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In piena estate, giorno 9 agosto la Giunta ha adottato la delibera n 111 con la quale ha istituito un’area pedonale urbana nel centro storico

Come noto l’’area pedonale urbana o zona pedonale, è una particolare zona della città dove è vietata la circolazione di tutti gli autoveicoli.

 

Apposita segnaletica verticale determinerà l’inizio dell’area nella quale è vietata la circolazione dei veicoli ed indicherà, inoltre, a quali veicoli speciali è consentito il transito.

In sostanza sarà consentito il transito nelle aree pedonali urbane o zone pedonali, esclusivamente ai veicoli di persone diversamente abili, ai veicoli delle autorità di Polizia, alle vetture e ai mezzi dei Vigili del Fuoco, alle Autoambulanze (solo nel caso di transito per servizio di emergenza), e ai veicoli per il carico e lo scarico di merci.

Ai sensi dell’art. 3 del Cds, comma 3 in particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali.

E ieri 12 agosto il sindaco quale “responsabile del settore della polizia Municipale”ha adottato la ordinanza n 91 relativa alla istituzione dell’Area pedonale in Corso Umberto primo e via Indipendenza.

L’APU avrà decorrenza dal 12 agosto al 3 settembre

Essa sarà attuata dalle ore 21.00 alle ore 01.00

L’ambito di applicazione sarà da Piazza Santa Croce al Piazzale antistante la Chiesa Matrice .

Le ragioni addotte per la istituzione dell’APU sono le seguenti:

-garantire una maggiore fruibilità e vivibilità del centro storico cittadino;

-tenere conto della presenza di diversi pubblici esercizi che richiamano diverse presenze soprattutto nelle ore serali.

Proprio da questa incongruenza sembra potrà nascere il previsto ricorso contro la delibera e la ordinanza sindacale.

Pubblicato in Primo Piano

Carissimi, grazie ad un caro amico( spero non resti l’unico) la mia storia amanteana ha visto un po’ di luce.

Lo sapete, tutto è nato per la presenza di una Chiesa a me intitolata e che oggi versa un condizioni di “vile” abbandono.

 

 

 

Non è mio interesse sollecitare attenzione sociale, culturale, politica alle responsabilità, pur palesi.

Ma non posso ulteriormente restare inerte.

Non lo faccio certamente per me; non ne ho bisogno.

Questa lettera mi è imposta dal rispetto che ho per la storia di questa città, un storia dimenticata , forse, addirittura nemmeno mai conosciuta.

Proprio per questa consapevolezza mi chiedo, e vi chiedo, come è mai possibile ricordare questa storia se i luoghi che ne parlano, e la stessa mia chiesa ben al di là dello stato di “vile” abbandono non è visitabile nemmeno per sbaglio.

Come altri luoghi del vostro( nostro ) centro storico, anche la Via Antica( un tempo denominata Via Grande) quella che va dal Ponte Azzurro al quartiere Collegio, E’ CHIUSA da oltre un decennio.

Una chiusura che è la conferma dell’abbandono perdurante e vergognoso del centro storico.

Un centro storico mirabile e che parla a chi ha la fortuna di camminarlo!

Ma come e quando sarà mai possibile se NESSUNO se ne cura?

E’ senza meno una vergogna, inaccettabile, assolutamente inaccettabile.

A chi di spetta evitarlo? Chi ha il dovere di conservare il nostro centro storico?

A tutta l’amministrazione? Alla maggioranza, alla minoranza? Ai politici, ai burocrati?

So che in un recente passato San Giuseppe, la cui chiesetta sulla collina di Camoli stava cadendo, scrisse una lettera al sindaco e questi, in un nobile “rigurgito” di consapevole responsabilità, fece eseguire appositi interventi di stabilizzazione del costone sottostante rimuovendo il grave pericolo.

Spetta anche a me avere la stessa attenzione o secondo tutti voi San Giuseppe è uomo ben diverso e meritevole di San Nicola?

Eppure la mia chiesetta, sconosciuta a tutti e da scoprire nella sua straordinarietà, è molto più antica e ricca di quella di San Giuseppe.

Capisco che il comune è in dissesto finanziario, dal quale- temo- non riuscirà ad uscire, ma per la riapertura della Via Antica non c’è bisogno di spesa pubblica , ma solo di volontà politica.

Quella volontà che non vedo e che invoco.

