BANNER-ALTO2
A+ A A-

Il Pd trema.

Gli ortodossi del Movimento 5 Stelle contrari all’alleanza col Partito Democratico dopo lunghi 10 anni di scaramucce, di insulti e di vaffanculo, sono pronti a votare “No” sulla piattaforma Rousseau. E Luigi Di Maio nell’incontrare il Premier designato “Giuseppi” Conte ha alzato il tiro e ha dato l’ultimatum ai dem.

Solo ieri sono incominciate le trattative del Premier e già i due maggiori partiti politici che formano la maggioranza litigano.

 

 

Si son messi insieme per fermare l’avanzata leghista e per non dare agli italiani il diritto al voto e già, dopo solo due giorni, sono incominciati a volare gli stracci. E siamo all’inizio. Cosa succederà dopo è un mistero. Il panico ha preso il sopravvento e ai piddini che già avevano prenotato un posticino nella mangiatoia è venuto un mal di pancia dopo aver ascoltato le parole di Giggino:- Alcuni punti del nostro programma sono irrinunciabili altrimenti si tornerà al voto-. Al voto, al voto. Ma cosa è saltato in mente al caro Giggino? Al voto, mai e poi mai. Il Pd si adeguerà turandosi il naso a tutto quello che lui vorrà e sarà inserito nel programma. Non ci sarà nessun problema. Non ci saranno ostacoli quando c’è un nobile fine da raggiungere. Il taglio dei parlamentari? Per tre volte hanno votato “No”, ora, però, per il loro bene e per il bene degli italiani voteranno “Sì”. Li accuseranno di incoerenza politica e di cambiare direzione come canne al vento? Chissenefrega! E il programma di svolta? Quale svolta. Non ci sarà nessuna svolta. E’ stato uno slogan, una frase ad effetto per prendere per fessi gli italiani. Ma gli italiani davvero sono tutti fessi? Non direi. Forse lo sono quelli che nelle ultime elezioni politiche hanno votato Pd e M5Stelle, perché hanno creduto alle loro bubbole. Si aprirà una nuova stagione politica. I lavoratori, i pensionati, i giovani studenti, i disoccupati, quelli che hanno perso il lavoro, le massaie, la gente comune che non arriva a fine mese perché percepisce una pensione di fame, non ci crede. E’ stata salutata in modo positivo solo da Trump, da Macron, dalla Merkel, da Bruxelles, dal Vaticano, dai Vescovi, dal mondo finanziario, dalle cooperative, dai cantanti, dagli attori e da alcuni giornalisti. Di quelli che non hanno mai lavorato e non hanno mai sofferto la fame e la miseria. E così Fiorella Mannoia non potrà più attaccare Salvini. Fazio e la Litizzetto non avranno più argomenti validi per “il tempo che fa”. Vauro ha finito di disegnare vignette con Salvini che cala le brache. Lerner e Travaglio dovranno inventarsi nuovi nemici da combattere. Zingaretti ha rilanciato il tema della scuola. Ma il problema scolastico non lo aveva risolto Renzi con “La buona scuola”? Zingaretti è andato oltre: formazione gratuita per i figli dall’asilo nido fino all’Università. Poteva, però, inserire nel programma per fare tutti contenti la culla sin dalla nascita e la cassa da morto gratuita per tutti. E di Amatrice e degli altri luoghi colpiti dal terremoto? I cittadini di Amatrice possono ancora aspettare. Dopo aver sistemato Franceschini, Gentiloni, Minniti, Del Rio, Orlando, gli amici e parenti nei posti di comando, allora, forse, si ricorderanno di Amatrice, dei terremotati che hanno perso la casa e della ricostruzione. E del lavoro e della disoccupazione giovanile? C’è tempo. Sono problemi che non interessano agli italiani. Molte famiglie non hanno pane. E quale è il problema? Gli daranno le merendine del Mulino Bianco, gli scaffali dei supermercati sono pieni. Ed ora lasciamoli lavorare in pace per il bene nostro. Per il momento sono interessati alle poltrone. Ancora una volta stanno prendendo per i fondelli il popolo italiano il quale, suo malgrado, è costretto a ingoiare qualsiasi rospo.

Foto ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Pubblicato in Amantea Futura

E’ nato, alleluia, alleluia!

E’ nato il Sovrano Bambino.

Così cantavano gli angeli e gli arcangeli in quella notte che fu così buia.

Ora risplende di un astro divino.

Cantate, suonate, squillate campane.

Venite pastori e massaie o genti vicine e lontane.

 

 

 

 

Dopo 2000 anni un altro astro questa volta però terreno risplende nel cielo romano.

E’ nato il secondo Governo “Giuseppi” Conte, così ha twittato il Presidente americano Trump.

Alla fine il M 5 Stelle e il Pd sono riusciti a partorire il governo dell’inciucio, nato per mettere K.O Salvini e per non andare alle elezioni politiche anticipate dopo il fallimento del governo giallo verde.

E al centro della scena, chiedo scusa, della mangiatoia, c’è un professore dell’Università di Firenze, uno sconosciuto professore universitario come ce ne sono migliaia in Italia.

Questo illustre sconosciuto all’improvviso è diventato protagonista della vita politica italiana.

Era un Re Travicello piovuto ai ranocchi, ora, grazie all’errore madornale commesso da Matteo Salvini, è diventato un Principe giallorosso.

E’ al centro della scena politica italiana e col rinnegare se stesso e quello che di buono ha fatto in 14 mesi di governo insieme alla Lega, si è preso il Movimento 5 Stelle e anche il Governo.

E’ nato! Alleluia!.

Tutti sono felici e contenti.

Esultano finanche i cantanti, gli attori e le attrici.

