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coreca3CONTINUA INCESSANTE IL LAVORO DELLA GUARDIA COSTIERA DI VIBO, CHE ANCHE NEL WEEK END PASQUALE HA OPERATO CONTROLLI IN MATERIA DI TUTELA AMBIENTALE LUNGO LA FASCIA COSTIERA DI COMPETENZA E CHE HA PORTATO ALL’INDIVIDUAZIONE DI ETERNIT ABBANDONATO SULLA SPIAGGIA DELLA LOCALITA’ CORECA DEL COMUNE DI AMANTEA.

NELLO SPECIFICO, UN OPERATORE BALNEARE DELLA ZONA, ALLERTATO DA ALCUNI TURISTI CHE AVEVANO INDIVIDUATO FRAMMENTI DI ETERNIT SPARSI SULLA SPIAGGIA DI CORECA, HA CONTATTATO IL NUMERO EMERGENZE IN MARE 1530 DELLA GUARDIA COSTIERA.

LA SALA OPERATIVA DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO, ANALIZZATA LA SEGNALAZIONE, DIROTTAVA IMMEDIATAMENTE IN ZONA LA PATTUGLIA DELLA GUARDIA COSTIERA DI AMANTEA, IL CUI EQUIPAGGIO ESPLETA UNA ACCURATA ISPEZIONE DEI LUOGHI. I MILITARI, INFATTI, OLTRE A INDIVIDUARE I FRAMMENTI DI ETERNIT SULLA SPIAGGIA, VERIFICAVANO CHE ALTRI DI DIMENSIONI PIU’ GRANDI ERANO STATI OCCULTATI TRA I MASSI A PROTEZIONE DELLA LINEA FERROVIARIA.

VENIVA, QUINDI, RICHIESTO L’INTERVENTO DELL’UFFICIO TECNICO DEL COMUNE DI AMANTEA, CHE GIUNTO SUL POSTO, FACEVA INTERVENIRE UNA DITTA SPECIALIZZATA ALLO SMALTIMENTO DEL MATERIALE INQUINANTE COMPOSTO DA LASTRE DI ETERNIT, CHE, UNA VOLTA RACCOLTO (QUASI UN METRO CUBO), VENIVA MESSO IN SICUREZZA E RECINTATO CON TRANSENNE DI ALLUMINIO, PER ESSERE SUCCESSIVAMENTE ANALIZZATO DALL’ASP COMPETENTE PER L’AVVIO A DISTRUZIONE.

L’EQUIPAGGIO DELLA PATTUGLIA DELLA GUARDIA COSTIERA, PROVVEDEVA, INOLTRE, AD AVVISARE TELEFONICAMENTE IL PUBBLICO MINISTERO DI TURNO DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PAOLA, CHE HA PRESO IL COORDINAMENTO DELLE INDAGINI TESE AD INDIVIDUARE I SOGGETTI CHE HANNO ABBANDONATO MATERIALE PERICOLOSO INQUINANTE SU SUOLO DEMANIALE MARITTIMO, RENDENDOSI RESPONSABILI DEL REATO DI ABBANDONO DI RIFIUTI PERICOLOSI.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

Pubblicato in Calabria

guardia costaSTANNO OPERANDO DA MARTEDì SCORSO I SOMMOZZATORI DEL TERZO NUCLEO SUBACQUEI DELLA GUARDIA COSTIERA DI MESSINA, CHE IMBARCATI SULLA MOTOVEDETTA CP 2096 DIPENDENTE DAL SERVIZIO OPERATIVO DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO, ESEGUIRANNO CAROTAGGI DEI FONDALI ALLE MASSIME PROFONDITA’ CONSENTITE AI SUB LUNGO LA FASCIA COSTIERA COMPRESA TRA AMANTEA E TORTORA.

L’ATTIVITA’ E’ COORDINATA CON APPOSITA DELEGA D’INDAGINE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PAOLA, IL CUI PROCURATORE CAPO, DR. BRUNO GIORDANO, HA RICHIESTO ALLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO DI IMPIEGARE I SUB DELLA GUARDIA COSTIERA PER VERIFICARE LO STATO DEI FONDALI E SCONGIURARE EVENTUALI PRESENZE DI MATERIALI INQUINANTI.

L’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA NASCE DALLA NOTIZIA APPARSA SU ALCUNI SITI DI INFORMAZIONE ON LINE, RELATIVAMENTE ALLA CATTURA, DA PARTE DI ALCUNI PESCATORI NON PROFESSIONALI, DI ESEMPLARI DI TONNO MALFORMATI.

DA QUI’ LA RICHIESTA DEL COMANDANTE DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO, ALLA DIREZIONE MARITTIMA DI REGGIO CALABRIA, CHE L’HA INOLTRATA AL TERZO REPARTO DEL COMANDO GENERALE DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO.

IMMEDIATO IL DISPOSITIVO DI IMPIEGO DA PARTE DEL TERZO REPARTO DEL COMANDO GENERALE DI ROMA CHE HA FATTO INTERVENIRE CON ORDINE DI OPERAZIONI I SUB DEL TERZO NUCLEO SUBACQUEI DELLA GUARDIA COSTIERA DI MESSINA SUL LITORALE TIRRENICO COSENTINO PER L’ESECUZIONE DELL’ATTIVITA’.

I CAROTAGGI ESEGUITI DAI SOMMOZZATORI IN QUATTRO GIORNI, VERRANNO CONSEGNATI ALL’ARPACAL DI COSENZA CHE LI SOTTOPORRA’ AD ANALISI. A BORDO DELLA MOTOVEDETTA DELLA GUARDIA COSTIERA, INOLTRE, DURANTE LE MISSIONI SARA’ PRESENTE ANCHE PERSONALE TECNICO DEL PREDETTO ENTE, CHE PROVVEDERA’ AD ESEGUIRE, ALTRESì, CAMPIONAMENTI DI ACQUE DI SUPERFICIE E DI PROFONDITA’ ANCHE QUESTI DA SOTTOPORRE AD ANALISI.

NEI PROSSIMI GIORNI, SARANNO, ALTRESI’, PRESI CAMPIONI DI PRODOTTO ITTICO PESCATO E SBARCATO DALLE UNITA’ DA PESCA PROFESSIONALI NEI PORTI DEL TIRRENO COSENTINO, CHE VERRA’ ANALIZZATO PER EVENTUALI PRESENZE DI AGENTI INQUINANTI, OVVERO EVENTUALI MALFORMAZIONI.

E’ DA SPECIFICARE, INOLTRE, CHE NON SONO, INFATTI, MAI STATI CONSEGNATI, AD OGGI, AI VARI COMANDI GUARDIA COSTIERA PRESENTI LUNGO LA FASCIA COSTIERA TIRRENICO COSENTINA, CAMPIONI DI PRODOTTO ITTICO MALFORMATI.

CI VORRANNO CIRCA DUE MESI PER AVERE LE RISULTANZE DELLE ATTIVITA’ DI CAMPIONAMENTO DELLE ACQUE, DEI FONDALI E DEL PRODOTTO ITTICO SOTTOPOSTO AD ANALISI.-

Continua su più fronti l’attività congiunta svolta dalla Capitaneria di Porto di Vibo e dal Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza che stanno eseguendo una intensa attività di controllo del territorio demaniale marittimo della Provincia di Vibo.

 

 

In particolare nei giorni scorsi, due pattuglie, una del Servizio Operativo della Guardia Costiera e una della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo, impegnate in attività di controllo sull’abusivismo edilizio, giunte in località Bivona del comune di Vibo Valentia, notavano che all’esterno di un fabbricato in muratura vi erano in corso lavori di manutenzione straordinaria.

All’esito di approfondimenti investigativi, si accertava che l’immobile oggetto di lavori di manutenzione ricadeva interamente su suolo demaniale marittimo senza che il proprietario nonché committente dei lavori, avesse ottenuto la prevista concessione demaniale.

Veniva, pertanto, contestato il reato di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e sequestrata l’intera area di cantiere, nella quale ricadeva il manufatto in cemento armato, di oltre 500 metri quadri, composto di un piano fuori terra, munito di solaio di copertura e serrande metalliche di accesso.

Il responsabile, veniva, quindi, denunciato a piede libero alla competente Procura della Repubblica di Vibo Valentia per la violazione degli Art. 54 ed 1161 del Codice della Navigazione.

I controlli della Capitaneria di Porto e della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia a tutela del bene pubblico proseguono incessanti per evitare che cittadini onesti possano essere danneggiati da comportamenti illegali che agevolano economicamente chi decide arbitrariamente di violare le regole.

Pubblicato in Vibo Valentia

La mareggiata imperversa potente sulla costa tirrenica non solo di Amantea.

Proprio in questi momenti sembra che la direzione si stia spostando da WSW a SW, in sostanza da quasi frontale alla costa a laterale alla stessa.

Se non fosse per i rischi di tenuta del porto e della SS18 sarebbe uno spettacolo della natura straordinariamente bello

Ma se il porto di Amantea sembra reggere ( a parte il molto probabile ennesimo insabbiamento) dubbi invece ci sono sulla tenuta della statale 18 di fronte alla Principessa

Lo stato di pericolosità è anche evidenziato dalla presenza sul posto di pattuglie della Polizia Stradale, dei carabinieri e della Guardia Costiera, pronti per ogni evenienza

E non solo

La pericolosità dei marosi i cui spruzzi arrivano sulla corsia lato mare della statale è tale che lì’Anas presente con propri mezzi e personale proprio in questi momenti( sono le ore 20.00) sta piazzando il semaforo che inibire l’uso della corsia lato mare e far transitare alternativamente sulla corsia lato monte.

Anche il tratto di strada a sud di Amantea cioè in provincia di Catanzaro presenta rischi.

Pubblicato in Politica

nocera01CONTINUA INCESSANTE L’ATTIVITA’ DEL PERSONALE DEL NUCLEO OPERATIVO DIFESA DEL MARE DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO VALENTIA MARINA, IMPEGNATO SU PIU’ FRONTI IN QUESTO PERIODO.

L’AZIONE SVOLTA RIGUARDA I CONTROLLI AGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE, QUEST’ANNO IMPLEMENTATI ANCHE NELL’ENTROTERRA, LA TUTELA DELLE RISORSE ITTICHE, CON MIRATI CONTROLLI SOPRATTUTTO FINALIZZATI A DEBELLARE IL FENOMENO DELLA PESCA ABUSIVA, NONCHE’ SULLA VERIFICA QUOTIDIANA DEL LITORALE COSTIERO E DEI PORTI RICADENTI NEL COMPARTIMENTO MARITTIMO DI VIBO VALENTIA MARINA, UNO DEI PIU’ VASTI D’ITALIA AVENTE UNA COMPETENZA  TERRITORIALE DI OLTRE 220 KM DI COSTA.

IN PARTICOLARE, NELLA MATTINA DI IERI, UNA RADIOMOBILE DELLA GUARDIA COSTIERA DELLA SEZIONE STACCATA DI POLIZIA MARITTIMA E DIFESA COSTIERA DI LAMEZIA TERME, MENTRE ERA IMPEGNATA IN ATTIVITA’ DI PATTUGLIAMENTO DEL LITORALE COSTIERO COMPRESO TRA CURINGA E NOCERA, NOTAVA LA PRESENZA DI LAVORI IN CORSO IN UNA STRUTTURA ALBERGHIERA DELLA LOCALITA’ MARINA DEL COMUNE DI NOCERA.

I GUARDACOSTE, INSOSPETTITI DAI LAVORI IN ATTO SULLA STRUTTURA CONTIGUA AL DEMANIO MARITTIMO, PROCEDEVANO AL CONTROLLO DEL FABBRICATO E RILEVAVANO INNOVAZIONI ESEGUITE ALL’ESTERNO DELLA STRUTTURA.

ALLA RICHIESTA DELLE VARIE AUTORIZZAZIONI OCCORRENTI PER LE MODIFICHE IN CORSO D’OPERA, EMERGEVA CHE I LAVORI ERANO PRIVI DELL’AUTORIZZAZIONE EX ART.55 DEL CODICE DELLA NAVIGAZIONE, CHE PREVEDE: “PER L’ESECUZIONE DI NUOVE OPERE ENTRO UNA ZONA DI TRENTA METRI DAL DEMANIO MARITTIMO O DAL CIGLIO DEI TERRENI ELEVATI SUL MARE E’ SOTTOPOSTA ALL’AUTORIZZAZIONE DEL CAPO DEL COMPARTIMENTO MARITTIMO”.

OLTRE ALL’ASSENZA DELL’AUTORIZZAZIONE DELL’ART.55 C.N., VENIVA, ALTRESì, RAVVISATA LA MANCANZA DEL PERMESSO A COSTRUIRE PER LE NUOVE OPERE, COME PREVISTO DAL TESTO UNICO IN MATERIA DI EDILIZIA.

EFFETTUATI GLI ACCERTAMENTI DEL CASO, I MILITARI DELLA GUARDIA COSTIERA OPERANTI PROCEDEVANO AL SEQUESTRO D’INIZIATIVA DEL CANTIERE E DELLE OPERE DI CIRCA 190 MQ.

SUL POSTO, LA SALA OPERATIVA DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO, DIROTTAVA ANCHE LA PATTUGLIA DELLA GUARDIA COSTIERA DI AMANTEA PER COLLABORARE ALLE ATTIVITA’ DI SEQUESTRO GIUDIZIARIO

LA ZONA E’ STATA DELIMITATA CON NASTRO BICOLORE  E SONO STATI AFFISSI SIGILLI E CARTELLI.

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Pubblicato in Calabria

La Guardia Costiera e Guardia di Finanza continuano a cooperare per la repressione delle forme di illegalità presenti sul territorio dell’alto jonio cosentino.
20 militari della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza con il supporto tecnico del servizio veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, durante tutta la notte, hanno proceduto a controllare gli operatori commerciali presenti nel mercato ittico nel porto di Corigliano Calabro Diverse le irregolarità riscontrate

Alcune di natura penale ed altre di tipo amministrativo

8 persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Castrovillari

Una è stata multata per 1500 Euro.
In particolare:
- alcuni operatori, in violazione del Regolamento comunitario 1967/2006, sono stati sorpresi a commercializzare oltre 30 chili di pesce sotto misura tra cui triglie e naselli, anche provenienti da grossisti fuori regione;
- in alcuni box è stata riscontrata la presenza di prodotti ittici tra cui totani argentini e ali di razza dell’Atlantico, ricongelati e poi nuovamente in fase di scongelamento a temperatura ambiente e pertanto deteriorabili e non commestibili;
- in una cella frigo sono stati rinvenuti gamberi di provenienza sconosciuta già scongelati in precedenza e poi ricongelati;
- da alcune celle frigo proveniva un forte odore sgradevole dovuto ad oltre 200 chili di pesce in cattivo stato di conservazione e non idonei al consumo umano;
- un commerciante è stato multato per 1500 per omessa indicazione della provenienza del pesce posto in vendita, in violazione del Regolamento comunitario 178/2002.
Tutti i 300 chilogrammi di pesce sono stati sottoposti a sequestro penale per violazione della normativa in materia di pesca ed in particolare del Decreto Legislativo n. 4 del 2012 e della normativa sanitaria sulla commercializzazione dei prodotti ittici.

I veterinari dell’ASP hanno disposto l’avvio a distruzione trmite ditta autorizzata e a spese dei responsabili del reato di 270 kg di pesce giudicato inidoneo al commercio ed al consumo

30 chili di pesce, invece, sono stati giudicati commestibili ed idoneo al consumo umano per cui su autorizzazione del Magistrato di turno presso la Procura di Castrovillari, il pesceè stato donato in beneficenza alla mensa della locale caritas diocesana.

I controlli alla filiera della pesca proseguiranno con tolleranza zero verso coloro che di fatto effettuano attività illecite quali la vendita del novellame, da tempo vietata dalla normativa nazionale e comunitaria, ovvero immettono in commercio e vendono alle famiglie prodotti alterati dal punto di vista igienico-sanitario o non idonei al consumo umano, fattori che possono provocare gravi ripercussioni per il consumatore finale.

Pubblicato in Cosenza

tartarugaSi è conclusa senza alcun problema nella tarda serata di ieri l’operazione di trasferimento, da Pizzo a Napoli, delle uova di tartaruga non schiusesi e, pertanto, a rischio di perdita, a seguito dell’abbassamento delle temperature. La nidificazione di una Tartaruga marina sul litorale di Pizzo ha rappresentato un evento eccezionale che non ha mancato di suscitare l’attenzione degli studiosi, dei volontari del WWF e della gente comune che hanno atteso la schiusa delle uova, per oltre due mesi, a partire dal 21 agosto, data della deposizione. Da parte sua il Comando della Capitaneria di Porto di Vibo, sin dal primo momento, ha manifestato concretamente il proprio impegno per la tutela del nido collaborando, attivamente con gli enti scientifici e le associazioni ambientalistiche. Secondo gli esperti, quello di Pizzo è stato, sin dal principio, un nido a rischio, proprio a causa della data tardiva in cui erano state deposte le uova (86 in tutto), con conseguente maturazione degli embrioni in un periodo che coincideva con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, con l’immancabile abbassamento della temperatura. Inoltre, nel corso di questi mesi il nido era stato investito da due mareggiate che hanno rischiato di compromettere in maniera irreparabile la schiusa delle uova. Per fortuna, a cominciare da domenica scorsa, quattordici tartarughine hanno avuto la forza di sgusciare via e di prendere il mare, sotto il controllo dei volontari del WWF e della locale Guardia Costiera di Pizzo.Però con il passare dei giorni le speranze di poter vedere tutti o buona parte degli embrioni  completare lo sviluppo e fare capolino tra la sabbia, si sono affievolite. Da qui la decisione, adottata dal responsabile del Progetto TartaCare dell’Università della Calabria, Prof.  Antonio MINGOZZI, di operare il prelievo di tutto il materiale contenuto nel nido e trasferirlo presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli .Il trasferimento degli esemplari, è stato richiesto dall’Università della Calabria e dal WWF al Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia – C.F. (CP) Antonio LO GIUDICE, che ha interessato il Comando Regionale della Direzione Marittima della Calabria – C.V. (CP) Gaetano MARTINEZ, il quale ha subito condiviso la necessità di organizzare il trasferimento delle uova a Napoli. Un’operazione delicata, una delle poche mai compiute in Italia, che ha visto impiegati i militari della Guardia Costiera di Vibo Valentia, i quali prima hanno assistito il personale dell’Università della Calabria e del WWF, nella delicata operazione di prelevamento delle uova non schiuse e del posizionamento delle stesse in appositi contenitori e successivamente hanno preso in consegna e trasportato i preziosi contenitori. Il prezioso carico, trentacinque uova non ancora schiuse, dodici piccoli nati, ma con evidenti segni di immaturità e ventuno piccoli ancora nel guscio, è stato così trasferito dal litorale di Pizzo, fino all’ultimo comune a nord della Provincia di Potenza, confine territoriale del vasto Compartimento Marittimo di Vibo, dove è stato preso in consegna dal personale della stazione Zoologica partenopea. Giunto infine, in serata, senza alcun problema, presso la struttura, per l’adozione delle dovute cure.L’operazione rappresenta un ottimo esempio di collaborazione tra Enti che, a vario livello, operano sinergicamente per la tutela e la salvaguardia del nostro delicato e prezioso patrimonio naturalistico.-

Pubblicato in Calabria

guardi costieraNella mattinata di ieri una radiomobile CP del Nucleo Operativo Difesa Mare della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, impegnata in attività di monitoraggio ambientale nel Comune di Nocera Terinese, con particolare riguardo all’alveo del Fiume Savuto, per individuare eventuali scarichi abusivi, notava sul margine sinistro del predetto Fiume, la presenza di eternit abbandonate ed ammassate in un’area di circa 700 mq. di demanio fluviale.

Immediato l’intervento dei militari della Guardia Costiera, che indossati i dispositivi individuali di protezione (tuta-guanti-mascherina-occhiali) provvedevano a quantificare 35 lastre di eternit di grandi dimensioni ammassate e varie sfibri di amianto cosparse nell’area interessata dalla discarica abusiva.

Ravvisati i reati di abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi (in violazione dell’art.256 comma 2 lettera b del D.lvo 152/2006), smaltimento illecito di lastre ondulate di eternit (in violazione dell’art. 192 comma 1 del D.lvo 152/2006), nonché la violazione dell’art.674 del Codice Penale (gettare o versare, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte ad offendere o imbrattare o molestare persone), i guardacoste hanno provveduto ad avvisare telefonicamente il Pubblico Ministero di Turno della Procura della Repubblica di Lamezia Terme – Dott.ssa Marta Agostini, che ha condiviso la necessità di sottoporre a sequestro preventivo l’area adibita a discarica di eternit, che è stata quindi delimitata a mezzo di nastro bicolore e cartelli monitori riportanti la dicitura “Area Sottoposta a Sequestro”.

La custodia dell’area è stata affidata al Sindaco pro-tempore del Comune di Nocera Terinese, mentre sono parallelamente state avviate le indagini di polizia giudiziaria tese ad individuare gli ignoti responsabili del grave illecito ambientale. 

Continueranno – si legge nella nota stampa della Guardia Costiera di Vibo, il cui Comando è stato assunto nello scorso mese di Settembre dal C.F. (CP) Antonio LO GIUDICE -, senza sosta le attività di monitoraggio ambientale dei Comuni ricadenti nel Compartimento Marittimo, con la speranza che le attività di bonifica della zona appena sequestrata possano essere avviate a breve, così da evitare sia la dispersione nell’aria delle polveri di eternit, che l’eventuale dispersione in mare, a seguito di possibili aumenti di portata del Fiume Savuto, le cui acque distano appena 10/15 metri dall’area sequestrata, in considerazione altresì del fatto che la foce dello stesso dista appena 900 metri.- 

Pubblicato in Lamezia Terme

E’ giunta alle 20.00 di ieri sera nel porto di Vibo Valentia Marina, scortato dai mezzi navali della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, la Nave della Marina Militare Italiana “SIRIO”, appartenente al Comando Forze da Pattugliamento di Augusta e inglobata nell’operazione “Mare Nostrum”. Il pattugliatore aveva a bordo 729 migranti di varie nazionalità africane: Palestinese, Zambia, Nigeria, Eritrea, Pakistan, Sudan, Etiopia, Siria, Mali e Libia. I migranti, alloggiati sul ponte di volo della Nave, già visitati dallo staff medico imbarcato sulla nave della Marina al momento del soccorso, si presentavano in discrete condizioni di salute.

Gli stessi erano stati recuperati nei giorni scorsi nelle acque del Canale di Sicilia, a bordo di due barconi e un gommone alla deriva. Tra i migranti soccorsi 587 uomini, 98 donne di cui 2 in stato di gravidanza e 44 minori.

Il dispositivo di accoglienza e verifica disposto dal Prefetto di Vibo Dott. Giovanni Bruno, ha visto impiegate le varie forze dell’Ordine – Polizia – Carabinieri – Guardia di Finanza – Guardia Costiera – Forestale, Vigili del Fuoco, l’ASP di Vibo, la Protezione Civile e le Associazioni di Volontariato presenti sul territorio, che hanno contribuito ognuno, per quanto di competenza, alle attività predisposte nella riunione di coordinamento tenutasi nel pomeriggio di ieri presso la sede della Guardia Costiera di Vibo Valentia e presieduta dal Prefetto.

I primi a salire a bordo del Pattugliatore, sono stati i Sanitari del 118, che hanno effettuato le verifiche sanitarie dei migranti e delle donne in stato di gravidanza.

Subito dopo sono salite le Squadre interforze di Polizia Giudiziaria della Squadra Mobile della Polizia di Stato, del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Guardia Costiera di Vibo Valentia.

Le attività d’indagine svolte dal Pool investigativo interforze, finalizzato ad individuare eventuali “scafisti”, si è concluso dopo diverse ore di raccolta di testimonianze fornite da taluni migranti, che hanno contribuito a definire le responsabilità dello scafista, di nazionalità tunisina.

Il tunisino è stato posto in stato di fermo e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia che, tramite il Procuratore Capo Dott. Mario Spagnuolo ed il sostituto procuratore di turno, ha seguito in ogni momento l’evolversi della situazione.

Successivamente si è provveduto alle attività di sbarco dei migranti, all’identificazione ed al trasferimento degli stessi con i pullman nelle strutture ricettive secondo un piano di accoglienza predisposto dal Ministero dell’Interno. In particolare 148 migranti permarranno nella Provincia di Vibo ed i rimanenti verranno trasferiti nelle altre Regioni.

La Nave della Marina Militare Sirio, intorno alle 23.00 di ieri ha ripreso la navigazione per il rientro ad Augusta

Pubblicato in Vibo Valentia

E’ giunta alle 8.40 nel porto di Vibo Valentia Marina, scortato dai mezzi navali della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, il Pattugliatore polifunzionale d’Altura NAVE Luigi DATTILO, appartenente alla 6^ Squadriglia della Guardia Costiera di Messina e inglobato nell’operazione “Mare Nostrum”.

Il pattugliatore aveva a bordo 807 migranti di nazionalità Siriana, Africa Sub Sahariana ed Eritrei, in discrete condizioni di salute e recuperati nei giorni scorsi nelle acque del Canale di Sicilia, a bordo di due barconi e due gommoni alla deriva ed un’aliquota di circa 70 migranti soccorsi dalla Nave Maltese Phoenix. Tra i migranti soccorsi da Nave Dattilo, 582 uomini, 136 donne di cui 20 in stato di gravidanza, vi erano anche 89 minori.Il dispositivo di accoglienza e verifica disposto dal Prefetto di Vibo Dott. Giovanni Bruno, ha visto impiegate le varie forze dell’Ordine – Polizia – Carabinieri – Guardia di Finanza – Guardia Costiera – Forestale, tutte inglobate nell’Ordinanza del Questore di Vibo Dr. Angelo CARLUTTI, come anche i Vigili del Fuoco, l’ASP di Vibo, la Protezione Civile e le Associazioni di Volontariato presenti sul territorio, che hanno contribuito ognuno, per quanto di competenza, alle attività predisposte nella riunione di coordinamento tenutasi nel pomeriggio di ieri presso la Sede della Guardia costiera di Vibo Valentia e presieduta dal Prefetto.I primi a salire a bordo del Pattugliatore DATTILO, sono stati i Sanitari del 118, che hanno effettuato le verifiche sanitarie dei migranti e delle donne in stato di gravidanza.Subito dopo sono salite le Squadre di Polizia Giudiziaria della Squadra Mobile della Polizia di Stato, dei Carabinieri, del ROAN della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera di Vibo. Un prezioso lavoro finalizzato ad individuare gli “scafisti” è stato effettuato dai militari della Nave Dattilo, che per tutto il trasferimento dal Canale di Sicilia al porto di Vibo hanno studiato i movimenti ed hanno individuato i soggetti dediti al traffico di migranti.Una volta a terra, sono proseguiti gli accertamenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza  e Guardia Costiera che, anche con la raccolta di testimonianze fornite da taluni migranti, hanno contribuito a definire le responsabilità di cinque scafisti, ora fermati. La posizione dei cinque è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Vibo Valentia che, tramite il Procuratore Capo Dott. Mario Spagnuolo ed il Sostituto Michele Sirgiovanni, ha seguito in ogni momento l’evolversi della situazione.  Successivamente si è provveduto alle attività di sbarco dei migranti, dell’identificazione e del trasferimento degli stessi con i pullman nelle strutture ricettizie secondo un piano di accoglienza predisposto dal Ministero dell’Interno. In Particolare 300 migranti permarranno nella Provincia di Vibo e i rimanenti verranno trasferiti in altre Regioni e nelle restanti Province Calabresi. Il Pattugliatore della Guardia Costiera, riprenderà, invece la navigazione per il rientro alla Sesta Squadriglia di Messina nella giornata di domani.

cp navicazione

 

 

Pubblicato in Vibo Valentia
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