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Gli uomini dell'Aliquota radiomobile hanno perquisito lo stabile con l'aiuto di cani specializzati

Tre fucili, altrettante pistole e 80 munizioni.

È il ritrovamento effettuato ieri dagli uomini dell'Aliquota radiomobile di Paola, in zona Castello della città di San Francesco.

La scoperta è avvenuta in un casolare disabitato nell'ambito di un controllo mirato che ha visto i militari addentrarsi nello stabile con l'ausilio di cani specializzati.

Sulle tracce dei malviventi

La Compagnia dei carabinieri di Paola, coordinata e diretta dal capitano Giordano Tognoni, ha subito avviato le indagini.

Al momento si starebbe procedendo contro ignoti, anche se le investigazioni stanno seguendo una pista ben precisa.

Il vecchio casale dista pochi metri da località Cancello.

La zona è considerata la roccaforte di 'ndrangheta della famiglia paolana dei Serpa, dove risiedeva prima che la magistratura le infliggesse un duro colpo.

L'ultimo è arrivato a marzo scorso, quando i maggiori esponenti, Giuliano e Nella Serpa, sono stati condannati nell'ambito dell'inchiesta "Tela del ragno" con una storica sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro.

Per l'esattezza, Giuliano Serpa è stato condannato a 14 anni di carcere, mentre Nella Serpa dovrà scontare l'ergastolo

di Francesca Lagatta

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118Erano da poco passate le 19:00 quando a Paola, sulla strada statale 18, difronte Marcelli Revisioni, l’elisoccorso é dovuto atterrare per soccorrere un giovane ragazzo, insieme alla consueta ambulanza del 118.

Non sono chiare dinamiche e cause che hanno reso necessario l’intervento del soccorso aereo, ma sarebbe al momento, da escludere alcun tipo di incidente stradale. Potrebbe ipotizzarsi un malore, o un grave trauma, probabilmente riportato sul posto di lavoro.

Sul posto sono presenti gli agenti della Polizia di Stato. Traffico bloccato in entrambi i sensi.

Seguono aggiornamenti

Fonte notizia pillamaro.it

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Era il 1429 quando i D’Alessio “lasciano Paola per iniziare il grande viaggio.

Dopo parecchi giorni di cammino giungono a Roma e vi si fermano per visitarla.

Confusi tra gli altri pellegrini, passano da una basilica all’altra; infine vanno a San Pietro.

 

Una calca di gente eterogenea e variopinta ingombra le strade selciate, incassate tra gli austeri palazzi medievali.

Ad un tratto sopraggiungono al trotto alcuni cavalieri; usando le aste delle lance costringono la folla a lasciare libero il passo per un corteo in arrivo.

Anche Francesco, con i suoi genitori deve letteralmente schiacciarsi contro i muri.

A occhi sgranati lui, che a Paola davvero non ha mai visto nulla del genere, guarda passare gli armigeri ed i paggi nelle loro ricche ed appariscenti livree, i gentiluomini del seguito nei fastosi costumi, e infine il cocchio tutto d’oro, trainato dagli otto cavalli più belli che si possano immaginare, bardati con finimenti luccicanti.

Nel cocchio, sta assiso , in un fiammeggiare di sete e broccati purpurei, un personaggio maestoso.

“Chi è ?“ Francesco domanda al padre.

Risponde un uomo vicino

“E’ il cardinale Giuliano Cesarini”

“Un cardinale quello?” domanda il ragazzo

Senza pensarci un attimo ,Francesco, che veste ancora il rozzo saio votivo dei francescani, salta sul predellino del cocchio e grida:

“Gli apostoli di Gesù Cristo non andavano per via con tanta pompa”.

La per là il cardinale serra le labbra, irritato da cotanta insolenza.

Ma negli occhi del ragazzo legge qualcosa che lo costringe a giustificarsi

“Caro figliolo, non scandalizzarti di questo lusso.

Se ne facessimo a meno, al tempo che corre, la dignità ecclesiastica ne scapiterebbe nella stima degli uomini e verrebbe fatta segno al disprezzo dei mondani”.

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