Il Padre di questo Bambino che tanto bene farà all’Italia è senza dubbio Zingaretti, la madre Di Maio.

Ora, sistemato il Bambino nella mangiatoia, si aspettano le visite dei Re Magi che portano oro, incenso e mirra al neonato e le visite dei tanti pastori che nei dintorni pascolano il gregge.

Venite gente, massaie e pastori, ad adorare il Bambino che è nato. La mamma lo coccola, lo bacia, lo accarezza .

Il padre è felice. Si

stemato il bambino ora bisogna sistemare i parenti e gli amici.

Come? Sistemando accanto alla mangiatoia comodissime poltrone.

Infatti gli invitati e i commensali col tovagliolo al collo aspettano con ansia l’arrivo delle portate.

E si spingono, si azzuffano, litigano per accaparrarsi i primi posti e i piatti succulenti per motivi di ingordigia.

Pubblicato in Mondo

Avremo un Governo giallorosso, un Governo formato da due partiti che in comune non hanno nulla, ma proprio nulla.

Si sono odiati e tuttora si odiano, sono divisi su tutto.

Una sola cosa li unisce: la poltrona.

Ormai Zingaretti, Orlando, Gentiloni, Franceschini, Minniti, Del Rio, Castagnetti, Martina con l’acquolina in bocca non credono l’ora di accomodarsi alla tavola imbandita e alcuni si sono legati già al collo il tovagliolo e aspettano con ansia l’arrivo delle portate.

Anche Matteo Renzi vuole accomodarsi alla mangiatoia, infatti è stato il primo a spingere per un governo Pd – M5Stelle, governo che fino ad ieri ha sempre osteggiato, ma ora ha fatto marcia indietro come un voltagabbana qualsiasi, forse per rompere le scatole al suo segretario del partito, perché spera in un prossimo domani di prendere il suo posto, posto che ha dovuto lasciare dopo la batosta sul referendum e sulle elezioni politiche del 4 marzo dello scorso anno. Questi signori che ho pocanzi nominato sono una combriccola di imbroglioni che stanno facendo una trattativa per accaparrarsi i Ministeri importanti e non discutono di programmi e di contenuti. Si sono riuniti varie volte in casa degli amici comuni, nel Parlamento, a Palazzo Chigi e hanno discusso soltanto dei personaggi da far accomodare nelle sedie della mangiatoia. Hanno discusso, si sono azzuffati, perché vogliono trovare un posto a Conte e a Di Maio per i 5 Stelle, ai tanti tromboni e trombati del Pd e agli ex Ministri dei governi Letta, Renzi e Gentiloni. La trattativa ancora in corso mentre scrivo è davvero complicatissima. Ci vogliono far credere che vogliono salvare l’Italia, invece stanno lavorando per salvare il loro posteriore. E gli italiani che stanno lasciando le spiagge assolate e stanno ritornando in città e al lavoro usato cosa dicono, cosa pensano di questa crisi di governo agostana, di questa crisi che comunque vada a finire, avrà delle conseguenze disastrose? Sono indignati. Sono nauseati. E il partito del non voto, secondo i sondaggi, aumenta. L’alleanza di facciata e di convenienza sono certo che avrà un finale disastroso. L’alleanza nata per punire il traditore, il fascista, il nazista, il razzista Salvini e per impedire agli italiani di andare al voto, è la fine della politica. Così ha twittato Enrico Mentana:- Che leader è un capo politico che giura:- Mai un governo col partito che ruba i bimbi alle famiglie con l’ellettroshock e poi un mese dopo è pronto a farci un governo? E che partito è quello che finge di dimenticare quelle accuse pur di tornare al governo dopo solo un anno di purgatorio?- Il primo, caro Mentana, è un quaquaraqua direbbe Sciascia. E quel partito che finge di dimenticare è “nu pisciaturu”. Purtroppo, già da stasera, tutto il Pd si è seduto a tavola con il M5Stelle e tutte e due hanno iniziato ad attribuirsi le poltrone che più contano. E così avremo ancora una volta un Governo non votato dagli italiani. Che sfortuna! Che maledizione! La sovranità non appartiene più al popolo. In 6 anni il Pd è andato al governo senza mai aver vinto le elezioni. Tutto è a posto, tutto è legittimo, purché non si dica che quello che fanno lo fanno per l’interesse dell’Italia e degli Italiani. Esulta Zingaretti dopo aver visto Di Maio e Conte. – Il confronto è partito, è un fatto positivo per dare un governo di svolta, un governo serio, non uno come il precedente, che è caduto dopo 14 mesi-. Sì, un governo che deve svoltare a sinistra, un governo serio, perché il precedente non lo è stato. Un governo molto serio, perché il precedente ha fallito. Il guaio è che in questo nuovo governo che sta per nascere ci saranno personaggi fallimentari che hanno governato la cosa pubblica per diversi anni e che sono stati bocciati dagli italiani perché ci hanno portato alla rovina e allo sfascio. E la chiamano svolta!

Direttore carissimo, il governo giallo verde è morto e seppellito, malgrado il Ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini vorrebbe farlo risuscitare. Ci riuscirà? Sarà molto difficile. Direi impossibile, dopo aver ascoltato in televisione quello che ha detto il Premier Conte nell’intervento al Senato alcuni giorni fa. Ma Salvini non molla, anche lui è attaccato alla poltrona come del resto Di Maio e Co. Per non parlare poi degli uomini politici del Pd.

 

 

Ha visto, direttore, sono apparsi in televisione e hanno fatto sentire la loro voce gente morta da diversi anni e che io avevo dimenticato.

Questa crisi di governo ha fatto addirittura risuscitare Romano Prodi, Walter Veltroni, Bersani, Massimo D’Alema, Pierferdinando Casini, Fratoianni, Verdini, Nencini, e mamma mia, anche la Rosy Bindi.

Mancano all’appello Cirino Pomicino, Gianfranco Fini, Ciriaco De Mita, Di Pietro e Buttiglione.

Il nuovo che avanza.

Ma se la crisi continuerà e Di Maio e Zingaretti non riusciranno a formare un nuovo governo con zombi che camminano e morti risuscitati, ne vedremo delle belle, dappertutto e non solo nel Parlamento Italiano. Non hanno più rispetto. Però applicano alla lettera la Costituzione Italiana, la più bella del mondo. La conoscono a memoria e citano spesso l’Art. 60:- La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per 5 anni-. Dunque, la legislatura deve durare 5 anni. Niente voto anticipato e chi lo vuole? Solo Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E gli altri? Gli altri hanno paura delle urne. E fanno bene a non far votare gli italiani, andrebbero a casa. Li vedremmo in fila all’Ufficio cerca lavoro che riempiono i moduli per richiedere il reddito di cittadinanza. E così faranno rientrare dalla finestra tutti quelli che gli italiani hanno ripetutamente cacciato dalla porta principale. Si farà un nuovo governo, con gli stessi uomini e niente veti. Il M5 Stelle non si farà dettare le regole dal Pd, il Pd farà altrettanto. Di Maio e Zingaretti sono pronti ad un governo di discontinuità e di svolta. Ma sanno il vero significato di discontinuità e di svolta? Non sarà facile formare un nuovo governo , dopo tutto quello che si son detti in questi anni, e per la distanza politica che hanno i due partiti e per l’eredità che lascia il governo dimissionato, però vogliono tentare. Ne hanno tutto il diritto, sono i due partiti maggiori usciti dalle urne il 4 marzo dello scorso anno. Tutto quello che faranno è perfettamente legittimo. Per me è un inciucio, per lei non lo sarà. Vabbè,   non la pensiamo allo stesso modo. Non vogliono un governo qualunque questa volta, ma un governo di svolta, un governo del fare e del disfare, che dia una speranza agli italiani. La Tav? Si può e non si può fare. Il reddito di cittadinanza? Sarà rivisto e corretto. Il decreto sicurezza? Sarà cancellato. E il taglio dei parlamentari? C’è tempo, abbiamo quattro anni di tempo. I porti? Saranno tutti aperti. L’accoglienza? Sono una risorsa. Sono davvero una risorsa vedere ogni giorno quei poveri ragazzi con un bicchiere di plastica in mano chiedere l’elemosina davanti ai supermercati. Tutti potranno venire in Italia e anche io cito il Vangelo come ha fatto Renzi nel suo intervento al Senato: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me-. E alle poltrone ci pensano? Non pensano alle poltrone, ai privilegi, ai lauti stipendi, pensano agli italiani. Che bella cosa! Che brave persone! Il M5Stelle e il Pd non lavorano per arricchire se stessi, per il vile interesse, per interessi personali e di partito come fa Salvini, loro lavorano e si sacrificano per arricchire il popolo italiano. Come? Tagliando i parlamentari, tagliando le opere inutili, chiudendo i porti e gli aeroporti inefficienti, chiudendo le scuole dove non si studia, chiudendo gli ospedali dove le formiche e gli scarafaggi camminano indisturbati nelle corsie. E così i grillini, ripuliti dal Pd, sono all’improvviso diventati presentabili. Il governo si può fare. Non ci sono ostacoli insormontabili.

Pubblicato in Italia

Anche nella nostra cittadina di Amantea questa mattina intorno alle ore 6 la Guardia Costiera e i Vigili Urbani hanno effettuato un blitz sulla nostra spiaggia, forse dietro segnalazioni e proteste di alcuni cittadini, sequestrando sdraio e ombrelloni che abusivamente erano stati piazzati sul bagnasciuga restituendo tutti gli spazi alla libera fruizione e disponibilità dei cittadini e dei turisti.

 

 

 

 

Gli ombrelloni e le sdraio venivano lasciati sul bagnoasciuga anche di notte, pronti per essere riaperti e utilizzati il giorno dopo senza dover cedere la priorità acquisita ad altri bagnanti.

Questa mattina, i furbetti della spiaggia libera, che credevano che la spiaggia fosse di loro proprietà, non hanno trovato nulla dei loro oggetti perché erano stati portati via dalla Guardia Costiera ponendo fine all’occupazione abusiva di luogo pubblico e degli spazi di spiaggia libera.

Alcuni hanno protestato, però non hanno chiesto la restituzione dei loro averi altrimenti avrebbero dovuto pagare una contravvenzione di 200 euro prevista per legge.

Al termine dell’operazione è stato riempito un camion del Comune di ombrelloni e sdraio.

Pubblicato in Campora San Giovanni

In questi giorni di crisi di governo molti uomini politici si stanno riempiendo la bocca facendoci credere che quello che stanno per fare lo fanno per il bene della nostra Italia. Dicono a parole che per loro l’Italia viene sempre prima di tutto. Balle! Una balla colossale che non sta in cielo né in terra.

 

 

Puntano a chiudere la crisi perché non vogliono elezioni politiche anticipate, non vogliono, Dio ce ne liberi!, consegnare su un piatto d’argento il Governo a Matteo Salvini, l’uomo solo al comando che ha chiesto pieni poteri al popolo, al fascista, al nazista, al razzista, a quello che ha chiuso i porti italiani ai poveri derelitti provenienti dai paesi africani ed asiatici fuggiti dalle guerre sanguinose. E così nei vari talk show giornalieri delle varie reti televisive e a tutte le ore del giorno siamo bombardati di commenti sulla crisi voluta da Salvini, sulla imminente sfiducia al Governo Conte, sul rimpasto di Governo, sul rimpastino, sul Governo di scopo, sul Governo di transizione, sul Governo di legislatura, sul Governo di responsabilità, sul Governo alla tedesca. Dicono che dobbiamo guardare al futuro e non al passato. E al futuro ci sono vari scenari, tutti diversi, tutti tremendi. Ormai abbiamo capito che la politica italiana, grazie a questi personaggi squallidi quanto fallimentari usciti dalle urne il 4 marzo dello scorso anno è diventata una farsa. Doveva nascere dopo il voto del 4 marzo un Governo formata dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle? Direi proprio di no, perché i due partiti politici avevano ed hanno idee diverse, programmi diversi, fini diversi. Infatti il percorso dopo appena un anno si è ulteriormente complicato dopo il voto al Senato del Movimento 5 Stelle contrario alla realizzazione della Tav e la ridicola apertura della crisi di Salvini, il quale, ora messo alle corde e con le spalle al muro, cerca di rimediare alla grave “cazzata” combinata. Dice Salvini:- Il mio telefono è sempre aperto-. Aspetta una chiamata da Di Maio che gli allungherebbe la vita, ma questi ha risposto a stretto giro di posta:-La frittata è stata fatta-. E se la telefonatina arrivasse per davvero? Non solo salverebbe la vita di Salvini e di Conte, ma anche la sua che mi pare sia anche in pericolo. La crisi di governo sarebbe congelata per mesi, per uno o due anni, in attesa che sia possibile tornare al voto, dopo aver votato il taglio ai parlamentari e una nuova legge elettorale. Salvini sarebbe ancora Ministro degli Interni, lo vedremo sicuramente nelle varie spiagge italiane a fare selfie e a fare strabilianti promesse che difficilmente potrebbero essere realizzate perché le casse dello Stato sono vuote. E vedremo anche il Premier Conte sempre seduto sulla comoda poltrona di Palazzo Chigi, però alquanto traballante, tirando a campare. Scenario tremendo, governo traballante, opposizione inesistente. E se le cose andassero diversamente? La crisi ha messo al centro della crisi politica personaggi squallidi, dimenticati, fallimentari. I giornali sono pieni di lunghe interviste dei vari personaggi sconfitti nelle urne o rottamati dai segretari dei partiti. E’ ritornato Rensi, Enrico Letta,Walter Veltroni, Bersani, Casini, addirittura D’ Alema! Ma Enrico Letta, quello di “Enrico stai sereno” non era a Parigi che insegnava nell’università”. E Veltroni non avrebbe dovuto lasciare l’Italia dopo la batosta elettorale e essere già in Africa ad aiutare la gente che soffre? E D’Alema dopo essere stato rottamato non doveva essere in mare con la sua barca a vela di 16 metri? Un comunista con una lussuosa barca a vela, amici. E Renzi dopo la batosta subita al referendum e alle elezioni politiche non doveva ritirarsi a vita privata o rinchiudersi in un convento a pregare e meditare? La crisi innescata da Salvini li ha resuscitati. Ha avuto il merito di resuscitare finanche Casini, l’uomo delle 10 legislature che oggi aspira, Zingaretti e Di Maio permettendo,a diventare il prossimo Presidente della Repubblica. Abbiamo assistito al ritorno dei rimossi e oggi pontificano, facendo credere agli allocchi che, loro e solo loro, che hanno fallito e che hanno portato l’Italia allo sfacelo, hanno la ricetta giusta per far ripartire la nave Italia, affondata dal Governo giallo-verde. Se fosse vivo ancora il grande Totò li guarderebbe in faccia e direbbe:- Ma mia faccia il piacere-.

Pubblicato in Belmonte Calabro

Il Governo giallo verde, Movimento 5 Stelle- Lega, nato dopo le elezioni del marzo dello scorso anno è morto, ma non è stato ancora seppellito.

Mancano ancora alcune pratiche burocratiche, tanto è vero che finanche la data delle esequie è stata stabilita. Ieri sera, però, due celebranti si sono messi d’accordo ed hanno stabilito che il 20 agosto p.v. potrebbe essere la volta buona per celebrare la funzione religiosa e dare sepoltura e l’estremo saluto al caro estinto.

Sulle prime pagine dei giornali, nei talk show giornalieri da diversi giorni tiene banco la crisi di Governo aperta da Matteo Salvini e la mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti del Premier Giuseppe Conte. Ieri, il Senato della Repubblica, ha approvato la calendarizzazione della crisi.

Conte si presenterà al Senato il 20 agosto.

A innescare la crisi di Governo è stato Matteo Salvini quando quasi tutti i parlamentari erano in ferie al mare o in montagna.

Crisi che dovrebbe portare alle dimissioni del Governo Conte, e quanto si è visto ieri sera, ad una nuova maggioranza governativa tra M5S e Pd. Il Pd, fino ad ieri l’acerrimo nemico del M5S, è pronto.

Si è risvegliato Renzi dal lungo letargo e si dice pronto a formare un nuovo governo istituzionale per impedire l’immediato scioglimento delle Camere e nuove elezioni che darebbero un successo alla Lega e formare una nuova maggioranza.

Da notare che fino a qualche giorno fa Renzi diceva che Di Maio e soci costituivano una banda di squilibrati. Anche il Segretario del Pd, Zingaretti, che, dopo aver predicato giorni e giorni a favore delle consultazioni anticipate, ora da buon voltagabbana, si è accodato a Renzi.

E si è accodato pure Franceschini che è in crisi di poltronite e ha rilanciato un patto di legislatura col M5S anche se sarà un percorso difficile e pieno di insidie, ma bisogna provarci.

