BANNER-ALTO2
A+ A A-

banca-popolare-bariE’ assolutamente singolare che la nascente “Banca del Sud” sotto l’egida del Mediocredito Centrale voglia escludere una Regione del Sud, la Calabria, dal suo perimetro operativo, operazione che, unita alle altre, porta ad un’ulteriore riduzione della presenza del credito in una Regione che va sempre di più verso la desertificazione bancaria.

E’ quanto sta accadendo alla Banca Popolare di Bari, che dovrebbe essere proprio la capofila del suddetto progetto. Infatti, il piano industriale 2020-2024, presentato nei giorni scorsi alle OO. SS. dal management della Banca, prevede la chiusura di ben 6 delle 7 filiali presenti sui territori calabresi, quali Rende, Lamezia Terme, Amantea, Scalea, Trebisacce, Casali del Manco. Una decisione che non trova, invece, riscontro nelle altre Regioni del Sud Italia. Non si comprendono le ragioni aziendali per cui si debbano abbandonare ambiti territoriali ove insistono una prestigiosa Università; una significativa area industriale; un aeroporto internazionale; realtà turistiche, commerciali e agricole importanti.

La Banca Popolare di Bari, peraltro, esprime in Calabria significative quote di mercato (in alcune località rappresenta l’unico presidio bancario), con punte importanti che nella provincia di Cosenza, addirittura, superano altre province del Sud Italia.

Non intendiamo assumere sterili posizioni campanilistiche ma riteniamo ingiustificabile l’idea di abbandonare territori storici della Banca ove essa opera sin dal 1999. Realtà consolidate che laddove venissero dismesse, ciò avverrebbe in palese contraddizione con la dichiarata intenzione di rilanciare l’attività bancaria in tutto il mezzogiorno.

Cosa ne sarà della clientela calabrese? Cosa ne sarà, soprattutto, del Personale coinvolto nelle discutibili scelte aziendali, considerato che il taglio delle filiali non garantirebbe un loro riutilizzo in Calabria?

Chiediamo che i vertici della Banca rivedano nel suo complesso i termini del piano industriale da attuare nel periodo 2020-2024 che non può prevedere l’azzeramento, di fatto, della presenza in Calabria, la chiusura di uffici di direzione generale e gli interventi di esternalizzazioni di attività. Tanto al fine di non indebolire ulteriormente nella nostra Regione i livelli occupazionali, il livello dei servizi e dell’assistenza finanziaria sinora forniti e per consentire al tavolo negoziale di gestire adeguatamente le possibili ricadute su tutto il Personale coinvolto dal piano in questione.

Infine, esprimiamo con forza la nostra convinzione che le scelte scellerate di alcuni manager operate negli anni non possono ora ricadere sulle Lavoratrici e i Lavoratori della Banca, sulle imprese e le famiglie calabresi, già duramente colpiti. Per tali ragioni, non esiteremo a mettere in campo ogni azione utile ad evitare ulteriori errate e incomprensibili scelte aziendali.

Le Segreterie regionali - Calabria

             FABI              FIRST/CISL      FISAC/CGIL      UILCA             UNISIN

   Ernesto Biondino   Giovanni Gattuso    Gennaro Patera     Andrea Sità  Gianfranco Suriano

Pubblicato in Calabria

gianfraNei giorni scorsi l’ex Assessore del Comune di Amantea Gianfranco Suriano, a dire il vero sempre attento alle varie problematiche del nostro territorio, era intervenuto pubblicamente sollecitando la regolare erogazione di alcuni servizi pubblici essenziali da parte dell’Ente.

A tal proposito, apprendiamo da fonti interne al Comune di Amantea che nei prossimi giorni dovrebbe finalmente ripartire il servizio di pulizia e spazzamento delle vie cittadine, un servizio necessario al decoro del nostro territorio e fondamentale per la tutela della salute pubblica. 

Tale notizia, proprio in una fase difficile come quella che sta attraversando anche la nostra Città, è da accogliere positivamente anche in funzione della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza covid-19 che partirà dal prossimo 4 maggio e che prevede l’inizio graduale di un percorso che tutti ci auguriamo ci riporti, quando prima possibile, alla normalità.

Ora non ci resta che attendere l’effettivo inizio del servizio in questione.

