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La Calabria è una regione fondata sui debiti. I debiti sono equamente distribuiti tra gli enti pubblici e privati.
I debiti devono essere sempre disconosciuti e comunque non pagati

Oggi parliamo della Sorical:
La Sorical ha un credito dai comuni calabresi di almeno 200 milioni di euro. Per ottenerli ha provato a diffidare i comuni di ridurre la erogazione dell’acqua.
I comuni hanno proposto ricorso al Tar.
Il Tar ha chiesto agli esperti di valutare la quantità minima di acqua che la Sorical deve garantire.
Gli esperti prendono tempo ed intanto il TAR non decide.

Nel mentre l’Enel ha un credito verso la Sorical di circa 45 milioni di euro per forniture di energia mai pagate e blocca i conti della Sorical pretendendo il pagamento del debito.
La Sorical così rischia di non pagare i dipendenti
Strano, però. Perché mai la legge permette all’Enel di bloccare i conti della Sorical e non permette alla Sorical di bloccare i conti dei comuni inadempienti?

Pubblicato in Calabria

La Calabria è sommersa di rifiuti e di bugie e non si sa quali siano maggiori e più pericolosi. Il problema è che i rifiuti si vedono ( e se ne sente la puzza, anche se è inverno) le bugie, invece, no e soprattutto non se ne sente il fetore. Allora cosa fare? La regione, come abbiamo detto, preferisce parlare di disinquinare quanto nel suo silenzio e nel silenzio generale è stato inquinato in passato utilizzando milioni e milioni di euro europei che fanno arricchire i soliti noti. Mica sono così stupidi da assumersi la responsabilità della gestione di un sistema come quello dei rifiuti che impone il pagamento da parte dei comuni di un servizio che, come quello della Sorical, è eccessivamente costoso. Già parliamo di comuni che spendono centinaia di migliaia di euro per festeggiare l’arrivo dell’anno 2013 e si dimenticano di pagare i costi di sversamento dei rifiuti. Perché la verità quella nascosta ,è questa: I comuni non pagano i costi dello sversamento al commissario e questi non può pagare le ditte che gestiscono le discariche; queste ditte allora non trovano altro che rallentare gli sversamenti e quindi i rifiuti restano in strada o nei camion e cassoni che fanno la fila davanti agli impianti di trattamento ed alle discariche. E lo Stato? Quale, viene da chiedersi? Quello di Monti che non a far altro che abbandonare una regione come la Calabria al suo destino? Ed allora ecco il dovuto atto di coraggio del commissario che dopo aver detto che la soluzione era prossima ( sic!!) non può far altro che AUTOPROROGARSI! Eh, si per ”evitare il pericolo del collasso del sistema rifiuti calabresi, dell'interruzione di un servizio pubblico essenziale nonché del possibile acuirsi di seri rischi per la salvaguardia dell'igiene e della salute pubblica” È ridicolo? Molto di più!!!! Ma è anche responsabile. E poi 45 giorni significa arrivare a pochi giorni dalle prossime elezioni e quindi ALMENO l’allungamento del termine temporale fino alla costituzione di un nuovo governo che poi assumerà le dovute decisioni. La regione e l’assessore di preoccupa dal corallo nero come il opercolato che nel frattempo invade le nostre città ed il nostro mare . ( che sia nero per questo ?). Scherziamo, ovviamente, ma certo questa situazione che dura da troppo tempo e che è continuata a durare non aiuta l’ambiente. Il bello è che tutti sappiamo che occorre cominciare la raccolta porta a porta IN TUTTA LA CALABRIA ma non viene fatto. Ed intanto il sig Monti ci ha lasciato la sua eredità, la TARES, gli altri i RIFIUTI.
Pubblicato in Calabria

Calabria Jones è stato, è, e sarà una delle cose più incomprese della politica calabrese. Una spesa di oltre 20 milioni di euro, praticamente uno stipendio annuo da 800 euro mensili per circa 2000 giovani disoccupati, per mandare in giro per la Calabria quasi 5000 studenti ed i loro accompagnatori per conoscere i valori archeologici e turistici della nostra regione. Un progetto addirittura “garantito” nientemeno che da Roberto Giacobbo. Un progetto fortemente voluto da Caligiuri Mario del quale Il Corriere della Calabria dice “Sotto l'albero dello scoppiettante ex sindaco di Soveria Mannelli un regalo firmato Roberto Giacobbo: il suo ultimo libro dedicato ai misteri (che poi è uguale a tutti quelli precedenti). Con questo esergo: «Caro assessore, già prima dell'imitazione di Crozza la mia credibilità – scusami la parola, nemmeno io so cosa sia – era ai livelli dei Maya dopo la celebre profezia farlocca. Poi, d'improvviso, con il tuo assessorato mi hai regalato un po' di autostima (e non solo quella! A proposito: grazie!!!), coinvolgendomi in un progetto più misterioso dei cerchi sui prati e di tutte le cose di cui mi occupo. Anzi, direi che l'avermi coinvolto in Calabria Jones resta per me uno dei più insondabili misteri della mia carriera – e, mi è parso di capire, anche i calabresi sono di questo avviso... Con immensa stima e gratitudine. RG – Voyager». Resta il mistero di quel “ e non solo quella. A proposito: grazie”, ma ecco improvviso uno dei primi effetti del progetto Calabria Jones! “ Gli studenti dell’Istituto comprensivo statale Amerigo Vespucci di Vibo Marina artefici della campagna ”Adotta il Drago”, per dare seguito all’iniziativa, che ha preso spunto dal progetto Calabria Jones, si auto-tassano per recuperare il mosaico del drago marino scoperto a Monasterace e raccolgono 5000 euro”. E con i prossimi Progetto Jones crescerà la sensibilità per i beni archeologici calabresi e si riuscirà certamente a raccogliere altri fondi per recuperarli. Speriamo che l’Europa invii altri soldi per fare tanti altri Calabria Jones, magari anche per i ragazzi delle altre regioni italiane ( prima) ed europee ( dopo) ed evitare il gap culturale che inevitabilmente si formerà tra i nuovi Calabria Jones calabresi e gli altri giovani d’Italia, d’Europa e del mondo
Pubblicato in Calabria

Catanzaro. Continua l'inchiesta della Procura di Catanzaro sulla gestione dell'agenzia nel periodo precedente al 2010. Le decisioni dei manager avrebbero creato danni economici. Somme di denaro per complessivi 500 mila euro sono state sequestrate ad ex dirigenti dell'Arpacal nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Catanzaro sulla gestione dell'agenzia nel periodo precedente al 2010. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Procuratore della Repubblica, Vincenzo Antonio Lombardo, e dai sostituti Gerardo Dominijanni e Domenico Guarascio. I militari della Guardia di finanza e del nucleo investigativo sanità e ambiente (Nisa) hanno provveduto ad eseguire i sequestri. L'accusa sostiene che i provvedimenti adottati dagli ex sette dirigenti ha provocato un danno economico all'agenzia regionale per l'ambiente. Nell'inchiesta della Procura sono indagate una decina di persone e riguarda complessivamente la gestione dell'Arpacal negli anni precedenti al 2010. Negli atti è confluita anche la relazione di un ispettore del ministero dell'Economia, Giovanni Logoteto, che ha riscontrato una serie di irregolarità nell'attribuzione di incarichi, nell'erogazione di fondi e nell'espletamento di selezioni per progressioni verticali di carriera. Le indagini hanno avuto inizio dopo una serie di esposti relativi al concorso pubblico per dirigente amministrativo dell'Arpacal ed al conferimento dell'incarico di responsabile di struttura semplice avvenuti nel 2008.(IlCorrieredellaCalabria). Aggiornamento Uno dei sette ex dirigenti ha tentato in extremis di evitare il sequestro. Appena appresa la notizia dell'attività in corso, si è precipitato in banca. Raggiunto il direttore nella sua stanza gli ha detto che voleva chiudere immediatamente il suo conto. Peccato, però, che nell'ufficio del direttore era già presente un maresciallo della finanza in borghese che dopo essersi presentato all'ignaro indagato gli ha notificato il provvedimento con cui erano stati appena sequestrati 56mila euro.
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