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Don BiancalaniL’altro giorno anche su Tirreno News è apparso un articolo: La chiesa fa politica. Non mi sono scandalizzato affatto. Questa è una delle tante accuse che vengono rivolte alla chiesa cattolica quando il Papa, i Vescovi e i sacerdoti intervengono spesso a gamba tesa su temi di interesse civile. Ma hanno fatto sempre politica. Qualcuno ricorda certamente i famosi Comitati Civici del 1948 di Luigi Gedda e la posizione presa dalla chiesa in occasione dei referendum popolari sul divorzio e sull’aborto. Ora, addirittura, alcuni Cardinali e alcuni Vescovi vorrebbero far rinascere la gloriosa Democrazia Cristiana fondando un altro partito perché molti cattolici italiani si sono allontanati dalla vita pubblica e i loro voti si sono dispersi. Molti elettori di dichiarata fede cristiana sono rimasti a dir poco disorientati dalla decisa presa di posizione di alcuni sacerdoti sul tema Decreto Sicurezza approvato dal Parlamento Italiano e divenuto Legge dello Stato. Troppi parroci, dicono in molti, vogliono fare politica invece di fare i preti. Prendiamo il caso del parroco di Vicofaro, don Biancalani, il quale all’inizio del nuovo anno ha postato sul Web:- Speriamo in un 2019 senza razzismo, xenofobia e leghismo, allegando un video nel quale un gruppo di profughi che si trovano nella sua struttura si scatenano in danze a ritmo di musica.- Se avesse detto soltanto in un 2019 senza razzismo e xenofobia anche io mi sarei associato a lui. Non contento, però, ha poi postato un altro messaggio corredato da un gommone in mezzo al mare con sopra tutti i membri del Governo attuale giallo-verde, Lega e M5Stelle, e con la scritta a caratteri cubitali:- I have a dream-. Io ho un sogno lo ha detto per primo Martin Luther King nel suo celeberrimo discorso tenuto il 28 agosto 1963 in America davanti al Lincoln Memorial di Washington (Presidente degli USA John Kennedy). Martin Luther King ( eravamo in piena segregazione razziale) ha voluto esprimere la speranza che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi e che i suoi 4 figli avrebbero vissuto in una nazione nella quale non sarebbero stati giudicati per il colore della loro pelle. E’ questa era anche la nostra speranza. Quanti anni sono passati da allora? Tanti. Martin Luther King sognava delle cose meravigliose che avrebbero cambiato il mondo e la vita degli uomini di colore negli USA. Nel suo discorso che ha cambiato il corso della storia non c’è stata nessuna invettiva contro l’uomo bianco, non ha augurato a nessuno di morire affogato su un gommone nel fiume Mississipi. Quello che ha fatto, invece, il parroco italiano, don Biancalani, il quale ha fatto un bel sogno:- Tutti i membri del Governo che muoiono affogati nel mare come muoiono i migranti che cercano di arrivare in Italia ma che vengono respinti dalla Lega e dal Ministro Salvini-. Non solo a Salvini augura la morte, ma anche a chi vota Lega e a tutti i membri del Governo. Ma questo non è un comportamento da cristiano. Il cristiano non odia, il cristiano non augura la morte a nessuno. Gli insulti al sacerdote non si sono fatti attendere. E il Santo Padre in occasione dell’udienza del 2 gennaio si è rivolto a quei cristiani che frequentano quotidianamente la chiesa e don Biancalani la frequenta quotidianamente, eccome, ma poi si comportano da ipocriti, odiano gli altri. E’ uno scandalo, vivono odiando gli altri e parlano male della gente. Ma il parroco don Biancalani è andato oltre. Non solo parla male dei politici che non ama, ma augura loro perfino di morire affogati nel mare in tempesta come i migranti. Ha ascoltato il parroco il discorso del Santo Padre? Credo di sì. Anche lui, dunque, è un cristiano ipocrita che finge di essere un prete e poi trasuda odio contro Salvini, contro gli elettori della Lega e contro gli italiani in genere. E poi si lamentano che le chiese sono vuote.

