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Il commissario Vincenzo Speranza ha comunicato che la struttura “rimarrà aperta, proseguendo la normale attività lavorativa, solo per il tempo necessario per il cosiddetto “passaggio di consegne” all’assessore all’Ambiente»

Continua il commissario Speranza che “le competenze passeranno in un prossimo futuro alla Regione”

Prima di andare via comunque il commissario Speranza ha inviato “ ai comuni calabresi una nota relativa al pagamento delle rate. Pagamento che si rende quanto mai necessario per provvedere, entro pochi giorni, a mettere in campo tutte le iniziative indispensabili per un pieno ritorno alla normalità e quindi al superamento dell'attuale situazione di criticità nello smaltimento dei rifiuti che si registra in diverse zone del territorio regionale. Il tutto nell'interesse, in particolare, dei cittadini calabresi».

Conclude, infine, il commissario ricordando “ il buon funzionamento del sistema, mai avvenuto prima, per tutto il periodo estivo 2012, durante il quale la maggior parte dei comuni di mare ha visto triplicare la popolazione e di conseguenza la produzione di rifiuti”.

Insomma la chiave di lettura di questo passaggio di consegne è tutta in questo richiamo di una estate passata durante la quale le cose hanno funzionato. Sembra quasi che stia scommettendo che la prossima estate sarà drammatica. Forse non ha tutti i torti visto come va la nostra regione ed i servizi dalla medesima gestiti o dipendenti. Ma forse nessuno se ne accorgerà. Insomma un dramma.

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Domenica 20 e lunedì 21 gennaio Catanzaro è interessata a un turno suppletivo delle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale e per l'elezione del sindaco dopo che una sentenza del Tar della Calabria ha annullato le operazioni di voto in 8 sezioni cittadine nelle precedenti elezioni, dichiarato nulla la proclamazione degli eletti al Consiglio e del sindaco come emerso dalle elezioni del 6 e 7 maggio 2012.

Sergio Abramo, ha avuto il 50,25% delle preferenze. Molto lontano Salvatore Scalzo (Pd), fermo al 42,60.

La proclamazione avvenne a 72 ore di distanza dalla chiusura dei seggi.

Due le inchieste. Una amministrativa con ripetizione delle elezioni in 8 sezioni.

Una penale che parte dalla supposizione della esistenza di operazioni di scambio di voto anche con passaggio di denaro, inchiesta che vede coinvolto un consigliere eletto della maggioranza.

Domenica e lunedì saranno interessati circa 6.200 elettori.

E con il loro voto potrà essere confermato o ribaltato il primo esito.

Intensa la campagna elettorale, con toni accesi da parte dei due contendenti principali, Abramo e Scalzo, e delle liste a supporto.

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Difficile trovare un porto che non rechi con se una indagine ed almeno un rinvio a giudizio. Ed il porto turistico “Il delfino” di Gizzeria non sfugge a tale assunto. Infatti la Procura della Repubblica di Catanzaro ha rinviato a giudizio per 25.

Tra i 25 indagati ex amministratori e tecnici del Comune di Gizzeria, funzionari e dirigenti della Regione Calabria.

Gli indagati sono Antonietta Aiello, 44 anni di Lamezia, e Filadelfio Fedele, 61 anni di Lamezia, rispettivamente amministratore e gestore della "Fedilbarc";

i componenti del nucleo Via del dipartimento Ambiente della Regione Calabria, Giuseppe Graziano, Giuseppe Cortone, Antonio La Rosa, Raffaele Mangiardi, Giuseppe Melfi, Giuseppe Putrino, Francesco Salatino, Vincenzo Schirinzi, Andrea Sposato, Luciano Matragano, Franco Labonia, Walter Canino, Antonino Genovese e Luciano Pelle;

il progettista dell'opera Antonio Pelle;

i dirigenti regionali Giuseppe Iacopino, Claudio Bertullo, Rita Mattia, Salvatore Gallelli;

il responsabile del procedimento Angelo Colaci;

l'impiegato del Comune di Gizzeria Sarino De Sensi;

il tecnico esterno del Comune di Gizzeria, Ottorino Roppa;

il progettista e direttore dei lavori di una variante dell'opera, Francesco Nicolazzo.

L'indagine fu avviata dalla Procura di Lamezia Terme e la posizione dei 25 indagati fu stralciata e inviata ai magistrati di Catanzaro per competenza territoriale.

Il sostituto procuratore Paolo Petrolo ha ora chiesto il rinvio a giudizio.

L'udienza preliminare è stata fissata per il 18 febbraio davanti al giudice, Assunta Maiore.

L'accusa sostiene che il progetto prevedeva che una parte dell'area destinata alla realizzazione dell'opera era di importanza comunitaria.

Nonostante i vincoli a cui era stata sottoposta l'area il dipendenti del Comune di Gizzeria e i dirigenti regionali avrebbero comunque autorizzato la realizzazione del porto.

E le accuse quindi spaziano dal falso ideologico, all’abuso d'ufficio oltre reati ambientali, illeciti commessi nella progettazione e realizzazione dell'opera

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