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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comu8nicato stampa:

Nell’incontro che si è svolto solo qualche ora addietro tra noi due candidati e i presidenti delle commissioni provinciale e regionale per il congresso, io e Laratta eravamo serenamente convenuti a dare indicazione unitaria affinché la campagna congressuale non divenisse un immorale “tesserificio”.

Finora si sono svolti circa 20 congressi e ne rimangono da svolgere oltre 100.

Quelli finora svolti si sono tenuti nella massima regolarità tranne i casi di San Sosti e di Serra Pedace.

E’ davvero sospetta, pertanto, questa drammatizzazione che Laratta vuole operare con il ritiro della sua candidatura. E’ come se volesse allagare il campo per non giocare la partita.

In riferimento ai garanti inviati a presiedere i congressi finora svolti non sfugge a Laratta che sono stati nominati unitariamente e d’intesa tra i rappresentanti di entrambi i candidati.

Insomma più che uno scontro sulle procedure e sulle regole mi pare essere una competizione tra chi si propone custode dell’integrità morale e dell’autonomia politica della funzione del PD e chi vorrebbe che il PD fosse un partito alla mercé dei signori delle tessere.

Mi sarei aspettato dall’ex parlamentare Laratta che ci invitasse ad una comune riflessione su chi sono coloro che, improvvisamente e massicciamente, si presentano in alcuni congressi di circolo e chi per loro paga le tessere.

E’ davvero inquietante che ad arginare questo fenomeno grave e degenerativo debbano essere la stragrande maggioranza dei segretari di circolo e amministratori del PD, della quasi totalità dei dirigenti dei Giovani Democratici e non chi si candida addirittura alla guida del partito. Infatti, a fare la fila per la tessera sono stati riconosciuti noti militanti di centrodestra o, addirittura, candidati sconfitti che, nelle recenti elezioni amministrative, si erano opposti alle liste ufficiali del PD.

Non sono credibili, dunque, le ragioni che Laratta ha esposto per motivare il ritiro della sua candidatura.

Anzi, con questa scelta, di fatto Laratta giustifica e sollecita la pratica deleteria dei pacchetti di tessere e del voto di scambio a suo sostegno. A meno che Laratta non sia stato spinto in questa scelta dai capi corrente che lo hanno designato perché preoccupati che, attraverso una libera e trasparente competizione congressuale, si prefigurasse anche per loro una pesante sconfitta.

Cosenza, li 1 novembre 2013 Luigi Guglielmelli

Pubblicato in Calabria

Che siano veri o meno i fatti denunciati da Laratta l’impressione che si ha dall’esterno è che la situazione nel PD cosentino è gravissima.

A meno che Laratta non sia esagerato o siano stati esagerati quelli che gli hanno riferito i fatti.

Le accuse sono di irregolarità, sospetti di brogli e (presunti) tesseramenti gonfiati che hanno ridotto l'atteso appuntamento politico a un mero adempimento burocratico.

Secondo Laratta sarebbero diverse le regole disattese, compresa «la disposizione del regolamento, predisposta dal commissario Alfredo D’Attorre, contenuta nell’art.2, comma, 2, che consente l’esercizio di voto per i nuovi iscritti. Per giunta lo stesso ha emanato, non avendone il potere, disposizioni correttive e circolare con la quale dà indicazioni di contenere i nuovi iscritti in percentuali arbitrariamente fissate. Il presidente della commissione di garanzia deve convocare, presiedere e sorvegliare l’andamento delle assemblee dei circoli e non può interpretare e modificare le norme fissate».

