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occhialiL'oculistica è una branca della medicina e si occupa di tutte le patologie che hanno a che vedere con l'occhio umano, l'organo più delicato in assoluto.

Al suo interno è presente l'oculistica pediatrica, oculistica che segue il bambino dai primi mesi di vita fino all'età adolescenziale

Il percorso che seguirai con il tuo oculista inizia dalla scoperta della patologia oculare fino ad arrivare alla sua eliminazione/attenuazione. 

La patologia verrà scoperta mediante visita oculistica presso studio e la sua eliminazione dipende dal tipo di patologia, dall'età e dalle esigenze specifiche del paziente. Alcune patologie potranno curarsi tramite uso di medicinali (gocce) altre tramite l'utilizzo di apparecchi visivi (occhiali o lenti a contatto) e altre tramite intervento chirurgico refrattivo.

Come scegliere il proprio Oculista?

La scelta del proprio oculista è un momento particolarmente importante e delicato. In questo articolo vi spiegheremo passo passo come scegliere l'oculista che fa per voi. Di oculisti a Roma ne esistono tantissimi, di professionisti seri sicuramente di meno.

oculistaQuali sono i parametri per scegliere un oculista a Roma? Su che base uno studio oculistico è migliore di un altro? La vostra scelta sicuramente ricadrà in un mix delle seguenti caratteristiche

3 Parametri da monitorare durante la scelta dell'oculista

1) Esperienza e Curriculum dell'Oculista:

Sarà fondamentale per chi cerca un aiuto medico di scoprire che il professionista al quale vi state affidando abbia le reali qualifiche e l'esperienza più idonee al caso.

Un professionista mette sempre in mostra il proprio curriculum vitae, certifica i suoi studi e le sue esperienze pregresse, sia gli anni di formazione post laurea sia gli anni di professione presso il proprio studio oculistico

Una ricerca su internet vi servirà come primo screening per capire chi vi troverete di fronte

2)Professionalità e fiducia trasmessa dall'oculista scelto:

Dopo aver analizzato il curriculum vitae dell'oculista bisogna scoprire a che tipo di persona vi state rivolgendo.

A chi state affidando la cura dei vostri occhi? Questo ovviamente non lo scoprirete su internet ma vi servirà come minimo una chiacchierata telefonicamente e meglio ancora un incontrarlo di persona per conoscerlo.

Dovrete uscire da questo incontro con la piena fiducia del vostro medico, dovrà trasmettervi professionalità e serenità, dovrà essere riuscito a creare un rapporto di fiducia reciproca, così da aumentare in le percentuali di riuscita finale dell'intervento o della cura.

3) Uno studio all'avanguardia con strumenti di ultima generazione:

Questo potrete vederlo solo con i vostri occhi. Lo studio stesso vi dovrà trasmettere fiducia. Vi trovate in un ambiente pulito? Professionale? Sono rispettati gli orari comunicati o avete dovuto aspettare 1 ora prima di essere ricevuti? Questi sono tutti segnali ed indizi da prendere in considerazione.

Oculista Roma Michele Vitiello

Michele Vitiello è presente da diversi anni a Roma. 2 sono gli studi dove riceve i suoi appuntamenti, Via Bresadola e Villa Massimo più un terzo a Formia.

Perché siamo fortemente convinti che Michele Vitiello possa essere l'oculista a Roma che fa per te?

1) Curriculum:

Il suo curriculum non è un mistero, potete trovarlo facilmente sul suo sito. Qui di seguito gli avvenimenti più importanti

nasce a Formia il 17 febbraio 1978 e dopo aver terminato gli studi classici a Formia si trasferisce a Roma, Laureandosi alla Sapienza dove si è specializzato in oftalmologia (oculistica)

La sua formazione post laurea universitaria si divide tra le città di Roma e Milano.                                                                                                    
Roma il suo periodo di formazione specialistica riguarderà soprattutto oftalmologia pediatrica e dell’uveiti, una particolare infiammazione dell’occhio.

A Milano svolge il suo periodo di specializzazione affiancando il Professor Nucci.

Dal 2017 lavora presso il proprio studio. È specializzato negli interventi chirurgici del segmento anteriore dell'occhio

2)L'importanza di trasmettere fiducia:

Michele Vitiello sa come creare la giusta empatia con i suoi pazienti. Non ha caso è rinomato non solo per la sua bravura chirurgica, ma anche per il suo lato di profonda umanità

3) Professionalità e studio all'avanguardia:

Nel suo studio troverete tutti i macchinari di ultima generazione, sia per le diagnosi sia per gli interventi di chirurgia refrattiva, oltre alla professionalità ed organizzazione che uno studio di questo genere deve avere 

Prenota una visita oculistica e affidati finalmente alla persona giusta.