Pubblicato in Politica

gia suri

Il 17 febbraio scorso il Presidente della Repubblica ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale di Amantea per condizionamenti esterni della criminalità organizzata, assegnando la gestione del Comune alla Commissione straordinaria.

La Commissione straordinaria, come noto, esercita per Legge le funzioni spettanti al Consiglio comunale, alla Giunta e al Sindaco nonché ogni altro potere e incarico connesso alle medesime cariche. La Commissione straordinaria, quindi, deve garantire, oltre alla rimozione degli elementi pregiudizievoli all’interesse pubblico emersi dagli accertamenti degli organi investigativi, il buon andamento dell’Ente e il funzionamento regolare dei servizi alla Comunità.

Proprio sul buon andamento dell’Ente e sul funzionamento regolare dei servizi da erogare alla Comunità voglio esprimere qualche considerazione.

Mi risulta che il servizio di “spazzamento” e pulizia della Città non viene effettuato da più di 15 giorni. La mancata erogazione di un primario servizio pubblico, appunto la pulizia della Città, è un fatto non giustificabile che può causare nocumento, non solo al decoro della Città, ma soprattutto alla salute pubblica. E’ bene evidenziare che l’assenza del servizio di pulizia delle vie cittadine e degli spazi pubblici s’inserisce, peraltro, nella fase emergenziale che stiamo vivendo a causa della diffusione del contagio da Covid-19.

Altre criticità persistono nella gestione del servizio manutentivo, vista la cronica carenza di personale adibito e la difficoltà organizzativa interna all’Ente.

Ancora, il servizio di raccolta dei rifiuti, attualmente svolto dalla società Lamezia Multiservizi SpA, potrebbe subire l’interruzione in questi giorni a causa della scadenza del relativo contratto di servizio (scadenza fissata alla fine di questo mese). Nulla è pubblicato ad oggi sul sito del Comune circa l’eventuale rinnovo di questo fondamentale servizio.

Non vi è dubbio che l’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha investito anche la nostra Comunità – emergenza tra l’altro resa un po’ più lieve dalla meritoria opera svolta dai volontari di alcune associazioni cittadine – richiede un supplemento d’impegno e lavoro da parte di chi oggi amministra la Città di Amantea (uno dei principali centri della provincia di Cosenza).

Auspico che dopo il necessario periodo di “presa visione dello stato dell’arte”, la Commissione straordinaria inizi a dare risposte alle “sacrosante” e giuste esigenze di una importante Comunità come la nostra, costituita da tanta gente onesta e laboriosa e che ha mostrato complessivamente in queste settimane – al di là di qualche sporadico caso – compostezza e senso di responsabilità nel far fronte all’emergenza sanitaria, peraltro, ancora in atto.

Esprimo, in ultimo, un convincimento maturato nell’esperienza amministrativa fatta al nostro Comune: la maggiore diffusione del senso di legalità in una Comunità non può prescindere dall’esemplare impegno costantemente fornito da suoi amministratori.  

Amantea, 28 aprile 2020                                   

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Primo Piano

gianfranco surianoLo scioglimento del Consiglio comunale per accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali è un atto doloroso per un’intera Città. Lo è ancor di più per Amantea che negli ultimi anni ha dovuto “incassare” anche la dichiarazione di dissesto finanziario.

A dire il vero, credo che su questo tema ogni osservazione, valutazione o addirittura “dissertazione” sia al momento inopportuna, se non del tutto fuori luogo, in quanto non si conoscono ancora le motivazioni che hanno indotto, in concorso tra di loro, la Commissione d’accesso, le Forze dell’Ordine, il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, la Procura della Repubblica, la Prefettura, il Ministero dell’Interno, il Consiglio dei Ministri e in ultimo, non per importanza, la Presidenza della Repubblica a decretare lo scioglimento del Consiglio comunale di Amantea. Infatti, non entrerò nel merito di tale decisione.

Invece, nella nostra Città (dove la politica con la P maiuscola è scomparsa da tempo), attraverso i social, i siti web o la stampa, leggiamo sul tema di tutto e di più: chi denuncia il fatto che gli amanteani, per effetto dello scioglimento, sono ora considerati tutti mafiosi; chi grida all’ingiusta sospensione della democrazia; chi paventa il fatto che lo scioglimento del Consiglio sia il frutto di un atto politico strumentale e di parte.

