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poloDomani i ragazzi del polo scolastico sfileranno per amantea muovendo da Sant'Antonio verso il lungomare. Ma non sembra essere uno sciopero soltanto quando, e semmai una forte affermazione del bisogno di futuro positivo del nostro ambiente. I giovani studenti infatti daranno luogo ad una provocazione, se tale può essere intesa, contro chi inquina, contro chi ama l, ambiente ed il territorio solo a parole. Affascina il pensiero che 1200 giovani potranno raccogliere almeno 1200 lattine e bottiglie di plastica da Avviare a rifiuto e da togliere dall'ambiente. Non sarebbe male che anche altra parte della città partecipasse. Magari i ragazzi del servizio civile. Mi dispiace non essere ad amantea. In bocca al lupo ragazzi. Amantea e è vostra, difendetela, l:ambiente è vostro tutelatelo. E grazie .

Forse non è un caso che ci sia questa identità di prime lettere.

Ad Amantea l’ambiente può ricevere la massima attenzione .

Forse non sempre.

Forse non tutto.

Ma quando la riceve si nota.

 

 

Parliamo dell’ex impianto Total di distribuzione carburanti.

Quello dove Giuseppe Parti ha passato quasi una vita.

L’impianto è ormai dismesso da anni.

Ma ancora oggi l’area di sedime è oggetto di attento controllo.

Se ne vedono gli effetti.

Nel fusto c’è acqua con tracce di inquinamento.

Nei sacchi c’è sabbia ed altro materiale inquinati.

Il tutto è circondato ed identificato da nastri colorati.

Si aspetta il mezzo per il ritiro e l’avvio a rifiuto.

Scatto una foto e segnalo la cosa agli amici astanti dicendo “ Certo che la Total è una compagnia seria se a distanza di anni continua a verificare che non ci sia inquinamento nel sottofondo del vecchio impianto!”

Lo sguardo che vedo non mi aiuta.

Ed infatti “ Seh, se non era per i vicini……!”

Sorpresa! Non lo sapevo.

Poi giù la mazzata!

“Pensa – aggiunge, l’amico, con le mani giunte che oscillano leggermente avanti e dietro- se gli altri impianti dismessi hanno ricevuto o ricevono la stessa attenzione!”

“No- dico, poggiando la mano sulla fronte!”

Ma confermo che ad Amantea l’ambiente può ricevere la massima attenzione o meno.

A seconda della sensibilità ambientale dei vicini!

Una "bomba" senza il rispetto delle normative

Più che un’isola ecologia era una bomba ecologica.

Ed infatti il 9 settembre scorso i carabinieri del Nucleo Ambiente di stanza alla Procura hanno proceduto al sequestro dell'area ubicata nel Comune di Pizzoni e trasformata in un'enorme discarica a cielo aperto.

Ed il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha convalidato il sequestro dell’Isola Ecologica di Pizzoni effettuato il 7 settembre scorso nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, aliquota “Ambiente”, della Procura di Vibo Valentia.

Un’area ritenuta anche dal giudice pericolosa e nociva, con una commistione di rifiuti ferrosi, plastica, cartone e apparecchiature elettroniche (computer, televisori e vecchi frigoriferi).

E poi il percolato, che al primo acquazzone dal canale di scolo rischia seriamente di finire nel torrente Cerasia.

Un’area di circa 500 metri quadri ubicata in località Zocchi e che vede l’architetto Giuseppe De Caria, responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Pizzoni, indagato per il reato di “deposito incontrollato di rifiuti” in area sottoposta a vincolo paesaggistico e per le violazioni di natura penale del testo unico ambientale.

In quella che doveva essere l’isola ecologica, i rifiuti da oltre un mese vengono infatti ammassati in maniera incontrollata, con buona pace della raccolta differenziata fatta dai cittadini e dei parametri e delle prescrizioni imposte dai decreti del Ministero dell’Ambiente.

La discarica, viene sottolineato anche dal gip, è stata realizzata attraverso un finanziamento della Regione Calabria ma risulta allo stato priva di impianto di illuminazione, di energia elettrica, dell’attrezzatura antincendio, dei servizi igienici, degli scarichi fognari e dell’impianto di trattamento delle acque di dilavamento.

