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In nome delle poltrone Pd e Movimento 5 Stelle non conoscono vergogna.

Anche nei nomi e sui numeri dei sottosegretari hanno trovato la quadra.

Dopo alcuni giorni di trattative l’accordo è finalmente arrivato: 22 + 6 poltrone al M5S e 18+4 al Partito Democratico.

Hanno sistemato tra Sottosegretari e Vice Ministri 50 Deputati e Senatori.

 

 

L’Ufficio di collocamento ha funzionato alla perfezione.

E’ riuscito a trovare un lavoro ben remunerato a 50 uomini e donne che nella vita civile non avrebbero mai trovato, neppure come minatori o bagnini nelle assolate spiagge italiane.

Tutti felici e contenti?

Non direi.

Alcuni Deputati e Senatori che aspettavano con ansia e trepidazione la promozione e non sono stati accontentati ci sono rimasti malissimo.

I renziani addirittura sono in rivolta contro la Segreteria del partito perché nessun Deputato o Senatore della Toscana è stato nominato sottosegretario.

Parlano di una vendetta contro Renzi.

Il Senatore calabrese Ernesto Magorno ha bocciato la scelta del suo partito per non aver inserito un calabrese nella squadra di Conte.

Una calabrese, però, è entrata a far parte della squadra di Conte.

Si tratta di Anna Laura Orrico eletta nel Collegio uninominale di Cosenza.

Sarà Sottosegretario alla Cultura.

Liberi e Uguali ha ottenuto due posticini e uno anche il Movimento per gli italiani all’estero.

Da oggi in poi anche un solo voto conterà nelle votazioni specialmente al Senato e una poltrona ben remunerata aiuta il Governo a sopravvivere.

E a noi, miseri mortali? Niente.

A noi non hanno offerto niente, neppure una poltroncina sgangherata.

Anche noi abbiamo contribuito col nostro voto a mandare Deputati e Senatori nullafacenti alla Camera e al Senato.

Ma forse il nostro voto non servirà più, avranno il voto degli extracomunitari.

Ora il Governo può iniziare a lavorare per il bene del paese.

Come? Porti aperti e accoglienza indiscriminata ai poveri cristi che lasciano la loro terra e sbarcano in Italia per riempire le strade e le piazze delle nostre città senza alcuna prospettiva.

Le coop ringraziano e qualcuno già brinda e esulta: Hanno sconfitto Salvini.

E Franceschini è pronto ad aprire una nuova stagione di alleanza con il M5Stelle. Potranno presentarsi insieme alle elezioni regionali.

Per fare cosa?

Impedire alla destra e a Salvini in particolare di vincere anche in Umbria, Calabria ed Emilia Romagna.

A Roma ci sono riusciti.

Hanno estromesso con un inciucio il Ministro Salvini dal Viminale.

Ma il M5Stelle, per il momento, nonostante le lusinghe del Pd ha detto no. Per il momento, domani si vedrà.

Per anni hanno detto che mai e poi mai avrebbero fatto un Governo col Pd, oggi, invece, sono insieme, si abbracciano e giurano che  questo Governo del professorino durerà l’intera legislatura come ha promesso lo stesso premier nel lungo discorso pronunciato alla Camera e al Senato.

Cosa ha promesso agli italiani? Tante cose belle. E intanto le macerie delle case crollate durante il terremoto di tre anni fa non sono state neppure rimosse.

E il Premier ha avuto il coraggio e la faccia tosta di ripresentarsi nelle zone terremotate e ha promesso ancora una volta che gli abitanti non saranno dimenticati.

Campa cavallo che l’erba cresce.

Ma forse lui non conosce questo antico e saggio proverbio.

Ma perché gli abitanti di Accumoli non sono scesi in piazza?

I forconi, i forconi ci vogliono.

