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Da mercoledì 7 agosto al via il tour di agosto di Salvini.

Sabato 10 sarà la volta di Basilicata e Calabria: si parte alle 10 in spiaggia a Policoro (Matera), poi ad Amantea (Cosenza), in spiaggia fino alle 19, e alle 21 comizio a Soverato (Catanzaro).

 

 

 

Il giorno dopo Salvini si sposterà in Sicilia, ma ancora non sono state rese note le singole tappe.

Ancora da definire anche gli appuntamenti di lunedì 12 e martedì 13 agosto.

Mercoledì 14 agosto il vicepremier sarà di mattina a Genova per la commemorazione delle vittime del crollo del Ponte Morandi, nel primo anniversario della tragedia, e di sera si sposterà a La Spezia.

A Ferragosto il ministro dell'Interno sarà in Campania, a Castel Volturno (Caserta), per il Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, mentre a seguire saranno definiti altri appuntamenti nella regione.

Domenica 18 agosto tocca alla Toscana: alle 18.30 a Marina di Pietrasanta (Lucca) si terrà un incontro pubblico al Caffè de La Versiliana, e alle 20 a Massa, al Parco della Comasca, si terrà la Festa della Lega Toscana.

Pubblicato in Primo Piano

La Direzione distrettuale Antimafia ha mobilitato 200 militari per l’operazione scattata all’alba di stamattina che ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari.

 

 

 

 

 

 

A capo dell’organizzazione ci sarebbero Domenico e Carmine Procopio, referenti della cosca Procopio-Mongiardo di San Sostene

Catanzaro. Oltre 200 carabinieri della Compagnia di Soverato e del Comando Provinciale di Catanzaro, hanno eseguito stamattina un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 25 persone. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia diretta da Nicola Gratteri. I reati contestati sono quelli di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ed estorsione. Secondo le indagini la gestione del traffico di droga nella provincia di Catanzaro era appannaggio della cosca Procopio-Mongiardo di San Sostene. L’operazione “Prisoner’s tax” che ha portato a 25 ordinanze di custodia cautelare fra arresti e obblighi di dimora.

A capo dell’organizzazione ci sarebbero Domenico e Carmine Procopio, referenti della cosca Procopio-Mongiardo di San Sostene. I 25 indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dall’essere composta da più di dieci associati e da soggetti dediti all’uso di sostanze stupefacenti, nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.

L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Soverato con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Gasperina e Davoli, è stata avviata nell’estate del 2016 a seguito dell’analisi di alcune attività anti-droga eseguite nel corso di ordinari servizi di controllo del territorio.

Avrebbero permesso di documentare la gestione organizzata dell’attività di spaccio (cocaina, hashish e marijuana) da parte del sodalizio nei comuni di San Sostene, Davoli, Montepaone e Gasperina.

Il leader del gruppo era quindi Procopio che, tramite i propri adepti, manteneva costanti contatti con soggetti riconducibili alle cosche Strangio di San Luca e Gallace di Guardavalle per l’approvvigionamento di stupefacente.

È stato, inoltre, accertato l’impiego di parte dei proventi illeciti per il sostentamento di detenuti per associazione di tipo mafioso, appartenenti alla cosca, reclusi in diversi istituti penitenziari del territorio nazionale.

Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno arrestato in flagranza Saverio Spadea e Carmela Vono, trovati in possesso di oltre 160 grammi di sostanze stupefacenti, sequestrati oltre 7 chilogrammi di stupefacente di vario genere (cocaina, hashish e marijuana).