“La libera disponibilità dell’area sequestrata – scrive il giudice – può aggravare le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri in materia ambientale mediante la protrazione dell’uso della stessa e, dunque, la reiterazione della condotta di smaltimento abusivo con inquinamento del terreno e dell’area circostante.

L’indagato Giuseppe De Caria è stato nominato dal gip custode giudiziario.

L’attività investigativa dei carabinieri promette nuovi ed ulteriori sviluppi poiché mira ora ad accertare tutte le responsabilità del caso, ad iniziare dalla realizzazione dell’isola ecologica per proseguire sino all’attualità.

Pubblicato in Vibo Valentia

Undici volontari sulle spiagge per sensibilizzare cittadini e turisti

spiaggiaCROSIA (CS) Venerdì, 30 Giugno 2017 – Promuovere il valore dell’ambiente attraverso la buona pratica della raccolta differenziata e il riutilizzo intelligente dei rifiuti. Sostenere l’integrazione delle categorie più deboli attraverso un programma di protagonismo sociale mirato al rispetto e alla tutela dell’ecosistema. Con da queste premesse ha preso  il via la fase estiva del progetto Sosteniamoci, destinato alla divulgazione della buona pratica della differenziata sulle spiagge cittadine, promosso dall’Amministrazione comunale Russo con la collaborazione dell’Ente nazionale democratico di azione sociale (ENDAS). In tre anni di Governo civico è stato rivoluzionato il concetto dei rifiuti!

È quanto fanno sapere il vice sindaco e assessore all’Ambiente, Serafino Forciniti, ed il presidente provinciale dell’Endas, Annamaria Mele.

Da domani (1 luglio) – annuncia Forciniti – undici eco-volontari saranno presenti sulle spiagge, nei luogo di ritrovo turistici e tra le vie del centro urbano di Mirto, del Centro storico di Crosia e delle contrade per avviare un’intensiva campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. Continua ad essere, infatti, una priorità del Governo Russo proseguire la gestione virtuosa dei rifiuti intensificando il lavoro finora svolta e accrescendo la percentuale di materiale differenziato. Ci crediamo e crediamo che il nostro Comune possa affermarsi, come già si sta delineando negli ultimi mesi, tra le migliori realtà municipali calabresi nella gestione dei rifiuti. Poco più di tre anni fa ereditavamo una situazione ambientale abominevole, con le spiagge adornate di cassonetti maleodoranti e strabordanti di spazzatura; oggi – scandisce il Vicesindaco - i cassonetti non ci sono più, la differenziata è stata portata oltre il 35% e sulle stesse spiagge c’è pulizia e cittadini che sensibilizzano altri cittadini alla corretta gestione dei rifiuti. Questa è evoluzione sociale e culturale di cui andiamo fieri.

   

il progetto Sosteniamoci – aggiunge il presidente Mele - nasce nel 2015, dalla volontà dell’Amministrazione Russo di promuovere in maniera efficace la neo-nata raccolta differenziata nel Comune di Crosia. Abbiamo così proposto un progetto che, oltre a sposare la causa della tutela ambientale, sostenesse anche il disagio socioeconomico della comunità mirtocrosiota. Con l’intento di creare una vera e propria cultura attorno alla differenziata. Pertanto, abbiamo formato un gruppo di volontari sia sull’importanza dell’ecosostenibilità naturale che sul come, materialmente, “differenziare” i rifiuti. Perché partire oggi e d’estate? Crosia, grazie anche ai risultati raggiunti in ambito ambientale, all’ottenimento della Bandiera Verde e alla proposta turistica di qualità, sta diventando sempre più meta estiva del turismo fai da te. Da qui, l’esigenza di intensificare la sensibilizzazione attorno al ciclo virtuoso dei rifiuti così per educare alle buone pratiche della differenziata ed informare sulle regole che vigono nel nostro Comune anche gli ospiti che ci onorano della loro presenza.

Durante la stagione estiva gli undici volontari Endas si occuperanno di divulgare un opuscolo illustrativo sulle corrette modalità di raccolta dei rifiuti nei periodi estivi. Inoltre distribuiranno i secchielli per il multimateriale, la carta e l’umido ai non residenti; avvieranno la campagna informativa sul prossimo avvio della raccolta dell’umido; presidieranno le postazioni di raccolta differenziata e le “Isole di Spiaggia” con funzioni anche di controllo e vigilanza; si occuperanno di monitorare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti con particolare riguardo all’area del Trionto.

