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aerei-easyjet-600x300Tre ore e 21 minuti: a tanto ammonta il ritardo aereo accumulato dal volo numero EJU2862 della compagnia aerea easyJet, che domenica 12 gennaio 2020 ha messo in collegamento gli aeroporti di Lamezia Terme Sant’Eufemia e Milano Malpensa. In base agli approfondimenti fatti da ItaliaRimborso, sembrano esserci i presupposti positivi per chiedere alla compagnia aerea la compensazione pecuniaria (come disciplinato dal Regolamento Europeo 261/2004). Si tratta di una somma pari a 250 euro per passeggero. 

ItaliaRimborso è pronta ad assistere gratuitamente i passeggeri nell’iter necessario per la richiesta della compensazione. Per avviarlo, chi vorrà potrà chiamare il numero di telefono 06-56548248 (Whatsapp 342 1031477), scrivere una emailall’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o compilare il form online nell'homepage del sito www.italiarimborso.it

Pubblicato in Lamezia Terme

Con Mascaro sindaco il Consiglio comunale (oltre a Ruggero Pegna) dovrebbe essere composto da questi 24 consiglieri comunali.

Per le liste Assieme Mascaro sindaco e Orgoglio Lamezia:

Tranquillo Paradiso,

Pino Zaffina,

Maria Grandinetti,

Giovanni Pulice,

Antonietta D’Amico,

Danilo Gatto,

Davide Mastroianni,

 

Alessandro Saullo (il più votato con 1037 preferenze),

Annalisa Spinelli (la donna più votata con 812 preferenze)

Giancarlo Nicotera,

Enrico Costantino,

Anna Caruso,

Giovanna Saladini,

Rosy Rubino,

Antonio Lorena.

Per Fratelli d’Italia,

Pietro Gallo e

Mimmo Gianturco;

Per Forza Italia,

Matteo Folino e

Antonio Mastroianni;

Per il Partito democratico

Aquila Villella,

Dario Arcieri (o Lidia Vescio) e della stessa coalizione

Eugenio Guarascio e

Lucia Cittadino e

Rosario Piccioni della lista Lamezia Bene Comune.

Pubblicato in Basso Tirreno

Lamezia Terme .Paolo Mascaro è stato rieletto sindaco di Lamezia Terme con il 68,9% (12.317 preferenze), Ruggero Pegna si ferma al 31.1% (5.559 preferenze).

Sostenuto da due liste civiche “Assieme con Mascaro sindaco” e “Orgoglio Lamezia”, Mascaro ritorna così in via Perugini da primo cittadino.

Al primo turno Mascaro aveva ottenuto il 38.89% mentre Pegna il 23%.

 

Il sindaco viene così rieletto ma con un forte astensionismo: solo il 29,98% si è infatti recato alle urne per decretare il vincitore, meno di un terzo degli eventi diritto. 

Nel 2017, l’amministrazione fu sciolta per infiltrazioni mafiose.

Ne sono seguiti due lunghi anni commissariamento.

Intanto, la vicenda giudiziaria è andata avanti e si è conclusa il 26 settembre con il Consiglio di Stato che ha confermato lo scioglimento.

Nessun esito favorevole, dunque, dai giudici di palazzo Spada, per il ricorso che avevano presentato Paolo Mascaro e alcuni componenti della sua ex Giunta.

In ultimo, proprio pochi giorni fa, la Procura generale di Catanzaro ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere l'annullamento della sentenza con la quale la Corte d'appello ha rigettato la richiesta di incandidabilità dell'ex sindaco di Lamezia.

Per i magistrati: "La sua colpa è il non aver vigilato".

In primo grado e in appello Mascaro è stato definito candidabile.

A Mascaro adesso, il compito di riprendere nuovamente le redini di un Comune che dovrà affrontare innumerevoli problemi da molto tempo lasciati irrisolti.

 Proprio come nella notte del 15 giugno 2015, Mascaro ha dato il via ai festeggiamenti nelle tre piazze principali della città, insieme ai suoi sostenitori. 

Illametino

Pubblicato in Basso Tirreno

L'ultimo tonfo del M5s e del PD è quello di Lamezia Terme, una delle città più grandi della Calabria che ieri è tornata al voto dopo il commissariamento per infiltrazioni della 'ndrangheta.

Nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, e dunque il prossimo sindaco verrà scelto attraverso il ballottaggio, che si svolgerà il 24 novembre.

 

A contendersi la guida del Comune saranno l'ex primo cittadino Paolo Mascaro, che ha ottenuto il 38, 89% dei voti grazie all'appoggio di due liste civiche, e il promoter Ruggero Pegna (23%), che era sostenuto da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Udc.

Ma i dati più clamorosi riguardano i due partiti che compongono l'attuale governo, entrambi esclusi dal ballottaggio.

Debacle assoluta per il M5S, che ha ottenuto il 4,38 %

Il suo candidato sindaco, Silvio Zizza ha avuto il 4,60%.

Il Pd, il cui aspirante primo cittadino era Eugenio Guarascio (17,63%), ha ottenuto l’11, 68% dei voti.

Anche se si fossero candidati con una lista unitaria, probabilmente non sarebbero andati al ballottaggio.

Per i giallorossi è stata insomma una vera disfatta malgrado avessero deciso di dividere i loro destini elettorali, a differenza che in Umbria.

Deludono soprattutto i pentastellati, che sono riusciti a peggiorare il già misero 7% raggiunto alle elezioni del 27 ottobre.

Un risultato, quello ottenuto in Calabria, che inevitabilmente dà forza a quella frangia interna che, ormai da settimane, chiede il ritiro del Movimento dalle prossime Regionali, al fine di evitare che il probabile massacro elettorale abbia riflessi sul governo Conte.

Lo stesso Luigi Di Maio, in relazione al voto in Emilia Romagna, stamattina ha detto chiaramente che i 5 stelle potrebbero anche stare fermi un giro: “Dove siamo pronti ci dobbiamo presentare, dove abbiamo difficoltà non c'è nessun problema a dirlo ai cittadini”.

Il capo politico ha voluto ricordare che “il Movimento è entrato nelle istituzioni regionali e nazionali da sei anni, non di più.

Siamo una forza politica giovane, per cui in alcuni territori possiamo avere qualche difficoltà".

Possibile che i cinque stelle non comprendano che devono scendere dal pulpito ed andare fra la gente, con la gente, in mezzo alla gente, per la gente?

Pubblicato in Campora San Giovanni

Domani 10 novembre andranno al voto sette comuni calabresi

Sono sette i comuni calabresi che, a conclusione del commissariamento seguito allo scioglimento degli organi elettivi per presunte infiltrazioni mafiose, torneranno alle urne per eleggere il sindaco ed il consiglio comunale

Il più popoloso dei centri interessati è Lamezia Terme, quarta città della regione

 

 

 

Sei sono i candidati che si contenderanno la carica di primo cittadino di Lamezia Terme, reduce dal terzo scioglimento per mafia nei suoi poco più di cinquant’anni di storia.

Sono in corsa per la carica di sindaco:

-Paolo Mascaro che era sindaco quando è stato disposto lo scioglimento e in lizza con il sostegno di due liste civiche,

-Eugenio Guarascio (centrosinistra),

-Ruggero Pegna (centrodestra senza la Lega),

-Silvio Zizza (M5s),

-Rosario Piccioni e Massimo Cristiano candidati civici.

L’eventuale ballottaggio si terrà il 24 novembre.

Alle elezioni anche :

-Cassano allo Ionio,

-Isola Capo Rizzuto,

-Marina di Gioiosa Ionica,

-Brancaleone,

-Cropani

-Petronà.

Pubblicato in Basso Tirreno

Eseguite 19 misure cautelari nei confronti di due gruppi criminali dediti alle rapine. Attività a Cosenza, Corigliano-Rossano (CS), Lamezia Terme (CZ), Spinea (VE), Castrovillari (CS), Catanzaro, Vibo Valentia e Napoli.

La conferenza stampa

COSENZA - 17 ott. 19 - Alle prime luci dell’alba, in Cosenza, Corigliano-Rossano (CS), Lamezia Terme (CZ), Spinea (VE), Castrovillari (CS), Catanzaro, Vibo Valentia e Napoli, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza, coadiuvati da quelli di Catanzaro, Napoli e Venezia,

 

hanno dato esecuzione a 19 provvedimenti di custodia cautelare (di cui 11 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora), emesse dall’Ufficio Gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di “associazione per delinquere” finalizzata alla commissione di “furti” e “ricettazione”, nonché per “rapina in abitazione”, “resistenza a pubblico ufficiale”, “evasione”, “inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno”, “favoreggiamento personale” e “possesso di chiavi alterate o grimaldelli”.

L’attività di indagine, convenzionalmente denominata “Vulture” (“Avvoltoi”), avviata nel mese di ottobre 2017 dai militari delle Stazioni Carabinieri di Montalto Uffugo, Luzzi e Lattarico, con il coordinamento della Compagnia di Rende, a seguito di numerosi reati predatori perpetrati nella Valle del Crati e nelle zone industriali di Montalto Uffugo e Rende (episodi delittuosi per i quali si è dato anche corso ad un mirato approfondimento in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura di Cosenza), ha consentito di individuare i componenti di due gruppi criminali, per la gran parte soggetti provenienti dai paesi dell’est Europa, dediti alla commissione di reati predatori ed, in particolare, furti in attività commerciali e rapine in abitazione.

L’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA AI FURTI IN ATTIVITÀ COMMERCIALI

E’ questo il reato contestato ai componenti dell’organizzazione criminale - composta da soggetti di nazionalità rumena, moldava ed italiana stanziali in Cosenza e Corigliano-Rossano, su cui sono stati raccolti solidi elementi comprovanti la responsabilità in ordine a 38 furti, perpetrati in danno di bar, tabacchi, sale giochi e scommesse, distributori di carburanti, supermercati, cash & carry, concessionarie auto, aziende per la produzione di mezzi ed utensili da lavoro, per la produzione e distribuzione del caffè, per la distribuzione del gas, impresi edili etc.. delle province di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Taranto (i colpi sono stati messi a segno esattamente nei Comuni di Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Amantea, Paola, Villapiana, Mangone, Diamante, Lamezia Terme, Corigliano-Rossano, Bisignano, Cetraro, Palagiano, Cassano all’Ionio, Pizzo Calabro, Camigliatello Silano), per un danno complessivo stimato in circa 700.000€.

L’ORGANIZZAZIONE, IL MODUS OPERANDI ED IL GERGO UTILIZZATO.

Tutto pianificato ed organizzato nei minimi particolari, dalla selezione degli esercizi commerciali da colpire, alla definizione degli automezzi (prevedendo sempre il supporto di auto staffette per la preliminare sorveglianza dei tragitti stradali percorsi dagli associati per raggiungere gli obiettivi e fare rientro alle rispettive abitazioni) e degli strumenti occorrenti per l’esecuzione dell’azione, alla suddivisione dei ruoli tra i soggetti partecipanti ai furti (distinguendo tra soggetti incaricati di procedere all’attività materiale di effrazione e sottrazione della refurtiva, altri dediti allo svolgimento delle funzioni di “palo” e di “staffetta”, altri ancora impiegati nell’attività di trasporto e recupero dei sodali), alla ricettazione della refurtiva, ricollocata da alcuni membri del gruppo criminale degli “zingari” di Cosenza, e dalla conseguente distribuzione dei proventi illeciti tra i sodali fino all’eventuale ausilio da prestare, anche sul piano economico, agli appartenenti al gruppo criminale per le spese legali sostenute in caso di arresto e sequestri.

Il “modus operandi” era sempre lo stesso:

contatto preventivo tramite telefono cellulare il giorno prima della esecuzione del colpo;

incontro dei componenti del gruppo in luoghi appositamente convenuti poco tempo prima del compimento dell’azione;

avvicinamento all’obiettivo tramite autovetture di volta in volta selezionate;

scambio di informazioni e di direttive nel corso dell’avvicinamento al teatro del fatto-reato;

esecuzione dei reati mediante effrazione e violenza sulle cose, oltre al travisamento al fine di eludere gli strumenti di video-sorveglianza;

utilizzazione di uno o più complici nella funzione di “palo” e di “staffetta”, in modo da segnalare l’eventuale presenza di pattuglie delle Forze dell’Ordine.

Il “gergo” utilizzato dai membri dell’associazione criminale prevedeva una serie di termini convenzionali dal contenuto criptico ed in particolare venivano indicati con il termine “ragazze” coloro i quali commettevano i furti, mentre con l’espressione “andare in guerra” veniva indicata la vera e propria azione delittuosa all’interno degli esercizi commerciali (“..Sono andate via le ragazze in guerra?..”). Ed ancora “abiti puliti” stava ad indicare il cambio degli indumenti utilizzati per il furto (“…Prendo i vestiti puliti?...”), mentre termini più colorati venivano utilizzati per indicare le autovetture “puttane” (“…E' entrata una puttana nella stazione di servizio adesso per fare rifornimento! Dillo presto a loro!...”), le forze di polizia “ratti neri o neri” (“…Quei ratti neri? Sono andati con la macchina in caserma!...”) e le guardie giurate “spose” (“…Le spose sono venute verso di voi, sono venute qui! Hanno guardato qui e poi sono andate verso di voi!...”).

I RISCONTRI DURANTE L’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA.

Nel corso dell’attività d’indagine, i Carabinieri hanno effettuato plurimi interventi riuscendo a recuperare parte della refurtiva trafugata nei 38 furti consumati (tra cui autovetture, prodotti cosmetici, generi alimentari, tabacchi, gratta e vinci, utensili vari, televisori, tablet, piccoli elettrodomestici, restituiti ai legittimi proprietari), nonché a sequestrare 3autovetture e diversi arnesi da scasso in uso al gruppo criminale.

Gli approfondimenti condotti hanno altresì consentito di documentare ulteriori reati commessi dai malviventi ed in particolare:

18 violazioni degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno;

4 ricettazioni di gratta e vinci, sigarette, tablet e telefoni cellulari;

4 favoreggiamenti personali;

1 evasione dagli arresti domiciliari;

1 resistenza a Pubblico Ufficiale a seguito di inseguimento ad elevatissima velocità, nel corso del quale i malviventi, dopo aver compiuto una serie di manovre elusive - mettendo in pericolo l'incolumità dei Carabinieri e degli utenti dell’autostrada - riuscivano a darsi alla fuga.

IL GRUPPO CRIMINALE DEDITO ALLE RAPINE E AI FURTI IN ABITAZIONE

Concorso in rapina e tentato furto in abitazione con l’aggravante di aver agito in più persone riunite all’interno di privata dimora e dietro minaccia di un cacciavite: è questo il capo di imputazione contestato ai componenti dell’altro gruppo criminale - composto da soggetti di nazionalità slava ed italiana, stanziali in Napoli e Corigliano-Rossano, responsabili in ordine ad una rapina in abitazione ed un tentato furto in abitazione commessi, a distanza di pochi giorni, in Lattarico (CS), nel mese di giugno 2018.

IL MODUS OPERANDI

Il gruppo criminale, composto da 5 persone, agiva in pieno giorno in villette isolate. Una volta individuato l’obiettivo da colpire entravano in azione repentinamente, bussando alla porta di casa della vittima e qualificandosi come “carabinieri”. Una volta dentro l’abitazione, mentre uno dei malviventi teneva bloccata la vittima dietro minaccia di un cacciavite, gli altri tre complici rovistavano l’abitazione, per poi darsi velocemente alla fuga a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata condotta dal quinto complice che faceva da autista e da “palo”.

Tale modalità operativa presenta sostanziali analogie con altre rapine consumate nella sibaritide, su cui sono in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza.

IL TENTATO FURTO IN ABITAZIONE DEL 22 GIUGNO 2018.

Nella mattinata del 22 giugno 2018, i malviventi bussavano reiteratamente alla porta della vittima, un 17enne di Lattarico (CS), che in quel momento si trovava in casa da solo. Qualificatisi come “carabinieri”, immobilizzavano con una mossa fulminea il giovane, tenendolo fermo con la forza e strappandogli il telefono cellulare dalle mani al fine di impedirgli di chiedere aiuto al 112, mentre gli altri complici rovistavano nei cassetti, mettendo a soqquadro l’intera abitazione per poi dileguarsi senza riuscire ad asportare nulla, verosimilmente impauriti da una sirena udita a distanza.

LA RAPINA IN ABITAZIONE DEL 26 GIUGNO 2018.

Nella mattinata del 26 giugno 2018, con un’azione criminale del tutto analoga, i malviventi bussavano reiteratamente alla porta della vittima, un 41enne di Lattarico (CS), e dopo essersi, ancora una volta, qualificati come “carabinieri”, immobilizzavano l’uomo. Ripetendo un tragico copione, strappavano con forza il telefono cellulare dalle mani del malcapitato, così consentendo agli altri complici di rovistare nei cassetti e negli armadi dell’intera abitazione, in ultimo riuscendo ad asportare numerosi monili in oro. Una volta usciti dall’abitazione, i malviventi si accorgevano della presenza di un amico della vittima, che nel frattempo era arrivato a bordo di un furgone nei pressi dell’abitazione per un saluto, e si dirigevano minacciosamente verso di lui danneggiandogli la fiancata destra del furgone. L’uomo, in preda al panico, partiva velocemente a bordo del furgone inseguito dai malviventi, i quali, dopo aver tentato più volte di speronarlo, senza riuscirci, desistevano e si davano precipitosamente alla fuga

Pubblicato in Basso Tirreno

Elezioni comunali a Lamezia, corsa a 6 per il sindaco. La Lega dice no a Pegna e si ritira

LAMEZIA TERME (CATANZARO – «Mi corre l’obbligo di comunicare che, d’intesa con il segretario nazionale, On. Matteo Salvini e con il commissarcio regionale del partito, l’On. Cristian Invernizzi, la Lega, in esito anche ad una doverosa e democratica fase di confronto apertasi al suo interno, ha assunto la decisione di non partecipare con una propria compagine elettorale al turno amministrativo che interesserà la città di Lamezia Terme nel prossimo mese di novembre».

E’ l’intervento del deputato della Lega, Domenico Furgiuele, che spiega: «Le ragioni alla base di tale determinazione sono ascrivibili all’accelerazione impressa al processo di scelta del candidato a sindaco del centrodestra culminato con una indicazione che non ha superato l’approfondito e successivo vaglio politico condotto dagli organismi di direzione regionale e nazionale del partito.

Di qui, la decisione di non correre con una nostra lista cui la Lega di Lamezia, in ossequio ai valori della disciplina di partito e di fedeltà ai suoi ideali, si conforma con la lealtà di sempre. Rassicuro, quindi, militanti, alleati, opinione pubblica e operatori dell’informazione sul fatto che l’assunzione di questa scelta, presa ovviamente non senza rammarico e travaglio interiore, è il frutto di un confronto tutto interno alla Lega».

La candidatura di Ruggero Pegna, ormai ufficiale da diversi giorni e “condivisa” all’inizio da tutti i partiti alleati (tranne la posizione di incertezza mantenuta dal Nuovo Cdu) è stata messa in discussione dall’area leghista dopo le dichiarazioni di Vincenzo Sofo: «Credo che la Lega calabrese debba rivedere la decisione di sostenere Ruggero Pegna a candidato sindaco di Lamezia».

Oggetto del contendere presunte divergenze con il candidato a sindaco Ruggero Pegna sulle politiche dell’immigrazione leghiste. Ecco le precisazioni di Pegna giunte prima delle comunicazioni di Furgiuele: «Su ong, migranti, Riace e passato di antimeridionalismo ci sono ben note diversità di vedute, qui superate però dalla condivisione del progetto Lamezia”. Pegna definisce “strano” l’atteggiamento “di un partito che si dissocia da una candidatura locale per temi di carattere umanitario e di livello internazionale». E aggiunge: «Nel partito lametino, nonostante le mie perplessità derivanti dalle diverse visioni su tali argomenti, ho trovato molti giovani entusiasti della mia candidatura, pronti a dare il massimo per questa città».

Pegna definisce quelle in corso «beghe fuori luogo e queste, sì, calate dall’alto e, probabilmente, per altre ragioni interne al loro partito».

Non mancano le considerazioni di Pegna sul sostegno annunciato dal Nuovo Cdu a Paolo Mascaro: «Ho letto la nota del Cdu con cui precisano di non sostenere la mia candidatura in quanto calata dall’alto. In realtà, mi risulta che la posizione del Nuovo Cdu di sostenere il mio amico Paolo Mascaro fosse ben nota da sempre, cioè da prima che gli altri partiti convergessero sul mio nome, indipendentemente da ogni altra considerazione. Cercare di trovare altre spiegazioni, nello specifico già ufficialmente smentite da tutti i partiti della coalizione, appare pertanto ridicolo e con l’esclusivo scopo di generare perplessità campanilistiche sulla mia candidatura. A questa visione paesana e sterile della politica, peraltro maldestra, non c’è altro da replicare».

La scadenza del termine per la presentazione delle liste è ormai prossima. Il 12 ottobre si conosceranno definitivamente le liste dei candidati a sindaco e al consiglio comunale. In ogni caso hanno già annunciato la loro candidatura oltre a

-Ruggero Pegna,

-Paolo Mascaro, sostenuto tra tre liste civiche,

-Massimo Cristiano, supportato da due liste civiche,

-Eugenio Guarascio, sostenuto dal Pd e parte dell’area civica, e

-Rosario Piccioni.

Si attende solo la conferma ufficiale di

-Silvio Zizza,

scelto dal meetup di Lamezia, che sarà il candidato sindaco del movimento cinque stelle.

IlQuotidianodelsud

Pubblicato in Basso Tirreno

Eugenio Guarascio presidente di Ecologia Oggi scende in politica

Eugenio Guarascio titolare della società Ecologia Oggi e patron del Cosenza Calcio scende in politica.

E lo fa per la propria città di Lamezia terme le cui elezioni lametine sono state fissate per il prossimo 10 novembre.

Della coalizione che ha deciso di candidare Eugenio Guarascio alla carica di primo cittadino del Comune di Lamezia Terme fanno parte:

 

 

- il PD (che ieri ha partecipato ad una riunione con i dirigenti Giovanni Puccio, Gianluca Cuda e Antonio Sirianni),

- il Polo Civico,

-Lamezia Viva (Milena Liotta) e

-Grandinetti per Lamezia (Francesco Grandinetti).

Solo ieri l’altro aveva dichiarato che"Su sollecitazione di molti esponenti della società civile di Lamezia Terme, del mondo imprenditoriale, così come di quello cattolico, di pezzi importanti della città, ho deciso di verificare se esistono le condizioni per una mia candidatura a Sindaco per la coalizione di centrosinistra".

E poi aveva proseguito affermando: "Sono davvero colpito ed onorato per l’attenzione che in queste ore viene rivolta alla mia persona.

Non è più tempo che ci si nasconda o si deleghi ogni scelta, né è tempo di posizioni che puntano alla singola rappresentazione, che non aiutano certo il formarsi di un vasto e partecipato movimento che sia in grado di sconfiggere forze e partiti che hanno portato Lamezia allo stato in cui oggi versa”.

Ed aveva concluso dichiarando "Non è neanche il momento di puntare ad una conta singola ma a lavorare tutti uniti affinchè si possa ridare alla città un governo adeguato, un’immagine confacente alle sue tante potenzialità in tutti i campi.

Per questo progetto alto e condiviso io ci sono e correrò come candidato civico, senza più spazio a personalismi ma a progetti condivisi alti e forti". 

Pubblicato in Basso Tirreno

Dunque, è ormai tutto  deciso. Senza se; senza ma; senza rinvii ulteriori.

Confermato lo scioglimento del Consiglio comunale, che di fatto apre nuove piste di inquietudine, di  dibattiti, di animati comizi elettorali..

Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso relativo allo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme.

 

 

 

 

Attraverso 37 pagine,  è stato quindi reso noto il perché si è pervenuti a questa drastica situazione; in sintesi, l’influenza della ‘ndrangheta asfissiante,  soprattutto sulla gestione degli appalti  pubblici maldestramente manovrati, con il consequenziale scopo di favorire la mafia; tutto questo, esposto in rapida sintesi, come in ogni futura azione politico e amministrativa, che risulterà dall’esito delle prossime elezioni, dovrà recidere qualsiasi rapporto, qualsiasi compromesso con il potere mafioso, senza scendere a patti con esso per convenienza o connivenza o mero timore, se vorrà essere autenticamente rispettosa del principio democratico, che anima la Costituzione”.

Riprendendo altro spunto  esplicativo, i magistrati rilevano come“ l’insieme di questi elementi, la cui pregnanza e univocità appare difficilmente contestabile, dimostra l’esistenza di  una fittissima rete di intrecci, legami, cointeressenze tra i vertici politici del Comune, che essi appartengano alla maggioranza o alla minoranza, e una irrimediabile compromissione del governo locale con soggetti e logiche di stampo criminale mafioso, considerata persino  la cointestazione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa ad alcuni degli amministratori locali”.

Cosa accadrà ora?

Ripercorrendo e sintetizzando quanto da noi evidenziato nei precedenti servizi specifici,  dopo che è stato dunque confermato lo scioglimento del Consiglio comunale, si farà ritorno al responso sovrano alle urne, dopo due pesanti anni di commissariamento.

Data del termine stabilito: 10 novembre prossimo; ma già la prossima tappa in agenda sarà il 12 di ottobre quando scadrà il termine utile per la presentazione delle liste e, quindi, il via libera – come già da oggi avvenuto –  alla convocazione dei comizi elettorali.

A questo punto entriamo nelle logiche … non logiche dei partiti o delle associazioni ìn lizza tra di loro, con tutto quell’apparato di candidati e di “apparentaggi” voluti e dovuti per sfamare la voglia di cambiare ( speriamo) per sempre il corso della politica.

Pubblicato in Basso Tirreno

Si era introdotto furtivamente all’interno di un ex Istituto scolastico in disuso.

Dopo aver scavalcato la recinzione stava facendo man bassa di fili elettrici.

Lo hanno sorpreso gli Agenti della Polizia di Stato che lo hanno arrestato.

I cittadini, accortisi che un soggetto si era introdotto furtivamente nell’edificio, hanno informato la Sala Operativa del Commissariato di Polizia di Stato di Lamezia Terme.

In pochi minuti sul posto sono giunti i poliziotti della Volante che nel seminterrato hanno colto in flagranza di reato l’uomo intento a sradicare i fili elettrici dalle varie canaline.

Alla vista degli Agenti il 30enne si è dato precipitosamente alla fuga scagliando loro contro un groviglio di fili che aveva già prelevato.

Prontamente bloccato ha opposto resistenza dimenandosi e scalciando, ma per lui sono scattate le manette.

Durante la perquisizione personale, oltre al documento di identità, è stato rinvenuto il provvedimento precettivo di Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Lamezia Terme, emesso nel gennaio di quest’anno.

Il materiale elettrico che era stato asportato dall’uomo è stato sequestrato.

Condotto negli Uffici del Commissariato, l’uomo B.D., 30enne lametino, è stato arrestato per i reati di furto aggravato e resistenza a Pubblico Ufficiale e, su disposizione del P.M. di turno, posto ai domiciliari.

Nell’udienza con rito direttissimo, il Giudice ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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