Troppo comodo applicare il motto#uocchiucaunvidecorucaundole# per nascondere le bellezze del Centro Storico e lasciarle morire…

Sta arrivando Natale, quello che io ho portato nel mondo civile con la mia figura.

Anche per questo abbiate almeno la bontà di una risposta.

Grazie.

San Nicola di Myra

Ecco cosa posta il consigliere Signorelli

Amantea è una Città TURISTICA.....

Ha un territorio di circa 30 km quadrati....

Siamo circa 15.000 abitanti....

Nel mese di Agosto ci sono migliaia di turisti

 

che scelgono la nostra AMATA TERRA perché è una BELLEZZA NATURALE.....

Abbiamo un MARE STUPENDO E CRISTALLINO con circa 15 km di spiaggia...

UN CENTRO STORICO INVIDIATO DA TUTTI....

Purtroppo però, tutto questo è CONTROLLATO DA SOLI 8 VIGILI URBANI.....UNA VERGOGNA....per non parlare di Campora S.G. che con 3 ASSESSORI del luogo è ABBANDONATA A SE STESSA....

E che dire della PULIZIA e delle MANIFESTAZIONI ESTIVE....stendiamo un velo PIETOSO....

SINDACO PIZZINO E ASSESSORI DELLO STIPENDIO, NON PROVATE VERGOGNA PER LE UMILIAZIONI QUOTIDIANE CHE PROVENGONO ORAMAI DA OGNI ANGOLO DELLA CITTÀ?

Invece di pensare a litigare per le deleghe e per diventare ASSESSORE DELLO STIPENDIO pensate di COPIARE QUALCOSA DAI PAESI E DALLE AMMINISTRAZIONI VICINE che fate più bella figura.....

IL PROBLEMA PERÒ È CHE ANCHE PER COPIARE SERVONO LE COMPETENZE....

Ancora una volta RINNOVO IL MIO APPELLO: 5 ASSESSORI ESTERNI PER SALVARE AMANTEA....ALTRIMENTI AL VOTO SUBITO....

Ndr .Incapaci perfino di copiare ?

E’ una affermazione grave!

Gli risponderà qualcuno?

E cosa risponderà l’amministrazione alla domanda “ non provate vergogna per le umiliazioni che provengono oramai da ogni angolo della città?

Pubblicato in Primo Piano

La location – come l’ha nominata Padre Rocco chiamato a benedire i panini di Sant’Antonio - è quella del centro storico.

La bellissima piazzetta di Fortunato Pagliaro quella da cui si traguarda il mare di Amantea, quella nella quale si respira l’aria della nostra storia.

Una piazzetta arredata a mò di palcoscenico.

Lì, ancora una volta, le bellissime maestre dell’asilo Titti ( e senza dimenticare Antonella ed il marito) hanno offerto un altro saggio della loro passione, del loro amore per i bambini dell’ asilo.

Maestre che arredano la piazzetta, che raccontano, che fanno le registe.

Bambini che recitano compunti e con passione la storia di Sant’Antonio da Padova.

Genitori, nonni ed altri congiunti che assistono silenziosi, incantati ed affascinati.

Bellissimi i vestiti.

Bellissimi i bambini che sono protagonisti, tutti, senza differenze, di uno spettacolo nello spettacolo.

Nei loro dialoghi la storia di sant’Antonio da Padova, il patrono di Amantea.

Siamo a pochi metri dalla Chiesa madre

Padre Rocco artefice di questa “nuova chiesa” amanteana , poco-affatto- formale, gioiosa , aperta a tutti, ma soprattutto ai bambini , sale su abbandonando per un po’ i frati di sant’Antonio, sorridente saluta tutti, si avvicina alla cesta dei panini di Sant’Antonio, li benedice.

Poi tutto si chiude.

Il sole tramonta, padre Rocco va via, i bambini anche, e con loro la loro bravura e la loro dolcezza.

E li nella piazzetta resta l’ennesima memoria di questa Amantea bella che ancora una volta regala a se stessa il sorriso dei bambini che già oggi cominciano ad essere il domani della nostra città

Grazie alle ragazze dell’asilo Titti, grazie alla loro passione, al loro amore.

Pubblicato in Primo Piano

Ieri 9 ottobre ti sono state assegnate importanti competenze politiche.

D)Parliamo del centro storico, della edilizia scolastica, delle energie rinnovabili, dei fondi comunitari, della protezione civile, della viabilità, della pianificazione urbanistica, del piano di assetto idrogeologico, della sicurezza sul lavoro. Competenze da fare tremare i polsi! Ne convieni?

