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E Calabra Maceri chiude i cancelli

La Regione Calabria non copre più le spese dei municipi, spazzatura in ‘strada’ a Cosenza

Torna l’incubo dei rifiuti in strada.

I camion colmi di spazzatura non potranno conferire nell’impianto di Calabria Maceri a Rende.

 

 

 

La famiglia Pellegrino che gestisce il sito in cui viene trattato il residuo della raccolta differenziata prima di finire in discarica, ha chiuso i cancelli ai Comuni morosi.

Tra questi il più popoloso è Cosenza.

La Regione Calabria, per ora, non ha intenzione di coprire gli otto milioni di euro di debito che complessivamente hanno maturato i 150 Comuni della provincia di Cosenza, mentre si attende l’incontro con i gestori degli impianti per sbloccare la situazione.

Intanto l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, coadiuvata dalla dirigente generale del Dipartimento Orsola Reillo, ieri ha incontrato i rappresentanti dell’ufficio di presidenza della Comunità d’Ambito rifiuti di Cosenza.

L’incontro, che si è svolto nella sede dell’assessorato a Catanzaro, è stato chiesto dal sindaco di Rende Marcello Manna, in qualità di presidente della Comunità d’Ambito di Cosenza, a seguito della nota del 7 ottobre scorso con cui la Regione ha comunicato la decadenza della delega conferita dalla Comunità d’Ambito all’ente regionale per la gestione dei contratti relativi al servizio di trattamento dei rifiuti urbani.

L’assessore Rizzo, è scritto in una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale, dopo aver ascoltato le istanze dell’Ato, ha ripercorso la nota vicenda che ha portato alla decadenza della delega. “Dal primo gennaio 2019 – ha ricordato – dopo vari differimenti disposti dalla normativa regionale, i Comuni sono subentrati nella piena titolarità dei contratti di gestione degli impianti e la Regione, in un spirito di collaborazione tra enti e su espressa richiesta del presidente dell’ANCI, ha previsto, con la legge regionale n. 5/2019, la possibilità di delegare alla Regione la funzione amministrativa relativa alla gestione di tali contratti, per continuare ad accompagnare e supportare i Comuni nel processo di subentro della competenza che è loro assegnata dalla legge dello Stato. Tutte le 5 cinque Comunità d’Ambito hanno chiesto e ottenuto questo soccorso, per cui la Regione ha anticipato il costo del servizio per i primi sei mesi dell’anno in corso e ha svolto le funzioni delegate“.

L’assessore all’Ambiente, prosegue la nota, “ha poi rimarcato il fatto che i Comuni si erano impegnati a trasferire le risorse alla Regione, per cui la stessa legge, per come concordato con le Amministrazioni comunali, prevede la decadenza della delega qualora entro il primo semestre ciascuna Comunità d’Ambito non abbia trasferito almeno l’80% dei costi del servizio”.

“Sulla scorta del mancato incasso delle somme necessarie per pagare i gestori degli impianti – ha quindi evidenziato la Rizzo – il 5 settembre scorso, la Regione ha inviato a tutte le Comunità d’Ambito e a tutti i Comuni il preavviso di decadenza e la diffida ad adempiere, poiché la somma trasferita non consentiva di raggiungere la percentuale stabilita dalla norma.

Pertanto, a seguito della diffida, i Comuni delle Comunità d’Ambito di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone hanno ottemperato e si sono messi in regola, per cui la delega è fatta salva, invece per le Comunità d’Ambito di Cosenza e di Reggio Calabria la Regione è stata costretta a comunicare la decadenza della delega“.

Manna, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, rappresentante dell’Aro Sibaritide, ed i sindaci di Rogliano Giovanni Altomare e di Carpanzano Giuseppe Vigliaturo, rappresentanti dell’Aro Presila, è scritto nella nota, “hanno espresso una forte preoccupazione per il venir meno della delega e per la comunicazione della società Calabra Maceri, gestore dell’impianto di Rende, che, sulla scorta dell’intervenuta inefficacia della delega, ritiene risolti i contratti con le amministrazioni locali inadempienti e intende sospendere il servizio per tutti in attesa dell’elenco dei Comuni morosi. L’assessore Rizzo ha condiviso la preoccupazione dei rappresentati dell’Ato Cosenza ma ha ribadito che la decadenza della delega è prevista dalla norma regionale e la Regione è nell’impossibilità di anticipare ulteriori somme”. “Nonostante i solleciti e l’ultima diffida di settembre – ha fatto presente l’assessore – a fronte di un incasso atteso di 9 milioni di euro, sono stati versati dall’Ato Cosenza meno di un milione e mezzo di euro. La legge che ha stabilito la delega è frutto di una concertazione con le Comunità d’Ambito e con l’Anci e che la Regione è sempre venuta incontro alle necessità dei Comuni e li ha supportati economicamente in questi anni. Per consentire di trasferire i costi previsti per l’anno in corso abbiamo anche offerto l’opportunità di rateizzare i debiti del 2017 e del 2018.

Con rammarico – ha concluso Rizzo – devo dire che purtroppo ora la Comunità d’Ambito deve farsi carico della gestione dei contratti”. Manna, prosegue la nota, “dopo aver preso atto che la Regione ha fatto già molto e non potrà fare altro, si è detto seriamente preoccupato per la concreta possibilità che i rifiuti rimangano per strada e ha comunque affermato che inviterà tutti i sindaci dei Comuni morosi ad una assunzione di responsabilità, facendosi personalmente carico dell’impegno di contattarli per indurli a pagare entro la fine della settimana“. “Al termine – conclude la nota – si è deciso che la questione della futura gestione a carico dell’Ato Cosenza sarà anche affrontata nella riunione della Comunità d’Ambito indetta per lunedì prossimo e, nel frattempo, Manna ha chiesto alla Regione di convocare per giovedì prossimo una riunione con i gestori per consentire almeno ai Comuni virtuosi di conferire. Infine ha sottolineato che le oggettive difficoltà economiche di molti Comuni, in dissesto o in predissesto, comporterebbero la necessità di un qualche intervento di sostegno da parte del Governo centrale”.

Qui Cosenza

Pubblicato in Calabria

Si è formalmente dimesso oggi 1 ottobre 20189 il Cda di Ama.

Ad appena tre mesi dall’insediamento, la presidente Luisa Melara, l’ad Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri hanno comunicato il loro addio ai dirigenti della municipalizzata dei rifiuti , durante una riunione convocata verso ora di pranzo nella sede di Calderon de la Barca.

 

 

 

"Il Consiglio di Amministrazione di Ama Spa, nelle persone della Presidente, Luisa Melara, dell'Amministratore Delegato, Paolo Longoni e del Consigliere, Massimo Ranieri, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni", si legge nella stringata comunicazione ufficiale inviata alle 15,30 dalla società.

Mentre nella lunga lettera alla sindaca Raggi con cui hanno rimesso l'incarico, i componenti del Cda spiegano che è venuta meno la "necessaria fiducia" nel Campidoglio.

"Le comunichiamo, nostro malgrado, che da parte nostra - si legge nella lettera - è venuta meno la necessaria fiducia nel socio unico di Ama Spa e pertanto con la presente dichiariamo di rassegnare le dimissioni con decorrenza dalle 18 di oggi primo ottobre da componenti del consiglio d'amministrazione di Ama".

La decisione di dimettersi sarebbe maturata dopo le ultime tensioni con il Campidoglio sul bilancio 2017 di Ama, già all’origine delle dimissioni dell’assessore capitolina Pinuccia Montanari e della revoca del Cda di Lorenzo Bagnacani.

Melara, Longoni e Ranieri avrebbero cercato fino all’ultimo una apertura da parte dell’azionista ma anche l’ultima richiesta di un incontro con la sindaca di Roma Virginia Raggi non avrebbe avuto alcuna risposta.

''Se Raggi dice di essere stata lasciata sola, allora noi siamo stati abbandonati.

Sono deluso e arrabbiato, se il piano per Ama era un altro ce lo potevano dire subito.

Il problema dei rifiuti non si gestisce con l'ideologia ma servono azioni concrete''.

Dice all'Adnkronos il consigliere del Cda Ama Massimo Ranieri.

''Anche oggi abbiamo continuato a lavorare, ho appena visto un dirigente Hera per la gestione dei flussi.

Vanno avanti anche le procedure per l'apertura dei due compostaggi.

Noi abbiamo provato a lavorare: oggi avrei dovuto vedere in V Municipio i cittadini perché con il presidente Giovanni Boccuzzi ci eravamo impegnati a far partire il porta a porta da Natale, ma purtroppo è andata così.

Tutto questo avviene sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori di Ama''.

Comunque assicura l'ad dimissionario Paolo Longoni,''in questo momento stiamo predisponendo tutti quegli atti per far sì che Ama non si blocchi. Siamo responsabili''.

Pubblicato in Italia

MORANO CALABRO (CS) – L’Amministrazione comunale revoca la delibera di Giunta n° 100 del 14 settembre scorso, atto con il quale manifestava il proprio interesse a localizzare e pertanto candidare il territorio di Morano, nella fattispecie l’area PIP – zona industriale di c.da Cornale, per la realizzazione di un impianto denominato “Ecodistretto della differenziata” che avrebbe dovuto trattare la frazione organica proveniente, appunto, dalla raccolta rifiuti differenziata, con esclusione di quella indifferenziata.

Il provvedimento, assunto dall’esecutivo ieri sera alle 21.45, repertoriato con il numero 104, annulla il precedente, citato nell’incipit, e con esso tutti gli effetti e le conseguenze che ne sarebbero scaturite.

«Sono stati giorni di grande passione e intensità – dichiarano gli amministratori moranesi. Avevamo preso questa decisione alla luce delle conoscenze e delle assicurazioni di cui disponiamo. Ci rendiamo conto, e non abbiamo alcun problema ad ammetterlo, di aver sottovalutato l’aspetto informativo, e di non aver coinvolto preventivamente la cittadinanza. Siamo sinceramente rammaricati per il fatto che l’iniziativa abbia causato tensioni nella cittadinanza. Abbiamo commesso un errore di valutazione: pensavamo che la nostra comunità fosse pronta per accogliere un tipo di sviluppo economico che noi riteniamo possibile. Ma evidentemente così non è».

«Crediamo che il compito primario di un buon amministratore sia di fare la volontà del popolo e attuarla puntualmente. E’ questa – riferiscono De Bartolo e i suoi – l’unica motivazione, e non altre, che ci spinge a revocare la delibera. Se il popolo non vuole l’Ecodistretto, l’Ecodistretto non si farà. Sentiamo la necessità di ringraziare pubblicamente tutte le associazioni, le istituzioni, i partiti politici, i cittadini che in questi giorni hanno voluto aprire, palesemente o discrezionalmente, un dialogo costruttivo, leale e produttivo con noi, nell’esclusivo interesse generale. Così come vogliamo esprimere gratitudine verso gli amministratori dei paesi della provincia di Cosenza afferenti all’ATO 1, segnatamente quelli dell’ARO Pollino, per il grande senso di responsabilità e la solidarietà mostrata nei nostri confronti a seguito dei pesanti attacchi ricevuti».

«Nessuna difficoltà a riconoscere, altresì, la validità dei toni distensivi e l’approccio più sereno manifestato ieri in sede di conferenza dei capigruppo, atteggiamento, ahinoi, presto smentito e svuotato di significato dalla presenza delle stesse opposizioni alla contestazione registrata in serata. Allo stesso tempo confermiamo la nostra condanna verso: quanti, strumentalizzando la vicenda, l’hanno trasformata in una questione puramente politica; quanti hanno inteso invadere il campo decisionale di un esecutivo democraticamente eletto; quanti sono scaduti nella diffamazione, nell’offesa e nella denigrazione personale. Questo in un contesto civile non può e non deve succedere. Ad ogni modo ufficializzeremo il nostro “no” alla realizzazione dell’impianto nel territorio di Morano – sottolineano De Bartolo e l’intera maggioranza – nell’assemblea dell’ATO convocata per oggi pomeriggio a Cosenza. L’Ecodistretto, dunque, non si farà! Ma il problema rifiuti resta. E nel breve periodo si manifesterà prepotentemente. Da domani, con più forza e impegno di prima, lavoreremo per risolverlo. Insieme a quanti vorranno collaborare con noi per la concretizzazione di una crescita realmente sostenibile, che inizi dalla bonifica del nostro territorio, già duramente provato da gravi patologie».

Da Quicosenza.it

Pubblicato in Calabria

Noi calabresi paghiamo sempre le solite scelte sbagliate della politica calabrese, quali sono gli ATO corrispondenti ai territori delle province.

Province come quella di Cosenza che sono quasi una regione o più grandi

Come se fosse possibile mettere d’accordo 150 sindaci della provincia di Cosenza.