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salvinoAmici carissimi, se io avessi pubblicato la sera della vigilia del Santo Natale un mio selfie con in mano un bel culluriellu caldo appena uscito dalla frissura nera di mia madre con la scritta:- Anche io stasera mangio nu bellu e saporito culluriellu frittu - cosa avreste mai detto? Qualcuno avrebbe scritto:-Bene mio!- Altri:- Buon appetito -. Altri ancora:- E a me che me ne importa?- Perché ho scritto questo preambolo? Perché il Ministro degli Interni Matteo Salvini la mattina di Santo Stefano, per condividere con fan e follower le proprie abitudini quotidiane, ha postato sui social una sua foto con una fetta di pane e nutella e la scritta:- Il mio Santo Stefano comincia con pane e nutella. E il vostro?- Non lo avesse mai fatto. E’ subito scoppiata una ondata di polemiche, una vera e propria gogna social nei suoi confronti. Le più carine:- Ma come ha usato il Ministro farsi vedere, felice e contento, con in mano una bella fetta di pane e nutella, mentre nel catanese i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine si prodigavano per aiutare gli abitanti della zona colpiti dal terremoto e a Pesaro la Magistratura indagava dopo che la ‘ndrangheta aveva ucciso un fratello di un pentito! -. Un certo Pietro su Instagram:- Il mio inizia con il terremoto- Altri followers:- A Catania c’è il terremoto e tu ti spari i selfie con pane e nutella?- Altri ancora:- Sciacallo!. Insensibile! Gli italiani tirano la cinghia e tu mangi?- Anche il Corriere della Sera e Massimo Gramellini nella sua rubrica “Il Caffè” ha esecrato la foto garrula del Salvini intento a fare colazione con pane e nutella. Lo ha fatto perché vuole farci sapere che il potere non lo ha cambiato e che lui è come noi. E’ uno di noi. De Gasperi non l’avrebbe mai fatto. Così ha risposto Salvini a chi lo ha criticato e che non ha saputo capire il suo dolce messaggio:- Se mi attaccano sulla Nutella, governiamo per trenta anni. Domani mattina sarò a Pesaro, il pomeriggio a Catania e la sera a Roma. Ma per la sinistra non va mai bene niente e guai a mangiare nutella -. Arrivati a questo punto io mi domando :- Ma è mai possibile con tante cose che ci sono in Italia e nel mondo di cui poter parlare e discutere anche animatamente e ancora esistono giornalisti nostrani che per riempire le pagine dei giornali che nessuno più legge scrivono delle cose futili e inutili, insignificanti, di quello che mangiano e bevono i politici, di quello che fanno con le mogli e con le compagne? E’ davvero incredibile. Addirittura alcuni esponenti dell’opposizione all’attuale Governo hanno chiesto le dimissione del Ministro Salvini. Cosa ha fatto di così grave da chiederne le dimissioni? Ha mangiato pane e nutella. E a me che la mangio spesso a colazione cosa direbbero? Non potrebbero chiedere le mie dimissioni perché non occupo nessun posto di comando e sono da diversi anni in pensione. E allora cosa potrebbero dire?.- Zu Ci, sa bona sa nutella? Ma duni na picca!-. E’ meglio riderci sopra.

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“I ragazzini di oggi poiché non sanno più giocare e non sanno come passare il tempo libero si sono inventati dei giochi pericolosi: lanciare sassi contro i treni.

L’ultima bravata è successa a Milano e sono stati presi di mira i convogli della metropolitana in un tratto in superficie.

 

 

Sono andati in frantumi i vetri di alcuni finestrini dei treni che hanno provocato ai passeggeri e ai conducenti tanta paura.

Non ci sono stati feriti, e questa è una buona notizia.

Cinque sono stati i treni presi di mira, due danneggiati in modo grave che hanno richiesto riparazioni.