Andiamo con ordine.

Lo scioglimento di un Consiglio comunale, per condizionamenti o infiltrazioni della criminalità, non dà luogo all’assunto che un’intera cittadinanza è da considerarsi mafiosa e ci mancherebbe… la nostra Città è popolata da migliaia e migliaia di persone oneste, operose, rispettose del prossimo, persone con la propria storia e non può essere certamente lo scioglimento del Consiglio comunale a dire il contrario. Non c’è bisogno di aggiungere altro su tale argomento anche per quanto dirò, brevemente, in avanti.

Per quanto riguarda la democrazia, c’è da dire che l’intervento dello Stato – nell’esercizio del potere straordinario che la legge gli affida, nel caso specifico lo scioglimento di un Consiglio comunale – è finalizzato a garantire (o ripristinare) il buon andamento dell’Ente, la libera determinazione dei suoi organi elettivi, il regolare funzionamento degli uffici comunali al servizio e nell’interesse legittimo della Comunità. In sostanza, lo scioglimento del Consiglio comunale, per le ragioni appena esposte, è decretato proprio per ricostituire la vita democratica interna ed esterna all’Ente.

Con riferimento alla paventata evenienza che lo scioglimento del Consiglio comunale possa essere solo un atto politico strumentalmente determinato da questo e quel partito politico, tale affermazione va rigettata con decisione in quanto palesemente lesiva della reputazione e dell’immagine di chi ha lavorato, sicuramente in buona fede e con professionalità, alle indagini e alle verifiche nel nostro Ente (ripeto, Forze dell’ordine, Prefettura, Procura, Ministero dell’Interno). Sono sicuro che queste affermazioni che mettono in dubbio il buon operato delle Istituzioni predette siano state proferite con superficialità e senza conoscere le procedure e gli organi che valutano e determinano lo scioglimento di un Consiglio comunale. In caso contrario, per il futuro consiglierei più prudenza e maggiore rispetto per le Istituzioni.

Infine, considerato che il nostro è ancora uno Stato di diritto che prevede l’esercizio del ricorso anche allo scioglimento del Consiglio comunale, chi ne ravvisasse la necessità o i presupposti, una volta ricevuti e valutati gli atti, avrà l’opportunità di ricorrere in giudizio per vedersi riconosciute le proprie ragioni con l’annullamento del decreto di scioglimento.  

Ho cercato di sintetizzare al massimo alcuni concetti per non “tediare” più di tanto i lettori, anche se gli argomenti trattati meriterebbero e meritano ben più ampio approfondimento.

   

Amantea, 16/2/2020                                

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Politica

Ho avuto modo di seguire sugli organi d’informazione quanto accaduto il 19 dicembre scorso, giorno della più imponente operazione antimafia avvenuta in Italia dopo quella relativa al “maxi processo” di Palermo a “Cosa nostra”.

Nel vibonese le indagini, condotte dal Procuratore Gratteri e dai suoi collaboratori in forza alla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno portato all’emissione di provvedimenti di misura cautelare per 334 persone, in tutto le persone indagate risultano essere 416.

 

 

Si può pacificamente affermare che un durissimo colpo è stato inflitto alla criminalità organizzata operante nei territori vibonesi e non solo.

Premetto che più volte ho precisato la mia assoluta convinzione nel “garantismo”, quel principio costituzionale che i nostri “Padri costituenti” hanno voluto fortemente per tutelare le libertà dei cittadini rispetto anche al potere giudiziario. Per quanto mi riguarda una persona accusata di aver commesso un reato è innocente sino al terzo grado di giudizio.

Nel leggere in questi giorni le notizie inerenti l’inchiesta della DDA di Catanzaro e dell’Arma dei carabinieri, denominata “Rinascita”, il mio pensiero è andato subito a tutti gli uomini dello Stato caduti per mano della ndrangheta, della mafia siciliana e della camorra e a tutte quelle persone innocenti vittime della criminalità organizzata. Ho pensato poi ai giovani vittime della droga e a tutte quelle famiglie che, oggi più di ieri anche in Calabria, vivono quotidianamente nel terrore di non riuscire a salvare dalla droga o dalla stessa “malavita” il proprio figlio o congiunto.