Sindaci che nemmeno si conoscono.

 

 

 

Sindaci dello Ionio e del tirreno.

Sindaci del pollino e della sila.

Come se fosse logico, facile, possibile inviare i rifiuti a 100-150 km di distanza

Era ben prevedibile che si corresse il rischio che i rifiuti restassero per strada.

Ma la cosa più vergognosa è che nessuno rileva e rivela il fallimento totale della politica regionale.

Non solo nella provincia di Cosenza (che è il caso più grave ed emblematico) ma in tutta la regione.

Troppo comodo tentare di inviare i rifiuti verso siti lontani.

La gente doveva e dovrebbe essere educata a capire che i rifiuti appartengono ai territori che li producono, così da essere istintivamente spinti a fare una raccolta differenziata altissima, correndo il rischio di mantenere nel proprio territorio i propri rifiuti

Ed è forse ridicolo che si tenti di risolvere il problema andando domani 12 settembre dal prefetto Paola Galeone.

Siamo in piena emergenza rifiuti, non basta correre per evitare che i rifiuti restino in strada.

Occorre ridurre le dimensioni degli ATO.

E’ inevitabile .

Che ognuno conservi ed elimini la propria spazzatura.

Pubblicato in Paola

Con una lettera al Prefetto di Cosenza, Paola Galeone, il gruppo consiliare “Il Futuro che vogliamo” ed il movimento popolare “Fuscaldo è Noi” chiedono interventi urgenti

 

 

 

 

Fuscaldo. Una lettera indirizzata al Prefetto per “rendere noto il grado di inquietudine sociale e di disagio manifestatoci insistentemente dai nostri concittadini di Fuscaldo in relazione alle critiche condizioni igienico sanitarie di alcune aree del territorio dovute alle tempistiche, non attualmente rispettate, del servizio raccolta rifiuti solidi urbani”.

A scrivere sono il gruppo consiliare “Il Futuro che vogliamo” ed il movimento popolare “Fuscaldo è Noi”: “Tale problema assume, puntualmente, dimensioni ingestibili durante la stagione estiva a causa del notevole afflusso di turisti che da sempre individua la nostra località come meta delle proprie vacanze e crea innumerevoli disagi ai residenti e non”.

“Il nostro ruolo di Consiglieri comunali di minoranza di questo Comune – scrivono – ci impone di richiamare la Sua attenzione su quanto sta accadendo nel territorio di Fuscaldo.

La città sta vivendo un clima di malcontento preoccupante dovuto all’incuria, al disordine ed allo stato di abbandono in cui sono state relegate diverse zone.

Non passa giorno che non ci contattino per denunciare una profonda sensazione di difficoltà.

A riprova del malessere registrato dai cittadini a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui si trovano a vivere in questo periodo, basterebbe leggere la stampa locale o i social network per apprendere la gravità delle lamentele e delle legittime proteste”.

“Cumuli di immondizia a bordo delle strade periferiche e, nostro malgrado, anche delle strade principali e più trafficate, odori nauseabondi e percolati che fuoriescono dai sacchi depositati incivilmente/incautamente dappertutto, gestione inefficiente da parte dell’azienda che eroga il servizio RSU, sono alcuni dei problemi più vistosi che caratterizzano lo stato in cui versa la nostra, ormai è giusto dire “un tempo”, ridente cittadina tirrenica”.

“Si aggiunga a quanto appena evidenziato, a titolo informativo, che i dipendenti dell’azienda che eroga il servizio RSU si trovano a lavorare in condizioni precarie: mancata erogazione di diverse mensilità, automezzi non idonei, stesso numero di dipendenti nel mese di Agosto quando la popolazione fuscaldese raddoppia e quando le attività commerciali, in particolar modo quelle ristorative, avvertono la necessità di un incremento del servizio al fine di evitare di far stazionare presso le proprie strutture ingenti quantità di frazione organica del rifiuto solido urbano (“rifiuto umido”).

In sintesi, attualmente, la raccolta calendarizzata dei rifiuti non riesce ad essere garantita e, come succede da diverse settimane, tante sono le zone non servite!

Siamo da sempre vicini alla nostra popolazione e cerchiamo di rappresentare il mandato conferitoci dagli elettori con abnegazione e serietà, sforzandoci di rappresentare le istituzioni con decoro e nell’interesse esclusivo della collettività.

