BANNER-ALTO2
A+ A A-

Francesco Gagliardi

Nato in San Pietro in Amantea.
Insegnante elementare in pensione. Ex coordinatore provinciale per l'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole elementari.
Ha frequentato l'Università Statale dell'Alabama U.S.A. Ha combattuto in Korea con U.S. Army.
Corrispondente del giornale "Il Popolo", "Giornale d'Italia", "Il Quotidiano di Roma" ora "Avvenire".
Suoi articoli sono stati pubblicati da "Oggi Famiglia", "Calabria Ora", "il Quotidiano", "Mezzoeuro", "La Provincia", "Idee per la sinistra", "Iniziativa". Consigliere comunale dal 1964 al 1970. Assessore e Vice Sindaco dal 1975 al 1985.
Ha pubblicato: Storia di San Pietro in Amantea; La Santona; Nell'Inferno di Korea; Viaggio nella memoria; Dolci e antichi ricordi; La valigia dei sogni; Paese di Maria e della Comunicazione; S.Pietro tra Storia, storie, leggende e attualità; Paese in lenta agonia.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ancora, sempre Francesco Gagliardi.

Un uomo che ama la sua terra e che la difende ricordandola nelle sue vicende, nei suoi tratti, nelle persone che la vivono e che la definiscono.

Ecco il suo ultimo contributo alla sua terra ed alle sue storie.

Leggetelo e ricordatelo:

“Con riferimento all’articolo apparso su Tirreno News il 30 gennaio u.s. “Oliva, il 6 marzo l’epilogo di una stranissima vicenda ambientale”, mi preme precisare alcune cose.

Il fiume Oliva non solo lo ha fatto conoscere e lo ha fatto diventare famoso Focus il 25 novembre 2010, ma ha contribuito pure l’articolo apparso in prima pagina de “il Manifesto” il 27 ottobre dello stesso anno.

A me non interessa come il processo che si sta svolgendo presso la Corte d’Assise di Cosenza andrà a finire, mi interessa sapere come le cose sono veramente andate.

Davvero sono stati interrati materiali altamente pericolosi che avrebbero contaminato l’area causando il dissesto ambientale e la morte e il ricovero per malattie cardiovascolari e soprattutto tumori maligni alle persone che hanno vissuto nella valle dell’Oliva?

Se è così allora perché il PM ha chiesto l’assoluzione per i proprietari terrieri incriminati?

Ha chiesto la condanna a 16 anni e mezzo di carcere soltanto per Coccimiglio accusandolo di disastro ambientale e morte a seguito di avvelenamento delle acque.

A quell’articolo apparso su “il Manifesto” pieno di menzogne e di luoghi comuni nessuno ebbe il coraggio di rispondere, lo feci solo io, ma io sono un semplice pennivendolo che grida nel deserto.

Ancora una volta un paese a noi molto caro ed una contrada ridente e rigogliosa sono finite sulla prima pagina di un importante giornale nazionale catalizzando l’attenzione pubblica, perché in quel luogo e propriamente sulle pendici del fiume Oliva, la Procura di Paola aveva trovato almeno centomila metri cubi di idrocarburi, arsenico, cromo, cobalto, antimonio, nikel.

“I fantasmi di Amantea”, così l’inviato del giornale aveva intitolato il suo lungo e dettagliato articolo.

Ancora una volta la gente del luogo veniva descritta come la scimmietta che non vede, non sente, non parla, vittime del silenzio. “che sanno e muoiono con quello sguardo quasi atavico della sottomissione”.

Le donne del luogo tutte vestite di nero sono state descritte con gli occhi neri e intensi che non osano guardare in faccia il giornalista e che abbassano pudicamente leggermente lo sguardo.

Le donne vestite di nero?

Che c’è di strano?

Perché meravigliarsi poi tanto?

Le nostre donne anziane vestono di nero se c’è un lutto in famiglia.

Alle domande del giornalista hanno risposto:- Non abbiamo visto nulla, non abbiamo visto un camion in queste strade-.

Un signore anziano si è avvicinato e lo ha invitato ad entrare nella sua cantina e a bere un bel bicchiere di vino rosato, frutto di quella terra che tutti dicono inquinata e del suo duro lavoro.

Perché il dottor Palladino si era meravigliato?

La nostra gente è stata sempre ospitale, molto affabile.

Ha sempre condiviso con gli altri le ansie e le gioie della vita.

Il vino era davvero buono e mentre lo sorseggiava disse al giornalista che in quel posto nessuno è morto a causa dei presunti veleni.

In questa contrada, secondo i racconti dei giornali, una persona su dieci era stata colpita da un tumore.

E la gente taceva.

Ma era tutto vero?

Al tempo dello spiaggiamento della nave Jolly Rosso esistevano soltanto alcune stradine di campagna.

I camion avrebbero dovuto trasportare le tonnellate dei rifiuti tossici attraverso quelle stradine vicine alle abitazioni e quindi la gente del posto avrebbe dovuto vedere quei camion e sentire il rombo dei motori.

Hanno detto, dunque, il vero quando hanno affermato che non avevano visto nulla.

Allora perché in questi lunghi anni è stata allarmata la gente del posto?

Nella valle del fiume Oliva la gente nasce, cresce e muore come la gente che vive in altre parti d’Italia.

Può anche darsi che nella valle siano state davvero interrate sostanze tossiche, ma dare la colpa del non ritrovamento alla gente del posto perché sta zitta ce ne occorre.

L’ostinato silenzio, quasi atavico ha scritto il giornalista, non dipende però dalla ignoranza e dalla sottomissione della gente contadina, dipende dal fatto che davvero non sanno nulla, non hanno visto nulla di anomalo lungo il corso degli ultimi anni e che con il loro silenzio non vogliono coprire nessuno.

Se ho scritto queste note è perché conosco e amo quella ridente contrada Gallo e la gente che vi abita.

Sono nato nel paese, San Pietro in Amantea, al quale la contrada appartiene e per lunghissimi anni sono stato insegnante e Vice Sindaco.

Sono stufo, quindi, di sentire le solite storielle.

La gente del comprensorio vuole sapere tutta la verità.

Mettere in circolazione notizie a volte superficiali e confuse è molto dannoso.

E la psicosi che ne segue è figlia senz’altro di questa superficialità.

Ndr. All’amico Francesco vogliamo ricordare le migliaia di mc di”monnezza indifferenzata” scaricati nel letto dell’Oliva, sotto gli occhi di tutti. Un fatto di cui pochi hanno avuto l’onestà ed il coraggio di parlare ( noi tra i pochi) mostrando anche le foto. Provate ad immaginare quanto percolato è arrivato a mare!

Sempre Tirrenonews ha, poi, pubblicato una lettera aperta ad Andrea Palladino, con il quale avemmo una lunghissima telefonata alla fine della quale lo invitammo a venire di nuovo ad Amantea, nostro ospite, per cercare insieme a noi “le altre verità”, quelle che Francesco ci ha raccontate, e per essere accompagnato la dove sono stati veramente seppelliti i rifiuti della Jolly Rosso, e tutto con le autorizzazioni sanitarie e politiche, anche esse scomparse come la verità che vorremmo conoscere.

Al voto, al voto, ma Mattarella e il Cavaliere frenano

Venerdì, 27 Gennaio 2017 20:25 Pubblicato in Italia

Tempestivo e puntuale Francesco Gagliardi ci invia una sintesi dell’evoluzione delle elezioni dopo la pronuncia delle Corte Costituzionale. A piè dell’articolo ci siamo permessi qualche riflessione:

 

“Finalmente, dopo una lunga attesa durata mesi, la Corte Costituzionale ha votato: la legge elettorale Italicum, voluta ardentemente dall’ex Premier Matteo Renzi, è stata parzialmente bocciata.

 

Resta il premio di maggioranza per il partito che supererà la soglia del 40% dei voti.

Scompare il ballottaggio considerato anticostituzionale.

La soglia di sbarramento è del 3% per aver seggi alla Camera dei Deputati.

Restano anche i 100 capilista bloccati scelti dai partiti, ma non saranno loro, eletti in più collegi elettorali, a scegliere il collegio, bensì si procederà al sorteggio.

Gli altri Deputati verranno scelti con le preferenze, con l’alternanza di genere, fino ad un massimo di due. Il territorio italiano verrebbe diviso in 20 circoscrizioni, a loro volta suddivise il 100 Collegi. La Calabria avrà tre Collegi che eleggeranno 20 Deputati, 8 solo nel Collegio di Cosenza.

 

E gli altri Deputati cosentini che, nominati, oggi siedono in Parlamento?

Dovranno fare le valigie e sloggiare dal Parlamento e ritornare nei propri paesi e andare in cerca di una decente occupazione.

I seggi sicuri toccheranno ai capilista e a quei partiti che supereranno la soglia di sbarramento, i restanti seggi, pochissimi da dividere, proporzionalmente alle varie liste meglio classificate.

Un giornale on line così ha scritto:- La coperta è corta e i culi da riparare sono tanti-.

Se si dovesse andare a votare nella prossima primavera con questo sistema elettorale, alla Camera dei Deputati avremmo un modello proporzionale corretto, mentre per il Senato un sistema strettamente proporzionale, senza alcun premio di maggioranza.

Due leggi elettorali differenti che non consentiranno di avere la sera delle elezioni un sicuro e vero vincitore.

 

Ora che fare?

Alcuni partiti vogliono andare alle urne al più presto, magari in primavera.

Matteo Renzi ha fretta di votare perché vuole tornare al Governo e ha smania di rivincita. Farà piazza pulita di tutti quelli che hanno remato contro, perché ancora non ha digerito la cocente sconfitta del voto referendario.

 

La ferita brucia ancora.

Anche Beppe Grillo ha molta fretta perché sente finalmente odore di vittoria.

Spera che anche in Italia ci sia un effetto Trump come in America.

Mattarella e Berlusconi frenano.

Spetterà al Presidente della Repubblica sciogliere anticipatamente le Camere secondo i dettami della Costituzione e non lo farà se prima i partiti non avranno trovato un accordo.

Berlusconi frena perché non potrebbe candidarsi e questo danneggerebbe il suo partito ridotto ormai ad un lumicino.

Anche la Chiesa si è fatta sentire.

 

Il segretario della CEI Mons. Galantino ha affermato che non è normale che la Magistratura detti tempi e modi all’Amministrazione.

Quando interviene in questo modo vuol dire che la politica non ha fatto il suo mestiere.

La Chiesa parla, parla, ma nessuno l’ascolta, anche perché in Italia non c’è più un partito cattolico”.

Ndr. Che “gli altri Deputati cosentini che oggi siedono in Parlamento debbano tornare a casa non frega a nessuno”. Peraltro sono coperti da pensioni d’oro mentre i calabresi sono alla fame.

Che “la Chiesa parli, parli, senza che alcuno l’ascolti non credo dipenda dal fatto che non ci sia più un partito cattolico”. Secondo me dipende dal fatto che la chiesa non ha più  credito tanto più quando si ingerisce in fatti ad essa estranei . Galantino pensi alla chiesa e non allo Stato. Non è che nella chiesa le cose vadano bene!

Pretendono il pizzo per far dormire i clochard per terra

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 09:14 Pubblicato in Italia

Striscia la notizia su canale 5 ha trasmesso un servizio su “L’albergo Linate” da parte dell’inviato Max Laudadio.

All’interno dell’aeroporto un uomo e tre donne dell’est europeo, probabilmente di etnia rom, affittavano posti letto per terra a 10 euro ai clochard che in queste notti molto fredde cercano un riparo nello scalo milanese.

Questa triste e sconfortante vicenda è stata fatta conoscere al popolo di Striscia da due complici che si sono finti senza fissa dimora e che cercavano di passare la notte dentro l’aeroporto.

Dio mio come siamo ridotti! Che squallida vicenda!

Addirittura si chiede il pizzo, e siamo a Milano non in Calabria, ai clochard che dormono per terra sui cartoni.

C’è gente che lucra finanche sui poveri clochard che non hanno nulla, neppure un tetto o un letto morbido su cui dormire, al riparo dalla pioggia e dal freddo.

Questi balordi venuti in Italia forse clandestinamente non solo chiedevano 10 euro a notte e fino alle 6 di mattina, vendevano finanche le coperte a 20 euro.

Chi si rifiutava di pagare veniva allontanato con le buone o con le cattive.

Dovevano pagare, però, fuori dall’aeroporto per non essere visti. Gente cattiva ed anche molto scaltra.

Una vera e propria organizzazione criminale che si arricchiva sulla pelle della povera gente che cercava riparo e per giunta per terra su dei cartoni.

Addirittura, dopo aver incassato il pizzo, la donna indicava il posto dove poter dormire.

Teneva finanche la contabilità su di una agendina tascabile. Segnava il nome e cognome del clochard, il numero e il posto.

Quando si è avvicinato l’inviato di Striscia i quattro componenti la banda non solo hanno negato ma hanno cercato di scappare.

La donna con l’agendina in mano si è rifugiata in un locale interdetto agli estranei, che poi è stata fatta allontanare dal personale dell’aeroporto.

Si è scagliata contro l’inviato di Striscia, non solo negando tutto ma prendendolo pure a male parole.

Ha cercato di afferrare il microfono profferendo nei confronti dell’inviato parole che mi hanno lasciato basito:- Italiani sono delle merde. Va via, mi stai rompendo i c…-

Questo ho dovuto ascoltare ieri sera mentre ero seduto tranquillo a casa mia a guardare la televisione.

Non ho più la forza di continuare, le mie dita non riescono a battere i tasti del computer, la testa mi gira, mi sento impotente di fronte a questa squallida vicenda.

Io italiano come voi che con pazienza mi state leggendo rompo il c… a questi zingari balordi che tranquillamente delinquono nella mia Patria.

Abbiamo davvero toccato il fondo, amici di Tirreno News.

NdR. Ma nell’aeroporto c’è la Polizia? Ed adesso che Striscia ha reso pubblica una ennesima vergogna cosa faranno i responsabili dell’aeroporto e le forze dell’ordine?

BANNER-ALTO2
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy