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La Sea Watch afferma di aver provato a contattare le sale operative della Guardia costiera di Tripoli, oltre a Malta, Italia e il governo olandese di cui la nave batte bandiera.

Ma da nessuno sarebbe arrivata risposta.

Purtroppo hanno dimenticato la Grecia, la Spagna, la Francia, la Germania e soprattutto il Vaticano, che ha sempre aperte le porte delle sue oltre 100 mila case di proprietà!

E così nessuno vuole i 65 migranti salvati dalla Ong Sea Watch, neanche la Libia.

Non che, ovviamente, l’equipaggio della nave umanitaria li avrebbe mai consegnati alle motovedette di Tripoli ma il soccorso è avvenuto in zona Sar libica a 30 miglia a nord dalla costa di Zwara e dunque sulla carta il coordinamento è di competenza dei libici.

"Ma la Ong non ci ha avvisati del salvataggio, non ha avvertito la nostra Guardia costiera, adesso quindi è una responsabilità loro". Così replica il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem.

“Stamattina - fa sapere la Ong - una motovedetta libica si è avvicinata alla nave e le ha intimato di allontanarsi.

E nessuna delle altre autorità contattate si è dimostrata disponibile a dare indicazioni né a fornire un porto sicuro. Siamo di nuovo soli".

Ovviamente l’Europa resta silenziosa.

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Una battaglia che la modella, nata a Thaiti, sta combattendo da parecchio tempo, come ha raccontato lei stessa prima di vincere il concorso di bellezza francese: “A 18 anni pesavo oltre 80 chili mi chiamavano mostro, non è stato facile sopportarlo.

Ma oggi sono felice di avere fatto quell' esperienza perché mi ha reso più forte e più capace di incassare i colpi”.

 

 

Rispetto agli anni del liceo la Miss ha perso circa 20 chili, ma la persecuzione è ricominciata non appena ne ha ripreso alcuni.

Nel corso di un programma televisivo però, questa volta, Vaimalama ha voluto rispondere alle accuse: “Eh sì, mi piace mangiare.

Mangio molto perché tutti questi piatti che mi offrono da quando ho vinto il concorso non fanno parte della mia cultura, allora ne approfitto per scoprirli.

Anche se non è l'immagine classica della Miss Francia che vi aspettereste.

Mi piace scherzare, parlare forte e dormire, e continuerò a essere così, che vi piaccia o no.

Quindi buona fortuna perché dovrete sopportarmi ancora per parecchi mesi”.

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“La nave Mare Jonio va fermata una volta per tutte.

Non svolge un’opera di soccorso umanitario ma promuove l’attività dei trafficanti di clandestini, come facevano molte Ong prima che l’intervento, sollecitato da Forza Italia nella passata legislatura, non ne bloccasse l’attivismo con un regolamento che fu approvato all’unanimità dalla Commissione difesa del Senato”.

Così Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. “Approfittando anche del caos e del disordine, questo attivismo finisce per incoraggiare i trafficanti di persone, la cui turpe attività va stroncata.

Pertanto c’è da augurarsi che ci sia determinazione a tutti i livelli, non soltanto di governo ma anche della magistratura, per impedire che questa attività prosegua.

Servono interventi immediati ed efficaci”, conclude l’esponente azzurro.

Il senatore azzurro si riferisce al fatto che i 30 “naufraghi” stanno per essere sbarcati a Lampedusa dalla nave Mare Jonio.

La Procura di Agrigento aprirà nelle prossime ore un fascicolo per il sequestro della nave Mare Jonio operato d’iniziativa dalla Guardia di Finanza a Lampedusa.

L’indagine verrà formalizzata non appena le Fiamme gialle trasmetteranno gli atti ai magistrati.

Successivamente la procura valuterà la convalida del sequestro all’esito della lettura degli atti.

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