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Calenda a Renzi e Zingaretti: «Se fate l’accordo con i 5S me ne vado e fondo un altro partito»

Prima ha dato a Renzi del ridicolo e dell’incapace.

Poi ha ironizzato sulle parole contraddittorie dell’uomo degli 80 euro.

Carlo Calenda va di nuovo all’attacco.

Promette fuoco e fiamme.

In un’intervista al Foglio, dichiara che se il Pd si accorderà con i Cinquestelle, lui non resterà fermo.

Non sarà inerme.

Quel matrimonio non s’ha da fare, è contro natura.

Se Renzi e Zingaretti decideranno di farlo, le conseguenze saranno pesanti.

«Vorrà dire», afferma Calenda, «che il Pd avrà definitivamente abdicato alla rappresentanza del mondo liberaldemocratico. E io non lo accetterò».

La reazione di Calenda alle strategie messe in campo del Pd è durissima.

«A quel punto fonderò un nuovo partito», annuncia. «Sarà infatti inevitabile lavorare a una nuova forza politica.

Va rappresentato un mondo rimasto orfano».

E proprio al riguardo puntualizza un concetto non da poco: il neopartito non sarebbe assolutamente in appoggio al Pd.

«Il Partito democratico avrà perso ogni credibilità dell’Italia seria, che lavora, studia e produce».

Calenda ha poi spiegato che l’obiettivo è quello di mettere su «un’offerta per i cittadini preoccupati dall’evidenza che nella prossima legislatura, in caso di elezioni, ci sarà un blocco M5s-Pd contrapposto a una destra estremista». In sostanza, non è possibile andare avanti con l’inciucio.

E unire Di Maio e Renzi.

Pubblicato in Italia

Pd, no ad Oliverio ma si ad una candidatura unitaria.

Ieri riunione del Pd a Lamezia Terme per discutere del futuro del partito democratico.

La riunione è stata voluta dal responsabile del Pd per il Mezzogiorno Nicola Oddati che ha ribadito ciò che aveva già dichiarato Zingaretti.

“Il no ad Oliverio non è una novità – ha detto – ne avevo già parlato.

Una fase di rinnovamento è indispensabile se vogliamo competere”. Oddani ha ammesso che la situazione lasciata da Scoppelliti non era facile da gestire.

Il responsabile del Pd per il Mezzogiorno ha ribadito: “Il rinnovamento è indispensabile se vogliamo competere Chiedo ad Oliverio un lavoro comune per costruire la nuova fase” .

L’obiettivo del Pd è una candidatura unitaria per evitare le primarie.

Oddani ci prova ma gli scontri saranno probabilmente inevitabili.

“È importante che diciamo come la pensiamo in maniera diretta: il buon lavoro fatto non basta per competere contro un’ondata di destra molto forte.

In questo territorio abbiamo anche problemi legati ad alcune inchieste giudiziarie, se non ne tenessimo conto faremmo un errore”.

Il responsabile del Pd ha indicato di voler costruire il rinnovamento insieme a Oliverio “Non servono contrapposizioni ma un lavoro comune. E non è detto che si debbano avere rotture. È legittima la ricandidatura di Oliverio ma noi pensiamo che sia sbagliata, cioè che non basta. Pensiamo che a partire da questa esperienza bisogna andare avanti, fare una coalizione più larga, unire il partito. Già qualche settimana fa in un’assemblea dei quadri del partito a Cosenza avevo detto che ci sono alcune precondizioni: il Pd dev’essere il più unito possibile, e se non è unito dietro una candidatura c’è un problema, poi la coalizione dev’essere larga, aperta, e se possibile andare oltre quello che si è fatto in questi anni” ha spiegato.

A quanto pare il partito di Zingaretti vuole andare oltre.

“Non è una punizione per nessuno, anche perché non ci sono ruoli che vengono affidati per opera dello Spirito Santo o per discendenza divina.

Sono scelte che si fanno tutti insieme. C’è il territorio ma c’è anche l’opinione del partito e del gruppo dirigente nazionale, della quale pure si deve tenere conto”. La candidatura verrà decisa in maniera comune.

“Qui in Calabria con tutto il territorio: con il gruppo dirigente calabrese, con la società calabrese, non possiamo decidere dall’alto, ma siamo qui per fare questo lavoro insieme”.

L’idea sarebbe quella di trovare un nome comune evitando le primarie.

Quale sarà adesso la mossa di Oliverio che aveva già istituzionalizzato le primarie?

Intanto sono già nati i primi circoli a sostegno della sua candidatura. Oliverio sceglierà di opporsi o si rimetterà al volere del partito?

Carmen Mirarchi 8 Agosto 2019

Oliverio dice : “Il lavoro iniziato non si deve fermare”

Faso tuto da me

“Abbiamo ereditato una situazione disastrosa e abbiamo invertito la rotta. Siamo partiti con gli stivali nel fango. -ha affermato Oliverio- Abbiamo avviato un’opera di bonifica e di trasparenza guidati dalla bussola della legalità. Abbiamo messo in discussione interessi e scardinato assetti di potere consolidati nel corso di decenni non senza difficoltà e resistenze. Abbiamo lavorato per l’affermazione dei diritti e per cancellare la pratica della discrezionalità nell’uso delle risorse. Abbiamo invertito il trend negli indicatori economici e sociali. Abbiamo messo la Calabria sul binario della crescita anche se c’è tanta strada da fare. Questo lavoro non si deve fermare. Questa è la mia unica preoccupazione, che va ben oltre le prospettive personali.

La Calabria prima di tutto”.

Ed a proposito della candidatura alle prossime elezioni regionali, Oliverio ha tenuto a ribadire quanto ha affermato a Tropea, a margine del convegno sul Codice Carratelli :”Ho dato -ha detto- la mia disponibilità a scendere in campo per proseguire l’impegno e portare a compimento un ciclo di governo che in questi anni è stato finalizzato a tirare la Calabria fuori dalla palude. Nessuno poteva immaginare che la crisi strutturale calabrese si potesse risolvere con un semplice colpo di bacchetta magica. Oggi, possiamo dire di aver messo la Calabria sul binario giusto, sulla direttrice per il futuro. Un’opera di siffatta portata non poteva essere fatta con un colpo magico in una breve stagione. È un lavoro arduo che deve necessariamente essere proseguito e deve ancora vincere forti resistenze. È evidente che chi tenta di contrastare questo percorso si sente orfano della vecchia Regione. La scelta è quella di camminare lungo questa direttrice o favorire un ritorno all’indietro. Ribadisco proprio per questo che non c’è alcun problema di tipo personale. Se ci dovessero essere altre candidature si mettano in campo e saranno valutate. Ad oggi abbiamo visto manifestarsi solo una lotta di potere dalla quale non emergono né idee e proposte di governo né tanto meno nomi di candidature alternative. Anche l’eventuale ricorso alle primarie non può essere inteso in una accezione divisiva ma da utilizzare come la sottoscrizione di un patto di lealtà e l’assunzione del vincolo di appartenenza verso la coalizione. Oltretutto, qui in Calabria, se lo si vuole, si può ricorrere all’istituto normato per legge a sicura garanzia di un corretto svolgimento delle primarie. Al gruppo dirigente nazionale del PD -ha concluso il presidente della Giunta regionale-chiedo lealtà e rispetto”.

Pubblicato in Calabria

“Deve fare un passo indietro” “Nei territori dobbiamo rinnovare molto”.

Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Rai Tre.

Rispondendo a una domanda sulle inchieste giudiziarie che hanno riguardato esponenti del Pd e anche il governatore calabrese, Mario Oliverio, Zingaretti ha osservato: “In Calabria c’e’ un’indagine, la Procura sta indagando.

Abbiamo già detto, anche al presidente attuale, che io credo sia tempo opportuno, anche se è stato fatto molto, di voltare pagina, di costruire per le prossime amministrative calabresi un progetto che allarghi, che – ha aggiunto il segretario del Pd – metta più forze e anche nuove energie in campo, che individui una candidatura nuova e più unitaria e che interpreti di più il rinnovamento che quella regione esprime.

Anche in Calabria abbiamo aperto un processo di rinnovamento perché credo che adesso gli italiani si aspettano questo da noi, non solo criticare chi governa, e lo faremo all’infinito per il bene dell’Italia, ma anche offrire alle regioni e in Italia un’alternativa.

Quindi – ha sostenuto Zingaretti – anche nei territori dobbiamo rinnovare molto di quello che abbiamo trovato”.

Alla domanda se a Oliverio non sarà chiesto un passo indietro, Zingaretti ha risposto: “Nelle elezioni regionali sì, questo già l’ho detto”. (AGI)

Da Iacchite - 8 Agosto 2019

Foto Primarie 3 marzoIl Circolo “Moro-Berlinguer” del Partito Democratico esprime grande soddisfazione per l’esito delle Primarie dello scorso 3 marzo. Una giornata intensa, caratterizzata dalla grande partecipazione dei cittadini, che hanno voluto esprimere la loro preferenza tra i candidati alla segreteria nazionale, e dal desiderio di confrontarsi sulle piccole e grandi questioni che interessano il Paese.

È stato particolarmente significativo vedere tante persone voler condividere l’intera giornata insieme al gruppo dirigente locale, con spirito di collaborazione e armonia.

Il fatto che tanti cittadini abbiano raccolto l’invito del Circolo ad incontrarsi rappresenta un dato rilevante che insegna che non è possibile sostituire la partecipazione e il confronto – elementi edificanti dei processi democratici – con un banale e distaccato click.

Se populismo e demagogia negli ultimi anni hanno aggravato i problemi del Paese - con il rischio di spezzare in due la Nazione, ampliando il divario tra Nord e Sud – queste Primarie ci insegnano che per invertire la rotta è necessario partire dalla partecipazione e dal dialogo, portando la politica fra la gente in modo che possa carpirne le ansie, i desideri e i bisogni.

Nei due seggi allestiti ad Amantea hanno votato complessivamente 421 persone. Nicola Zingaretti ha ottenuto 324 preferenze (77%), Maurizio Martina 74 (17,5%) e Roberto Giachetti 23 (5,5%). Delle liste collegate al neo Segretario Nazionale “Piazza Grande con Nicola Zingaretti” ha ottenuto 246 voti, mentre “Calabria con Zingaretti” 59.

Un ringraziamento va ai volontari che hanno lavorato tutta la giornata di domenica nei seggi contribuendo a scrivere una bellissima pagina di democrazia.

Al nuovo Segretario, Nicola Zingaretti, vanno gli auguri di buon lavoro da parte del Circolo.

«Siamo molto contenti – ha dichiarato il Segretario Enzo Giacco - della partecipazione alle Primarie. E ci fa davvero piacere che tanti cittadini abbiano voluto trascorrere la giornata insieme ai nostri militanti, votando e confrontandosi con noi. Sono segnali incoraggianti che non intendiamo ignorare. Sono certo che l’elezione di Nicola Zingaretti rappresenterà un toccasana per il Partito e sono altrettanto sicuro che ciò ci consentirà di crescere. In diversi, infatti, ci hanno chiesto di aderire al circolo e sottoscrivere la tessera 2019 ed auspico, a tal proposito, di poter aprire il prima possibile la campagna di tesseramento. Ringrazio i due Presidenti di seggio Tonino Chiappetta e Andrea Argentino, gli scrutatori e tutti i nostri militanti che hanno lavorato con serietà ed abnegazione. Un ringraziamento va anche ai responsabili delle diverse mozioni congressuali per aver contribuito a trasformare il 3 marzo, anche ad Amantea, in una meravigliosa giornata di festa democratica».

 

PD AMANTEA

Catanzaro. La Calabria finisce al centro delle polemiche interne al Partito democratico, con diverse proteste e segnalazioni relative a dubbi sui dati riferiti alle mozioni congressuali.

Mentre lo scontro è già in atto da diversi giorni in Calabria, il problema è stato sollevato in maniera netta nel corso della commissione nazionale per il congresso che si è svolta oggi a Roma.

Le accuse partono da Umberto Marroni, rappresentante della mozione #aporteaperte di Francesco Boccia: «I dati che stanno facendo trapelare sull'affluenza voto nei circoli del PD sono assolutamente falsi.

Ho abbandonato i lavori della commissione perché - ha detto - stanno diffondendo dati condizionati da centinaia di ricorsi non ancora discussi, prenderemo pesanti provvedimenti nelle prossime ore.

In Calabria, Sicilia e Campania ci sono centinaia di ricorsi pendenti e pretendiamo immediate risposte.

Abbiamo elettori che pretendono di essere rispettati».

Secondo i dati diffusi dalle mozioni in campo, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, si attesta tra il 47,2 e il 49,1 per cento e stacca Maurizio Martina che si ferma tra il 35,1 e il 36,7.

Il terzo ad accedere alle primarie del 3 marzo è Roberto Giachetti, con un boom di consensi: il "turborenziano" avrebbe raccolto tra il 11,3 e il 12,8.

A guardare le cifre Zingaretti, che sfiora il 50 per cento, sarebbe già segretario in pectore.

Ma in Calabria le segnalazioni e le proteste sono alle stelle.

La mozione Boccia è la più critica, annunciando con Alessia Bausone, referente regionale, che «le illegittimità perpetrate in Calabria da alcune federazioni provinciali sono già state oggetto di ricorso agli organi interni di Partito, secondo le procedure.

Qualora il Partito nazionale si dimostrasse connivente avallando questo modus operandi, non esaminando nel merito i ricorsi, porteremo le relative questioni nei Tribunali per dimostrare che le regole non sono mero maquillage, che quando diciamo di essere l'unico Partito italiano lo siamo davvero e non una cricca mascherata, spesso composta da soli maschi».

A Catanzaro, il segretario provinciale Gianluca Cuda ha criticato la scelta di due componenti della commissione provinciale per il congresso di lasciare i lavori. In questo caso si tratta di componenti del gruppo "LabDem", ma le lamentele sono generali.

Mentre il clima di tensione aumenta, più sereno appare il senatore calabrese Ernesto Magorno. L'ex segretario regionale, attraverso i social, afferma: «I numeri dicono la verità e la verità è che la partita delle primarie Pd è apertissima.

Chi pensava di sfondare nei circoli si deve ricredere perché la mozione a sostegno di Maurizio Martina è viva.

Ora fianco a fianco per vincere il 3 marzo». (Redazione web Il quotidiano del sud)

Pubblicato in Calabria

Forse Nicola Zingaretti non è mai stato in Calabria.

Eppure 6 circoli del PD in Calabria scendono in campo per lui .

Ci sono anche sei segretari Pd del lametino fra i 170 firmatari della lettera inviata dalla Calabria al candidato alla segreteria nazionale del partito, Nicola Zingaretti, per invitarlo a partecipare a una grande iniziativa in Calabria per presentare il suo programma elettorale.

Iniziano, dunque, a delinearsi anche in Calabria gli schieramenti in vista del congresso la cui data ancora deve essere indicata dalla commissione nazionale.

Nella lettera, comunque, che ha raccolto 170 firme in tutte le province, compaiono anche le prese di posizione dei segretari di sei circoli del comprensorio lametino e si tratta di

-Alberto Darrò, Segretario Soveria Mannelli;

-Leonardo Ferraiolo, Segretario S. Pietro a Maida;

-Mario Talarico, Segretario Carlopoli;

-Massimo Di Bella, Segretario Curinga;

-Pasqualino Burghi Segretario San Mango d’Aquino e

-Umberto Gigliotti, Segretario Cicala.

Scelte autonome? Non ci crede nessuno!

Appena scende vedremo i capobastone e sapremo…..

Pubblicato in Calabria
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