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Intervento del maestro Francesco Gagliardi in occasione della II Edizione Premio Letterario di poesia inedita “Ines Nervi in Carratelli”, Domenica 28 luglio 2019 in San Pietro in Amantea, bruscamente interrotto dalla moderatrice Fabrizia Arcuri che ha lasciato basiti gli spettatori ansiosi di voler conoscere la storia di questa donna eletta Sindaco nel lontano 1946, la prima donna in Italia ad aver ricoperto una carica istituzionale.

Domenica 24 marzo scorso mia figlia Teodora mi ha segnalato che su un settimanale era comparso un articolo a firma di Rosalba Tapini dal titolo: E’ calabrese la prima donna Sindaco in Italia. Il settimanale si chiama RIVIERA. Ho acceso subito il computer, ho digitato wwwRivieraweb.it, ho scaricato il PDF ed è comparsa una bella pagina a colori col titolo a caratteri cubitali:Bentornata Primavera. Ho incominciato a sfogliare il settimanale e nella rubrica dedicata alla Cultura a Pag.21 è comparso effettivamente l’articolo che andavo cercando:- E’ Calabrese la prima donna in Italia -. C’era anche una foto in bianco e nero di una bella ragazza. Poiché l’articolo parlava di una prima donna Sindaco in Italia, di una maestra elementare, di una donna che nel lontano 1946 aveva ricoperto una carica istituzionale, ho subito pensato alla mia carissima maestra di Quinta elementare, ahimè scomparsa, al primo Sindaco del mio paesello eletto dopo la triste esperienza fascista e dopo tre anni di esperienza commissariale tanto tormentata e travagliata. Nulla di tutto questo. La foto non era della Sig.ra Ins. Ines Nervi in Carratelli, la mia maestra, ma di un’altra maestra di un Comune della Provincia di Cosenza, San Sosti. Secondo l’articolista il Sindaco di San Sosti Caterina Tufarelli è stato il primo Sindaco donna in Italia dopo la caduta del fascismo e non la maestra Ines Nervi in Carratelli. Ci sono rimasto malissimo. Ma come è possibile che ancora oggi, ci siano persone che vogliono cambiare la storia e i fatti storici pubblicando fake news. Anche donna Ines, eletta Sindaco di San Pietro in Amantea è una delle prime Sindaco elette in Italia, appartiene anche lei di diritto alle “ donne del “46 “ a quelle donne che per la prima volta andarono a votare. Il diritto al voto, prima delle elezioni amministrative dopo la caduta del regime totalitario fascista, era limitato ai soli uomini. E non a tutti. La strada per la democrazia fu lunga e difficile. Le donne ed i poveri non avevano diritto al voto, perché secondo un’opinione consolidata solo gli uomini ricchi potevano dedicarsi alla politica. Spettava soltanto a loro decidere per tutti.. Perché le donne avessero gli stessi diritti degli uomini si dovette aspettare il 10 marzo del 1946. Finalmente dopo un serrato dibattito politico il Parlamento Italiano con una apposita legge considera che le donne in Italia, avendo compiuto il ventunesimo anno di età, hanno pari opportunità,sono considerate cittadini pari agli uomini. E così le nostre mamme, le nostre sorelle, le nostre care ed amate nonne, anche se non sapevano leggere e scrivere ed erano nullatenenti e non iscritte al registro del focatico comunale, andarono a votare per la prima volta nella loro vita. E la loro prima volta non fu come erroneamente alcuni scrivono e come molti pensano il Referendum del 2 giugno 1946 quando si votò per scegliere tra Monarchia e Repubblica, bensì le elezioni amministrative del marzo 1946, quando si votò per eleggere i Consiglieri Comunali. Le donne in quella tornata elettorale si presentarono alle urne in massa e l’affluenza fu davvero strepitosa. Votò l’89% degli aventi diritti al voto.

La Calabria ha un primato negativo. Sempre nelle elezioni amministrative del 1946, Zaccanopoli, piccolo centro con poco più di mille abitanti in provincia di Vibo Valentia, risulta l’unico comune italiano in cui si registra la totale astensione delle donne avente diritto.

