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Dappertutto in Calabria( e forse non solo) per sbarcare il lunario ci si improvvisa ambulanti di prodotti ittici.

E così che si vende pescato vario senza possedere le necessarie autorizzazioni commerciali e sanitarie , senza fatture, senza certificazioni che attestino la provenienza del prodotto.

E talvolta, addirittura, esitando pesce in cattivo stato di conservazione.

È successo nei giorni scorsi .

Due ambulanti, uno a Fuscaldo ed uno a Paola, sono stati denunciati per la detenzione e fini commerciali di circa 28 chilogrammi di prodotti ittici vari (del tipo gamberoni, cozze, vongole, sauri, gallinella, ecc) non idonei al consumo umano, così come attestato dai veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale che hanno effettuato l’attività ispettiva congiuntamente a personale della Guardia Costiera dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro .

Non è che l’ultima di una serie di contravvenzioni elevate nell’ultimo mese.

Sanzioni amministrative a venditori ambulanti nei Comuni di Cetraro, Belvedere Marittimo, Fuscaldo e Paola per circa 12.000 euro e sequestro di circa 80 chilogrammi di pescato.

Le infrazioni più rilevanti sono la mancanza della documentazione sulla tracciabilità dei prodotti ittici, l’assenza di autorizzazione sanitaria al trasporto di pescato mediante automezzo e l’omessa denuncia di inizio attività.

Pubblicato in Paola

Quando si decide di andare per mare non si può sottovalutare il bollettino delle condizioni di mare ed atmosferiche.

Tanto più quando si ha una barchetta di 4,5 metri.

E così due giovani diportisti sono usciti dal porto di Amantea e si sono trovati in difficoltà

Erano a circa un miglio dalla costa del comune di Longobardi quando subivano un'improvvisa avaria al motore rimanendo alla deriva.

Il mare era mosso ed il vento teso, con improvvise raffiche, che li ha spinti inesorabilmente verso il largo.

Allora il 1530.

Un SOS raccolto dalla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia che a sua volta ha interessato l'Autorità Marittima competente su quel territorio, ossia l'Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro.

E’ subito partita la motovedetta CP851 che ha individuato i due giovani diportisti lontani dalpunto di richiesta di soccorso.

Impauriti, come ovvio, ma in buona salute.

Sono stati trasbordati sulla motovedetta CP851 e da questa condotti nel vicino approdo di San Lucido, dove sono giunti sani e salvi all’una e mezza circa di stamattina.

Pubblicato in Cronaca

Una domanda destinata a restare senza risposta.

Peraltro una domanda che non ha nemmeno corrispondenza con quanto stiamo per chiarire.

La storia riguarda il Liceo Scientifico-Ipsia-Tecniologico di Amantea che in collaborazione con la Guardia Costiera, la Protezione Civile e l’Arpacal manderà alcuni suoi alunni sulle motovedette della Guardia Costiera.

Ovviamente, porto permettendo

Ma non andranno, come dice il logo, a misurare la profondità del mare. Affatto

Andranno a prelevare campioni di acqua marina da sottoporre ad analisi strumentali didattiche.

L’uscita è prevista per il 19 novembre, ovviamente, tempo permettendo e porto permettendo.

In sostanza gli allievi dell’istituto si porranno in campo per studiare il nostro mare che si assume, anche con grandi manifesti, essere pulito.

Il fatto, però, che tra i collaboratori ci sia anche l’Arpacal ci offre qualche dubbio, anzi, per verità, ci porta in direzione opposta a quella della affermazione recata dal manifesto qundo afferma di muovere per la tutela e la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale.

E’ noto, infatti, che l’Arpacal, in adesione ai disposti normativi, effettua esclusivamente il controllo degli Esterichia Coli e degli Enterococchi ai sensi del dlgs 116/2008.

Ed è dal 2010, infatti, che non vengono eseguite altre analisi sulle acque del Tirreno Cosentino, quando, secondo la relazione emessa dal dipartimento Arpacal di Cosenza le acque antistanti Belvedere Marittimo, Cetraro, San Lucido ed Amantea non vennero trovati indici di inquinamento chimico e microbiologico, né vennero trovati valori radiometrici anomali.

Assumere di certificare che il mare sia pulito rilevando solo Esterichia Coli e degli Enterococchi appare assolutamente riduttivo .

