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Stamattina mi ferma una amica la quale mi chiede come mai non sia stata raccolta la indifferenziata.

Le spiego quello che ha scritto il sindaco sul suo profilo facebook

“Emergenza rifiuti anche ad Amantea per tutta questa settimana.

Si avvisa la cittadinanza che la Lamezia Multiservizi SpA, società pubblica in house partecipata al 100%, garantisce solo la raccolta, nei giorni stabiliti e previsti dal calendario, di umido, plastica e carta/cartone.

 

 

La saturazione ed il blocco delle discariche, tra cui quella di Cassano allo Ionio, non permettono il conferimento di indifferenziata e scarti, creando un vulnus in tutta la filiera tra cui la raccolta porta a porta nei paesi interessati (tra cui Amantea) e la chiusura dell'impianto di lavorazione e trasformazione, come la Calabria Maceri.

Nelle more che sia l'A.T.O. di Cosenza che la Regione Calabria riescano ad appaltare il servizio di sversamento, individuando altre discariche, si invita la cittadinanza alla usuale e parsimoniosa collaborazione che tale situazione momentanea di stallo richiede.

L'ufficio tecnico comunale Settore Ambiente in sinergia con la Polizia Municipale sorveglieranno affinché non vi sia abbandono dei rifiuti e cumuli di indifferenziata sul territorio cittadino”.

L’amica mi chiede come mai non sia stato affisso alcun manifesto o non sia stata mandata in giro un’auto a diffondere la importante informativa del sindaco.

Non sono stato in grado di risponderle.

Poi mi dice “ Ma che cosa dobbiamo farne della indifferenziata?

Rispondo “ In attesa che la regione o l’ATO provinciale risolvano il problema credo che debba essere tenuta a casa”

E lei aggiunge “Ma puzza”

Rispondo “Allora non è indifferenziata!. La puzza la fa solo l’umido che marcisce. Un po’ di pazienza! Come ha detto il sindaco la Polizia Municipale sanzionerà tutti gli incivili di Amantea. Almeno si spera .Il vero problema è quello che Amantea fa troppa “finta” indifferenziata! Ed ovviamente che mancano le sanzioni agli incivili che abbandonano i rifiuti per strada e che non fanno la differenziata”

Pubblicato in Politica

Cosenza 16 novembre 2019 – I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Rossano hanno nei giorni scorsi sottoposto a sequestro una area di 2200 metri quadri con all’interno 300 metri cubi di rifiuti nel Comune di Caloveto, denunciando quattro persone a vario titolo per gestione illecita di rifiuti, falso, omissione di atti d’ufficio e contestuale realizzazione di discarica abusiva.

In particolare, durante un controllo sui rifiuti provenienti dai lavori edili effettuati in una Piazza di Caloveto è emerso che gli stessi venivano gestiti al fine dello smaltimento come terre e rocce da scavo falsificandone gli atti in modo tale da evitare il recupero o lo smaltimento in discarica autorizzata.

L’area oggetto del sequestro è risultata essere una vecchia discarica per rifiuti solidi urbani dismessa da diversi anni per il quale l’Amministrazione Comunale ha attivato una procedura di bonifica ricevendo la comunicazione di ottenimento di un finanziamento da parte della Regione Calabria al fine di procedere al “ripristino ambientale” della stessa.

A seguito di tali accertamenti i militari hanno deferito alla Procura della Repubblica di Castrovillari, amministratori, tecnici comunali, direttori dei lavori e responsabile del procedimento.

Pubblicato in Cosenza

Emergenza rifiuti a Reggio Calabria. “La situazione dei rifiuti nel territorio ha raggiunto livelli insostenibili”a

Adesso Falcomatà si scaglia contro Oliverio: “serio rischio di ordine pubblico”.

I sindaci dei Comuni della Città metropolitana di Reggio Calabria si recheranno oggi alla Cittadella regionale di Catanzaro, auspicando un incontro con il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

Lo comunica l’ente metropolitano specificando come la “situazione dei rifiuti nel territorio ha raggiunto livelli insostenibili”.

I primi cittadini chiederanno al governatore l’apertura di un tavolo politico istituzionale permanente per affrontare nell’immediato la questione.