I ragazzini della bravata sono stati subito individuati dalle Forze dell’Ordine.

Sono due ragazzi di appena tredici anni, compagni di classe e di giochi, che si divertivano, poiché non sapevano come passare il tempo libero ed organizzare qualche gioco, a lanciare sassi contro i treni.

Così si sono difesi: Per noi era solo un gioco.

Lo hanno chiamato gioco lanciare sassi contro i convogli dei treni che avrebbero potuto provocare gravi danni ai passeggeri con i vetri andati in frantumi.

E se i sassi avessero colpito i conducenti?

Lascio a voi immaginare cosa sarebbe potuto succedere.

Un deragliamento, uno scontro con altri treni, un macello indescrivibile.

Ma la cosa che mi ha colpito di più è che i ragazzi, essendo minorenni, non potranno essere imputati né processati.

Saranno i loro genitori chiamati a risarcire i danni causati che ancora non sono stati quantificati. Non è la prima volta che si verificano in Italia questi lanci di sassi contro i treni, questi atti di vandalismo (chiamiamoli col suo vero nome e non abbiamo paura di farlo).

E’ uno gioco stupido quanto pericoloso che potrebbe causare gravi danni e anche la vita alle persone.

Questi non sono giochi. Sono atti vandalici e i responsabili dovrebbero essere puniti.

Anche io, ma non come questi ragazzi di oggi, ho commesso qualche bravata, però non ho mai arrecato danni alle cose e alle persone.

Vivendo in un piccolo paese con i miei coetanei ho trovato sempre il modo giusto per passare il tempo.

Giocavamo alle carte, alla corda, al tiro alla fune, allu” Strumbulu”, alla “mazza e allu strigliu”, a pallone (quello di pezza), alle “stacce”, al rullo, al ciclo tappo, alle bocce di pietra che andavamo a raccogliere a Vallerina.

Tutti giochi di strada, perché un tempo la strada era il teatro dei giochi fanciulleschi, teatro oggi contrastato dagli automezzi che lo rendono pericoloso.

E poi i giochi che ho sopra descritti offrivano l’occasione per apprezzare i modelli di comportamento dei grandi in modo piacevole e consentivano nello stesso tempo, ai più piccoli, di esercitare il corpo, di mostrare la propria abilità, di apprendere, di rispettare gli altri e a considerarli leali competitori”.

Buon Natale ai lettori di Tirreno News ed alle loro famiglie. Francesco Gagliardi

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soldi falsiAmici carissimi, tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta dove le nostre nonne riuscivano a nascondere i pochi spiccioli che avevano in casa, non avendo la cassaforte. Li nascondevano sotto il materasso avvolti in un fazzoletto oppure sotto una mattonella della stanza da letto. Metodi artigianali. Ma oggi le cose sono cambiate. Col civile progresso gioielli e denaro delle persone facoltose vengono conservati nelle cassaforte delle banche cittadine. E i comuni mortali dove nascondono i loro sudati risparmi alle visite di eventuali ladri? Nelle scatole dei biscotti, negli armadi, nei cassetti, nei sacchetti della spazzatura, tra i giocattoli dei bambini, all’interno di qualche barattolo. Metodi alquanto sicuri per i ladri di primo pelo,ma questi, secondo voi, per un ladro di professione sono luoghi sicuri per nascondere soldi e gioielli? Per un vero ladro, per un professionista del furto, questi sono i post in cui il ladro cercherà per primo. E se poi non riesce a trovarli nei cassetti, negli armadi, nella scrivania, nelle borse, nei contenitori di monili, nei luoghi soliti, metterà tutta la casa a soqquadro facendo anche danni. Poiché la prima regola di un ladro è quella di rubare gioielli e denaro e uscire di casa il più presto possibile, la migliore strategia, se non si ha in casa una cassaforte murale, è quella di lasciare qualche spicciolo e qualche gioiello di poco valore in luoghi evidenti in modo che vengano trovati abbastanza facilmente. Il ladro si accontenterebbe e lascerebbe l’abitazione senza fare ulteriori danni e salvare così altri soldi ben nascosti. E i malfattori, i malavitosi, i ladri, gli ndranghettisti, dove nascondono i soldi frutto di rapine, di tangenti, di estorsioni? Nei cassetti degli armadi, nei sacchetti della spazzatura, sotto il cuscino, sotto la mattonella? Sono molto ingegnosi i furbacchioni. Li nascondono nelle bottiglie e poi le murano col cemento nei muri delle abitazioni. E’ di pochi giorni fa la notizia che i Carabinieri di un paesino della provincia di Reggio Calabria, durante una perquisizione, hanno trovato tantissime mazzette di denaro confezionate in buste di plastica sottovuoto nascoste all’interno di un forno. Avete letto bene, banconote in buste sottovuoto. E allora è vero, non solo i cibi che noi mangiamo per meglio conservarli vengono messi sottovuoto. Ora anche le banconote. Sono al sicuro e mantengono più a lungo il loro potere nutrizionale. Viva il progresso. Però le nostre Forze dell’Ordine non si fanno fregare così facilmente e riescono a scovare i luoghi più impensati dove i malfattori nascondono la refurtiva.

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nTutto per voi un “felicissimo” e sincero intervento dell’amico Francesco Gagliardi“Quando un albero, anche se giovane, cade per la furia del vento cosa fa il contadino? Si dispera, resta a guardare? Prende l’accetta e lo taglia perché ormai non serve più, non da più frutta.

Mette la legna in disparte e poi la usa per accendere il fuoco nel camino. Così ha scritto Giovanni Verga nel romanzo “I Malavoglia” a proposito della disgrazia capitata alla famiglia Malavoglia che per un carico di lupini andato in malore e la perdita della barca, dovette vendere la casa del Nespolo che amava tanto:- Ad un albero caduto accetta! Accetta! – All’albero abbattuto tutti corrono con l’accetta. Ma cosa realmente ha voluto dire Verga? Per lui è molto facile attaccare, infierire chi è caduto in disgrazia. E Machiavelli nel “Principe” così ha scritto:- Questa è la condizione umana, che come il girasole, va girando la faccia alla luce del pianeta che risplenda. Questo fiore però anche quando è nuvolo gli va dietro; ma i cortigiani non l’imitano, perché se la luce del favorito niente niente s’annuvola, volta le spalle, e se ne vanno-. Quello che ho scritto vale anche oggi e vale anche per il Governatore della Calabria On. Mario Oliverio, finito nei guai con la giustizia. Questa non è una bella notizia per i calabresi. Ancora una volta, a distanza di pochi anni, un rappresentante istituzionale della nostra terra, è inquisito per abuso d’ufficio per tre appalti pilotati ed è scattata per lui l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore. Ma lui replica:- Accuse infamanti- e annuncia con una nota lo sciopero della fame. La musica è finita, gli amici se ne vanno. Tutti ora lo hanno lasciato solo. Ai talk show non si sono fatti vedere, sui giornali non è apparsa nessuna notizia di solidarietà. Niente, neppure una parola, l’accenno di un saluto. Dove sono finiti gli oltre 200 Sindaci calabresi che a Lamezia Terme lo hanno spinto ad una seconda cavalcata? Un solo personaggio, Mimmo Lucano, l’ex Sindaco di Riace, a lui molto vicino, si è fatto vivo con una dichiarazione di solidarietà. E gli altri non hanno inteso spendere neanche una parola in difesa di Oliverio. Hanno subito abbandonato la nave che affonda e secondo indiscrezioni sono pronti a costruire un terzo polo civico formato da esponenti di Forza Italia contrari alla candidatura di Occhiuto a Governatore della Calabria e pezzi del Pd. Chiedo aiuto al “Principe” di Macchiavelli:- O voi che vi fidate dell’ombra ed appoggio dei potenti, come vi abbatte la disgrazia, la emulazione, e la variabil sorte delle felicità umane. E come tutti vi abbandonano quando cadete, anche quelli che per benefici vi erano più obbligati -. Ed ecco allora il vero significato del titolo di questo mio articolo: Nessuno ammira il sole che tramonta, tutti adorano quello che nasce-. E questo vale anche per te, caro Presidente Oliverio-. Sei caduto in disgrazia e tutti, gli amici, gli amici degli amici, quelli che tu hai favorito ti hanno abbandonato, se la sono squagliata. I cortigiani non hanno imitato il girasole che anche quando il sole si annuvola gli vanno dietro, a te hanno voltato le spalle e se ne sono andati.