R) Si! Certamente. Soprattutto perché ho studi e conoscenze che mi permettono di apprezzare la difficoltà delle tematiche afferenti alle deleghe assegnatemi. Ma conto proprio sulle mie conoscenze e competenze professionali per dichiararmi sufficientemente pronto affrontare, con volontà e in pienezza di intenti, questi, per me, nuovi impegni politici.

D) Ti sei già fatta una prima idea dei problemi ai quali andrai incontro?

R) Una prima idea certamente, ma sicuramente non completa e tantomeno totale. So bene che un conto è la teoria, un conto è la pratica. Intendo dire che in politica ahimè si è usi affrontare i problemi man mano che essi emergono e ti vengono incontro. Senza programmarli, e soprattutto senza studiarli preventivamente. Mi sembra, cioè, che ci sia molta disattenzione sociale ai problemi della comunità e questa disattenzione trasferisce i suoi effetti negativi anche sulla politica. Esiste in sostanza molta approssimazione culturale, tecnica, sociale. E questo non è una buona cosa. Per esempio , se parliamo del centro storico…

D) NO,NO,NO: Il centro storico è uno dei temi principali che vorrei trattare rivolgendoti qualche domanda.

R) Sono pronto.

D) Nessuno sa quanti abitanti risiedono oggi nel centro storico. Nessuno sa quanti invece potrebbero essere gli abitanti che a regime potrebbero utilizzarlo se venissero abitati tutti i vani disponibili. Nessuno sa quante sono le antiche case crollate o fatte crollare, quante quelle pericolose e cadenti, quante quelle recentemente destinate a B&B , quante, ancora, quelle destinabili ad Albergo diffuso. Nessuno sa quale le sia la visione e le proposte del PSA sul nostro centro storico. E potremmo continuare a lungo. Nessuno si fa carico di Via Duomo che è vergognosamente chiusa da 15 anni! Nessuno ha voluto la passerella per i diversamente abili e per la spesa per coloro che abitano nel centro storico. Pochi coloro che conoscono la storia, i segreti, i misteri affascinanti di un luogo che ha avuto una vita intensa e felice. Il progetto per la Rivitalizzazione del centro storico giace inutilizzato nei cassetti del comune ……

R)NO, NO, NO. Questa volta lo dico io. Permettimi di ricordarti che la mia famiglia è una antica famiglia del centro storico. Tu stai quindi toccando quello che per me è non un luogo soltanto ma la storia della nostra città. Al centro storico, voglio dire, darò la mia massima attenzione cercando di recuperarlo non solo fisicamente, ma anche culturalmente.

Mi farò portare questo progetto, lo studierò e valuterò la sua fruibilità proprio per il fine della rivitalizzazione della zona più bella di Amantea, quella che affascina, anche da lontano, coloro che hanno la fortuna di transitare sulla SS18 o sul mare. Ho già in mente di bandire concorsi per scolari e studenti finalizzati alla conoscenza del nostro centro storico, e concorsi per giovani universitari che vogliano offrire alla città di Amantea le loro idee ed i loro progetti in un alveo di intensa e serena collaborazione.

D) Un opuscolo plurilingue con i percorsi che parli del centro storico?

R) E’ il minimo! Ma datemi qualche giorno per organizzarmi. Purtroppo l’ organico comunale è fortemente carente per cui dovrò servirmi di collaboratori e volontari esterni. A tal proposito mi permetto di chiederti di lanciare questo appello.

“Tutti coloro che sono interessati al recupero urbano e sociale del centro storico, si facciano avanti, mi contattino per vedere di formulare una proposta UNITARIA.

Attualmente il centro storico è soltanto una veduta, una cartolina di Amantea, ma di fatto, non è utilizzato in nessun modo salvo alcuni servizi privati.

Io sono a completa disposizione e attendo notizie a riguardo.

Grazie. Giuseppe Maria Vairo”

Amantea è una città antica, ricca di storia, dove ancora oggi, con un po’ di fantasia e di sentimento, è possibile leggere nelle case e nei vicoli le vicende di un Centro storico un tempo pieno di vita e di vitalità, dove i ragazzi e le ragazze passavano i loro pomeriggi a giocare, controllati dalle nonne che intanto filavano la lana, mentre le mamme salavano le alici o conservavano i tonnetti per l’inverno, ed i padri dormivano perché avrebbero passato la notte sul mare, alla luce delle lampare.