Pubblicato in Italia

bandiera-tricolore-italianaIl nuovo governo giallorosso, nato dopo il fallimento di quello gialloverde, si presenterà prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato per il voto di fiducia. Sulla carta non ci dovrebbero essere degli ostacoli. Alla Camera il M5Stelle e il Pd hanno un’ampia maggioranza. Al Senato, invece, la situazione è un pochino complicata e più complessa. I consensi sono risicati. 166 voti potrebbero bastare. Ma siamo sicuri che tutti i Senatori del M5S e del Pd voteranno la fiducia al Governo “Giuseppi” Conte bis? Alcuni non hanno ancora sciolto la riserva e decideranno solo nelle prossime ore. Solo il Senatore Paragone ha detto pubblicamente che non voterà la fiducia. E Matteo Salvini, dopo la figuraccia fatta, come si comporterà? E’ pronto a fare le barricate e a scendere in piazza, a importunare i giallorossi e bloccare tutto alla Camera, al Senato, nelle Commissioni parlamentari, specialmente nella Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama dove il M5Stelle e il Pd sono in minoranza. Se la nuova maggioranza non sarà compatta la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia metteranno i bastoni tra le ruote al nuovo governo. Ora, però, basta. Guardiamo avanti. Abbiamo archiviato la stagione del salvinismo. Spero che Matteo Salvini abbia fatto un sincero esame di coscienza e abbia riconosciuto i suoi madornali errori compiuti. Il salvinismo funziona, ha funzionato, funzionerà nelle piazze, ma non a Palazzo. Basta urli, basta chiedere poteri forti, basta un solo uomo al comando, basta odio, basta combattere l’Europa, la Merkel, Macron e Bruxelles. Voltiamo pagina. Per il bene del paese e per migliorare l’Italia ripetono come un mantra Zingaretti, Conte e Di Maio. Per il bene del paese un corno! Ma mi facciano il piacere! Questo matrimonio tra M5S e Pd è stato celebrato in fretta non per riparare il male fatto dal Governo Conte 1, ma per non fare andare gli italiani alle urne e per non sciogliere le Camere dopo appena un anno dal voto del 4 marzo dello scorso anno. Se fosse stato davvero per il bene del paese il Presidente della Repubblica avrebbe sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni. Sarebbero stati gli italiani a scegliere da chi avrebbero voluti essere governati, e non da Trump, dalla Merkel, dalle Banche, dai poteri forti, da Bruxelles, da Prodi, da Renzi, da Franceschini, da Gentiloni, dalla Bindi, da Lerner, da Travaglio, dagli attori e dai cantanti. Invece ora sono al Governo, legittimamente, per carità, un partito politico allo sbando malgrado i sorrisi allegri di Franceschini e Zingaretti, che ha perso tutte le elezioni comunali e regionali svoltesi nel corso dell’anno e un Movimento del “Vaffa…” che all’inizio doveva aprire il Parlamento come una scatola di tonno e invece si è rinchiuso nella scatola come gli altri partiti e anche peggio. Celebrato in pompa magna il matrimonio di convenienza e per interesse ora i due ex acerrimi nemici dovrebbero almeno chiedere scusa agli italiani per gli insulti scambiati e dire:- Abbiamo sbagliato-. I cialtroni e gli incapaci dove sono andati a finire? Governano insieme ai “Pidioti”, a quel Pd di Bibbiano, insieme ai rapitori di bimbi. Questi insulti io non li potrò mai dimenticare. E non mi stancherò mai di ripetere che questo Governo a me non piace. E’ un Governo contro e per questo non avrà lunga vita. Non sono contento affatto. Come non lo fui per il Governo appena morto e sepolto, ucciso dall’incompetente di Matteo Salvini, il quale ubriacato dai sondaggi che lo davano intorno al 40% e dalla promessa fasulla di Zingaretti che gli aveva assicurato che non avrebbe mai e poi mai fatto un’alleanza con i grillini, ingenuamente ha presentato il voto di sfiducia al primo Governo Conte, il quale, con quella faccia di bronzo, al Senato, in soli 40 minuti ha rinnegato tutto quello che di buono aveva fatto insieme a Salvini. Anche Feltri ha rimproverato “all’Avvocato del popolo africano” il voltafaccia sui migranti e sulle leggi varate dal governo gialloverde e da lui regolarmente firmate e difese. Ma ormai chi se ne frega. Sono cose passate. E gli italiani hanno la memoria corte e subito dimenticheranno ogni cosa. A Conte non interessa la Lega, non interessa il Movimento 5 Stelle, non interessa il Pd. A lui interessa fare il Presidente del Consiglio e sedere sulla comodissima poltrona di Palazzo Chigi. Dio gliela data e guai a chi gliela tocca. Prima collaborava con la Lega, ora collabora col Pd. Che c’è di male? Nulla. Se l’Italia fosse un paese normale a quest’ora i forconi sarebbero scesi in piazza e lo avrebbero cacciato a pedate da Palazzo Chigi. Invece è sulla cresta dell’onda ed è al centro della scena politica italiana. Per un semplice discorso di 40 minuti all’improvviso è diventato uno statista. De Gasperi, Moro, Fanfani, Pella, Craxi, Spadolini, Andretti, si stanno rivoltando nelle tombe.

Pubblicato in Italia

Il Pd trema.

Gli ortodossi del Movimento 5 Stelle contrari all’alleanza col Partito Democratico dopo lunghi 10 anni di scaramucce, di insulti e di vaffanculo, sono pronti a votare “No” sulla piattaforma Rousseau. E Luigi Di Maio nell’incontrare il Premier designato “Giuseppi” Conte ha alzato il tiro e ha dato l’ultimatum ai dem.

Solo ieri sono incominciate le trattative del Premier e già i due maggiori partiti politici che formano la maggioranza litigano.

 

 

Si son messi insieme per fermare l’avanzata leghista e per non dare agli italiani il diritto al voto e già, dopo solo due giorni, sono incominciati a volare gli stracci. E siamo all’inizio. Cosa succederà dopo è un mistero. Il panico ha preso il sopravvento e ai piddini che già avevano prenotato un posticino nella mangiatoia è venuto un mal di pancia dopo aver ascoltato le parole di Giggino:- Alcuni punti del nostro programma sono irrinunciabili altrimenti si tornerà al voto-. Al voto, al voto. Ma cosa è saltato in mente al caro Giggino? Al voto, mai e poi mai. Il Pd si adeguerà turandosi il naso a tutto quello che lui vorrà e sarà inserito nel programma. Non ci sarà nessun problema. Non ci saranno ostacoli quando c’è un nobile fine da raggiungere. Il taglio dei parlamentari? Per tre volte hanno votato “No”, ora, però, per il loro bene e per il bene degli italiani voteranno “Sì”. Li accuseranno di incoerenza politica e di cambiare direzione come canne al vento? Chissenefrega! E il programma di svolta? Quale svolta. Non ci sarà nessuna svolta. E’ stato uno slogan, una frase ad effetto per prendere per fessi gli italiani. Ma gli italiani davvero sono tutti fessi? Non direi. Forse lo sono quelli che nelle ultime elezioni politiche hanno votato Pd e M5Stelle, perché hanno creduto alle loro bubbole. Si aprirà una nuova stagione politica. I lavoratori, i pensionati, i giovani studenti, i disoccupati, quelli che hanno perso il lavoro, le massaie, la gente comune che non arriva a fine mese perché percepisce una pensione di fame, non ci crede. E’ stata salutata in modo positivo solo da Trump, da Macron, dalla Merkel, da Bruxelles, dal Vaticano, dai Vescovi, dal mondo finanziario, dalle cooperative, dai cantanti, dagli attori e da alcuni giornalisti. Di quelli che non hanno mai lavorato e non hanno mai sofferto la fame e la miseria. E così Fiorella Mannoia non potrà più attaccare Salvini. Fazio e la Litizzetto non avranno più argomenti validi per “il tempo che fa”. Vauro ha finito di disegnare vignette con Salvini che cala le brache. Lerner e Travaglio dovranno inventarsi nuovi nemici da combattere. Zingaretti ha rilanciato il tema della scuola. Ma il problema scolastico non lo aveva risolto Renzi con “La buona scuola”? Zingaretti è andato oltre: formazione gratuita per i figli dall’asilo nido fino all’Università. Poteva, però, inserire nel programma per fare tutti contenti la culla sin dalla nascita e la cassa da morto gratuita per tutti. E di Amatrice e degli altri luoghi colpiti dal terremoto? I cittadini di Amatrice possono ancora aspettare. Dopo aver sistemato Franceschini, Gentiloni, Minniti, Del Rio, Orlando, gli amici e parenti nei posti di comando, allora, forse, si ricorderanno di Amatrice, dei terremotati che hanno perso la casa e della ricostruzione. E del lavoro e della disoccupazione giovanile? C’è tempo. Sono problemi che non interessano agli italiani. Molte famiglie non hanno pane. E quale è il problema? Gli daranno le merendine del Mulino Bianco, gli scaffali dei supermercati sono pieni. Ed ora lasciamoli lavorare in pace per il bene nostro. Per il momento sono interessati alle poltrone. Ancora una volta stanno prendendo per i fondelli il popolo italiano il quale, suo malgrado, è costretto a ingoiare qualsiasi rospo.

Foto ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Pubblicato in Amantea Futura

E’ nato, alleluia, alleluia!

E’ nato il Sovrano Bambino.

Così cantavano gli angeli e gli arcangeli in quella notte che fu così buia.

Ora risplende di un astro divino.

Cantate, suonate, squillate campane.

Venite pastori e massaie o genti vicine e lontane.

 

 

 

 

Dopo 2000 anni un altro astro questa volta però terreno risplende nel cielo romano.

E’ nato il secondo Governo “Giuseppi” Conte, così ha twittato il Presidente americano Trump.

Alla fine il M 5 Stelle e il Pd sono riusciti a partorire il governo dell’inciucio, nato per mettere K.O Salvini e per non andare alle elezioni politiche anticipate dopo il fallimento del governo giallo verde.

E al centro della scena, chiedo scusa, della mangiatoia, c’è un professore dell’Università di Firenze, uno sconosciuto professore universitario come ce ne sono migliaia in Italia.

Questo illustre sconosciuto all’improvviso è diventato protagonista della vita politica italiana.

Era un Re Travicello piovuto ai ranocchi, ora, grazie all’errore madornale commesso da Matteo Salvini, è diventato un Principe giallorosso.

E’ al centro della scena politica italiana e col rinnegare se stesso e quello che di buono ha fatto in 14 mesi di governo insieme alla Lega, si è preso il Movimento 5 Stelle e anche il Governo.

E’ nato! Alleluia!.

Tutti sono felici e contenti.

Esultano finanche i cantanti, gli attori e le attrici.

Il Padre di questo Bambino che tanto bene farà all’Italia è senza dubbio Zingaretti, la madre Di Maio.

Ora, sistemato il Bambino nella mangiatoia, si aspettano le visite dei Re Magi che portano oro, incenso e mirra al neonato e le visite dei tanti pastori che nei dintorni pascolano il gregge.

Venite gente, massaie e pastori, ad adorare il Bambino che è nato. La mamma lo coccola, lo bacia, lo accarezza .

Il padre è felice. Si

stemato il bambino ora bisogna sistemare i parenti e gli amici.

Come? Sistemando accanto alla mangiatoia comodissime poltrone.

Infatti gli invitati e i commensali col tovagliolo al collo aspettano con ansia l’arrivo delle portate.

E si spingono, si azzuffano, litigano per accaparrarsi i primi posti e i piatti succulenti per motivi di ingordigia.

Pubblicato in Mondo

Avremo un Governo giallorosso, un Governo formato da due partiti che in comune non hanno nulla, ma proprio nulla.

Si sono odiati e tuttora si odiano, sono divisi su tutto.

Una sola cosa li unisce: la poltrona.

Ormai Zingaretti, Orlando, Gentiloni, Franceschini, Minniti, Del Rio, Castagnetti, Martina con l’acquolina in bocca non credono l’ora di accomodarsi alla tavola imbandita e alcuni si sono legati già al collo il tovagliolo e aspettano con ansia l’arrivo delle portate.

Anche Matteo Renzi vuole accomodarsi alla mangiatoia, infatti è stato il primo a spingere per un governo Pd – M5Stelle, governo che fino ad ieri ha sempre osteggiato, ma ora ha fatto marcia indietro come un voltagabbana qualsiasi, forse per rompere le scatole al suo segretario del partito, perché spera in un prossimo domani di prendere il suo posto, posto che ha dovuto lasciare dopo la batosta sul referendum e sulle elezioni politiche del 4 marzo dello scorso anno. Questi signori che ho pocanzi nominato sono una combriccola di imbroglioni che stanno facendo una trattativa per accaparrarsi i Ministeri importanti e non discutono di programmi e di contenuti. Si sono riuniti varie volte in casa degli amici comuni, nel Parlamento, a Palazzo Chigi e hanno discusso soltanto dei personaggi da far accomodare nelle sedie della mangiatoia. Hanno discusso, si sono azzuffati, perché vogliono trovare un posto a Conte e a Di Maio per i 5 Stelle, ai tanti tromboni e trombati del Pd e agli ex Ministri dei governi Letta, Renzi e Gentiloni. La trattativa ancora in corso mentre scrivo è davvero complicatissima. Ci vogliono far credere che vogliono salvare l’Italia, invece stanno lavorando per salvare il loro posteriore. E gli italiani che stanno lasciando le spiagge assolate e stanno ritornando in città e al lavoro usato cosa dicono, cosa pensano di questa crisi di governo agostana, di questa crisi che comunque vada a finire, avrà delle conseguenze disastrose? Sono indignati. Sono nauseati. E il partito del non voto, secondo i sondaggi, aumenta. L’alleanza di facciata e di convenienza sono certo che avrà un finale disastroso. L’alleanza nata per punire il traditore, il fascista, il nazista, il razzista Salvini e per impedire agli italiani di andare al voto, è la fine della politica. Così ha twittato Enrico Mentana:- Che leader è un capo politico che giura:- Mai un governo col partito che ruba i bimbi alle famiglie con l’ellettroshock e poi un mese dopo è pronto a farci un governo? E che partito è quello che finge di dimenticare quelle accuse pur di tornare al governo dopo solo un anno di purgatorio?- Il primo, caro Mentana, è un quaquaraqua direbbe Sciascia. E quel partito che finge di dimenticare è “nu pisciaturu”. Purtroppo, già da stasera, tutto il Pd si è seduto a tavola con il M5Stelle e tutte e due hanno iniziato ad attribuirsi le poltrone che più contano. E così avremo ancora una volta un Governo non votato dagli italiani. Che sfortuna! Che maledizione! La sovranità non appartiene più al popolo. In 6 anni il Pd è andato al governo senza mai aver vinto le elezioni. Tutto è a posto, tutto è legittimo, purché non si dica che quello che fanno lo fanno per l’interesse dell’Italia e degli Italiani. Esulta Zingaretti dopo aver visto Di Maio e Conte. – Il confronto è partito, è un fatto positivo per dare un governo di svolta, un governo serio, non uno come il precedente, che è caduto dopo 14 mesi-. Sì, un governo che deve svoltare a sinistra, un governo serio, perché il precedente non lo è stato. Un governo molto serio, perché il precedente ha fallito. Il guaio è che in questo nuovo governo che sta per nascere ci saranno personaggi fallimentari che hanno governato la cosa pubblica per diversi anni e che sono stati bocciati dagli italiani perché ci hanno portato alla rovina e allo sfascio. E la chiamano svolta!

Direttore carissimo, il governo giallo verde è morto e seppellito, malgrado il Ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini vorrebbe farlo risuscitare. Ci riuscirà? Sarà molto difficile. Direi impossibile, dopo aver ascoltato in televisione quello che ha detto il Premier Conte nell’intervento al Senato alcuni giorni fa. Ma Salvini non molla, anche lui è attaccato alla poltrona come del resto Di Maio e Co. Per non parlare poi degli uomini politici del Pd.

 

 

Ha visto, direttore, sono apparsi in televisione e hanno fatto sentire la loro voce gente morta da diversi anni e che io avevo dimenticato.

Questa crisi di governo ha fatto addirittura risuscitare Romano Prodi, Walter Veltroni, Bersani, Massimo D’Alema, Pierferdinando Casini, Fratoianni, Verdini, Nencini, e mamma mia, anche la Rosy Bindi.

Mancano all’appello Cirino Pomicino, Gianfranco Fini, Ciriaco De Mita, Di Pietro e Buttiglione.

Il nuovo che avanza.

Ma se la crisi continuerà e Di Maio e Zingaretti non riusciranno a formare un nuovo governo con zombi che camminano e morti risuscitati, ne vedremo delle belle, dappertutto e non solo nel Parlamento Italiano. Non hanno più rispetto. Però applicano alla lettera la Costituzione Italiana, la più bella del mondo. La conoscono a memoria e citano spesso l’Art. 60:- La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per 5 anni-. Dunque, la legislatura deve durare 5 anni. Niente voto anticipato e chi lo vuole? Solo Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E gli altri? Gli altri hanno paura delle urne. E fanno bene a non far votare gli italiani, andrebbero a casa. Li vedremmo in fila all’Ufficio cerca lavoro che riempiono i moduli per richiedere il reddito di cittadinanza. E così faranno rientrare dalla finestra tutti quelli che gli italiani hanno ripetutamente cacciato dalla porta principale. Si farà un nuovo governo, con gli stessi uomini e niente veti. Il M5 Stelle non si farà dettare le regole dal Pd, il Pd farà altrettanto. Di Maio e Zingaretti sono pronti ad un governo di discontinuità e di svolta. Ma sanno il vero significato di discontinuità e di svolta? Non sarà facile formare un nuovo governo , dopo tutto quello che si son detti in questi anni, e per la distanza politica che hanno i due partiti e per l’eredità che lascia il governo dimissionato, però vogliono tentare. Ne hanno tutto il diritto, sono i due partiti maggiori usciti dalle urne il 4 marzo dello scorso anno. Tutto quello che faranno è perfettamente legittimo. Per me è un inciucio, per lei non lo sarà. Vabbè,   non la pensiamo allo stesso modo. Non vogliono un governo qualunque questa volta, ma un governo di svolta, un governo del fare e del disfare, che dia una speranza agli italiani. La Tav? Si può e non si può fare. Il reddito di cittadinanza? Sarà rivisto e corretto. Il decreto sicurezza? Sarà cancellato. E il taglio dei parlamentari? C’è tempo, abbiamo quattro anni di tempo. I porti? Saranno tutti aperti. L’accoglienza? Sono una risorsa. Sono davvero una risorsa vedere ogni giorno quei poveri ragazzi con un bicchiere di plastica in mano chiedere l’elemosina davanti ai supermercati. Tutti potranno venire in Italia e anche io cito il Vangelo come ha fatto Renzi nel suo intervento al Senato: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me-. E alle poltrone ci pensano? Non pensano alle poltrone, ai privilegi, ai lauti stipendi, pensano agli italiani. Che bella cosa! Che brave persone! Il M5Stelle e il Pd non lavorano per arricchire se stessi, per il vile interesse, per interessi personali e di partito come fa Salvini, loro lavorano e si sacrificano per arricchire il popolo italiano. Come? Tagliando i parlamentari, tagliando le opere inutili, chiudendo i porti e gli aeroporti inefficienti, chiudendo le scuole dove non si studia, chiudendo gli ospedali dove le formiche e gli scarafaggi camminano indisturbati nelle corsie. E così i grillini, ripuliti dal Pd, sono all’improvviso diventati presentabili. Il governo si può fare. Non ci sono ostacoli insormontabili.

Pubblicato in Italia

Anche nella nostra cittadina di Amantea questa mattina intorno alle ore 6 la Guardia Costiera e i Vigili Urbani hanno effettuato un blitz sulla nostra spiaggia, forse dietro segnalazioni e proteste di alcuni cittadini, sequestrando sdraio e ombrelloni che abusivamente erano stati piazzati sul bagnasciuga restituendo tutti gli spazi alla libera fruizione e disponibilità dei cittadini e dei turisti.

 

 

 

 

Gli ombrelloni e le sdraio venivano lasciati sul bagnoasciuga anche di notte, pronti per essere riaperti e utilizzati il giorno dopo senza dover cedere la priorità acquisita ad altri bagnanti.

Questa mattina, i furbetti della spiaggia libera, che credevano che la spiaggia fosse di loro proprietà, non hanno trovato nulla dei loro oggetti perché erano stati portati via dalla Guardia Costiera ponendo fine all’occupazione abusiva di luogo pubblico e degli spazi di spiaggia libera.

Alcuni hanno protestato, però non hanno chiesto la restituzione dei loro averi altrimenti avrebbero dovuto pagare una contravvenzione di 200 euro prevista per legge.

Al termine dell’operazione è stato riempito un camion del Comune di ombrelloni e sdraio.

Pubblicato in Campora San Giovanni

In questi giorni di crisi di governo molti uomini politici si stanno riempiendo la bocca facendoci credere che quello che stanno per fare lo fanno per il bene della nostra Italia. Dicono a parole che per loro l’Italia viene sempre prima di tutto. Balle! Una balla colossale che non sta in cielo né in terra.

 

 

Puntano a chiudere la crisi perché non vogliono elezioni politiche anticipate, non vogliono, Dio ce ne liberi!, consegnare su un piatto d’argento il Governo a Matteo Salvini, l’uomo solo al comando che ha chiesto pieni poteri al popolo, al fascista, al nazista, al razzista, a quello che ha chiuso i porti italiani ai poveri derelitti provenienti dai paesi africani ed asiatici fuggiti dalle guerre sanguinose. E così nei vari talk show giornalieri delle varie reti televisive e a tutte le ore del giorno siamo bombardati di commenti sulla crisi voluta da Salvini, sulla imminente sfiducia al Governo Conte, sul rimpasto di Governo, sul rimpastino, sul Governo di scopo, sul Governo di transizione, sul Governo di legislatura, sul Governo di responsabilità, sul Governo alla tedesca. Dicono che dobbiamo guardare al futuro e non al passato. E al futuro ci sono vari scenari, tutti diversi, tutti tremendi. Ormai abbiamo capito che la politica italiana, grazie a questi personaggi squallidi quanto fallimentari usciti dalle urne il 4 marzo dello scorso anno è diventata una farsa. Doveva nascere dopo il voto del 4 marzo un Governo formata dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle? Direi proprio di no, perché i due partiti politici avevano ed hanno idee diverse, programmi diversi, fini diversi. Infatti il percorso dopo appena un anno si è ulteriormente complicato dopo il voto al Senato del Movimento 5 Stelle contrario alla realizzazione della Tav e la ridicola apertura della crisi di Salvini, il quale, ora messo alle corde e con le spalle al muro, cerca di rimediare alla grave “cazzata” combinata. Dice Salvini:- Il mio telefono è sempre aperto-. Aspetta una chiamata da Di Maio che gli allungherebbe la vita, ma questi ha risposto a stretto giro di posta:-La frittata è stata fatta-. E se la telefonatina arrivasse per davvero? Non solo salverebbe la vita di Salvini e di Conte, ma anche la sua che mi pare sia anche in pericolo. La crisi di governo sarebbe congelata per mesi, per uno o due anni, in attesa che sia possibile tornare al voto, dopo aver votato il taglio ai parlamentari e una nuova legge elettorale. Salvini sarebbe ancora Ministro degli Interni, lo vedremo sicuramente nelle varie spiagge italiane a fare selfie e a fare strabilianti promesse che difficilmente potrebbero essere realizzate perché le casse dello Stato sono vuote. E vedremo anche il Premier Conte sempre seduto sulla comoda poltrona di Palazzo Chigi, però alquanto traballante, tirando a campare. Scenario tremendo, governo traballante, opposizione inesistente. E se le cose andassero diversamente? La crisi ha messo al centro della crisi politica personaggi squallidi, dimenticati, fallimentari. I giornali sono pieni di lunghe interviste dei vari personaggi sconfitti nelle urne o rottamati dai segretari dei partiti. E’ ritornato Rensi, Enrico Letta,Walter Veltroni, Bersani, Casini, addirittura D’ Alema! Ma Enrico Letta, quello di “Enrico stai sereno” non era a Parigi che insegnava nell’università”. E Veltroni non avrebbe dovuto lasciare l’Italia dopo la batosta elettorale e essere già in Africa ad aiutare la gente che soffre? E D’Alema dopo essere stato rottamato non doveva essere in mare con la sua barca a vela di 16 metri? Un comunista con una lussuosa barca a vela, amici. E Renzi dopo la batosta subita al referendum e alle elezioni politiche non doveva ritirarsi a vita privata o rinchiudersi in un convento a pregare e meditare? La crisi innescata da Salvini li ha resuscitati. Ha avuto il merito di resuscitare finanche Casini, l’uomo delle 10 legislature che oggi aspira, Zingaretti e Di Maio permettendo,a diventare il prossimo Presidente della Repubblica. Abbiamo assistito al ritorno dei rimossi e oggi pontificano, facendo credere agli allocchi che, loro e solo loro, che hanno fallito e che hanno portato l’Italia allo sfacelo, hanno la ricetta giusta per far ripartire la nave Italia, affondata dal Governo giallo-verde. Se fosse vivo ancora il grande Totò li guarderebbe in faccia e direbbe:- Ma mia faccia il piacere-.

Pubblicato in Belmonte Calabro

Il Governo giallo verde, Movimento 5 Stelle- Lega, nato dopo le elezioni del marzo dello scorso anno è morto, ma non è stato ancora seppellito.

Mancano ancora alcune pratiche burocratiche, tanto è vero che finanche la data delle esequie è stata stabilita. Ieri sera, però, due celebranti si sono messi d’accordo ed hanno stabilito che il 20 agosto p.v. potrebbe essere la volta buona per celebrare la funzione religiosa e dare sepoltura e l’estremo saluto al caro estinto.

Sulle prime pagine dei giornali, nei talk show giornalieri da diversi giorni tiene banco la crisi di Governo aperta da Matteo Salvini e la mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti del Premier Giuseppe Conte. Ieri, il Senato della Repubblica, ha approvato la calendarizzazione della crisi.

Conte si presenterà al Senato il 20 agosto.

A innescare la crisi di Governo è stato Matteo Salvini quando quasi tutti i parlamentari erano in ferie al mare o in montagna.

Crisi che dovrebbe portare alle dimissioni del Governo Conte, e quanto si è visto ieri sera, ad una nuova maggioranza governativa tra M5S e Pd. Il Pd, fino ad ieri l’acerrimo nemico del M5S, è pronto.

Si è risvegliato Renzi dal lungo letargo e si dice pronto a formare un nuovo governo istituzionale per impedire l’immediato scioglimento delle Camere e nuove elezioni che darebbero un successo alla Lega e formare una nuova maggioranza.

Da notare che fino a qualche giorno fa Renzi diceva che Di Maio e soci costituivano una banda di squilibrati. Anche il Segretario del Pd, Zingaretti, che, dopo aver predicato giorni e giorni a favore delle consultazioni anticipate, ora da buon voltagabbana, si è accodato a Renzi.

E si è accodato pure Franceschini che è in crisi di poltronite e ha rilanciato un patto di legislatura col M5S anche se sarà un percorso difficile e pieno di insidie, ma bisogna provarci.

Si è fatto sentire anche D’Alema il quale ha suggerito a Zingaretti finanche il nome del prossimo Presidente del Consiglio, l’attuale Presidente della Camera Roberto Fico.

Stiano attenti, ha spiegato Minniti, ex Ministro degli Interni.- L’unità tra due sconfitti non porta mai alla vittoria. C’è il rischio che passi la vulgata nazionale populista che quelli stanno là perché difendono le proprie poltrone-.