Oggi il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomata‘, intervenendo ad un’iniziativa all’Associazioni industriali ha messo in evidenza la difficolta’ nel conferimento dei rifiuti indifferenziati e organico negli impianti regionali.

“Da quindici giorni non riusciamo a conferire – ha affermato – questo sta comportando una produzione di microdiscariche.

La causa ha nome e cognome: la Regione Calabria che ha chiuso le porte degli impianti di conferimento solo ai 97 Comuni dell’area metropolitana di Reggio Calabria.

Le altre province, invece, conferiscono regolarmente. Stiamo facendo di tutto per risolvere questa situazione”.

“Finora la Regione ci ha chiesto di rientrare almeno dell’80% del debito per poter conferire nuovamente – ha precisato Falcomata’ – nonostante le difficolta’ di molti Comuni, molti sono in dissesto, con problemi legati alla liquidita’, tutti si sono messi in linea e sono arrivati vicini a quella percentuale”.

Il sindaco metropolitano si chiede quindi “se la salute dei cittadini puo’ essere demandata al calcolo ragionieristico.

Se la situazione non si sblocchera’ – ha concluso Falcomata’ – c’e’ il serio rischio di ordine pubblico”.

Ma come abbiamo già scritto ieri su StrettoWeb, ci chiediamo come mai in concomitanza con il blocco delle discariche si sia fermata anche la raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati (plastica, vetro, carta e cartone).

In città monta la rabbia e si insinua il dubbio della mega-truffa sulla differenziata, imposta ai cittadini ma non completata regolarmente.

Non è che vada a finire tutto in discarica?

Perchè che la raccolta porta a porta si sia fermata completamente da quasi 15 giorni è una strana coincidenza…

Emergenza rifiuti a Reggio Calabria, il comunicato stampa di Falcomatà: il Sindaco chiede un tavolo politico istituzionale permanente

«Le porte degli impianti di smaltimento dei rifiuti calabresi sono chiuse per i 97 Comuni del territorio metropolitano di Reggio Calabria, e solo per loro, sicché si creano microdiscariche ovunque e l’indifferenziato non viene raccolto da 15 giorni. E questo avviene per responsabilità della Regione». L’ha detto questa mattina il sindaco Giuseppe Falcomatà, intervenendo al convegno sul tema “Economia circolare, ambiente e futuro – Sfide culturali e imprenditoriali per lo sviluppo sostenibile” svoltosi nella Sala convegni di Confindustria Reggio Calabria.
«I tecnici regionali, se non avessero disertato quest’appuntamento, vi avrebbero detto che per riaprire le porte della discarica di Crotone e tornare a farci scaricare occorre che i Comuni del Reggino rientrino dell’80% dal loro debito con la Regione in materia ambientale – ha proseguito il primo cittadino –. In realtà, malgrado tanti tra loro siano in dissesto e in predissesto, tutti gli Enti locali del territorio metropolitano si sono “messi in riga” e sfiorano ormai quella soglia. Ma se anche così non fosse, la salute dei cittadini e l’igiene pubblica non possono essere demandate a una percentuale imposta peraltro non da una norma, ma da dirigenti e funzionari della Regione. Né i gestori degli impianti hanno accettato d’avere rapporti direttamente con l’Ato, il neocostituito Ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti: “Abbiamo un rapporto diretto con la Regione e vogliamo continuare così”, ci hanno risposto, visto che la legge regionale sui rifiuti non prevede “filtri” tra gli Enti locali e i soggetti che gestiscono gli impianti. Però gli altri territori provinciali continuano a conferire i propri rifiuti in discarica mentre noi no; e nessuno sa perché».

Falcomatà sta allora nella circostanza che «l’interlocuzione politica con l’Ente regionale è completamente saltata. Proprio per questo, i colleghi sindaci del territorio metropolitano hanno fisicamente sbarrato l’accesso di tutti i camion delle altre quattro province calabresi al termovalorizzatore di Gioia Tauro – ha annunciato il primo cittadino reggino – Sì, perché a proposito d’economia circolare, oggi sotto il profilo ambientale grazie a siti come Gioia, ma anche Siderno e Sambatello, proprio il territorio metropolitano reggino potrebbe essere oggi quello più autonomo dell’intera Calabria, invece di fatto è quello più intollerabilmente penalizzato. Chiediamo adesso che venga istituito immediatamente un tavolo regionale di concertazione permanente e che della questione venga investito direttamente il Ministero per l’Ambiente con la massima urgenza».

