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Iservisn passato l’essere umano ha usato la tecnologia come uno strumento per rendere la propria vita e sopravvivenza più facile. Oggi stiamo assistendo ad un cambiamento radicale.

 

Quale ruolo la tecnologia sta giocando nel sociale e potrà giocare per le generazioni a venire? E’ evidente che la tecnologia, nel mondo moderno, non rappresenta più uno strumento per la sopravvivenza, ma si è rivelato sempre più un mezzo di comunicazione e di intrattenimento.

La tecnologia di comunicazione di massa sembrerebbe aver reso più facile la condivisione con gli altri. Allo stesso tempo, ci si pone il problema se la tecnologia abbia un'influenza positiva o negativa sulla nostra società, e se l'uso della tecnologia può annullare l’ interazione “face to face” e la comunicazione tra le persone.

 

Ogni volta che ci si trova in un bar, in piedi alla fermata dell'autobus o a prendere la metro si può facilmente vedere come le persone comunicano tra di loro utilizzando diversi tipi di dispositivi elettronici.

La preoccupazione principale, per quanto riguarda questo nuovo comportamento, è se tutto questo abbia reso la comunicazione tra le persone inesistente o quasi. Questo sembra esser vero in molti casi e potrebbe indurre l’uomo a vivere in un mondo virtuale. Un mondo fatto solo d’interazioni con le persone attraverso sms e social network. Questo tipo di interazione, tra l'altro, creerebbe la possibilità di isolarsi fisicamente; come l’avere troppe amicizie virtuali provocherebbe l'incapacità di stabilire relazioni significative.

 

Circa 40 anni fa, nel film “Sleeper” (Il Dormiglione) di Woody Allen, il protagonista, al suo risveglio dopo due secoli, si trova davanti ad una “cabina dell’amore” dove si entra per avere un rapporto sessuale senza la presenza di un altro essere umano.

Le nuove generazioni stanno partecipando ad un massiccio esperimento sociale non intenzionale i cui risultati non sono del tutto prevedibili. Il paradosso della tecnologia di comunicazione di massa è che stiamo crescendo più distanti gli uni dagli altri quando scegliamo di rendere gli smartphones, computer, televisione e simili il nostro principale mezzo di comunicazione con gli altri. La tecnologia dovrebbe aiutare gli esseri umani a migliorare la propria qualità della vita, e non impedire di creare rapporti significativi con l'altro. E' vero che gli effetti a lungo termine della comunicazione sociale moderna sono ancora da vedere, ma non sembrano, almeno per ora, più vantaggiosi.

 

La mancanza di comunicazione riguarda anche i rapporti all'interno di uno stesso nucleo.

E 'abbastanza comune che oggi in una famiglia si possa cenare completamente separati gli uni dagli altri; evitando quasi di proposito l’interagire faccia a faccia. D'altra parte ci potrebbe essere una spiegazione per questo fenomeno; mariti, mogli, fidanzati e fidanzate non riescono più a passare giornate intere senza parlare tra di loro al telefono, tramite e-mail, facebooking l'un l'altro o sms.

 

Le persone sembrano essere passivamente influenzate dalla tecnologia, invece di governare attivamente il suo uso e la sua ascendenza. Internet ha la capacità di garantire l’anonimato attraverso un canale di comunicazione.

Alcune ricerche hanno sottolineato come l'aspetto relativo all’anonimato favorisce l'espressione di sé, e la relativa assenza di spunti d’interazione fisica e non verbali facilitano la formazione di relazioni su altre basi. Allo stesso tempo, tuttavia, queste caratteristiche tendono anche a lasciare un sacco di “non detto” e non “chiarito”, e aperto a varie interpretazioni.

 

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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locandina raccoltaLamezia Terme, 5 maggio – “Si svolgerà sabato 7 e domenica 8 maggio l’iniziativa “Io Ho Quel Che Ho Donato”, ossia la raccolta alimentare per le famiglie italiane in difficoltà promossa da CasaPound Italia a Lamezia”.

A dichiararlo è Massimiliano Cerminara, responsabile provinciale di CasaPound Lamezia.

''In una società e in una politica fatta di 'chiacchiere', di finto 'buonismo' e di false lacrime dai salotti dei talk show, dare un aiuto concreto è l'unico vero atto di solidarietà - dichiara - dopo anni di crisi a Lamezia, come in tutta Italia, il fenomeno della povertà assume ormai dimensioni catastrofiche, e sempre più famiglie italiane incontrano serie difficoltà a mettere un piatto in tavola ogni giorno''.

“I giorni di raccolta di maggio 2016 sono sabato 7 e domenica 8 dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 presso i supermercati Conad di Via Piave, Interspar di Via G. La Pira e Agorà di Contrada Savutano.

I generi alimentari con cui si può contribuire – conclude Cerminara - sono pasta, farina, sale, zucchero, latte a lunga conservazione, omogeneizzati per neonati e, in generale, tutti gli alimenti a lunga scadenza. La distribuzione avverrà a partire da martedì 10 presso la nostra sede di Via U. De Medici”

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CasaPound Lamezia

Contatti:

Tel: 0968/1950493

Cell: 348 9560626

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mmLa commedia della vita è difficile e contorta. Qualcuno che ogni mattina si alza con un piano e una psiche totalmente diversi risulta talmente mutevole da poter adattarsi a qualsiasi tipo di racconto, in qualsiasi epoca. In questo modo si può passare da bugiardo a buffone maligno. Attualmente, occupa una posizione che equivale più o meno al braccio destro di satanasso. Però anche questo può cambiare.

Trama complessa, da commedia degli equivoci depurata della sua macchinosità, sottoposta a limatura, fino a farne uno studio di comportamenti, una riflessione leggera sulla passione amorosa.
Il fottuto dualismo tra ragione e sentimento tipico dell’essere umano. Un classico, come il ‘dispetto d’amore’, del retaggio passivo di una tradizione, della immane fatica dell’umano che cerca un ordine ideale in cui collocare presente e passato, in una tensione senza tempo pur consapevole della propria contemporaneità, del proprio essere. I flirts, i malintesi subito dopo dissipati, i dispetti bonari e quei rimproveri “affettuosi, le tenere furtività, la passione; tutte le traversie immaginate sull’amore, per poi regalarsi la gioia di allontanarle. Tutto questo vortice non riusciva a mascherare la Sua raffinata sensibilità. Faceva anche bella mostra di una vanità sublime e candida. Quando si pensava che volesse punire nel far mangiare pane raffermo, ecco che arrivava con la marmellata. "Sei sempre il solito"; "Mi hai deluso". Sono solo alcuni "attestati di stima". Ipercritica sul modo di essere e agire dell’altro e che, permettendolo, avrebbero potuto influenzare negativamente la di lui esistenza.
Un Paradiso. Un luogo dove potersi svegliare al mattino in uno stupore di gioia, ammirato dalla folle fortuna di essersi innamorato di una donna nel paese più bello del mondo. Senza diritti perché appagato dall’amore, senza doveri dato che dava tutto se stesso all’ amore. Macché; non si trattava di arrampicarsi sugli specchi sacri: ci stava già e si rifiutava di scendere. Voleva vivere in pieno etere fra gli aerei. Poi, ben lontano dall’attaccarsi alle mongolfiere, impegnava tutto il suo zelo nel colare a fondo, suolandosi le scarpe di piombo. Con qualche briciola di fortuna gli è anche accaduto, a volte di sfiorare, su sabbie nude, delle specie sottomarine sconosciute. Molte altre volte, nulla da fare: una irresistibile leggerezza lo tratteneva in superficie. Avendo l’altimetro non funzionante propriamente, si ritrovava ad essere a volte giocoliere, a volte sommozzatore, spesso le due cose insieme. Si ritrovò ad abitare in aria per abitudine e a rovistare il fondo senza alcuna speranza. Sommamente repellenti sono le sue fragili e inutili nozioni di ordine e sanità mentale.

“La morte non conta un cazzo quando ti serve un posto per dormire.” Charles Bukowski

Gigino A Pellegrini

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