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Sembra che nei prossimi giorni si provvederà a rimuovere centinaia e centinaia di mq di lastre di amianto che da oltre 50 anni “convivono” con la cittadinanza.

Strano che non appena arrivato da Rende l’ingegnere Francesco Stellato si riesca là dove non si è riuscito per oltre 50 anni.

Probabilmente non c’entra nulla la nuova presenza del nuovo tecnico, ma la casualità è ghiotta.

 

Aspettiamo eventuali smentite della prima notizia e della riferita tempestiva casualità.

Poco importerebbe la seconda, ma ci piacerebbe che fosse vera la segnalata rimozione dell’amianto.

Certo a nessuno dispiacerebbe se non solo questo sito sulla SS18 venisse bonificato ma i tanti altri che abbondano nella città.

Perché si verifichi questa invocata attenzione è necessario però che proprio il nuovo tecnico ingegnere Francesco Stellato si dia da fare per le ulteriori rimozioni.

All’uopo basterà porre sul sito comunale le planimetrie dell’amianto di cui il comune è in possesso e che restano nascoste neo cassetti dell’ente.

O basterà semplicemente l’elenco dei proprietari delle abitazioni che sono piene di amianto.

E’ noto come dal nuovo possa facilmente nascere il bene più facilmente che dal vecchio.

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Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, propone di rivedere il taglio del cuneo fiscale per aiutare i lavoratori incapienti, ovvero coloro i quali sono precari e guadagnano meno di 8mila euro l’anno.

L’idea è quella di erogare un bonus da 40 euro mensili sotto forma di assegno per quasi 4 milioni di lavoratori.

Ancora non è neanche stato definito, ma ha già scatenato le polemiche interne alla maggioranza.

 

Non solo, perché il taglio del cuneo fiscale potrebbe addirittura sparire dalla prossima legge di Bilancio, rimpiazzato – almeno per un primo momento – da una nuova misura: un bonus per i lavoratori precari che guadagnano meno di 8mila euro l’anno e che rientrano, quindi, nella no tax area.

La proposta è stata lanciata dal viceministro all’Economia, Antonio Misiani.

E potrebbe sostituirsi al taglio del cuneo fiscale per cui verranno stanziati, stando alla Nota di aggiornamento al Def, 2,7 miliardi.

Questo bonus riguarderebbe quasi quattro milioni di persone.

Che da gennaio potrebbero ricevere 40 euro al mese sotto forma di assegno.

Secondo un calcolo riportato dal Sole 24 Ore il loro reddito potrebbe aumentare dell’11%.

Per ora si tratta solo di una proposta, che sembra non essere ancora stata discussa dalla maggioranza.

Potrebbe essere applicata al posto del taglio del cuneo fiscale o, come fa intuire Misiani in un passaggio del suo post su Facebook, trovando risorse aggiuntive.

La proposta del viceministro Misiani

La proposta è stata lanciata dal viceministro Misiani con un post su Facebook, dal titolo “cuneo fiscale: iniziare dai lavoratori a basso reddito”.

L’esponente del Pd parte da una considerazione: “Secondo un sondaggio pubblicato ieri la riduzione progressiva del cuneo fiscale a partire dal 2020 è la misura più apprezzata dagli italiani.

Dobbiamo iniziare a farlo il prima possibile, utilizzando tutti gli spazi di bilancio disponibili.

La priorità, a mio parere, è iniziare ad aiutare i dipendenti a basso reddito: 3 milioni e 700 mila lavoratori “incapienti” che sono rimasti esclusi dal bonus 80 euro di Renzi e che solo in alcuni casi beneficiano del reddito di cittadinanza.

Sono i cosiddetti “working poors”: lavoratori poveri spesso precari, part time involontari, collaboratori a basso reddito, dipendenti con salari orari da sfruttamento. In tantissimi casi giovani”.

Per Misiani è un fenomeno molto diffuso in Italia, per cui è necessario aiutare questi lavoratori: “Dobbiamo farlo estendendo erga omnes i salari minimi previsti dai contratti di lavoro maggiormente rappresentativi, mettendo fuori gioco i contratti “pirata” che legittimano paghe orarie da fame.

Ma dobbiamo farlo anche utilizzando lo strumento fiscale, come fanno da tempo paesi avanzati come gli Stati Uniti (con l’Earned Income Tax Credit).

Chi pensa che le risorse ipotizzate dalla Nota di aggiornamento non siano sufficienti, non chieda di rinviare questa misura: ci aiuti a trovare ulteriori fondi.

Saremo felici di discuterne, con lo spirito costruttivo di sempre”.

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Bene o male sembra che finora abbiamo scherzato.

Se pensate che il Ministero ha “giocato” per mesi con il comune di Amantea, rinviando, da una data all’altra, la risposta definitiva sul bilancio del 2017, potrete cominciare a capire.

Quando poi potrete leggere la nota finale sullo stesso bilancio 2017, “approvato il 3 luglio” ed inviata soltanto il 25 settembre scorso e conoscerne il “triste” contenuto avrete un quadro più preciso.

Una cosa è certa ed è quella che gli Amantea “dovranno pagare”.

Ed è per questo che gli amministratori più responsabili hanno grande timore.

A cominciare dal sindaco e dall’assessore al bilancio che si aspettavano un risposta meno gravosa e che a giorni-si dice- andranno a Roma, al Ministero, per tentare di capire meglio che cosa dispone il decreto ministeriale.

Ma c’è di peggio.

Una delle ultime preoccupazioni esternata occasionalmente dal sindaco nell’incontro sul turismo è quella relativa alla piazzetta degli emigranti.

Queste le sue parole: “Si è presentato un avvocato che ci ha chiesto 130 mila euro per il terreno della Piazzetta degli emigranti”

Il sindaco non ha avuto tempo e modo di spiegare come sia possibile che si debba pagare al legittimo proprietario una somma ben maggiore dell’intero costo di realizzazione dell’opera.

Forse al legittimo proprietario non è stata pagata la indennità di esproprio e quindi si è determinata una occupazione illegittima del suolo.

Da qui il debito da parte del comune non solo del pagamento dell’esproprio ma anche una somma a titolo di risarcimento.

Ed allora le domande.

Perché non è stato pagato l’esproprio?

Chi ne ha omesso il pagamento?

Che cosa ne ha fatto dei soldi?

Ora sarà chiamato a pagare il suo errore per evitare che il comune, cioè i cittadini incolpevoli, debbano pagare queste omissioni e ritardi?

Non è tanto e solo importante il giudizio della magistratura ma sicuramente è almeno giusto che chi ha sbagliato paghi e non siano chiamati a farlo i cittadini amanteani!

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