Strettoweb

Pubblicato in Calabria

Finalmente il comune ha deciso di comprare qualche decina di foto trappole da installare sul territorio.

Costano poco . Solo 139 euro per una Telecamera fototrappola FULL HD con schermo LCD da esterno a batteria con registrazione

Trap è a tenuta stagna ha un angolo di ripresa molto ampio grazie all'obiettivo grandangolare e d ha i led all'infrarosso per visione notturna.

 

 

La giunta con delibera n 169 del 2019 ha deliberato la installazione di ben 32 punti sparsi sul territorio che verranno monitorati attraverso fototrappole.

Nessuna paura

Non parliamo di Amantea , ma di Falerna

Ad Amantea gli incivili potranno continuare sversare i rifiuti come e quando vogliono usando il territorio come discarica abusiva a cielo aperto

Ad Amantea la legge non viene rispettata.

Quasi mai

Mille e più prove quotidiane ne sono la palese dimostrazione.

Cominciamo da quelle che dimostrano prima di tutte l’alto grado di inciviltà del popolo amanteano( per carità, nessuno si offenda).

Parliamo dello sversamento per strada dei rifiuti

Probabilmente soprattutto da parte di gente che non paga la tassa.

Tra i tanti angoli cittadini ce n’è uno che mostra più fortemente di altri ,da un lato, la nostra inciviltà e, dall’altro, la forte disattenzione del comune.

Non basta e non serve raccogliere i rifiuti che mostra la foto!

Occorre sanzionare coloro che li sversano.

Ma dove sono finite le tele camerine che registravano chi gettava i rifiuti?

Se erano nostre, perché non usarle ancora?

Se erano fittate perché non fittarle ancora?

Devo ricordare e dare atto che solo il sindaco Monica Sabatino adottò una sostanziale attenzione a questi reati ambientali elevando le opportune sanzioni

Perché l’attuale amministrazione non si comporta nello stesso modo?

Stiamo a vedere se cambia qualcosa.

Pubblicato in Politica

E Calabra Maceri chiude i cancelli

La Regione Calabria non copre più le spese dei municipi, spazzatura in ‘strada’ a Cosenza

Torna l’incubo dei rifiuti in strada.

I camion colmi di spazzatura non potranno conferire nell’impianto di Calabria Maceri a Rende.

 

 

 

La famiglia Pellegrino che gestisce il sito in cui viene trattato il residuo della raccolta differenziata prima di finire in discarica, ha chiuso i cancelli ai Comuni morosi.

Tra questi il più popoloso è Cosenza.

La Regione Calabria, per ora, non ha intenzione di coprire gli otto milioni di euro di debito che complessivamente hanno maturato i 150 Comuni della provincia di Cosenza, mentre si attende l’incontro con i gestori degli impianti per sbloccare la situazione.

Intanto l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, coadiuvata dalla dirigente generale del Dipartimento Orsola Reillo, ieri ha incontrato i rappresentanti dell’ufficio di presidenza della Comunità d’Ambito rifiuti di Cosenza.

L’incontro, che si è svolto nella sede dell’assessorato a Catanzaro, è stato chiesto dal sindaco di Rende Marcello Manna, in qualità di presidente della Comunità d’Ambito di Cosenza, a seguito della nota del 7 ottobre scorso con cui la Regione ha comunicato la decadenza della delega conferita dalla Comunità d’Ambito all’ente regionale per la gestione dei contratti relativi al servizio di trattamento dei rifiuti urbani.

L’assessore Rizzo, è scritto in una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale, dopo aver ascoltato le istanze dell’Ato, ha ripercorso la nota vicenda che ha portato alla decadenza della delega. “Dal primo gennaio 2019 – ha ricordato – dopo vari differimenti disposti dalla normativa regionale, i Comuni sono subentrati nella piena titolarità dei contratti di gestione degli impianti e la Regione, in un spirito di collaborazione tra enti e su espressa richiesta del presidente dell’ANCI, ha previsto, con la legge regionale n. 5/2019, la possibilità di delegare alla Regione la funzione amministrativa relativa alla gestione di tali contratti, per continuare ad accompagnare e supportare i Comuni nel processo di subentro della competenza che è loro assegnata dalla legge dello Stato. Tutte le 5 cinque Comunità d’Ambito hanno chiesto e ottenuto questo soccorso, per cui la Regione ha anticipato il costo del servizio per i primi sei mesi dell’anno in corso e ha svolto le funzioni delegate“.