Pubblicato in Calabria

 

Ecco il testo della lettera del Gruppo di minoranza “Insieme…si può”di Belmonte calabro  al dott. Luciano Rossi dirigente del settore Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria.

 

“Stimatissimo dott. Rossi, Il ruolo di consiglieri Comunali che i sottoscritti ricoprono consente di avere un contatto quotidiano con il territorio, la qual cosa ci lascia, per onore di verità, spesse volte molto amareggiati e ne spieghiamo i recenti motivi.

 

Lungo la panoramica strada provinciale SP-44 di collegamento tra Belmonte Centro e la frazione Marina, si stanno eseguendo alcuni lavori di messa in sicurezza dei versanti per i quali, in onor di verità, anche noi avevamo più volte sollecitato l’intervento, ipotizzando l’esecuzione di attività volte a migliorare gli aspetti di sicurezza, non alterando la natura e l’aspetto paesaggistico che tali versanti, essendo prospicienti in zone d’affaccio a mare, richiedono.

 

Dobbiamo purtroppo invece constatare, che le soluzioni tecniche che si stanno utilizzando alterano totalmente l’uniformità del paesaggio caratterizzato dalla presenza di valori naturalistici ed estetico percettivi: si è scelto, infatti, di utilizzare delle geostuoie di colore nero sovrapposte alla giallastra arenaria naturale, dando la sensazione di voler listare a lutto l’intero territorio comunale di Belmonte Calabro.

 

Abbiamo richiesto all’Amministrazione Comunale, la quale, come da norma, dovrebbe avere in deposito il progetto esecutivo dei lavori, lumi e copia della documentazione di progetto, ma purtroppo, a tutt’oggi, non abbiamo avuto esito positivo.

La nostra richiesta aveva il fine di poter valutare l’inquadramento dell’opera e le motivazioni del non utilizzo di materiali parimenti efficaci dal punto di vista della sicurezza ma sicuramente più adatti e consoni al rispetto del paesaggio come ad esempio le reti rinforzate di iuta o le biostuoie naturali che si sarebbero integrate più facilmente con il colore del paesaggio.

 

La nostra azione è frutto di una amara riflessione: chi governa, deve avere la consapevolezza che il turismo ambientale aumenta l’economia locale e che, quindi, il rispetto dei luoghi che ci circondano non è solo lo specchio di quanto crediamo nella nostra cultura e nella nostra identità, ma anche la ferma, convinta e tenace volontà di creare un rilancio consapevole della nostra terra.

Riteniamo che il problema principale dello sviluppo del nostro territorio è la distruzione del paesaggio, ovvero di quel sapere intellettuale collettivo sedimentatosi per oltre trenta secoli nel tessuto delle nostre città antiche, nelle nostre tradizioni popolari, nei palazzi dei nostri centri storici incastonati in un unicum di luoghi, cultura e memoria.  A Belmonte, così come purtroppo avviene in molti borghi della nostra amata Calabria, di tale principio se ne fa spesso una questione di diritto, e mai di fatto.

 

Per quanto sopra detto, convinti della sua sensibilità, chiediamo un suo pronto intervento utile e necessario per evitare che il lavoro in esecuzione venga completato secondo l’attuale piano da noi fermamente contestato.

La presente sollecitazione è il frutto di una corale lamentela cittadina e segnaliamo che le nostre rimostranze sono già state inviate alle strutture provinciali senza, purtroppo, ricevere riscontro alcuno.

Alleghiamo alla presente alcune foto esplicative delle opere in esecuzione.

Certi di un suo pronto riscontro, i sottoscritti salutano cordialmente.

 

Belmonte Calabro 28-Marzo-2017 Giancarlo Pellegrino  Olinda Suriano Alessio Furgiuele

 

 

Pubblicato in Belmonte Calabro

suriano-gianfranco-amantea-udcCredo sia giusto, nel momento in cui si offrono risposte concrete ai diversi territori, evidenziare il lavoro svolto dalla buona politica, specie quando le problematiche in questione destano preoccupazioni fra i cittadini.

 

Negli ultimi giorni si è tenuta la seduta della quarta Commissione consiliare “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente” presieduta dal Consigliere regionale Mimmo Bevacqua.

