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barca redditoNelle scorse settimane personale della Guardia Costiera di Vibo Valentia e Tropea, impegnato un’attività mirata al contrasto della pesca illegale e del rispetto della normativa in materia sicurezza a bordo delle unità da pesca, ha rilevato diverse violazioni sulla regolare composizione degli equipaggi.

Nello specifico è stata accertata la presenza a bordo di persone non iscritte nel registro dei pescatori marittimi professionali e privi di regolare contratto di assunzione per i quali si è provveduto a contestare sanzioni amministrative pecuniarie.

Inoltre dalle successive indagini condotte dalla Guardia Costiera di Vibo Valentia è emerso che tra le persone irregolarmente imbarcate vi era un percettore del reddito di cittadinanza.

Conseguentemente si è provveduto a segnalare il nominativo del soggetto all’INPS che ha emesso il provvedimento di decadenza dal beneficio. Inoltre il trasgressore è stato segnalato alla Autorità Giudiziaria secondo le previsioni dell’art 7 del Decreto LEGGE 28 gennaio 2019, n. 4 - Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.

L’attività di controllo nel rispetto della normativa in materia di condizioni di sicurezza a bordo delle unità da pesca proseguirà senza soluzione di continuità al fine di garantire il regolare esercizio dell’attività di pesca.

http://www.guardiacostiera.gov.it/vibo-valentia

Pubblicato in Vibo Valentia

di maio lasciaROMA. E così dopo una settimana di surreali smentite di cui ancora non si è capito il senso, oggi Luigi Di Maio farà il suo clamoroso passo indietro da capo politico del M5S. Sempre che sarà tale fino in fondo. A soli cinque giorni dal voto che dall’Emilia Romagna potrebbe terremotare il governo e l’alleanza con il Pd. Ma è arduo comprenderlo perché la sua strategia in queste ore è sfumata, ingolfata di mezze verità, notizie veicolate per depistare e spostare l’attenzione.

Unica informazione certificata dal suo staff è: «Domani (oggi, ndr) il ministro Di Maio farà un annuncio importante». E quale potrebbe essere se non questo, di cui si parla da oltre una settimana? Ma la domanda resta la stessa del primo giorno in cui si è cominciato a parlare del suo addio: cosa ha in mente Di Maio? Domanda che resta la più interessante perché lo interroga in quello che nell’intimo di un politico è il motore fondamentale: il potere, e l’ambizione di tenerselo stretto. E infatti nessuno tra i suoi fedelissimi osa smentire l’ipotesi che in realtà si tratta di un arrivederci e non di un addio. Un passo di lato controllato - a soli cinque giorni dal voto che dall’Emilia Romagna potrebbe scuotere il governo e l’alleanza con il Pd - per ritornare alla testa dei grillini dopo averli osservati massacrarsi senza più lui a fare da capro espiatorio. «Vediamo cosa saranno in grado di fare senza di me», è lo sfogo che gli hanno attribuito più volte i collaboratori. Di Maio tornerebbe a proporsi con una sua squadra, una segreteria chiamata in altro modo, e dentro la quale vuole in tutti i modi la presenza della sindaca di Torino Chiara Appendino. Un progetto complicato, perché la politica sa essere spietata con chi rinuncia allo scettro, anche se per poco. Questa nuova sfida però non si terrebbe agli Stati Generali di marzo che proprio Torino dovrebbe ospitare. Ma successivamente, quando matureranno meglio i tempi. Due mesi sono troppo pochi e suonerebbero come una farsa se si ricandidasse a capo politico dopo così poche settimane.

FONTE NOTIZIA

Pubblicato in Italia

carta-reddito-di-cittadinanza-Se è vera la cifra che gira per la città ( si parla di varie centinaia) il comune di Amantea può dirsi salvato. Basta utilizzarli bene.  Possono fare tutto. Pulizia , manutenzione, taglio erba. Se anche fossero 100 potrebbero dare al paese ben 800 ore a settimana, equivalenti a 21 persone al giorno. Provate ad immaginare un esercito di operai che aggredisce una strada interpoderale . O se volete il centro storico, od ancora la ciclabile, od il lungomare. Provate a pensare quante buche potranno essere riparate quanti marciapiedi manutenzionati

E se fossero 300? Bene. Basta preordinare gli interventi ed iniziare. Buon lavoro!

amantea-3I beneficiari del reddito di cittadinanza devono svolgere lavori di pubblica utilità all’interno dei progetti utili alla collettività (PUC) sulla base di quanto stabilito non solo da decreto 4/2019, ma anche dal decreto attuativo pubblicato l’8 gennaio 2020 sulla Gazzetta Ufficiale dopo un accordo tra ministero del Lavoro e Comuni.

I lavori di pubblica utilità, pur rientrando in una progettualità che tenga conto dell’inserimento del lavoratore nel tessuto economico, sono prestazioni non retribuite.

Il decreto prevede che il beneficiario del reddito di cittadinanza firmando il Patto per il lavoro e per l’Inclusione sociale sia obbligato a prestare la propria disponibilità per partecipare ai PUC nel proprio comune di residenza.

La mancata accettazione della condizione stabilita dal decreto da parte di uno dei componenti del nucleo familiare determina la decadenza del reddito di cittadinanza. Questo è solo uno dei casi per cui si perde il sussidio.

I PUC vengono attivati dai Comuni che possono anche avvalersi per la loro realizzazione di enti del Terzo settore o di altri enti pubblici.

I progetti utili per la collettività vengono svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

  • La partecipazione ai PUC da parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza deve essere compatibile con altri impegni dello stesso e in particolare:
  • le attività di pubblica utilità non devono superare le 8 ore settimanali;
  • le 8 ore settimanali si possono svolgere in un solo giorno o in più giorni della settimana;
  • le 8 ore settimanali si possono svolgere anche in un solo periodo del mese;
  • il beneficiario ha l’obbligo di completare le ore previste nel mese;
  • la flessibilità determina un recupero successivo delle ore perse;
  • le 8 ore settimanali possono elevarsi a 16 sulla base di un accordo preventivo tra le parti;
  • nel caso di ampliamento delle ore previa accordo tra le parti, la flessibilità prevista per le 8 ore non è contemplata e i beneficiari devono svolgere settimanalmente le ore concordate.

Inoltre il decreto stabilisce anche chi è escluso (specificandolo nell’Allegato 1 dello stesso e sulla base dell’ dell’art. 4, comma 3, del Dl n. 4/2019). Sono esclusi dall’obbligo di partecipazione ai lavori di pubblica utilità inseriti nei PUC dei comuni di residenza i beneficiari del reddito di cittadinanza che:

hanno compiuto i 65 anni di età;

  • persone occupate con reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda superiore alle detrazioni spettanti vale a dire 8.145 € per lavoro dipendente e 4.800 € per lavoro autonomo;
  • frequentano un corso di studi;
  • sono in una condizione di disabilità;
  • si prendono cura di un disabile grave o non autosufficiente;
  • si prendono cura di un minore di età inferiore ai tre anni (non compiuti);
  • sono in una condizione di salute che impedisce per il momento lo svolgimento di un’attività lavorativa (ad esempio, chi è in gravidanza);
  • i lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione vale a dire coloro che hanno un reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda superiore alle detrazioni spettanti vale a dire 8.145 € per lavoro dipendente e 4.800 € per lavoro autonomo;
  • sono impegnati attivamente in un corso di formazione per il raggiungimento della qualifica o del diploma professionale).

Abbiamo visto quali sono i lavori di pubblica utilità per i beneficiari del reddito di cittadinanza e a chi sono rivolti, vediamo ora quali sono i limiti imposti dal decreto in merito ai PUC.

Lavori pubblica utilità per beneficiari del reddito di cittadinanza: limiti imposti dal decreto

Il decreto impone dei limiti in merito ai lavori di pubblica utilità che devono essere svolti dai beneficiari del reddito di cittadinanza. In particolare nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale si specifica che i PUC non rappresentano un rapporto di lavoro e pertanto i lavori di pubblica utilità non sono da considerarsi prestazioni di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato.

Ancora il decreto stabilisce che proprio perché non si tratta di un rapporto di lavoro il beneficiario del reddito di cittadinanza all’interno dei PUC non può svolgere attività in sostituzione del personale dipendente dell’ente pubblico o altro ente che gestisce il progetto.

Inoltre i beneficiari del reddito di cittadinanza che partecipano ai PUC non possono:

  • sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie o altro;
  • essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi in cui vi è maggior lavoro.

Inoltre il decreto stabilisce che oggetto dei progetti utili alla collettività non possono essere attività connesse alla realizzazione di lavori o opere pubbliche già oggetto di appalto affidato a terzi dal comune o dall’ente specifico.

 

fonte notizia

Pubblicato in Italia

reddito-di-cittadinanza-117-guardia-di-finanza-1COSENZA 9 NOVEMBRE 2019 – E’ beneficiario del reddito di cittadinanza ma lavorava abusivamente con una ditta boschiva. A denunciare l’operario, un trentatreenne di San Benedetto Ullano, il personale della Stazione Carabinieri Forestale di Montalto. I militari lo hanno scoperto durante un controllo volto alla tutela degli ecosistemi boschivi di un lotto boschivo privato realizzato in località “Timpone Colombo” nel comune di San Benedetto Ullano. Oltre ad eseguire le verifiche esclusive di polizia forestale, i controlli hanno riguardato il contrasto al lavoro irregolare ed alle violazioni commesse in materia di sicurezza sui luoghi del lavoro. Tale verifiche hanno permesso di constatare che uno degli operai della ditta boschiva presenti prestava la propria opera abusivamente, sprovvisto di ogni copertura previdenziale e assicurativa, nonostante fosse beneficiario del reddito di cittadinanza. Gli immediati controlli e le verifiche eseguite, hanno fatto emergere che il lavoratore, aveva richiesto il reddito di cittadinanza ottenendo un sussidio del valore complessivo di 500,00 euro fino al corrente mese. Si è pertanto proceduto a segnalare il tutto alla direzione provinciale dell’INPS, nonché alla Procura della Repubblica di Cosenza per l'omessa comunicazione della variazione del reddito e/o del patrimonio al fine di accedere al beneficio del reddito di cittadinanza. A carico del datore di lavoro, invece, al termine delle dovute verifiche, da parte del competente Ufficio che si occupa di ammortizzatori sociali, saranno applicate le sanzioni amministrative previste.

Pubblicato in Calabria

redditoCOSENZA – “I numeri della nostra regione ci confermano un’ottima partenza per quanto riguarda il reddito di cittadinanza e quota 100. Secondo le stime Inps sono 144 mila i cittadini calabresi in difficoltà, potenziali beneficiari di quell’aiuto essenziale per recuperare un po' di dignità e ricostruire il proprio futuro con la formazione e il lavoro: 50.000 nella provincia di Cosenza, 37.000 in provincia di Reggio Calabria, 27.300 in quella di Catanzaro, 19.500 in provincia di Crotone e 10.000 nel Vibonese. Sono 3.336 invece i calabresi che hanno già fatto domanda per andare in pensione con Quota 100, nella nostra regione, secondo i dati aggiornati al 5 marzo.” Così il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Melicchio che esprime soddisfazione per i numeri registrati in Calabria. “Per quota 100 abbiamo 1.274 domande nella provincia di Cosenza, 731 in provincia di Catanzaro, 827 in quella di Reggio Calabria, 270 in provincia di Crotone e 234 in quella di Vibo Valentia. Sono contento di queste cifre perché produrranno effettivi positivi non soltanto per i lavoratori che potranno finalmente andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi ma anche per tutti i giovani che si avvicinano al mondo del lavoro. Troppo a lungo validi professionisti sono rimasti ai margini per assenza di turnover, nella nostra regione. Ricordo che il Governo ha previsto anche un’Opzione Donna che permetterà già nel 2019 di andare in pensione alle lavoratrici dipendenti nate entro fine 1960 e alle autonome classe 1959.” Il parlamentare pentastellato passa poi ad elencare i dati del Reddito di Cittadinanza. “Già il primo giorno ci sono state 1.810 richieste in Calabria e sono 114.286 le domande pervenute a Poste italiane nei primi tre giorni di avvio del reddito di cittadinanza per quanto riguarda tutto il nostro Paese, di cui 95.994 presso gli uffici postali e 18.292 online. Dal 15 aprile l'Inps provvederà a rendere disponibili i primi esiti istruttori delle domande e dal 19 inizierà a consegnare le rdc card. Entro la fine del mese saranno pagate le rate del primo mese. La legge cardine del programma del Movimento 5 Stelle oggi è realtà e milioni di poveri e disoccupati non saranno più soli, lo Stato tende loro la mano. La soddisfazione è enorme e ogni italiano dovrebbe gioire di questo provvedimento che è una misura di civiltà e di giustizia sociale e magari, riconoscendone la complessità, tifare affinché incontri meno ostacoli possibili. Ancora una volta sono stati sbugiardati i catastrofisti – conclude Melicchio – quelli che puntavano al caos. Le operazioni invece si sono svolte senza intoppi e noi siamo sempre più orgogliosi di questi altri tasselli che miglioreranno la qualità della vita delle persone“.
 
Alessandro Melicchio
portavoce M5S alla Camera dei Deputati
Pubblicato in Calabria
reddito-di-cittadinanza-5-stelle-requisiti-come-funzionaRende (CS) - Farà tappa anche a Rende il tour informativo voluto dal deputato Riccardo Tucci, per illustrare ai cittadini il funzionamento delle due leggi-bandiera del Movimento 5 Stelle: Reddito di cittadinanza e Quota 100.
L’evento si terrà venerdì 22 febbraio, con inizio previsto per le 17,30 nella sala Tokyo del Museo del presente.
All’incontro saranno presenti i colleghi deputati 5 stelle Anna Laura Orrico e Massimo Misiti, i consiglieri pentastellati dei comuni di Rende e Castrolibero, Domenico Miceli e Michaela Anselmo. Saranno altresì presenti il candidato a sindaco per il Comune di Rende, Francesco Turco (M5s) e il docente dell’Unical Walter Nocito.

Il reddito di cittadinanza è una misura di reinserimento nel mondo del lavoro che serve a integrare i redditi familiari. I suoi obiettivi sono migliorare l'incontro tra domanda e offerta, aumentare l'occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze.
Quota 100 è invece un provvedimento che consente ai lavoratori, che ne abbiano i requisiti, di andare in pensione in anticipo rispetto al passato, superando così i paletti imposti dalla legge Fornero.

Tutti i dettagli relativi alle due leggi saranno trattati e spiegati nel corso dell’evento.
 
Domenico Miceli

Capogruppo Movimento 5 Stelle al Comune di Rende

Pubblicato in Cosenza

Può scattare l’effetto dignità e questo è un pericolo.

Provate a leggere cosa scrive Iacchitè, stampatelo e conservatelo:

“Cosenza: l’elenco dei politici del Pd (locale) che non vogliono il reddito di cittadinanza

 

 

Abbiamo cercato di capire chi sta raccogliendo le firme a Cosenza per abolire il reddito di cittadinanza e perché.

A promuovere questa iniziativa principalmente il Pd, seguito da Forza Italia e da qualche altro politico parassita.

Partiamo dal perché: è noto a tutti, specie ai calabresi, che il Pd, FI e simili hanno sempre costruito il loro consenso sul perverso meccanismo del voto di scambio politico/clientelare e politico/mafioso. Da noi non si è mai votato per adesione ad un progetto politico, o per la condivisione ideologica di principi e valori di questo o quel partito, da noi, e non solo, l’elettore morto di fame ha sempre votato il politico disposto a pagare e a dare in cambio di qualcosa: denaro, promesse di sistemazione, contributi fittizi, false pensioni, disbrigo di pratiche e ‘mmasciate varie. Una situazione che ha creato, nel corso del tempo, i cosiddetti pacchetti di voti detenuti da politici imbroglioni e mafiosi di ogni ordine e grado. Infatti il problema principale del politico ladro, in tempo di elezioni, è quello di rastrellare, attraverso la truffa e il peculato, più denaro possibile dalle casse pubbliche da “distribuire”, in campagna elettorale, ai tanti morti di fame disposti a vendere il proprio voto per 50/100 euro, per assicurarsi l’elezione. Un classico che più classico non si può. Del resto si sa che le campagne elettorali costano: per l’elezione a consigliere regionale o deputato, servono almeno 300.000 euro in contanti, buoni agganci masso/mafiosi e tante false promesse. Ecco perché sono preoccupati del reddito di cittadinanza: senza più poveri e morti di fame, comprare voti a 50/100 euro diventa una impresa molto difficile. E senza voti, non c’è elezione. E se non sei eletto la vigna è finita!

Ma chi sono i personaggi politici cosentini che osteggiano questa misura, pensata per aiutare veramente chi vive da sempre in estrema difficoltà economica?

Cominciamo da quelli del Pd che sono i promotori di questa vergogna:

Ernesto Magorno, già segretario del PD è noto come don Magorno per via della sua vicinanza al boss Muto, così come lui stesso dice in una intercettazione dei Ros. Un mafioso prestato alla politica. Nonché un codardo della peggiore specie.

Enza Brunio Bossio alias Madame Fifì. Esponente di spicco del Pd calabrese da sempre impegnata a truffare il cittadino e lo stato. Famosa è la truffa di miliardi di vecchie lire messa a segno in Calabria dalla Madama sul “piano telematico” mai partito. Le sue principali linee di azioni politica sono il ricatto e l’imponimento mafioso. A dire questo di lei, definendola una vera e propria delinquente, il dirigente pubblico intercettato dalla Dda di Catanzaro all’interno dell’operazione “Lande desolate”. Non c’è intrallazzo a danno dello stato e del cittadino, a queste latitudini, a cui lei non abbia partecipato.

Nicola Adamo, alias Capu i Liuni, storico esponente del Pd cittadino e marito di Madame Fifì, nonché il più delinquente, insieme al sindaco di Cosenza Occhiuto, tra i politici cosentini. A dire questo di lui sempre il dirigente pubblico intercettato dalla Dda di Catanzaro nell’inchiesta “Lande desolate”. La sua specialità, così come dicono inchieste e processi prescritti a suo carico, è la mazzetta. Ne ha prese a dire basta. Tant’è che la sua ricchezza, ben nascosta, è nota a tutti. Il vero e proprio deus ex machina di tutto il malaffare che circola dalle nostre parti e non solo. Un soggetto pericoloso, da cui è meglio stare alla larga.

Palla Palla, ovvero l’attuale presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in esilio, per ordine della procura di Catanzaro, in quel di San Giovanni in Fiore. Oliverio è tra i principali fautori del clientelismo politico/elettorale in terra calabra. La sua principale attività politica è quella di sistemare parenti e amici degli amici. Famosa è anche la sua generosità nel concedere finanziamenti e progetti a finti imprenditori il cui unico scopo e quello di arraffare il malloppo e sparire, strafregandosene di “finire l’opera”. Un despota che utilizza “la cosa pubblica” per meri fini privati, e solo per favorire se stesso, i propri familiari, e gli amici degli amici. Famose sono anche le sue tante retribuzioni. Non si sa quanto guadagna al mese. E nonostante ciò non paga neanche il meccanico, o il gommista, preferisce fare il cambio gomme a spese dei cittadini.

Damiano Covelli, consigliere comunale del Pd a Cosenza e noto parassita sociale. Covelli detiene, al momento, il record di incassatore di stipendi senza aver mai fatto un solo giorno di lavoro nella sua vita: è impiegato all’Università, dove non ha mai messo piede, è consigliere comunale e tra gli inventori del trucchetto dei gettoni di presenza nelle commissioni (convocare commissioni fittizie a dire basta per incassare i gettoni di presenza), e risulta anche portaborse dell’onorevole Madame Fifì. Tre stipendi per passeggiare dalla mattina alla sera su Corso Mazzini. Nonché famoso ‘mmasciataro al Comune al servizio degli amici degli amici.

Giuseppe Giudiceandrea, già comunista col culo degli altri, passato al Pd ed eletto consigliere regionale con il voto clientelare di Ferdinando Aiello. Nella sua vita non ha mai fatto nulla di comunista anche se lui si definisce tale. L’ unica preoccupazione è la sua sistemazione economica, per il resto solo chiacchiere e distintivo. Non ha promosso niente che non andasse a favore dei ricchi e potenti amici di Palla Palla. Un servo sciocco che firma carte a comando.

Marco Ambrogio, consigliere comunale di minoranza del Pd ma da sempre vicino alla maggioranza del sindaco Occhiuto. Ambrogio è la classica figura squallida del piccolo politico locale che si sente statista, ma che nella realtà non è neanche capace di fare una O con il bicchiere. Ha costruito, insieme alla moglie, Rosaria Succurro, assessore della giunta Occhiuto, una vera e propria “azienda privata” all’interno delle attività pubbliche del Comune: un bel giro di affidamenti diretti e non solo, ai loro amici e parenti. Maggioranza e opposizione insieme per lucrare, utilizzando impropriamente le loro prerogative pubbliche, a danno del cittadino. Il peggio del peggio.

Bianca Rende, consigliere comunale Pd. Figlia d’arte e di famiglia che ha sempre vissuto di denaro pubblico. Una famiglia di impastettati che ha l’obbligo di servire il padrone che li ha sistemati, prima ancora che i cittadini. Bianca è la tipica figura radical chic che pubblicamente si dice dispiaciuta per i morti nel Mediterraneo, e per la fame nel mondo, salvo poi, quando c’è da mettere in scena qualcosa di pratico, sparire per viaggi esotici e festini vari.

Luigi Guglielmelli, attuale segretario provinciale del Pd. Un personaggio buono per ogni stagione, e per ogni corrente. Basta che gli dai uno stipendio, senza lavorare, e lui diventa fedele più di Fido. Il tipico cagnolino che scodinzola attorno ai potenti per qualche osso. Privo di dignità e spina dorsale è il prototipo del servilismo che regna all’interno del Pd e della subalternità ai vecchi marpioni di cui sopra. L’ipocrisia è la sua specialità, predica bene e razzola male.

Stefania Covello, già deputato Pd e trombata alle ultime elezioni. Figlia del più noto Franco, democristiano della peggiore specie, e tra i maggiori responsabili dell’arretratezza sociale ed economica della regione Calabria. L’unica cosa che sono riusciti a fare è stata quella di dilapidare milioni di euro per promuovere i propri interessi e quelli dei loro amici e parenti. Gente senza scrupoli che non ha mai pensato alle ripercussioni sociali delle loro azioni clientelari. Hanno prodotto miseria e povertà in ogni dove, mentre la loro famiglia si è arricchita a più non posso. Una gatta morta senza un briciolo di coscienza civica e sociale.

Questi sono solo alcuni tra i personaggi del Pd, i più noti, che osteggiano il reddito di cittadinanza. Tutta gente che si è arricchita a far schifo con il denaro pubblico. Gente che ha casa al mare, in montagna, in America, a Londra, a Roma. Gente che manda i figli nelle migliori università e che ogni anno gli paga la vacanza all’estero, senza contare i pampini i 100 euro che se ne vanno nel fine settimana sti barri barri. Gente abituata a mangiare nei ristoranti e a vestire di marca, e che sotto sotto, perché non possono dirlo pubblicamente, odia i poveri.

E la dimostrazione del loro odio verso i poveri, è proprio la raccolta firma contro il RdC: solo loro e i lori figli possono permettersi i lussi, i poveri e i loro figli devono restare poveri e succubi al loro volere. I poveri sono funzionali al loro benessere, senza poveri che vendono i voti come fanno ad essere eletti? Ecco perchè si battono affinchè la povertà da noi regni sempre sovrana.

Continua – domani presenteremo quelli di Forza Italia

Da Iacchite - 25 Gennaio 2019

Pubblicato in Paola

 

mappa redditoLa proposta di legge e relative coperture finanziarie del Movimento 5 Stelle finalmente calendarizzata per mercoledì 3 dicembre in Commissione Lavoro.
L'Intervento Integrale di Luigi di Maio durante la conferenza stampa del Movimento 5 Stelle di Mercoledi 3 Dicembre.

 

Da quanto si evince la copertura finanziaria per il reddito di cittadinanza esiste ed è realizzabile, almeno quella proposta dal Movimento 5 Stelle.
Costa 20 miliardi e prevede un contributo di massimo 600 euro per chi ha perso il lavoro o si trova sotto la soglia di povertà


E’ il punto numero uno del programma elettorale, promosso da Beppe Grillo nelle piazze di tutta Italia e la proposta che non possono mancare.


Il modello è la Francia, e non la Svizzera come aveva detto il leader, e soprattutto il sostegno è legato ad una riorganizzazione dei centri dell’impiego.
Tecnicamente andrebbe chiamato “reddito minimo garantito”.

 

"Il reddito di cittadinanza non è più utopia. Il MoVimento 5 Stelle – si legge sul blog di Beppe Grillo - dimostra che se si vuole, tutto si può fare. Finalmente la nostra proposta di legge sul reddito di cittadinanza, a prima firma della portavoce Nunzia Catalfo, muove i primi passi al Senato.

 

Il reddito di cittadinanza è presente in tutta Europa, eccetto in Italia Grecia e Ungheria:

 

E' una vittoria del M5S, frutto di una battaglia che abbiamo sostenuto con forza per far valere un principio di democrazia sacrosanto ma sempre disatteso in questa legislatura: l'Aula deve discutere anche i provvedimenti delle opposizioni e non solo i decreti del governo. Per saperne di più segui la conferenza stampa in streaming al Senato con i nostri portavoce a partire dalle 11 su La Cosa. Parteciperanno Alberto Airola, Nunzia Catalfo, Daniele Pesco e Luigi Di Maio." M5S Parlamento

 reddito minimo garantito

L'INTERVENTO DI LUIGI DI MAIO E L'APPELLO AL PREMIER:

 

Pubblicato in Italia
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