In carcere sono finiti:

Antonio Arena, 38 anni di Montepaone
Giuseppe Corapi, 36 anni di San Sostene
Carmine Procopio, 32 anni di San Sostene
Domenico Procopio, 55 anni di San Sostene
Sergio Scicchitano , 40 anni di Davoli
Domenico Spadea, 27 anni di Gasperina
Romano Ponzo, 48 anni di Soverato
Ernesto Bertucci, 39 anni di Soverato
Carmela Vono, 49 anni di Catanzaro

Ai domiciliari sono finiti:

Alessandro Aversa, 46 anni di Davoli
Matteo Arena, 26 anni di Montepaone
Giusepe Codispoti, 25 anni di San Sostene
Francesco Grande, 24 anni di Montepaone
Annamaria Gregoraci, 24 anni di Soverato
Giovanni Gregoraci, 25 anni di Soverato
Roberto Ierace, 35 anni di Montepaone
Salvatore Lioi, 33 anni di San Sostene

Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza per:

Stefano Longo, 30 anni di Soverato
Vincenzo Pacicca, 37 anni di San Sostene
Salvatore Procopio, 29 anni di San Sostene
Giuseppe Santise, 29 anni di Catanzaro
Saverio Spadea, 52 anni di Gasperina
Sergio Tassone, 27 anni di Guardavalle
Raffaele Campagna, 28 anni di Guardavalle
Marco Verdiglione, 24 anni di Stilo

Gratteri “colpisce famiglia di ‘ndrangheta che domina Soverato”

“Un’indagine importante perché colpisce una famiglia di ‘ndrangheta, quella dei Procopio, che domina sul piano criminale a Soverato e nel comprensorio di Soverato”. Così il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha definito l’operazione “Prisoners tax” con la quale i carabinieri hanno eseguito 25 provvedimenti cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dall’essere composta da più di dieci associati e da soggetti dediti all’uso di sostanze stupefacenti, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.

L’esito del blitz, che è stato condotto dai carabinieri della Compagnia di Soverato e del Comando provinciale di Catanzaro, è stato illustrato in una conferenza alla quale, oltre a Gratteri, hanno partecipato il procuratore aggiunto della Dda, Vincenzo Luberto, che ha curato l’indagine insieme al sostituto Deborah Rizza, e dai vertici territoriali dell’Arma.

“Si tratta – ha detto Gratteri – di un’inchiesta realizzata molto bene, fondata su intercettazioni incontrovertibili, quasi in chiaro. Di particolare rilievo sono gli elementi da cui emerge che la cosca Procopio-Mongiardo interagiva con le potenti cosche Gallace di Guardavalle e Nirta-Strangio di San Luca”.   Su questo aspetto si è soffermato anche il procuratore aggiunto Luberto, per il quale “un traffico di sostanze stupefacenti non si imbastisce dall’oggi al domani, ma deve avere sempre una sorta di copertura, una legittimazione e un’autorizzazione, e in questo caso arrivava da fornitori all’ingrosso di serie A, con la marijuana venduta dai Gallace e la cocaina dagli Strangio-Nirta. Inoltre – ha rilevato Luberto – il traffico di stupefacenti non era limitato solo all’ambito locale ma si estendeva anche al mercato di Avellino, segno di una leadership della ‘ndrangheta. Capace di imporre agli altri prezzi concorrenziali”.  Luberto ha poi reso noto che “la base logistica della famiglia Procopio era un bar di loro proprietà a San Sostene, che era la centrale operativa dell’organizzazione”, organizzazione che aveva tre promotori, Domenico e Carmine Procopio e Giuseppe Corapi, e poteva contare anche sulla presenza attiva di alcune donne, due delle quali colpite da provvedimenti cautelari”.

Pubblicato in Calabria

La Regione aumenta quota di cinghiali da abbattere e passa da 500 a 3400 fino a dicembre 2019.

Un miracolo nel silenzio della regione?

No!

 

 

 

 

 

Per fortuna lo ha previsto il Piano di selezione dei cinghiali sul territorio calabrese approvato dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, organo tecnico del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

La scadenza del Piano, inoltre, é stata fissata al prossimo mese di dicembre (la precedente era ad agosto).

Si tratta comunque di un palliativo rispetto alle dimensioni che ha assunto il problema dei cinghiali che causa da tempo, quotidianamente, gravi problemi economici al settore agricolo e sempre maggiori pericoli per la sicurezza delle persone e alle cose.

Nella foto un branco di cinghiali sul lungomare di Soverato

Occorre rivedere la vigente Legge Quadro 157/92, per la quale le possibilità di selezione sono molto restrittive.

