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grotta desideriLa GDD Fashion Week conferma tutti gli appuntamenti annunciati. 

Dal 24 al 27 agosto 2020, con un lieve cambio di date rispetto alle edizioni precedenti, sull’evento di arte, moda e cultura che dal 2005 contribuisce in maniera sempre più incisiva allo sviluppo del made in Italy, si alzerà nuovamente il sipario.

LOCATION D’ECCEZIONE RICONFERMATO IL PARCO DELLA GROTTA DI AMANTEA (CS), MA SOPRATTUTTO ALL’ATTIVO CI SARÀ UN PIANO DI PREVENZIONE E SICUREZZA CHE CONSENTIRÀ DI OSSERVARE LA NUOVA LINFA DELLA MODA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE SENZA ALCUN TIPO DI PROBLEMA.

Si tratta dello stesso evento che, nell’immediatezza dell’emergenza, si è mobilitato donando circa 1800 mascherine “handmade” ad enti ed organizzazioni in tutta Italia (400 alla Protezione civile di Amantea; 200 alla Protezione civile di Rossano; 200 all’ospedale di Ragusa; 50 alla Prefettura di Como e cosi via), tutte donazioni documentate ed eseguite. 

Si tratta dello stesso evento che ha ricevuto, per i valori culturali presentati, importanti riconoscimenti e ben due delibere di istituzionalizzazione da parte del Comune.

Sono due le fasi che hanno segnato e caratterizzeranno l’edizione 2020: la Fase Preview si è già svolta completamente a Roma, con tre diverse serate di selezione nei luoghi che celebrano l’arte contemporanea nella capitale. 

Al termine di ogni serata è stato decretato un designer che ha avuto acceso direttamente alla fase finale senza ulteriori selezioni.

RESTA INVECE ANCORATA IN CALABRIA LA FASE FINALE CON TRE SERATE CHE TRASFORMERANNO AMANTEA IN UN’AGORA CREATIVO DEDICATO AL FASCINO E ALLA BELLEZZA.

Ampio e diversificato il sistema di premiazione. Per lo stilista primo classificato una borsa in denaro di euro 2.000. Saranno tre gli stilisti selezionati dal magazine “La Mia Boutique” per la realizzazione di uno speciale redazionale (intervista + shooting) che verrà poi successivamente pubblicato. Uno stilista, infine, si aggiudicherà il premio Never Tee Stop che consentirà ad uno dei concorrenti la possibilità di trasformare in pratica un proprio progetto ideativo.

SELEZIONATI I 20 STILISTI IN GARA CHE PRENDERANNO PARTE ALL’EVENTO,

Alice Fruendi (Toscana), Anna Daverio (Veneto), Asia Porena (Lazio), Arellano Vela Estrella Brigitte (Umbria), Camilla Pane (Campania), Daniele Colasante (Campania) Nataliia yavorska (Lazio), Francesca Vitale (Friuli Venezia Giulia), Gaia Proietti (Lazio), Giorgia Cicatiello (Lazio), Giulia Sogna (Lazio), Laura Frigerio (Lombardia), Laura Giusti (Lazio), Martina Salvetti (Toscana), Massimo Jr Facchini (Emilia Romagna), Michela Papaianni (Calabria), Noor El Qarra (Lombardia), Sharon Loritto (Piemonte), Silvia Pompei (Emilia Romagna), Valentina Poltronieri (Lombardia).

PULIZIA 2020Tra gli elementi che impattano in modo significativo sulla qualità della vita e delle persone c'è senza dubbio la pulizia del luogo in cui si vive che, come sappiamo, gioca un ruolo fondamentale ed irrinunciabile per assicurare la salubrità dei nostri ambienti di vita quotidiana.

Questa è la città che ci piace e questa è la cittadinanza attiva che ci invidiano.

Una manciata di volontari e commercianti che hanno spontaneamente ripulito la piazzetta degli emigranti su via Margherita e la discesa di "pantalia" in pieno centro storico cittadino, un modo per farci sentire più vicini alla nostra città che ha bisogno delle cure e delle attenzioni dei suoi abitanti.

