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Scrive Francesca Menichino:

“Venerdì scorso nella sala consiliare del Comune di Amantea abbiamo assistito all'ultima puntata di una serie che si chiama "Casa della Salute di Amantea", inserito nella rassegna "La Salute in Calabria".

 

La proiezione è stata affidata al sindaco di turno che faceva l'equilibrista tra dirigenti regionali e provinciali della Sanità, il presidente della provincia "Evergreen Iacucci" e niente popò di meno la deputata Bruno Bossio.

La visione è stata raccapricciante innanzitutto per l'arroganza dei due esponenti PD che si sono sentiti in diritto di maltrattare dei cittadini amanteani:

la Bruno Bossio se l'è presa con Peppe Marchese, e Iacucci ha interrotto bruscamente Salvatore Amendola, che richiamava il tema fondamentale dell'ambiente accanto a quello della salute, e che sono quindici anni che fa battaglie civiche per la nostra città.

I cittadini non si trattano così, altro che "onorevoli", voi con questi comportamenti disonorate la Calabria e i cittadini che devono essere ascoltati.

Quello della deputata poi un intervento penoso, elettoralistico e vuoto, in bilico tra il vecchio e il nuovo sindaco come a dire "ndo cojo cojo" adesso che andiamo a votare.

Ha persino negato di avere detto pubblicamente "dal primo gennaio i commissari di fuori non ci saranno più”, frase pronunciata un anno fa a Diamante che mi sono permessa di ricordarle e che ha puntualmente negato. Quale novità...

La verità è che i faccendieri della politica vengono nelle nostre città, si permettono di maltrattarci o esplicitamente, come è successo, o implicitamente come succede ogni qualvolta ci promettono quello che puntualmente sono incapaci di realizzare.

O di cui non gli importa nulla.

L'ultima è la barzelletta di Oliverio, che ha detto che si incatenerà se non gli restituiranno la gestione della sanità in Calabria.

La cosa più grave e inaccettabile è quando questo avviene sul tema della salute e della sanità che in Calabria è trattata come una fetta da spartirsi tra potentati politici ed imprenditoriali e come un bacino da utilizzare nelle competizioni elettorali. Ed è grave che si faccia passare per “straordinario” ciò che è ordinario per chi si assume una tale responsabilità acquistando la gestione della Res Publica.

Quanto alla fetta da spartirsi, poi, magari è successo pure alle ultime elezioni ad Amantea perchè pare, così si dice in giro, che in una vicina clinica qualcuno avrebbe consigliato uno specifico voto tra i vari candidati.

E mentre loro parlano noi ci siamo abituati a vedere la struttura del Poliambulatorio eternamente incompiuta, mentre si pagano da decenni affitti in appartamenti magari inadeguati come quello che hanno destinato al Centro di Salute Mentale, siamo abituati a farci minacciare tagli e chiusure tra radiologia, mammografia, laboratorio analisi e servizi vari.

E soprattutto ci siamo abituati a farci prendere in giro da amministratori ai quali, ovviamente, non crediamo più ma che, puntualmente, scegliamo di mettere lì a governarci.

Buona serata a tutti.

scuolaIn attesa della riunione definitiva che avrà luogo il prossimo 25 agosto, alla presenza del dirigente scolastico Antonella Bozzo, le forze politiche rappresentate in seno al civico consesso nepetino si confrontano sulle diverse soluzioni prospettate dal sindaco Mario Pizzino per garantire la continuità didattica degli allievi delle scuole medie. L’obiettivo ultimo è determinare una soluzione ponte che conduca alla ristrutturazione e all’adeguamento dello stabile che un tempo accoglieva gli uffici del giudice di pace e che possa consentire la ricostruzione del fabbricato che, per oltre quarant’anni ha ospitato, le scuole in questione.

«L’analisi delle diverse problematiche – evidenzia il sindaco – è stata complessa ma al tempo stesso ponderata. Ogni soluzione possibile presenta pro e contro. Si tratta dunque di individuare il miglior assetto possibile per attendere i pochi mesi che ci separano dalla sistemazione del palazzo del giudice di pace. La prima proposta riguarda il plesso “Giovanni Pascoli” di via Baldacchini. Esso, al momento, dispone di 14 aule che potrebbero ospitare in toto le scuole medie ed inoltre, considerata la vicinanza alla palestra, si eviterebbero i problemi legati alle discipline motorie. Le 10 classi della primaria potrebbero essere spostate nel plesso “Alessandro Manzoni”, mentre le 3 segreterie andrebbero al Campus. Infine le classi della scuola dell’infanzia potrebbero essere collocate nel plesso “don Giulio Spada” di Santa Maria. La seconda soluzione riguarda la “Manzoni” dove si potrebbero allocare 7 classi delle medie, mentre le altre 7 potrebbero restare sempre al Campus. La terza soluzione riguarda sempre la “Manzoni” dove si potrebbero sistemare 10 classi per le medie, a condizione che vengano spostate le 3 segreterie al Campus “Francesco Tonnara”, unitamente ad altre 4 classi. In questo caso, per garantire la disciplina dell’educazione fisica, si metterebbe a disposizione un pullman che accompagnerebbe gli alunni del “Manzoni” e del Campus unitamente ai loro insegnanti alla palestra del “Pascoli”. Quarta soluzione: trasferire il plesso Santa Maria in toto al “Manzoni”, mentre le scuole medie verrebbero sistemate nella scuola dedicata a don Giulio Spada. Quinta soluzione: 10 classi delle medie andrebbero alla “Manzoni”, mentre le restanti alla “don Giulio Spada” di Santa Maria. Le segreterie andrebbero a finire al Campus. Nel corso della mattinata si è inoltre tenuto un sopralluogo presso la “Manzoni”, alla presenza dell’assessore Emma Pati e dei consiglieri Tommaso Signorelli e Francesca Menichino per individuare la soluzione più idonea anche e soprattutto per gli alunni diversamente abili».

Pubblicato in Politica

Richiesta consiglio urgenteAd Amantea stiamo vivendo un momento difficilissimo.

Proprio quando, dopo un’elezione, si doveva guardare ad un nuovo corso e ad una nuova speranza per una comunità che paga anni e decenni di malgoverno e cattiva gestione tutti presenti lì, nel dissesto.

Cosa accadrà? Ce lo chiedono in tanti, ce lo domandiamo tutti.

Gli arresti di Socievole e di La Rupa hanno squarciato il velo di ipocrisia che pendeva non solo su queste elezioni 2017, ma sul metodo elettorale che caratterizza Amantea, la Calabria e oltre.

Lo denunciamo da sempre dai palchi e nelle sedi giudiziarie.

Ma il sistema è così radicato e forte che si è riproposto ancora una volta con gli stessi schemi. Ovviamente la ben nota registrazione è solo la punta dell’iceberg, quella che si vede, possiamo tutti immaginare cosa vi sia sotto che non è emerso in Procura.

Il sindaco tace, fa finta di non sapere, nega la collaborazione con La Rupa salutato con stima dai palchi elettorali, referente dichiarato della lista azzurra.

Poi abbiamo l’assessore al Bilancio Rocco Giusta (ormai ex) indagato per truffa sui fondi dell’Unione Europea, che doveva rappresentare la figura cruciale e più importante del nostro comune in dissesto, ma che è accusato dalla Guardia di Finanza di Amantea di fatture false per nove milioni di euro.

In questa estate post-elettorale che doveva essere per Amantea ricerca di normalità e serenità, e lavoro per i flussi turistici in realtà ridotti a nulla, abbiamo solo cronache giudiziarie che ci hanno portato alla ribalta nazionale e grande incertezza per il futuro.

Ecco perché in questo momento sentiamo di rivolgerci a tutti i cittadini, indipendentemente dal voto che hanno espresso e sentiamo il bisogno di cercare una strada per ristabilire in qualche modo la serenità di questa comunità che eravamo pronti a governare.

Immediatamente abbiamo chiesto le dimissioni della giunta Pizzino, perché riteniamo che nessuna serenità possa venire da un’amministrazione che ha agito nei modi che abbiamo visti e sentiti.

Abbiamo anche rivolto un appello accorato al sindaco, ma nessuna risposta.

Non possiamo più accettare silenzio e omertà.

Incontriamoci e parliamone, e facciamolo nelle sedi istituzionali, il Consiglio Comunale, in cui i cittadini possano vedere e sentire e sapere, e non solo immaginare cosa accade nelle segrete stanze.

Non si riunisce da più di un mese il consiglio dopo la prima seduta del 26 giugno, non sono state formate le commissioni consiliari, sembra un consiglio morto prima ancora di nascere.

Oggi abbiamo protocollato una richiesta per un consiglio urgente, in quanto Riteniamo necessario un momento di confronto pubblico su quanto accaduto perché ognuno esprima le proprie valutazioni e soprattutto per dare conto alla cittadinanza di quanto stia accadendo e possa accadere.

Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza di Amantea.

Pubblicato in Primo Piano

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«Il nuovo sindaco di Amantea, Mario Pizzino, è stato proclamato senza informare e coinvolgere i consiglieri di opposizione designati dal popolo».

Lo rendono noto le consigliere comunali M5s Francesca Menichino e Francesca Sicoli, che aggiungono: «L'errore, marchiano, non è di buon auspicio per la gestione dell'ente.

 

Ci hanno porto le loro scuse la segretaria comunale e il presidente della sezione numero 1, che ha proceduto alla proclamazione.

Tuttavia non è con noi che ci si deve scusare, ma con i cittadini di Amantea che ci hanno voluto in rappresentanza». «Ne prendiamo atto – concludono Menichino e Sicoli – sottolineando la leggerezza del comportamento del sindaco Pizzino, che come primo atto istituzionale avrebbe dovuto sincerarsi dell'avvenuta convocazione di tutti i consiglieri appena eletti».

Pubblicato in Amantea Futura

Dobbiamo ringraziare l’abitudine di Francesca Menichino alla comunicazione, alla trasparenza, alla democrazia, se abbiamo potuto sapere che il commissario Colosimo ha incontrato i candidati a sindaco del comune di Amantea.

 

 

Dice, infatti, la candidata del M5s che ”È durato più di due ore l'incontro con i commissari che hanno voluto illustrare la situazione attuale dell'Ente a tutti e tre i candidati”.

Non solo, aggiunge, poi, il fatto che sono state “Diverse le tematiche trattate:dalla scuola media, al depuratore consortile, alla gestione dei rifiuti ed alla manutenzione nella stagione estiva che esploderà con tutte le sue emergenze appena chiunque verrà eletto si insedierà”

Cose importanti che tutti hanno il diritto di sapere.

Cose importanti che la comunità DEVE sapere.

E non basta .

Sempre la Menichino, aggiunge: “E soprattutto ci hanno illustrato le ragioni ed i numeri del dissesto, spiegandoci perché non si poteva fare a meno di dichiararlo”.

Caspita!

Ma perché i cittadini di Amantea non devono sapere?

Eppure saranno loro a pagare il prezzo del dissesto.

Siamo cittadini di serie “zeta”, manco di serie “bi”?

Siamo così imbecilli da non capire quello che ci viene detto?

O si tratta di segreto di stato( ergo comunale) che non deve essere rivelato se prima non passano 15 anni, prorogabili a 30?

Dobbiamo aspettare il 2047 per sapere la verità sulle (nostre) cose del comune?

Di cosa hanno paura al comune? Proprio loro che non hanno la responsabilità se non di un eccessivo silenzio ed ora quella di parlare solo ai futuri re di Roma( ops di Amantea)?

 

Poi la frase finale “Abbiamo immagazzinato ogni cosa ma ricorderò soprattutto una frase della commissaria: "Il dissesto non vuole mortificare la città, al contrario va visto come un 'occasione da cui può generarsi un nuovo corso e Amantea potrà rialzarsi e tornare ad essere la Perla del Tirreno. Grazie per questo augurio dott.ssa Colosimo”.

Insomma il dissesto è un bene?

Ma se è un bene perché non ci dite TUTTO?

Ovviamente compreso come si legge sul web quanti falsi in bilancio sono stati fatti e chi ne porta la responsabilità?

Scrive sul suo blog la consigliera Francesca Menichino:

“AD AMANTEA. PARCHEGGI BLU. PARCHEGGI GIALLI E PARCHEGGI IMMACOLATI

  

Finalmente un esempio di buona amministrazione arriva da " Mantiella a terza ".

Pare che un ausiliare del traffico abbia inviato una mail al sindaco dicendo di aver ripetutamente rilevato strani parcheggi di componenti della giunta familiare e questo poteva comportare un preavviso di garanzia.

Il sindaco non ha assolutamente sottovalutato la mail e ha provveduto immediatamente.

Adesso non solo le strisce non si vedono ma anche l' ausiliare non si vede più”

Ha risposto Pasquale Bonavita :

“Cara francesca ho grande stima per il lavoro che fai, ti scrivo da semplice cittadino , non come ben sai da appartenente ad un partito quale il PD.

Questa delle strisce blu è una vergogna che si associa alle altre di un estate che definire vergognosa è fin poco.

Uno su tutto quel limite in localita' Principessa su tutte, ma non di meno la continua scarsa civilta' di noi amanteani in primis.

Penso di conoscere la panda nella foto in questione, penso di conoscere il proprietario che nemmeno sa come mi chiamo , ma lo vedo da sempre come una persona educata e civile come poche nella nostra Amantea, non penso parcheggi in quel modo per approfittare di una posizione da “marchese del grillo” , tanto per citare l'amico marco , ma stamattina passavo e due giovani e non di Amantea avevano parcheggiato sul posto riservato ai disabili, quindi ancora peggio, sono usciti da un attività commerciale prossima a quella foto.

Cara Francesca a te come opposizione effettiva in comune, come al mio partito, chiedo e ho chiesto di regolarizzare questo scempio delle strisce blu, perché un residente, un lavoratore deve avere un posto idoneo allo scarico e carico, una parte di blu deve essere libero, e poi chi è senza peccato scagli la prima pietra, vigili ausiliari avete rotto le palle di usare pesi diversi (scusate il francesismo), o si usa il buon senso per tutti o si applica il codice della strada a dovere.

Come giorni fa ha scritto sul sito tirreno news il signor Giuseppe Marchese, oltre a quello evidenziato nella foto ci sono mille modi di commettere infrazioni al codice della strada.

Allora lo vogliamo dire al sindaco, al corpo di polizia municipale ,ecc....questo codice della strada esiste o no ?.

Visto che sono stato chiamato in ballo non posso esimermi dal prendere parola sulla vicenda; non sarebbe nelle mie corde.

Mi sembra che l’amico Pasquale esiga una maggiore giustizia e per questo solleciti il sindaco, la polizia municipale ad una applicazione intensa e corretta del codice della strada.

Difficile non essergli vicino quando denuncia la vergogna dei 30 kmh di località Principessa.

Impossibile non essergli vicino quando denuncia la occupazione abusiva de parcheggi per invalidi.

Ancora più impossibile quando richiama indirettamente il silenzio delle opposizione evidenziando che la Menichino è la opposizione effettiva.

Eccetera.

Di questa vicenda quello che è gravissimo e che sorprende è la ipotesi che sia stato commesso un vero e proprio abuso a carico di chi ha avuto l’ardire di rilevare questi comportamenti e che si è trovato fuori.

La affermazione “Pare che un ausiliare del traffico abbia inviato una mail al sindaco dicendo di aver ripetutamente rilevato strani parcheggi di componenti della giunta familiare e questo poteva comportare un preavviso di garanzia

Il sindaco non ha assolutamente sottovalutato la mail e ha provveduto immediatamente.

Adesso non solo le strisce non si vedono ma anche l' ausiliare non si vede più”

Ne siamo certi finirà in tribunale insieme alla foto.

Ci scommetto!

Ecco il comunicato stampa del M5S

“Il Consiglio comunale .Capitolo primo.

Saranno circa 30 anni che il metodo è sempre lo stesso: debiti su debiti, e da ultimo debiti per finanziare altri debiti.

E’ un metodo vecchio peggiorato da questa Amministrazione che pur si presentava come nuova.

Chiaro segnale che dietro il nuovo che avanza c’è il vecchio sempre lì,nella stessa stanza.

Eravamo a 20 milioni di euro di debiti con una rata di 2 milioni di euro quando si è proceduto a due operazioni scellerate:

  • La rinegoziazione di 136 mutui con un aumento di circa 3 milioni di euro di interessi;
  • La richiesta a fine 2015 di altri 3 milioni di euro circa di nuovi mutui.

Senza contare l’anticipazione di cassa di circa 12 milioni di euro da restituire in 29 anni e mezzo.

Per fortuna la Cassa Depositi e Prestiti ha detto no!

Poteva essere l’occasione di una riflessione, e magari un confronto con le componenti consiliari o con i cittadini.

Ma la trasparenza, la democrazia e la buona amministrazione non appartengono a questa giunta.

La contraddistingue solo l’arroganza con la quale senza nemmeno indicare l’impegno di spesa ha deciso con delibera di Giunta n. 26 del 23 febbraio ( pubblicata solo l’8 aprile) di dare incarico a due legali romani di interpellare il Presidente Mattarella contro la Cassa Depositi e Prestiti.

Quanto durerà questa ennesima vertenza legale?

Quanto costerà alle casse del Comune?

E quali garanzie rispetto ad un esito che appare molto improbabile?

Sarebbe stato molto più saggio tentare una trattativa tra uffici, da affidare al servizio finanziario dell’ente che paghiamo per lavorare, ed attendere nel caso di esiti negativi il prossimo anno ormai vicino.

E invece un costoso ricorso che non ha precedenti e che potrebbe essere inammissibile, e che intanto è costato già 650 euro di contributo unificato, senza considerare le spese dell’incarico legale non indicate.

Noi abbiamo sentito Cassa Depositi e Prestiti che ritiene di aver agito nel giusto, abbiamo formalizzato un accesso agli atti e attendiamo di analizzare i documenti che ci forniranno per fare la nostra proposta.

Continuando a ripetere che all’indebitamento occorre sostituire una politica di ricerca di fondi comunitari, diretti e indiretti.

Con umiltà occorreva prendere atto che questa proposta più volte formulata insieme a quella della revisione drastica della spesa è l’unica strada da seguire per un ente che ha spese enormi, debito elevatissimo e entrate che in gran parte non recupererà più.

Ci domandiamo se con i soldi propri ogni singolo amministratore farebbe le stesse scelte, e cioè indebitarsi per altri trent’anni, lasciando i debiti ai figli, per poi chiedere altri debiti, ed infine chiamare in causa la banca che non glieli ha concessi…

Nel ricorso abbiamo letto che il “diniego della Cassa ha natura discriminatoria”!

Manca solo che si dica che anche la Cassa Depositi e Prestiti coltiva la cultura dell’odio…..

Questo il comunicato di Francesca Menichino: “Tra le cose successe nell’ultimo consiglio comunale ve n’è una particolare e particolarmente importante.

 

Si tratta della presenza giunta verso la fine dei ragazzi dell’Istituto ITC di Amantea.

Ci informano dei disagi che vivono a scuola, dicono di aver sentito una scossa di terremoto e di essersi spaventati, e dicono soprattutto con forza di volere risolvere la situazione: non accettano più di stare in una scuola che non appare per niente sicura e che pare abbia diversi problemi strutturali, la scala antincendio, la presenza di eternit sul tetto ed altri problemi legati alla sicurezza.

 

Niente di nuovo: sappiamo benissimo che la maggior parte degli edifici scolastici italiani non è a norma e non è “sicura”.

Ma una novità in realtà c’è, ed è la consapevolezza e la forza di questi studenti che con semplicità e compostezza reclamano solo il diritto di potere frequentare una scuola sicura.

Non urlano, non protestano, e non vogliono nemmeno “marinare” la scuola, al contrario sono preoccupati e sperano riprendere al più presto le lezioni.

 

Li ascoltiamo dopo il consiglio, e poi sabato mattina prima di andare a parlare con il dirigente. Anche lui è preoccupato, mette in atto tutti gli adempimenti burocratici, ci mostra i solleciti presentati alla Provincia che allo stato attuale sembrerebbe essere il soggetto inadempiente, anche se non ci è dato di leggere il contratto di fitto con il privato proprietario dell’immobile adibito a sede della scuola.

Il dirigente è categorico, giustamente: “Viene prima la vita e la sicurezza dei ragazzi, poi la didattica”.

E dispone che già da domani i ragazzi riprendano le lezioni, almeno per la didattica essenziale, al polo scolastico.

A tal proposito aggiungiamo alla sollecitazione del dirigente relativa alla logistica del trasporto urbano ed extraurbano, la richiesta di una valutazione da parte del sindaco circa le carenze del servizio di trasporto evidenziate come insufficienti dall’utenza (ragazzi e genitori) già prima di questa situazione di emergenza.

 

Per domani 24 novembre è anche convocato alle ore 13 un Consiglio d’istituto straordinario dove è stato invitato pure il sindaco, che è capo della protezione civile e autorità di pubblica sicurezza.

Come abbiamo detto ai ragazzi, al dirigente ed oggi anche al sindaco riteniamo che la cosa più giusta da fare, se al polo non c’è spazio per tutti, sia quella di individuare sul territorio comunale una struttura, preferibilmente pubblica, da destinare ad uso scolastico e di adeguarla con gli interventi strutturali e funzionali necessari.

Chiamiamo quindi la Provincia di Cosenza ed il suo presidente Mario Occhiuto alle sue precise responsabilità ed alla necessaria rapidità di intervento: sarebbe opportuno sistemare tutto per il rientro dalle feste natalizie, di modo che il sacrificio dei ragazzi di alternarsi, laddove ve ne fosse bisogno, nell’uso del polo scolastico tra mattina e pomeriggio sia limitato solo alle 4 settimane che ci separano dalla vacanze di Natale.

Noi offriamo tutta la nostra collaborazione, anche nel senso di sollecitare la provincia, anche perché provveda ad appaltare la costruzione della nuova scuola che dovrà accogliere in modo definitivo gli studenti della ragioneria, e che è stata finanziata con soldi europei che in mancanza di aggiudicazione della gara entro fine anno tornerebbero indietro.

 

E sarebbe davvero inacettabile, soprattutto stante l’attuale situazione.

Sarebbe bello che domani il dirigente dia “massima trasparenza” al Consiglio e faccia assistere i ragazzi , che in tutta questa vicenda sono stati i veri paladini dei loro diritti, difesi senza urlare, ma anche senza arretrare, dando a tutti una lezione di determinazione e di maturità civica”.

 

Pubblicato in Politica

Ecco il comunicato stampa di Francesca Menichino del M5s.

Nel pomeriggio del 13 novembre 2015 si è tenuta la Commissione consiliare Bilancio con i seguenti punti all’ordine del giorno:

-          Variazione di bilancio per 1.100.000 euro in aumento;

-          Rinegoziazione dei mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, cioè circa 10 milioni di euro spalmati fino al 2040;

-          Richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti di un’altra anticipazione di 5 milioni di euro da restituire in 30 anni.

 

Gli stessi punti che saranno oggetto del Consiglio comunale il prossimo 18 novembre.

La notizia in sostanza è: altri debiti, lasciati pure in eredità alle prossime generazioni ed alle future amministrazioni.

 

Mai come adesso ho la netta la percezione che per i conti del nostro bilancio non ci sia più speranza: il dissesto è dietro la porta.

Ma come è possibile che il nostro comune già fortemente indebitato per un importo di circa 21 milioni di euro continui ad indebitarsi? Questo chiediamo all’Assessore competente e a tutta la giunta i cui atti sono collegiali. E quali saranno le rate di tutti questi mutui? Come vi si farà fronte?

 

Com’è possibile che non ci sia nessuno degli amministratori che capisca che l’unica necessità impellente è ridurre la spesa?

Ho chiesto quali siano stati, dall’inizio della consiliatura, i tagli alla spesa. Mi ha risposto il sindaco: “Abbiamo risparmiato con le assicurazioni” ma non mi ha saputo dire quanto (forse 1000 o 2000 euro di premi?) e mi ha parlato della nuova aggiudicazione del servizio delle “Strisce blu” la cui percentuale per il Comune è salita dal 12% al 50 %, senza rendersi conto che questa non è riduzione di costi ma aumento delle entrate. Quindi i tagli sono prossimi allo zero.

 

Per il resto si continua soltanto a spendere. Pensate solo ai 130 mila euro del programma estivo (circa il doppio dell’anno scorso) che gridano vendetta davanti a tutti i lavoratori che non vengono pagati regolarmente: operai delle cooperative, dipendenti della Multiservizi spremuti fino all’osso e diversi lavoratori che gravitano attorno al Comune.

Ma non c’è niente da fare. Chi non vuole ascoltare non ascolta e chi deve continuare a curare gli “orticelli” continua a fare solo questo. Di recente il nostro Comune è stato anche “visitato” da un ispettore del Ministero delle Finanze, e l’illegittimità della presenza del sindaco padre continua a non essere sanzionata da nessuno nonostante le nostre segnalazioni.

 

Il Consiglio comunale è paralizzato e tutto viene deciso nella Giunta e nella Ragioneria del Comune. Tutto ciò con la compiacenza di chi, il segretario comunale, dovrebbe garantire il rispetto della legge.

Siamo al collasso totale, abbiamo debiti e contenziosi con tutti i fornitori dei servizi fondamentali: acqua, luce, gestione dei rifiuti, depurazione.

Ricopro il mio incarico di consigliere comunale con profondo rispetto del ruolo e dei 1367 cittadini che hanno voluto il M5s nel Consiglio Comunale e di tutti i cittadini di Amantea.

 

Ieri ancora una volta ho provato vergogna al pensiero di poter essere anche solo minimamente associata a tali amministratori.
Continueremo a lottare giorno dopo giorno con il gruppo M5s di Amantea, certi che esiste un modo diverso ed onesto di gestire la cosa pubblica.
E ci auguriamo con tutto il cuore per il futuro di questa città, che tutto questo finisca al più presto!”.

 

NdR. Ora aspettiamo che il resto della opposizione contesti la Menichino di pressapochismo, se non di mancanza di lucidità, oppure che tutti loro si dimettano immediatamente lasciando ad altri il compito di fare una giusta e necessaria opposizione.

Pubblicato in Cronaca

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Essere portavoce del M5s significa rappresentare non se stessi e gli interessi di amici e compari.

Significa piuttosto dare voce ai cittadini, a tutti i cittadini, soprattutto a quelli più deboli, più inascoltati e quasi invisibili per i potenti. Per cui oggi io questo farò: le parole che leggerete non sono le mie ma sono quelle dei cittadini che a noi hanno rivolto una richiesta facendo una denuncia precisa.

Uno di questi  ci ha detto:“ Lavoro per le cooperative del  Comune, mi pagano poco e con diversi mesi di ritardo, non ce la faccio più!”


Ha impiegato quasi un’ora di tempo un cittadino di cui non farò il nome per raccontarmi tutto il suo sdegno, tutta la sua sofferenza  per un sistema che sfrutta i lavoratori, tenendoli in un clima di incertezza e di precarietà senza  tutela per i loro diritti, a partire da quello fondamentale che è il diritto alla retribuzione. Sembrava un fiume in piena come chi non ha parlato per anni e ha bisogno di dire tutto quello che si è tenuto dentro e che ha dovuto ingoiare.


Mentre ascolto mi vengono in mente tante cose: il meccanico licenziato qualche mese fa, pare per una ritorsione, lo stipendio  che per molti è di 600- 700 euro al mese, e dall’altro lato il milione circa di euro che il comune spende per la manutenzione ad Amantea.

E poi mi vengono in mente i tre milioni e mezzo di euro che la ragioneria ha richiesto alla Banca Carime il 30 giugno come anticipazione di liquidità, mentre quasi contemporaneamente prorogava la convenzione di tesoreria ad un tasso 5 volte superiore a quello precedente di 0, 80 punti percentuali.


Oggi mi dicono però che non ci sono più soldi e che pare che  anche gli stipendi degli impiegati siano a rischio. Il cittadino mi chiede “ma dove sono finiti i soldi?”. Mentre continua senza freno  ad aumentare l’indebitamento.

Si dice che i soldi non ci sono, ma nello stesso tempo si spendono 150.000 euro circa per il programma estivo,  non riscuotono i soldi delle occupazioni di suolo pubblico della notte bianca, si tengono e si alimentano una ventina di fotocopiatori con continue riparazioni e forniture di cartucce e di toner a beneficio di un solo fornitore, si spende senza controllo per continui contenziosi legali, si riparano spesso mezzi, pompe di sollevamento dell’impianto di depurazione malfunzionante, si spendono 25.000 euro all’anno fissi per un canile mentre soprattutto Campora è piena di cani randagi. Insomma una vera e propria incontrollabile emorragia di soldi pubblici.


A tutti gli operai diciamo di non avere paura e di denunciare se hanno qualcosa da denunciare.

Noi saremo accanto a loro se ci saranno da fare battaglie di legalità e di giustizia.

Dopo ciò che abbiamo scritto  mi auguro che nessuno e dico nessuno si metterà ad  indagare su chi sia stato a parlare, o a minacciare o maltrattare nessun lavoratore.

E ci auguriamo con le parole di questo lavoratore che questo stato di cose cambi: “in un modo o nell’altro deve cambiare”!

Noi, con l’aiuto dei cittadini faremo la nostra parte.


Comunicato stampa visibile su: http://www.amantea5stelle.it/

Pubblicato in Primo Piano
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