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Il Coronavirus fa paura ed io sono preoccupato di Francesco Gagliardi

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coronavirus cinaSì, il coronavirus fa tanta paura ed io sono molto preoccupato. Chiuse le scuole,chiusi tutti i locali pubblici, cinema, teatri, stadi. Chiusa la Scala di Milano. Annullate tutte le manifestazioni carnevalesche, tra cui il Carnevale di Venezia.Sospese le partite di calcio dilettantistiche e professionistiche. Vietato l’ingresso ai cittadini della Lombardia e del Veneto ad Ischia per paura del contagio. Cittadini di una decina di paesi del Lodigiano impediti di abbandonare le loro abitazioni. Supermercati assaltati e scaffali svuotati, chiese chiuse, Santa Comunione solamente con le mani. Niente scambio della pace per paura di contaminazione. Matrimoni e funerali alla presenza di soli parenti più stretti. Abolite fiere e mercati. Anche Cosenza abolisce la millenaria fiera di San Giuseppe. Erano stati già assegnati tutti i posti lungo Viale Mancini. Farmacie prese d’assalto per accaparrarsi mascherine e disinfettanti. In via precauzionale la gente indossa guanti e mascherine. L’Austria blocca al Brennero i treni dall’Italia. Scattano blocchi stradali. Cittadini invitati a restare chiusi in casa. Molti calabresi lasciano il lavoro al Nord e tornano in Calabria. Mentre scrivo i morti accertati sono 6 e circa 200 persone contagiate e in isolamento. Questi sono i fatti ed ecco perché la gente ha tanta paura. Il virus, questo maledetto virus proveniente dalla Cina, ha invaso anche il nostro paese. Dopo la Cina e la Corea l’Italia è la più colpita. Come mai? Non doveva essere così, evidentemente qualcosa non è andata per il suo verso giusto. Per comprendere la straordinarietà e la gravità del momento basta leggere il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Art. 1: Allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie…….le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica. Ma perché queste misure non sono state adottate prima che il virus cominciasse ad arrivare anche da noi? E le critiche al Governo puntualmente sono arrivate. Francesco Boccia, Ministro per gli affari regionali, critica Salvini e lo accusa di fare “l’untore”. Accusa pesantissima. Dovrebbe vergognarsi. E l’altro Ministro Paola De Micheli ha dato dello sciacallo sempre a Salvini reo di aver denunciato ritardi e omissioni. Quelli del Pd ora che sono al Governo non si toccano. Chi tocca i fili muore. Chi li tocca va alla fossa. Sei accusato di essere un fascista, un nazista, un razzista. Ma non sono stati loro che hanno accusato di razzismo chi consigliava misure di precauzione più stringenti? Non obbligare alla quarantena chiunque provenisse dalla Cina è stato un errore che oggi stiamo pagando a caro prezzo. Io ho accolto il consiglio di restare in casa per evitare il contatto con altre persone. E cosa faccio tutto il giorno? Leggo, scrivo, guardo la televisione. Mentre scrivo una forte scossa di terremoto, movimento sussultorio di 3 gradi della scala Ritter, mi ha fatto sobbalzare dalla sedia. Vado a letto tardi perché il sonno non arriva e più tardi è anche il risveglio. Le mie vecchie abitudini sono cambiate. E allora ho incominciato a rileggere “I Promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Mi sono soffermato a lungo sui capitoli che parlano della peste, degli untori e dei monatti. Sono passati 400 anni dalla peste che colpì Milano e le parole del Manzoni sono di attualità. “La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto: ed è noto parimenti che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia -. E quello che sta facendo oggi il Coronavirus. La peste classificata in un primo momento come febbre pestilenziale, aiutata dalle scarse condizioni igieniche e dalla carestia, causò migliaia di morti. E quello che farà anche oggi il coronavirus anche se le condizioni igienico sanitaria in Italia e nel mondo sono migliorate. Le città venivano isolate, come si sta facendo anche oggi, e nessuno veniva fatto entrare, ma ormai la peste aveva contagiato moltissime persone. Se uno veniva contagiato rimaneva stecchito. La chiesa corse ai ripari, fece lunghe processioni. Ora chiude le chiese ed invita i fedeli a restare in casa e recitare il santo rosario. Vennero istituiti i lazzaretti dove si tentava di curare i malati terminali, ora abbiamo gli ospedali molto attrezzati con personale medico all’avanguardia. E poi c’era la diceria degli untori, persone che con olio infetto ungevano i portoni delle case, gli usci e le mura. Gli untori di oggi non usano olio infetto, secondo il Pd Boccia usano parole che fanno più male e più danni degli unguenti. Finisco di leggere i capitoli del Manzoni. Chiudo gli occhi. Quanti anni son passati dalla peste di Milano? Tanti. Ma leggendo i giornali di oggi e ascoltando le notizie allarmanti dei giornali radio e dei telegiornali, il coronavirus, gli avvenimenti, le dicerie, i provvedimenti, l’istituzione di presidi ospedalieri, le cure ai malati, i contagi, le città isolate sono uguali a quelle di ieri. E’ cambiato ben poco. Solo che la peste si è verificata nell’anno 1629, il coronavirus nell’anno 2019.

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