 

Ma, insieme, Amantea è anche una città vecchia, proprio perché non ha compreso la necessità di conservare la sua storia, le storie dei suoi abitanti.

Ed il suo centro storico , in verità ammirato, più che ammirevole, è dimenticato ed abbandonato.

Anzi, in gran parte, sta cadendo a pezzi.

Le foto che vi mostriamo ne nono una prova tangibile.

E’ un balcone sito su via Indipendenza.

Il balcone sta letteralmente cadendo a pezzi.

Ed allora basta una striscia colorata che delimita l’area di pericolo impedendo ai pochissimi abitanti del centro storico di passarvi sotto?.

Tutto lì.

Ma, la domanda sorge spontanea, come diceva Antonio Lubrano, chi deve eliminare questo pericolo?

E’ possibile che fatti similari succedano senza che nessuno se ne curi?

E se questi eventi si moltiplicano ed il centro storico diventa inaccessibile?

Abbiamo vicoli chiusi da oltre un decennio e nessuno se ne cura.

 

Abbiamo antiche mura civiche che cadono a pezzi e nessuno se ne cura.

Ed allora la domanda, forse provocatoria, ma necessaria.

 

Chissà mai se qualche futuro amministratore di questa città avrà la intelligenza e la saggezza di scoprire che stiamo perdendo giorno dopo giorno la nostra irripetibile storia ed opererà per conservarla a chi verrà domani, ed anche ai nostri ospiti?

Pubblicato in Amantea Futura

Una striscia colorata recinta l’inizio della stradina di accesso al vecchio Mulino Fava-Mileti.

 

La ragione starebbe nell’ennesimo crollo del vecchio muro del giardino che collega Casa Buffone alla rocca di difesa del ponte di ingresso alla antica città avvertibile sulla stampa del Pacichelli.

Con questi crolli continua a perdersi la storia della nostra cittadina.

 

Quello che appare strano, per questo lo segnaliamo, è che fino ad ora si supponeva che l’area soprastante alla zona del crollo appartenesse ad una antica famiglia amanteana e che di conseguenza il ripristino del muro caduto dovesse essere effettuato dalla detta famiglia, almeno in concorso con il comune.

 

Invece, stando alle indicazioni spontaneamente offerteci dal sig Rocco Cima. sembra che sia il comune ad essere proprietario del detto giardino od almeno della fascia aggettante sul muro caduto, così che spettava e spetta al comune di attendere al suo ripristino.

Perché allora non si è provveduto in passato a ripristinare e salvare tali opere medievali che sono la nostra storia?

 

In verità sarebbe ora che il comune pubblicasse l’elenco e le planimetrie di tutte le sue proprietà comunali così permettendo ai cittadini di operare per la loro tutela.

 

Soprattutto sarebbe ora che un bene come l’antico mulino, diventato da tempo ricettacolo di tutto e di più, abbia la giusta attenzione finalizzata al suo recupero ed al recupero dei beni storico-archeologici .

La domanda ci è stata posta da un nostro lettore, un amanteano doc.

Sicuramente essa è stata provocata dal fatto che il vicino comune di Fiumefreddo Bruzio è giunto sesto nel concorso della trasmissione televisiva della Rai "Alle falde del Kilimangiaro" Il Borgo dei Borghi 2017.

 

Una straordinaria pubblicità!

In realtà la vera domanda, quella nascosta, era “ Perché Fiumefreddo Bruzio si ed Amantea no?

 

Già. Perché?

Forse perché negli ultimi 20 anni le varie amministrazioni di Fiumefreddo Bruzio hanno dato massima attenzione al proprio borgo?

Forse perché il castello è stato ripreso ed ora è agibile e visitabile e sede di varie manifestazioni?

Forse perché è pieno di opere del pittore Fiume?

Forse perché ha un bellissimo palcoscenico naturale sul mar Tirreno?

Forse perché ha una Pro Loco attivissima?

 

O, piuttosto, è perchè noi amanteani parliamo con il cuore di chi ama il centro storico del proprio paese e dimentica non solo di visitarlo ma anche di cogliere e denunciare lo stato di abbandono nel quale ormai versa da decenni?