Da persona che ha avuto la fortuna anche di amministrare il proprio Comune, ho dovuto registrare però anche i commenti (o i “no comment”) di certa politica calabrese, il cui primo pensiero non è andato alle vittime di ndrangheta ma ad altro.

Sono state utilizzate parole come show, bolle di sapone e spettacolarizzazione.

Per carità ognuno può dissentire ed esprimere conseguentemente il proprio pensiero. Da cattolico democratico penso che sempre deve essere garantita la sana libertà di espressione a chiunque. Proprio per tale motivo mi permetto di dire la mia.

Ritornando alle parole sopra citate, utilizzate per commentare e criticare pubblicamente (ma ora con i social tutto è pubblico) l’operazione “Rinascita”, penso che così facendo si può solo contribuire a indebolire e delegittimare, presso l’opinione pubblica, l’azione e il duro lavoro che quotidianamente viene portato avanti dalle forze dell’Ordine. Lavoro necessario, è bene ricordare, per garantire alle nostre Comunità sicurezza e ordine pubblico, elementi vitali senza i quali credo la nostra Regione, già in forte declino da decenni, sarebbe destinata a spegnersi definitivamente.

Verso l’azione della magistratura e degli organi inquirenti penso si debba portare rispetto e attendere l’esito dei processi. Ogni critica preventiva, ogni dichiarazione di dissenso diventa quantomeno inopportuna giacché nello Stato di diritto deve esserci un bilanciamento tra il “garantismo” e l’azione autonoma del potere giudiziario, altrimenti vale l’idea malsana che l’imputato è legittimato a difendersi dal processo e non nel processo.

Quando il Procuratore Gratteri dice che c’è bisogno anche di maggiore cultura della legalità in Calabria ha centrato il problema, poiché la ndrangheta da sempre si è “abbeverata” e si “abbevera” nell’immenso bacino della “non cultura”; dell’assenza di senso civico; del voler galleggiare nel grigiore, pensando d’ingraziarsi il bianco e il nero; della mancanza d’indignazione; dell’adorazione del potente di turno che infrange le regole; del servilismo, a volte sciocco e spudorato, finalizzato ad accaparrarsi posizioni privilegiate, altrimenti non spettanti per merito.

E nel frattempo i nostri migliori giovani sono costretti ad andare via da questa benedetta (o maledetta) terra che si chiama Calabria, perché dove non c’è rispetto delle regole non ci può essere futuro economico e sociale ma può solo rafforzarsi la delinquenza e la “mala politica”.

Il Procuratore Gratteri e i suoi collaboratori sono uomini dello Stato e delle Istituzioni che hanno deciso di rinunciare alla loro piena libertà per garantire la nostra sicurezza. Scelte coraggiose, forse dolorose, che non molti uomini e donne sono disposte a fare nella loro vita.

La comunità civile e democratica calabrese dovrebbe mostrare verso di loro solo chiara e inequivocabile gratitudine!

Amantea, 22 dicembre 2019                                    

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Campora San Giovanni

bando hcp 2 orizzAbbiamo seguito con interesse ciò che la stampa ha riportato in merito alla vicenda riguardante i servizi sociali finanziati dall'INPS (progetto “Home Care Premium”) ed erogati dal Comune di Amantea. Ricordiamo che si tratta di servizi domiciliari ed extra domiciliari alle persone del nostro Comprensorio in stato di non autosufficienza e quindi bisognevoli di primaria assistenza.

I dati socio/economici della Calabria dicono che la spesa della pubblica amministrazione calabrese per i servizi sociali è la più bassa d’Italia, pure avendo, la nostra Regione, la maggiore percentuale di famiglie disagiate di tutte le altre regioni italiane.

Abbiamo letto di deleghe assessorili e consiliari “all'INPS” nel nostro Comune, a dire il vero senza comprenderne il senso delle stesse. Speravamo, però, che l’originale e singolare delega all’INPS servisse all’Amministrazione comunale di Amantea per prestare maggiore attenzione ed impegno verso le persone e le famiglie del nostro territorio, bisognevoli di supporto e sostegno.