E’ proprio così. Non vogliono andare a votare perché dicono che vogliono salvare l’Italia dalla deriva fascista di Salvini. . Vogliono salvare se stessi. Povero Salvini.

Ti sei cacciato in un brutto guaio. Ti sei messo contro tutti e tutti si sono coalizzati contro di te.

Sei stato troppo ingenuo e in Parlamento, in questo Parlamento nato dopo il 4 marzo dello scorso anno, conti come il due di picche perché hai pochi Deputati e Senatori.

Caro Salvini, volevi le immediate dimissioni di Giuseppe Conte e le dimissioni non ci sono state. Il Premier ha voluto parlamentarizzare la crisi di Governo e si presenterà al Senato solo il 20 agosto, fra una settimana, per non cedere senza lottare alle tue richieste. La crisi da te innescata ha compattato il Pd e i vari cespugli e già si parla di un grosso e inaspettato inciucio per non fare votare gli italiani.

Dicevi tutti a casa. Ti avevo creduto. Non ha alcun senso tirare a campare tra siluri, compromessi, litigi, colpi bassi, pedate nel culo, ditate negli occhi, dicendo sempre no, non no, rinviando ogni decisione. Anche io speravo che andassimo al voto al più presto, così avremmo ricordato l’estate del 2019 non solo la più calda dal punto di vista meteorologico, ma anche dal punto di vista politico interessante e appassionata.

Con la campagna elettorale in bikini e sotto gli ombrelloni e i politici a fare comizi elettorali sulle spiagge assolate. E tu, Salvini, questa volta avresti fatto senz’altro col tuo beach tour tappa nella nostra città di Amantea.

Pubblicato in Italia

Il Senato della Repubblica ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle contraria alla realizzazione della TAV e il Governo giallo verde vacilla, sembra sull’orlo del tracollo finale.

Ma quale Governo?

Quello dei grillini o quello della Lega?

Quello di Di Maio o quello di Salvini?

A tutti è noto che il Governo attuale è formato da due partiti in conflitto permanente tra di loro.

Ma il 7 agosto u.s. in Italia c’è stata una novità mai vista prima in un’aula parlamentare.

Si sono presentati nell’aula del Senato due Governi, uno rappresentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maurizio Santangelo e l’altro rappresentato dal Vice Ministro dell’Economia Massimo Garavaglia.

Il primo invita a votare contro il progetto della TAV, il secondo, invece, invita a votare a favore.

Tutti ora parlano di crisi.

Ma quale crisi! Nessuno la vuole. Nessuno vuole rischiare il posto che occupa, nessuno vuole davvero andare a nuove elezioni.

La chiedono, questo è vero, però per finta.

Infatti tutti la stoppano sul nascere e subito Salvini tratta con gli alleati.

Al comizio di Salvini i politologi si aspettavano che il leader leghista lanciasse una bomba atomica.

Ha lanciato una bombetta che ha fatto un piccolo rumore, senza provocare alcun danno.

Certo, qualcosa si è rotto tra Lega e M5Stelle, però si continua ad andare avanti.

Conte, nella sua conferenza stampa di ieri sera, si presenterà in Parlamento non da dimissionario, ma chiederà alla sua maggioranza un voto di fiducia.

Vedremo chi staccherà la spina. Continueranno Di Maio e Salvini a prenderci per i fondelli?

Fino a quando abuseranno della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora questa loro pazzia si prenderà gioco di noi?

E qui mi sovviene la celeberrima poesia del grande Totò “A livella”:- Perciò, stamme a ssentì …nun fa’ ‘o restivo. Sti pagliacciate’e fanno sulo ‘e vive. Nuie simmo serie…………-

Sì, noi siamo seri. Il popolo italiano è serio e paziente. Ma fino a quando?

Per troppo tempo ci stanno prendendo per fessi e poi si lamentano che il popolo italiano non va più a votare. Non ne possiamo più. Noi siamo stanchi.

E’ arrivato ora il momento di reagire. Subito, senza indugio.

Domani sarebbe troppo tardi. Altrimenti ci sveglieremo una mattina e sotto casa troveremo manigoldi con manganelli e bottiglie di olio di ricino e il Parlamento Italiano, sordo e grigio, ridotto a un bivacco di manipoli.

Quo usque tandem……..

La storia è storia, e deve pure insegnare qualcosa.

Queste violente parole pronunciate da Cicerone nel Senato Romano provocarono l’inizio della sconfitta di Catilina e della sua congiura per rovesciare la Repubblica.

Pubblicato in Belmonte Calabro
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