BANNER-ALTO2
A+ A A-

renziAncora una volta Matteo Renzi minaccia il Governo Conte bis, quel Governo che lui ha ardentemente voluto per non consegnarlo all’altro Matteo e per fermare l’avanzata delle destre. Lo minaccia questa volta annunciando una mozione di sfiducia contro il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per il caso “prescrizione”. Ma ha davvero intenzione di far cadere il Governo? Davvero fa sul serio oppure è un bluff? Sì, è un bluff. Lo fa perché ha fame di visibilità. Lo fa per apparire in prima pagina su tutti i giornali e come prima notizia sui telegiornali. Conte, il Premier, non ci crede ed è pronto a scaricarlo. E’ stufo dei suoi diktat. Se vuole può andarsene. E se va via si va allo scioglimento delle Camere e si va ad elezioni anticipate e per Renzi sarebbe l’inizio della fine. E Renzi non vuole le elezioni anticipate. Ha paura dell’urna. Se si votasse in primavera il suo partitino non supererebbe il quorum previsto dalla Legge e addio sogni di gloria: Leopolda, apparizioni in Tv, interviste, lago della bilancia del Governo Conte, posti di sottogoverno. E poi tutti i suoi seguaci che ora siedono in Parlamento e che sono determinanti per la sopravvivenza del Governo giallo-rosso dovrebbero ritornare nelle loro case e trovarsi una nuova occupazione. Questo non lo vogliono. Abbandonare le comode poltrone del Parlamento li spaventa e allora tireranno a campare, minacciando, provocando, bleffando e poi, turandosi il naso, votando la fiducia a questo Governo che secondo loro fa schifo ma che garantisce loro 17 mila euro al mese solo per scaldare gli scranni del Parlamento. Ma non c’è solo Renzi sulla battaglia della prescrizione che preoccupa Conte, ma pure i grillini lo preoccupano con la scesa in piazza di sabato contro i vitalizi. Manifestazione che indebolisce il Governo. Ma torniamo a Renzi. Oggi tutti i giornali parlano di lui e commentano le dichiarazioni fatte alla stampa e nella trasmissione di Rete 4 ieri sera. Renzi, che per sua scelta, non detiene alcun incarico ministeriale, forse questa volta vuole metterci la faccia. Potrebbe chiedere un rimpasto di Governo e chiedere per lui il Ministero degli Esteri. In questo modo raggiungerebbe due obiettivi: Depotenziare il Movimento 5 Stelle e di Maio e allungare la vita al Governo. E le sceneggiate continuano. E ieri sera ascoltando i commenti dei vari esponenti politici la crisi di Governo dovrebbe essere ad un passo. Forse è vero. Il vento di crisi governativa soffia impetuoso dentro i quartieri generali del Pd e del M5S che hanno finora blindato porte e finestre per non farlo entrare. Ma ieri sera una folata più violenta ha spalancato porte e finestre. Le tensioni, le minacce, le polemiche, le provocazioni hanno raggiunto livelli mai visti prima e il Premier Conte è stato costretto a telefonare al Presidente della Repubblica Mattarella dopo che i Ministri renziani hanno annunciato la diserzione del Consiglio dei Ministri. Cosa abbia consigliato Mattarella è un mistero. Intanto Franceschini, quello che è gravemente ammalato di poltronite, non molla. Riunisce il Ministri del Pd e tenta di salvare il Governo Conte bis e la sua comoda poltrona. Come? Cercando di sostituire i voti di Italia Viva con quelli dei “Respondabili”, pronti ad allungare la vita al Governo e alla legislatura. Ed è subito partita la caccia. E chi sarebbero costoro? I fuoriusciti dei vari partiti che ora sono iscritti al Gruppo Misto e i Deputati e Senatori dei vari partiti dell’opposizione (Forza Italia e UDC) i quali non vogliono le elezioni anticipate perché sono terrorizzati. L’ipotesi di scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate( con scarsa possibilità di rielezione) li spaventa. Meglio un Conte tris che andare a casa. Ma Mara Carfagna smentisce:-Non siamo disponibili-. E Conte come reagisce? E’ apparso in TV dopo il Consiglio dei Ministri e come sempre, spocchioso ed arrogante, ha detto di non avere paura e non teme la fine del Governo. Ma se Renzi questa volta mantiene le promesse per lui è la fine politica. Il posto all’Università lo aspetta.

Pubblicato in Italia

Questura-Cosenza-1080x675Amici, mentre scrivo nei pressi di Piazza Europa è avvenuto un fatto di sangue. Adesso anche a Cosenza si spara e si gambizza. Siamo in pieno centro città e non in periferia o nelle zone degradate. Un giovane albanese di 28 che vive nella nostra città da diversi anni è stato ferito alle gambe a colpi di pistola da una persona che viaggiava a bordo di una macchina. Dopo aver sparato due colpi la macchina si è dileguata facendo perdere le sue tracce- Il giovane è stato subito soccorso ed è stato portato all’Ospedale Civile dell’Annunziata. E’ grave ma non è in pericolo di vita. La Squadra Mobile sta indagando per risalire all’autore del vile attentato che ha sconvolto la città e i suoi cittadini.

Il fatto di sangue è avvenuto in via Domenico Migliori, una traversina dove ci sono case popolari dietro piazza Europa. 

Pubblicato in Cosenza

treno-della-sila-rotazioneTuristi in carrozza! Si parte. Il capotreno con la paletta verde in mano dà l’OK e le ruote del trenino della Sila lentamente incominciano a muoversi mentre dal comignolo della locomotiva un fumo nero ed acre costringe gli intemerati affacciatesi dai finestrini a coprirsi la bocca. Noi siamo comodamente seduti nelle tre carrozze del Treno della Sila, altri abbassati i finestrini pronti a scattare foto del meraviglioso, bellissimo paesaggio silano attraversato dall’antico e caratteristico treno a vapore che sbuffa e fischia come una volta.

Siamo partiti da Moccone e si arriverà dopo circa mezz’ora di viaggio, lento e pacato, a Silvano Manzio. Ci saranno alcune fermate intermedie. L’Agenzia Mufasa Viaggi e Turismo di Amantea ci ha voluto regalare un viaggio di un giorno a bordo dell’antico trenino della Sila che attraverso l’altopiano silano e stando seduti sulle panche di legno delle tre carrozze trainate da una antichissima locomotiva dell’anno 1926 ( sono passati circa cento anni ed ancora è validissima) e allietati dalla musica di tre menestrelli, offre uno spettacolo fatto di paesaggi mozzafiato, di boschi e magnifici prati in parte soleggiati e in parte innevati. Le neve è poca, a dir la verità, perché quest’anno abbiamo avuto un inverno mite e la neve anche sui monti della Sila non è caduta abbondante come gli scorsi anni.

Un viaggio lento anche perché oggi non abbiamo fretta, mentre il trenino sbuffa, stride e fischia. E’ un viaggio turistico che partito da Moccone ( 950 metri sul livello del mare) sbuffando e fischiando arriva a Silvana Manzio, la più alta stazione ferroviaria a scartamento ridotto ad oltre 1400 metri d’altezza. Quello che ci aspetta è una esperienza e una emozione di un viaggio unico che non dimenticheremo. E’ come tornare indietro di 100 anni fatto di bei ricordi e di emozioni. Ecco perché anche io, che ho sempre camminato a piedi lungo i sentieri e le scorciatoie della Variante e di Cannavina per raggiungere Amantea, e che non ho mai viaggiato su questa tratta, ho voluto provare l’emozione di vivere un’avventura su un vero treno a vapore. Anche se per una sola ora, il trenino della Sila, che facendo ciuf, ciuf, avanza lentamente mi riporta indietro nel tempo quando da bambino a bordo di uno Accellerato me ne stavo con la testa fuori dal finestrino ad osservare i pali della luce che velocemente sfuggivano dal mio sguardo.

La locomotiva porta il Numero 353 e risale al lontano 1926. Vecchia locomotiva, quanto tempo è passato, quanti ricordi fai rivivere! Chissà quanti passeggeri hai trasportato. Ancora sei in servizio, ti hanno rimessa a nuovo malgrado gli anni. Sei pronta ad ingoiare tonnellate e tonnellate di carbone e a bere tanti metri cubi di acqua per compiere il breve viaggio andata e ritorno Moccone-Silvana Manzio, ma non ti lamenti. Ancora sviluppi una potenza di 800 cavalli e puoi raggiungere una velocità di oltre 40 chilometri all’ora. Ma i macchinisti non hanno fretta, non vogliono farti soffrire ed affaticarti. Ti fanno andare pian pianino, così i turisti potranno ammirare meglio il paesaggio silano. E potranno anche ammirare e fotografare gli altri ferrovieri che girano a mano, come si faceva una volta, la vecchia locomotiva nera su una vecchia piattaforma rotonda. Le tre carrozze sono state restaurate: fuori di colore verde. Le panche interne sono di legno come una volta. Il trenino si ferma a Sculca per fare rifornimento e il macchinista fa salire a bordo grandi e piccini nella locomotiva per far vedere il carbone ardente che brucia. A Silvana Manzio si scende, si mangia, si beve e si compra qualcosa, poi, dopo un’oretta si riparte. A Moccone, da dove in mattinata siamo partiti finisce il viaggio, il viaggio a bordo del treno a vapore delle Ferrovie della Calabria, un’esperienza unica che con il suo intatto fascino ha fatto fermare il tempo e ci ha riportato come in un flashback indietro negli anni felici della nostra fanciullezza.

Pubblicato in Calabria

sardineIn Emilia Romagna, simbolo della sinistra italiana, il Partito Democratico ha vinto. Zingaretti, segretario del Pd, e Bonaccini, candidato e governatore uscente,speravano nel voto disgiunto e all’effetto sardine che avrebbero dovuto fare la differenza. Speravano nel miracolo. Le preghiere alla Vergine hanno sortito l’effetto sperato. Zingaretti esulta. Era sceso pure in Calabria per dare una mano al tonno Callipo. Nulla da fare. Non c’è stato nessun colpo di scena. Ancora una volta il tonno è stato avvelenato e malgrado il leader civico ce l’abbia messa tutta, girando in lungo e in largo la Calabria, con le pive nel sacco per la seconda volta dovrà ritornare nella sua azienda leccandosi le ferite. Non ha avuto fortuna alleandosi la volta scorsa con l’Italia dei Valori di Di Pietro, non ha avuto fortuna anche nel 2020 alleandosi col Pd. Fino a pochi giorni fa Nicola Zingaretti si era mostrato tranquillo e affermava di essere certo che in Emilia Romagna avrebbe vinto Bonaccini. E così è stato. Ecco perché è sceso in Calabria a chiudere la campagna elettorale trascurando l’Emilia Romagna. La discesa in Calabria non gli ha portato fortuna. In Calabria ha vinto la coalizione del centro destra. In Emilia Romagna, una regione simbolo della sinistra italiana e del Pd, governata fino ad ieri da un Governatore stimato e popolare ha vinto ancora una volta il centro sinistra, grazie alla mobilitazione generale, alla grande affluenza alle urne e all’aiuto ricevuto dalle Sardine. Bonaccini non poteva e non doveva perdere. Infatti non ha perso. Il flop del Pd non c’è stato. La notte scorsa, sin dalle prime schede scrutinate si è capito che non ci sarebbe stato un flop di Bonaccini e una tremenda, cocente e pesante sconfitta del Pd. E mo, e mo : Le dimissioni di Zingaretti non ci saranno. Il Pd deve però cambiare cavallo, anche se Zingaretti non è stato disarcionato e azzoppato Ma il Pd deve rinnovarsi. Non basta cambiare solo il nome come è avvenuto in passato. Se si vuole davvero avere un partito nuovo bisogna mandare a casa tutti i malati di poltronite che si annidano da anni nel partito e che da troppo tempo hanno scaldato gli scranni di Camera e Senato. Per quanto riguarda il Governo ci saranno senz’altro conseguenze ineluttabili. Cadrà, non cadrà? Conte rassegnerà le dimissioni? Il centro destra uscito vincitore in Calabria e in tutte le regioni in cui si è votato in questi ultimi anni, le chiederà a gran voce. Dimissioni ed elezioni, Presidente Mattarella permettendo. Ma a quanto pare non cambierà nulla, perché il Presidente Conte che nessuno ha votato non vuole a nessun costo tornare a fare il Professore nell’Università. Il posto che occupa a Palazzo Chigi è più popolare e prestigioso. Ma se Renzi e il suo partitino si faranno sentire perché cercheranno di uscire dalle secchi del 4%, allora potrebbero arrivare brutti giorni non solo per Conte, per il Pd e principalmente per il M5S ormai allo sfascio e allo sbando. Ha perso ovunque. E le sardine che fine faranno dopo tutte quelle belle manifestazioni di piazza? Ora cosa ne sarà di loro dopo aver esaurito la loro utilità nel sostituirsi al Pd nella campagna elettorale in Emilia Romagna? Zingaretti le ha ringraziate, “dalle quali è arrivata una scossa democratica”. Senza di loro e senza il voto disgiunto Bonaccini non avrebbe vinto le elezioni, questo è certo.

Pubblicato in Italia

alba3 optimizedAlba Parietti chi? La coscia lunga della televisione italiana l’ha sparata davvero grossa l’altra sera. Era ospite ( una comparsata certamente ben retribuita da Mediaset) della trasmissione di Rete 4 “Stasera Italia” condotta dalla brava Barbara Palombelli. Per lei, ma gli italiani sono 60 milioni, e solo per lei non tutti gli italiani avrebbero diritto al voto. Dovrebbero votare tutte le persone istruite, quelle che hanno avuto la fortuna di andare a scuola. Quelli, invece, che hanno scelto un lavoro sin da piccoli, i braccianti, i contadini, gli operai, tutti questi non dovrebbero più andare a votare. Perché? Non sono istruiti, quindi non sanno scegliere a chi dare il voto. Tutto questo l’ha detto un genio, un grande filosofo, un grande artista, un politico di fama mondiale, un grande leader politico. No, che dico. L’ha detto una show girl che molti anni fa ha condotto alla RAI una trasmissione sportiva mostrando le cosce e che ora per campare ha scritto finanche un libro. Vorrei vedere quante copie riuscirà a vendere. Si è dimostrata una persona ignorante. Si riempie la bocca quando parla della nostra Costituzione, la più bella del mondo, e poi ignora l’Art. 48:-Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge-.

L’uscita della show girl ha fatto sbottare la padrona di casa e sobbalzare dalla sedia gli altri ospiti Sallusti e De Bortoli. La dichiarazione della Parietti non è certo passata inosservata e sui Social è stata bersagliata da migliaia di proteste. Ignora, poverina, che con un semplice segno di croce sulla scheda elettorale anche da parte di milioni di italiani che nel lontano 1946 non sapevano leggere e scrivere, il nostro paese si è potuto liberare del regime monarchico fascista. Oggi, evidentemente, la sinistra ha paura della gente povera e del popolino perché non vota più come vorrebbe. Vorrebbe fare l’esame a tutti coloro che entrano nelle cabine elettorali. Sai leggere e scrivere? Sei andato a scuola? Ti sei diplomato o laureato? Voti il Pd? Se una delle quattro domande è negativa non hai diritto al voto. Dio come siamo caduti così in basso. Grillo alcuni mesi fa fece un’altra proposta assurda: Abolire il voto agli anziani. Si era reso conto che il suo Movimento 5 Stelle era votato solo dai giovani e per questo voleva punire gli anziani. Persone vecchie, persone rimbambite. Certamente non come lui, però. Tu non mi voti, allora non ti faccio votare. Ora, la Parietti, visti i risultai negativi della sinistra e del Pd in particolare, partito dove milita, vuole fare votare solo i radicalchic come lei. Così, tolto il diritto di voto a milioni di italiani e sulla scheda elettorale un solo simbolo, quello del Pd, pardon, quello di falce e martello, il suo partito che ama tanto vincerebbe di sicuro. Ma siamo, meno male, ancora in Italia e non nella Russia di Staliniana memoria.

Pubblicato in Italia

Jole-Santelli-1200x1200Il 26 gennaio in Calabria si è votato per il rinnovo del Consiglio Regionale e per il Presidente Regionale. Ha vinto, come ben sapete, il candidato del Centro destra Jole Santelli distaccando di molto il candidato del centro sinistra Pippo Callipo. Ecco alcune sentenze uscite dalle urne: Sconfitta del Pd, crollo del Movimento 5 Stelle, trombati alcuni personaggi famosi, bassa affluenza alle urne, tre donne entrano nel Consiglio Regionale, per la prima volta una donna viene eletta Presidente della Calabria, un candidato che viene eletto consigliere regionale con appena 1.072 voti, Marcello Anastasi a Reggio Calabria. Mi voglio soffermare soltanto sulla bassa affluenza alle urne che è stata del 44,32%. Ci dovrebbe far riflettere a lungo se fosse stato davvero così, più del 55% dei calabresi, aventi diritto al voto, non sono andati a votare. Falso. Questa è una fake news. Di questo me ne sono occupato alcuni anni fa dopo che il referendum del 18 aprile 1999 non aveva superato il quorum richiesto. Ma perché il quorum non era stato superato? Perché gli italiani non si erano recati alle urne? Era stato affossato perché la gente era stanca di andare a votare? Balle. Grossolane bugie. Tutto falso. Come è tutto falso affermare oggi che la gente di Calabria si è recata alle urne soltanto il 44,32% aventi diritto al voto. E’ tutta colpa del Ministro degli Interni e del Governo se non avessero autorizzato tutti i Comuni Italiani a iscrivere automaticamente, senza richiesta da parte degli interessati, tutti gli italiani residenti all’estero ed emigrati in terre lontane e che forse hanno già acquisito un’altra cittadinanza. Ora, per il Governo Italiano, tutti gli emigranti e finanche i loro congiunti sono considerati cittadini italiani e quindi elettori e per legge vengono iscritti nei registri elettorali con a margine una bella “E” maiuscola che significa residente all’estero, ma che il Presidente del Seggio Elettorale deve tenerne conto come elettore e quindi averne diritto al voto e deve vidimare, firmare e bollare tutte le schede. Esempio ( ma potrebbe valere per tutti i Comuni calabresi dove si è votato domenica scorsa) San Pietro in Amantea, dove io ho esercitato il mio diritto al voto. Residenti nel Comune circa 500. Iscritti nelle liste elettorali 1.209. Hanno quindi diritto al voto 709 persone che da anni non risiedono più in San Pietro in Amantea. Sono andati a votare 302 elettori, per la Prefettura di Cosenza soltanto il 24,98%. Ma il 24,98% si riferisce a 1.209 elettori e non ai 500 residenti effettivi. L’affluenza è stata, invece, del 60,4% degli aventi diritti al voto. E questo è un dato inconfutabile e quindi non è vero che i calabresi non sono andati a votare e hanno snobbato le elezioni. Se il Parlamento non approva subito una legge che cancella dai registri elettorali tutti i residenti all’estero saremmo costretti ancora una volta a scrivere corbellerie e fake news dicendo che i Calabresi non vanno più a votare. E i referendum non raggiungeranno mai il 50+1 dei voti, come non li hanno raggiunti i precedenti fatto eccezione per i referendum sul divorzio e sull’aborto.

Pubblicato in Politica

bettinoAmici di Crotone, il 19 gennaio del 2000 è stato fatto morire in solitudine ad Hammamet un ex Presidente del Consiglio: Benedetto Craxi detto Bettino. Ora le sue spoglie mortali riposano in pace in un piccolo cimitero cristiano di quella città.

La figlia Stefania, alcuni anni, fa ha presentato presso "la Sala del Refettorio" di S. Macuto in Roma un volume fotografico del padre a cura di Umberto Cicconi: Craxi, una Storia. Erano presenti, tra gli altri, l'ex Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi e l'ex Presidente della Camera On. Pier Ferdinando Casini. Quest'ultimo ha definito Craxi un grande statista. Ma, sia Berlusconi, sia Casini, sono stati d'accordo nel sostenere che era giunto finalmente l'ora di rivedere il giudizio sull'operato di Craxi. La signora Donna Assunta Almirante, seduta in prima fila, moglie del defunto leader missino On. Giorgio, ha voluto testimoniare con la sua presenza che fu proprio Bettino a sdoganare il Movimento Sociale Italiano e la destra ex fascista.

E così quella sera l'On. Craxi, tante volte insultato, maltrattato, sputato, criticato, offeso, per poche ore è tornato dall'esilio di nuovo nella Storia. Solo per una serata però, perché come continua a ribadire ancora oggi la moglie " le spoglie di Bettino resteranno per sempre ad Hammamet. Non l'hanno voluto vivo in Italia, non l'avranno neanche da morto".

Quella sera Craxi avrebbe voluto senz'altro parlare, però è rimasto silenzioso, lui che in vita è stato sempre molto loquace, un fiume in piena. E' rimasto in silenzio, immerso nei suoi ricordi, come conviene a un esule espulso dalla sua Patria dopo averla servita con dignità e orgoglio.

Ora, a distanza di tanti anni, si parla ancora di Craxi e questa volta perché è uscito un film che parla della sua vita e degli ultimi sei mesi vissuti ad Hammamet.: Il film è di Gianni Amelio e si intitola appunto :-Hammamet-. Le polemiche che fino ad ora si erano sopite, all'improvviso si sono risvegliate. Ma lui, Bettino, arrogante ed altezzoso quando era ancora in vita, nella sua tomba di Hammamet se ne sta zitto, aspetta soltanto la visita dei suoi cari e del nipotino che amava tanto. Sono sicuro, però, che quando l'odio, il rancore, il livore dei tantissimi pennivendoli si affievolirà, solo allora gli storici ci diranno chi era veramente Bettino e cosa ha fatto per l'Italia. Se lui oggi potesse davvero ascoltare o leggere alcuni giudizi che certi uomini politici danno di lui forse si rivolterebbe nella tomba. Ma quella tomba, coperta di sabbia africana, non sarà scossa dall'eco dei discorsi che il vento porterà dal mare. Murata nella sabbia e nel cemento e nella cattiva coscienza di tantissimi uomini politici che hanno fatto fortuna quando lui era in auge, non ascolterà le parole dei vili e dei vigliacchi che l'hanno fatto tanto soffrire e poi morire in terra straniera.,

. Solo Bettino ha pagato, tutti gli altri sono rimasti indenni.

Chissà quante volte, dall'esilio di Hammamet, ebbe modo di scrutare il mare e guardare verso l'Italia. Certamente anche lui avrà avuto momenti di sconforto e di scoraggiamento. Fissava l'orizzonte ma l'Italia era molto lontana e non poteva vederla. Voleva ritornare in Patria almeno per curarsi. Voleva ritornare nella sua Milano che amava tanto e stare col nipotino, glielo hanno impedito. Ora riposa in pace in quella terra lontana.

Il Presidente della Tunisia, sincero amico di Bettino, in occasione del 7° anniversario della sua morte, lo ha voluto ricordare solennemente intitolandogli una via. Ad Hammamet

Pubblicato in Italia

salvino00Mancano ormai pochi giorni al voto regionale dell’Emilia Romagna e della nostra Calabria e la campagna elettorale si infiamma sempre di più. Tutti i segretari nazionali dei partiti politici stanno percorrendo in lungo e in largo la nostra regione visitando anche piccoli paesi. Le piazze sono piene quando sul palco c’è Matteo Salvini, ma non mancano i contestatori che Salvini a Catanzaro zittisce definendoli zanzare emoscerini rossi. Ieri la Giunta per le autorizzazioni a procedere ha votato “ Sì” al processo per Salvini, l’ex Ministro degli Interni, sul caso della nave Gregoretti non fatta attraccare in un porto italiano con a bordo tanti clandestini. E’ stato accusato di sequestro di persona e per questo grave reato dovrà essere processato da un Tribunale italiano, ma prima si dovrà esprimere il Parlamento essendo Salvini un Senatore e anche perché all’epoca dei fatti ricopriva la carica di Ministro. Adesso sarà il Senato che si riunirà il prossimo 17 febbraio a stabilire se è colpevole o innocente e poi mandarlo davanti ai magistrati per farlo processare per sequestro di persona. Salvini rischia per questo reato 15 anni di carcere. Ma andiamo con ordine. Vediamo come si sono svolti i fatti. Mai prima d’ora parlamentari appartenenti allo stesso partito di un Ministro hanno votato in commissione o in aula “Sì” per farlo processare. Questa volta, però, è stato lo stesso ex Ministro a chiedere ai parlamentari della Lega di votare a favore e non contro, perché i parlamentari del Pd, del Movimento 5 Stelle, di Leu e di Italia viva avrebbero disertato l’aula per protesta dopo aver chiesto da mesi con insistenza la sua colpevolezza. La maggioranza giallo rossa ora al Governo vuole processare Salvini ma ha paura di esporsi prima del voto del 26 gennaio ed ecco perché non si è presentata in aula per la votazione. Ora grida allo scandalo. Ma sono stati loro che hanno provocato lo scandalo. Se si fossero presentati in commissione e avrebbero votato, Salvini sarebbe stato incriminato e non ci sarebbero stati i voti favorevoli della Lega. Ma essendo stati presi in contropiedi ora vanno a cercare come si dice da noi “ Finocchietti e timpa”. La mossa della Lega, a parer mio, è stata strategica e ha fatto apparire Salvini come un martire ed ora questa faccenda infiamma la campagna elettorale. E Salvini, un furbacchione, è deciso a sfruttare a fini elettorali l’effetto sentenza. Non solo, ma può inguaiare il Premier Conte e tutto il Movimento 5 Stelle perché Salvini avrebbe in mano le carte che dimostrerebbero che l’affaire Gregoretti riguarderebbe tutto il Governo e non solamente l’ex Ministro degli Interni. Staremo a vedere.