Si è fatto sentire anche D’Alema il quale ha suggerito a Zingaretti finanche il nome del prossimo Presidente del Consiglio, l’attuale Presidente della Camera Roberto Fico.

Stiano attenti, ha spiegato Minniti, ex Ministro degli Interni.- L’unità tra due sconfitti non porta mai alla vittoria. C’è il rischio che passi la vulgata nazionale populista che quelli stanno là perché difendono le proprie poltrone-.

E’ proprio così. Non vogliono andare a votare perché dicono che vogliono salvare l’Italia dalla deriva fascista di Salvini. . Vogliono salvare se stessi. Povero Salvini.

Ti sei cacciato in un brutto guaio. Ti sei messo contro tutti e tutti si sono coalizzati contro di te.

Sei stato troppo ingenuo e in Parlamento, in questo Parlamento nato dopo il 4 marzo dello scorso anno, conti come il due di picche perché hai pochi Deputati e Senatori.

Caro Salvini, volevi le immediate dimissioni di Giuseppe Conte e le dimissioni non ci sono state. Il Premier ha voluto parlamentarizzare la crisi di Governo e si presenterà al Senato solo il 20 agosto, fra una settimana, per non cedere senza lottare alle tue richieste. La crisi da te innescata ha compattato il Pd e i vari cespugli e già si parla di un grosso e inaspettato inciucio per non fare votare gli italiani.

Dicevi tutti a casa. Ti avevo creduto. Non ha alcun senso tirare a campare tra siluri, compromessi, litigi, colpi bassi, pedate nel culo, ditate negli occhi, dicendo sempre no, non no, rinviando ogni decisione. Anche io speravo che andassimo al voto al più presto, così avremmo ricordato l’estate del 2019 non solo la più calda dal punto di vista meteorologico, ma anche dal punto di vista politico interessante e appassionata.

Con la campagna elettorale in bikini e sotto gli ombrelloni e i politici a fare comizi elettorali sulle spiagge assolate. E tu, Salvini, questa volta avresti fatto senz’altro col tuo beach tour tappa nella nostra città di Amantea.

Pubblicato in Italia

Il Senato della Repubblica ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle contraria alla realizzazione della TAV e il Governo giallo verde vacilla, sembra sull’orlo del tracollo finale.

Ma quale Governo?

Quello dei grillini o quello della Lega?

Quello di Di Maio o quello di Salvini?

A tutti è noto che il Governo attuale è formato da due partiti in conflitto permanente tra di loro.

Ma il 7 agosto u.s. in Italia c’è stata una novità mai vista prima in un’aula parlamentare.

Si sono presentati nell’aula del Senato due Governi, uno rappresentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maurizio Santangelo e l’altro rappresentato dal Vice Ministro dell’Economia Massimo Garavaglia.

Il primo invita a votare contro il progetto della TAV, il secondo, invece, invita a votare a favore.

Tutti ora parlano di crisi.

Ma quale crisi! Nessuno la vuole. Nessuno vuole rischiare il posto che occupa, nessuno vuole davvero andare a nuove elezioni.

La chiedono, questo è vero, però per finta.

Infatti tutti la stoppano sul nascere e subito Salvini tratta con gli alleati.

Al comizio di Salvini i politologi si aspettavano che il leader leghista lanciasse una bomba atomica.

Ha lanciato una bombetta che ha fatto un piccolo rumore, senza provocare alcun danno.

Certo, qualcosa si è rotto tra Lega e M5Stelle, però si continua ad andare avanti.

Conte, nella sua conferenza stampa di ieri sera, si presenterà in Parlamento non da dimissionario, ma chiederà alla sua maggioranza un voto di fiducia.

Vedremo chi staccherà la spina. Continueranno Di Maio e Salvini a prenderci per i fondelli?

Fino a quando abuseranno della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora questa loro pazzia si prenderà gioco di noi?

E qui mi sovviene la celeberrima poesia del grande Totò “A livella”:- Perciò, stamme a ssentì …nun fa’ ‘o restivo. Sti pagliacciate’e fanno sulo ‘e vive. Nuie simmo serie…………-

Sì, noi siamo seri. Il popolo italiano è serio e paziente. Ma fino a quando?

Per troppo tempo ci stanno prendendo per fessi e poi si lamentano che il popolo italiano non va più a votare. Non ne possiamo più. Noi siamo stanchi.

E’ arrivato ora il momento di reagire. Subito, senza indugio.

Domani sarebbe troppo tardi. Altrimenti ci sveglieremo una mattina e sotto casa troveremo manigoldi con manganelli e bottiglie di olio di ricino e il Parlamento Italiano, sordo e grigio, ridotto a un bivacco di manipoli.

Quo usque tandem……..

La storia è storia, e deve pure insegnare qualcosa.

Queste violente parole pronunciate da Cicerone nel Senato Romano provocarono l’inizio della sconfitta di Catilina e della sua congiura per rovesciare la Repubblica.

Pubblicato in Belmonte Calabro

Intervento del maestro Francesco Gagliardi in occasione della II Edizione Premio Letterario di poesia inedita “Ines Nervi in Carratelli”, Domenica 28 luglio 2019 in San Pietro in Amantea, bruscamente interrotto dalla moderatrice Fabrizia Arcuri che ha lasciato basiti gli spettatori ansiosi di voler conoscere la storia di questa donna eletta Sindaco nel lontano 1946, la prima donna in Italia ad aver ricoperto una carica istituzionale.