Il castello è agibile? NO. Sta cadendo a pezzi

Il castello è visitabile ? NO

E’ facile salire sul pianoro del castello per vedere il panorama di Amantea o per godere il tramonto o per ammirare le stelle di agosto? NO

La torre civica è agibile? NO. Sta cadendo a pezzi.

La Chiesa di San Francesco è visitabile ? SI. Ma solo se trovi il cancello aperto!

Il palazzo dei Gesuiti è agibile? NO. E’ ancora imprigionato dai tubi Dalmine!

Il palazzo dei Gesuiti è visitabile? NO. I tubi lo imprigionano.

 

I vecchi fabbricati del centro storico sono stati demoliti e con essi la loro storia? Hanno cominciato ma senza riaprire i vicoli!

E’ vero che ci sono punti del centro storico pericolosi? SI.

E’ vero che perdendo questi manufatti stiamo perdendo la nostra storia? E’ evidente!

E’ vero che i testi sul centro storico sono andati a ruba e non se ne trova più nemmeno uno? NO. L’amministrazione comunale raramente ha dato attenzione alla propria storia.

E’vero che il progetto per la rivitalizzazione del centro storico dorme abbandonato negli archivi comunali? SI. Forse non interessa a nessuno

Potremmo continuare a lungo ma non lo facciamo perché siamo fortemente dispiaciuti non che ci venga fatta la domanda “Ci sarà mai Amantea tra i borghi più belli d'Italia?”, domanda alla quale dobbiamo rispondere NO, almeno fintanto che non andrà al governo del paese un cittadino pieno di orgoglio per la propria storia e pieno di intelligenza fattiva per salvarla.

La vera domanda allora è “Avremo mai cittadini capaci di eleggere amministratori che saranno interessati a salvare il centro storico e la nostra storia?”

La risposta fa la differenza tra Amantea e Fiumefreddo Bruzio.

Venerdì 10 marzo ha avuto inizio la novena di San Giuseppe.

Ogni giorno, da venerdì 10 marzo a domenica 19 marzo, alle 16,30 si terrà la novena ed alle ore 17.00 la SS Messa con omelia ed atto di affidamento a San Giuseppe.
Domenica 12 marzo alle ore 17 la Santa Messa sarà celebrata solo alla chiesa di san Giuseppe

 

Questo il calendario di Domenica 19 marzo:
Ore 08.00 Celebrazione eucaristica alla chiesetta di San Giuseppe.
Ore 10.00 festa del papà con i bambini. Raduno all’inizio del ponte di Catocastro e proseguimento verso la chiesetta.
Ore 1630 processione per le vie cittadine seguendo questo percorso: Chiesetta di san Giuseppe, via Indipendenza, via Dogana, via Margherita, via Nazionale, corso Umberto primo e rientro nella chiesa del collegio.
Ore18.00 celebrazione eucaristica alla chiesa del collegio ed atto di affidamento della comunità dei fedeli di san Giuseppe.

 

La commissione chiesa di san Giuseppe ricorda ai fedeli che nessuno è autorizzato a raccogliere offerte casa per casa o durante la processione e che chi volesse fare una donazione può farlo solo in chiesa al personale della commissione stessa.

 

San Giuseppe.
Il mese di marzo è dedicato dalla tradizione della Chiesa a S. Giuseppe, lo sposo di Maria e il padre verginale di Gesù.
San Giuseppe ha avuto, cioè, la grazia di vivere accanto al Salvatore e a sua Madre.

Ma San Giuseppe non è terzo.
La sua, infatti, è una figura che affascina per la grandezza della sua vocazione che si cela tra le righe di sparute vicende familiari, intessute per di più di triboli e di spine.
Tuttavia, se ci si cala in attenta contemplazione in quelle poche informazioni che di lui abbiamo, vi si scorge una figura maestosa.
Matteo, infatti, ama definire S. Giuseppe l’“uomo giusto”.

Né la persecuzione di Erode, né la fuga in Egitto, né le traversie di un immigrato, né le difficoltà nella gestione della maternità di Maria, lo hanno sconvolto, ma sempre è rimasto impassibile, confidando unicamente in Dio.

Dinanzi al mistero, Giuseppe temendo di intralciare la volontà di Dio, si ritira.

È proprio delle persone umili mettersi da parte per fare spazio a Dio.
Per questo è detto “il giusto”, perché nulla lo ha turbato.
Ma insieme San Giuseppe è l’uomo buono, forte, contemplativo.
Giuseppe , un umile falegname di Nazareth ma anche un “aggiunto” che Dio pone a tutela del Figlio e di sua madre.
Proprio per questo la commissione ripropone alle ore 10.00 del.19 marzo la “ festa del papà con i bambini”.

Preg.mo sig Commissario Emanuela Greco, la Piazza è quel pugno di case poste lungo Corso Umberto Primo, la strada urbana che va da dal Municipio fino a poco oltre Piazza Santa Croce.

 

Qualcuna di queste case è caduta e si vede ancora la brutta ferita rappresentata dal crollo di un vecchio manufatto dove un tempo era allocata la Posta.

Il manufatto cadde per colpa delle perdite della rete idrica e fognaria.

Ed anche perché nel tempo Amantea ha dimenticato che se non si allontanano correttamente le acque piovane queste si infilano nel terreno sottostante indebolendo le fondamenta delle case.

 

Le prove di questa situazione sono fisiche ed ancora oggi evidenti.

La stecca di case lato ovest di Corso Umberto è vistosamente fratturata.

La foto ne mostra un esempio palese.

Purtuttavia sembra che l’ufficio della protezione civile di Cosenza abbia escluso la necessità dello sgombero delle abitazioni compromesse ma a condizione che si eseguano gli interventi suggeriti.

 

Tra questi :

-la realizzazione di opere di regimazione delle acque meteoriche che dovranno esser convogliate al di fuori del corpo di frana.

In sostanza si da atto che quelle esistenti non sono affatto idonee alla bisogna, anche perché quasi mai manutenzionate.

Si tratta di una grave omissione dell’amministrazione comunale in testa alla quale restano tutte le responsabilità.

-la realizzazione di opere di drenaggio sotterranee per il controllo delle acque di infiltrazione e delle acque di falda.

 

Anche in questo caso si impone che il canalone a monte sia manutenzionato e le acque avviate verso il fiume e verso il canale cd Delle monache.

Ovviamente occorrono urgenti controlli.

-la verifica delle reti idriche e fognarie presenti nell’area di frana e/o procedere alla loro sostituzione con tubazioni capaci di assorbire sforzi tensionali.

Si tratta di una ripetizione di una vecchia disposizione che imponeva la realizzazione di un canale a vista destinato a contenere tutte le reti.

-la realizzazione di interventi di rifacimento della pavimentazione stradale su Corso Umberto primo, Via Nazionale, Via Sopportico e sulle altre strade che interessano il corpo di frana, al fine di evitare infiltrazioni di acque meteoriche nel sottosuolo.

-la realizzazione di un adeguato intervento strutturale per il risanamento idrogeologico ed ambientale dell’intera area di frana.

-la estensione del monitoraggio inclino metrico e piezometrico a tutta l’area interessata dal fenomeno franoso considerata la densità abitativa della zona.

-la realizzazione di un sistema di monitoraggio strumentale real-time procedere ad effettuare una verifica strutturale sugli edifici interessati da un quadro fessurativo significativo.

 

Tra le altre cose l’ufficio di protezione civile ha ricordato la pavimentazione :

-Di Corso Umberto Primo è costituita da massicciata di ciottoli mista a lastre di tipo porfido;

-di Sopportico Piazza è costituita da cemento attualmente fratturato e dissestato;

-di Via Nazionale è costituita da un manto di asfalto con segni di danneggiamento in più parti.

 

E che tale realtà favorisce la infiltrazione nel sottosuolo delle acque meteoriche che alimentando la falda sotterranea provocano un aggravamento dello stato geomorfologico dell’area.

In sostanza la Piazza non è moribonda ma sicuramente non sta bene ed ha bisogno di attente e durature cure.

Non sarebbe male aprire tutti i pozzetti e pulire tutti i canali espungendo le acque che vi permangono.

E non sarebbe male nemmeno avvertire con parole semplici gli abitanti del quartiere sulla gravità della situazione franosa e sulle cautele da osservare.

Non vogliamo scaricare su di Lei tutti i guai di questo paese ma solo ricordargliene qualcuno.

Usi la sua autorità per ricordare all’Ufficio della protezione civile che Amantea ha bisogno di finanziamenti tratti dai fondi POR.

Se dovessero cadere queste case si perderebbe una parte della nostra storia.

Quella parte di storia che il centro storico esprime e rappresenta.

Quel centro storico che la invitiamo a visitare .

 

Grazie

 

Pubblicato in Primo Piano
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