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Continua senza sosta l’attività di controllo e contrasto della pesca abusiva svolta dai militari della Guardia di Finanza di Amantea e della Guardia Costiera della Delegazione di Spiaggia di Amantea e della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia.

Contravvenzioni e sequestri di reti a bizzeffe.

E se non bastasse l’esercizio del controllo d’ufficio gli uffici statali vengono anche sollecitati dalla reazione dei pescatori autorizzati che non trovano spazi liberi a mare sul quale operano abusivamente molti pescatori.

In questi giorni di buona pescosità bastano pochi metri di rete per fare una buona pescata, di seppie, in particolare.

E certo vedersi il mare invaso da reti abusive non lascia indifferenti chi della pesca professionale fa mestiere e fa campare la propria famiglia

E così oggi la motonave della Guardia costiera ha sorpreso a mare reti abusive e ne ha fatto “strage” sequestrandole.

Chi ci ha dato la notizia ci ha riferito che la motonave era piena delle reti rosse sequestrate.

Pubblicato in Primo Piano

PERVIENE OGGI 29 MARZO IL SEGUENTE COMUNICATO STAMPA CONDIVISO GUARDIA COSTIERA WWF

“AD AMANTEA L’ULTIMO DEI QUATTRO RINVENIMENTI DI TARTARUGHE MORTE IN DUE GIORNI ACCERTATE SUL TIRRENO COSENTINO

E’ PERVENUTA QUESTA MATTINA ALLA SALA OPERATIVA DELLA GUARDIA COSTIERA DI VIBO VALENTIA MARINA LA SEGNALAZIONE FATTA DAL RESPONSABILE DEL WWF DI BELMONTE CALABRO, RELATIVAMENTE AL RINVENIMENTO DI UNA TARTARUGA SUL LITORALE DI AMANTEA E PIU’ PRECISAMENTE SULLA SPIAGGIA ANTISTANTE IL LUNGOMARE TIRRENO DELLA FRAZIONE DI CAMPORA SAN GIOVANNI.

IL SERVIZIO OPERATIVO DELLA GUARDIA COSTIERA DI VIBO DISPONEVA L’INTERVENTO DEI MILITARI DELLA DELEGAZIONE DI SPIAGGIA DI AMANTEA, CHE POCO DOPO GIUNGEVANO SUL POSTO, OVE SI RENDEVANO CONTO DEL DECESSO DEL GIOVANE ESEMPLARE DI TARTARUGA SPECIE CARETTA CARETTA.

SUL LUOGO DEL RITROVAMENTO ANCHE IL SEGNALANTE DOTT. FALSETTI DEL WWF, CHE PROCEDEVA AL RICONOSCIMENTO DELLA SPECIE E ALLE MISURAZIONI DI RITO – PESO DI CIRCA 35 KM LUNGHEZZA 60 CM. IL COMANDANTE DELLA GUARDIA COSTIERA DI AMANTEA, RICHIEDEVA L’INTERVENTO SUL POSTO DEL VETERINARIO DI TURNO DELL’ASP DI COSENZA AREA C, CHE NE VERIFICAVA IL DECESSO DOVUTO AD UN AMO DA PALANGARO E NE DISPONEVA L’AVVIO ALLO SMALTIMENTO, QUEST’ULTIMO ESEGUITO DAL COMUNE DI AMANTEA NEL PRIMO POMERIGGIO DI OGGI.

IL RITROVAMENTO E’ STATO SEGNALATO ANCHE AL RESPONSABILE DEL WWF REGIONALE DOTT. PAOLILLO, IL QUALE HA EVIDENZIATO CHE NEGLI ULTIMI DUE GIORNI SONO STATE RINVENUTE ALTRE TRE TARTARUGHE MORTE SUI LITORALI DI BELVEDERE MARITTIMO, CETRARO E PAOLA, TUTTI SEGNALATI DAI COMANDI TERRITORIALI DELLE LOCALI GUARDIA COSTIERA INTERVENUTI. ANCHE PER L’ESEMPLARE RINVENUTO A CETRARO, LA CAUSA DI DECESSO E’ STATA UN AMO, MENTRE SONO IN FASE DI ACCERTAMENTO LE CAUSE DEL DECESSO DEGLI ALTRI DUE CASI.

IL DOTT. PAOLILLO CI TIENE AD EVIDENZIARE CHE LE TARTARUGHE SONO UNA SPECIE PROTETTA E IL RINVENIMENTO DI ESEMPLARI IN DIFFICOLTA’, DEVE ESSERE IMMEDIATAMENTE COMUNICATO ALLA GUARDIA COSTIERA, CHE NE COORDINA L’ASSISTENZA IMMEDIATA. POSSONO VERIFICARSI, INFATTI, -SPIEGA IL DOTT. PAOLILLO - CATTURE ACCIDENTALI DA PARTE DI PESCATORI PROFESSIONISTI O DIPORTISTI, CHE NON DEVONO AVER TIMORE DI RICHIEDERE L’INTERVENTO DELLA GUARDIA COSTIERA, CHE SI ATTIVA PER LE ASSISTENZE E I TRASFERIMENTI, TRAMITE IL WWF, PRESSO IL CENTRO DI RECUPERO E SOCCORSO “A.M.P.” DI CAPO RIZZUTO. POTREBBE CAPITARE CHE LA TARTARUGA RECUPERATA NELLA BATTUTA DI PESCA POSSA ESSERE SALPATA A BORDO E IL TAGLIARE LA LENZA E RIGETTARE L’ESEMPLARE IN MARE NON POTREBBE ESSERE SUFFICIENTE A SALVARE LA TARTARUGA CHE POTREBBE AVERE INGOIATO L’AMO.

 

ANCHE IL CAPO DEL COMPARTIMENTO MARITTIMO DI VIBO VALENTIA MARINA C.F. (CP) Paolo MARZIO, EVIDENZIA L’IMPORTANZA DI CONTATTARE TRAMITE IL NUMERO GRATUITO 1530 LA GUARDIA COSTIERA COMPETENTE PER TERRITORIO, CHE SI ATTIVEREBBE IMMEDIATAMENTE PER LA SALVAGUARDIA DELL’ESEMPLARE IN DIFFICOLTA’.

Pubblicato in Cronaca

27 / 02 / 2013 .Lavoro senza sosta per i militari della guardia costiera di Vibo Valentia Marina, che nella mattinata odierna sono stati impiegati sul litorale tirrenico della provincia di Catanzaro per individuare e reprimere attività di pesca illecita di novellame. Due le radiomobili impiegate dal servizio operativo della capitaneria di porto ed un mezzo navale che ha operato in tandem alle predette, tutte coordinate dalla sala operativa della guardia costiera di Vibo Valentia Marina. Il primo intervento di controllo esperito nel territorio del comune di Gizzeria ha portato all’accertamento di oltre 30 kg di bianchetto detenuti da un soggetto successivamente identificato e già recidivo per reati di pesca abusiva. Alla presenza del controllo era presente anche una pattuglia dei carabinieri della locale compagnia di Lamezia Terme, che ha collaborato negli accertamenti della persona sottoposta a controllo. Il pescato è stato quindi sequestrato e consegnato, sentito il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Lamezia Terme e il veterinario dell’Asp, ad un istituto di beneficenza delle suore di Lamezia Terme.

Il secondo intervento si è concretizzato sulla spiaggia di Curinga dove la seconda pattuglia della Guardia Costiera ha intercettato un’aliquota di pescatori abusivi di Palmi che esercitavano dalla spiaggia la pesca con rete tipo sciabica mediante l’utilizzo di una barca con motore. In questo caso, però, nella rete non veniva rinvenuto bianchetto per il pronto intervento dei guardacoste che hanno stoppato le attività di pesca, procedendo, nel contempo a sottoporre a sequestro amministrativo sia la rete, che la barca e il motore. Il materiale sequestrato è stato portato presso la capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina e affidato per la custodia ai militari operanti.

Pubblicato in Lamezia Terme

Un’altra operazione della Guardia Costiera di Cetraro. Una operazione chiamata “ free winter” ( non vi preoccupate se usano difficili termini inglesi quasi a nobilitare un semplice controllo del territorio , Free winter significa fiscale spiaggia “libera in inverno”) .Una operazione durata un mese intero. Una operazione per contrastare il fenomeno della occupazione abusiva del demanio da parte delle strutture dei lidi anche durante l’inverno.

In sostanza alcuni proprietari di lidi tentano di evitare le forti spese del montaggio e smontaggio dei lidi , per intero, non smontando niente, o parzialmente smontando, magari le sovrastrutture ma non il basamento.

Ed allora la Guardia Costiera effettua un controllo, denuncia i proprietari dei lidi e sottopone a sequestro le strutture “abusive”. Dura lex, sed lex.

Ed infatti il Tenente di Vascello Gabriele Peschiulli, Comandante di Circomare Cetraro, dichiara che :”La natura di bene pubblico delle spiagge non è limitata al periodo delle attività balneari e non viene meno al termine dell’estate. Purtroppo, in alcune zone del tirreno cosentino è invalsa la pratica illecita da parte di alcuni soggetti concessionari che avrebbero titolo all’occupazione solo stagionale, in genere limitata al 30 settembre di ogni anno, di continuare a mantenere in tutto o in parte le proprie strutture sull’arenile anche durante i mesi invernali, pur avendo l’obbligo di mettere in pristino stato la spiaggia occupata alla naturale scadenza della concessione. In alcuni casi si è potuto evitare, d’intesa con la Procura della Repubblica di Paola, il sequestro in considerazione della tipologia di strutture facilmente amovibili o dell’immediata rimozione, a cura dell’abusivo occupante; in ogni caso si è proceduto a formalizzare la denuncia per violazione della normativa in materia demaniale e paesaggistica. Per quanto riguarda i profili strettamente amministrativi, sarà cura delle competenti amministrazioni comunali procedere ad avviare l’iter per il recupero delle somme dovute all’erario in conseguenza dell’abusiva occupazione così perpetrata”

Ovviamente gli accertamenti hanno interessato tutta la zona di competenza da Belvedere Marittimo a Belmonte Calabro

Ed è stata sequestrata una superficie complessiva di metri quadri 5.000 circa, occupata da varie tipologia di strutture, baracche, travi in legno o cemento, vasche settiche, gazebo, armature di metallo, piattaforme e piastrelle, residuali rispetto agli stabilimenti estivi e spesso in condizioni tali da costituire anche una minaccia alla pubblica incolumità.

Pubblicato in Alto Tirreno

Tolleranza zero. A mare ed a terra. Gli uomini della Guardia costiera di Corigliano Calabro controllano costantemente tutta la filiera del pesce.

Nei giorni scorsi, all’alba da terra hanno controllato, a breve distanza dalla costa, un peschereccio intento ad effettuare la pesca illegale.

Appena giunto nel porto di Cariati senza sospettare di essere stati controllati e seguiti gli uomini della Guardia Costiera hanno provveduto a multarli per 4000 euro per la violazione della normativa nazionale e comunitaria in materia di pesca ed a sequestrare la rete di tipo "sciabica" lunga oltre 150 metri, con sacco cieco e maglie inferiori ai 3 millimetri, attrezzo non consentito.

Gli accertamenti vengono espletati su tutta la costa dell’alto Ionio ed in particolare a Villapiana, Trebisacce, Montegiordano, Pietrapaola, Mandatoriccio, Cariati.

Ma i controlli sono stati espletati anche a terra. “In un'altra operazione, sempre finalizzata alla prevenzione dell'immissione sul mercato di prodotti non in regola con la normativa vigente, militari della Guardia costiera hanno multato un supermercato di Corigliano Calabro per oltre 3000 euro perchè aveva omesso di apporre le informazioni obbligatorie per i prodotti preconfezionati all'origine; in particolare, gamberi ed insalata di mare risultavano privi delle prescritte etichette ed informazioni”

Pubblicato in Italia
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