Per tale ragione non siamo mai sfuggiti alle nostre responsabilità: non siamo al governo locale, ma sentiamo il dovere di dare risposte concrete e di proporre soluzioni”.

“L’intera minoranza consiliare ha innumerevoli volte denunciato quanto sopra descritto attraverso gli strumenti che la legge mette a disposizione dei Consiglieri comunali, ma le svariate richieste, le ripetute interrogazioni consiliari, gli incontri pubblici, i comizi, ed i puntuali interventi in Consiglio comunale sono stati, come di consueto, inascoltati e non compresi da una Amministrazione comunale con evidenti difficoltà a gestire situazioni di rilevante preoccupazione. E mentre da un lato si ignorano tali problemi, di portata sempre maggiore ed allarmante, dall’altro la pazienza dei cittadini ha superato ogni limite consentito provocando un disagio generalizzato di cui ci facciamo interpreti chiedendo il Suo autorevole intervento presso le Istituzioni dello Stato quale massimo responsabile dell’ordine pubblico del nostro territorio, al fine di arginare l’attuale situazione che potrebbe assumere connotati difficili da controllare”.

“Sig. Prefetto – conclude la missiva – siamo certi che anche ad Ella stanno a cuore i cittadini di Fuscaldo, e con essi i proprietari delle attività commerciali e di coloro che a Fuscaldo hanno deciso di trascorre le proprie vacanze ed è per questo che nell’Istituzione che Ella rappresenta noi riponiamo cotanta fiducia e credibilità a favore di questa nostra comunità in evidente crisi di rappresentanza. Voglia accogliere i nostri sentimenti di più alta considerazione”.

Rifiuti"ordinari"

Quel che resta della sagra delle alici?

Pubblicato in Paola

trariNell’articolo dai noi pubblicato, relativo alla riduzione della Tari, abbiamo semplicemente ringraziato i Cittadini, la ditta EsaSud e gli uffici comunali, per aver raggiunto, tutti insieme, eccellenti risultati.
Abbiamo, inoltre, evidenziato “politicamente”,il voto contrario della minoranza sulla riduzione dei tributi e su un provvedimento che riguardava la dilazione delle cartelle per le fasce economicamente svantaggiate.
Tutto qui!
Non abbiamo offeso nessuno. Non ci risulta di avere aggettivato qualcuno con appellativi quali “illusionista, falso o bugiardo”.
In politica, come nella vita, con il passare degli anni, generalmente si tende a crescere e maturare, e dagli errori del passato si dovrebbe imparare e correggere quelli del futuro.
Forse, qualcuno, a distanza di tempo, e nonostante l’età, non ha ancora assimilato questo meraviglioso dono che la natura ha reso all’uomo. Ormai è prassi consolidata, e noi a Lago abbiamo perso ogni speranza.

NON ABBIAMO LA NECESSITÀ NE’ DI ILLUDERE, NE’ DI INGANNARE NE’ DI DIRE BUGIE A NESSUNO.
NON E’ QUESTIONE DI “BUONE MANIERE” BENSI’ DI ONESTA’ VERSO I CITTADINI.

Dopo questa dovuta premessa, abbiamo il dovere istituzionale e morale disottoporre, all’attenta valutazione dei nostri cittadini, tutti i COSTIREALIrelativi al PEF (Piano Economico Finanziario) Tassa sui rifiuti solidi urbani:

1. Ribadiamo ancora una volta che la minoranza, insiste nel dire, da due anni, (ma solo attraverso giornali o volantini) che il costo della Taripuò essere ridotto a € 179.840.000. Riportiamo, di seguito, le considerazionidel Sindaco durante la seduta del Consiglio comunale del 29/03/2019:
“Perché non si presenta una SERIA proposta ufficiale sulla rimodulazione dei costi, così da sottoporla alla valutazione di qualsiasi Organo di Revisione (anche a scelta della minoranza)?;Perché questa riduzione non è stata adottata anche in passato?”

2. La minoranza sostiene che c’è stata una forte riduzione dei costi nel 2015 rispetto al 2014:
Allora sorge il serio DUBBIO: MANIPOLAZIONE DEI DATI O DISATTENZIONE?
a) Il costo per l’anno 2014 è di € 308.119,00 (dato Esatto);
b) Il costo per l’anno 2015: la minoranza, sostiene che è stato ridotto a € 288.744,00 (DATO ASSOLUTAMENTE INFONDATO);
c) Il COSTO REALE sostenuto per l’anno 2015 è di € 334.926,00 (quindi AUMENTATO di € 26.807 rispetto al 2014NON DIMINUITO a € 288.744,00
Quindi, perché accusare altri di falsità?;
d) Invece, la previsione per l’anno 2016, i costi di smaltimentosono stati sottostimati di circa € 60.000e successivamente coperti nel 2017, con Responsabilità e Fatica, dall’attuale Amministrazione.
Pubblichiamo, integralmente, i costi della Tari approvati nei Consigli comunali dal 2014 al 2019 (UFFICIALI).
Sono numeri facilmente leggibili, evidenziati per Anno e Totale Generale del Servizio.
Anno 2014 € 308.119,00
Anno 2015 € 334.926,00
Anno 2016 € 290.421,00*
Anno 2017 € 353.015,00
Anno 2018 € 309.250,00
Anno 2019 € 295.401.00
*(anno in cui erano sottostimati i costi di smaltimento di circa € 60.000 successivamente coperti nel 2017).
Inoltre, è anche importante evidenziare la riduzione delle utenze domestiche e non domestiche (commerciali):
"Esempio a campione Costo Tari: (simulazione di riduzione rispetto al 2017, facilmente calcolabile anche per il 2018).
Casa di 120mq N°3 unita: nel 2017pagava € 330, nel 2018 € 304, nel 2019 € 291 - Risparmio di circa - €40
Un Locale commerciale di 150mq: nel 2017 pagava € 851, nel 2018 € 723, nel 2019 €648 -Risparmio di circa - € 203.
Naturalmente, il costo unitario, varia al variare del numero di abitanti e dai metri quadrati dell’abitazione.
Abbiamo ottenuto un buon risultato, nonostante si sia avuto una aumento,seppur minimo,della quota variabile, poiché riducendosi la popolazione, i costi complessivi di parte variabile vanno a spalmarsi su un numero minore di utenti con aumento dei costi a carico di ciascun utente.

Ironizzano, ancora:”Avete visto qualche AUTOBOTTE PULIRE LE STRADE?”: bene, in tutta sincerità, non ne abbiamo visto né il 2014, né il 2015, né il 2016, poiché i costi di “spazzamento e lavaggio” erano previsti anche negli anni precedenti cioè 2014, 2015, 2016, 2017 e2018 (prima voce in alto PEF).
Comunichiamo, che dette somme necessitano per l’acquisto di qualsiasi materiale o riparazione di strumenti utili alla pulizia dell’intero territorio.
In merito alla “PACE FISCALE” della quale avete parlato, vi chiediamo, di presentarci una proposta deliberativa normativamente sostenuta, affinché la si possa immediatamente approvare.Vi anticipiamo che, se approfondireste la lettura, vi renderete conto che è consentita ai soli comuni che avevano esternalizzato la riscossione con Equitalia e notificati dal 2000 al 2017.
In virtù di quanto non riconosciuto nella “Pace Fiscale”, il Governo, giorno 04 aprile 2019, attraverso il “D.L. CRESCITA”,ha aperto agli Enti che riscuotono le proprie entrate, non tramite Equitalia, ma in proprio come Lago, di concedere ai cittadini la facoltà di rottamare i propri debiti tributari maturati fino a tutto il 2017.
Così fosse, saremo in prima linea nell’aderire a questa procedura.

ACCETTIAMO OGNI CRITICA POLITICA, MA UNA COSA NO!! E LA RESTITUIAMO DIRETTAMENTE AL MITTENTE: “ che loro sono contro i nostri interessi”.
STATE SERENI, NOI NON ABBIAMO NESSUN GENERE D’INTERESSE, NÉ PERSONALE, NÉ FAMILIARE, NÉ PROFESSIONALE. I CITTADINI SONO COSI’ INTELLIGENTI DA POTER GIUDICARE CHI AVREBBE POTUTO REALMENTE TRARRE UN PROPRIO VANTAGGIO.