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barboneUn uomo a Palermo cosparge di benzina il giaciglio di un clochard che dormiva sotto i portici del chiostro dei Padri Cappuccini e poi gli da fuoco senza nessuna pietà. Era convinto che quel povero disgraziato fosse l’amante di sua moglie che lo aveva abbandonato. Dio mio come siamo caduti così in basso. Gesti e atti scellerati di questo genere si sono verificati, purtroppo, anche in Calabria. Chi non ricorda il povero Cocò, il nonno e la sua compagna bruciati in macchina? Bruciare vivo un uomo che dorme tranquillamente nel suo giaciglio di fortuna, un uomo mite, buono, che non dava fastidio a nessuno, vuol dire che i cuori degli uomini si sono pietrificati, induriti. Vedere le crude immagini di un uomo che brucia e che grida di dolore ci strappa il cuore. Un gesto così efferato ci riempie di dolore e di rabbia. L’uomo bruciato aveva 45 anni e si chiamava Marcello Cimino e frequentava il centro di assistenza ai poveri dei francescani. Aveva abbandonato la sua casa e le due figlie in seguito alla separazione della moglie. Ogni tanto faceva dei lavoretti abusivi per guadagnarsi da vivere. Quello che è successo a Palermo non fa onore a questa città siciliana e ai siciliani in genere conosciuti in tutto il mondo come persone gentili, affidabili, disponibili, pronti ad aiutare gli altri, solidali con gli ultimi. Ma andando indietro nel tempo mi vengono alla memoria come un flash back cose ancora più terribili e inquietanti, quando i mafiosi scioglievano nell’acido i bambini o quando muravano nel cemento gli uomini del clan avverso. Tutti in città ora fanno l’esame di coscienza. Dapprima si era pensato che il gesto criminale fosse stato compiuto da una banda di ricchi balordi che per gioco, per divertimento danno fuoco ad uomo che dorme tranquillo per terra. Poi ad una banda di ragazzi venuti da fuori, forse ubriachi o in preda alla droga. Ma la tecnologia questa volta è venuta in aiuto alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura. Le telecamere nascoste hanno mostrato un uomo che cosparge di benzina Marcello e poi gli da fuoco. Niente, dunque, gioco, niente droga, niente razzismo, niente depravazione, niente gioventù bruciata. Marcello è stato arso vivo da un altro uomo come lui, che conosceva benissimo e che forse stava vivendo gli stessi suoi problemi. Lavorava in una pompa di benzina e per questo si era potuto procurare il secchio bianco e poi riempirlo di benzina. Ho appreso la triste notizia mentre guardavo la televisione e alcuni giornalisti sportivi si accapigliavano discettando di rigori dati o non dati, di Juventus e Milan, di gol in fuorigioco e di arbitri non all’altezza. Poi i titoli di coda. Un uomo è stato bruciato vivo a Palermo. Ho spento la televisione e sono stato preso da un senso di dolore e di colpa. Ancora una volta gli uomini cattivi hanno ucciso un loro fratello, hanno ucciso Nostro Signore. Non l’hanno messo in croce. Peggio hanno fatto. Lo hanno bruciato vivo mentre dormiva. Il Signore ci ammonisce:- Ogni qual volta fate queste cose ad uno solo di questi miei fratelli lo avete fatto a me-. Ma gli insegnamenti del Vangelo, oggi, purtroppo, vengono da tutti ignorati e calpestati. Cominciamo, perciò, almeno noi che ci professiamo cristiani, cattolici, apostolici, romani, a riconoscere subito Gesù in chiunque ci passa accanto e trattiamo ogni prossimo come realmente tratterremmo Gesù.

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Tensione a Napoli per l’arrivo di Salvini. Tafferugli lungo le strade con la Polizia. Ingenti danni alle cose e alle persone causati dai black bloc. Cittadini spaventati si rifugiano nei negozi e nei bar.