Con viva preoccupazione e grande stupore, abbiamo appreso del forte disappunto dei Sindaci dei Comuni del nostro Comprensorio per la mancata condivisione delle decisioni sull'uso che il Comune di Amantea (Ente capofila) ha fatto dei finanziamenti per i servizi sociali da offrire in tutti i Comuni viciniori al nostro. Addirittura sembrerebbe che l'INPS abbia sospeso, per l’anno in corso, i finanziamenti per il progetto “Home Care Premium” a causa di anomalie amministrative nella gestione dello stesso. Leggiamo, sempre sulla stampa, che l'INPS avrebbe provveduto a comunicare al Comune di Amantea il recupero di somme già erogate ed incassate. Se tale notizia corrispondesse a verità, la cosa avrebbe dell’incredibile!

Dunque a rischio sarebbero gli aiuti alle famiglie in assoluto stato di bisogno e i compensi ai lavoratori impegnati nell’assistenza ai disabili. Ancora, in caso di restituzione di somme – già incassate dal Comune – si creerebbe anche un buco di bilancio che dovrà necessariamente essere ripianato (speriamo non mettendo ancora le mani nelle tasche dei cittadini).

Allora ci chiediamo se è possibile fare peggio di così, se è normale che un’Amministrazione comunale può continuare a collezionare, uno dopo l’altro, errori madornali e dannosi!

E' poi impressionante il silenzio della politica cittadina sulla triste vicenda dei servizi sociali, vicenda che sarà pagata, a quanto pare, solo dai soggetti più deboli del nostro Comprensorio. Chi non si occupa fattivamente (e non solo con slogan) delle fasce più deboli – ci sia consentito – non è un buon politico!

In ogni caso, non siamo interessati agli eventuali risvolti giudiziari della vicenda, che pure trapelano in Città. Ci rammarica, viceversa, l’incapacità amministrativa proprio in un ambito fondamentale come quello dell’aiuto ai ceti meno abbienti ed in grave difficoltà.

Vorremo tanto essere smentiti con dati, documenti ed informazioni diverse, vorremmo che il progetto “Home Care Premium” ripartisse velocemente, vorremmo che l’Amministrazione comunale di Amantea spiegasse con trasparenza ai nostri concittadini (ma anche agli altri Comuni del nostro Comprensorio) come stanno realmente le cose. Non lo devono a noi ma a tante famiglie estremamente disagiate che quotidianamente soffrono anche la solitudine delle Istituzioni.

E’ da un po’ di tempo che nella nostra Città avvertiamo l’odore, il sapore e il colore della miseria politica, amministrativa e – oseremmo dire – purtroppo anche umana.    

Amantea, 23 settembre 2019

Biagio Miraglia

Pasquale Ruggiero

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Politica

sedia-rotelleRiceviamo da Gianfranco Suriano (Segretario regionale UNISIN Calabria) e pubblichiamo.

COMUNICATO STAMPA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE UNISIN

“NOI DIVERSAMENTE UGUALI”

PROGETTO ITINERANTE PER UNA SOCIETÀ PIÙ INCLUSIVA

TAVOLA ROTONDA DI RENDE ORGANIZZATA DA UNISIN-CONFSAL

Disabilità e Pari Opportunità nel mondo del lavoro, assistenza e supporto alle famiglie. Questi i temi su cui verterà la tavola rotonda “NOI DIVERSAMENTE UGUALI Famiglia, lavoro, società” organizzata dal Sindacato UNISIN Falcri-Silcea-Sinfub aderente a CONFSAL che si svolgerà il prossimo 22 marzo dalle ore 9.30 alle ore 13.30 al “Palacultura Giovanni Paolo II”, in via Rossini a Rende (CS).