Cosi come bisogna attendere le elezioni politiche del 1963 per vedere, per la prima volta nella storia, una donna calabrese eletta al Parlamento della Repubblica Italiana, l’insegnante crotonese laureata in filosofia, Jole Giugni Lattari, deputato del IV Parlamento repubblicano, presentata nella lista del Msi.

Nel 1946 all’incirca duemila donne vennero elette nei Consigli Comunali, solo undici vennero elette poi Sindaco. Poche allora, ma poche anche oggi ricoprono la carica di Sindaco, fanno eccezione il Sindaco di Roma e di Torino Raggi e Appendino. Il Sindaco donna della nostra cara Amantea eletta dopo oltre 70 anni dal 1946 venne disarcionata dopo appena due anni. Il nostro Sindaco, invece, venne eletto nel marzo del 1946 con una lista del Partito della Democrazia Cristiana appena nato in contrapposizione ad una lista civica di ispirazione monarchico liberale “La Stella”, capolista e disegnato candidato Sindaco l’Avv. Ottavio Policicchio. Anche San Pietro in Amantea, dunque, piccolo Comune della Provincia di Cosenza, ma allora gli abitanti erano all’incirca 1500 e gli elettori più di mille, nel lontano 1946 assurge agli onori della cronaca provinciale, regionale e nazionale: elegge Sindaco una donna. Grazie a donna Ines oggi il nostro paese è conosciuto in tutta Italia. Si votò, come abbiamo visto, il 24 marzo 1946 e il 31 marzo, dopo una settimana i consiglieri elessero il Sindaco. Ecco perché appare la data del 31 marzo 1946 nella elezione a Sindaco di donna Ines. Molti giornalisti hanno la memoria corta. Io l’ho vissuto quel tempo, anche se ancora indossavo pantaloncini corti, ed ho partecipato a tutte le manifestazioni elettorali, alle riunioni, ai comizi e all’occupazione del municipio ed alla rivolta dei contadini contro la mancanza del pane e della farina. Con le prime elezioni dell’Italia liberata iniziò la vera rivoluzione antifascista e democratica, venne restituita agli italiani l’arma del voto. Nei due mesi precedenti il Governo dovette affrontare gravi problemi di ordine pubblico in Toscana, in Calabria, ma soprattutto nelle Puglie e in Sicilia, dove si era esasperata la vicenda del separatismo siciliano. Anche nel nostro Comune la Prefettura e il Commissario Prefettizio dovettero affrontare problemi di ordine pubblico non molto gravi ma significativi. Il clima politico era molto arroventato ed incandescente. Vi fu una manifestazione di protesta organizzata dal nascente Partito Comunista Italiano. Ci fu un tentativo di saccheggio, andato a vuoto per il pronto intervento dei Regi Carabinieri di Amantea, nei locali di Via Margherita dove Proto, negoziante di Amantea, custodiva la farina. Il 22 aprile 1945 circa 200 persone inscenarono una manifestazione di simpatia verso Vincenzo Carratelli, marito del futuro Sindaco, del quale si invocava il ritorno a Commissario Prefettizio.

Riprendendo il discorso che ho fatto all’inizio, non è vero che la prima donna Sindaco in Italia è la Maestra Caterina Tufarelli Palumbo del Comune di San Sosti e che seguirono in ordine di tempo Ines Nervi in Carratelli e Lydia Toroldo Serra del Comune di Tropea. Ines Nervi insieme alla Tufarelli sono le prime Sindaco ad essere elette in Italia. Per la Tufarelli vale l’elezione del 24 marzo, mentre per la Nervi quella del 31 marzo. Sbagliato, ecco perché mi sono incavolato ed ho protestato.

Anche il Sindaco di San Pietro in Amantea Ins. Ines Nervi in Carratelli fu una delle prime donne in Italia a ricoprire una carica istituzionale dopo la caduta del fascismo Il suo ritratto ora si trova nella stanza dedicata alle donne nel Parlamento Italiano accanto alle altre 10 donne più famose d'Italia. Il 3 maggio 2017, il ritratto della mia maestra venne affisso nella Sala delle Donne in aggiunta a quelli delle Madri della Repubblica. Il nostro amato Sindaco è stato ricordato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio alla presenza dell’allora Presidente della Camera dei Deputati On.Laura Boldrini. Anche il Consiglio Comunale di San Pietro in Amantea ha voluto ricordare l’amato Sindaco che qualcuno in modo dispregiativo lo definiva ”Sindaco in gonnella” intitolando in suo onore la nuova Sala del Consiglio Comunale per ricordare alle nuove generazioni il suo nome e l'azione politico amministrativa svolta.

E, purtroppo, alcuni, malgrado tutto, ancora scrivono che la prima donna in Italia a ricoprire una carica istituzionale è la calabrese di San Sosti. Sapete perché? Perché era una donna molto conosciuta negli ambienti politici di allora. Aveva frequentato il Liceo Classico di Roma, fu compagna di scuola delle figlie dell’allora Presidente del Consiglio On. Alcide De Gasperi, sposò nel 1941 l’Avv. Baldo Pisani, dirigente provinciale della Democrazia Cristiana, Dirigente della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, Presidente della Provincia di Cosenza. Ecco, avendo un canale privilegiato con interlocutori di questo calibro, ogni qual volta si parla di Sindaci donne elette per la prima volta in Italia, si fa sempre il nome del Sindaco di San Sosti e il nostro Sindaco Donna Ines viene dimenticato. Giustizia è stata fatta, però.. L’11 novembre del 2016 la Presidenza del Consiglio aveva deciso di onorare il ricordo delle prime donne italiane elette nelle elezioni amministrative del 1946 con una targa celebrativa. Erano stati invitati alla cerimonia i rappresentanti dei Comuni. Il nostro Comune era stato ignorato. Poi, però, dopo aver mandato copia della Delibera del Consiglio Comunale, finalmente anche il nostro Sindaco dimenticato è stato ricordato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il 24 marzo 1946 rappresenta, dunque, negli annali della vita amministrativa del Comune di San Pietro in Amantea una data storica: votarono per la prima volta le donne, venne eletta Sindaco una donna. Da quel giorno fatale le donne non furono più considerate solo casalinghe o lavoratrici senza voce, ma fautrici a pieno titolo della nuova politica italiana.

Malgrado tutto questo ancora c’è qualcuno che mette in dubbio la veridicità di quello che io ho pubblicato e documentato Così scrive il Corriere della Calabria:- Andrebbe verificato ad esempio se anche il Comune di San Pietro in Amantea abbia espresso davvero sempre nel marzo del 1946 un Sindaco donna nella figura dell’Ins. Nervi Ines in Carratelli. Se così fosse la Calabria rappresenterebbe per l’epoca la punta più avanzata della rinascita dell’impegno femminile nella politica comunale -. Purtroppo la storia ha preso un’altra strada. La presenza delle donne nella vita politica e amministrativa si è andata rarefacendo.

Riceviamo e con vivo piacere pubblichiamo la relazione del prof Gagliardi letta in occasione del primo premio di Poesia intestato ad Ines Nervi in Carratelli orgaizzato dalla pro LoCo di San Pietro in Amantea.

 

Nata il 1904 e deceduta il 1987 in San Pietro in Amantea

San Pietro in Amantea elesse un Sindaco donna nel lontano marzo del 1946. La Sig.ra Ines fu una delle prime donne in Italia a ricoprire una carica istituzionale E così, due anni fa, la Presidenza del Consiglio ha deciso di onorare il ricordo delle prime donne italiane elette nelle elezioni amministrative del 1946 con una targa celebrativa. I rappresentanti dei Comuni sono stati invitati alla cerimonia e si sono ritrovati l’11 novembre del 2016 nella Sala Polifunzionale in Via Santa Maria a Roma. L’incontro è stato introdotto dall’allora Sottosegretario di Stato Luca Lotti. Era presente il Sen. Franco Marini, Presidente del comitato storico scientifico. Per ricordare il lungo e faticoso cammino delle donne nella conquista dei loro diritti sono intervenute la storica Patrizia Gabrieli e la direttrice di RAI cultura Silvia Calandrelli. Era stata dimenticata l’insegnante Ines Nervi in Carratelli di San Pietro in Amantea, la quale venne eletta Sindaco anche lei nel lontano 31 marzo 1946 appena dopo la fine della seconda guerra mondiale., quando votarono per la prima volta anche le donne. Ricoprì la carica di Sindaco fino alle elezioni amministrative del 1952. Non si ripresentò. Aveva capeggiato una lista della Democrazia Cristiana. Il 31 marzo rappresenta, dunque, negli annali della vita amministrativa del Comune di San Pietro in Amantea, una data storica, non solo perché a quella competizione elettorale, le prime dopo la caduta del regime fascista, parteciparono al voto per la prima volta nella storia anche le donne, ma anche perché venne eletta Sindaco una donna, sposata col Cav. Prof. Vincenzo Carratelli, madre di due figli in tenera età, maestra di ruolo nelle scuole elementari di San Pietro - Centro. Da quel giorno fatale le donne non furono più considerate solo casalinghe o lavoratrici senza voce, ma come ricorda la targa “ fautrici a pieno titolo della nuova politica italiana”. – Onorare e ricordare – ha detto l’On. Lotti –affinchè nel nostro Paese non si dimentichi cosa è stato. E cioè che quello del 1946 non fu solo il primo voto amministrativo ma che 10 donne furono subito elette. Oggi è normale che ci siano molto donne Sindaco, ma allora non era così. Per questo ricordiamo sperando che questo atto abbracci metaforicamente tutte le donne d’Italia.

Il 3 maggio 2017, però, dietro miei segnalazioni, finalmente a Montecitorio nella Sala delle donne è stato affisso un nuovo ritratto che si aggiunge a quelli delle Madri della Repubblica. Si è trattato dell’undicesima Sindaca Italiana eletta nel 1946, Ines Nervi in Carratelli, prima cittadina di un piccolo Comune della Provincia di Cosenza, San Pietro in Amantea. Il nostro amato Sindaco è stato ricordato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini. Presente alla cerimonia anche il Sindaco del nostro Comune Gioacchino Lorelli con una delegazione municipale. La Signora Nervi è morta da diversi anni ed è seppellita nella tomba di famiglia nel cimitero di San Pietro in Amantea. Il 30 aprile dello scorso anno così scrissi in un articolo pubblicato su “Tirreno News”:- A tutt’oggi non le è stata intitolata nessuna strada. Io consiglierei, o meglio suggerirei in punta di piedi, al Sindaco e all’intero Consiglio Comunale, l’intitolazione in suo onore della Sala del Consiglio Comunale, per ricordare alle nuove generazioni il suo nome e l’azione politico amministrativa svolta-. Suggerimento accolto. Ora la Sala Consiliare è stata intitolata alla Signora Ines Nervi in Carratelli, uno dei primi Sindaci donna in Italia, maestra elementare. Così disse il Sindaco Lorelli nella seduta consiliare del 21 dicembre 2017 quando il Consiglio per alzata di mano ha deliberato di intitolare la Sala consiliare del Comune di San Pietro in Amantea a Nervi Ines caratelli:- L’Amministrazione non poteva ignorare la storia di questa donna esemplare, Sindaca di San Pietro in Amantea dal 1946 al 1952. Anni difficili davvero. Dove la volontà senza coraggio e polso fermo non sarebbe bastata. IntitolarLe l’aula consiliare, a seguito dei lavori di adeguamento sismico e ristrutturazione del palazzo municipale, costituisce, per l’Amministrazione tutta, un onore e un dovere-.