Nessuna iniziativa accompagnata da gonfaloni o scatti di selfie posti su Facebook, le persone coinvolte sono state fotografate dai passanti incuriositi da quelle persone con scarpe di ginnastica e ciabatte intente nella pulizia di quelle arie, inaugurando così una buona pratica che si spera possa allargarsi a macchia d'olio su tutta la città interessando così altre aree del territorio, pensiamo alla spiaggia, e soprattutto sperando in una moltiplicazione alla partecipazione della cittadinanza.

E' stata una bella giornata di cittadinanza attiva, giornante come queste però testimoniano che la coscienza ambientale sta crescendo e che c'è voglia di attenzione e di rispetto per il nostro ambiente e per la nostra città.

“L’inciviltà si combatte con la civiltà.

Questi gesti sull’ambiente, genereranno o hanno generato comportamenti attivi e positivi in grado di combattere il degrado urbano, purtroppo l'Ente Comune si sá è in grande difficoltà.

Sensibilizzare la comunità tutta alla cura e alla tutela dell’ambiente comune è una delle più difficili missioni, ma non dobbiamo mai mollare.

Potremmo continuare l'articolo menzionando le persone che si sono prodigate alla pulizia delle due arie, ma riteniamo che questo gesto non abbia bisogno di nomi e cognomi, possiamo solo affermare che coloro che hanno attivamente ripulito questi luoghi hanno la stima e rispetto di tutta la città.

arnevale prologoDal mese di gennaio una cinquantina di ragazzi lavora intensamente per la tradizionale manifestazione, dimostrandoci che Amantea é fatta soprattutto da persone perbene, che si mettono in gioco dando prova di una vitale determinazione.

Il loro spirito combattivo e i valori che ci dimostrano sono L orgoglio di un’ intera comunità.

Lo crediamo anche noi così tanto che ieri siamo andati a dirglielo di persona offrendo loro la cena.

Com’è noto quest’anno, per varie vicissitudini e numerosi ostacoli frapposti in politica, amministrativi e forza lavoro mancante, il comitato G. Brusco pareva dovesse rinunciare alle sfilate.

Poi la determinazione e la fermezza di quest ultimo, del presidente Colla, insieme all’ associazione dei commercianti Viviamantea unita alla generosità del consorzio Isca Hotels, ha spazzato via questa ipotesi mettendo in moto la macchina della collaborazione al supporto dei carristi, gli unici BIG del carnevale!

È questo  l’ingrediente principale, il vero cardine attorno al quale gira la motivazione che ci ha portati a far visita ai ragazzi e a dargli  manforte per sostenere quello che di meraviglioso stanno facendo;  

noi prendiamo esempio dal loro  entusiasmo!

Ps: fino a sabato se vorrete offrire loro la cena fareste un piccolo gesto ma con un importante significato: una concreta riconoscenza verso coloro i quali stanno donando giorno dopo giorno, L essenza più importante di ognuno di noi, IL TEMPO.

carro01In un Amantea ancora in confusione, in coma,  dove si aspettano uno o più commissari, c'è un gruppo di ragazzi che di giorno e di notte si aiutano l'uno con l'altro per realizzare dei carri di Carnevale.

Il carnevale è alle porte e non so se i ragazzi riusciranno a completare l'opera iniziata, ma la straordinaria capacità e caparbietà rendono fiero un intero paese.

Dovremmo tutti imparare da questi ragazzi che con poco, col frutto di fantasia e di forza di volontà, stanno cercando di non far perdere quella tradizione carnevalesca che per anni ha fatto gonfiare il petto ad ogni amanteano.

Invito ogni padre e ogni madre, ogni fratello ed ogni sorella a passare da questi ragazzi magari a portare un paio di pizze o una bottiglia d'acqua o anche una coca-cola, ad ammirare ciò che questi ragazzi da niente stanno cercando di costruire. Questi nostri figli e fratelli hanno bisogno del sostegno di ognuno di noi, ma non solo a parole ma anche con i fatti. 

Amantea è anche questo.

Per la cronaca i carri saranno 4 di seguito elencati.

- The End of the world - realizzato dai bravi ragazzi

- Discoteca volante - realizzato dagli sgarrati

- Giova beach party - realizzato dai senza una lira

- Voca voca sia  - realizzato dal gruppo emigrates

 una vita in vacanza 01Con grande amarezza dobbiamo ammettere che nel 2020 ci troviamo ancora nelle condizioni di dovere

scrivere al Presidente della provincia di Vibo Valentia per reclamare un diritto che dovrebbe essere ormai

acquisito da tempo: quello di una rete viaria dignitosa.

Come è possibile non rendersi conto dell’attività autolesionista che si continua a perpetrare non cercando

di trovare una soluzione stabile e sostenibile al rifacimento, prima, e manutenzione, poi, di una delle arterie

stradali di maggiore importanza per l’economia della Provincia di Vibo Valentia?

Com’è possibile che in oltre due anni di mandato non si sia riuscito, con l’aiuto dei Comuni che, nessuno

escluso, condividono con la Provincia la scarsa visione strategica d’insieme e la totale mancanza di capacità

a collaborare, a riqualificare la strategica SS522, e le sue varie diramazioni SP di competenza provinciale,

che rappresenta la porta d’ingresso e d’uscita della Costa degli Dei?

Come Associazione Albergatori Vibo Valentia non possiamo più accettare nel silenzio un tale atteggiamento

ed incapacità. Capendo benissimo le difficoltà che l’Ente provinciale presenta, abbiamo adottato sin dal

principio un atteggiamento propositivo mettendo a disposizione tutte le nostre risorse e peso associativo

nel caso l’Ente avesse voluto condividere con noi una strategia seria d’azione.

Purtroppo ci troviamo a constatare che nulla è avvenuto da due anni a questa parte ed è dunque nostro

dovere morale denunciare il degrado amministrativo che così tanto male porta al nostro territorio, alle

aziende che ci operano ed alla società nel suo insieme come diretta ricaduta.

Quello che ci stupisce è l’atteggiamento di totale disinteresse, almeno apparente, verso la situazione

disastrosa della SS522 da parte dei Comuni costieri, Pizzo, Vibo, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea,

Ricadi, i quali sembrano quasi non essere toccati dalla problematica. Troviamo davvero inconcepibile la

mancanza di perseveranza nel pretendere risposte concrete dalla Provincia, e l’assenza di volontà di

affrontare il problema in maniera unita e propositiva.

Com’è possibile che non ci sia la capacità da parte delle amministrazioni a trovare una soluzione comune o,

perlomeno, affrontare concordemente la problematica? Si continua a persistere nella convinzione,

dannosa, anacronistica e a forte trazione meridionale, che ognuno fa meglio per sé. Abbiamo l’impressione

che persista un senso di invidia misto a diffidenza che regola i rapporti tra enti locali e che dunque ognuno

cerchi di crearsi consenso nel suo piccolo anziché costruire in sinergia una visione di lungo periodo che porti

alla risoluzione di problematiche che per definizione sono comuni a tutti.

Incredibile e surreale è, inoltre, l’atteggiamento dei parlamentari eletti nella nostra circoscrizione i quali

sembrano non essere assolutamente sfiorati dalle reali problematiche esistenti sul territorio.

Noi albergatori, e la cittadinanza tutta, ci aspettiamo risposte concrete. La stagione estiva è oramai alle

porte e non possiamo tollerare, dopo tutte le tasse e le imposte di soggiorno che paghiamo, che il settore

pubblico non abbia neanche la capacità di occuparsi della manutenzione e pulizia dell’arteria stradale

principale di una delle località di maggior pregio turistico del Sud Italia.

Associazione Albergatori Vibo Valentia Viale Giuseppe Berto Snc Ricadi (VV) 89866

A tal proposito abbiamo richiesto un incontro urgente al Prefetto di Vibo Valentia, dottor. Francesco Zito,

per la convocazione di un tavolo tecnico al quale siano presenti il Presidente della Provincia ed i sindaci dei

comuni interessati in maniera da illustrare a noi albergatori le loro intenzioni per la risoluzione della

problematica.

Pubblicato in Calabria

carceroRisposta scritta su facebook dal sindaco Mario Pizzino

I comuni indicati nella graduatoria approvata in modo definitivo sono già beneficiari di un importo di circa 300.000,00 euro ciascuno per un totale di euro 100.000.000,00. L'importo invece riportato  è relativo all'importo massimo richiesto da ogni ente locale utilmente collocato.

Quindi Amantea non è fuori, ma utilmente inserita. A tal proposito si è proceduto a redigere un progetto stralcio riferito ad un lotto funzionale del nostro Centro storico ed ad inviarlo al Dipartimento Regionale competente. Di ciò ringrazio il presidente della Commissione Consiliare  permanente Lavori Pubblici,  nonché delegato al Centro Storico Arch.Vairo ed il Responsabile del Settore Urbanistica e LL.PP. ing.Stellato per l'impegno profuso ed il finanziamento ottenuto.

Pubblicato in Primo Piano

temesa20Un punto fisso del mio assessorato é stato ed è temesa. La temesa della storia di Amantea. La temesa ancora tutta da scoprire. Quella da mostrare al mondo intero. Ed ecco la buona notizia della quale ringrazio l'ingegnere stellato. Stellato ha adottato la determina n 19 del 9 gennaio con la quale é stato chiesto il parere di congruità sul prezzo definito per la acquisizione del terreno nel quale saranno condotti i nuovi scavi archeologici. Siamo tutti certi che sotto pochi centimetri di terra c'è la antica tempsa romana di Livio. Una ricchezza da portare alla luce e da porgere alla cultura ed alla storia. Mi è difficile dimenticare il porto di tempsa che c'era nei pressi. Ad maiora Amantea. Concetta Veltri

Pubblicato in Campora San Giovanni

Una delle notizie più belle venute fuori durante l’ incontro sul turismo tra l’amministrazione comunale ( presenti il sindaco Mario Pizzino, l’assessore al turismo Concetta Veltri e l’assessore al bilancio Rocco Giusta) e le organizzazioni socio-culturali ed economiche locali è stata quella del “recupero” agli amanteani del regio castello.

Ci aveva provato il sindaco La Rupa ma la vicenda è finita in tribunale.

 

E così il castello, o meglio i suoi ruderi, sono sempre là, sempre più cadenti.

Ed il regio castello lentamente, ma irreversibilmente muore.

Probabilmente cadrà sul centro storico sottostante danneggiando case, forse uccidendo persone.

Certamente morirà la sua storia.

Una cosa è certa ed è quella che si tratta di un bene che appartiene alla storia di Amantea e degli amanteani e che proprio per questo non è giusto che muoia

Un’altra cosa certa è che se questa struttura non apparterrà al Comune non sarà possibile chiedere ed ottenere finanziamenti pubblici per il suo ripristino e per la sua messa in sicurezza.

Una cosa, poi, non abbiamo capito ed accettato e cioè che si intendesse approfittare dell’esproprio dei ruderi del castello per acquisire anche la piana del castello medesimo.

Una scelta che è stata alla base della causa, poi persa dal comune.

Speriamo che il sindaco Pizzino si limiti ad acquisire la torre ed il castello e non anche la piana, lasciando. questa, eventualmente, ad altra occasione.

Voci attendibili ci parlano di altre possibili azioni giudiziarie,

Una cosa inaccettabile è che il castello di Amantea è ascritto tra i 20 più bei castelli della Calabria ma è l’unico in queste vergognose condizioni di abbandono

Provate a leggere:

Regio Castello di Amantea

Il castello di Amantea (già Regio castello di Amantea) è situato nell’omonima città, in provincia di Cosenza, nel basso Tirreno cosentino.

A dominio della strada costiera e della via per Cosenza che corre lungo la valle del fiume Catocastro, fu in passato un’importante piazzaforte sotto i bizantini, gli arabi, i normanni, gli svevi, gli angioini e gli aragonesi.

Fu risistemato nel periodo viceregnale e sotto i Borbone, ma subì gravi danni durante i terremoti del 1638 e del 1783; fu lasciato in stato abbandono dopo il disastroso assedio del 1806-1807 subito da parte delle truppe napoleoniche.

Attualmente il castello è in rovina, e l’accesso ai resti sul colle che domina la città risulta piuttosto faticoso.

Nel 2008, la proprietà dell’area è stata acquistata dal Comune di Amantea. (NON E’ VERO)

La città vecchia di Lampeteia o Clampetia fu spazzata via da un maremoto del 365 e venne poi ricostruita sotto il nome di Nepetia (“nuova città” o “nuovo accampamento” in greco).  Nepetia fu occupata dai bizantini e dopo il 553 fu sede di un governatorato militare e di una piazzaforte sui confini settentrionali del thema di Calabria.

Furono dunque i bizantini i primi a fortificare il sito dell’attuale Amantea: tuttavia, il nome attuale venne alla città dalla dominazione araba. Nell’846 infatti Nepetia venne conquistata dagli arabi di Sicilia e ribattezzata “Al-Mantiah”, “la rocca”. I Normanni conquistarono Amantea nel 1060-1061, scacciandone una volta per tutte i bizantini. Nel 1094 la diocesi di Amantea venne aggregata a quella di Tropea, nel quadro della latinizzazione dei culti nell’Italia meridionale voluta dal papato e dai sovrani normanni. Durante la dominazione normanna Amantea decadde, rimpiazzata come importante centro di controllo del territorio dalla vicina Aiello Calabro. Sotto la dominazione sveva il castello venne rafforzato, nell’ambito del piano del ripopolamento delle zone costiere voluto da Federico II. In virtù del buon governo svevo, Amantea ed altri castelli della zona resistettero tenacemente al nuovo sovrano di origine francese Carlo I d’Angiò: questi inviò il conte di Catanzaro Pietro Ruffo a riconquistare la città, che resistette alle preponderanti forze angioine per tutto il mese di maggio del 1269, prima di capitolare alla metà di giugno di quello stesso anno. I ribelli furono quasi tutti puniti atrocemente. Amantea fu al centro delle vicende della cosiddetta “guerra dei novant’anni” tra Angiò ed Aragona per il possesso del Regno di Napoli e Sicilia, seguita al casus belli dei Vespri siciliani. La popolazione amanteota era di tendenza aragonese; il castello, difeso da duecento uomini e ben provvisto di viveri dai castellani di fede angioina, fu assediato dalla flotta e dall’esercito aragonese nel 1288, e capitolò a patti onorevoli. Il castello tornò agli Angiò in forza della pace di Caltabellotta del 1302: dopo un periodo di ritorsioni contro gli amanteoti per la loro fede aragonese, la città ottenne dagli ultimi sovrani angioini-durazzeschi importanti esenzioni e privilegi che portarono un aumento di popolazione. Sotto gli aragonesi, la castellania venne affidata alla famiglia Carafa, duchi di Maddaloni. Nel 1600 e 1700 fu colpito da vari terremoti ma fu sempre ricostruito. Durante i fatti della Repubblica Napoletana (1799), Amantea si consegnò spontaneamente ai giacobini: la popolazione di fatto disarmò la guarnigione del castello, e piantò l’albero della libertà, guidata da Ridolfo Mirabelli, capo della piazza nel breve periodo rivoluzionario. Infatti dopo neppure un mese sopraggiunsero i sanfedisti guidati dal cardinale Fabrizio Ruffo, che vennero rapidamente a capo del tentativo di resistenza giacobino. Fu invece con l’invasione napoleonica che il castello di Amantea ebbe il suo ultimo momento di gloria. All’interno delle mura cittadine i “capimassa” borbonici iniziarono ad organizzare la resistenza all’imminente contrattacco in forze dei francesi, analogamente a quanto si stava facendo nei paesi vicini. In quelle settimane all’interno dei paesi calabresi furono perpetuati delitti e violenze contro giacobini o presunti tali, spesso solo nemici personali dei borbonici al comando in quel momento. Ad ogni modo, l’attacco francese principale iniziò il 5 dicembre 1806: le forze assedianti ammontavano a 5000 uomini con un reparto d’artiglieria comandati dai generali Guillaume Philibert DuhesmeJean ReynierJean-Antoine Verdier e dal tenente colonnello di origine amanteota Luigi Amato. I borbonici assediati ammontavano a qualche centinaio, dotati di 12 bocche da fuoco in tutto, e capitanati da Ridolfo Mirabelli, che alla fine dell’assedio sarà decorato con il grado di tenente colonnello dal re Ferdinando IV di Borbone. La piazza di Amantea resistette strenuamente fino al 7 febbraio 1807, quando Mirabelli e Reynier firmarono una capitolazione onorevole. Dopo l’Unità d’Italia (1861), l’area del castello venne assegnata dal demanio militare al 5º Corpo d’Armata, ed in seguito ad un ente assistenziale napoletano. Negli anni settanta, con il progressivo ridimensionamento di questi enti in vista del loro scioglimento, l’area fu messa in vendita. Così il castello nel 1974 fu acquistato dalla famiglia Folino. Il Comune di Amantea lo ha rilevato nel 2008. Il castello occupa un plateaux con bella visuale sia sul piccolo golfo del fiume Oliva sul mar Tirreno (e nei giorni di tramontana è possibile vedere addirittura l’isola di Stromboli e Pizzo), sia sulla valle del fiume Catocastro, inoltrandosi attraverso la quale si arriva a Cosenza lungo l’antico tracciato della via Popilia. Probabilmente fu in età normanna e sveva che venne fortificata pesantemente la parte meridionale del colle, decentrata rispetto all’abitato ma rivolta verso gli obiettivi che interessava tenere sotto controllo in quell’epoca, ossia le vie di comunicazione tra la costa e l’interno. La torre mastia ovoidale rivolta a nord-ovest, detta di San Nicola, fu realizzata in età angioina, a giudicare dallo stemma recante i gigli di Francia che vi rimane sopra; e pure in età angioina, pare sotto il regno di Giovanna I d’Angiò, fu costruita la torre circolare con vista mare, isolata dal complesso propriamente fortificato. In età aragonese le mura furono abbassate ma rinforzate in spessore, fu costruito un rivellino d’accesso sul lato orientale (oggi completamente crollato) e realizzato uno spalto che precedeva il fossato in tutta la sua lunghezza. Oggi è quasi interamente conservato il grande bastione rivolto a sud, a scarpa con rodendone, poggiante sulla viva roccia della rupe, già di per sé formidabile difesa. Oggi restano davvero pochi avanzi degli ambienti interni del castello, perciò è possibile saperne qualcosa di più solo scorrendo le planimetrie e le vedute settecentesche. Questo grande quadrilatero era tutto circondato da un fossato, già invaso da erbacce nel Settecento, ed ancora oggi esistente: in particolare, rimane la parte in muratura dell’accesso secondario al castello, sul lato settentrionale. Il ponte levatoio è andato distrutto. Oltre il fossato, il resto dell’altopiano era circondato da un muretto diroccato già nel Settecento, che formava una sorta di “cittadella” o “avanzata” concepita per intrappolare il nemico che fosse riuscito a penetrarvi. Al castello è possibile salire da almeno quattro sentieri, piuttosto difficoltosi: uno parte dalla Strada Tirrena poco prima della confluenza con corso Umberto I, un altro incomincia a destra della chiesa del Carmine in corso Umberto I, un terzo (Salita San Francesco) si sviluppa dall’antica porta urbica fino a toccare anche le rovine del complesso francescano sottostanti la torre angioina, un quarto infine parte dalla chiesa del Collegio (a cui sono annesse le imponenti rovine dell’ex-collegio gesuitico).

Da I 20 Castelli Più Belli Della Calabria Di alfymiticus83

 

Pubblicato in Politica

Nei giorni scorsi si è svolto nella sala consiliare un importante ed interessante incontro tra l’amministrazione comunale e le associazioni locali.

Tema principale il turismo, anche se- a latere- si è parlato di tanto altro.

Ospite ingombrante ed assolutamente non gradito il dissesto

 

 

 

 

Quel dissesto che nessuno vuol davvero sapere chi abbia portato in città, o-se volete- chi abbia provocato, più o meno consapevolmente, anche se tutti sappiamo( solo gli imbecilli fanno finta di non saperlo) che dovrà essere interamente pagato( e che stiamo già pagando), che qualcuno pagherà direttamente-i creditori-, e che tutti sperano sia pagato- almeno in parte- da chi lo ha determinato.

Quel dissesto che spegne le aspettative ed i sogni di chi vorrebbe una città migliore e servizi più confacenti ad una vera città.

Distinte e distanti le posizioni emerse, più o meno rappresentative di bisogni o od aspettative, individuali, categoriali, associative o collettive

Anche se –ci è parso, almeno- che il problema principale è stato ed è quello della identificazione del Turismo come elemento di sviluppo culturale ed economico di Amantea.

Diverse le contestazioni che hanno coinvolto attraverso le Feste Patronali le stesse scelte politiche, oggetto di riflessioni.

Scelte solo in parte difese dagli amministratori.

Solo l’assessore Concetta Veltri ha ribadito che per due anni si è riusciti ad organizzare la stagione estiva grazie alla intensa collaborazione delle associazioni locali che si sono prestate gratuitamente ad offrire i propri spettacoli a cittadini ed ospiti della città.

Da qui il sentito grazie che ancora una volta l’amministrazione ed in primis l’assessore Veltri hanno voluto porgere a chi ha offerto le proprie espressioni artistiche e culturali alla città.

E che l’amministrazione ed in particolare l’assessore al turismo avessero ben altri obiettivi è stato dimostrato dalla straordinaria stagione appena trascorsa che ha visto importanti iniziative ed apprezzati spettacoli che hanno attratto migliaia e migliaia di presenze nella città, comprese le feste patronali e le notti bianche.

Eventi che sono stati resi possibili da rimesse finanziarie straordinarie e che l’amministrazione ha inteso utilizzare a tali fini.

Rimesse non di bilancio dunque.

Rimesse si teme non ripetitive.

Per questo l’assessore Veltri, il Sindaco Pizzino e l’Assessore Giusta hanno voluto questo partecipato incontro teso a dare le anzidette chiarezze ed a sollecitare le migliori e più intense collaborazioni per la stagione 2020.

A cominciare dal Carnevale di Amantea che occorre riprendere alla grande.

Gli appassionati interventi dei politici, ed in primis di Concetta Veltri, hanno voluto ribadire che anche per il futuro continuerà da parte dell’amministrazione la collaborazione resa possibile dal temuto dissesto finanziario, sempre sperando che la situazione non peggiori.

Resta ferma, comunque, da un lato la volontà dei politici presenti e dall’altro quella delle associazioni che comprendendo la gravità della situazione finanziaria dell’ente sapranno porgere alla città ed ai turisti il “volto della vera Amantea”.

Un primo incontro positivo al quale ne seguiranno altri hanno assicurato i politici locali.

Pubblicato in Primo Piano

Riceviamo e pubblichiamo le seguenti riflessioni per lo sviluppo del turismo

“Alla luce dell'evento annunciato dall'assessore Veltri, che pare sai stata ispirata da altro assessore al quale avevo comunicato intenzione come attivista politico del movimento di cui faccio parte, di un confronto sul tema, la cosa non puo che farmi piacere , ed invio qualche personale riflessione, sperando che sia base per aprire il discorso turismo con benaltri risultati di quelli trascorsi, sopratutto non solo dei mesi di luglio/ agosto.

 

 

Il turismo è un motore importante per l’economia nazionale, regionale e locale, ed è sicuramente fondamentale se non addirittura l'unica risorsa disponibile in questo momento storico.

Ma di quale turismo parliamo?

Per parlare di turismo, in questo caso del turismo amanteano, io partirei da una disanima, a strati e sotto strati, il tutto per poter meglio strutturare un progetto futuro che garantisca impegno, volontà, obiettivi da raggiungere e risultati finali. Basta approssimazione!

1-     Analisi delle potenzialità del territorio.

2-     Metodica di intercettazione dei flussi turistici.

3-     Operatività da affidare in base a delle competenze.

4-     Modelli di sviluppo e di progettazione di impronta turistica con adattabilità al nostro territorio.

Di fondamentale importanza è il punto 1 e quello da cui partire.

Uno studio approfondito di tutte le variabili e le costanti che sono espressione del territorio. Questo studio deve far emergere gli attrattori di maggiore interesse per il turista. Le nostre tipicità da far venire fuori con momenti esperenziali coinvolgenti; gestione del territorio; preparazione funzionale e logistica dei luoghi; tutela e salvaguardia dell'ambiente; valorizzazione degli interscambi culturali con forti riferimenti alle tradizioni locali.

Il punto 2 riguarderà un piano di divulgazione promozionale tenendo conto del target di riferimento al quale riferirsi; degli approcci mirati di collegamento alla viabilità e ai servizi di trasporto pubblico turistico e realisticamente realizzabili; organizzare partecipazioni ad eventi promozionali con una comunicative efficace e di impatto.

Il punto 3 dovrà essere una vigorosa gestione organizzativa supportata da esperti del settore con obiettivi ben chiari, mirati e concordati con le altre figure del sistema operativo del turismo locale.

Il punto 4 va a vedere quali esempi virtuosi in materia , esempi pratici da cui prendere spunto ed adattare .

Di punti ce ne potrebbero essere anche altri, ma sicuramente un avvio di un confronto puo' essere solo utile.

Gianni Bennardo

Pubblicato in Primo Piano
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