L’assessore all’Ambiente, prosegue la nota, “ha poi rimarcato il fatto che i Comuni si erano impegnati a trasferire le risorse alla Regione, per cui la stessa legge, per come concordato con le Amministrazioni comunali, prevede la decadenza della delega qualora entro il primo semestre ciascuna Comunità d’Ambito non abbia trasferito almeno l’80% dei costi del servizio”.

“Sulla scorta del mancato incasso delle somme necessarie per pagare i gestori degli impianti – ha quindi evidenziato la Rizzo – il 5 settembre scorso, la Regione ha inviato a tutte le Comunità d’Ambito e a tutti i Comuni il preavviso di decadenza e la diffida ad adempiere, poiché la somma trasferita non consentiva di raggiungere la percentuale stabilita dalla norma.

Pertanto, a seguito della diffida, i Comuni delle Comunità d’Ambito di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone hanno ottemperato e si sono messi in regola, per cui la delega è fatta salva, invece per le Comunità d’Ambito di Cosenza e di Reggio Calabria la Regione è stata costretta a comunicare la decadenza della delega“.

Manna, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, rappresentante dell’Aro Sibaritide, ed i sindaci di Rogliano Giovanni Altomare e di Carpanzano Giuseppe Vigliaturo, rappresentanti dell’Aro Presila, è scritto nella nota, “hanno espresso una forte preoccupazione per il venir meno della delega e per la comunicazione della società Calabra Maceri, gestore dell’impianto di Rende, che, sulla scorta dell’intervenuta inefficacia della delega, ritiene risolti i contratti con le amministrazioni locali inadempienti e intende sospendere il servizio per tutti in attesa dell’elenco dei Comuni morosi. L’assessore Rizzo ha condiviso la preoccupazione dei rappresentati dell’Ato Cosenza ma ha ribadito che la decadenza della delega è prevista dalla norma regionale e la Regione è nell’impossibilità di anticipare ulteriori somme”. “Nonostante i solleciti e l’ultima diffida di settembre – ha fatto presente l’assessore – a fronte di un incasso atteso di 9 milioni di euro, sono stati versati dall’Ato Cosenza meno di un milione e mezzo di euro. La legge che ha stabilito la delega è frutto di una concertazione con le Comunità d’Ambito e con l’Anci e che la Regione è sempre venuta incontro alle necessità dei Comuni e li ha supportati economicamente in questi anni. Per consentire di trasferire i costi previsti per l’anno in corso abbiamo anche offerto l’opportunità di rateizzare i debiti del 2017 e del 2018.

Con rammarico – ha concluso Rizzo – devo dire che purtroppo ora la Comunità d’Ambito deve farsi carico della gestione dei contratti”. Manna, prosegue la nota, “dopo aver preso atto che la Regione ha fatto già molto e non potrà fare altro, si è detto seriamente preoccupato per la concreta possibilità che i rifiuti rimangano per strada e ha comunque affermato che inviterà tutti i sindaci dei Comuni morosi ad una assunzione di responsabilità, facendosi personalmente carico dell’impegno di contattarli per indurli a pagare entro la fine della settimana“. “Al termine – conclude la nota – si è deciso che la questione della futura gestione a carico dell’Ato Cosenza sarà anche affrontata nella riunione della Comunità d’Ambito indetta per lunedì prossimo e, nel frattempo, Manna ha chiesto alla Regione di convocare per giovedì prossimo una riunione con i gestori per consentire almeno ai Comuni virtuosi di conferire. Infine ha sottolineato che le oggettive difficoltà economiche di molti Comuni, in dissesto o in predissesto, comporterebbero la necessità di un qualche intervento di sostegno da parte del Governo centrale”.

Qui Cosenza

Pubblicato in Calabria

Si è formalmente dimesso oggi 1 ottobre 20189 il Cda di Ama.