Domenica 30 aprile ancora così scrissi su “Tirreno News”.- 1946 – 2017, settantuno anni di donne che votano e che vengono elette-. Ines Nervi in Carratelli fu votata nella seconda tornata elettorale amministrativa del 24 marzo 1946. Capeggiava una lista della D.C. in contrapposizione ad una lista civica “Stella”, capeggiata dall’Avv. Ottavio Policicchio. Era la prima volta che votavano anche le donne e che avevano la possibilità di essere elette. Il Decreto N.74, Articolo 7 del 10 marzo 1946, sotto il Governo di Alcide de Gasperi, aveva sancito l’eleggibilità delle donne. Ecco cosa scrive “Il Corriere d’Informazione” del 19 marzo 1946: Per la prima volta una scheda tra le mani. Ai seggi non manca una certa emozione, tra le donne, certo, consapevoli di vivere in prima persona un traguardo storico e di avere per la prima volta la responsabilità di cittadine, sentita in modo trasversale, senza differenza di età, ceto e istruzione, come racconta Egisto Corradi, testimone del voto di un gruppo di donne ai seggi di Lodi. “Stanno in fila, nel mattino grigio e piovigginoso tutto ben in fila e composte al portone della loro sezione elettorale, in mano il certificato, il rosario e il libro delle devozioni. Sono a malapena le sette e loro, che vengono dritte dritte dalla prima messa, sono lì pigiate ad attendere. Finalmente, a voto scodellato, comunicano le loro impressioni.- Ho fatto una croce grande, grande quanto tutto il foglio-.

Al voto del 1946 c’ero anch’io. Non ho votato perché ancora non avevo compiuto 21 anni di età, ero ancora un ragazzo, però quel giorno delle votazioni me lo ricordo ancora benissimo. E ricordo anche i giorni precedenti al voto, le adunate, i comizi elettorali del Cav. Gaetano Nesi, i volantini, i manifesti e poi lo spoglio delle schede, le ansie e le preoccupazioni dei candidati, i balli e le feste in casa del Sindaco eletto e il Cav. Carratelli, coniuge del Sindaco, al pianoforte. L’elezione di un Sindaco donna nel lontano 1946 ha rappresentato per la Calabria la punta più avanzata della rinascita dell’impegno femminile nella politica comunale. Il nuovo Sindaco eletto era una donna energica, religiosa, maestra elementare di ruolo, coniugata e madre di due figli ancora in tenera età: Carolina e Saverio. Nella lunga parentesi del fascismo le sue aspirazioni sociali e politiche sono assorbite tutte dall’impegno dell’insegnamento. Figura a volte nascosta, a volte oscurata, ma sempre presente e decisiva. Il cammino di donna Ines è stato irto di ostacoli e ricchissimo di pregiudizi, ma proprio per questo la sua lotta è stata ancora più ricca di grandi traguardi e importanti vittorie. Chi scrive è stato suo alunno in quinta elementare. Non c’era ancora nel nostro paesello un edificio scolastico, perciò le aule scolastiche di allora erano ubicate in magazzini a piano terra. La nostra aula si trovava nell’allora Via Michele Bianchi ora Via del Popolo nell’abitazione della famiglia De Grazia presso il Ponte del Vallone. La signora Ines sbaragliò gli uomini, suoi avversari politici e vinse le elezioni a grandissima maggioranza. Venne eletta alla carica di Sindaco nella prima seduta consiliare del 31 marzo 1946 con 14 voti, due in più della sua stessa maggioranza consiliare. C’è da precisare che allora il Sindaco veniva eletto dai consiglieri comunali. In quella prima tornata elettorale venne eletta anche un’altra donna, molto battagliera: Fu Lucarelli Vincenzina, la nonna paterna di Periglio, Ciccio e Sergio Grassullo. Il Sindaco Nervi restò in carica fino al 1952. Realizzò alcune opere importanti: la fognatura comunale e la pavimentazione della strada principale del paese da Piazza IV Novembre a Piazzetta Margherita, dando lavoro a decine e decine di operai di San Pietro. Da allora in poi San Pietro in Amantea ha avuto soltanto Sindaci maschi. Anche il mio paese natale ha scaricato le donne come del resto hanno fatto altri comuni calabresi. Queste donne coraggiose, intelligenti, esperte, sono rimaste “corpi estranei” in un mondo politico dominato dai maschi. Amantea ha dovuto aspettare oltre 68 anni per avere per la prima volta un Sindaco donna. Non le fecero neppure terminare la consiliatura. Venne disarcionata dalla carica di Sindaco dalla sua stessa maggioranza.

San Pietro in Amantea, 29 luglio 2018 Francesco Gagliardi

Pubblicato in Basso Tirreno
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