Si tratta del secondo appuntamento di un progetto itinerante che farà tappa nelle principali città italiane, che prende spunto dalla presentazione del rapporto “Guida ai diritti delle persone con disabilità” edito sempre dal Sindacato UNISIN. Il dibattito, dopo il saluto di Mario Occhiuto (Sindaco di Cosenza) e Marcello Manna (Sindaco di Rende), sarà moderato dalla giornalista Mariella Zezza (Capo Redattore Società RAI NEWS). Parteciperanno, fra gli altri, l’onorevole Vincenzo Zoccano (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Disabilità), il deputato Massimo Misiti, l’Eurodeputato Fulvio Martusciello, Daniela Foschetti (Segretario Nazionale Donne & Pari Opportunità di Unisin), Francesco De Maria (Direttore Associazione Gianmarco De Maria), Gennaro Cosentino (Giornalista Rai TGR Calabria), S.E.R. Monsignor Francescantonio Nolè (Arcivescovo Metropolita di Cosenza - Bisignano), Antonio Marsella (Docente di Sociologia Università di Lecce), Maria Pia Funaro (Fondazione Lilli Funaro), Salvatore Cimmino (A Nuoto Nei Mari del Globo), Maria Grazia Cianciulli (Dirigente scolastico) e Gino Crisci (Rettore UNICAL). Il dibattito permetterà di analizzare la legislazione italiana in tema di sostegno alla disabilità e le garanzie lavorative per le donne in maternità. Verranno anche analizzate le normative dei vari Paesi europei in materia e le proposte di riforma e miglioramento delle leggi allo studio in Parlamento.

Il Segretario Generale UNISIN – aderente a CONFSAL – Emilio Contrasto, che chiuderà i lavori del convegno, dichiara: “Come Sindacato impegnato anche sui temi trattati, attraverso questo confronto, riproporremo un supporto operativo e normativo in favore dei lavoratori disabili, delle persone che li assistono e delle famiglie; il sostegno a gruppi di lavoro attualmente in prima linea nell’affrontare nuovi progetti legislativi volti a ridurre/sanare il gap esistente tra l’Italia e gli altri Paesi europei; la creazione di una piattaforma per un Tavolo permanente di studio di nuovi modelli legislativi”.

“La nostra Organizzazione – conclude Contrasto – è da sempre impegnata su tali temi e la scelta di fare questa importante tavola rotonda in diverse località, dal nord al sud Italia, ha anche la finalità di coinvolgere il maggior numero di attori e di rappresentanti delle Istituzioni su un unico progetto in grado di fornire un contributo veramente concreto su tale problematica”.

Pubblicato in Calabria

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa di Biagio Miraglia, Pasquale Ruggiero e Gianfranco Suriano

“E' difficile, ormai, seguire le vicende amministrative relative al riequilibrio del bilancio del nostro Comune.

Appare inverosimile che un Comune, che dovrebbe reggere le sorti di servizi primari per quasi quindicimila abitanti, non riesca a rendicontare alla cittadinanza lo stato dell’arte relativo all’iter di definizione del bilancio stabilmente riequilibrato.

Eppure sono passati quasi due anni dalla dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente, avvenuta il 28 aprile 2017. Dunque, dopo quasi due anni dal dissesto, la nostra Comunità non conosce neanche l’ipotetica data di rientro alla normalità amministrativa e finanziaria.

- Allora, quando sarà possibile prospettare ai cittadini una uscita dalla procedura di dissesto finanziario?

- Fin quando la Comunità potrà sostenere il peso delle tasse con aliquote elevate al massimo (senza avere in cambio adeguati servizi)?

- E per quanto tempo ancora la Comunità dovrà pagare i commissari dell’Organo straordinario di liquidazione (OSL)?

Per ogni Amministrazione comunale dovrebbe essere prioritaria l’azione di programmazione degli interventi sul territorio governato che inevitabilmente è subordinata alle risorse finanziarie a disposizione, costituite in gran parte dai soldi dei contribuenti.

Non comprendiamo, quindi, quali siano i reali obiettivi di questa maggioranza in carica, oltre quello ormai conclamato della propria sopravvivenza.

Stentiamo a credere che gli Amministratori comunali della “Lista Azzurra” disconoscano il danno che si sta arrecando alla Città tutta con il persistere di un bilancio in dissesto.

E' come se il futuro e la programmazione non potessero più appartenere alla nostra Comunità, considerato che chi ci governa ormai è capace solo di gestire (peraltro con grandissima fatica e confusione) il quotidiano e non ha una ben che minima visione (e l’idea di un piano d’interventi concreti) di sviluppo socio-economico-culturale del territorio.

Sia chiara una cosa: è preciso compito di chi oggi ci amministra fare in modo che le tasse siano ricondotte a livelli accettabili il prima possibile e che ripartano velocemente, e nella misura consentita, i servizi e gli investimenti. Tale punto è indiscutibile!

