avverso vorrebbe separare e condannare all’infelicità.

Si affiancano importanti comprimari: il priore francescano, un saggio dall’etica granitica e dallo spirito eletto, e la Curandera, esempio di quella cultura sincretica e maghesca un tempo tanto diffusa, abile nell’erboristeria, nell’esorcismo e nella pronuncia di formule segrete tramandate.

La partecipazione di Amantea alla battaglia di Lepanto, combattuta nel 1571 tra Cattolici europei e Islamici ottomani, ricostruita nel romanzo con estrema accuratezza anche nelle implicazioni politiche, è la circostanza storica di riferimento rappresentata sia dal punto di vista dei combattenti, sia dal punto di vista del popolo, con le sue speranze e le sue paure, espresse talora nella forma della maledizione ai Saracini, talora con l’invocazione di un soccorso al Padreterno o alla Madonna michelizia, la Pinta, icona amanteana a me tanto cara, assurta a ruolo di protettrice dei combattenti della Cristianità.

Rappresentativi di un’epoca di caste e privilegi sono i nobili guerrieri, ardenti di una devozione “crociata” che ne significa le memorabili gesta, così come espressiva di un universo di superstizione e pregiudizi è la cornice orripilante del racconto quando pennella gli anfratti popolari dell’Amantea del XVI secolo, e di corrusca violenza nelle malfamate locande delle città di mare dove i combattenti andavano a concedersi sapidi pasti con il coltello in mano e l’occhio attento ad ogni movimento, tra contrabbandieri e mala gente d’ogni sorta.

Emergono diverse chiavi di lettura, ma mi piace sottolineare la morale incarnata dalla famiglia dell’islamico Ramadan, prima nemico e poi amico e protettore di Sbardo: ci parla di solidarietà tra le genti, e ci invita a riflettere sulle ragioni e sulle colpe dei popoli di fronte alle tragedie della Storia.
Concludo dicendo che un romanzo del genere, senza dubbio accostabile ai romanzi storici più celebrati, è il frutto di un talento capace di rendere la Storia nella forma della grande narrazione, grazie a una solida conoscenza dei fatti storici, all’abilità di incastrare storiografia e immaginazione e al possesso di un raffinato registro linguistico che si attaglia a ogni circostanza: epico e incalzante nelle scene di battaglia, poetico e scrupoloso nelle descrizioni, profondo nei momenti introspettivi, delicato e lirico nei momenti dell’amore, restituendo una lettura fluida, intensa e altamente evocativa, in grado di farti scuotere e condurti ad occhi aperti nei luoghi e negli avvenimenti.
Se dovessi inquadrarlo cinematograficamente lo definirei un Colossal, uno di quei film spettacolari capaci di far piangere, ridere, sudare, soffrire, e di accompagnare lo spettatore nell’universo perduto di gente e di popoli che abbiamo nel sangue e che per tutti quanti noi sarebbe doveroso non scordare.
Rita Mantuano (Presidente Associazione Culturale “Bruzia libera”)

 

Pubblicato in Primo Piano

La Montegrappa Edizioni, col patrocinio del comune di Monterotondo, ha bandito la Seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Un Fiorino d’Inverno”- gli Editi.

Il romanzo di Sergio Ruggiero “Alle soglie dell’ultimo giorno” è stato edito da Franco Mannarino.

Un altro importante riconoscimento all’architetto-scrittore amanteano Sergio Ruggiero per il romanzo storico “Alle soglie dell’ultimo giorno”, al quale è assegnato il secondo posto al Premio letterario “Un fiorino d’inverno – Gli editi” di Monterotondo, città storica alle porte di Roma.

Una bella affermazione per il Romanzo altomedievale calabrese nel contesto romano che ha visto la partecipazione di autorevolissimi scrittori provenienti da tutta Italia e dall’Estero. La Premiazione si è svolta sabato 24 febbraio a Monterotondo, presso la Biblioteca Comunale “P. Angelani”.

Il romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno”, che continua a mettere d’accordo lettori e Critica letteraria, sarà prossimamente presentato in forma di opera teatrale nella sala Quintieri del Rendano di Cosenza su iniziativa dell’Associazione Culturale “Confluenze”, per la regia di Andrea Solano.

Sergio Ruggiero ha dedicato il premio romano alla città di Amantea.

Ed ecco la motivazioni del premio.

“Alle soglie dell'ultimo giorno è un'opera in cui confluiscono fattori culturali, letterari e spirituali veramente degni di essere sottolineati

La vicenda si svolge in un periodo storico che raramente fa da sfondo nei nostri testi letterari. In una Calabria minacciata dai Saraceni, troviamo sapientemente descritti non soltanto gli episodi storici, ma anche gli usi, i costumi, la tonopomastica, il linguaggio, i risvolti religiosi e culturali di due mondi conflittuali che hanno fortemente segnato la storia del nostro Paese.

Una religiosità permeata di superstizione, timorosa di punizioni divine ma allo stesso tempo desiderosa di risalire alle radici di una fede che supera le barriere permeandosi di quella spiritualità universale che abbraccia Amore e Sapienza, rappresentata dal preregrinare di un Angelo portato a spalla dal padre terreno.

L'amore tra due dei protagonisti, il tradimento, il cammino, un viaggio che termina con una sepoltura, il desiderio di potere, la volontà di capire il Creato e il suo mistero: “Alle soglie dell'ultimo giorno” realizza indubbiamente un percorso narrativo destinato a scuotere intimamente l'anima di ogni lettore.

Anna Ludovici  (Scrittrice e attrice – Monterotondo Roma)  (vedi foto sotto)

“Confluenze di Stili”, è l’iniziativa dell’Associazione culturale cosentina “Confluenze”, che ha coinvolto Scuola, Imprenditoria sartoriale e Istituzioni nel progetto della trasposizione teatrale del romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno” di Sergio Ruggiero (edito da Franco Mannarino), per la regia di Andrea Solano.

 

Venti studenti dell’Indirizzo “Moda e Abbigliamento” dell’Istituto Superiore “Da Vinci–Nitti” di Cosenza, nell’ambito di un percorso “alternanza scuola-lavoro”, produrranno i costumi di scena collaborando con il Marchio sartoriale “Ausonia” di Rende.

L’ambizioso progetto, patrocinato dal Comune di Cosenza, è stato presentato martedì 19 dicembre all’Auditorium del “Da Vinci–Nitti”, alla presenza dei Soggetti coinvolti, della Presidente della Commissione Cultura di Cosenza Alessandra De Rosa, e dell’autore del romanzo ispiratore Sergio Ruggiero. La “Prima” si terrà, nel prossimo mese di Marzo, nella Sala Quintieri del Teatro Rendano di Cosenza.

“Alle soglie dell’ultimo giorno”. Da questa fonte ispiratrice è nata un’idea che oggi proponiamo in forma di progetto con l’obiettivo di rendere un servizio alla Nostra Terra, spargendo semi fecondi, proteggendo vigorosi germogli, e riunendo esperienze diverse e diversi mondi intorno all’astro prodigioso della Cultura.

 

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