Pubblicato in Italia

tasse-soldiLa Befana esiste eccome. A volte, però, arriva con un po’ di ritardo, ma arriva. Anche quest’anno è arrivata nei nostri Comuni in questa settimana, ma la legge è del 27 dicembre, n.160 (Art. 1 comma 29, della legge di bilancio 2020): Misura del contributo Assegno 50.000 (cinquantamila) euro ai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e 90.000 (novantamila) euro ai Comuni oltre 10.000 abitanti. Nella prima fascia rientrano i Comuni di Aiello Calabro, Belmonte Calabro, Lago, Serra Aiello, San Pietro in Amantea .Nella seconda fascia Amantea. Il Viminale ha ripartito i 500 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2020 a favore di tutti i Comuni italiani, nessuno escluso, piccoli e grandi. Le risorse sono destinate all’efficientamento energetico, allo sviluppo territoriale sostenibile, agli interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e all’abbattimento delle barriere architettoniche. La legge è stata già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.304 del 30-12-2019 . Suppl.Ordinario n.45). Entrata in vigore del provvedimento 01/01/2020. Allegato A : Aiello Calabro al n. 4650; Belmonte Calabro al n. 4658; Lago al n. 4694; San Pietro in Amantea al n. 4744 e Serra Aiello al n. 4758. Amantea invece si trova nell’allegato C al n. 618.

Pubblicato in Calabria

Millisi-IranSiamo in guerra e il Governo italiano, il governo giallo rosso, il governo del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, il Governo di Di Maio e Zingaretti è muto. In Medio Oriente si spara e si muore. I missili degli USA colpiscono ancora. I soldati italiani si nascondono nei bunker e lasciano in fretta Baghdad. E cosa fa il nostro Ministro degli Esteri? Tace. Ma trova il tempo di incontrare a Palazzo Chigi Zingaretti il partner della compagine governativa. Invece di difendere i nostri interessi nazionali in quelle zone martoriate e le vite dei nostri militari dispiegati in quelle zone di guerra il Ministro Di Maio si preoccupa del programma governativo, della verifica di governo, della questione di inquisire Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. E mentre in Medio Oriente spirano venti gelidi di guerra e Trump, il Presidente degli USA, da via libera all’uccisione del comandante iraniano Soleimani, il nostro Ministro degli Esteri non solo taceva, era all’oscuro di tutto. Era in vacanza in Spagna con la fidanzata. Non molto tempo fa il Governo degli USA, prima di prendere decisioni cruciali, non solo ci informava, ma chiedeva finanche il nostro parere ed aiuto. Ora, invece, il Ministro Pompeo informa tutti gli Ambasciatori della NATO, tranne quello italiano. Che vergogna! Le autorità statunitensi hanno ignorato l’Italia e come riporta “Il Corriere della sera” si tratta di un clamoroso schiaffo a un alleato storico, ma ora non più affidabile e irrilevante, malgrado l’Italia abbia migliaia di soldati che presiedono quelle zone calde del Medio Oriente. L’esclusione dalle telefonate del Ministro Pompeo all’Italia evidenzia l’irrilevanza dell’Italia che pure ospita varie basi militari statunitensi. In questi tempi di guerra l’On. Di Maio, che ricopre il prestigioso e importantissimo incarico di Ministro degli Esteri, che fu di Saragat, Nenni, Moro, Fanfani, Andreotti per citarne alcuni, si è rivelato non all’altezza. E se l’Italia fosse davvero un paese normale il Ministro degli Esteri del Governo Conte bis, nato solamente per tirare a campare e impedire a Salvini di governare, dovrebbe rassegnare le dimissioni. Ma Di Maio non può dimettersi in questo momento difficile che attraversa il Governo Conte bis perché ci sarebbe una crisi inevitabile dalle conseguenze disastrose che porterebbero alla fine ingloriosa del Movimento 5 Stelle, a scissioni a ripetizioni, allo scioglimento della legislatura e ad elezioni politiche anticipate e Matteo Salvini, secondo i sondaggi, diritto diritto a Palazzo Chigi.

Pubblicato in Italia
BANNER-ALTO2
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy