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Amantea. Fortissima la sorpresa di chi si è visto chiedere il pagamento di contravvenzioni al codice della strada, in particolare per mancato rispetto del semaforo. Ancora più forti le lamentele di chi pur avendo proposto ricorso al Giudice di Pace ed avendo vinto la causa si vede ora addirittura intimato del pagamento della sanzione con aggravio di soprattasse ed altro.

Smaltita la sorpresa e vinta la rabbia qualcuno è andato, perfino, dal Giudice di Pace a chiedere se la sentenza sia stata notificata regolarmente al comune ed ottenuta la risposta positiva si è fortemente arrabbiato.

Non solo ma a nessuno di questi consta che il comune abbia impugnato la sentenza.

La risposta informale del comune, sembra, sia stata che la sentenza non abbia raggiunto il competente ufficio ma che si sia “smarrita” negli uffici comunali.

Impossibile! La posta che entra nel comune viene consegnata ed al momento della consegna viene accusata ricevuta.

Qualcuno probabilmente si è rivolto al proprio avvocato, qualcuno all’amico politico, qualcun’altro forse ha addirittura pagato quanto gli è stato chiesto.

Ma perché, ci si chiede, succedono queste cose che ci vengono segnalate? Perché questa approssimazione? Sempre se vere ovviamente. Ma le “gole profonde” sono assolutamente attendibili e non abbiamo nessun dubbio.

Alla luce di quanto sopra, attenti allora a qualsivoglia richiesta di pagamento vi pervenga. Prima di pagare od anche di strappare la nota valutate attentamente la richiesta ed informatevi.

Non solo, ma ci viene anche riferito che la Engineering sta chiedendo il pagamento di altre contravvenzioni sicuramente prescritte, dimenticando (?) che il termine prescrizionale delle contravvenzioni al CdS inizia decorre dalla data della stessa e non dal primo gennaio dell’anno successivo.

Sollecitati, riteniamo di dover dare informativa alla comunità di quanto sopra. Cosa che facciamo ben volentieri e pronti ad offrire ospitalità del nostro sito a chiunque abbia bisogno di tutela per fatti similari .

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La giunta ha adottato la delibera n 241 con la quale è stato riconosciuto il patrocinio legale al sindaco Francesco Tonnara ed al Dr Mario Aloe parti offese nel procedimento promosso dal dr Giuseppe Scutellà.

La vicenda che ebbe inizio con la denuncia del dr Scutellà e la apertura di una fascicolo del procedimento 1574/12 RG e n 109/12 RGNR.

Il procedimento penale giunse ad epilogo con la proposta di archiviazione avanzata dalla Procura della repubblica.

A tale archiviazione si oppose il dr Scutellà

Da qui la fissazione della udienza in camera di consiglio emessa dal tribunale ordinario di Paola Ufficio del Giudice per le indagini preliminari.

I reati contestati appaiono lesivi dell’immagine dell’amministrazione comunale di Amantea e del suo sindaco Francesco Tonnara in qualità di legale rappresentante dell’ente. Da l interesse alla tutela dell’immagine e l’incarico ad un legale

L’incarico per ambedue i rappresentanti comunali è stato affidato all’avvocatessa Siberia Politano del foro di Paola.

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La società di riscossione non ha corrisposto ai Comuni di Cariati, Nicotera, Castrolibero, Lago, Morano, Casole e Marano i soldi incassati. Aperte inchieste dalle procure bruzia e vibonese. La compagine è coinvolta pure nell’indagine sull’eolico.

I soldi spariti. Denari incassati per conto di vari municipi calabresi, finiti nelle casse della società “Sogefil” e, poi, incredibilmente svaniti nel nulla. Un buco colossale che ha mandato a gambe per aria le casse di una decina di enti pubblici territoriali nostrani. La “Sogefil Riscossione spa”, negli anni scorsi era stata incaricata della riscossione dei tributi da vari centri: Casole Bruzio, Morano, Cariati, Civita, Zumpano, Paola, San Lucido, Amantea, Belvedere, Malito e Nicotera. Tutto sembrava filare liscio fino a quando non sono emerse gravi insolvenze. I soldi incassati, infatti, non erano mai stati trasferiti nei forzieri bancari dei municipi, così come prevedevano gli accordi contrattuali. La società per azioni, ritualmente contattata dalle varie amministrazioni, ha tentato di prendere tempo, accampando scuse legate alla mancanza temporanea di liquidità. Una assenza di disponibilità finanziaria protrattasi nel tempo che ha ineluttabilmente determinato l’avvio di una procedura di fallimento. Ai “fastidi” cagionati alla “S o g efil” dall’intervento della magistratura civile si sono ben presto aggiunti pure i guai provocati dai giudici penali. Due le inchieste aperte. GdS

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