Cari concittadini, lasciamo a Voi, la più grande libertà di valutare l’onestà ed i grandi sacrifici che questa Amministrazione compie giornalmente per la risoluzione di infinite problematiche. Credeteci, ovunque giriamo gli occhi c’è qualcosa da fare o da correggere.
Ora è il tempo di costruire. Questa Amministrazione, in due anni e mezzo, ha ottenuto oltre sei milioni di euro di finanziamenti per realizzare più di 12 (dodici) opere mai compiute a Lago, ed altri sono in prossimità di arrivo. Quindi, non possiamo permetterci di essere trascinati in sterili polemiche ma abbiamo ben altro a cui pensare e concentrarci.
Cara minoranza, diffondete ciò che volete, la libertà di stampa e di parola è concessa a tutti nella nostra democrazia, ci mancherebbe! Siamo consapevoli che, qualsiasi cosa faccia o dica questa Amministrazione, per voi è sempre sbagliata. Ognuno ha una sua visione per la propria città. Laddove ci sia la nostra volontà di riproporci al voto, sarà il popolo sovrano a giudicarci nel 2021, per quello che abbiamo realizzato, compiuto e per quello che lasceremo in eredità alla nostra comunità.
Concludiamo dicendo che, a noi bastava diminuire la tassa sui rifiuti anche di un solo euro per essere soddisfatti. Avremmo raggiunto, allo stesso modo, un grande obiettivo, considerato che, pochissimi comuni in Calabria ci sono riusciti.
Concittadini carissimi, vi ringraziamo dell’attenzione che ci avete riservato. Vi chiediamo scusa del disturbo. Vi preghiamo di gradire il nostro saluto assieme ai sentimenti della nostra stima e della nostra gratitudine.

Lago, 06 aprile 2019
IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LAGO

fonte notizia pagina facebook comune di Lago

sindaco lagoEsprime voto contrario anche alla modifica del regolamento delle entrate che riguardava la dilazione delle cartelle, in fase coattiva, per tutte le famiglie con reddito basso.

L’Amministrazione comunale di Lago, guidata dal Sindaco Enzo Scanga, incassa un altro importante successo: la riduzione della tassa sui rifiuti solidi urbani che inciderà sulle famiglie e sulle attività commerciali.

La tariffa Tari è stata diminuita nel suo totale, rispetto al 2018 di € 14.000 mentre di circa € 60.000 rispetto al 2017.

Questo è un dato che deriva da tanto lavoro, impegno e fatica. I ringraziamenti sono rivolti a tutta la giunta ed ai consiglieri di maggioranza, in particolare all’assessorato alle Politiche Ambientali, guidato dal vicesindaco Ilaria De Pascale,  la quale è riuscita a coordinare ogni aspetto, mettendo in campo ogni azione volta al miglioramento della differenziata, agli uffici Finanziario e Tecnico e alla ditta EsaSud che gestisce il servizio di raccolta.

Si è riusciti, nonostante le conclamate difficoltà del settore, lavorando in sinergia e con armonia, ad ottenere questo eccellente risultato. Ma un ruolo fondamentale lo hanno interpretato in modo ammirevole i cittadini e le famiglie, ai quali va rivolta la nostra più sentita gratitudine, che hanno consentito, attraverso una migliore qualità del differenziato, una conseguente riduzione dei costi.

Questo è il premio che le famiglie meritano. Una netta diminuzione sulla tariffa di una percentuale del 4% sulle utenze domestiche e circa del 12% su quelle non domestiche rispetto all’anno scorso. Mentre si nota una calo decisamente più consistente rispetto al 2017 con una percentuale in diminuzione del 15% sulle utenze domestiche e del 25% sulle non domestiche (attività commerciali).

Da quando è stato introdotto il PEF TARI (2014), possiamo dire con fierezza e anche un pizzico di orgoglio, che  questo è il minimo storico della Tari al Comune di Lago, ovviamente omettendo il caso 2016 in quanto, per quell'anno, le previsioni di alcune voci erano erroneamente previste al ribasso, causando perdite che, successivamente, con senso di responsabilità, abbiamo dovuto coprire con l’aumento deliberato nel 2017.

Nonostante la controtendenza rispetto a tantissimi comuni d’Italia, la minoranza consiliare esprime il proprio voto contrario, poiché suppone che la stessa possa essere ulteriormente diminuita, eliminando altre voci di spesa pari a €125.000.

Durante la discussione in Consiglio comunale, il Sindaco ha chiesto che la proposta avanzata dalla minoranza, in netto contrasto con i criteri dettati dal Dpr 158/99 e con i vincoli di bilancio, venisse ufficializzata in atti formali, e che la stessa venisse sottoposta all’attenta verifica di qualsiasi Organo di Revisione dei contabile.

Altro punto rilevante portato all’approvazione del Consiglio, relazionato dal Consigliere Fabio Barone, è stata la proposta in difesa dei ceti con difficoltà economiche, cioè quella di dare la possibilità a queste famiglie di poter richiedere una maggiore dilazione delle cartelle, nella fase coattiva della riscossione.

Anche qui, la minoranza, ha posto il proprio voto contrario, avanzando la proposta di rottamazione come accade con Equitalia.

Non si fa attendere la risposta del Sindaco, che ricorda come, appena insediatosi, nel giugno 2016, aveva tentato questa operazione, inviando un apposito quesito direttamente al Ministero delle Finanze,  ma subendo il netto diniego, in quanto agli Enti del comparto autonomie locali, non sono concesse operazioni di rottamazione se non espressamente contemplate dal norma pena condanne per danno erariale.

Ad ogni modo è stata espressa grande soddisfazione anche per questi risultati che si conta proseguiranno nel prossimo futuro, visto che l’Amministrazione  acquisirà (grazie al finanziamento regionale di 68.000€) altri strumenti innovativi che serviranno a migliorare la raccolta differenziata offrendo, così, maggiori servizi alla comunità.

“Ho piena fiducia nella saggezza e nell'ingegnosità della mia squadra  e nel duro lavoro, coraggio e sacrificio del popolo di Lago. E Avanti così".

Pubblicato in Politica

LONGOBARDI RIFIUTIUna, dieci, cento, mille prove al giorno che si trovano in giro per la Calabria, per i nostri paesi.    Basta guardarsi attorno, magari fotografare ed inviare il tutto ad un sito web, magari come il nostro. Certo occorre un forte sensibilità ambientale, una forte attenzione al decoro, un buon rispetto per la legge. Ed insieme occorre anche una eccessiva disattenzione, o peggio, di complice disattenzione da parte delle forze dell'ordine e delle amministrazioni. Il tutto cotto nel brodo di una società che è responsabile di quanto accade e per questo fa finta di non vedere!

Pubblicato in Longobardi

spazzatura 03Dove finiscono i rifiuti? Siamo sulla SS 18 nei pressi del vecchio ponte sul savuto. Una strada poco frequentata proprio per il ponte caduto. Ma c è chi la usa sia pure per sversare indiscriminatamente rifiuti. O semplicemente per darvi fuoco producendo diossina che poi si diffonde Nell 'aria prima e ricadendo poi sulle colture limitrofe. E quello che fa riflettere è che sembra non interessi nessuno. Offende invece che si mettano photored per i limiti di velocità, i bancomat dei comuni, e non per l' abbandono di rifiuti che è il vero problema di oggi e di domani. Ringraziamo i fratelli guzzo per la sensibilità mostrata

spazzatura2

Pubblicato in Cronaca

Roma.Esiste una “massiccia infiltrazione delle organizzazioni criminali negli appalti pubblici del settore rifiuti: ci sono numeri elevatissimi di imprese sottoposte a interdittiva antimafia che tuttavia rimangono a dover operare sul territorio perché non c’è alternativa”.

Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, in audizione alla Commissione bicamerale Ecomafie.

Negli appalti pubblici sui rifiuti, ha aggiunto il presidente dell’Anac, “si osservano spesso bandi di gara caratterizzati dal meccanismo dell’abito su misura, con l’indicazione sostanzialmente di chi dovrà vincere.

A questo aspetto va aggiunto il fatto che il sistema delle proroghe dura da anni e anni.

Ci sono operatori ormai consolidati che danno per scontato che un affidamento temporaneo sia diventato un monopolio definitivo”.

“Una delle soluzioni è dividere gli appalti in lotti – ha concluso Cantone -: costruire un appalto unico per un intero Ato (Ambito territoriale ottimale, n.d.r.) o Aro (Ambito di raccolta ottimale, n.d.r.) è un’impresa ai limiti dell’impossibile.

Si tratta di aree molto grandi, con esigenze molto diverse al loro interno, e dove solo pochi operatori sono in grado di offrire un servizio su così larga scala”.ANSA

Per sfuggire alle organizzazioni criminali ed alle interdittive non applicate resta una sola strada quale è la gestione pubblica dei servizi

Ed in particolare la gestione tramite le municipalizzate.

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