Ad appena tre mesi dall’insediamento, la presidente Luisa Melara, l’ad Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri hanno comunicato il loro addio ai dirigenti della municipalizzata dei rifiuti , durante una riunione convocata verso ora di pranzo nella sede di Calderon de la Barca.

 

 

 

"Il Consiglio di Amministrazione di Ama Spa, nelle persone della Presidente, Luisa Melara, dell'Amministratore Delegato, Paolo Longoni e del Consigliere, Massimo Ranieri, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni", si legge nella stringata comunicazione ufficiale inviata alle 15,30 dalla società.

Mentre nella lunga lettera alla sindaca Raggi con cui hanno rimesso l'incarico, i componenti del Cda spiegano che è venuta meno la "necessaria fiducia" nel Campidoglio.

"Le comunichiamo, nostro malgrado, che da parte nostra - si legge nella lettera - è venuta meno la necessaria fiducia nel socio unico di Ama Spa e pertanto con la presente dichiariamo di rassegnare le dimissioni con decorrenza dalle 18 di oggi primo ottobre da componenti del consiglio d'amministrazione di Ama".

La decisione di dimettersi sarebbe maturata dopo le ultime tensioni con il Campidoglio sul bilancio 2017 di Ama, già all’origine delle dimissioni dell’assessore capitolina Pinuccia Montanari e della revoca del Cda di Lorenzo Bagnacani.

Melara, Longoni e Ranieri avrebbero cercato fino all’ultimo una apertura da parte dell’azionista ma anche l’ultima richiesta di un incontro con la sindaca di Roma Virginia Raggi non avrebbe avuto alcuna risposta.

''Se Raggi dice di essere stata lasciata sola, allora noi siamo stati abbandonati.

Sono deluso e arrabbiato, se il piano per Ama era un altro ce lo potevano dire subito.

Il problema dei rifiuti non si gestisce con l'ideologia ma servono azioni concrete''.

Dice all'Adnkronos il consigliere del Cda Ama Massimo Ranieri.

''Anche oggi abbiamo continuato a lavorare, ho appena visto un dirigente Hera per la gestione dei flussi.

Vanno avanti anche le procedure per l'apertura dei due compostaggi.

Noi abbiamo provato a lavorare: oggi avrei dovuto vedere in V Municipio i cittadini perché con il presidente Giovanni Boccuzzi ci eravamo impegnati a far partire il porta a porta da Natale, ma purtroppo è andata così.

Tutto questo avviene sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori di Ama''.

Comunque assicura l'ad dimissionario Paolo Longoni,''in questo momento stiamo predisponendo tutti quegli atti per far sì che Ama non si blocchi. Siamo responsabili''.

Pubblicato in Italia

MORANO CALABRO (CS) – L’Amministrazione comunale revoca la delibera di Giunta n° 100 del 14 settembre scorso, atto con il quale manifestava il proprio interesse a localizzare e pertanto candidare il territorio di Morano, nella fattispecie l’area PIP – zona industriale di c.da Cornale, per la realizzazione di un impianto denominato “Ecodistretto della differenziata” che avrebbe dovuto trattare la frazione organica proveniente, appunto, dalla raccolta rifiuti differenziata, con esclusione di quella indifferenziata.

Il provvedimento, assunto dall’esecutivo ieri sera alle 21.45, repertoriato con il numero 104, annulla il precedente, citato nell’incipit, e con esso tutti gli effetti e le conseguenze che ne sarebbero scaturite.

«Sono stati giorni di grande passione e intensità – dichiarano gli amministratori moranesi. Avevamo preso questa decisione alla luce delle conoscenze e delle assicurazioni di cui disponiamo. Ci rendiamo conto, e non abbiamo alcun problema ad ammetterlo, di aver sottovalutato l’aspetto informativo, e di non aver coinvolto preventivamente la cittadinanza. Siamo sinceramente rammaricati per il fatto che l’iniziativa abbia causato tensioni nella cittadinanza. Abbiamo commesso un errore di valutazione: pensavamo che la nostra comunità fosse pronta per accogliere un tipo di sviluppo economico che noi riteniamo possibile. Ma evidentemente così non è».

