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Una delle due è la verità; non può essere diversamente.

O gli amanteani sono diventati folli e fanno ricorsi improvvidi od i comportamenti dei datori di lavoro e della amministrazione comunale sono abnormi, distorti e, comunque, da giudicare.

La verità è che quando ci si abitua al lavoro ed al reddito che ne deriva è difficile farne a meno.

È il caso delle strisce blu.

Una delle poche occasioni di lavoro che si presentano nella città di Amantea.

E quando scade il primo contratto e si bandisce un nuovo appalto è normale sollecitare l’amministrazione comunale a far conservare il rapporto di lavoro con i precedenti dipendenti

Ed invece normalmente succede il contrario.

Da qui il ricorso al giudice del lavoro

L’ultimo in ordine di tempo è quello notificato il 27 marzo 2017 dall’ex vigilina Stefania Caruso.

Un ricorso contro la Beta Consulting e contro il comune di Amantea

Un ricorso finalizzato alla riassunzione ed alla conseguente condanna al risarcimento dei danni.

Per la stessa vicenda e per la stessa motivazione altri si sono già rivolti a Giudice del lavoro di Paola

Le motivazioni riportate nel ricorso sono correlate al fatto che la clausola sociale presente nel bando è stata disattesa.

Secondo il comune le procedure di selezione appartenevano alla autonomia della ditta aggiudicataria e pertanto nulla poteva il comune nella sfera di pertinenze esclusiva del privato.

Ma allora che cosa è stata messa a fare la clausola sociale se si aveva la consapevolezza che tanto….

Da qui la decisione di opporsi anche a questo atto di citazione dando incarico all’avvocato Simonetta Bruni sia per permettere una difesa uniforme sia per ragioni di economia

Voci sussurrano che esistono ragioni tali per cui il comune perderà la causa.

Pubblicato in Politica

“In attesa della tua venuta o Signore….”

I più ferventi fedeli dicono sempre “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino!”

Allora, alla fine Egli giudicherà. La Sua venuta sarà un giudizio.

E quando verrà tutte queste umane porcherie avranno fine!

Ci scrive un amico:

Stamattina dovevo fare una operazione bancaria

Faccio il ticket per mezz’ora.

Dopo quasi mezz’ora non sono ancora giunto allo sportello.

Che devo fare?

Lascio la fila e torno fuori a fare un altro ticket?

Allora chiedo: “Se vado fuori a rinnovare il ticket mi conservate il posto?

La risposta non ammette repliche: Ci dispiace : Se esci devi ricominciare”

E poi quanto pago?

Un’altra mezz’ora ? Un’ora?

E se poi magari bastano pochi minuti e ci perdo quasi tutto il ticket?

Allora decido di osare sperando che il vigilino visto il pagamento del ticket che è semplicemente scaduto non mi faccia la contravvenzione

Esco e trovo la multa!

Era stata fatta alle 10,24, cioè 23 minuti dopo la scadenza.

Devo pagare 25 euro e ridotto del 30% 17,50 euro

Non è giusto!

Io non ho evaso il ticket, ma fare la fila in banca, alla posta, dal medico, in farmacia è un fatto quotidiano che deve essere previsto.

Non sarebbe più giusto farmi pagare la differenza oraria?

Chissà se il Signore vorrà illuminare le menti dei futuri amministratori che possono e secondo me devono correggere questi comportamenti.

Giacomo Amendola.

Come non cogliere il cambiamento delle regole di comunicazione del comune di Amantea?

 

Da qualche tempo siamo passati dalla comunicazione politica, e dai suoi toni tipicamente trionfalistici, a quella più reale e vera della comunicazione istituzionale. Ne diamo atto al comandante Caruso. Ci sembra un buon inizio per il 2017.

 

Per quanto comunque si tratti di dati incompleti (mancano ,infatti, i dati relativi alle contravvenzioni) non si può non sottolineare la importanza della valutazione resa possibile ai cittadini amanteani dalla conoscenza dei dati degli incassi dei parcometri.

Comunque, leggiamo la determina del Comando di Polizia municipale n 20 del 10 marzo 2017 e scopriamo che dal 19 dicembre 2015 al 31.dicembre 2016 i parcometri hanno incassato 179.320,92 euro.

Il dato ci sorprende, intanto per quel 2 finale. A cosa è dovuto quel 2 finale? 30, 60 e simili non arrivano certo a 92. Ed allora? Che qualcuno abbia fatto omaggio di 2 centesimi di cui 1 al comune ed 1 alla ditta?

Inoltre non siamo in grado di comparare gli incassi di questo ultimo periodo con gli altri precedenti.

 

Comunque, ci sembra che la somma spettante alla impresa Beta professional Consulting pari ad euro 89.660,46 , cioè 6896.95 mensili( per 13 mensilità), non sia sufficiente alla copertura dei costi del personale.

A meno che le percentuali degli incassi delle contravvenzioni non garantiscono la detta copertura ed un minimo di reddito di impresa.

È evidente, al contrario, che le strisce blu per il comune sono una manna dal cielo ed un business.

Già così. E non sappiamo quanto il comune incassi dalle contravvenzioni!

Appena lo sapremo, tutti potremo fare le opportune valutazioni sull’interesse del comune a mantenere , ridurre od ampliare le strisce blu.

Ma come fare per saperlo?

Occorre aspettare che dalle prossime elezioni esca una amministrazione che intende dire tutte le verità e nient’altro che le verità al popolo.

Od almeno aspettare che dalle prossime elezioni esca una minoranza che contenga al proprio interno il germe della tutela della città, quello della tutela sistema commerciale, quello del diritto del popolo a conoscere le cose che lo riguardano.

Speranze difficili da realizzarsi, direte voi? Forse si, forse no!

Dipende esclusivamente dal popolo pretendere la verità e scegliere consiglieri che la cerchino e la diffondano.

Si chiama diritto alla democrazia.

Pubblicato in Politica

Scrive sul suo blog la consigliera Francesca Menichino:

“AD AMANTEA. PARCHEGGI BLU. PARCHEGGI GIALLI E PARCHEGGI IMMACOLATI

  

Finalmente un esempio di buona amministrazione arriva da " Mantiella a terza ".

Pare che un ausiliare del traffico abbia inviato una mail al sindaco dicendo di aver ripetutamente rilevato strani parcheggi di componenti della giunta familiare e questo poteva comportare un preavviso di garanzia.

Il sindaco non ha assolutamente sottovalutato la mail e ha provveduto immediatamente.

Adesso non solo le strisce non si vedono ma anche l' ausiliare non si vede più”

Ha risposto Pasquale Bonavita :

“Cara francesca ho grande stima per il lavoro che fai, ti scrivo da semplice cittadino , non come ben sai da appartenente ad un partito quale il PD.

Questa delle strisce blu è una vergogna che si associa alle altre di un estate che definire vergognosa è fin poco.

Uno su tutto quel limite in localita' Principessa su tutte, ma non di meno la continua scarsa civilta' di noi amanteani in primis.

Penso di conoscere la panda nella foto in questione, penso di conoscere il proprietario che nemmeno sa come mi chiamo , ma lo vedo da sempre come una persona educata e civile come poche nella nostra Amantea, non penso parcheggi in quel modo per approfittare di una posizione da “marchese del grillo” , tanto per citare l'amico marco , ma stamattina passavo e due giovani e non di Amantea avevano parcheggiato sul posto riservato ai disabili, quindi ancora peggio, sono usciti da un attività commerciale prossima a quella foto.

Cara Francesca a te come opposizione effettiva in comune, come al mio partito, chiedo e ho chiesto di regolarizzare questo scempio delle strisce blu, perché un residente, un lavoratore deve avere un posto idoneo allo scarico e carico, una parte di blu deve essere libero, e poi chi è senza peccato scagli la prima pietra, vigili ausiliari avete rotto le palle di usare pesi diversi (scusate il francesismo), o si usa il buon senso per tutti o si applica il codice della strada a dovere.

Come giorni fa ha scritto sul sito tirreno news il signor Giuseppe Marchese, oltre a quello evidenziato nella foto ci sono mille modi di commettere infrazioni al codice della strada.

Allora lo vogliamo dire al sindaco, al corpo di polizia municipale ,ecc....questo codice della strada esiste o no ?.

Visto che sono stato chiamato in ballo non posso esimermi dal prendere parola sulla vicenda; non sarebbe nelle mie corde.

Mi sembra che l’amico Pasquale esiga una maggiore giustizia e per questo solleciti il sindaco, la polizia municipale ad una applicazione intensa e corretta del codice della strada.

Difficile non essergli vicino quando denuncia la vergogna dei 30 kmh di località Principessa.

Impossibile non essergli vicino quando denuncia la occupazione abusiva de parcheggi per invalidi.

Ancora più impossibile quando richiama indirettamente il silenzio delle opposizione evidenziando che la Menichino è la opposizione effettiva.

Eccetera.

Di questa vicenda quello che è gravissimo e che sorprende è la ipotesi che sia stato commesso un vero e proprio abuso a carico di chi ha avuto l’ardire di rilevare questi comportamenti e che si è trovato fuori.

La affermazione “Pare che un ausiliare del traffico abbia inviato una mail al sindaco dicendo di aver ripetutamente rilevato strani parcheggi di componenti della giunta familiare e questo poteva comportare un preavviso di garanzia

Il sindaco non ha assolutamente sottovalutato la mail e ha provveduto immediatamente.

Adesso non solo le strisce non si vedono ma anche l' ausiliare non si vede più”

Ne siamo certi finirà in tribunale insieme alla foto.

Ci scommetto!

Ancora una vicenda che raggiungerà il tribunale e, stando a quanto si dice, la procura della repubblica di Paola.

Parliamo del licenziamento di Simone Vairo.

 

 

Simone è stato uno dei vigilini delle Strisce blu.

Uno di quelli che esercitava l’attività senza remore, ma era sempre con il sorriso, pronto a dialogare con la persona sanzionata spiegando le proprie ragioni, cioè le ragioni del servizio.

Parliamo di centinaia e centina di contravvenzioni.

Molto zelante ed efficiente , al punto che la azienda lo aveva nominato proprio advisor incaricandolo insieme con un altro dipendente di esercitare il controllo sul funzionamento del servizio.

Molto zelante al punto da sanzionare chi doveva essere contravvenzionato compresi i potenti e loro familiari.

Ed è forse questo che ha pagato!

Sembra si tratti di un palese caso di mobbing che sarà portato alla attenzione del giudice del lavoro.

Certamente non gli si poteva contestare la carenza di prestazioni, né comportamenti forti od irrituali.

Ed infatti a tanti, se non tutti, il licenziamento non è apparso giustificato e molti amanteani sono pronti a seguire personalmente e direttamente il procedimento davanti al giudice del lavoro,certi che la azienda sarà costretta a riassumerlo.

Un altro episodio si aggiunge alla vicenda delle strisce blu sulla quale sono stati spesi km di parole sembra inutilmente .

Una vicenda sulla quale la politica ha assunto posizioni divergenti.

Seguiremo il caso di Simone cominciando con il dare atto che la stessa sua assunzione agli amanteani apparve ben strana atteso che il ragazzo non mancava di criticare il potere, da chiunque espresso e rappresentato, ma che poi aveva assunto una posizione molto più serena operando perfino nel sociale.

Seguiteci e vi faremo sapere.

Anche sulle vere ragioni del suo licenziamento se arriveranno, come pensiamo, alla attenzione di ben altro giudice!

Una vicenda kafkiana quella delle strisce blu ad Amantea.

Se non ci fossero le strisce blu quei pochi parcheggi nelle zone commerciali del paese sarebbero occupati costantemente dalle auto dei residenti e dei commercianti e loro dipendenti.

 

E non dite di no, perché ben si sa!

Vero è che si imporrebbe almeno il disco orario.

Ma poi chi lo farebbe rispettare se mancano i vigili urbani?

Ed allora le strisce blu sono un obbligo, più che una necessità.

Certo che le contravvenzioni alla Speedy Gonzales non sono certamente apprezzabili né opportune.

Così come non sono apprezzabili od opportuni, però, taluni comportamenti degli automobilisti che per non pagare 30 centesimi si “fermano” in seconda fila impedendo ai paganti di uscire dallo stallo.

Inventiamo il termine contravvenzioni alla Speedy Gonzales per intendere quelle che non danno il tempo di raggiungere la macchinetta erogatrice, che spesso è lontana dal parcheggio, e di ritornare per esporre il ticket del pagamento.

Un comportamento alla Speedy Gonzales che induce alla creazione ed esposizione di cartelli nei quali si legge:

-“Attenzione multa in vista, veloce e senza preavviso”, od ancora

-“Invitiamo la clientela a non lasciare l’auto incustodita neanche per pochi secondi”

E non finisce qui; sul web si legge:

DOBBIAMO REAGIRE A QUESTA AGGRESSIONE DA PARTE DEI AUSILIARI STRISCE BLU. PER POCHI MINUTI NON DOVETE SANZIONARE UN CLIENTE CHE GIA' PER ARRIVARE AD AMANTEA DEVE PASSARE VARI OSTACOLI SOPRATUTTO SE PROVIENE DA SUD, TRA CUI

IL SEMAFORO DELLA PRINCIPESSA

IL SEMAFORO DI CAMPORA

ILSEMAFORO DI VIA LAVA GAENZA FURGIUELE

IL SEMAFORO DI VIA BALDACCHINO

IL SEMAFORO DI VIA MARGHERITA

PER ARRIVARE ALLE STRISCE BLU.

Tante le reazioni del web.

Molte a favore tra cui:

Patrizia Bruni. Na vrigogna.....poveri voi commercianti...pure questo vi tocca!.....fino a quando sopperteremo senza reagire...

Luigi Infante: Io ho già preso 5 o 6 multe x pochi minuti out dalla scadenza del biglietto... Qualcuno/a è tollerante, altre proprio x niente....

Maria Caruso: E capirai che un signore anziano non aveva moneta quindi è andato a cambiarli per fare il ticket, ma al ritorno la multa! Le sue parole: non verrò mai più in questo paese! E la figura c'è la facciamo noi tutti.

Antonella Buffone :io stavo x prenderla ...tempo fa...stavo andando a fare il ticket e quando torno per metterlo esposto ..una vigle stava gia x scrivere..non mi sono trattenuta e ...stavo riskiando di finire denunciata.

Una dubbiosa.

Paola Signorelli :Cioè ora i semafori sono "ostacoli"?dai non esageriamo

Ed un ottimo consiglio:

Franco Veltri Saarlouis (Germania) 38mila abitanti....I primi 15 minuti sono GRATIS.

Vai alla macchinetta e premi x il biglietto senza SOLDI ti esce uno scontrino con data,ora e i 15 minuti.....dopo i 15 minuti paghi da 1 eur a ora o puoi fare anche i 30 minuti...

Multa senza biglietto?

Dai 10 eur massimo 25....

Viva L'italia.

Ma Veltri vive in Germania. Un altro mondo! Ed altre amministrazioni!

 

Pubblicato in Cronaca

Il comune di Paola ha bandito un pubblico incanto per l’affidamento in concessione del servizio di gestione e vigilanza delle aree destinate a soste tariffate e zone limitrofe me diante Parco metri ed ausiliari del traffico.

Siamo stati invitati a trattarne con particolare riferimento a quegli elementi di dubbia legittimità

Sono emersi diversi elementi che pongono dubbi sulla loro legittimità.

Uno di essi però ci è sembrato immediatamente il più rilevante

Parliamo del punteggio da assegnare per la modalità organizzativa di svolgimento del servizio e nel quale sul totale di 43 puntine vengono disposti 20 per il numero delle unità impiegate. Si legge chiaramente la seguente dizione :” N.B. dovranno essere impiegate almeno 4 unità residenti nel comune di Paola”

A tal punto dobbiamo richiamare il chiarimento fornito dall’Anac, nel parere del 6 giugno 2014 AG 30/14 secondo il quale la clausola del bando che imponga l’obbligo di assumere soggetti disoccupati o in cerca di prima occupazione che risiedano nel Comune è illegittima.

Dispone infatti l’articolo 69 del Codice dei contratti pubblici che“le stazioni appaltanti possono esigere condizioni particolari per l’esecuzione del contratto, purché queste siano compatibili con il diritto comunitario e, tra l’altro, con i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, e purché siano precisate nel bando di gara, o nell’invito in caso di procedure senza bando, o nel capitolato d’oneri”.

Con riguardo alla prioritaria assunzione di soggetti disoccupati, l’Autorità ha, in altre occasioni, affermato che l’obbligo di impiegare lavoratori svantaggiati, quale condizione di esecuzione dell’appalto, è conforme al disposto dell’articolo 69 del d.lgs. 163/2006.

Di contro, non risultano conformi al diritto comunitario quelle clausole che contengono al loro interno dei criteri irragionevolmente restrittivi della concorrenza, quali possono essere i criteri localistici (Parere sulla normativa, AG 44/13).

Pertanto, non è possibile imporre l’obbligo di attingere tra i disoccupati residenti nel territorio della stazione appaltante.

Siamo in attesa di verificare se il problema sia stato sollevato in sede di gara.

Pubblicato in Paola

Il Giudice di pace di Paola ha emesso recente mente una sentenza con la quale ha condannato il comune di Amantea al pagamento di 80 euro per compensi legali e 43 euro per spese, oltre, ovviamente, accessori di legge.

 

Probabilmente è la prima sentenza del genere.

Ne ha dato notizia Luigi Rubino Presidente dell’associazione L’Incontro.

A difendere la signora contravvenzionata due avvocati di Paola ed Amantea

 

La ricorrente ha dedotto, a sostegno della opposizione, la mancanza di aree di parcheggio libero, contestualmente a quelle di parcheggio a pagamento nella zona relativa all’accertamento; la violazione dell’art 7/6 ed 8 del CdS; ed altro.

Il Giudice di Pace di Paola ha ricordato , innanzi tutto, che in materia di opposizione a provvedimento amministrativo ex legge n 689/81, la pubblica amministrazione deve dimostrare la sussistenza dei presupposti di fatto e di diritto per l’applicazione della sanzione ( Cassazione sezioni unite n 3271/90)

Non solo ma il giudice ha evidenziato che il comune non ha provato la legittimità del verbale impugnato; in particolare non ha fornito idonea prova dell’esistenza di area lasciata al parcheggio libero così come richiesto dalla legge nella zona della contestazione.

Infine ha ricordato il GdP che sempre la cassazione a sezioni unite con sentenza n 116/2007 ha dichiarato che la non legittimità dei provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento per non aver rispettato l’obbligo imposto dall’art 7, comma 8 del Cds rende illegittima la sanzione amministrativa irrogata per la mancata esposizione del tagliando di pagamento per la sosta all’interno della strisce blu.

 

La sentenza reiterabile farebbe venire meno il servizio delle strisce blu.

E’ quindi probabile che il comune ricorrerà avverso la sentenza del Giudice di Pace per evitare di chiudere il servizio di parcheggio a pagamento.

Pubblicato in Politica

Ho parcheggiato l’auto e stampato lo scontrino per la sosta di un’ora (vedi foto)

 

Dopo un qualche tempo ho guardato l’orologio ma in verità non ricordavo perfettamente l’orario di scadenza del ticket.

E così ad un certo punto esco dal negozio dicendo al commerciante che sarei tornata appena possibile per completare l’acquisto

 

E mi sono diretta verso l’auto.

Ho dovuto percorrere un tratto di marciapiedi, cercare le chiavi dell’auto , aprirla, guardare lo scontrino e comprendere che dovevo fare subito il rinnovo.

Cerco con gli occhi la macchinetta erogatrice. Non la vedevo perchè era coperta da un camioncino.

Cerco con gli occhi un vigilino per chiedere informazioni ma non lo vedo.

Un gentile commerciante me ne indica la direzione

La raggiungo, apro la borsa, cerco il borsellino delle monetine , lo apro per prendere le monetine e scopro che ho solo 20 centesimi.

“Oddio!-esclamo-. Non bastano”.

 

Allora riapro il portafoglio cerco una banconota da 5 euro , o dieci euro e mi avvicini ad un negozio chiedendo di cambiarmeli in monetine.

“Mi dispiace- ti dice il commerciante- non riesco a cambiarle la moneta”

 

Esco per cercare un altro negozio.

Nemmeno qui riesco ad avere il cambio

Allora mi faccio coraggio e chiedo di prestarmi 10 centesimi per aggiungerli ai miei venti e fare lo scontrino minimo di mezz’ora.

Il commerciante mi guarda sorpresa ma gira con il dito nel cassetto e dopo aver trovato i dieci centesimi mi fa :”Ecco, signora!”

“Appena cambio ve li riporto!- dico io”

“Non vi preoccupate!” mi dice il gentile commerciante.

 

Esco e vado verso la macchinetta.

Per raggiungere la macchinetta devo passare davanti all’auto e vedo la contravvenzione sul tergicristallo.

Mi guardo intorno per cercare il vigilino e spiegargli quanto successo e cercare comprensione ma non lo vedo!

 

Sono sicura di essere diventata rossa in viso per la rabbia.

Faccio il nuovo scontrino, torno All’auto e leggo che : “Ora devo pagare venticinque euro”

Non è giusto. Non è affatto giusto!

 

Non c’è dolo nel mio comportamento. Infatti ho pagato la prima ora.

Mi viene in mente che se avessi impiegato meno tempo a fare la spesa e fossi tornata a casa avrei perso parte dei soldi.

Ma purtroppo vanno così le cose, ma non è giusto. Sembra una vessazione, anzi è una vessazione

 

Non è giusto che l’amministrazione non abbia tolleranza con chi si comporta correttamente.

Torno a casa, accendo il pc e faccio una ricerca scoprendo che il Ministero dei Trasporti nella nota del 53284/2015 ha scritto: “…questo ufficio ha più volte espresso il parere che il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento non si sostanzia in una violazione di obblighi previsti dal Codice della Strada ma si configura come una inadempienza contrattuale che comporta per l’amministrazione creditrice un recupero delle tariffe non riscosse previa le procedure coattive previste ex lege e l’eventuale applicazione di una penale secondo quanto previsto nella regolamentazione ex articolo 7 comma 1 lettera f). e non la sanzione di cui all’art 7 comma 15 secondo periodo”.

 

Non solo ma il Ministero esprime parere favorevole ad una tolleranza in caso di prolungamento della durata di sosta senza necessità di integrare il ticket.

Ma queste cose il sindaco le legge? E perché allora non le applica.

Perché permette che i vigilini non abbiano la minima tolleranza?

Perché fa redigere una contravvenzione che è illegittima?

 

In che mondo viviamo?

Ah, inutile dire che non sono tornata più nel negozio!

Pubblicato in Cronaca

Ci permetterete di lasciare anonime le persone interessate alla vicenda che vi raccontiamo, vigili compresi.

 

C’erano i parcheggi liberi in piazza mercato nuovo ma un cittadino ha ritenuto opportuno parcheggiare a latere delle stesse e senza pagare il ticket.

Nel comportamento sembrava potersi avvertire una sorta di rifiuto preconcetto del pagamento del ticket e senza preoccuparsi affatto per l’altra sanzione al cds sicuramente ricadente per il parcheggio effettuato.( tanto i vigili veri non ci sono!)

 

L’addetto al controllo delle strisce blu ha emanato la contravvenzione ed ha apposto il modello cartaceo sotto il tergicristallo.

Si tratta di una contravvenzione elevata ai sensi dell’articolo 158/2.6 “Lasciava il veicolo in sosta in posizione tale da impedire di accedere ad altro veicolo regolarmente in sosta”; così si legge nel verbale.

Ed infatti il richiamato articolo stabilisce che “La sosta di un veicolo è inoltre vietata: b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta”.

Forte la reazione del contravvenzionato che ha sostenuto la illegittimità della sanzione atteso che i “vigilini” non possono elevare verbali al di fuori delle strisce blu come se fossero vigili normali.

 

Un “vigilino” nei pressi educatamente avvicinatosi, pur non essendo il redattore della contravvenzione, ha ricordato che si tratta di una competenza ai medesimi “vigilini” afferita dalla ordinanza di nomina a firma del sindaco.

Il contravvenzionato chiama i carabinieri che non arrivano.

Dopo aver atteso il tempo sufficiente chiama i vigili urbani che prontamente si presentano in piazza mercato nuovo e che confermano la regolarità della sanzione elevata.

Una mossa intelligente perché diversamente avrebbero dovuto elevare un’altra contravvenzione di maggiore rilevanza.

Tutti intorno, al contrario, hanno dubbi.

 

Qualcuno dice :” I precedenti vigilini non ci sembra abbiano mai redatto verbali simili. Ed allora? Erano omissivi i precedenti vigilini , al punto da aver fatto perdere soldi al comune, sono eccessivi questi ultimi o nei giorni corsi è cambiato il codice della strada?”

Di certo il codice della strada non è cambiato.

Abbiamo chiesto e stiamo aspettando la copia della precedente ordinanza per confrontarla con quella attuale.

Ma nel mentre abbiamo avuto modo di leggere l’art. 17, comma 132 , della legge 127/97 il quale stabilisce che “i Comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione”.

Dalla precisa dizione “limitatamente alle aree oggetto di concessione “ discende che i cosiddetti “vigilini” possono fare le multe ai veicoli in sosta soltanto per ciò che riguarda le strisce blu: per esempio, a chi non espone il ticket, a chi ha il grattino scaduto e a chi parcheggia in modo da ostacolare le manovre in entrata o uscita dal parcheggio a pagamento delle altre auto, cioè praticamente in seconda fila.

 

Al di fuori, dunque, degli spazi in concessione gli ausiliari del traffico non vantano alcun potere, neanche se la macchina è parcheggiata sul marciapiede o sulle strisce pedonali. In tali ultimi casi, l’unico soggetto legittimato a elevare le multe è la polizia municipale.

La esclusiva competenza della Polizia Municipale per le strisce pedonali è confermata dalle sent. n. 7336/2005, 551/2009 e 5621/09 della cassazione.

Per ultimo la sentenza n.5621/2009 delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione ha stabilito, con che “può essere enunciato il principio di diritto secondo cui le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell’area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu)”.

Ma allora i decreti sindacali del 23 dicembre 2015 sono illegittimi?

Qualcuno ne è certo al punto che li impugnerà chiedendone l’annullamento.

Peraltro che la contravvenzione elevata fosse inesistente sembra dimostrato dal fatto che né il “vigilino” , né i Vigili Urbani hanno disposto la rimozione del veicolo come previsto dal codice e dal decreto di nomina.

Resta così l’antico e mai risolto problema . Se devi ricorrere ci vuole un avvocato, poi devi pagare la marca per il ricorso e ti costa di più!.

Ma questa non è giustizia.

Allora passiamo la palla alla politica ( ma c’è?) ed alla giustizia “vera” e siamo aperti ad ogni contributo che qualche “legale” volesse inviarci per la pubblicazione.(Non si sa mai, chissà che….!)

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