Viceversa questo Sindaco e la sua Giunta è come se fossero “assuefatti”, contenti di poter rispondere, alle istanze che provengono dai diversi settori della Comunità, sempre e solo con la frase: “siamo in dissesto”.

E' triste solo pensare che questo Consiglio comunale non abbia le capacità di procedere al definitivo riequilibro di bilancio: se ciò accadesse, ci ritroveremmo nuovamente sulle cronache nazionali anche per questo primato quasi unico in Italia.

In tal senso non aiutano le notizie provenienti dal Ministero dell’Interno che sembrerebbe aver rilevato – in risposta alla seconda (la prima è stata già bocciata dal Ministero) ipotesi di bilancio riequilibrato proposta da questa maggioranza – gravissime e sostanziali carenze documentali e consistenti dubbi sulla previsione di fondamentali poste di bilancio (la nota del Ministero parrebbe essere stata notificata al Comune il 21 gennaio scorso).

Ma magari ci sbagliamo.

Fatto sta che ogni giorno che passa le già disastrate casse comunali dovranno sostenere il costo dei componenti dell’OSL insieme alle indennità di Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio.

Il tutto senza avere minimamente contezza di quando si potrà tornare a programmare nuovi e ottimali servizi, investimenti per la crescita del paese, aiuti alle persone in grave difficoltà e così via.

Sembrerebbe che non ci sia la determinata volontà di uscire da questo “buio” amministrativo, anzi parrebbe che l'obiettivo è solo quello di “razzolare” nell'ombra e che questo “andazzo” sia perseguito proprio da chi aveva promesso, in campagna elettorale, di fare ogni luce sul bilancio comunale, sbandierando competenze, capacità e grandissimi rapporti politici e istituzionali.

La Città oramai stanca attende notizie dagli Amministratori comunali, dal revisore dei conti, dal Segretario comunale e dai componenti dell’OSL (la cui attività risulta essere largamente in proroga rispetto ai termini di legge), figure tutte adeguatamente retribuite con i soldi dei cittadini.

Cari Amministratori comunali della “Lista Azzurra”, qualcuno in Città inizia a pensare che il dissesto sia un “affare” per poche persone, “affare” pagato a carissimo prezzo dai cittadini/contribuenti che per contro non ricevono i sacrosanti benefici in termini di servizi e sostegno al territorio.

Amantea, 31 gennaio 2019                                      

Biagio Miraglia, Pasquale Ruggiero e Gianfranco Suriano

Ci siamo!

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Gianfranco Suriano sulla vicenda tra l’Associazione Artigiani e Commercianti di Campora e l’amministrazio ne comunale:

 

 

“Ho letto con molta attenzione la nota stampa diffusa in data odierna dall’Associazione Artigiani e Commercianti di Campora e indirizzata all’Amministrazione comunale di Amantea.

La nota stampa esprime tutto il disagio che la comunità camporese oggi vive per effetto di una discutibilissima azione amministrativa posta in essere dalla maggioranza targata Pizzino. Per ragioni di brevità, non entro nel merito delle singole questioni lamentate dai cittadini della popolosa e importante frazione di Campora San Giovanni, questioni gravissime e, peraltro, note a tutta la cittadinanza di Amantea.

Voglio soffermarmi piuttosto su un aspetto che riguarda il rapporto che hanno inteso istaurare il Sindaco, la sua Giunta e tutta la maggioranza con la cittadinanza.

Raccolgo in giro per Amantea e Campora, tra le tante lamentele, quella relativa all’assenza totale di dialogo, di presenza, di confronto tra chi è chiamato ad amministrare e, appunto, la comunità amministrata. E’ voce unanime in Città il fatto che questi amministratori mostrano nei confronti della cittadinanza lontananza e disinteresse verso le problematiche comuni. Il loro interloquire con la comunità è demandato solo a qualche apparizione sui social network attraverso post sui profili personali degli amministratori o a rari comunicati stampa.

E’ questa, evidentemente, una scelta comunicativa, ma non solo, posta in essere dal Sindaco e dalla sua maggioranza di governo all’interno della quale ci sono assessori e consiglieri eletti di cui non si sente più parlare oramai da mesi e mesi, in pratica come se non svolgessero più alcun mandato elettorale.

E’ certo questa una grande anomalia, per lo più in una fase di dissesto finanziario dell’Ente Comune dove il buon senso vorrebbe che amministratori e cittadinanza debbano stringersi in una collaborazione costante per tentare di superare le mille problematiche che attanagliano la Città. Niente di tutto ciò, gli amministratori comunali hanno deciso di chiudersi nelle loro stanze del potere per discutere non si sa di cosa.

E allora diventa inevitabile che il disagio dovuto alle innumerevoli inadempienze amministrative cresca a tal punto che i cittadini diligenti di questa nostra Città si organizzano per discutere, per urlare civilmente anche la loro rabbia, per chiedere conto del lavoro svolto da Pizzino e dalla sua maggioranza. Mi sembra un fatto assolutamente democratico, del tutto normale in una comunità civile che si definisce tale.

E come rispondono gli amministratori della Lista Azzurra dal chiuso delle loro stanze ai cittadini che si organizzano per discutere dei problemi che ogni giorno devono affrontare? Non andando incontro a questa esigenza di partecipazione democratica ma gridando ai gilet gialli e minacciando di riferire (immagino alle Forze dell’Ordine) eventuali azioni ingiustificabili.

Bene, il classico atteggiamento di chi pensa di essere onnipotente perché eletto, di chi pensa che la gestione del potere vada esercitata e manifestata in modo assolutamente autoritario perché tale atteggiamento affievolisce ogni velleità democratica di partecipazione e di verifica sulla gestione pubblica.

Cari amministratori comunali, gli artigiani e i commercianti di Campora San Giovanni con la loro dignitosissima iniziativa hanno messo a nudo, non solo la vostra totale incapacità a governare una Città importante come Amantea, ma soprattutto l’idea che avete di democrazia che grazie al cielo non trova più riscontro da anni nella stragrande maggioranza di chi vive ad Amantea e Campora.

E’ stata questa una grande lezione impartita dagli artigiani e dai commercianti di Campora agli amministratori della nostra Città. Dalle lezioni di solito s’impara ma ho l’impressione che anche questa volta gli amministratori tireranno dritto sulla strada dell’inedia.

Amantea, 12/1/2019                                  Gianfranco Suriano  

1Apprendo dal Sindaco Pizzino che il mercato ortofrutticolo non è a rischio chiusura e mi complimento con lui e con la sua Amministrazione per la determinata presa di posizione in tal senso.

Detto ciò, mi sorprende l’inopportuno sproloquio contenuto nella dichiarazione mediante la quale il Sindaco comunica di non aver intenzione di chiudere il mercato ortofrutticolo. Mi sorprende in quanto il Sindaco (ed evidentemente qualche analfabeta di ritorno, nonché amministratore comunale eretto a suo suggeritore) non ha compreso bene quando da me rappresentato con la nota pubblicata sui siti web della nostra Città il 4 novembre 2018. Nella succitata mia nota non è riportata da nessuna parte l’affermazione che l’Amministrazione comunale intende chiudere il mercato ortofrutticolo. E semmai riportata la seguente circostanza (comunicatami dallo stesso SINDACO MARIO PIZZINO, si, stiamo parlando proprio della stessa persona!): una figura apicale che presta servizio presso il Comune di Amantea, in una riunione avvenuta presso il Palazzo comunale, ha dichiarato che “IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO, NON ESSENDO UN SERVIZIO ESSENZIALE, PUO’ ESSERE CHIUSO”. Se questa versione dei fatti, ripeto rappresentatami personalmente dal SINDACO MARIO PIZZINO, è menzognera chiedo scusa a tutti i miei concittadini per essermi fidato di un Sindaco menzognero.

Mi auguro che questo mio intervento disincentivi una volta per tutte le dichiarazioni pubbliche di Amministratori comunali che non hanno, evidentemente, altro da fare e pensare.

Tanto basta in quanto i cittadini hanno già tanti problemi da affrontare quotidianamente e non meritano di essere tediati da queste infantili e ridicole discussioni.

Amantea, 6 novembre 2018

                                                                           Gianfranco Suriano

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 7
BANNER-ALTO2
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy