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458 denunce. Truffavano l'inps con atti falsi

Sabato, 07 Dicembre 2019 12:32 Pubblicato in Calabria

SAN LUCA – 7 dic. 19 - I militari della stazione carabinieri di San Luca hanno deferito in stato di libertà, alla locale Procura della Repubblica di Locri, 458 persone residenti nel comprensorio locrideo, ritenute responsabili, anche in concorso tra loro, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e falsità in scrittura privata.

 

 

 

 

 

Il provvedimento in questione scaturisce da una prolungata e sistematica attività d’indagine, convenzionalmente denominata Isidoro, avviata e condotta dal febbraio 2017 al novembre 2019 dai militari della Stazione Carabinieri di San Luca, a seguito di una pervasiva attività di monitoraggio posta in essere nei confronti di soggetti appartenenti, per vincoli di parentela, alle famiglie di maggior interesse operativo.

Le indagini, di natura prevalentemente tradizionale e documentale, condotte con il fattivo supporto personale ispettivo Inps di Reggio Calabria e Crotone e ulteriormente avvalorate da numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno consentito di accertare che gli indagati si erano procurati, anche in concorso tra loro, un ingiusto profitto derivante dalla indebita percezione di erogazioni previdenziali e assistenziali.

In particolare, gli accertamenti effettuati dai militari della Stazione di San Luca hanno consentito di individuare 12 aziende agricole e immobiliari, nella gran parte dei casi fittizie, costituite nel tentativo di indurre in errore l’Inps, con il precipuo fine di ottenere un ingiusto profitto mediante rapporti di lavoro simulati, diretti all’indebita fruizione di indennità previdenziali (malattia – disoccupazione – maternità).

Nel dettaglio, i militari hanno provveduto dapprima all’individuazione dei soggetti occupati in attività di manodopera agricola/impiegatizia e dei relativi datori di lavoro. Successivamente, unitamente al personale ispettivo Inps, hanno analizzato le denunce di manodopera agricola riferite al periodo 2017 – 2019, nonché il libro unico del lavoro delle varie aziende, con relative giornate di presenza per ciascun bracciante teoricamente impiegato. In seguito, una volta localizzati i terreni asseritamente oggetto di attività agricola, attraverso i dati catastali riportati nelle denunce aziendali, hanno effettuato accertamenti urgenti sui luoghi, appurandone in ogni circostanza lo stato di abbandono. Infine, a riprova di quanto già accertato, i militari hanno di volta in volta escusso i dipendenti, i quali non rammentavano dettagli basilari attinenti alla propria attività lavorativa, quali il nome della ditta, l’ubicazione dei terreni, la tipologia delle colture, i nomi o la fisionomia dei restanti operai. I dodici imprenditori sono stati conseguentemente deferiti in stato di libertà, in concorso con ciascuno dei dipendenti, per aver simulato l’esistenza dei rapporti di lavoro, denunciandone la relativa manodopera.

L’attività d’indagine scaturisce dal monitoraggio di numerosi soggetti contigui, per vincoli di parentela, a famiglie d’interesse operativo, sorpresi sovente a diporto benché asseritamente impiegati quali braccianti agricoli ovvero dipendenti, a vario titolo, da aziende immobiliari. All’esito degli accertamenti effettuati, non soltanto è stato possibile accertare che le aziende controllate fossero fittizie, ma anche, a ritroso, la precedente assunzione delle medesime persone presso aziende ulteriori, risultate anch’esse fasulle.

È stato accertato, in particolare, che le società monitorate erano di fatto riconducibili a soggetti legati a famiglie gravitanti nell’orbita della criminalità organizzata della Locride, i quali a loro volta avevano assunto, prevalentemente, numerosi altri soggetti contigui per vincoli di parentela a famiglie criminali.

I militari dell’Arma hanno stimato che le indennità previdenziali indebitamente percepite avrebbero comportato un danno erariale pari a euro 5.669.239,88 per un totale di 33.954 giornate agricole denunciate. L’esauriente quadro accusatorio delineato ha così consentito, agli uffici competenti Inps, di trattenere alla fonte l’ingiusto profitto che, diversamente, a seguito delle prestazioni fittizie sarebbe stato erogato.

Ecco cosa dice Graziano Di Natale, presidente del consiglio comune di Paola, già consigliere provinciale:

“Con tempismo perfetto e consolidato, Orlandino Greco aprirà a Paola il punto d’incontro di IdM (Italia del Meridione).

I cittadini paolani potranno finalmente vedere in faccia l’onorevole Orlandino Greco e dirgli del perché si fa vivo solo a un mese e mezzo dalle elezioni, dov’era quando si combatteva la battaglia per non far chiudere l’Ospedale, della fine dei finanziamenti per la festa di S.Francesco mai giunti nelle casse comunali…

Saranno molte le cose su cui l’Onorevole Greco dovrà rendicontare.

Nel frattempo NOI andiamo avanti, con la passione che ci ha sempre contraddistinto e con la sicurezza che i cittadini paolani non si faranno più abbindolare.

Non crede al “miracolo” Graziano di Natale.

Gia!

Perché riapparire” a Paola, cinque anni dopo, ovvero in periodo di campagna elettorale è un modus operando fortemente contestabile.

A Paola, Orlandino Greco, è supportato da Francesco Aloia, consigliere comunale della Maggioranza Di Nataliana e dall’assessore Francesco De Cesare, finito al centro di un Turn-over che potrebbe “costargli” il posto di assessore nel comune di Paola.

Non si rende conto Di Natale che comunque Orlandino Greco ha reso omaggio alla città del Santo

Noi, ad Amantea, non sappiamo nemmeno se si farà vedere.

Per dire che cosa, poi!

Prima o dopo gli Italiani capiranno la grandezza di Feltri

Sabato, 07 Dicembre 2019 08:35 Pubblicato in Italia

Non c' era bisogno dell' Ocse per sapere che gli studenti italiani, specialmente quelli del Sud, sono presso ché analfabeti, non essendo capaci di decriptare uno scritto che non sia elementare. Il fenomeno era noto.

La scuola e le famiglie sono ignoranti perché non leggono e molte persone che invece tentano di farlo non capiscono un accidenti. Il loro linguaggio è miserrimo e non sono in grado di comprenderne uno leggermente più articolato. Gli stessi professori temo che abbiano difficoltà a spiegare ciò che essi stessi non comprendono appieno. La cosa strana è che i ragazzi, pur duri di comprendonio, sono convinti che la sintassi e la grammatica siano pregiudizi borghesi, e si piccano di essere esperti di climatologia.

Ascoltano le deliranti teorie di Greta, si persuadono che siano supportate dalla scienza, le fanno proprie e riescono perfino a convincere i giornali di avere ragione nel sostenerle, quando viceversa sono bischerate bevibili soltanto dai bischeri, appunto.
Il problema dell' insipienza culturale diffusa non è dovuto esclusivamente alla deficitaria istruzione pubblica, i cui difetti sono noti, bensì anche ad altro. Per esempio al fatto che genitori e figli non conversano più a tavola. I primi lavorano e quando rincasano non hanno voglia di parlare e scambiare esperienze e opinioni, tacciono, compulsano il cellulare e se un bambino li distoglie dalle loro abitudini silenti, interrogandoli, rispondono in malo modo: zitto stupidino.

Nelle case la televisione è accesa e c' è chi la vuole ascoltare, di solito è il padre, il quale se qualcuno alza la voce e disturba l' audizione, si incavola e smoccola. La prole, pronta ad imitare i grandi, si rifugia a sua volta nell' iPad, smanetta a tutto spiano sulla tastiera, e addio scambio di idee tra famigliari. Ovvio che in queste condizioni il dialogo vada a farsi benedire, senza il quale la manifestazione del pensiero dei grandi e dei piccoli si impoverisce, riducendosi a livelli primitivi. I quotidiani sono in crisi di vendite. Segno che non sono più graditi alle masse che preferiscono i social, miniere di stupidaggini. Ma piacciono ai giovani che ovviamente alla propria educazione sono disattenti. Suppongono che il computer sia ricco di informazioni utili benché veicolo di gigantesche fesserie.
È evidente che pure l' informazione basica sia contaminata da una sorta di imbecillità strisciante che non aiuta certo la formazione delle nuove generazioni.
Infine un cenno alla qualità di chi sta in cattedra.

Gli insegnanti sono mal pagati, accettano di guidare una classe pur di avere una occupazione che li strappi all' indigenza, però sono frustrati e vivono la propria condizione quale ripiego pressoché disonorevole. Il loro impegno è minimo o assente. Se sono scarsi i professori, figuriamoci gli allievi.

Se la scuola fosse alta quanto un tempo, allorché il latino era una materia obbligatoria alle medie, forse i discenti davanti a una locuzione come "ius soli" non avrebbero i brividi tipici di chi è di fronte a un mistero.

di Vittorio Feltri

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