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Emergenza rifiuti: Comuni non pagano.

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E Calabra Maceri chiude i cancelli

La Regione Calabria non copre più le spese dei municipi, spazzatura in ‘strada’ a Cosenza

Torna l’incubo dei rifiuti in strada.

I camion colmi di spazzatura non potranno conferire nell’impianto di Calabria Maceri a Rende.

 

 

 

La famiglia Pellegrino che gestisce il sito in cui viene trattato il residuo della raccolta differenziata prima di finire in discarica, ha chiuso i cancelli ai Comuni morosi.

Tra questi il più popoloso è Cosenza.

La Regione Calabria, per ora, non ha intenzione di coprire gli otto milioni di euro di debito che complessivamente hanno maturato i 150 Comuni della provincia di Cosenza, mentre si attende l’incontro con i gestori degli impianti per sbloccare la situazione.

Intanto l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, coadiuvata dalla dirigente generale del Dipartimento Orsola Reillo, ieri ha incontrato i rappresentanti dell’ufficio di presidenza della Comunità d’Ambito rifiuti di Cosenza.

L’incontro, che si è svolto nella sede dell’assessorato a Catanzaro, è stato chiesto dal sindaco di Rende Marcello Manna, in qualità di presidente della Comunità d’Ambito di Cosenza, a seguito della nota del 7 ottobre scorso con cui la Regione ha comunicato la decadenza della delega conferita dalla Comunità d’Ambito all’ente regionale per la gestione dei contratti relativi al servizio di trattamento dei rifiuti urbani.

L’assessore Rizzo, è scritto in una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale, dopo aver ascoltato le istanze dell’Ato, ha ripercorso la nota vicenda che ha portato alla decadenza della delega. “Dal primo gennaio 2019 – ha ricordato – dopo vari differimenti disposti dalla normativa regionale, i Comuni sono subentrati nella piena titolarità dei contratti di gestione degli impianti e la Regione, in un spirito di collaborazione tra enti e su espressa richiesta del presidente dell’ANCI, ha previsto, con la legge regionale n. 5/2019, la possibilità di delegare alla Regione la funzione amministrativa relativa alla gestione di tali contratti, per continuare ad accompagnare e supportare i Comuni nel processo di subentro della competenza che è loro assegnata dalla legge dello Stato. Tutte le 5 cinque Comunità d’Ambito hanno chiesto e ottenuto questo soccorso, per cui la Regione ha anticipato il costo del servizio per i primi sei mesi dell’anno in corso e ha svolto le funzioni delegate“.

L’assessore all’Ambiente, prosegue la nota, “ha poi rimarcato il fatto che i Comuni si erano impegnati a trasferire le risorse alla Regione, per cui la stessa legge, per come concordato con le Amministrazioni comunali, prevede la decadenza della delega qualora entro il primo semestre ciascuna Comunità d’Ambito non abbia trasferito almeno l’80% dei costi del servizio”.

“Sulla scorta del mancato incasso delle somme necessarie per pagare i gestori degli impianti – ha quindi evidenziato la Rizzo – il 5 settembre scorso, la Regione ha inviato a tutte le Comunità d’Ambito e a tutti i Comuni il preavviso di decadenza e la diffida ad adempiere, poiché la somma trasferita non consentiva di raggiungere la percentuale stabilita dalla norma.

Pertanto, a seguito della diffida, i Comuni delle Comunità d’Ambito di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone hanno ottemperato e si sono messi in regola, per cui la delega è fatta salva, invece per le Comunità d’Ambito di Cosenza e di Reggio Calabria la Regione è stata costretta a comunicare la decadenza della delega“.

Manna, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, rappresentante dell’Aro Sibaritide, ed i sindaci di Rogliano Giovanni Altomare e di Carpanzano Giuseppe Vigliaturo, rappresentanti dell’Aro Presila, è scritto nella nota, “hanno espresso una forte preoccupazione per il venir meno della delega e per la comunicazione della società Calabra Maceri, gestore dell’impianto di Rende, che, sulla scorta dell’intervenuta inefficacia della delega, ritiene risolti i contratti con le amministrazioni locali inadempienti e intende sospendere il servizio per tutti in attesa dell’elenco dei Comuni morosi. L’assessore Rizzo ha condiviso la preoccupazione dei rappresentati dell’Ato Cosenza ma ha ribadito che la decadenza della delega è prevista dalla norma regionale e la Regione è nell’impossibilità di anticipare ulteriori somme”. “Nonostante i solleciti e l’ultima diffida di settembre – ha fatto presente l’assessore – a fronte di un incasso atteso di 9 milioni di euro, sono stati versati dall’Ato Cosenza meno di un milione e mezzo di euro. La legge che ha stabilito la delega è frutto di una concertazione con le Comunità d’Ambito e con l’Anci e che la Regione è sempre venuta incontro alle necessità dei Comuni e li ha supportati economicamente in questi anni. Per consentire di trasferire i costi previsti per l’anno in corso abbiamo anche offerto l’opportunità di rateizzare i debiti del 2017 e del 2018.

Con rammarico – ha concluso Rizzo – devo dire che purtroppo ora la Comunità d’Ambito deve farsi carico della gestione dei contratti”. Manna, prosegue la nota, “dopo aver preso atto che la Regione ha fatto già molto e non potrà fare altro, si è detto seriamente preoccupato per la concreta possibilità che i rifiuti rimangano per strada e ha comunque affermato che inviterà tutti i sindaci dei Comuni morosi ad una assunzione di responsabilità, facendosi personalmente carico dell’impegno di contattarli per indurli a pagare entro la fine della settimana“. “Al termine – conclude la nota – si è deciso che la questione della futura gestione a carico dell’Ato Cosenza sarà anche affrontata nella riunione della Comunità d’Ambito indetta per lunedì prossimo e, nel frattempo, Manna ha chiesto alla Regione di convocare per giovedì prossimo una riunione con i gestori per consentire almeno ai Comuni virtuosi di conferire. Infine ha sottolineato che le oggettive difficoltà economiche di molti Comuni, in dissesto o in predissesto, comporterebbero la necessità di un qualche intervento di sostegno da parte del Governo centrale”.

Qui Cosenza

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Ottobre 2019 20:53
Redazione TirrenoNews

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