Domenica 24 marzo scorso mia figlia Teodora mi ha segnalato che su un settimanale era comparso un articolo a firma di Rosalba Tapini dal titolo: E’ calabrese la prima donna Sindaco in Italia. Il settimanale si chiama RIVIERA. Ho acceso subito il computer, ho digitato wwwRivieraweb.it, ho scaricato il PDF ed è comparsa una bella pagina a colori col titolo a caratteri cubitali:Bentornata Primavera. Ho incominciato a sfogliare il settimanale e nella rubrica dedicata alla Cultura a Pag.21 è comparso effettivamente l’articolo che andavo cercando:- E’ Calabrese la prima donna in Italia -. C’era anche una foto in bianco e nero di una bella ragazza. Poiché l’articolo parlava di una prima donna Sindaco in Italia, di una maestra elementare, di una donna che nel lontano 1946 aveva ricoperto una carica istituzionale, ho subito pensato alla mia carissima maestra di Quinta elementare, ahimè scomparsa, al primo Sindaco del mio paesello eletto dopo la triste esperienza fascista e dopo tre anni di esperienza commissariale tanto tormentata e travagliata. Nulla di tutto questo. La foto non era della Sig.ra Ins. Ines Nervi in Carratelli, la mia maestra, ma di un’altra maestra di un Comune della Provincia di Cosenza, San Sosti. Secondo l’articolista il Sindaco di San Sosti Caterina Tufarelli è stato il primo Sindaco donna in Italia dopo la caduta del fascismo e non la maestra Ines Nervi in Carratelli. Ci sono rimasto malissimo. Ma come è possibile che ancora oggi, ci siano persone che vogliono cambiare la storia e i fatti storici pubblicando fake news. Anche donna Ines, eletta Sindaco di San Pietro in Amantea è una delle prime Sindaco elette in Italia, appartiene anche lei di diritto alle “ donne del “46 “ a quelle donne che per la prima volta andarono a votare. Il diritto al voto, prima delle elezioni amministrative dopo la caduta del regime totalitario fascista, era limitato ai soli uomini. E non a tutti. La strada per la democrazia fu lunga e difficile. Le donne ed i poveri non avevano diritto al voto, perché secondo un’opinione consolidata solo gli uomini ricchi potevano dedicarsi alla politica. Spettava soltanto a loro decidere per tutti.. Perché le donne avessero gli stessi diritti degli uomini si dovette aspettare il 10 marzo del 1946. Finalmente dopo un serrato dibattito politico il Parlamento Italiano con una apposita legge considera che le donne in Italia, avendo compiuto il ventunesimo anno di età, hanno pari opportunità,sono considerate cittadini pari agli uomini. E così le nostre mamme, le nostre sorelle, le nostre care ed amate nonne, anche se non sapevano leggere e scrivere ed erano nullatenenti e non iscritte al registro del focatico comunale, andarono a votare per la prima volta nella loro vita. E la loro prima volta non fu come erroneamente alcuni scrivono e come molti pensano il Referendum del 2 giugno 1946 quando si votò per scegliere tra Monarchia e Repubblica, bensì le elezioni amministrative del marzo 1946, quando si votò per eleggere i Consiglieri Comunali. Le donne in quella tornata elettorale si presentarono alle urne in massa e l’affluenza fu davvero strepitosa. Votò l’89% degli aventi diritti al voto.

La Calabria ha un primato negativo. Sempre nelle elezioni amministrative del 1946, Zaccanopoli, piccolo centro con poco più di mille abitanti in provincia di Vibo Valentia, risulta l’unico comune italiano in cui si registra la totale astensione delle donne avente diritto.

Cosi come bisogna attendere le elezioni politiche del 1963 per vedere, per la prima volta nella storia, una donna calabrese eletta al Parlamento della Repubblica Italiana, l’insegnante crotonese laureata in filosofia, Jole Giugni Lattari, deputato del IV Parlamento repubblicano, presentata nella lista del Msi.

Nel 1946 all’incirca duemila donne vennero elette nei Consigli Comunali, solo undici vennero elette poi Sindaco. Poche allora, ma poche anche oggi ricoprono la carica di Sindaco, fanno eccezione il Sindaco di Roma e di Torino Raggi e Appendino. Il Sindaco donna della nostra cara Amantea eletta dopo oltre 70 anni dal 1946 venne disarcionata dopo appena due anni. Il nostro Sindaco, invece, venne eletto nel marzo del 1946 con una lista del Partito della Democrazia Cristiana appena nato in contrapposizione ad una lista civica di ispirazione monarchico liberale “La Stella”, capolista e disegnato candidato Sindaco l’Avv. Ottavio Policicchio. Anche San Pietro in Amantea, dunque, piccolo Comune della Provincia di Cosenza, ma allora gli abitanti erano all’incirca 1500 e gli elettori più di mille, nel lontano 1946 assurge agli onori della cronaca provinciale, regionale e nazionale: elegge Sindaco una donna. Grazie a donna Ines oggi il nostro paese è conosciuto in tutta Italia. Si votò, come abbiamo visto, il 24 marzo 1946 e il 31 marzo, dopo una settimana i consiglieri elessero il Sindaco. Ecco perché appare la data del 31 marzo 1946 nella elezione a Sindaco di donna Ines. Molti giornalisti hanno la memoria corta. Io l’ho vissuto quel tempo, anche se ancora indossavo pantaloncini corti, ed ho partecipato a tutte le manifestazioni elettorali, alle riunioni, ai comizi e all’occupazione del municipio ed alla rivolta dei contadini contro la mancanza del pane e della farina. Con le prime elezioni dell’Italia liberata iniziò la vera rivoluzione antifascista e democratica, venne restituita agli italiani l’arma del voto. Nei due mesi precedenti il Governo dovette affrontare gravi problemi di ordine pubblico in Toscana, in Calabria, ma soprattutto nelle Puglie e in Sicilia, dove si era esasperata la vicenda del separatismo siciliano. Anche nel nostro Comune la Prefettura e il Commissario Prefettizio dovettero affrontare problemi di ordine pubblico non molto gravi ma significativi. Il clima politico era molto arroventato ed incandescente. Vi fu una manifestazione di protesta organizzata dal nascente Partito Comunista Italiano. Ci fu un tentativo di saccheggio, andato a vuoto per il pronto intervento dei Regi Carabinieri di Amantea, nei locali di Via Margherita dove Proto, negoziante di Amantea, custodiva la farina. Il 22 aprile 1945 circa 200 persone inscenarono una manifestazione di simpatia verso Vincenzo Carratelli, marito del futuro Sindaco, del quale si invocava il ritorno a Commissario Prefettizio.