Il Ministro Minniti mette a tacere il Sindaco di Napoli De Magistris. Salvini bastardo, ti diamo una lezione.
Questi sono i titoli giornalistici a caratteri cubitali che campeggiano sulle prime pagine dei maggiori quotidiani italiani dopo il disastro di Fuorigrotta e la guerriglia urbana scatenata dagli antagonisti, dai centri sociali e dai black bloc che volevano impedire con la forza e con la violenza, coadiuvati dal Sindaco De Magistris, che Matteo Salvini, leader della Lega Nord, venisse a Napoli e partecipasse alla riunione alla Mostra D’Oltremare con i suoi simpatizzanti leghisti giunti a Napoli da tutta l’Italia meridionale.
Un centinaio di contestatori volevano impedire con la violenza chi deve parlare in pubblico e chi no.

 

Loro hanno tutto il diritto di protestare, scendere in piazza, manifestare in modo violento in tutte le piazze d’Italia, gli altri, che la pensano diversamente da loro, devono stare zitti, non possono manifestare le loro idee. Guai a loro. Chi osa protestare va annientato..
La scena napoletana è stata già vista altre volte, solo che questa volta ha trionfato la democrazia e un dettato della nostra Costituzione, dicono che sia la più bella del mondo, è stato fatto rispettare. Dice l’Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Mi voglio soffermare e come potrebbero fare altri domani sulla parola “Tutti”, perché tutti i cittadini, uomini e donne, giovani e vecchi, alti e bassi, ricchi e poveri, laureati e analfabeta, hanno diritto ad esprimere le proprie opinioni e poi sull’avverbio”liberamente”, perché tutti hanno diritto a dire ciò che vogliono senza però ingiuriare, diffamare, calunniare, istigare a delinquere. Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente. Non ho mai votato Lega né intendo votarla domani. Non condivido le idee di Salvini, le sue opinioni sull’Italia meridionale, sull’Europa e sull’euro. Sono lontane anni luce dalle mie, ma non per questo io desidero la sua morte fisica. Non lo odio, non lo ingiurio, non lo calunnio.

Combatto democraticamente con lo scritto, con la parola, col voto, le sue idee perché non le condivido. Perché odiarlo? In politica come negli altri campi non si odiano gli avversari, si combattono.
E io combatto Salvini non facendo il segno di croce sul simbolo di Goffredo di Giussano sulla scheda elettorale che il Presidente del seggio mi consegna quando vado a votare. Forse un po’ di coerenza, un po’ di umiltà, un po’ di democrazia, un po’ di buon senso, un po’ di libertà, non sarebbe così disprezzabile.

Essere onesti, sinceri, umili, rispettosi degli altri, democratici, non è un peccato, ma un merito. Invece, ieri, per l’arrivo a Napoli di Salvini c’è stata alta tensione. Bottiglie molotov e sassi contro la Polizia. Hanno protestato i giovani e meno giovani.

Erano vestiti completamente di nero con volti coperti e caschi. Hanno aggredito in modo violento le Forze dell’Ordine. Ma alla fine Salvini è arrivato a Napoli e ha potuto parlare liberamente dopo il braccio di ferro tra il Prefetto, i manifestanti, gli organizzatori dell’evento e il Sindaco di Napoli.

De Magistris non ha partecipato alla manifestazione, era presente però sua moglie. Ha sostenuto la battaglia dei centri sociali, degli antagonisti, ha soffiato sul vento della protesta. E’ intervenuto anche il Ministro degli Interni On. Minniti il quale aveva dato precise disposizioni al Prefetto perché fosse assicurato il diritto costituzionale a Salvini a tenere la manifestazione. Ha poi smontato De Magistris e commentato gli scontri e placato il Sindaco.

Bisognava far parlare anche l’avversario più radicale. Questa è democrazia, bellezza. Certo, la Napoli migliore, la Napoli democratica e libera, non si riconosce in questa gentaglia, in questi sedicenti rivoluzionari figli di papà che hanno cercato di impedire ad un uomo politico di parlare, di esprimere le proprie idee, che si arrogano il diritto di decidere chi possa venire a Napoli e chi no. L’Italia non è questa.

 

C’è un’altra Italia che non scende in piazza , che non brucia cassonetti della spazzatura, che non danneggia bar e negozi, che imbratta muri, che lancia molotov contro le Forze dell’Ordine, che non è violenta, che non si riconosce in questi facinorosi, esagitati.
C‘è un’Italia pulita, libera, democratica, onesta, che purtroppo il giorno delle votazioni se ne sta comodamente seduta a casa e non va a deporre nell’urna la scheda elettorale. E sbaglia.

E lascia agli altri il compito di decidere e sbaglia ancora un’altra volta.

Ed ecco i risultati. Napoli amministrata da un ex magistrato che sta a fianco dei violenti e contro lo Stato.

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