Pubblicato in Calabria

sognoQuesta sera, amici, prima di andare a dormire vi voglio raccontare una bellissima e commovente storia di amore, da leggere con piacere. Vi farà certamente riflettere e vi farà diventare ancora più buoni e non solo a Natale. E’ la storia di una meravigliosa e stupenda bambina di 10 anni che ha combattuto ma invano contro un tumore al cervello, ma anche gravemente ammalata e con le forze che a poco a poco andavano scemando, fino all’ultimo istante della sua breve vita si è sempre prodigata nell’aiutare gli altri specialmente i bambini come lei ma più poveri, più bisognosi e condividendo con loro tutte le sue cose. Una bambina davvero speciale di nome Giulia Zedda, il cognome ci dice che era Sarda, morta lo scorso mese di maggio ad appena 10 anni, stroncata, come abbiamo visto, da un male oscuro al cervello, contro il quale aveva lottato invano per lunghissimi quattro anni e mezzo. Se ne è andata tra le braccia infranti dei suoi cari ed amatissimi genitori. Però prima di morire ha confidata alla sua mamma un sogno, il suo sogno più bello, più grande: quello di regalare i suoi vestitini che lei non avrebbe mai più potuto indossare e tutti i suoi giocattoli, che ne aveva tanto, ai bambini poveri, a quei bambini che non possono permetterseli, a quei bambini che Babbo Natale e la Befana non passano dalle loro case, non lasciano neppure un dolcetto, un soldatino di stagno o una macchinetta di latta. Giulia, questa dolce bambina, anche prima che morisse ha preparato delle buste con tutti i suoi giochi e gli abitini da poter regalare agli altri bambini meno fortunati di lei. Così disse alla mamma: più sfortunati. Una bambina che sta per morire colpita da un male incurabile si riteneva fortunata e pensava che ci fossero nel mondo ancora tanti bambini più sfortunati di lei. Amici, ma questa è una Santa. E’ nata così, dopo la sua morte, una associazione di beneficenza che porta il suo nome:- Il sogno di Giulia-. La sede si trova in Via Giardini 159 a Cagliari dove vengono raccolti e distribuiti i doni tutti i mercoledì e venerdì. Non solo giocattoli ma anche libri, penne, matite, quaderni, coperte, indumenti, passeggini, lettini, giocattoli di ogni tipo per maschietti e femminucce. Mamma Eleonora è felicissima perché ha potuto realizzare il sogno del suo piccolo angelo Giulia che dal cielo certamente ci guarda e ci sorride perché i giocattoli e gli indumenti che vengono distribuiti contribuiscono a donare un sorriso ai bambini più in difficoltà e più sfortunati. Ciao piccolo grande angelo e, continua a sorridere, con gli angeli ed i santi, come hai fatto come quando eri ancora in mezzo a noi.

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Grazie PD, grazie Chiesa!

Siamo a Bologna, amici, nella dotta e opulenta Bologna e non in un paesino sperduto del meridione. Hendrik Atti, con il suo taxi stava percorrendo all’1,30 di notte Via Ugo Bassi e quando ha visto tre uomini e una donna che stavano percuotendo selvaggiamente un netturbino si è subito fermato per andare ad aiutare il malcapitato, reo di aver chiesto garbatamente ai quattro delinquenti di spostarsi perché lui doveva pulire la strada.