Pertanto, e similmente ad altri istituti che hanno operato le medesime indagini , speriamo che le indagini analizzino le acqua e di esse ci indichino oltre alla trasparenza, la temperatura, la salinità, ossigeno disciolto, clorofilla, anche i sali nutritivi (Azoto totale, Fosforo totale e Ortofosfati, Silicati, Azoto Ammoniacale, Azoto Nitroso, Azoto Nitrico),tensioattive, fenoli,

E poi che vengano fatte analisi biologiche(indice di saprobicità, indice biotico, ecc) ed analisi tossicologica( saggi di ittiotossicità)

E finalmente che venga determinato l’indice trofico TRIX, importante per definire e classificare lo stato qualitativo dell’ecosistema costiero.

Poi ci pemettiamo ( e l’istituto ci scuserà) di suggerire la opportunità di fare controlli anche a terra. Parliamo di torrenti e fiumi, ben sapendo che le acqua del mare sono addizionate da esse e che pertanto se vengono esaminate le acque dei torrenti e dei fiumi si saprà anche da dove partono gli inquinamenti.

Infine ci permettiamo di suggerire all’Istituto di far conoscere i risultati ottenuti. Grazie.

Pensate che nell’appena decorso mese di settembre 200 militari, appartenenti alle Capitanerie di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro ed ai rispettivi uffici marittimi dipendenti, avvalendosi di pattuglie terrestri e navali, hanno operato 943 controlli nelle cinque province passando in rassegna tutta la filiera, dai pescherecci ai ristoranti.

Sono stati eseguiti accertamenti su 120 pescherecci; in 44 tra grossisti e stabilimenti di grande distribuzione, mercati ittici, 8 locali di ristorazione, 62 pescherie, 139 ambulanti e 30 supermercati oltre ai normali controlli ai punti di sbarco presidiati e non lungo l'intero litorale.

Su 943 controlli sono stati trovati soltanto 127 kg di pesce in cattive condizioni igienico sanitarie sottoposti a sequestro.

Degli altri 344 kg di prodotti ittici posti sotto sequestro ben 329 kg erano tonnetti sottomisura che sono stati somministrati in beneficienza.

Sequestrati anche 10 attrezzi da pesca tra cui reti da "posta fissa", "circuizione", "spadara" ed un "palangaro".

17 sono stati i deferimenti alle autorità giudiziarie per il reato di detenzione e vendita di prodotti in cattive condizioni igienico-sanitarie, e per pesca e vendita di prodotto sotto misura.(tonno rosso nella foto)

Pubblicato in Reggio Calabria

Guardia Costiera di Cariati appartenente al Compartimento Marittimo di Corigliano Calabro insieme all’ufficio tecnico comunale, dopo lunghe e laboriose indagini ha scoperto che il lido balneare sito sul litorale di Mandatoriccio, in località Procello, era abusivo.

Un lido importante metri quadrati con annessi bar, gazebo, giochi, docce, locali igienici, ombrelloni e sdraio che occupava ben 3500 mq di spiaggia

L'attività veniva esercitata senza i dovuti provvedimenti amministrativi

Gli agenti hanno scoperto anche che lo stabilimento balneare era stato realizzato abusivamente su area demaniale marittima e in parte anche su proprietà privata senza le prescritte autorizzazioni demaniali ed edilizie e senza permesso di costruire.

Inoltre le strutture in questione si trovano in zona a vincolo paesaggistico - ambientale, nella fascia di rispetto dei 300 metri dalla linea di costa e in un sito di interesse comunitario, le Dune di Camigliano, per cui la loro realizzazione senza le dovute autorizzazioni deturpa il paesaggio e l’ambiente costiero.

Da qui il sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Rossano per evitare che dal prossimo periodo primaverile e sino al termine della stagione estiva 2014 si potessero protrarre od aggravare le conseguenze del fatto.

ll responsabile dell’abuso è stato ovviamente denunciato all’Autorità giudiziaria per la violazione delle norme previste dal Codice della navigazione in materia di gestione dei beni del demanio marittimo e della normativa edilizio – urbanistica, ambientale di tutela dei siti sensibili e sismica.

Nessun danno alla azienda visto che ha potuto lavorare quasi fino a fine estate 2013

Pubblicato in Cosenza

31.7.2013.Da stamattina sessanta uomini del Corpo forestale dello Stato sono impegnati nell'esecuzione del sequestro preventivo, disposto dalla Procura della Repubblica, di 10 depuratori ubicati in otto comuni calabresi . Si tratta dei risultati di indagini condotte dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Cosenza. Sarebbe stata accertata “una sistematica attività di raccolta e smaltimento non autorizzato dei rifiuti costituiti dalle acque reflue urbane e dai fanghi derivanti dal trattamento di tali acque attraverso gli impianti stessi. L'attività sarebbe avvenuta in totale assenza di depurazione dei reflui urbani”

Questa volta non si tratta solo di di Escherichia coli ma anche di DOC e di (Bod5) .

Si parla di disastro ambientale.

I comuni interessati sono Rossano, Corigliano, Bocchigliero, Caloveto, Paludi, Campana, Terravecchia e Longobucco

Ha collaborato la Guardia costiera di Corigliano Calabro. Il Procuratore della Repubbica Facciolla ha dichiarato:«L'avviso di garanzia è un atto dovuto, utile soprattutto a tenere sotto la scure di responsabilità i sindaci che avranno tempo 60 giorni per sistemare gli impianti, pena responsabilità penali più gravi. L'operazione di oggi testimonia l'importanza di avere la Procura sul territorio in cui viviamo, per dare la possibilità a quanti ci vivono di denunciare direttamente a noi le cose che non vanno. Vorrei ci fosse maggior attenzione sul territorio che potrebbe essere garantita proprio dalla presenza del Tribunale. Riguardo alla vicenda di oggi sostengo che i fondi per la depurazione ci siano e non possono sparire o essere distratti per altro. Guarda caso il fenomeno è diffuso visto che sono coinvolti dieci Comuni e questo la dice lunga. Colgo l'occasione per dare il giusto riconoscimento ai miei colleghi che si sono messi a disposizione da subito. Anche se l'ufficio è piccolo dimostra grandi capacità. Un riconoscimento va alle forze dell'ordine, che hanno lavorato al meglio per garantire la giusta dignità al territorio».

Occorre attendere altre informazioni. Ci sembra che sequestrare contemporaneamente 10 depuratori imponga intense riflessioni. Troppi e tutti insieme : strano!

Pubblicato in Cosenza

Amantea. Erano i primi di giugno quando dopo una mareggiata nemmeno tanto consistente abbiamo visto sulla spiaggia, a pochi metri dalla battigia, un pozzo di cemento, con un coperchio, sempre di cemento e due grossi tubi corrugati che vi si infilavano.

Essendo la zona a pochi metri da una piazzola di sosta e da una stradella in terra battuta, abbiamo, onestamente, sospettato.

E comunque sia ne abbiamo dato notizia pubblica.

Come speravamo è immediatamente intervenuta la Guardia Costiera che ringraziamo per la attenzione e che ha chiamato il comune con i mezzi meccanici di cui è dotato.

Di fatto oggi la zona si presenta come nella foto.

Non c’è più nessuna traccia dei tubi e del pozzo.

Ci è stato verbalmente riferito che si trattava di un diffusore di acqua per la doccia?????

Ci restano tutti i dubbi

Ce ne sono tanti sulla spiaggia ma nessuno con un pozzo!

Comunque a questo punto vista quella che sembra una totale rimozione( così ci è stato detto) importa poco quello che è stato ed ancora meno quello che noi sospettavamo fosse.

Staremo comunque attenti a presenze nei primi metri di mare di macchie oleose e di zone fortemente schiumose e lo stesso invitiamo a fare a tutti gli utilizzatori del mare.

Il mare è troppo importante per sprecarlo ed a nessuno deve essere permesso di sporcarlo! A nessuno!!!

Pubblicato in Cronaca

Le Fiamme Gialle, unitamente al personale della Guardia Costiera, all'esito di specifici controlli su strada, hanno sequestrato mezza tonnellata di "novellame di cicerello", in quanto al di sotto della taglia minima prevista dall'art. 87 del DPR 1639/68 e succ. mod. e privo di documentazione inerente la rintracciabilità e la provenienza.

Il prodotto ittico, contenuto in grandi vasche, è stato ispezionato dal dirigente medico veterinario della locale A.S.P. (azienda sanitaria provinciale) che lo ha ritenuto non idoneo al consumo ed, giuste disposizioni del magistrato di turno della Procura di Locri, è stato distrutto tramite ditta autorizzata allo smaltimento. Il responsabile è stato segnalato all' Autorità Giudiziaria.

La Guardia di Finanza della Tenenza di Bianco (RC, nell'ambito dei normali servizi d'istituto, collabora anche con le A.S.P. della provincia e con le altre forze di polizia al fine di garantire la conservazione ed il ripopolamento delle specie ittiche e tutelare il consumatore finale fornendo allo stesso, così come prevede la vigente normativa, le informazioni obbligatorie necessarie a risalire alla provenienza del prodotto ittico posto in commercio

Pubblicato in Reggio Calabria

Amantea. Stasera si terrà un incontro formativo, rivolto a favore di tutto il personale che opera nell’ambito della pesca, teso ad illustrare le novità introdotte dalla normativa nazionale e comunitaria in materia di commercializzazione dei prodotti ittici e di tracciabilità degli stessi. 

L’incontro sarà presieduto dal capo del servizio operativo della capitaneria di Vibo Valentia Tenente di vascello Antonello Ragadale

Si tratta di una serie di incontri informativi e didattici previsti. 

Con le nuove disposizioni nazionali e comunitarie il legislatore ha disposto una serie di adempimenti amministrativi da espletare da parte di tutti i soggetti coinvolti nella filiera della pesca; l’incontro odierno ha specificatamente la finalità di esplicare, nel modo più chiaro e comprensivo possibile per gli operatori del settore, quali sono e come adempiere alle disposizioni previste dalla legislazione nazionale e comunitaria. 

In considerazione delle ingenti sanzioni amministrative previste in caso di inadempimento agli obblighi e/o di non raggiungimento degli obbiettivi prestabiliti dalla Legge, è stato ritenuto opportuno sensibilizzare gli operatori del settore. 

Pubblicato in Basso Tirreno

Impossibile saperlo. La prima considerazione, infatti, è quella che i dati anticipati con tanto di tromba nei giorni scorsi ancora non sono disponibili né sul sito dell’Arpacal , né su quello della Guardia Costiera.

E di tanto non solo ce ne dogliamo, ma non ne comprendiamo a ragione.

Sappiamo soltanto che i dati anticipati sono relativi ai batteri ( escherichia coli) come se i problemi del mare fossero soltanto loro e non anche i nitriti, i nitrati, i fosfati, eccetera.

Leggiamo poi( per nostra fortuna) su qualche illuminato blog che :

-“il monitoraggio dell'Arpacal di settecentoventisei chilometri di costa riguardo la qualità della balneazione conferma quest'anno il discreto stato di salute del mare calabrese”;

- nei primi due mesi di quest’anno l’Arpacal avrebbe espletato 94 controlli che avrebbero dato 27 punti critici:

a) provincia di Cosenza su 35 interventi sono stati riscontrati 14 non conformi per eccesso di Escherichia Coli che fanno presupporre un cattivo funzionamento del depuratore.

b) provincia di Catanzaro su 22 interventi 6 punti critici ;

c) provincia di Reggio Calabria su 10 interventi 4 punti critici;

d) provincia di Crotone su 20 interventi 1 punto critico;

e) provincia di Vibo Valentia su 7 interventi 2 punti critici;

Non sappiamo dove siano stati effettuati questi interventi e quindi non sappiamo quali mari( o depuratori) non funzionano.

Non sappiamo nemmeno la logica che sostiene la scelta della localizzazione degli interventi, nè quella della predeterminazione del loro numero. Tantomeno sappiamo di quanto siano eccessivi gli escherichia coli trovati.

Né sappiamo di domande formulate dalla stampa presente alla conferenza tenutasi ieri a Reggio.

Il comandante della Direzione Marittima, Francesco Terranova, ha reso noto i dati sulla attività di tutela dell'ambiente da settembre del 2012 a maggio 2013:

1638 controlli,

269 illeciti di cui 70 illeciti penali e 199 amministrativi.

31 depuratori in stato di sequestro,

10 del tutto inattivi,

36 con scarico non autorizzato

32 reti fognarie mal funzionanti o danneggiate

Poste così le cose deve essere avvenuto un miracolo. Infatti i punti critici rilevati dall’Arpacal sono solo 27 a fronte di  32 reti fognarie danneggiate o mal funzionati, 31 depuratori sequestrati, 10 inattivi ( non sappiamo se anche sequestrati ) e 36 scarichi fognari non autorizzati!

A tal punto una reazione di Legambiente è certa .

A tutti ( e soprattutto al WWF) poniamo una domanda : la moria di tartarughe e di delfini e globicefali c’entra qualcosa con lo stato del mare?(non solo quello calabrese ovviamente)

Pubblicato in Calabria
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