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Amantea per rinascere, ha bisogno di coraggio e audacia; lo dice il M5s

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Riceviamo e pubblichiamo:

“È passato quasi un anno dall’insediamento della nuova amministrazione nella nostra città, tante cose sono successe e tante no.

Noi come cittadini, prima ancora che come amministratori, ci siamo fatti delle domande e abbiamo cercato delle risposte.

Certo è che la logica nella lettura degli avvenimenti inspiegabilmente non basta, perché davanti all’evidenza non si dovrebbe fare altro che prendersi la responsabilità delle proprie azioni e ammettere di aver sbagliato o quantomeno di non essere riusciti.

Perché questo è accaduto fino ad adesso ad Amantea anche con l' amministrazione Pizzino: nulla è cambiato, né il modo di amministrare né il modo di scegliere.

La litania è sempre la stessa come se fosse un disco rotto: ”Eh, ma c’è il dissesto… eh ma abbiamo trovato un disastro!!!!” ..

Ecco, in effetti l’unica certezza che avevamo tutti come futuri amministratori di questa città era proprio questa sul dissesto e sulla situazione  grave in cui versa il comune, ma allora sul palco lor signori promettevano tutt’altro, si riempivano la bocca di promesse e idee irrealizzabili, rassicurando il cittadino come sempre hanno fatto con ”ce la faremo, non abbiamo paura del dissesto, risanerò tutto, sono io l’uomo dello stato (nel caso del sindaco), siamo in politica da sempre e sappiamo come fare”.

Ma la realtà, quella vera, è un' altra:

Amantea per rinascere, ha bisogno di coraggio e audacia; ha bisogno di una volontà forte, di scelte anche impopolari, ma necessarie per uscire da questa agonia.

Ci vogliono menti e mani libere.

Ci vogliono scelte brillanti, lungimiranza e visione.

Ci vuole futuro e sforzo per arrivarci.

Ci vuole un coraggio da leoni per sanare un dissesto.

Ci vuole soprattutto un assessore al bilancio competente per trovare soluzioni e soldi dove non ce ne sono più.

Ma di tutto questo “nuovo” niente.

E così ancora una volta ci troviamo a dover dire a noi stessi che non possiamo essere complici di questo scempio e di questa inerzia: così abbiamo deciso di non partecipare più alle Commissioni consiliari per una serie di ragioni quali il rispetto e la serietà. 

L’attività di un comune così come dice l’art. 6 dello Statuto “persegue le proprie finalità attraverso gli strumenti della programmazione” che abbiamo chiesto dal primo giorno, che purtroppo non è stata mai attuata.

E nonostante questa nostra richiesta sia stata ignorata insieme a tutte le altre, abbiamo comunque partecipato ai tavoli di lavoro fino a lunedì scorso.

Tavoli incuranti innanzi tutto della puntualità e quindi del rispetto: non c’è stata una commissione dove non abbiamo dovuto aspettare almeno un’ora prima dell’arrivo dei consiglieri di maggioranza  (a parte Giacco), dove spesso se non era per noi non si raggiungeva nemmeno il numero legale.

A tutto ciò si aggiunga che per lo più si è trattato di una perdita di tempo quasi inenarrabile.

A parte la commissione per il consiglio comunale dei ragazzi, tutte le altre sono dei cantieri sempre aperti dove non si arriva mai ad una conclusione reale: basti pensare che solo per i mercati sono state convocate sei commissioni che però di fatto non hanno portato ancora a nulla. 

Oppure (in quel caso interessante) le commissioni sulle “case sciullate” che dopo avere iniziato un dialogo con i proprietari privati del sito si sono poi arenate e non ne abbiamo saputo più nulla.

O ancora la commissione sulla consulta delle associazioni con un calendario delle attività che sistematicamente non è stato rispettato; le  commissioni sul porto, con i diportisti sempre puntuali e presenti, che non hanno portato a nulla; o ancora della commissione di lunedì dove si è parlato di un regolamento per la biblioteca che di fatto allo stato non esiste, sollecitando il presidente Giacco a chiedere prioritariamente dei finanziamenti per allestirla, senza ottenere  risposte certe in merito. Così come nessuna risposta ci ha dato (sempre Giacco in qualità di presidente della Commissione Bilancio) sui conti del comune che sono all’esame del Ministero dell’Interno e ci ha risposto candidamente che non aveva notizie.

L’attività delle commissioni è un punto importantissimo del Consiglio, ma non fatta in questo modo che rappresenta una perdita di tempo e di denaro pubblico visto che ogni volta vengono calcolati i gettoni di presenza ai presenti.

Sono successe tante cose gravi in questi 11 mesi, ma nessuno se ne cura, né gli amministratori nonostante ne siano coinvolti, né i cittadini (non tutti ovviamente) che assistono rassegnati alle ripetute mortificazioni che subiscono ininterrottamente ormai da un trentennio. 

Qualcuno più saggio dice che se vuoi cambiare la situazione in cui ti trovi, devi fare delle cose diverse rispetto a quelle che fai di solito, devi prendere delle nuove decisioni, altrimenti come puoi aspettarti che accada qualcosa di diverso?

Eh già! Qualcuno si aspettava che accadesse qualcosa di nuovo, ma facendo la stessa scelta degli ultimi trent’anni.

Ci si aspettava il cambiamento, dagli stessi politici che hanno ridotto la città in questo stato: questa non è una speranza, ma un' illusione, a volte complice.

La realtà è che a distanza di un anno, siamo ancora preda di un incubo, senza via di soluzione.

Fino a quando si rimarrà in superficie, non cambierà niente.

Fino a quando non si guarderanno in faccia i problemi veri che affliggono la città quali sono il voto di scambio, la politica clientelare, l’atteggiamento mafioso, l’uso privatistico del bene comune e tutto quello che sappiamo, non cambierà nulla, come dimostrano i fatti.

Lo Statuto è un bellissimo documento, i suoi articoli hanno un profumo di libertà e bellezza!

Il primo per esempio dice questo: “il comune di Amantea è un Ente locale autonomo, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo” … fino a quando non si tratta di operare con i soldi e con il potere!

Gruppo consiliare M5s Amantea

Francesca Menichino

Francesca Sicoli

Redazione TirrenoNews

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