Non lo avesse mai fatto.

Gli sono saltati addosso ed hanno incominciato a prenderlo a calci e a pugni scaraventandolo per terra.

E’ intervenuto il taxista invitando gli energumeni di fermarsi.

Per tutta risposta anche lui è stato aggredito.

Uno gli ha sferrato un pugno in faccia.

E’ stato buttato per terra e poi colpito alla testa con una spranga di ferro.

Risultato: il netturbino è stato trasportato all’ospedale, gli sono state medicate le ferite riportate e poi mandato a casa con 10 giorni di prognosi.

Il taxista, invece, ha avuto la peggio: è stato ricoverato all’ospedale con 22 giorni di prognosi.

Prima di scendere dal taxi Atti ha azionato l’allarme di rapina e subito è arrivata la Polizia e ha arrestato due dei quattro aggressori.

Ma chi sono questi quattro delinquenti che all’una di notte scorazzano per le vie delle nostre città?

Per i politically correct io non dovrei dirlo, perché non rispetto la loro privacy e diranno che sono un fascista, un nazista, uno sporco razzista.

Ma poiché fascista, nazista, razzista non lo sono mai stato e mai lo sarò, non ho paura di scrivere che i quattro delinquenti e vigliacchi aggressori di due persone che facevano il loro dovere anche di notte sono quattro ex comunitari, quattro magrebini.

Ora dovranno rispondere per lesioni aggravate. Il commento lo lascio a voi, amici che mi state leggendo.

Io mi fermo qui.

Dico soltanto: E questi sono quelli che daranno la pensione ai nostri figli?

E questi sono la risorsa economica e culturale del nostro paese?

No, non sono una risorsa.

Sono un grave problema per l’Italia.”

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Amici, siamo alla vigilia del Santo Natale e ieri vi ho dato due brutte e cattive notizie: Una strada principale di Cosenza che esplode e una strage a Strasburgo in un Mercatino di Natale.

La tubatura dell’acqua è stata in giornata riparata e i cittadini di Cosenza hanno avuto in serata l’acqua in casa, a Strasburgo, invece, hanno perso la vita tre persone.

Ci sono stati una decina di feriti gravi tuttora ricoverati negli ospedali, tra i quali c’è pure un italiano in coma e che non può essere operato.

Per quelle famiglie che hanno perso i loro cari sarà un triste Natale e per i gendarmi e i governanti francesi che ancora non sono riusciti ad acciuffare quel delinquente incallito sarà un Natale da incubo.

Potrebbe colpire ancora.

Ma oggi, per sdrammatizzare un po’ e per poter riderci sopra e per dimenticare tutte le cose brutte della vita vi voglio raccontare di un fatto vero accaduto in una cittadina della Germania.

Cari amici vi scrivo, così mi distraggo un po’.

Non è una favola che ci ha raccontato la mamma o il maestro, anche se può sembrare tale.

E’ un fatto straordinario, inusuale, che non si è mai verificato prima d’ora.

Potrei incominciare il racconto così:- C’era una volta -. I miei vecchi scolaretti avrebbero chiesto subito:- Chi c’era, signor maestro? Geppetto, Mastro Ciliegia, la Fata Turchina, un pezzo di legno, Pinocchio?-

No, ragazzi, c’era una volta nella cittadina di Werl in Germania una fabbrica di cioccolato che per un guasto ai suoi macchinari ha riversato sulla strada una tonnellata di cioccolato che si è subito solidificato.

Il guasto ad uno dei suoi macchinari è stato subito riparato.

E il cioccolato che fine ha fatto?

Son dovuti intervenire i Vigili del Fuoco con gettiti di acqua calda e con la fiamma ossidrica per rimuovere il cioccolato sull’asfalto.

Se il proprietario della fabbrica avesse chiamato tutti i bambini del posto certamente avrebbero ripulito la strada senza usare acqua calda e la fiamma ossidrica e sarebbero stati, come si dice nelle favole, tutti felici e contenti.

E’ Natale, amici, e questo miracolo natalizio si è veramente verificato.

Non ci sono stati morti, non ci sono stati feriti, non c’è stato un attentato, grazie a Dio. Chissà se qualche Vigile del Fuoco, spalando il cioccolato, spinto dalla curiosità e dall’acquolina in bocca,ne abbia afferrato un pezzo e lo abbia assaggiato.

Ridiamoci sopra, amici, e continuiamo a sperare.

Sono felice e contento di essere qui oggi con voi per farvi un po’ di compagnia.

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Non lasciate le vostre case perché noi abbiamo sete del vostro sangue.

Questo è quello che scrivono i terroristi dell'ISIS.

Ma noi rispondiamo mostrando l'altra guancia: Accoglienza, integrazione.

Inutile illudersi, i terroristi islamici sono in mezzo a noi e ieri ne abbiamo avuto le prove.

A Strasburgo, nel mercatino di Natale molto affollato, sono state uccise almeno tre persone e ferite, alcune in modo grave, una decina di festanti acquirenti.

Uccise e ferite da chi?

Ma da un terrorista islamico che ore le Forze dell'Ordine gli danno la caccia.

Lo conoscevano benissimo e ora ha anche un nome. Si chiama Cherif C., molto conosciuto in Francia, schedato,arrestato varie volte, processato, condannato e sempre messo in libertà e ora ha colpito ancora.

La mattanza poteva essere evitata? Certamente.

Sarebbe bastato che il terrorista fosse stato trattenute nelle patrie galere a marcire, invece, da libero cittadino, ha colpito ancora riportando indietro le lancette dell'orologio alle stragi di Parigi e di Bruxelles. Cherif doveva essere arrestato per l'ennesima volta proprio ieri mattina, ma la Polizia non l'ha trovato in casa.

Evidentemente stava preparando il vile attentato in un mercatino di Natale molto affollato, dove la gente allegra e spensierata faceva gli ultimi acquisti per la preparazione del presepe e dell'albero di Natale.

Ora è braccato dalla Polizia, si dice che sia finanche ferito ad un braccio.

E' riuscito a fuggire per i vicoli e le stradine di Strasburgo.

Dove sarà diretto? Sta forse preparando un altro attentato? Ma dove?

Mi torna in mente il terrorista dei mercatini di Natale di Berlino ricercato per giorni e giorni in Germania e poi ucciso in un conflitto a fuoco con le Forze dell'Ordine Italiane a Sesto San Giovanni.

Arrivati a questo punto una semplice domanda è d'obbligo.

Ma perché i terroristi dell'ISIS non attaccano per ora l'Italia? Perché le nostre Forze dell'Ordine sono molto più brave e preparate di quelle francesi e tedesche e quando riescono ad acciuffare un presunto terrorista per motivi di sicurezza viene subito espulso dall'Italia.

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Salta conduttura dell'acqua a Cosenza su Corso Umberto una delle vie principali che ha causato grave disagio agli automobilisti.

La rottura si è verificata stamattina e un forte boato ha fatto spaventare i commercianti della zona.

 

L'asfalto della strada, come del resto si può vedere dalla fotografia, è saltato in aria e una voragine si è formata sulla strada inghiottendo una vettura, una opel bianca, che stava transitando in quel preciso momento .

L'autista è rimasto fortunatamente illeso anche se forte è stato lo spavento.

Sono subito intervenuti i Vigili Urbani che hanno rimosso subito la macchina intrappolata nella voragine, i Vigili comunali che hanno subito deviato il traffico e i tecnici del Comune che hanno subito provveduto a chiudere l'acqua dai serbatoi di Via de Rada e del Merone.

Appena la pressione è diminuita sono intervenute le ruspe di una ditta chiamata dal Comune e si son messe a scavare per trovare il guasto.

L'interruzione dell'acqua, inutile nasconderlo, potrà causare notevole disagio alle abitazioni circostanti. 

Pubblicato in Cosenza
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