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comune veltriQuest’anno, ho avuto l’onore di rappresentare la città di Amantea , con devozione e umiltà, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono della Calabria San Francesco Di Paola. Un grazie al sindaco  di Paola Avv. Roberto Perrotta per la calorosa accoglienza, al quale vanno i miei complimenti per l’impeccabile organizzazione di questo importante evento che unisce la Calabria nella fede. Un grazie al sindaco Mario Pizzino per avermi fatto vivere questa meravigliosa esperienza e un grazie alle mie gentili accompagnatrici le vigilesse Anna Montemagno e Cinzia di Rende

Pubblicato in Campora San Giovanni

Erano le 19 circa di ieri 23 gennaio quando è avvenuto questo incidente che poteva anche essere più drammatico nei suoi effetti per le persone all’ interno dell’auto.

Per ragioni non note l’auto è sbandata e si è ribaltata.

Percorreva la SP278.

Immediati i soccorsi da parte del 118 che ha poi trasportato la conducente all’ospedale di Paola.

Sul posto per le indagini ed i rilievi la Polizia municipale di Amantea.

A condurle i vigili Anna Montemagno e Gilberto Provenzano.

Presenze che sono la riprova dell’impegno che la Polizia Municipale, al momento ottimamente guidata da Giancarlo Socievole, profonde sul territorio amanteano

Stando alle indicazioni di stamattina la conducente non ha subito dall’incidente gravi danni fisici

Ben diversa la situazione per la Punto che ha subito gravi danni.

Si tratta di un giovane residente a Fuscaldo e che da qualche giorno frequenta Amantea.

Oggi pomeriggio in modo plateale è entrato nel supermercato Carrefour dove ha preso alcuni alimenti ed è scappato senza pagarla.

 

Alcuni dipendenti del supermercato lo hanno inseguito ma senza riuscire a raggiungerlo.

Si sono rivolti allora ad Antonio Pagliaro uno degli addetti alle strisce blu che ha segnalato la vicenda ai vigili urbani.

La pattuglia in servizio costituita da Gilberto Provenzano, Anna Montemagno ed Ersilia Morelli si è messa subito alla sua ricerca e dopo intensa attività è riuscita a rintracciarlo addirittura in Piazza, cioè nel quartiere superiore .

Il ladro è stato fermato ma i vigili hanno scoperto che il giovane aveva fame e per questo aveva rubato solo due lastrine di cioccolato proprio perché erano vicine all’uscita, e forse perché nelle notti ora fredde il cioccolato è energetico e può riscaldare specialmente se si dorme non protetti.

Il giovane ha raccontato la sua triste storia ed i tre vigili si sono commossi, come capita spesso anche a carabinieri e Poliziotti che si trovano di fronte a casi similari.

E così i vigili si sono autotassati per aiutarlo a mangiare qualcosa di caldo.

E dopo la identificazione del giovane stante la pochezza del furto indotto dalla fame hanno deciso su conforme parere del comandante Caruso di mandarlo via ma non senza averlo avvisato che deve cercare una soluzione ai suoi problemi prima di rischiare di trovarsi davvero nei guai.

Comportamenti e scelte che ci sentiamo di apprezzare al punto da porgere i nostri complimenti ai tre vigili Provenzano, Montemagno e Morelli , al loro comandante, ed al loro alto senso di umanità e di attenzione a chi da solo ed ogni giorno si trova ad affrontare i problemi della solitudine , di dove dormire, di cosa mangiare.

A noi non resta che chiederci se sia giusto che lo Stato offra tanta attenzione ai profughi che provengono dall’Africa o dal medio oriente ed ai quali viene offerto alloggi e pasti, e nessuno, salvo i vigili urbani di Amantea, in questo caso, si interessi degli italiani che versano sostanzialmente nelle stesse drammatiche condizioni.

vigili urbani paletta 800 8001La pattuglia motorizzata composta dagli agenti Amendola Andreas, Rosario Mendicino ed Anna Montemagno procedeva per le vie del centro di Amantea in normali operazioni di controllo, quando una Opel Agila la supera oltrepassando la striscia bianca continua.

 

E non solo. Nella sua folle corsa l’auto continua spericolatamente infrangendo costantemente il codice della strada e mettendo a rischio gli altri automobilisti.

Inizia così l’inseguimento della Opel fino a raggiungerla e ad intimarle l’alt con la apposita paletta.

L’auto fa finta di fermarsi ed invece accelera improvvisamente e tenta la fuga nelle strade interne del paese .

Ma la Polizia municipale non molla la presa.

Gli agenti non sanno chi siano le due persone a bordo.

Non sono nemmeno armati, ma continuano lo stesso l’inseguimento per le vie della città.

Poi raggiungono piazza Commercio, piena di gente.

Qui l’auto è costretta a rallentare per non investire qualcuno ed il secondo passeggero ne approfitta , apre il finestrino e si butta fuori dall’ auto. Scende il vigile Mendicino a presidiarlo ed a proteggerlo.

La gente, infatti, è fortemente arrabbiata.

Anche l’autista saltà giù dall’auto e scappa verso la Calavecchia inseguito dai vigili Montemagno ed Amendola.

Tutti i presenti collaborano nell’indicare la via di fuga e così i vigili lo prendono.

Alcuni presenti vogliono malmenarlo per aver messo a rischio la vita di pacifici amanteani che si trovavano nella centrale piazza del paese.

Ma la vigilessa Montemagno li ferma: “Fermatevi. Ci siamo noi. Non mettetevi dalla parte del torto”

Sono parole dette con decisione che sarebbero potute non bastare, ma la gente riconosce la vigilessa alla quale vili attentatori hanno bruciato l’auto e si fermano, consapevoli che nessun altro come lei avrebbe potuto dirle , lei che continua il suo lavoro di tutela della città con forza, impegno e dignità.

Ed è lì che si avverte forte l’ammirazione per lei e per gli altri due vigili urbani che si sono spesi per tutelare la comunità amanteana.

Li portano al comando per la identificazione e nel mentre avvertono i carabinieri della locale stazione comandata dal maresciallo Massimiliano Diamanti.

Il giovane ragazzo MD residente a Belvedere Marittimo si giustifica dicendo di aver avuto paura perché aveva l’assicurazione scaduta. I vigili non gli credono ed, infatti , in realtà, seppur per pochi giorni, l’assicurazione non era scaduta.

Il secondo passeggero , sempre del nord tirreno cosentino, ha dichiarato di aver chiesto soltanto un passaggio.

La Polizia Municipale eleva le sanzioni di legge ed effettua i controlli di rito scoprendo che il giovane MD è in realtà un plurisegnalato al Prefetto.

Resta da scoprire che cosa facesse ad Amantea, lui che risiede a Belvedere, ma questo lo diranno gli investigatori.

Nel frattempo non possiamo, nel segnalare il pregevole lavoro della polizia municipale di Amantea ed additare ad esempio gli agenti Amendola Andreas, Rosario Mendicino ed Anna Montemagno, non richiamare lo spirito di collaborazione avuto dalla comunità verso le Forze dell’ordine, segno che qualcosa è cambiato e che Amantea sa quale è la parte giusta , la legge.

Pubblicato in Cronaca

Scrive Nicola Gaudio:

“Così e’ fin troppo facile...

Partecipare al Consiglio Comunale di Amantea, doverosamente convocato per dare solidarietà all’agente di Polizia Municipale Anna Montemagno colpita dal grave atto intimidatorio dei giorni scorsi, indignato per come la nostra Città si sta presentando agli occhi di una lavoratrice colpevole di fare solo il suo lavoro, ed uscirne sconcertato per l’analisi e le parole pronunciate nell’Aula del Consiglio Comunale dal Vice Sindaco...

Il Vice Sindaco tra le altre cose ha detto di essere indignato per la mancata partecipazione della Chiesa e dei Sacerdoti di Amantea al Consiglio Comunale convocato per gli atti intimidatori subiti dagli amministratori nello scorso mese di Novembre; una mancata partecipazione a suo dire che non gioverebbe alla giusta causa, condotta dall’amministrazione nel condannare i comportamenti delinquenziali che si verificano ormai troppo spesso nella nostra Città.

Nicola era presente nella sala consiliare ed ha direttamente sentito le dichiarazioni di GB Morelli, dichiarazioni che lo hanno lasciato esterrefatto e lo ha anche detto, al punto che se ne è lamentato e “qualcuno” è intervenuto tentando di ridurre la “frizione “ . Ma Gaudio non se la sente di lasciar correre. E scrive direttamente:

“Sig Vice Sindaco, è bene che Lei sappia:

-Che le Comunità Ecclesiali con i loro sacerdoti, ad Amantea, come in tutto il nostro Paese, svolgono una profonda attività educativa diretta al rispetto della persona, del vivere civile, e alla costruzione di una società priva di qualsiasi prevaricazione. Sappia che questa attività è improntata anche alla conoscenza e al rispetto delle Istituzioni. Potrei menzionarle tantissimi percorsi, perchè si tratta di attività che si svolgono nella quotidianità, ma ne menziono solo una. I Campi Scuola degli ultimi anni nei quali anche i ragazzi di Amantea hanno potuto parlare del rispetto dell’ambiente, dei danni provocati dalla Mafia e dai comportamenti mafiosi...

-Sappia che le Comunità Ecclesiali con i loro sacerdoti, da anni suppliscono anche ad Amantea all’assistenza di famiglie bisognose e svantaggiate, abbandonate purtroppo anche dalle Istituzioni che lei rappresenta. Un’assistenza che non è solo “spirituale” ma che scende nei bisogni che le persone hanno nella quotidianità della loro vita.

-Sappia ancora che anche qui ad Amantea ci sono tanti anziani soli e abbandonati che non sempre ricevono la vista di assistenti sociali, ma incontrano solo sacerdoti e volontari.

-Sappia che ci sono tante famiglie in crisi relazionale, con ragazzi e giovani che soffrono di questo, e che trovano ascolto ed accoglienza spesso solo nelle comunità ecclesiali, e che in esse trovano la forza per non abbandonarsi a scorciatoie.”

Poi la considerazione finale che segnala l’amaro avvertito da Nicola Gaudio :

“Come vede Egregio Vice Sindaco i sacerdoti e la Chiesa anche in Amantea fanno tantissimo; lo fanno in ossequio solo al dettato evangelico e proprio per questo lo fanno in silenzio. Nella certezza che è la quotidianità dei comportamenti che cambia la storia...!

Non vorrei dirlo, ma non posso tacerlo, tutto questo agire in totale silenziosa donazione e gratuità da parte dei sacerdoti e di pochi laici, che potrebbe sembrare un atto eroico se sbandierato, non è altro che l’operosa risposta al Vangelo che cambia la storia.

Di fronte a questo, le sue parole, per altro purtroppo non condannate da nessuno dei presenti, risuonano di una gravità inaudita, perchè negano la realtà e rafforzano un substrato culturale, che distruggendo anche gli ultimi pilastri di gratuità, costruiscono una cultura del “tutto possibile”, all’interno della quale un atto intimidatorio, è solo un atto...e niente di più...

Non aggiungo altro per non scendere in una critica che potrebbe solo offendere la politica e non altro, ma penso veramente che Lei debba chiedere pubblicamente scusa ai sacerdoti e ai tanti volontari che si spendono con assoluta gratuità. Amantea 23.2.2015 Nicola Gaudio”

Ovviamente attendiamo la eventuale risposta di vicesindaco pronti alla diffusione via stampa!

Tanti e diversi sono stati gli interventi di solidarietà alla vigilessa Montemagno , tra cui quelli del Presidente Morelli, del Sindaco Sabatino, della consigliera Veltri, della Consigliera Menichino, del consigliere Ruggiero, dal Vicesindaco GB Morelli, del consigliere Mazzei, eccetera. Impossibile riportarli tutti. Ci limitiamo a riportare una sola parte di quello che né è una brillante sintesi perché unisce alla solidarietà allo Stato, che la vigilessa rappresenta, anche quello alla donna ed alla madre.

“E’ passato pochissimo tempo dall’ultimo consiglio comunale – dice Concvetta Veltri- che ha avuto come unico punto all’o.d.g. lo stesso triste e tragico tema e cioè gravi atti intimidatori a danno di rappresentanti delle istituzioni.

Oggi come ieri siamo di nuovo qui a chiederci cosa stia succedendo nella nostra città.

A questo punto non penso basti soltanto reagire con forza andando avanti con determinazione , ognuno nel proprio ruolo, ma occorre interrogarsi a partire proprio dalle vittime di tali  vili atti,  guardando in retrospettiva e ripassando tutti i momenti vissuti della propria vita lavorativa e non, al fine di collaborare con gli organi inquirenti riportando a loro anche un piccolissimo indizio che potrebbe essere fondamentale al fine della risoluzione del caso.

E oltremodo necessario vincere ogni forma di  umana paura e collaborare a 360 gradi.

Non c’è altra via d’uscita se non vogliamo che Amantea sprofondi in un baratro senza ritorno.

Quanto successo è gravissimo, per questo mi sento di dare la mia profonda solidarietà alla vigilessa Anna Montemagno, egregiamente diretta dal comandante Emilio Caruso, che per quanto ne so, ha sempre svolto il suo lavoro in modo esemplare, e non per questo deve essere penalizzata con tanta ferocia.

Ho provato per un attimo ad immaginare come mi sarei sentita se lontano dal mio paese, dalla mia famiglia, avessi subito un attentato incendiario alla mia autovettura.

Avrei avuto paura? Forse. E non sarebbe stato certamente strano.

Anche gli eroi hanno paura e la vincono solo grazie al loro coraggio.

Avrei pianto di rabbia, consapevole di non aver fatto altro che il mio dovere?

Forse. Ed ancora una volta non sarebbe stato strano.

Le lacrime non sono un indice di debolezza

Avrei avuto bisogno di solidarietà?

Certamente. Ed avrei gradito che la gente del posto mi avesse espresso il proprio rammarico per quanto occorso.

Avrei gradito sentire gli amanteani condannare come vile quanto occorsomi.

E questo rammarico e questa condanna non sarebbe servito  soltanto a me per capire meglio il luogo in cui mi trovavo ad operare, sarebbe servito anche agli amanteani per mettersi definitivamente e costantemente dalla parte della onestà, della correttezza, della giustizia, della civiltà.

E con questo spirito che osservo la vigilessa Anna Montemagno.

Una donna come me. Una madre come me.

Ma diversamente da me lontana dal suo paese, lontana dalla sua famiglia.

E per questo necessariamente più fragile, anche Anna so che è una donna forte come tante altre donne che affrontano con sereno coraggio i fatti della propria vita anche quelli che diventano problemi ed è questo che voglio dirle.

Tra di noi, io come altri amanteani, possiamo, vogliamo essere la sua famiglia, aiutarla a superare questo momento difficile, chiederle di andare avanti, dirle di non mollare.

Continui ad operare con la forza e la dignità che ha sempre manifestato nel suo lavoro.

Non defletta mai dal giusto, conservi il suo animo sereno.

Sappia che Amantea è nelle mie, nelle nostre parole, non nel gesto vile e vergognoso che lei ha subito

Quella non è Amantea . Non lo dico solo a lei, lo dico a me stessa ed a tutta la città.

Anna Montemagno deve essere conosciuta come il simbolo della correttezza professionale in un paese nel quale qualcuno non è abituato alle regole, alle leggi.

I Vigili non devono rimanere soli.

L’ intera comunità si deve schierare con il corpo della Polizia Municipale e  deve esprimere il proprio apprezzamento ed il proprio rispetto, soprattutto se e quando fanno il proprio dovere .

Chiedo, inoltre, al sindaco di trovare il modo per  ripagare il danno subito dalla vigilessa, e mi sento di suggerire, contribuendo,   con  una parte delle  nostre indennità di carica. Si tratta di un gesto di
solidarietà concreta  che onorerebbe la città e l’amministrazione comunale.

Tutti noi, inoltre, abbiamo il dovere di denunciare affinché si ritorni a vivere in quell’isola felice che era Amantea non molti anni fa, altrimenti  il rischio di avere una cattiva nomea come cittadina, ahi noi,  è sempre più elevato e concreto che mai.

Dobbiamo ribellarci a quanto sta accadendo dando un grande esempio di resistenza e forza.

Il messaggio deve essere Amantea non si piega e non si ferma davanti a niente e nessuno.

Questo lo dobbiamo ai cittadini onesti e laboriosi che nonostante tutte le avversità ogni mattina rendono il proprio servizio con amore e speranza e che hanno investito tutto nella nostra  città , e non da meno ai nostri figli che già in partenza sono penalizzati da un periodo difficile a livello mondiale ed ai quali non possiamo lasciare quest’ulteriore fardello.

I giovani sono senza dubbio il futuro e ogni  grande Maestro  dice che l’esempio è il miglior mezzo per trasmettere i valori più importanti, a noi il compito di farlo.

Ma il mio appello và , anche e soprattutto allo stato al quale chiedo a gran voce un incremento delle forze dell’ordine nel nostro territorio e soprattutto nella nostra città, per far sentire la legalità in ogni
dove, e non solo, ma anche dare la certezza dello stato di diritto e della pena.

Affinché la paura che si avverte si ribalti dall'altra parte.

Perché ricordiamoci sempre che l'unione fa la forza. In questo caso delle persone per bene.

A pochi giorni dall’attentato con il quale è stata incendiata l’auto della vigilessa Anna Montemagno si è tenuto il consiglio comunale convocato per esprimere alla dipendente del locale corpo di Polizia Municipale la solidarietà di tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza.

Ed è stato, come ci si aspettava, un coro unanime di solidarietà, espressa in modalità e forme diverse da tutti i consiglieri comunali.

Solidarietà espressa all’appartenente al corpo di polizia Municipale, ma anche, se non soprattutto, alla donna ed alla madre.

Della vigilessa è stato apprezzato il coraggio ad andare avanti, la forza d’animo di continuare il lavoro per il quale ha dovuto abbandonare, speriamo temporaneamente, il proprio paese, la propria famiglia ed i propri figli.

Se però il sindaco, gli assessori, i consiglieri di maggioranza e minoranza sono stati corali nella espressione degli apprezzamenti non così si può dire delle istituzioni

Mancava il signor Prefetto pur intervenuto nel caso delle minacce agli amministratori, quasi che questi valessero più di un vigile urbano.

Mancava il signor Questore pur invocato dalla minoranza .

Mancava il comandante provinciale dei carabinieri pur intervenuto nel caso delle minacce agli amministratori.

Erano presenti solo i Carabinieri della locale stazione a conferma ulteriore della attenzione data al caso ed alla vigilessa sin dai primi minuti successivi all’attentato.

Mancava, pur invocato, il mondo della scuola, presente, invece, nel consiglio comunale di solidarietà agli amministratori, ad ulteriore conferma che ci sono “attentati ed attentati”, anche se, forse, gli attentatori hanno la medesima matrice di violenza.

Nessun politico è venuto a dare solidarietà alla Montemagno ed al corpo di Polizia Municipale, ed anche questa assenza è la dimostrazione che ci sono forti distinguo tra politici e “l’altra gente”.

Nemmeno la solita e pur trita solidarietà verbale, come se nulla fosse accaduto in questa città difficile che sta diventando Amantea

Pubblicato in Primo Piano

sabatino monica candidata sindaco

«Esprimo la mia solidarietà all’agente di Polizia Municipale Anna Montemagno vittima di un atto intimidatorio che non deve offuscare la laboriosità, l’onesta e il senso di accoglienza degli abitanti di Amantea e di Campora San Giovanni».

 

Così il sindaco Monica Sabatino ha voluto condannare l’incendio doloso che ha distrutto l’autovettura di proprietà della vigilessa che, da quando è stata assunta dall’ente municipale, ha saputo mettere in mostra impegno, dedizione e sacrificio.

Nella notte tra martedì e mercoledì le fiamme hanno avvolto la Tiguan della Montemagno, parcheggiata nei pressi della propria abitazione lungo via Lepanto. Alcuni ignoti, presumibilmente con del liquido infiammabile, hanno innescato l’incendio che ha letteralmente consumato il veicolo, rendendolo quasi irriconoscibile. Il bagliore della pira e gli odori acri della plastica bruciata hanno attirato i residenti della zona, destando anche l’attenzione dell’agente e dei suoi familiari. L’arrivo dei Vigili del Fuoco è stato immediato e ciò ha consentito di porre in sicurezza l’area e di procedere alle operazioni di spegnimento salvaguardando le auto ed i locali commerciali posizionati nelle vicinanze. Sono stati gli stessi Vigili del Fuoco ad effettuare un primo sopralluogo sui resti della macchina, evidenziando la dinamica non certo accidentale del fatto. Sul posto è giunto con prontezza anche il vice sindaco Giovanni Battista Morelli che ha potuto constatare la gravità dell’accaduto. La vigilessa ha prontamente avvertito il diretto superiore Emilio Caruso ed i Carabinieri della locale stazione. Sulla questione è stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica di Paola.

«Oggi più che mai – ha aggiunto il sindaco Monica Sabatino – sono vicina ad Anna Montemagno. E lo sono non solo come sindaco, ma anche come donna e come mamma. L’abbraccio che rivolgo ad Anna è idealmente quello dell’intera città che in questi mesi ne ha apprezzato le qualità umane e le capacità professionali. Le forze dell’ordine e la magistratura faranno in modo di consegnare alla giustizia gli autori di questo gesto vile e vigliacco. So bene cosa si prova quando ad essere minata è la sfera personale ecco perché chiedo all’agente Montemagno di continuare a svolgere il proprio lavoro con fierezza e con il sorriso sulle labbra, come ha sempre fatto fino ad ora».

Anche per il comandante Emilio Caruso è necessario andare avanti senza tentennamenti. «Faremo tutto il possibile – ha evidenziato lo stesso Caruso – per supportare il lavoro investigativo della Procura, così come abbiamo fatto in passato per altre vicende. Alla collega Montemagno la solidarietà mia personale e di tutto il corpo della Municipale di Amantea».

sindaco sabatino

Sono le 23.30 circa di martedì 17 febbraio. La città è tranquilla, il carnevale si è svolto ed è già “un passato”. Le Forze dell’ordine, Vigili compresi, hanno fatto il loro dovere.

 

Ma non tutti sono a godere del giusto riposo. Affatto.

Qualcuno si avvia a compiere un vile attentato.

Siamo in via Lepanto, la strada che collega la SS18, con via Dogana, nei pressi di via della Libertà

Lì è parcheggiata l’auto della vigilessa Anna M., una delle neo assunte a seguito del concorso bandito da parte del comune di Amantea .

L’auto prende fuoco rapidissimamente ed alla fine resta completamente distrutta.

I carabinieri vengono subito allertati ed intervengono immediatamente, al punto che Angelo Deledda, sempre coraggioso( ricordiamo quando nel 2009, in quel di Coreca, con la canoa, salvò una bagnante che sapeva a malapena galleggiare ed era stata trascinata via dalla corrente marina ) riesce a salvare un’auto parcheggiata immediatamente vicino a quella incendiata( ha rotto il vetro di un finestrino ed ha spostato l’auto che rischiava di andare a fuoco) .

Poi l’inferno. Gli scoppi si susseguono ed allarmano l’intero quartiere. “Sembra Beirut” ci dice uno che ha assistito all’incendio.

Poi intervengono i Vigili del Fuoco.

Intervengono anche i colleghi della Polizia Municipale.

Anche GB Morelli è lì, saltato giù dal letto appena avvertito.

Scattano le indagini e vengono acquisiti i fotogrammi delle telecamere dell’area interessata all’attentato.

Per la formalizzazione della denuncia si attende il giorno dopo, oggi mercoledì 18 febbraio.

Oggi è un giorno triste anche se c’è il sole. Non solo per i vigili urbani che sono anche preoccupati, che non comprendono, ma per la intera città che si chiede chi siano questi attentatori.

Qua non si tratta del furto di rame o di soldi od ori da parte di gente che viene da lontano, arraffa e scappa.

Qua è probabile, se non certo, che sia gente del luogo. Ed allora occorre capire.

Ed oggi è un giorno di riflessione. La vigilessa non è amanteana, difficile che possa esistere una ragione terza, cioè estranea al suo lavoro, per giustificare questa violenza, seppur ingiustificabile.

Probabilmente è da qui che occorre iniziare, guardando nelle sanzioni dalla stessa comminate o da eventuali parole avute con qualche contravvenzionato.

Amantea si interroga, e non sono soltanto le forze di Polizia a farlo.

E’ raro a memoria d’uomo che un vigile urbano abbia subito attentati similari e per incendi ad altre auto di “ comunali” occorre risalire a molti anni addietro .

Amantea si interroga ed è anche preoccupata; possibile che per una contravvenzione, sicuramente dovuta, invece di difendersi come la legge prevede, si arrivi ad attentati intimidatori che offendono l’intera città?

O forse è il caso di richiamare il vecchio detto “ Si parla a nuora perchè suocera intenda”

Ed è impossibile non richiamare i recenti attentati mossi verso gli amministratori e che hanno dato luogo ad una forte reazione sociale.

Non solo. E’impossibile non richiamare l’incendio al carro di carnevale.

Ma che sta succedendo in questo paese ? E’ la domanda che tutti si fanno.

Ed allora la conclusione.

Anna M. non deve rimanere sola. La Vigilessa deve assurgere a simbolo della correttezza professionale in un paese che, come sostengo spesso, non è abituato alle regole,un paese dove ognuno, finora, è stato abituato a fare ciò che vuole, dove la tolleranza è diventata eccessiva, dove anche altri vigili hanno elevato contravvenzioni e che quindi devono temere anche loro incendi

I Vigili non devono rimanere soli

La intera comunità si deve schierare con il corpo della Polizia Municipale e deve esprimere il proprio apprezzamento ed il proprio rispetto, soprattutto se e quando fanno il proprio dovere .

Tutte le forze politiche devono stringersi assieme per esprimere il proprio dissenso da questi eventi

Il consiglio comunale deve essere immediatamente convocato non per una solidarietà formale, ma, come sostengo da tempo, per prendere atto che Amantea è diventata una città difficile e che occorre od istituire una Compagnia di carabinieri od almeno aperto un commissariato di Polizia.

Pubblicato in Politica

Coinvolto anche un ragazzino che urta il cranio sull'asfalto.

 

Pandemia di incidenti stradali che coinvolgono biciclette.
Sempre ad Amantea, ovviamente. 
Scherziamo parlando di pandemia. Vogliamo solo significare che sono troppi. 
Ormai non c’è incrocio ch non abbia avuto il suo incidente con le bici. Ed è ora di provvedere.

Ma andiamo ai fatti. Sono le 17 circa.
Siamo su via Garibaldi , di fronte ai famosi fichi Marano.
Un ragazzino esca dall’area della Lidl

Non è solo, ma gli altri tre per loro fortuna restano indenni.
Lui no!
Sta per immettersi sulla via Garibaldi quando si scontra con una vespetta 50 proveniente dal lungomare(si, il famoso lungomare di cui tanto si parla).
Cadono a terra entrambi.
In ragazzino urta la testa

Il giovanotto alla guida della vespetta si procura piccole ferite alla mano destra ed abrasioni al gomito sinistro

Nei pressi l’auto della Polizia Municipale che interviene immediatamente

La pattuglia è composta da Franca Aloe e da Anna Montemagno.

Soccorrono i due infortunati, si assicurano che non abbiano problemi rilevanti sì da necessitare dell’intervento del 118.

Tranquillizzano il ragazzino e chiamano i genitori.

Ma non si fermano qui.
Affatto.

La vigilessa Aloe (nella foto in alto) disinfetta il giovanotto con quanto disponibile nella cassetta di pronto soccorso di cui l’auto è dotata.
La vigilessa Montemagno si procura una Borsa per il ghiaccio e soccorre il ragazzino che lamenta una botta alla testa.
Senso materno?
Non lo sappiamo, ma non possiamo non notare la attenzione e la premura con la quale si prestano a dare soccorso agli infortunati.
Lo facciamo perché quando occorre fare i complimenti ai nostri vigili è giusto farli e questa è la occasione giusta.
Ma non possiamo chiudere l’articolo senza segnalare al comandante ed all’amministrazione ( posto che ci sia qualcuno che ascolta i consigli della comunità) la necessità di iniziare una campagna di educazione all’uso della bicicletta.
Probabilmente cominciando dal sensibilizzare gli utilizzatori di questo mezzo scoperto da assicurazione sui rischi derivanti da danni provocati a seguito di incidenti.
Lo avevamo proposto nel progetto di Sicurezza stradale finanziato dalla regione Calabria ma che qualcuno (indovinate chi?) non volle attuare!

AnnaMontemagno

Lavespetta

Pubblicato in Cronaca
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