Durante i lavori della Commissione sono stati, tra gli altri, sentiti i rappresentanti dell’Arpacal e del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria i quali hanno certificato l’assenza, nell’area della Valle del Fiume Oliva, di agenti nocivi per la salute pubblica, confermando però la presenza di rifiuti abusivamente interrati negli anni e, limitatamente ad un’area circoscritta, anche la presenza di amianto.

 

Fermo restando la necessità di procedere ad un’adeguata bonifica di parti dell’area presa in esame dall’Arpacal, il risultato raggiunto, grazie soprattutto all’impegno della Commissione consiliare regionale, è importante poiché restituisce ai territori tranquillità e speriamo anche rinnovata capacità di attrarre turisti e visitatori.

In tale ottica, un merito particolare va riconosciuto al Consigliere regionale Mimmo Bevacqua che, dopo aver convocato un’apposita seduta della Commissione sulla problematica in questione, proprio ad Amantea, ha mantenuto gli impegni assunti, adoperandosi affinché si arrivasse alla conclusione dell’analisi dei terreni interessati da parte dell’Arpacal.

 

L’attività svolta, dunque, testimonia la vicinanza di Mimmo Bevacqua alla nostra Città, elemento che va positivamente rimarcato.

Nella vicenda ha, peraltro, giocato un ruolo importante il Comitato civico “Natale De Grazia”, presieduto da Gianfranco Posa. Infatti, è anche grazie alla sensibilità del predetto Comitato, che con caparbietà ha voluto tenere sempre alta l’attenzione sul problema ambientale, che si è potuti giungere a questo momento di chiarezza.

In tale contesto, sorprende l’assenza dei nostri Amministratori comunali che, pur invitati alla Commissione, non hanno partecipato ai lavori della stessa. Tale colpevole assenza non può essere in alcun modo giustificata.       

Amantea, 5/11/2016

                                                               Gianfranco Suriano – ZonaDem Amantea

Pubblicato in Politica

Schermata 2016-09-16 alle 20.05.23Il Video mostra comportamenti che questa Amministrazione sta cercando di contrastare. Aiutaci a mantenere la città più pulita, NON COMPORTARTI COME LORO.

 

Questo il messaggio che appare alla fine del video realizzato dall’Amministrazione comunale di Amantea e pubblicato oggi sul sito istituzionale.

Un titolo e poche righe “Abbandono illecito di rifiuti sul territorio comunale”.

Poche semplici parole che rappresentano tutta la voglia di riscatto che questa Amministrazione sta cercando di scatenare nei cittadini di Amantea.

Tanti i problemi presenti nel paese e tanti i dubbi sull’operato dell’amministrazione comunale, ma al momento e’ innegabile che questa amministrazione guidata dal Sindaco, Monica Sabatino sta cercando di ripulire la città’, ripulirla dalle cattive abitudini, dai comportamenti incivili, dalla noncuranza dell’ambiente e di conseguenza della città in cui si vive.

 

E’ per questo che abbiamo deciso di diffondere e dare risonanza a questa iniziativa pubblicando a nostra volta le immagini presenti nel video, perché siamo convinti che questa battaglia di civiltà, di senso civico e di maturazione di un’intera comunità debba avvenire nel più breve tempo possibile.

Amantea e gli amanteani devono crescere come comunità, come città, come popolo. 

Solo cosi’ riusciremo ad ottenere quel cambio di passo che può portare a dei risultati migliori, come amministrazione, come turismo, come economia e come immagine che in tanti, invocano, sperano e inseguono.

 

Ricordando che la Civiltà è intesa come “complesso delle strutture sociali, economiche e culturali di una società in un determinato periodo storico”, adesso speriamo che amantea possa mutare la propria civiltà’ ed inseguire cosi’ il sogno di una Amantea funzionale, funzionante ed attrattiva.

Buon lavoro Amministrazione Comunale, questa battaglia la combattiamo insieme.

Pubblicato in Primo Piano

Si è svolto oggi con inizio alle ore 17.00 nel Parco della Grotta un incontro dal titolo “Monte Cocuzzo e le sue pendici tirreniche :Geologia ,ambiente, paesaggio ”.