Riprendendo il discorso che ho fatto all’inizio, non è vero che la prima donna Sindaco in Italia è la Maestra Caterina Tufarelli Palumbo del Comune di San Sosti e che seguirono in ordine di tempo Ines Nervi in Carratelli e Lydia Toroldo Serra del Comune di Tropea. Ines Nervi insieme alla Tufarelli sono le prime Sindaco ad essere elette in Italia. Per la Tufarelli vale l’elezione del 24 marzo, mentre per la Nervi quella del 31 marzo. Sbagliato, ecco perché mi sono incavolato ed ho protestato.

Anche il Sindaco di San Pietro in Amantea Ins. Ines Nervi in Carratelli fu una delle prime donne in Italia a ricoprire una carica istituzionale dopo la caduta del fascismo Il suo ritratto ora si trova nella stanza dedicata alle donne nel Parlamento Italiano accanto alle altre 10 donne più famose d'Italia. Il 3 maggio 2017, il ritratto della mia maestra venne affisso nella Sala delle Donne in aggiunta a quelli delle Madri della Repubblica. Il nostro amato Sindaco è stato ricordato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio alla presenza dell’allora Presidente della Camera dei Deputati On.Laura Boldrini. Anche il Consiglio Comunale di San Pietro in Amantea ha voluto ricordare l’amato Sindaco che qualcuno in modo dispregiativo lo definiva ”Sindaco in gonnella” intitolando in suo onore la nuova Sala del Consiglio Comunale per ricordare alle nuove generazioni il suo nome e l'azione politico amministrativa svolta.

E, purtroppo, alcuni, malgrado tutto, ancora scrivono che la prima donna in Italia a ricoprire una carica istituzionale è la calabrese di San Sosti. Sapete perché? Perché era una donna molto conosciuta negli ambienti politici di allora. Aveva frequentato il Liceo Classico di Roma, fu compagna di scuola delle figlie dell’allora Presidente del Consiglio On. Alcide De Gasperi, sposò nel 1941 l’Avv. Baldo Pisani, dirigente provinciale della Democrazia Cristiana, Dirigente della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, Presidente della Provincia di Cosenza. Ecco, avendo un canale privilegiato con interlocutori di questo calibro, ogni qual volta si parla di Sindaci donne elette per la prima volta in Italia, si fa sempre il nome del Sindaco di San Sosti e il nostro Sindaco Donna Ines viene dimenticato. Giustizia è stata fatta, però.. L’11 novembre del 2016 la Presidenza del Consiglio aveva deciso di onorare il ricordo delle prime donne italiane elette nelle elezioni amministrative del 1946 con una targa celebrativa. Erano stati invitati alla cerimonia i rappresentanti dei Comuni. Il nostro Comune era stato ignorato. Poi, però, dopo aver mandato copia della Delibera del Consiglio Comunale, finalmente anche il nostro Sindaco dimenticato è stato ricordato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il 24 marzo 1946 rappresenta, dunque, negli annali della vita amministrativa del Comune di San Pietro in Amantea una data storica: votarono per la prima volta le donne, venne eletta Sindaco una donna. Da quel giorno fatale le donne non furono più considerate solo casalinghe o lavoratrici senza voce, ma fautrici a pieno titolo della nuova politica italiana.

Malgrado tutto questo ancora c’è qualcuno che mette in dubbio la veridicità di quello che io ho pubblicato e documentato Così scrive il Corriere della Calabria:- Andrebbe verificato ad esempio se anche il Comune di San Pietro in Amantea abbia espresso davvero sempre nel marzo del 1946 un Sindaco donna nella figura dell’Ins. Nervi Ines in Carratelli. Se così fosse la Calabria rappresenterebbe per l’epoca la punta più avanzata della rinascita dell’impegno femminile nella politica comunale -. Purtroppo la storia ha preso un’altra strada. La presenza delle donne nella vita politica e amministrativa si è andata rarefacendo.

San Pietro in Amantea è quasi come il paesino Rio Bo descritto magistralmente dal grande poeta Aldo Palazzeschi, solo che il ruscello che lo bagna non si chiama Bo. Accoccolato a levante ai piedi delle colline Ripostelle e Timponi Ferri, dal fondo valle e da Amantea risulta invisibile, né del resto verrebbe voglia di cercarlo all’ignaro viaggiatore, distratto da una vista di singolare fascino.

“Tre casettine…un verde praticello, un esiguo ruscello…un vigile cipresso. Microscopico paese, è vero, paese da nulla…c’è sempre disopra una stella, una grande magnifica stella, che occhieggia con la punta del cipresso. Chi sa se nemmeno ce l’ha una grande città”.

Palazzeschi descrive un paesaggio immaginato dalla fantasia di un fanciullo. Rio Bo è davvero un piccolo paese, con poche case, un praticello, un ruscello con un alto cipresso che fa da sentinella al villaggio. Le case hanno i tetti spioventi. Sopra questo piccolissimo paese c’è sempre una stella che di notte sembri che giochi con la punta del cipresso: questa è una stella davvero splendente e innamorata di questo paese così minuscolo ma bello che non la possiede neanche una grande città. La vita in questo paesello si svolge serena e tranquilla, fatta di cose piccole e semplici. Non c’è il rumore e il frastuono delle grandi città, non c’è confusione. Tutto si svolge regolarmente. Anche San Pietro in Amantea è un paesino minuscolo ma bello e tranquillo e il nostro caro poeta scomparso Giacomino Launi nella poesia “U paise miu” ce lo descrive proprio così, con “nu truppiellu’e case anniricate”. Le case, è vero, sono quattro casette “ncapu ‘nu cozzariellu, ammunzellate”, attaccate le une alle altre, la maggior parte ad un piano. Sembrano le casette di Natale. Porte e finestre quasi uguali, con una scalinata esterna. L’altro poeta vivente, il caro amico e collega Michele Sconza Testa, lo descrive come un antico paese, “ameno luogo di quiete serena” che “s’erge silente sul lieve pendio di un verde colle”. Il verde colle è Timpone Ferri che ogni tanto, d’estate, qualche sciagurato cerca di distruggerlo. Le case sono antiche, imbrunite dal tempo che ci ricordano passioni, letizie, eventi e il triste abbandono dell’emigrante, che spinto dalla fame e dal bisogno, dovette abbandonare i propri affetti. E sul campanile della vecchia chiesa una rude campana riempie la quiete del borgo di soavi note. A sera si sentono i canti degli uccelli e uno zeffiro mite che dolcemente spira e allieta, ristora e rallegra i cuori dei pochi residenti.

Nella grande piazza principale, una delle più belle e più grande della Calabria, non c’è un cipresso ma un albero maestoso che fa da sentinella al paese le cui chiome verdi si scorgono da lontano. Al di sopra di questo albero secolare ( ha 119 anni) c’è davvero sempre una stella che occhieggia con le punte dell’albero e sembra che voglia guidare il viandante o il pellegrino verso la Chiesa della Madonna delle Grazie.

Anche San Pietro in Amantea è un paesino sperduto come Rio Bo e, malgrado ciò, ci sono molte validissime ragioni per venirlo a visitare. Offre panorami unici, incantevoli, scorci di rara bellezza. E’ un paesino collinare dove si sta proprio bene, l’aria è buona ( tantissimi anni fa molti cittadini di Amantea venivano ad estivare nel nostro paese ), il vino ottimo ( ne sanno qualcosa i veri intenditori e quelli che frequentavano le cantine da Chiazza e da Taverna), la gente cordiale e affabile, le strade pulite. Tantissime persone si innamorarono di questo borgo antico e lo scelsero per i loro soggiorni estivi. D’estate è bello fare magnifiche passeggiate lungo la vecchia strada statale fino alla Contrada Cannavina, C’è un panorama mozzafiato. Amantea sembra essere sotto i tuoi piedi. Si vede un mare azzurro intenso e durante le giornate limpide si vedono il Vulcano Stromboli col pennacchio di fumo, Lipari, Panarea, Alicuti e Filicuti e certe volte finanche l’Etna. Se poi qualcuno desiderasse fare lunghissime passeggiate tra le campagne e tra i boschi, magari in cerca di frutta fresca e di notevoli attrazioni naturalistiche, consigliamo la passeggiata lungo la strada comunale S. Pietro- Sant’Elia, regolarmente asfaltata. E in ultimo vi consiglio di visitare San Pietro in Amantea specialmente nei mesi estivi perché vi si svolgono tantissime feste e sagre paesane. San Pietro in Amantea è un paese di spiccate tendenze festaiole. Si comincia con le feste organizzate dal Bar della Piazza nel mese di giugno, con la grande festa della Madonna delle Grazie dell’1 e 2 luglio. Il 23 e 24 luglio con la festa di Sant’Elia nella omonima contrada. E poi il 12, 13, 14 agosto con le varie sagre paesane e col caratteristico ballo del “purcelluzzu”. Il 23 e 24 agosto con la festa del nostro Santo Patrono San Bartolomeo Apostolo. Una volta si svolgeva una grande fiera di merci e bestiame frequentata da tanti commercianti provenienti da altre provincie. E infine il 28 e 29 settembre con la festa di San Michele Arcangelo nella Contrada Gallo. Cibi genuini in abbondanza e carne di maiale nero allevato con cura dai contadini del luogo. Il tutto innaffiato da un ottimo e genuino vino locale.

Il centro storico e le contrade si prestano per una visita attenta e debitamente “slow”, le cose da vedere e da gustare sono tante.

Intanto, amici lettori e carissimi “Mantioti”, segnatevi la ragione ultima e vera per la quale vi sto dicendo tutto questo: dal 22 giugno u.s. potrete visitare ed ammirare la vecchia casa di Don Achille Lupi in Via del Popolo riconvertita in centro sviluppo innovazioni gastronomia calabrese e la vecchia chiesa di San Bartolomeo Apostolo nella omonima Via in parte distrutta dal terremoto del 1904 e riconvertita in sala polifunzionale e centro espositivo arte orafa calabrese. Ma speriamo al più presto potrete visitare e ammirare, restando a bocca aperta, Il Museo delle Comunicazioni in Contrada Muglicelle, a 500 metri dal centro abitato, lungo la vecchia statale e prima della Variante, voluto ardentemente e realizzato con enormi sacrifici, malgrado le alterne vicende, dal dinamico e intraprendente Frate Francescano Padre Pio Marotti, ex Parroco di San Pietro in Amantea.

Pubblicato in Basso Tirreno
BANNER-ALTO2
Evidenzia HTML

I Racconti

© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy