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Anche nella nostra cittadina di Amantea questa mattina intorno alle ore 6 la Guardia Costiera e i Vigili Urbani hanno effettuato un blitz sulla nostra spiaggia, forse dietro segnalazioni e proteste di alcuni cittadini, sequestrando sdraio e ombrelloni che abusivamente erano stati piazzati sul bagnasciuga restituendo tutti gli spazi alla libera fruizione e disponibilità dei cittadini e dei turisti.

 

 

 

 

Gli ombrelloni e le sdraio venivano lasciati sul bagnoasciuga anche di notte, pronti per essere riaperti e utilizzati il giorno dopo senza dover cedere la priorità acquisita ad altri bagnanti.

Questa mattina, i furbetti della spiaggia libera, che credevano che la spiaggia fosse di loro proprietà, non hanno trovato nulla dei loro oggetti perché erano stati portati via dalla Guardia Costiera ponendo fine all’occupazione abusiva di luogo pubblico e degli spazi di spiaggia libera.

Alcuni hanno protestato, però non hanno chiesto la restituzione dei loro averi altrimenti avrebbero dovuto pagare una contravvenzione di 200 euro prevista per legge.

Al termine dell’operazione è stato riempito un camion del Comune di ombrelloni e sdraio.

Pubblicato in Campora San Giovanni

polizia-municipaleÈ storia ormai vissuta e scritta quella di una polizia municipale brillante nei risultati ma anche come nel caso nelle indagini investigative. Brillante perché mostra la forte attenzione al territorio ed alle cose che vi succedono. Non fanno finta di non vedere, non fanno finta di non capire, non chiudono gli occhi. Meritano di essere pubblicamente lodati dalla giunta comunale, senza se e senza ma e subito. La polizia municipale ha infatti posto sotto sequestro una ampia area collinare sulla quale si stava realizzando un fabbricato totalmente abusivo ed addirittura senza alcun progetto. E tutto è nato dalla osservazione di  mezzi che portavano cemento. Non ci sta la polizia a dormire e così come quando si vuole fare sul serio si seguono e si arriva. Con sorpresa si trova un inizio di fabbricato di circa 600 mq

Da qui la segnalazione alla procura ed il sequestro dell'area. Bravi

Pubblicato in Cronaca

Supporre che tutta la popolazione sia sufficientemente civile, e che, quindi, sappia comportarsi con rispetto delle norme civiche, è un gravissimo errore.

E questo a parte quei comportamenti che sono teoricamente indotti da scelte di altro tipo( chi vuole intendere, intenda).

 

 

Posta, allora, una forte inciviltà che, probabilmente, durante la stagione estiva raggiunge il suo massimo, si impongono scelte decise da parte dell’amministrazione e, soprattutto, sono necessari intensi controlli da parte dei vigili urbani.

Sia chiaro, non sto dicendo che i turisti sono più incivili dei nativi, o viceversa, ma è certo che tra i turisti ci sono molte persone che non hanno nemmeno i diversi cassonetti necessari per la raccolta differenziata della spazzatura, e questo perché i proprietari non hanno denunciato la abitazione fittata, né il comune ha realmente esercitato i controlli necessari per evitare sia la evasione tributaria sia l’abbandono dei rifiuti in modo indifferenziato.

Si impone, pertanto, una dotazione e soprattutto un impiego del corpo dei vigili urbani finalizzato a sanzionare i comportamenti illeciti degli utenti del servizio di raccolta dei rifiuti.

Occorrono pattuglie che fermino i mezzi per verificare se trasportino rifiuti da abbandonare poi nelle strade urbane ed extraurbane.

Non solo photored ed autovelox per fare cassa, ma anche tutela dell’ambiente per fare igiene e turismo.

Ben poco si ottiene con la pseudo derattizzazione fatta dal comune. Proprio ieri l’altro vicino a piazza Commercio l’ultimo inseguimento “sociale” di un topo “civico”:

Vi presentiamo,ora, alcuni casi che sono emblematici e confermano il nostro dire:

La cassa da Morto

In Via Indipendenza, in una nicchia giace da tempo una cassa da morto per fortuna senza il suo abitante.

Chiunque passa non può fare a meno di notarla.

Poco importa che sia vera o carnevalizia, essa fa bella mostra di se a dimostrazione della inciviltà di un paese che, come dice qualcuno, peraltro, si vanta di essere una città!.

La signora che non differenza la spazzatura.

Stiamo parlando di Campora San Giovanni

Una signora che probabilmente non è utente dl servizio RSU abbandona la spazzatura in modo indifferenziato , una spazzatura che non può essere raccolta agli addetti così ammorbando l’aria .

Ahimè il numero verde del servizio nettezza urbana dopo pochi giorni è stato chiuso( eppure era una cosa utilissima) e la gente che lo compone non riesce a sapere come comportarsi nei casi particolari.

E proprio per questo si rivolge a tutti, amministratori compresi, ma nessuno dice all’utente che in questi casi occorre obbligatoriamente l’intervento dei vigili urbani che devono redigere il verbale contravvenzionale, rilevando le generalità della persona che dovrà pagare successivamente il costo della raccolta della spazzatura indifferenziata.

Il furgone che scarica la spazzatura nelle strade urbane

E’ di questi giorni la prova che, per fortuna, ogni tanto si scoprono comportamenti contrari a quanto stiamo raccontando, e che esiste una parte della cittadinanza che lotta contro gli incivili ed i loro comportamenti.

Un amanteano, al quale va il nostro ringraziamento, ha filmato un furgone che abbandonava ( e non era la prima volta) addirittura in Via Margherita ed in orario non di raccolta della RSU, numerosi sacchi di spazzatura ed ha contestato tale comportamento incivile invitando le persone a ritirare i sacchi ed a portarli all’isola ecologica, dove non sono mai arrivati.

E’ probabile che non fossero nemmeno amanteani!. ( noi non siamo di qui! Ha detto uno dei due ragazzi!)

E viene da chiedersi perché lo facevano e chi li aveva comandato?

Ci dicono che l’assessore al servizio NU prof Antonio Rubino , come suo dovere, ha chiesto ai Vigili , ove non lo abbiamo fatto “sponte sua” di acquisire il filmato e di accertare quanto necessario, adottando le misure del caso!.

La spazzatura extraurbana

Pur avendo il comune di Amantea raggiunto risultati incredibili di raccolta differenziata, ottenendo un risultato che la colloca tra i comuni calabresi più evoluti nella RD, non mancano gli incivili( ma sono davvero tutti di Amantea?) che buttano la spazzatura lungo le strade extraurbane.

Anche in questo caso solo i Vigili Urbani possono effettuare specifici posti di blocco per verificare se nelle auto vengono portate buste di spazzatura. E’ evidente che se in una auto che non va all’isola ecologica si trova spazzatura……

Infatti solo l’amministrazione può risolvere( se davvero lo vuole) il grave problema ambientale che denunciamo.

Peraltro una serrata lotta contro questi incivili può permettere il recupero di centinaia di migliaia di euro di tributo che potrebbero essere destinati od al miglioramento del servizio, già ampiamente qualificato dai risultati, od alla riduzione della tariffa.

Basterebbe cominciare a pubblicare il ruolo della tari con i mq. Chiunque potrebbe scoprire se il proprio vicino è un evasore tributario, per esempio………

Rifiuti nelle strade extraurbane

Il furgone che da tempo scarica rifiuti di chissà chi..

Dopo il richiamo riprendono i sacchi per buttarli altrove

Pubblicato in Politica

Questo il testo della lettera inviata dai vigili non stabilizzati di Amantea a tanti politici calabresi per segnalare la loro triste e grave vicenda.

 

“I sottoscritti Signori Africano Ornella nata a Amantea (CS) il 04.07.1969, residente in Amantea (CS) Via Dogana 216, Bossio Teresa nata a Amantea il 16.03.1958, residente in Amantea (CS) Via Roberto Mirabelli n° 81, Guido Rizzo Antonella nata a Amantea il 04.06.1972, residente in Amantea Via Nazionale n° 12, Perna Francesca Mafalda nata a Lamezia Terme il 11.11.1977, residente in Amantea Via Tevere n° 10, Valeriano Marilena nata a Paola il 16.06.1976, residente in Amantea Via Catania n° 18, Vilardo Francesco nato a Cosenza il 12.07.1984, residente in Amantea Via Venezia n° 2., hanno partecipato alla procedura concorsuale per l’assunzione di n° 7 agenti di polizia locale indetto con avviso pubblicato in data 07.04.2014.

 

La nostra vicenda, nella qualità di persone, genitori, cittadini italiani, lavoratori, NON PUO’ ESSERE DIMENTICATA!

Significherebbe dimenticare anche noi, abbandonarci con il nostro carico di disperazione umana. Non lo meritiamo, come persone, simili a tante altre persone, come lavoratori, simili a tanti altri lavoratori.

 

O meglio dobbiamo dire ex lavoratori, che per un decennio sono stati utilizzati dal nostro comune per uno dei lavori più difficili, quale sicuramente è quello di Vigile Urbano.

Un lavoro prestato con impegno, sacrificio, disponibilità, al punto da meritare un elogio scritto da parte dell’allora comandante della Polizia Municipale dr Mario Aloe.

Un lavoro prestato in una città difficile al punto da essere riconosciuti dal Prefetto per la qualità di Agenti di Pubblica sicurezza che peraltro prevede il porto d’armi.

E merita di essere ricordato che noi tutti non siamo stati prelevati al buio dal sacco dei numeri della tombola.

No! Abbiamo partecipato e superato una selezione concorsuale che ha dichiarato la nostra qualità ed idoneità ad effettuare il servizio di agente di Polizia Municipale.

Un giudizio espresso dalla apposita commissione di valutazione nominata dal comune e nel rispetto del quale siamo stati reiteratamente rinnovati nel servizio per circa 10 anni.

 

Nel giugno 2004 il Comune di Amantea bandisce un concorso pubblico per titoli e d esami per la copertura di 6 posti di Agenti di Polizia municipale a tempo determinato, per far fronte al bisogno temporaneo di personale dettato dalla stagione estiva.

Vista la forte necessità di personale e, considerato che, già all’epoca il Comando di Polizia Municipale risultava carente di organico, venivano assunti in servizio anche gli idonei della graduatoria. Così è stato anche per vari appuntamenti nella stagione invernale.

Un continuo rinnovo, possibile solo in presenza di dimostrate qualità e competenze professionali. Perché mai, infatti, se fossimo stati non qualificati avremmo dovuto essere rinnovati nel servizio?

E proprio questo continuo e perdurante utilizzo ci ha posto nella condizione di ritenere che mai saremmo stati buttati “fuori” dalla pubblica amministrazione.

In questa posizione non solo non abbiamo cercato un altro lavoro, ma quando si è presentata la possibilità per qualcuno di noi, lo abbiamo anche rifiutato.

Come avremmo potuto lasciare un lavoro ormai certo e del quale ci eravamo innamorati?

Oltretutto, eravamo consapevoli di vivere in una Repubblica fondata sul lavoro, o almeno così credevamo…

E quel lavoro ce lo siamo tenuto stretto, con dedizione ed abnegazione, perché dallo stesso ne facevamo derivare un reddito onesto con cui vivere insieme alla propria famiglia, pagare le tasse, far esistere lo Stato ed esserne parte, vivere dignitosamente e serenamente.

 

Un lavoro, che in tutte le sue manifestazioni, come scrive Zagrebelsky, è fattore d’unità e d’inclusione e dunque, titolo d’appartenenza alla comunità nazionale e alla cittadinanza.

Ma il lavoro è anche sicurezza, dignità, salute, stabilità del lavoratore, e serenità e sicurezza per i figli e la famiglia.

Il lavoro è quindi responsabilità verso la vita dell’uomo, verso la vita della sua famiglia, la vita della pòlis, è funzione di servizio alla economia nazionale od all’economia dell’impresa.

In questa ottica si pone il valore del lavoro dei singoli e dei gruppi.

In questa ottica appare logica la necessità di tutelare attitudini e vocazioni, di ogni lavoratore conservando le esperienze e talenti singoli o complessivi nell’interesse più generale della stessa impresa o della nazione.

Nel frattempo, tra il 2004 e il 2007, il Governo centrale con varie leggi finanziarie fino al 2006 non dava molto spazio ad assunzioni e gli enti pubblici, per colmare le carenze di organico, si sono serviti di personale a tempo determinato reiterando nel tempo i relativi contratti.

Le cose sono cambiate a partire dal 2007/2008 con la legge finanziaria 296/2006 con la quale il Governo capisce che la mole di precariato che si era creata a causa di questo tipo di assunzioni a tempo determinato era abnorme. Si decise così di dare la possibilità a questo personale ormai formato di essere stabilizzato come previsto agli artt. 557/558 della predetta legge finanziaria.

 

Quella stabilizzazione che ci spettava e che aspettavamo con ansia per porre fine ad uno stillicidio di attese e di speranze.

Vani i tentativi di ripristino degli atti.

Col reintegro dell’amministrazione speravamo nel loro intervento a difesa del loro operato, ma gli stessi che avevano provveduto a stabilizzarci non hanno esitato un momento nel farci intraprendere una battaglia legale al Tar prima e al Consiglio di Stato poi.

Era tardi ormai… gli effetti della revoca erano stati prodotti… l’unica strada “rifare il concorso”.

Nel 2011 partecipiamo ad una selezione per soli titoli e torniamo in servizio, tutti nessuno escluso! Ciò a riprova della ormai maturata formazione dal 2004. Siamo rimasti in servizio fino al 30/06/2014, quando di nuovo il governo centrale con decreto n. 101/2013 poi convertito in            L. 125/2013 ridava la possibilità di stabilizzare i precari degli enti locali attraverso una procedura di selezione interna alle varie amministrazioni.

Peraltro, ci siamo sentiti forti ancora di più dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea datata 26 Novembre 2014 sulla cui interpretazione avrebbe già dovuto pronunciarsi la Corte Costituzionale.

 

Una sentenza che ha dichiarato la illegittimità della reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi sotto pena dell’obbligo della stabilizzazione.

Ed invece non è andata così!!!

Una commissione assolutamente ed incomprensibilmente atipica rispetto a tutte le migliaia di altre con le quali sono stati attuati i processi di stabilizzazione, ha deciso la nostra inidoneità, ponendoci il dubbio se il lavoro decennale sia stato inutile, ed addirittura improduttivo, al punto che siamo risultati idonei alla selezione concorsuale, qualificati al punto da avere avuto reiterato l’incarico per 10 anni, qualificati al punto da ricevere un attestato di qualità, nel 2007, infatti, a seguito di un corso di formazione, i cui docenti sono stati funzionari della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Marina Militare, e Magistrati, abbiamo conseguito un attestato di formazione professionale per poi essere buttati fuori, come se l’esperienza maturata fosse stata inutile.

Parliamo di un comportamento palesemente abnorme ed illegittimo quale quello posto in essere da parte del comune di Amantea che, dopo aver espletato una selezione per l’assunzione a tempo indeterminato di vigili urbani, ha fatto ricorso ad una successione abusiva di contratti a termine che si sono succeduti l’uno all’altro per gli anni dal 2004 al 2014 confinando gli scriventi nel limbo della precarizzazione e facendoci perdere le chance di conseguire, con percorso alternativo, l’assunzione mediante concorso nel pubblico impiego o la costituzione di un ordinario rapporto di lavoro privatistico a tempo indeterminato.

 

Ma non può escludersi che una prolungata precarizzazione per anni possa aver inflitto al lavoratore un pregiudizio che va anche al di là della mera perdita di chance di un’occupazione migliore.

Infine, è opportuno sottolineare che, contrariamente a quanto normalmente avviene per il lavoratore privato, in questo caso la Corte ha sollevato i diretti interessati dall’onere della prova, ferma restando la possibilità di poter dimostrare la perdita di chances a cui si è fatto riferimento poc’anzi. Sulla base di queste considerazioni, la Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con sentenza              15 marzo 2016 n. 5072 ha così concluso: “Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall’art. 36, comma 5, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dall’onere probatorio nella misura e nei limiti di cui all’art. 32, comma 5, legge 4 novembre 2010, n. 183, e quindi nella misura pari ad un’indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’art. 8 legge 15 luglio 1966, n. 604”.

Nella fattispecie che ci riguarda, quindi, il nostro rapporto di lavoro è stato determinato da una selezione pubblica sostitutiva di un pubblico concorso.

 

Questo momento istitutivo del rapporto di lavoro si è trascinato nel tempo assumendo sistematica valenza confermativa man mano che l’amministrazione comunale ha ritenuto la sussistenza del bisogno del ricorso alle prestazioni professionali.

Per quanto sopra non era legittimo e tantomeno necessario ricorrere ad un concorso pubblico interamente o parzialmente riservato giacché il nostro ingresso era stato ed è rispettoso dello stesso obbligo costituzionale.

Ma le sorprese non finiscono qua!!!

Dopo ben dieci anni e agonizzanti attese e richieste, istanze e ricorsi, finalmente è arrivato il tanto aspettato concorso, anche se in palese violazione con la normativa di settore per noi che potevamo essere stabilizzati senza concorso.

Ma tant’è…

Con Deliberazione di Giunta Comunale n° 37 del 7.3.2014, il Comune di Amantea ha approvato l’avvio delle procedure concorsuali di stabilizzazione “per assunzione tempo indeterminato part time dei lavoratori con contratto a tempo determinato da selezionare attraverso procedura di reclutamento speciale ai sensi del D.L. 101/2013 convertito in Legge 125/2013”, pubblicando in data 7.4.2014 il bando concorsuale avente oggetto “Selezione per titoli ed esami, per la copertura di n° 7 (sette) posto di Agente di Polizia Locale a part time a n° 18 (diciotto) ore e indeterminato – categoria giuridica C1, riservata esclusivamente ai soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art. 4, comma 6, Decreto Legge 31 agosto 2013 n° 101, convertito con modificazioni dalla Legge 30 ottobre 2013, n° 125”.

Possedendo tutti i requisiti richiesti dalla lex specialis concorsuale, nonché dalla sottesa normativa nazionale, gli scriventi hanno inteso partecipare alla procedura selettiva.

 

Da tale momento è iniziato un vero e proprio calvario, consistente: in reiterati rinvii della selezione concorsuale da parte del Comune ; in ben due giudizi innanzi il TAR Calabria Catanzaro per la censura del silenzio inadempimento mantenuto dal Comune, che solo all’esito della seconda Ordinanza di condanna da parte del TAR Calabria ha inteso avviare la selezione.

Inutile dire che gli scriventi sono stati TUTTI dichiarati non idonei, con votazioni pari allo ZERO nello svolgimento delle prove scritte.

Per queste ragioni riteniamo di doverci rivolgere alle SV quali rappresentanti della politica perché, volendo, possiate porre rimedio ad una situazione lesiva del diritto al lavoro, del diritto alla dignità, del diritto alle medesime condizioni degli altri lavoratori già stabilizzati o stabilizzandi.

Con la presente Vi giungano i nostri saluti e la preghiera affinché le SSVV non ignorino l’appello di 6 famiglie disperate! Grazie.

Amantea, 26/05/2016                                                                                                          

                                                                                                                                 In Fede

Pubblicato in Politica

La seconda sezione del TAR di Catanzaro definitivamente pronunciandosi sulla vicenda della stabilizzazione di vigili con sentenza n 57/2016 ha dichiarato cessata la materia del contendere ed ha condannato il comune di Amantea al pagamento delle spese legali.

 

A pronunciarsi il collegio composto da Salvatore Schillaci, Presidente, Nicola Durante, Consigliere e Francesco Tallaro, Referendario, Estensore

Il TAR pronunciandosi “sul ricorso numero di registro generale 901 del 2015, proposto da:
Ornella Africano, Teresa Bossio, Antonella Guido Rizzo, Marilena Valeriano, Francesco Vilardo, rappresentati e difesi dall'avv. Crescenzio Santuori, elettivamente domiciliati presso lo Studio di costui, in Catanzaro, alla via Santa Maria di Mezzogiorno, n. 17, contro il Comune di Amantea, in persona del suo Sindaco in carica. per l'accertamento della illegittimità del silenzio serbato sulle istanze di conclusione del concorso indetto ed avviato con deliberazione di Giunta comunale del 7 marzo 2014, n. 37, mediante adozione di un provvedimento espresso; con declaratoria di illegittimità dell’inerzia sin qui maturata.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati , le memorie difensive, la dichiarazione resa in udienza dal procuratore di parte ricorrente, dalla quale risulta l'intervenuta cessazione della materia del contendere, sentito il relatore nella camera di consiglio del giorno 12 gennaio 2016 il dott. Francesco Tallaro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale, il TAR atteso che nelle more del giudizio, l’amministrazione comunale ha portato a termine la procedura, ha dichiarata cessata la materia del contendere.

Le spese di lite debbono essere regolate secondo il principio di soccombenza virtuale e debbono essere accollate al Comune di Amantea, la cui inerzia è venuta meno solo a seguito della proposizione dell’odierno ricorso.

Per quanto nel merito il Tribunale Amministrativo Regionale ha condannato il Comune di Amantea, nella persona del suo Sindaco in carica, alla rifusione, in favore dei ricorrenti, delle spese e competenze di lite, che liquida nella misura complessiva di € 2.000,00, oltre al rimborso del contributo unificato e delle spese generali, nonché oltre ad IVA e CPA come per legge.

 

Ci permetterete di lasciare anonime le persone interessate alla vicenda che vi raccontiamo, vigili compresi.

 

C’erano i parcheggi liberi in piazza mercato nuovo ma un cittadino ha ritenuto opportuno parcheggiare a latere delle stesse e senza pagare il ticket.

Nel comportamento sembrava potersi avvertire una sorta di rifiuto preconcetto del pagamento del ticket e senza preoccuparsi affatto per l’altra sanzione al cds sicuramente ricadente per il parcheggio effettuato.( tanto i vigili veri non ci sono!)

 

L’addetto al controllo delle strisce blu ha emanato la contravvenzione ed ha apposto il modello cartaceo sotto il tergicristallo.

Si tratta di una contravvenzione elevata ai sensi dell’articolo 158/2.6 “Lasciava il veicolo in sosta in posizione tale da impedire di accedere ad altro veicolo regolarmente in sosta”; così si legge nel verbale.

Ed infatti il richiamato articolo stabilisce che “La sosta di un veicolo è inoltre vietata: b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta”.

Forte la reazione del contravvenzionato che ha sostenuto la illegittimità della sanzione atteso che i “vigilini” non possono elevare verbali al di fuori delle strisce blu come se fossero vigili normali.

 

Un “vigilino” nei pressi educatamente avvicinatosi, pur non essendo il redattore della contravvenzione, ha ricordato che si tratta di una competenza ai medesimi “vigilini” afferita dalla ordinanza di nomina a firma del sindaco.

Il contravvenzionato chiama i carabinieri che non arrivano.

Dopo aver atteso il tempo sufficiente chiama i vigili urbani che prontamente si presentano in piazza mercato nuovo e che confermano la regolarità della sanzione elevata.

Una mossa intelligente perché diversamente avrebbero dovuto elevare un’altra contravvenzione di maggiore rilevanza.

Tutti intorno, al contrario, hanno dubbi.

 

Qualcuno dice :” I precedenti vigilini non ci sembra abbiano mai redatto verbali simili. Ed allora? Erano omissivi i precedenti vigilini , al punto da aver fatto perdere soldi al comune, sono eccessivi questi ultimi o nei giorni corsi è cambiato il codice della strada?”

Di certo il codice della strada non è cambiato.

Abbiamo chiesto e stiamo aspettando la copia della precedente ordinanza per confrontarla con quella attuale.

Ma nel mentre abbiamo avuto modo di leggere l’art. 17, comma 132 , della legge 127/97 il quale stabilisce che “i Comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione”.

Dalla precisa dizione “limitatamente alle aree oggetto di concessione “ discende che i cosiddetti “vigilini” possono fare le multe ai veicoli in sosta soltanto per ciò che riguarda le strisce blu: per esempio, a chi non espone il ticket, a chi ha il grattino scaduto e a chi parcheggia in modo da ostacolare le manovre in entrata o uscita dal parcheggio a pagamento delle altre auto, cioè praticamente in seconda fila.

 

Al di fuori, dunque, degli spazi in concessione gli ausiliari del traffico non vantano alcun potere, neanche se la macchina è parcheggiata sul marciapiede o sulle strisce pedonali. In tali ultimi casi, l’unico soggetto legittimato a elevare le multe è la polizia municipale.

La esclusiva competenza della Polizia Municipale per le strisce pedonali è confermata dalle sent. n. 7336/2005, 551/2009 e 5621/09 della cassazione.

Per ultimo la sentenza n.5621/2009 delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione ha stabilito, con che “può essere enunciato il principio di diritto secondo cui le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell’area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu)”.

Ma allora i decreti sindacali del 23 dicembre 2015 sono illegittimi?

Qualcuno ne è certo al punto che li impugnerà chiedendone l’annullamento.

Peraltro che la contravvenzione elevata fosse inesistente sembra dimostrato dal fatto che né il “vigilino” , né i Vigili Urbani hanno disposto la rimozione del veicolo come previsto dal codice e dal decreto di nomina.

Resta così l’antico e mai risolto problema . Se devi ricorrere ci vuole un avvocato, poi devi pagare la marca per il ricorso e ti costa di più!.

Ma questa non è giustizia.

Allora passiamo la palla alla politica ( ma c’è?) ed alla giustizia “vera” e siamo aperti ad ogni contributo che qualche “legale” volesse inviarci per la pubblicazione.(Non si sa mai, chissà che….!)

Uno è tanto, due sono troppi. Sono appena le 18, nella centralis sima Via Margherita nei pressi della casa del Giocattolo , un anziano cade ed urta violente mente la testa.

 

Il sangue esce copiosissimo e desta grave preoccupazione negli astanti che sono intervenuti in suo soccorso tempestivamente e con affettuosa attenzione come è uso in questa bella città di Amantea.

 

Intanto intervengono anche i Vigili Urbani.

Viene chiamato il 118 e nel mentre si tenta di tamponare l’emorragia.

Purtroppo l’autoambulanza di Amantea è già impegnata e deve giungere quella di Paola.

Il tempo passa ma cresce la preoccupazione perchè non si riesce in alcun modo a tamponare l’emorragia.

 

Per terra un lago di sangue.

Poi, finalmente, dopo un tempo che appare troppo lungo per i soccorritori si sente il suono del 118 al quale i vigili danno immediata attenzione e che interviene con efficacia .

Gli stessi vigili agevolano la uscita dell’autoambulanza da via Margherita facendola andare contro senso per raggiungere immediatamente la statale 18 e procedere verso l’ospedale di Paola dove saranno prestati maggiori soccorsi al povero anziano infortunatosi.

 

L'autoambulanza in Via Margherita

 

Il soccorso

Pubblicato in Primo Piano

Parliamo della delibera di Giunta n 19 del 30.01.2015 dichiarata pubblicata il 6 febbraio ma posta sul sito web soltanto giorno 11 febbraio( che strano, vero?).

Una delibera avente ad oggetto: “Atto di indirizzo per l’acquisizione dei nominativi per la composizione della commissione giudicante il concorso di stabilizzazione per la copertura di n 7 posti di agente di PM a metà tempo” adottata con la presenza del sindaco( proponente) , degli assessori GB Morelli, Antonio Rubino e Gianluca cannata, ma assenti Emma Pati e Sergio Tempo.

Una delibera che si impone definire “criptica” se non omissiva

Omissiva perché non ricorda che pende presso il TAR Calabria un procedimento contro il comune proprio per la mancata stabilizzazione e che ha chiesto anche il pagamento delle mensilità non prestate dai vigili stessi che sono pari a quasi 100 mila euro.

Omissiva perché non menziona le diffide che il legale dei vigili interessati alla stabilizzazione ha mosso contro il comune

Omissiva perché non giustifica il motivo per il quale oggi è consentito quello che ieri era vietato o quantomeno non opportuno

Omissiva perché non indica come dovuto gli articoli di riferimento del regolamento comunale né le ragioni per le quali la commissione debba essere composta da un componente della Prefettura, un componente della Questura, un componente del Tribunale, con esclusione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza .

Criptica perché evidenzia che le procedure preliminari per la prova selettiva di stabilizzazione sono te rinate von l’acquisizione delle domande dei partecipanti senza chiarire da dove discenda tali procedure, da chi siano state iniziate e con quali competenze

Criptica perché dichiara che nulla è mutato circa la possibilità di espletamento del concorso e che anzi le procedure per le stabilizzazioni sono state estese fino a tutto il 2018.

Ma allora perché non è stata fatta prima la stabilizzazione tanto più che i precedenti amministratori( tra cui Tempo, Mazzei e Suriano, dichiarano di aver acquisito il parere positivo, seppur verbale, del competente ministero?

Ed ancora perché invece di stabilizzare in illo tempore i vigili si è proceduto al concorso aperto anche agli esterni?

Ora aspettiamo che le autorità adite segnalino i propri nominativi, sempre che non rifiutino tale coinvolgimento.

Come farebbero , infatti, ad esercitare i controlli di legge se i loro rappresentanti o semplicemente indicati faranno parte della commissione di concorso?

Il mistero delle commissioni ad usum delphini diventa sempre più fitto!

La Cgil non demorde , anzi. Ora entra a gamba tesa sull’amministrazione comunale in difesa della parità di attenzione per casi se no identici almeno similari evitando di usare due pesi e due misure .

Ecco il comunicato della Cgil di Amantea:

“Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi in merito al pronunciamento della Corte Europea e prima ancora da parte del ministero della funzione pubblica ritorna di attualità la vicenda dei vigili precari.

Più volte negli ultimi mesi , abbiamo ribadito la nostra convinzione che questi ormai ex lavoratori andavano stabilizzati. Ne hanno assolutamente diritto.

Ma , purtroppo , in questa Regione il diritto viene sempre sacrificato agli interessi trasversali di un potere politico preoccupato solo della propria sopravvivenza.

Non riusciamo a capire perché verso alcuni vi e' un atteggiamento di chiusura invece per altri vi e' piena disponibilita'.

Faccia l'amministrazione il suo dovere senza nessuna preoccupazione.

E' apparso chiaro fin da subito l 'atteggiamento reticente dell'ente per chissà quali motivi.

Basta mettere tutto in trasparenza, applicare le norme di legge senza lasciare dubbi alcuni.

Non si possono far passare voci per cui questi lavoratori appaiono dei corrotti o, peggio, dei criminali.

Vogliamo ricordare che questi precari lavoratori sono stati in forza al comune di Amantea per 10 anni.

Per un certo periodo hanno avuto dalla Prefettura  anche l'autorizzazione all'utilizzo dell'arma. Non sono piu' idonei?

Per quale motivo?

Nei prossimi mesi si pronuncerà il TAR Calabria su questa vicenda.

Ci appare chiaro che quest'ultimo dovrà tenere conto del pronunciamento della Corte Europea che ha dato ragione ai lavoratori precari della scuola e più in generale ai dipendenti del pubblico impiego.

Chi pagherà i danni per una eventuale soccombenza?

A volte la presunzione di essere autosufficienti in tutto gioca brutti scherzi e sfocia quasi sempre in arroganza.

Bastava probabilmente discutere con le parti sociali ed individuare un percorso condiviso.

Ma , come dicevamo in premessa, questi lavoratori non hanno evidentemente  diritto di cittadinanza.

Siamo forse ripetitivi, ma abbiamo il dovere come sindacato di seguire tutta la vicenda fino alla fine.

Lo dobbiamo a tutti coloro che da sempre vivono nel precariato e a tutti coloro i quali decidono di battersi per avere riconosciuto il sacrosanto diritto di essere stabilizzati.

Cogliamo l'occasione per lanciare un messaggio di speranza a chi preferisce subire in silenzio. Speriamo che questa vertenza

Sia di buono auspicio per tutti.

Massimiliano Ianni Segr. CGIL Amantea”

Pubblicato in Primo Piano

L’attenzione degli amanteani in questi giorni è stata attratta dall’articolo di Paolo Orofino dal titolo emblematico “ La Prefettura i occupa del caso vigili” e dal sottotitolo ancora più emblematico” Chiesti chiarimenti sull’inchiesta in corso da tempo al commissariato di Polizia”.

L’aggettivo “misterioso” ha tre accezioni.

La prima è che il cosiddetto “caso vigili” è fortemente datato per cui sembra quantomeno tardivo un interesse dal punto di vista amministrativo, se l’ interesse è amministrativo.

La seconda è che il commissariato, per quanto si legge, ha interessato della vicenda “Vigili” la DDA per cui l’intervento della Prefettura per fatti coperti dal segreto istruttorio sembra opinabile e dal risultato non produttivo

La terza è che, comunque, la notizia è “uscita” e questa “uscita” ha sicuramente un significato.

Ci si chiede infatti come mai la prefettura abbi questo interesse ed in particolare se sia autonomo od indotto.

Non siamo in grado di dare risposta alla domanda che abbiamo evidenziato e che ci è stata posta dai ns lettori quasi che prenda corpo un retro pensiero che parla dell’esercizio di controlli politici e non di ingerenze in materia penale.

In sostanza, sembra che S.E. il signor prefetto voglia capire cosa sia successo o stia succedendo ad Amantea e se come si legge nel solito acuto articolo di Orofino abbiano attendibilità, e quanta, le due notizie esposte e comunque da tempo circolanti nella cittadina l’una relativa alla ipotesi di infiltrazioni mafiose, l’altra relativa ai “tre politici attenzionati”.

Su chi siano si interroga tutta la città.

Sono della vecchia amministrazione? Sono amministratori attuali?

Impossibile rispondere con certezze.

Certo qualcun osa ed è preoccupato

Altri invece sono convinti che tutto finirà in una bolla di sapone!

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