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venezuela01Ad amantea sono rientrati centinaia di italo venezuelani scappati dalla loro nuova patria dove si erano creati un futuro, una famiglia. Nessuno se ne è preoccupato, né lo stato, né la regione né il comune, né la Chiesa e le due organizzazioni solidali. É come se non esistessero, come se non avessero problemi, italiani dimenticati dagli italiani che vedono solo i migranti ospitandoli anche in albergo. Ed invece esistono. Eccome se esistono. E solo loro sanno la verità sulla grave situazione del venezuela e dei loro amici e parenti che ancora vi abitano. Una verità terribile se è vero che stanno per raccogliere medicinali da inviare in Caracas e da li nel resto del venezuela. Stando a quanto si dice i farmaci saranno inviati grazie a padre rocco. Per fortuna esiste ancora qualche prete coraggioso. Parliamo per esempio di padre Lunar parroco della chiesa ". Dolce nome di Gesù" a Petare sobborgo orientale di Caracas. Vi faremo sapere dove consegnare i medicinali anche salvavita per neonati, bambini ed anziani.

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venezuelaPrima inquisizono Guaidó e poi guarda caso arriva la luce.

Il sistema elettrico del Venezuela, paralizzato da giovedì scorso, ha recuperato la sua funzionalità al 100%. A comunicare la fine del blackout è stato il ministro della Comunicazione venezuelano, Jorge Rodriguez, che ha anche annunciato che giovedì 14 marzo riprenderanno le attività di lavoro, mentre le scuole resteranno chiuse fino a venerdì.

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venezuela-siriaLo annuncia il senatore Usa Rubio su twitter citando un tweet della tv venezuelana. Lunedì scuole e uffici chiusi. Guaidò chiederà lo stato di emergenza

Ottanta bimbi morti in nel reparto neonatale di un ospedale paralizzato dal blackout in Venezuela. E' la notizia shock twittata dal senatore repubblicano Marco Rubio, mentre da Caracas il governo Maduro annuncia la decisione di chiudere scuole e uffici e il leader dell'opposizione Juan Guaidò quella di chiedere lo stato emergenza in un paese ormai a pezzi.

A quasi 72 ore dall'inizio del più grande blackout della storia, il Venezuela è in ginocchio, completamente bloccato, senza mezzi di trasporto e provviste. Ma le notizie più drammatiche arrivano proprio dagli ospedali, che non possono utilizzare i macchinari salvavita. "Secondo alcune informazioni almeno 80 sono i morti nel reparto neonatale dell'ospedale universitario di Maracaibo, Zulia, da quando è iniziato il blackout giovedì", twitta Rubio, postando la notizia della tv venezuelana VPItv. E aggiunge: "se ingenti aiuti non saranno consegnati presto, il timore è che ci sarà una catastrofe senza precedenti". Timore condiviso da Guaidò che ha deciso di chiedere al Parlamento di dichiarare lo Stato di emergenza nazionale e ha fornito una serie di dati in grado di delineare plasticamente la drammatica situazione nel paese: il blackout continua a lasciare al buio completo 16 stati del Venezuela, mentre altri sei hanno solo parzialmente l'energia elettrica. La totale assenza di elettricità è costato finora al settore privato, in un paese già economicamente in ginocchio, 400 milioni di dollari. Una situazione insostenibile che non sembra però preoccupare Maduro e i suoi, che continuano a postare tweet rassicuranti, pur correndo ai ripari. "Il governo bolivariano ha deciso di sospendere le lezioni e le attività lavorative lunedì 11 marzo - ha scritto il ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez - per sconfiggere, con la forza della verità e della vita il brutale attacco terroristico contro il popolo. Insieme vinceremo". E poco dopo ha twittato Maduro, postando un video che lo riprende tranquillo e sicuro di sé mentre dà indicazioni ai governatori e li invita a mantenere la calma. "Continuiamo a lavorare per recuperare il sistema elettrico nazionale", scrive, assicurando che "la macabra strategia di portarci ad uno scontro fallirà. Vinceremo!".

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