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Tutti contro la centrale di progettazione

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Dovunque ingegneri ed architetti sono contro la centrale di progettazione proposta dal Governo, una ipotesi che normalizzerebbe il mercato delle progettazioni. Tra questi gli ingegneri di Cosenza che hanno emesso il seguente comunicato stampa che riceviamo e pubblichiamo::

 

“Gli ingegneri di Cosenza dicono no alla Centrale di Progettazione delle opere pubbliche inserita dal Governo del disegno di Legge di Bilancio 2019.

L’Ordine degli Ingegneri di Cosenza in merito esprime totale dissenso contro la proposta dell’istituzione della “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” inserita dal Governo nel disegno di Legge di Bilancio 2019, su indicazione del Ministero dell’Economia e Finanze, che prevede, in veste di progettista di opere Pubbliche, l’Agenzia del Demanio potrebbe assumere la veste di progettista di opere pubbliche, quale stazione appaltante e soggetto di committenza delegata da parte di altre Amministrazioni.

L’Ordine degli Ingegneri di Cosenza ritiene pertanto inaccettabile tale proposta per più motivi.

Innazitutto rappresenta la soluzione più inadeguata ad una giusta richiesta di semplificazione e velocizzazione delle procedure in tema di appalti pubblici; altera totalmente i principi di trasparenza e concorrenza su cui si fonda il sistema; confonde i ruoli tra i vari soggetti partecipanti alla procedura, tra chi progetta e chi controlla; riduce ad una platea di poche centinaia di professionisti l’onere di occuparsi della progettazione di tutte le opere pubbliche italiane per oltre ottomila stazioni appaltanti e banalizza semplificandolo, il processo progettuale a mera esecuzione ripetitiva di schemi e tipologie da replicare ovunque;

Secondo gli ingegneri di Cosenza, la “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” mortifica l’intervento progettuale, relegato a pura procedura tecnica senza considerare che ogni progetto è principalmente un processo culturale che nasce da specifiche esigenze, per specifici luoghi.

Con un sistema siffatto si affermerebbe, inoltre, il criterio della gratuità della prestazione professionale in violazione del principio dell’equo compenso, obbligatorio per tutte le Pubbliche Amministrazioni ai sensi della Legge 205/2017, art. 19 quaterdecies.

L’Istituzione della Centrale per la progettazione delle opere pubbliche per come previsto dal disegno di legge, svolgerà attività di progettazione di opere pubbliche e di ogni altra prestazione relativa alla progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, collaudo, nonché, ove richiesta, anche di direzione dei lavori e incarichi a supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente alla programmazione dei lavori pubblici; una gestione delle procedure di appalto in tema di progettazione per conto della stazione appaltante interessata; la predisposizione di modelli di progettazione per opere simili o con elevato grado di uniformità e ripetitività; la valutazione economica e finanziaria del singolo intervento; l'assistenza tecnica alle amministrazioni coinvolte nel partenariato pubblico/privato; una progettazione senza oneri diretti di prestazioni professionali.

Oltre ai rischi menzionati, la nascita di una Centrale per la progettazione delle opere pubbliche così concepita, in una regione come la Calabria dove i redditi medi dei professionisti delle aree tecniche sono tra i più bassi d’Italia e d’Europa, darebbe un colpo definitivo alla già debole economia del mondo professionale.

L'Ufficio Stampa Fiorenza Gonzales 3357876487

Redazione TirrenoNews

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