 

Alle ore 17, risolto grazie alla collaborazione di un concittadino il problema della mancanza di energia elettrica indispensabile per la visione delle slide, i saluti del sindaco Monica Sabatino, quelli di Fabio Demasi, referente per la calabra della Sigea, ed, infine, quelli di Francesco Fragale dell’ordine dei geologi per la Calabria.

Successivamente il programma prevedeva le relazioni di

-Carmine Nigro della Geomeda sul tema Gli scogli di Isca: percosso( percorso) geologico naturalistico subacqueo;

Miryam Argentino Architetto Il territorio di Amantea tra urbanistica e paesaggio;

Dimitar Uznov Botanico Flora e vegetazione di una finestra tettonica;

Domenico Belcastro geologo La geologia nelle scelte del PSA;

Gioacchino Lena Geologo La geologia del monte Cocuzzo

Giovanni Salerno Map design Project La collana itinerari geologico-ambientali della Calabria: La carta di Monte Cocuzzo

Domani 23 luglio ci terranno due escursioni ed una grigliata sociale.

Interessato l’uditorio che contava in verità poche presenze( vedi foto).

La commissio ne “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente” della Regione Calabria giorno 20 aprile 2016 sarà ad Amantea, nella sala consiliare, per una seduta pubblica.

Ne dà notizia il Presidente consigliere Domenico Bevacqua.

Nel corso della seduta si svolgeranno le audizioni di tutti i soggetti interessati alla problematica che riguarda la Valle Oliva e la sua bonifica.

Il dato è importante anche perché la “regione” per la prima volta, in un conato di democrazia che si spera diventi una sana abitudine, esce dalle sue sedi per andare sul territorio e per parlare con la gente.

E’ da ritenere che la commissione “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente” della regione abbia acquisito e quindi metta a disposizione di tutti la rilevante messe di dati relativi al fiume Oliva ed alla natura ed entità del supposto inquinamento.

 

Noi nel presente articolo, che speriamo il consigliere Bevacqua legga, mostriamo la foto della discarica che venne aperta nel letto del fiume Oliva e che poi scomparve dalla memoria collettiva fino a quando non è emersa anche durante il processo in corso a Cosenza.

Ecco cosa scrive Mimmo Bevacqua:

“Ritengo giusto dare così un primo forte segnale di attenzione a questo territorio che su tali tematiche da troppo tempo non ha ricevuto alcuna risposta concreta.

 

Infatti, la complessa questione dell’inquinamento dell’area dell’Oliva di Amantea sarà una delle priorità ambientali alla quale cercheremo, compatibilmente con i tempi delle relative procedure da effettuarsi, di dare adeguate risposte.

La bellezza paesaggistica di questi luoghi e la tranquillità dei cittadini e visitatori che li frequentano meritano ogni intervento possibile volto a far tornare la Valle Oliva una meta fruibile”.

 

Intanto prendiamo atto , invero con sorpresa, della affermazione del consigliere Bevacqua che la Valle dell’Oliva, al momento, non è una meta fruibile.

 

Pubblicato in Primo Piano

Bene! Forse è la prima volta che le Forze dell’Ordine non si limitano a “scoprire” i rifiuti ma accertano i responsabili con una serie di azioni positive. Cioè sorvegliando il sito fino a “pizzicare” il responsabile.

Una serie di appostamenti, svolti anche in orari notturni, infatti, hanno consentito di individuare i mezzi di trasporto utilizzati da una ditta individuale intestata ad un imprenditore che ripetutamente raccoglieva rifiuti e resti di attività industriali e li depositava illecitamente.

Da qui la denuncia all’A.G del responsabile. per violazione dell’art. 256 del D.lgs. 152 del 2006.

Insieme al trasportatore denunciato anche il proprietario del terreno.

Rischiano l’arresto da 1 anno a 3 anni, un’ammenda fino a 52.000 euro vista la notevole pericolosità dei materiali abbandonati e saranno obbligati alla bonifica del terreno smaltendo i rifiuti accumulati tramite soggetti abilitati dalla legge

Di tutto c’era nella discarica bombole di gas, bottiglie in plastica e vetro, alluminio, bidoni di carburante vuoti, resti di autovetture abbandonate e materiali ferrosi in avanzato stato di ossidazione.

L’area si trovava nella zona collinare di una nota località turistica del tirreno cosentino

La GdF ha ovviamente sequestrato la discarica

Pubblicato in Alto Tirreno
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