«Crediamo che il compito primario di un buon amministratore sia di fare la volontà del popolo e attuarla puntualmente. E’ questa – riferiscono De Bartolo e i suoi – l’unica motivazione, e non altre, che ci spinge a revocare la delibera. Se il popolo non vuole l’Ecodistretto, l’Ecodistretto non si farà. Sentiamo la necessità di ringraziare pubblicamente tutte le associazioni, le istituzioni, i partiti politici, i cittadini che in questi giorni hanno voluto aprire, palesemente o discrezionalmente, un dialogo costruttivo, leale e produttivo con noi, nell’esclusivo interesse generale. Così come vogliamo esprimere gratitudine verso gli amministratori dei paesi della provincia di Cosenza afferenti all’ATO 1, segnatamente quelli dell’ARO Pollino, per il grande senso di responsabilità e la solidarietà mostrata nei nostri confronti a seguito dei pesanti attacchi ricevuti».

«Nessuna difficoltà a riconoscere, altresì, la validità dei toni distensivi e l’approccio più sereno manifestato ieri in sede di conferenza dei capigruppo, atteggiamento, ahinoi, presto smentito e svuotato di significato dalla presenza delle stesse opposizioni alla contestazione registrata in serata. Allo stesso tempo confermiamo la nostra condanna verso: quanti, strumentalizzando la vicenda, l’hanno trasformata in una questione puramente politica; quanti hanno inteso invadere il campo decisionale di un esecutivo democraticamente eletto; quanti sono scaduti nella diffamazione, nell’offesa e nella denigrazione personale. Questo in un contesto civile non può e non deve succedere. Ad ogni modo ufficializzeremo il nostro “no” alla realizzazione dell’impianto nel territorio di Morano – sottolineano De Bartolo e l’intera maggioranza – nell’assemblea dell’ATO convocata per oggi pomeriggio a Cosenza. L’Ecodistretto, dunque, non si farà! Ma il problema rifiuti resta. E nel breve periodo si manifesterà prepotentemente. Da domani, con più forza e impegno di prima, lavoreremo per risolverlo. Insieme a quanti vorranno collaborare con noi per la concretizzazione di una crescita realmente sostenibile, che inizi dalla bonifica del nostro territorio, già duramente provato da gravi patologie».

Da Quicosenza.it

Pubblicato in Calabria

Noi calabresi paghiamo sempre le solite scelte sbagliate della politica calabrese, quali sono gli ATO corrispondenti ai territori delle province.

Province come quella di Cosenza che sono quasi una regione o più grandi

Come se fosse possibile mettere d’accordo 150 sindaci della provincia di Cosenza.

Sindaci che nemmeno si conoscono.

 

 

 

Sindaci dello Ionio e del tirreno.

Sindaci del pollino e della sila.

Come se fosse logico, facile, possibile inviare i rifiuti a 100-150 km di distanza

Era ben prevedibile che si corresse il rischio che i rifiuti restassero per strada.

Ma la cosa più vergognosa è che nessuno rileva e rivela il fallimento totale della politica regionale.

Non solo nella provincia di Cosenza (che è il caso più grave ed emblematico) ma in tutta la regione.

Troppo comodo tentare di inviare i rifiuti verso siti lontani.

La gente doveva e dovrebbe essere educata a capire che i rifiuti appartengono ai territori che li producono, così da essere istintivamente spinti a fare una raccolta differenziata altissima, correndo il rischio di mantenere nel proprio territorio i propri rifiuti

Ed è forse ridicolo che si tenti di risolvere il problema andando domani 12 settembre dal prefetto Paola Galeone.

Siamo in piena emergenza rifiuti, non basta correre per evitare che i rifiuti restino in strada.

Occorre ridurre le dimensioni degli ATO.

E’ inevitabile .

Che ognuno conservi ed elimini la propria spazzatura.

Pubblicato in Paola

Con una lettera al Prefetto di Cosenza, Paola Galeone, il gruppo consiliare “Il Futuro che vogliamo” ed il movimento popolare “Fuscaldo è Noi” chiedono interventi urgenti

 

 

 

 

Fuscaldo. Una lettera indirizzata al Prefetto per “rendere noto il grado di inquietudine sociale e di disagio manifestatoci insistentemente dai nostri concittadini di Fuscaldo in relazione alle critiche condizioni igienico sanitarie di alcune aree del territorio dovute alle tempistiche, non attualmente rispettate, del servizio raccolta rifiuti solidi urbani”.

A scrivere sono il gruppo consiliare “Il Futuro che vogliamo” ed il movimento popolare “Fuscaldo è Noi”: “Tale problema assume, puntualmente, dimensioni ingestibili durante la stagione estiva a causa del notevole afflusso di turisti che da sempre individua la nostra località come meta delle proprie vacanze e crea innumerevoli disagi ai residenti e non”.

“Il nostro ruolo di Consiglieri comunali di minoranza di questo Comune – scrivono – ci impone di richiamare la Sua attenzione su quanto sta accadendo nel territorio di Fuscaldo.

La città sta vivendo un clima di malcontento preoccupante dovuto all’incuria, al disordine ed allo stato di abbandono in cui sono state relegate diverse zone.

Non passa giorno che non ci contattino per denunciare una profonda sensazione di difficoltà.

A riprova del malessere registrato dai cittadini a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui si trovano a vivere in questo periodo, basterebbe leggere la stampa locale o i social network per apprendere la gravità delle lamentele e delle legittime proteste”.

“Cumuli di immondizia a bordo delle strade periferiche e, nostro malgrado, anche delle strade principali e più trafficate, odori nauseabondi e percolati che fuoriescono dai sacchi depositati incivilmente/incautamente dappertutto, gestione inefficiente da parte dell’azienda che eroga il servizio RSU, sono alcuni dei problemi più vistosi che caratterizzano lo stato in cui versa la nostra, ormai è giusto dire “un tempo”, ridente cittadina tirrenica”.

“Si aggiunga a quanto appena evidenziato, a titolo informativo, che i dipendenti dell’azienda che eroga il servizio RSU si trovano a lavorare in condizioni precarie: mancata erogazione di diverse mensilità, automezzi non idonei, stesso numero di dipendenti nel mese di Agosto quando la popolazione fuscaldese raddoppia e quando le attività commerciali, in particolar modo quelle ristorative, avvertono la necessità di un incremento del servizio al fine di evitare di far stazionare presso le proprie strutture ingenti quantità di frazione organica del rifiuto solido urbano (“rifiuto umido”).

In sintesi, attualmente, la raccolta calendarizzata dei rifiuti non riesce ad essere garantita e, come succede da diverse settimane, tante sono le zone non servite!

Siamo da sempre vicini alla nostra popolazione e cerchiamo di rappresentare il mandato conferitoci dagli elettori con abnegazione e serietà, sforzandoci di rappresentare le istituzioni con decoro e nell’interesse esclusivo della collettività.

Per tale ragione non siamo mai sfuggiti alle nostre responsabilità: non siamo al governo locale, ma sentiamo il dovere di dare risposte concrete e di proporre soluzioni”.

“L’intera minoranza consiliare ha innumerevoli volte denunciato quanto sopra descritto attraverso gli strumenti che la legge mette a disposizione dei Consiglieri comunali, ma le svariate richieste, le ripetute interrogazioni consiliari, gli incontri pubblici, i comizi, ed i puntuali interventi in Consiglio comunale sono stati, come di consueto, inascoltati e non compresi da una Amministrazione comunale con evidenti difficoltà a gestire situazioni di rilevante preoccupazione. E mentre da un lato si ignorano tali problemi, di portata sempre maggiore ed allarmante, dall’altro la pazienza dei cittadini ha superato ogni limite consentito provocando un disagio generalizzato di cui ci facciamo interpreti chiedendo il Suo autorevole intervento presso le Istituzioni dello Stato quale massimo responsabile dell’ordine pubblico del nostro territorio, al fine di arginare l’attuale situazione che potrebbe assumere connotati difficili da controllare”.

“Sig. Prefetto – conclude la missiva – siamo certi che anche ad Ella stanno a cuore i cittadini di Fuscaldo, e con essi i proprietari delle attività commerciali e di coloro che a Fuscaldo hanno deciso di trascorre le proprie vacanze ed è per questo che nell’Istituzione che Ella rappresenta noi riponiamo cotanta fiducia e credibilità a favore di questa nostra comunità in evidente crisi di rappresentanza. Voglia accogliere i nostri sentimenti di più alta considerazione”.

Rifiuti"ordinari"

Quel che resta della sagra delle alici?

Pubblicato in Paola
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