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Caterina Ciccia 2«Un attacco personale indegno che trasmette lo spessore politico dell’ex sindaco e dell’ex assessore ai lavori pubblici Sante Mazzei, abituato a gestire le cose da solo, come ha tentato di fare con il Campus Temesa, piuttosto che condividerle».

Il delegato ai rapporti con le associazioni, Caterina Ciccia, critica la presa di posizione di Mazzei sul viaggio che ella stessa ha inteso organizzare per partecipare all’udienza papale che ha avuto luogo mercoledì scorso in piazza San Pietro a Roma.

«Quando la malafede e la mancanza di conoscenza prendono il sopravvento – evidenzia la stessa Ciccia – si perdono delle occasioni per restare in silenzio e riflettere. Mai avrei pensato di dover leggere una nota stampa di un consigliere comunale su una vicenda che non ha alcun legame con il Municipio e con il funzionamento della macchina amministrativa. Rispetto ad altre persone che vivono avvolte dalla cappa dell’indifferenza ho sempre vissuto la mia vita condividendo con amici e conoscenti i miei percorsi, programmando insieme a loro dei viaggi a tema, per cercare di coniugare allegria e meditazione, gioia e spensieratezza. Il mio scopo è creare un clima ideale per generare sorrisi. È questa la cultura dell’amore con cui sono nata e cresciuta. Ed è questo è lo spirito che mi ha visto impegnata nell’andare a Roma in piazza San Pietro per salutare, al pari di tanti altri fedeli, il Santo Padre. E così come tante altre volte è stato fatto in passato, con un semplice passaparola, si è formato un gruppo di amici che ha chiesto di condividere le stesse finalità. Il comune di Amantea, e lo dico una volta per tutte sperando di non dover più tornare su questo argomento, non ha speso un euro per questo viaggio. Esso infatti è stato organizzato in forma privata ed in maniera del tutto personale. Ogni partecipante ha versato una quota che ha consentito di coprire le spese dell’albergo e del pullman. Del resto, chiunque può partecipare alle udienze pubbliche di Papa Francesco, chiedendo informazioni in merito alle chiese ed alle diocesi, anche il ticket d’ingresso è gratuito. Nessuna preclusione dunque. Ognuno è libero di vivere la propria fede nel modo che ritiene più opportuno».

«Stia sereno il buon Mazzei – conclude la Ciccia – non solo so a che santo votarmi, ma essere diventato oggetto di un argomento che non avrebbe ragion d’essere fa comprendere anche agli occhi dei meni avvezzi al funzionamento della politica, come i temi siano alquanti limitati, se si deve ricorrere ad oltraggiare la sfera personale e religiosa di un essere umano. La benedizione del Papa, non quella “urbi et orbi” che viene impartita soltanto in occasioni particolari, è giunta nei nostri cuori e per nostro tramite ad amici, familiari e conoscenti. In  poche parole all’intera comunità. L’auspicio è che a tutti venga donata quella serenità che qualcuno dal maggio dello scorso anno ancora non è riuscito a trovare».

Comunicato comune di Amantea.

 

 

Pubblicato in Politica

Stamattina il Santo Padre ha usato la parola “Vergogna” del descrivere quanto accaduto in Sicilia dove sono morti tantissimi migranti in viaggio verso la salvezza. Ma ne riparleremo.

Il termine vergogna è sicuramente “troppo forte” per descrivere quanto sta accadendo a Fiumefreddo Bruzio, dove un parroco senza alcuna colpa viene rimosso, ma la foto e quanto su essa scritto offre il senso di una situazione altrettanto grave:

“ A questo punto per aver infangato una persona per vendetta, solo perché non si è piegato o adeguato a ciò che era diventata una regola, solo perché ha contrastato la dittatura, è giusto che vengano mese le carte in tavola. E’ giusto che si sappia la verità e che finalmente si sappia nomi e cognomi dei PUPARI che si sono esibiti un questa sceneggiata sul palcoscenico della Curia di Cosenza. Signori il “processo” è finito. L’imputato è stato Condannato “ PER NON AVER COMMESSO IL FATTO”.

Un messaggio molto criptico che non permette di capire, se non il fatto che l’estensore ha timore di dire quanto sa, quanto sembra sappiano tutti ma che hanno difficoltà a dire.

Circola una voce che parla di una potente famiglia che ha da sempre governato la Chiesa ed alla quale il parroco don Mauro non avrebbe riconosciuto più questo privilegio, una voce che si mischia a quella di un parroco “libertino” .

Noi non crediamo ad alcuna delle due “offerteci” con una incredibile discrezione, ma l’immagine della fiaccolata ci invita a ritenere che il popolo di Fiumefreddo ami don Mauro e che il parroco sia davvero una vittima innocente.

Al Papa di non sottovalutare la ricerca della verità anche per questo caso, quella verità che serve per avere una Chiesa migliore, quella che LUI vuole!.

Pubblicato in Basso Tirreno
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