Secondo Laratta questa situazione avrebbe provocato a San Sosti e Bonifati «la sospensione di fatto del congresso dati gli accesi scontri verbali, degenerati anche in rissa».«Tutto ciò nonostante venissero esibite le circolari del responsabile nazionale dell'organizzazione Pd, Davide Zoggia, con le quali lo stesso, in modo irrefutabile, chiariva che a nessuno può essere impedito di tesserarsi e partecipare al voto, essendo nullo il divieto di ricevere nuovi iscritti. Queste ed altre ragioni anche di sicurezza pubblica, atteso il degenerare degli eventi, inducevano il garante a sospendere responsabilmente il congresso. Malgrado ciò, il presidente dell’assemblea ed il segretario di circolo, arbitrariamente, deliberatamente e noncuranti della decisione presa dal nominato Garante, riaprivano immediatamente le operazioni congressuali, insediando in maniera del tutto indebita, con l’ausilio del presidente la commissione provinciale e del candidato a segretario provinciale, Guglielmelli, un nuovo garante».

Insomma come mai forse in nessun partito. Poi Laratta conclude «Se non si pone immediatamente fine a certi comportamenti scorretti e contrari alle regole nei prossimi giorni e soprattutto nei circoli dei grossi centri, potrebbero verificarsi situazioni ben più gravi che potrebbero mettere a repentaglio l’incolumità dei presenti».

Pubblicato in Calabria

Ecco un esempio di politica positiva. Di politica che quantomeno è presente sul territorio per ascoltare, per vedere, per concorrere nelle scelte degli interventi. Parliamo della presenza in Amantea del consigliere regionale Carlo Guccione e dell’ex parlamentare Franco Laratta( il parlamentare PD più attento alla nostra cittadina ma rimasto fuori dal parlamento).

Un vento freddo che tagliava il viso non ha impedito a tutti i presenti di recarsi direttamente sulla statale 18 nel luogo della erosione per verificare de visu cosa fosse successo.

A camminare sul precipizio fronte mare c’erano Carlo Guccione e Franco Laratta, gli amministratori Michele Vadacchino, Sante Mazzei, Antonio Rubino, Vincenzo Pugliano, il segretario del circolo PD di Amantea Salvatore Pirillo, diversi albergatori( tra gli altri Demetrio Metallo, Gabriele Perri, Oscare Nicoletta ed altri), i giornalisti de Il Quotidiano e della Gazzetta del sud, la TV Esperia e numerosi ed attenti cittadini.

Al rientro in albergo l’immediato l’inizio della conferenza stampa. Al tavolo di presidenza il vicesindaco Vadacchino, Carlo Guccione, Franco Laratta e Vincenzo Pugliano.

Vadacchino ha ricordato quanto fatto dall’ente comune di Amantea per il problema della erosione ad iniziare dalla conferenza di servizio del 2010 e la delusione per la insufficiente attenzione da parte dell’ente regione

Laratta ha ricordato il forte rischio di isolamento del basso Tirreno Cosentino ed ha evidenziato come se non si affronta il problema con la dovuta perizia e tempestività si corrano rischi che resti la sola A3 a collegare il sud ed il nord. Laratta ha ricordato anche il prossimo giro d’Italia che transiterà sulla Statale ed il rischio che una mareggiata lo blocchi. Poi l’ex onorevole del PD ha richiamato le tante e gravi responsabilità in capo a questa vicenda e posto l’accento sugli elementi della perizia tecnica che addossano al vicino porto la responsabilità del depauperamento della costa a sud.

Anche Laratta è rimasto impressionato dalla foto di dieci anni fa che mostra una spiaggia di alcune centinaia di metri letteralmente scomparsa

E’ seguito l’atteso intervento di Guccione che ha ringraziato i presenti( ed in particolare Vadacchino e Salvatore Pirillo) e ricordato anche la email inviata dall’europarlamentare Mario Pirillo che lo ha ringraziato per la forte attenzione posta al problema della SS18. Di seguito Guccione richiamata la sua interrogazione a risposta urgente sulla problematica ( che sarà discussa nei prossimi giorni in Consiglio regionale), ha ricordato la carente rimessa di fondi nazionali verso la Calabria, e si è impegnato per trovare una soluzione definitiva ad un problema che per la sua gravità deve trovare risposta immediata e definitiva.

Dai presenti numerosi interventi ai quali hanno risposto Guccione e Laratta

Pubblicato in Politica

Si tratta di un attacco frontale.

Dopo la consegna dell'esposto-denuncia al Procuratore della Repubblica di Castrovillari sulla grave situazione sanitaria che si è venuta a creare in tutta l'area del Pollino che ha subito la riconversione dei presidi ospedalieri di Lungro e Mormanno nell'aprile del 2012 in centri di assistenza primaria territoriale, il sindaco, Domenico Lo Polito, il deputato Franco Laratta ed il consigliere regionale Carlo Guccione, del Pd, hanno tenuto una conferenza stampa nel corso della quale hanno sottolineato «la gravità della situazione» dell'ospedale della cittadina del Pollino.

Nel corso dell'incontro è stato sottolineato, tra l'altro, che «la determinazione dei posti-letto per acuti avvenuta con il decreto 103 del 5 luglio 2012 prevedeva per l'ospedale “spoke” di Castrovillari l'assegnazione di 223 posti-letto da distribuire nei vari reparti mentre, per effetto del criterio previsto dal Piano di rientro, che fissava in 2,5 posti letto per acuti ogni mille abitanti, alla città di Castrovillari e al Pollino ne dovevano toccare 259. Non solo, quindi, lo “spoke” di Castrovillari ha subito una forte penalizzazione (36 posti-letto in meno) ma, addirittura, i posti-letto per acuti attualmente attivi presso il nosocomio di Castrovillari sono soltanto 114 rispetto ai 223 previsti (109 in meno). Una situazione sanitaria, dunque, che vede quest'area fortemente penalizzata e che rischia di mettere seriamente in pericolo l'incolumità dei cittadini negando, di fatto, il diritto costituzionale garantito ai cittadini alla salvaguardia della salute e alla cura». «Più volte, in coerenza con il nostro ruolo istituzionale - hanno sostenuto i tre esponenti del Pd - abbiamo interessato il Parlamento, il consiglio regionale, il ministro Balduzzi e il presidente della giunta regionale Scopelliti, a cui abbiamo rappresentato la grave situazione di emergenza che si è venuta a creare a Castrovillari, in tutta l'area del Pollino e nell'intera regione. Abbiamo dimostrato, con atti e fatti documentati, che in questi anni, anziché potenziare i servizi territoriali e ospedalieri, sono stai effettuati solo “tagli” indiscriminati e che i decreti del commissario Scopelliti sono rimasti solo belle parole scritte sulla carta cha hanno avuto il pregio di creare una rete sanitaria ed ospedaliera “virtuale”, lontana anni-luce dalla realtà, in cui non vengono garantiti nemmeno i livelli minimi di assistenza. Alle nostre denunce non è seguita alcuna risposta e l'inerzia consapevole di chi aveva la responsabilità di porre rimedio a tale situazione non ha consentito che fossero assunti una serie di provvedimenti amministrativi necessari ad impedire l'insorgere di una vera e propria emergenza sanitaria». «Di fronte a questa situazione drammatica - hanno sostenuto ancora Lo Polito, Laratta e Guccione - il governo centrale non può più continuare a far finta di non vedere. Né può accontentarsi di evidenziare, attraverso il Tavolo Massicci, le numerose criticità ed i ritardi nell'applicazione del Piano di rientro scaduto il 31 dicembre del 2012 che hanno determinato il blocco dell'erogazione delle risorse destinate alla Calabria che verranno erogate soltanto dopo la risoluzione di tutte le criticità emerse nel corso della riunione del Tavolo Massicci svoltasi il 7 novembre del 2012». Guccione, in particolare, ha sostenuto che «non è più tollerabile, e ci auguriamo che ciò non accada, che il presidente Scopelliti, che non ha raggiunto gli obiettivi previsti nei tre anni di attuazione del Piano di rientro, possa ancora continuare a gestire la sanità calabrese come Commissario dal 2013 al 2015».Quicosenza

Pubblicato in Calabria
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