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Carlo Tansi incontra i Cittadini di Amantea

Mercoledì, 01 Gennaio 2020 20:11 Pubblicato in Amantea Futura

Prosegue il tour del candidato alla presidenza della Regione Calabria, Carlo Tansi.

Un tour sorretto da un forte entusiasmo

Vedremo tra qualche giorno cosa avverrà ad Amantea.

Tansi parlerà del suo programma.

Il diritto al lavoro, il diritto alla salute e l’assistenza sociale, il diritto alla sicurezza del territorio, il diritto alla salvaguardia del territorio e del mare, lo sport e spettacolo come strumento di rilancio per lo sviluppo del turismo calabrese e infine del futuro dei giovani.”

Voglio–dice Tansi- scacciare dalla Regione quel manipolo di personaggi che hanno determinato il sottosviluppo della nostra terra.

Consegneremo le cabine di comando a quei tanti funzionari e dirigenti onesti e competenti che lottano quotidianamente contro il malaffare, ma che sono stati sempre tenuti in disparte”.

“Ad esempio riguardo alla sanità oggi ridotta in uno stato pietoso per il semplice fatto che è ormai nelle mani di famiglie che speculano sulla salute e paure dei cittadini, noi avvieremo un processo di selezione e controllo di tutte le strutture sanitarie strappandole a questi “improvvisati imprenditori”. Gestendole direttamente in forma pubblica com’era quando negli anni ’60 l’Italia aveva il primato mondiale per la qualità del servizio sanitario pubblico”.

“Per svoltare bisogna però saper leggere fino in fondo gli errori fatti finora, e avere la consapevolezza di avviare una nuova politica che sappia coniugare libertà e democrazia con uguaglianza e giustizia, attuando un programma sostenibile e coerente con i valori identitari di noi calabresi mandando a casa chi ha ridotto la nostra terra così.

Tutti insieme cambieremo la Calabria”. Infine – conclude Tansi – grazie alle 400 persone ‘libere’ che mi hanno onorato della loro presenza. Insieme abbiamo scoperto i nostri immensi Tesori dispersi e che tutti insieme possiamo riportare alla luce per creare ricchezza, prosperità e lavoro!”

La notizia della accusa avanzata al prefetto di Cosenza Paola Galeone ha fatto volando il giro della città.

Molti non hanno nemmeno creduto al fatto che un Prefetto si sia piegata ad una mini tangente da 600-700 euro.

Amantea conosce bene il prefetto Paola Galeone non fosse altro che per il fatto che il destino della amministrazione comunale potrebbe essere dipeso dal suo parere.

E tutti, amministratori compresi, si chiedono quale parere abbia espresso il Prefetto Galeone sulla vicenda dello scioglimento del consiglio comunale della città di Amantea.

Ha proposto forse lo scioglimento?.

Ed era serena quando lo ha fatto?.

E poteva farlo visto che ora appare compromessa da una vicenda giuridica ben rilevante al punto che si è posta in aspettativa e che sarà sostituita dal prossimo Consiglio dei Ministri.

Amantea è stata sicuramente migliore di quanto non sia oggi.

Era un paese povero ma di gente straordinariamente buona.

Era un paese nel quale la gente si scambiava quel poco che aveva.

Di quel paese mi piace raccontare alcuni fatti profondamente veri ed eccezionalmente espressivi.

In Amantea quando arrivavano le feste natalizie si celebravano le tre vigilie.

 

 

Quella dell’Immacolata, quella di Natale e quella dell’Epifania

Nel pomeriggio del 7 dicembre mia madre cominciava a friggere ciambelle.

Poi ne metteva alcune su un piatto, in relazione alle persone che componevano la famiglia ricevente, lo copriva con un tovagliolo e mi mandava in giro per il quartiere.

“Porta chissi alla cummara…….. Mi raccumannu u piattu”.

Il suo problema era il piatto ed il tovagliolo che venivano riutilizzati più volte!.

E così partivo per quasi tutto il quartiere.

Li dove andavo, raramente sentivo profumo di fritto.

E nella casa c’era sempre silenzio e buio.

Bussavo e dicevo “ Cummà,a mamma vi manne chissi”.

Od al più “ Don o donna,a mamma vi manne chissi”.

Spesso nemmeno il piatto veniva lavato.

Dopo una decina o più di viaggi chiedevo alla mamma”.

“Ohi mà, e pè nua?”.

E lei spesso amorevole con gli altri che riteneva più poveri e dura con noi rispondeva” Si cinni restunu!”.

Devo dire che le ciambelle per noi ( io , mio fratello, mia sorella, Papà, il nonno, la nonna, lo zio ,la zia) sono sempre rimaste. E se non erano ciambelle erano gustosissime frittelle

Anche più di una.

E la mamma, fintanto che non finiva di friggere le ciambelle per le persone alle quali portava profondo rispetto non cominciava a cucinare per noi tutti

E’ vero che la aiutava papà che era un grande cuoco e la nonna che era altrettanto brava.

Solo più avanti nel tempo mi accorsi di quanto la gente fosse povera.

Lo compresi quando alcuni amici di infanzia mi seguivano mentre portavo le ciambelle.

Nella speranza, non celata, che fossero destinate a loro.

E così molto spesso l’ultimo piatto era per i quattro anici che mi aspettavano vicino casa.

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