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coronavirusCatanzaro – Ecco la situazione odierna relativa all’emergenza coronavirus in Calabria secondo il bollettino emesso dalla Regione.
In Calabria ad oggi sono stati effettuati 3546 tamponi.
Le persone risultate positive al Coronavirus sono 319 (+27 rispetto a ieri), quelle negative sono 3227.
Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:
– Catanzaro: 9 in reparto; 12 in rianimazione; 43 in isolamento domiciliare
– Cosenza: 35 in reparto; 3 in rianimazione; 39 in isolamento domiciliare; 5 deceduti
– Reggio Calabria: 24 in reparto; 5 in rianimazione; 59 in isolamento domiciliare; 5 guariti; 4 deceduti
– Vibo Valentia: 2 in reparto; 1 in rianimazione; 15 in isolamento domiciliare
– Crotone: 18 in reparto; 39 in isolamento domiciliare; 1 deceduto
I soggetti in quarantena volontaria sono 6952, così distribuiti:
– Cosenza: 1344
– Crotone: 699
– Catanzaro: 716
– Vibo Valentia: 796
– Reggio Calabria: 3397
* NB-Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non è conteggiato il decesso avvenuto a Reggio Calabria poiché successivo alla comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

fonte notizia

Pubblicato in Calabria

medicina coronaIl vaccino per sconfiggere il coronavirus sarebbe stato trovato. Un primo test su un essere umano sembrerebbe aver dato esito positivo. Il 28 gennaio, il nuovo kit di rilevazione dell’acido nucleico del coronavirus sviluppato dall’Accademia delle Scienze militari ha ottenuto il certificato di registrazione dei dispositivi medici attraverso l’approvazione di emergenza della State Drug Administration, che sta bloccando la SARS (nella foto in esclusiva il vaccino utilizzato in Cina). Da questo il protocollo medico che sta portando a dei risultati che tutto il mondo si aspettava. Chen Wei è il medico dietro questo nuovo progresso scientifico che apre uno spiraglio per la cura del Covid-19. L’epidemiologo di fama mondiale e maggiore generale dell’esercito popolare cinese di liberazione si è iniettata, lo scorso 3 marzo, la prima dose al mondo di un nuovo vaccino contro il coronavirus sul braccio sinistro assieme alla sua equipe. Un gruppo di medici che appena si è appiccato il focolaio del contagio del coronavirus si è immediatamente trasferito a Whan. Chen e il suo gruppo di ricerca hanno lavorato per oltre un mese presso il Wuhan Institute of Virology, un laboratorio con la più alta classificazione di biosicurezza La scoperta potrebbe cambiare la storia del mondo e arriva da dove è nata questa brutta avventura per tutto il genere umano. Si è all’inizio della sperimentazione ma i risultati fino ad ora ottenuti sembrano dare i risultati sperati.

Nata nel 1966 nella piccola città di Lanxi nella provincia di Zhejiang, si è laureata in Chimica nel 1988 e un anno dopo ha sposato il suo compagno, Ma Yiming , un chimico impiegato nelle cantine dove viene prodotto il vino. Tre anni dopo, Wei si arruolò nell’esercito popolare di liberazione e divenne virologa all’Accademia di Scienze mediche militari, dove ora ricopre il grado di generale. E’ stata uno scienziato modello e subito si è fatta valere per le sue capacità diventando uno dei pionieri nella lotta contro l’Ebola che la porta ad andare in prima linea in Africa, perché voleva bloccare l’epidemia fuori dal paese. Alla fine del 2015, Chen Wei ha guidato il team a sviluppare il primo gene per sconfiggere questo virus.

Ed ora rappresenta la speranza per tutto il mondo per mettere fine al Civid-19. Una notizia stupenda che arriva nel primo giorno di primavera in quell’equinozio di primavera che potrebbe rappresentare un nuovo inizio per tutto il mondo.

Il direttore responsabile Andrea Viscardi e tutta la redazione ringraziano i  fratelli cinesi e la dottoressa Chen Wei per questa scoperta che potrà riportare la serenità in tutti gli angoli del mondo.

fonte notizia

Pubblicato in Italia

forza amanteaLa nostra città è fortemente preoccupata a seguito del caso ormai conclamato di coronavirus in città.

Il terrore serpeggia tra le vie della nostra ridente cittadina, le autorità presenti sul territorio ci hanno informato che nella mattinata di oggi verranno eseguiti 40 tamponi a nostri concittadini, a seguito del contatto ravvicinato di questi ultimi con il paziente zero nel Comune di Amantea.

Invitiamo ancora una volta la popolazione a rispettare le norme stringenti emesse dal governo, rimanendo nelle proprie abitazioni ed uscendo solo ed esclusivamente per necessità, in attesa di restrizioni maggiori quanto mai divenute improcrastinabili.

Invitiamo tutti coloro che hanno avuto contatti con il paziente zero, di farsi avanti, di autodenunciarsi, per la loro incolumità e l'incolumità dei loro familiari, in modo tale da essere soggetti a tampone e togliersi il minimo dubbio.

Incessante il lavoro della Commissione Straordinaria in merito a tale evento successo nel nostro territorio, stima e rispetto nei confronti delle forze dell'ordine presenti sul territorio, che stanno facendo un'opera ammirevole, ad venendo a tutti i contatti avvenuti negli scorsi giorni sempre col paziente zero.

Amantea sarà in grado di rialzarsi, ne siamo certi, ma solo con la collaborazione di tutti e con senso civico ed il rispetto delle normative vigenti.

Per tutte quelle persone anziane, le persone indifesi o persone che sono impossibilitati a reperire farmaci e viveri di prima necessità, ricordiamo questo numero 3407936189, numero unico per assistenza anziani, per fare spesa, medicine ed altro di bisogno urgente, è il numero della proloco di Amantea a disposizione di tutta la popolazione indifesa nel nostro comune.

Pubblicato in Primo Piano

tramontoFacciamo nostre le riflessioni, rese in forma analitica e sintetica, da un Amanteano su Facebook che, come lui stesso ammette, non scrive abitualmente su questa piattaforma social. Le facciamo nostre perché le riflessioni ci sembrano giuste ma anche perchè alcune cose che propone sono utili, sensate e fattibili, già da subito. Ecco le proposte (e le riflessioni) in sei semplici punti del dottor Antonio Mazzuca:

1) A proposito di mascherine sono 10 mesi che uso con costanza le FFP3 con certificazione CE e non le ho mai pagate più di 2 euro. Non ci sono parole su chi riesce a speculare in un momento come questo.

2) Perchè i Sindaci dei comuni calabresi, in quanto Autorità Sanitarie Locali sul territorio di loro competenza, non riforniscono i propri cittadini direttamente degli Ausili necessari per affrontare questa pandemia?

3) Siamo tutti a conoscenza delle scarse disponibilità dei rispettivi bilanci, però perchè non istituiscono, presso banche o uffici postali, un apposito conto corrente dove far confluire donazioni? Sono il primo a dare il mio modesto contributo sia al mio paese natio che di residenza attuale.

4) Perchè non si istituiscono convenzioni con comuni in possesso di autoambulanze, da mettere a disposizione della protezione civile per eventuali necessità?

5) Perchè si procede a macchia di leopardo alla disinfettazione dei territori e senza un relativo programma?

6) Perchè non promuoviamo azioni tali da far accelerare la politica calabrese a dotarsi di un esecutivo, oggi assente, tale da poter governare, politicamente, questa emergenza?

E poi la speranza e la positività: "Oggi possiamo fare tutto, domani potrà essere tardi. Comunque la Calabria ce la farà, indipendentemente da alcune istituzioni dormienti. Validi professionisti, lavoratori in genere e cittadini attenti sono già ai loro posti".

Speriamo che qualcuno attui queste idee

Pubblicato in Amantea Futura

ioresto a casaRestate a casa, lo chiedono a gran voce medici e istituzioni per non essere contagiati, per non contagiare altre persone e per evitare il diffondersi del corona virus. E’ giusto restare a casa, sono le regole, rispettiamole. Restate a casa, uscite solamente per fare la spesa, per andare in farmacia, per cose necessarie ed impellenti. Io sto rimanendo a casa, gli altri lo stanno facendo? Hanno capito la gravità del momento? Io sto rimanendo a casa facendo dei sacrifici enormi ma presto anch’io, come gli altri d’altronde, avrò bisogno di uscire, camminare, parlare con qualcuno, sfogarmi un po’, prendere il sole in questo inizio di primavera. Io sto rimanendo a casa perché me lo posso permettere. Sono un pensionato della Pubblica Amministrazione ed ogni mese percepisco la mia pensione. E gli altri? E quelli che non sono pensionati? E i meccanici, i gommisti, i barbieri, i parrucchieri, gli estetisti, le donne delle pulizie, i commessi, gli agenti di viaggio, i baristi, i pizzaioli, i commercianti, i disoccupati, i precari, i lavoratori in nero come faranno se non lavoreranno e se non avranno più soldi per mangiare? Certo, certo, le misure prese dal Governo sono necessarie, ci mancherebbe. Ma se le disposizioni dovessero protrarsi a lungo non lo so a cosa andremo incontro. La prima avvisaglia l’abbiamo avuta con la rivolta dei carcerati nelle carceri italiane. Ci sono stati incendi, devastazioni e anche morti. Ora se ci sono tante famiglie che non hanno più soldi per fare la spesa quello che è accaduto nelle carceri potrebbe accadere nelle città, nei paesi, nelle strade, nei negozi, nei supermercati. Quando la gente è disperata, che non ha nulla da mangiare e da perdere, può fare di tutto, possiamo aspettarci di tutto: rivolte, incendi, scontri, saccheggi. La gente sarà costretta a delinquere per sopravvivere. Siamo attrezzati a fronteggiare una simile tragica situazione? Ora protestiamo perché mancano le mascherine. E se domani dovesse mancare il pane? Non uscite, non uscite di casa ripetono le televisioni pubbliche e private. L’emergenza corona virus richiede di stare a casa. Fino a quando? E chi una casa non ce l’ha? Molti in Italia sono senza fissa dimora, molti vivono sotto i ponti, sui marciapiedi, nelle stazioni ferroviarie e quindi non possono rispettare il decreto governativo. Per questi il Governo dovrebbe intervenire subito, la Croce Rossa, la Caritas, le varie comunità laiche e religiose da sole non ce la potrebbero mai fare. Ora distribuiscono coperte, generi alimentari e garantiscono un piatto caldo. E domani? Se le cose dovessero precipitare e il virus maledetto dovesse durare a lungo per loro sarebbe la fine.

Pubblicato in Primo Piano

comune-amantea-01Ieri pomeriggio, poco prima del Decreto del Presidente Conte, già la Commissione Straordinaria del Comune di Amantea aveva edito un avviso pubblico affisso sia alle porte dell'ente, su Corso Umberto Primo, che pubblicato on-line, sul sito del Comune di Amantea.

L'avviso recita testualmente, che a tutela degli operatori e della utenza, il Comune ha l'obbligo di limitare in via preventiva le occasioni di contagio, pertanto, si informa la popolazione che il nostro Comune ridurrà l'orario di lavoro di apertura al pubblico con le seguenti modalità, dal lunedì dalle ore 9.00 alle ore 12:30 e il mercoledì dalle ore 15:30 alle ore 18,00.

Gli utenti potranno entrare uno alla volta e dovranno mantenere un metro di distanza da ogni operatore comunale, la Polizia Municipale dovrà regolare l'accesso e la fruizione del servizio comunale.

Pubblicato in Politica

avviso importanteLago a seguito del D.P.C.M. del 9 Marzo 2020 ed in particolare all’apertura delle attività commerciali, si precisa quanto segue:

Le attività di bar e ristorazione, ivi comprese pizzerie, rosticcerie e gelaterie sono consentite dalle ore 06.00 alle ore 18.00, con obbligo a carico del gestore di garantire il rispetto delle distanze di sicurezza.

Sono consentite le attività commerciali diverse dalle precedenti a condizione che il gestore garantisca il rispetto delle distanze di sicurezza.

LA CHIUSURA NON È DISPOSTA PER FARMACIE, PARAFARMACIE E PUNTI VENDITA DI GENERI ALIMENTARI,  il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto delle distanze di sicurezza.

La violazione di tali obblighi comporterà la sospensione dell’attività.

Pubblicato in Cronaca

amanteaSono tante le cose di cui Amantea ha bisogno e che si spera la Befana abbia lasciato nella calza o , meglio, nelle calze. In primis la casa della salute. Quella che la gente di Amantea, Aiello, cleto, serra , San Pietro, Lago, Belmonte e longobardi attendono inutilmente da anni. Da anni ed in silenzio. Già , ma perché questo silenzio? Perché i sindaci stanno zitti? Non hanno compreso la utilità della casa della salute? Hanno paura di osare lamentarsi? E soprattutto perché la comunità dell'ex distretto amanteano non grida contro chi la lascia con una sanità formale e la costringe ad impossibili tempi di attesa ed a forti spese per recarsi fuori territorio per curarsi? Queste elezioni regionali davvero cambieranno le cose? Ed Amantea capirà di dover votare chi se ne è curata e se ne curerà? Qualcuno dei candidati e dei rappresentanti politici assumerà impegni per dare al territorio la casa della salute? Amantea deve saper votare chi le vuole bene!

Pubblicato in Politica

Poliambulatorio-694x432Il sottoscritto, in qualità di Sindaco del Comune di Lago (CS), intende manifestare tutta la propria preoccupazione per la grave situazione del polo ambulatoriale dell’ASP di Cosenza con sede in Amantea (Cs). Tale polo sanitario, da decenni, rappresenta l’unico punto di riferimento per decine di migliaia di pazienti che vivono sull’ampio territorio, da San Lucido a Falerna, con relativo entroterra .

Dati alla mano, si tratta di una efficiente macchina sanitaria con un laboratorio di analisi che con conta una media di 80 prelievi giornalieri, una mole notevole di prestazioni specialistiche, con prenotazioni a gittata semestrale, ed un apparato amministrativo composto da decine di dipendenti che, in condizioni spesso precarie, garantiscono assistenza e servizi puntuali ed efficienti.

Ciò nonostante, tale essenziale baluardo radicato sul territorio a tutela della salute della comunità da me rappresentata nonché di altre decine di Comunità locali, è, da anni abbandonato a se stesso.

La direzione del laboratorio di analisi, da anni, sconta un organico sottodimensionato, con richieste inascoltate di unità operative tecniche e specialistiche aggiuntive, con specialisti disposti a trasferirsi sul Polo Amanteano, ma lasciati, costantemente senza i necessari nulla osta da parte delle competenti istituzioni regionali, e con tecnici condivisi con altre strutture sanitarie pubbliche;

Ciò ha determinato e continua e determinare ritardi e disfunzioni, con pazienti costretti ad attendere tempi biblici per le visite specialistiche, a fronte, come detto, di una rilevante mole di richieste prestazionali.

Ad oggi, nel reparto radiologia, si dispone di una unità medica autorizzata a fornire le proprie prestazioni con cadenza quindicinale e pazienti costretti ad aspettare un referto per altrettanti quindici giorni a fronte di necessità diagnostiche, spesso, di carattere emergenziale.

Non bastasse quanto esposto, si sta aggiungendo la grave problematica della mancata programmazione della naturale, quanto indispensabile, sostituzione di chi dopo anni di servizio e sacrificio, giunge al collocamento a riposo.

E’ il caso del direttore del laboratorio di analisi dott. Innamorato, che, prossimo al collocamento a riposo, sta vivendo un momento di grande difficoltà personale e delusione professionale, di fronte alla mancata individuazione di un sostituto che possa dare continuità al funzionamento di una struttura tanto delicata, quanto complessa ed essenziale per la collettività assistita.

La grave, quanto fondata, preoccupazione di chi scrive è che i propri concittadini e tutta l’utenza coinvolta, possano, a breve, rimanere senza quell’essenziale centro di assistenza sanitaria pubblica fino ad oggi rappresentato dal polo sanitario amanteano.

Come Sindaco, invito tutti i miei colleghi dell’Ufficio del piano a fissare un programma operativo di incontri e confronti, volto ad interfacciarsi con tutte le autorità competenti, onde poter addivenire ad una soluzione condivisa e definitiva che non solo assicuri la permanenza del polo sanitario amanteano ma, viepiù, ne garantisca il potenziamento in termini di risorse umane e strumentali.

E’ una assoluta emergenza che non ha alcun colore politico ma ha, di certo, quello della solidarietà sociale e della prioritaria necessità di andare oltre calcoli ed interessi, per assicurare il primario obiettivo della sanità pubblica.

La chiusura o l’ulteriore depotenziamento del polo asp di Amantea, sarebbe un vero e proprio fallimento dell’apparato amministrativo pubblico che noi tutti rappresentiamo ed una grave sconfitta per chiunque creda nelle istituzioni pubbliche e nella loro mission fondamentale, ossia quella di tutelare tutti i diritti dei cittadini, in particolare, quello alla salute.

Già la Calabria, sconta, un tasso di emigrazione sanitaria volontaria tra i primi al mondo, pertanto, è fondamentale agire affinché i nostri concittadini non diventino veri e propri nomadi della salute.

Gli faremmo un altro grave torto in aggiunta a quelli che gli abbiamo già fatto in anni di mala amministrazione regionale.

Con Cordialità                                                Il Sindaco

Enzo Scanga

Pubblicato in Primo Piano

Non ne “incarra” una il nostro governatore!

La Corte Costituzionale boccia per la seconda volta un ricorso della Regione Calabria sul decreto sulla sanità.

“Quando una Regione viola gravemente e sistematicamente gli obblighi derivanti dai principi della finanza pubblica, come nel caso che conduce alla nomina del commissario ad acta, allora essa patisce una contrazione della propria sfera di autonomia, a favore di misure adottate per sanzionare tali inadempimenti da parte dello Stato” chiariscono i giudici.

E ancora “L’introduzione di una disciplina temporanea, avente come unico destinatario la Regione Calabria, non costituisce, dunque, un intervento discriminatorio, ma ha la finalità di realizzare un necessario riallineamento della gestione della sanità locale rispetto agli standard finanziari e funzionali operanti per la generalità degli enti regionali”.

In poche parole hanno portato la sanità calabrese nel baratro e invece di chiedere scusa per questo disastro e sparire dall’agone politico, hanno anche il coraggio di buttar via altri soldi dei cittadini in inutili ricorsi.

Adesso dobbiamo velocizzare le cose per far funzionare l’unico strumento in grado di risollevare la sanità calabrese.

Deputato Alessandro Melicchio (M5s)

Pubblicato in Calabria
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