Solo modificando la Legge 157 potremo finalmente aggiornare anche la Legge regionale, la 9/96, ed adeguarla alle caratteristiche della nostra regione.

Siamo certi che la regione è troppo assente sul grave problema dei cinghiali

E riteniamo sia necessario anche l’intervento dei sindaci sui quali si riversano le prime lamentele ed i problemi esposti dai contadini e dai cittadini.

La regione solo parole.

Pubblicato in Calabria

Forse è uno dei pochi del PD che difende i propri cittadini dai migranti!

CHE SINDACO!

Questi si che sono Sindaci da apprezzare e da rieleggere!

 

 

 

 

 

Soverato - Il sindaco di Soverato Ernesto Alecci è intervenuto a difesa di un cittadino minacciato con una bottiglia di vetro da un extracomunitario in evidente stato di alterazione e dopo averlo colpito e immobilizzato lo ha consegnato ai carabinieri.

Lo racconta la Gazzetta del sud. Il sindaco, eletto in una lista civica e candidato alla Camera col Pd alle scorse politiche, transitava in auto con un dipendente del Comune quanto ha visto l'extracomunitario colpire un signore al viso ed alla mano e poi prendere un bottiglia di vetro.

E' quindi intervenuto e dopo che l'aggressore ha tentato di ferirlo, forte dei suoi trascorsi pugilistici, lo ha colpito con un pugno mandandolo a terra e immobilizzandolo.

In questo frangente l'extra comunitario lo ha comunque ferito ad un braccio con il collo della bottiglia.

"Ho visto la scena mentre ero a bordo di un mezzo in compagnia di un operaio comunale - ha raccontato Alecci - e sono intervenuto per la paura che potesse utilizzare la bottiglia di vetro contro i presenti.

Gli ho chiesto di stare calmo, ma si è scagliato contro di me.

Non avevo altra scelta che colpirlo per stordirlo, l' ho spinto a terra per poi trattenerlo in questa posizione fino all' arrivo dei carabinieri.

Nel tentativo di divincolarsi mi ha ferito con il vetro che aveva ancora in mano mentre minacciava me e la mia famiglia".

Pubblicato in Reggio Calabria

Soverato. Colpito con un pugno al volto durante un controllo antidroga, un carabiniere della Compagnia di Soverato è stato ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale di Catanzaro.

Secondo la ricostruzione resa nota, il militare ha ricevuto il pugno durante il controllo di un'auto a bordo della quale è stata poi trovata della sostanza stupefacente.

I militari hanno fermato la vettura condotta da Adriano Larry Rizzo, di 27 anni, già noto alle forze dell’ordine. Subito dopo è giunta un’altra auto con la madre ed il fratello, Concetta Battaglia (50) e Giulio Moreno Rizzo (26).

Quest’ultimo, secondo quanto riferito dagli investigatori, si è scagliato contro i carabinieri poi ha preso un sacchetto dalla vettura ed è fuggito.

La donna e il figlio sono stati arrestati Adriano per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di droga.

Con l’aiuto dei vigili del fuoco i militari hanno poi recuperato in una scarpata il sacchetto dentro al quale c'era mezzo chilo di marijuana. In auto è stato trovato un tirapugni.

Dopo la convalida il gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla Pg per madre e figlio. Giulio, irreperibile, è stato denunciato per gli stessi reati.

Detenzione di sostanze stupefacenti e resistenza con violenza al pubblico ufficiale in concorso, per questi reati sono stati arrestati madre e figlio. La vicenda si è verificata tra i comuni di Soverato e Satriano, in località Russomanno, quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Soverato, durante lo svolgimento di un servizio di pattuglia, hanno fermato un giovane soveratese ad un posto di controllo. Alla guida del veicolo vi era Adriano Larry Rizzo, 27 anni, gravato da precedenti di polizia, il quale si è mostrato sin da subito agitato e nervoso. Vista la reazione del giovane, i militari hanno inteso proseguire gli accertamenti estendendoli alla perquisizione del veicolo. A bordo di un’altra auto sul posto sono arrivati anche la madre ed il fratello del giovane, Concetta Battaglia, 50 anni, e Giulio Moreno Rizzo, 26 anni, anch’essi gravati da precedenti di polizia, i due si sono scagliati violentemente contro i militari di pattuglia. In particolare, mentre la donna tentava di mettersi all’interno della macchina fermata dalla pattuglia allo scopo di sottrarla al controllo, Giulio Moreno Rizzo ha iniziato a scagliare calci e pugni, uno dei quali particolarmente violento, ha colpito al volto uno dei militari, che si è accasciato a terra privo di sensi. Soccorso è stato poi trasportato presso l’ospedale di Soverato e successivamente in ambulanza all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro dove è stato ricoverato in prognosi riservata.

Immediatamente dopo l’aggressione, Giulio Moreno Rizzo ha prelevato un involucro dai sedili posteriori dell’auto condotta dal fratello e si è lanciato oltre il margine della strada giù per un dirupo di alcuni metri, riuscendo a far perdere le sue tracce. Nel frattempo, altre pattuglie di servizio, allertate, sono giunte sul posto ed insieme ad un militare di passaggio libero dal servizio, hanno bloccato la donna e il figlio, i quali sono stati accompagnati presso gli uffici del Comando Compagnia Carabinieri di Soverato. Soltanto a quel punto si è potuto dare esito alla perquisizione veicolare del mezzo fermato. Il controllo ha consentito di rinvenire un tirapugni in metallo cromato, occultato all’interno del cassetto portaoggetti anteriore. Un accurato controllo dell’area del dirupo, svolto con l’ausilio dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Soverato, ha poi consentito di ritrovare l’involucro sottratto al cui interno sono stati rinvenuti oltre mezzo chilo di marijuana. La Battaglia e Adriano Larry Rizzo sono stati arrestati, in flagranza di reato, per le ipotesi di violenza e resistenza al pubblico ufficiale e per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso. Il Pubblico Ministero, in attesa dell’udienza di convalida degli arresti, ha disposto la detenzione presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Soverato per il Rizzo e la detenzione in regime di arresti domiciliari per la Battaglia. Nella mattinata di sabato gli arrestati sono stati tradotti di fronte al Gip del Tribunale di Catanzaro, il quale ha convalidato gli arresti ed ha disposto per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Giulio Moreno Rizzo, resosi irreperibile da venerdì, è stato deferito presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Catanzaro per le ipotesi di reato di violenza e resistenza al pubblico ufficiale e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso con i familiari. Gli oggetti sottoposti a sequestro sono stati depositati presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Catanzaro, mentre la sostanza stupefacente sarà inviata al L.A.S.S. di Vibo Valentia per le analisi qualitative di rito

Pubblicato in Calabria

Si chiama Surinder Singh

Avrebbe offeso due donne e preso di mira gli uomini che erano accorsi per difenderle.

Stava aggredendo quattro persone per futili motivi: solo il tempestivo intervento dei carabinieri ha consentito di evitare guai ulteriori, arrestando il 33enne Surinder Singh, gravemente indiziato di lesioni personali aggravate.

Erano le 18,40 circa di domenica quando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Soverato, a seguito di richiesta pervenuta sull’utenza di pronto intervento 112, si sono recati in via Aldo Moro di Soverato, in quanto era stata segnalata una lite.

Giunti sul posto, gli operanti, hanno trovato l’uomo, in evidente stato di agitazione, intento a discutere animatamente con quattro persone, due uomini e due donne, visibilmente feriti.

Questi ultimi, visitati poco dopo da personale sanitario del 118 presso l’Ospedale di Soverato, hanno riportato delle lievi lesioni, giudicate fortunatamente guaribili in pochi giorni.

A questo punto, le vittime sono state accompagnate in caserma, dove sono state sentite per ricostruire i fatti.

È emerso che il 33enne, per futili motivi, dapprima avrebbe rivolto ingiurie nei confronti delle donne e, successivamente, avrebbe afferrato per il collo un suo connazionale intervenuto in loro difesa.

Di lì a poco la situazione è completamente degenerata: Singh, in preda all’ira, avrebbe rincarato la dose, colpendo con un pugno al volto una delle due donne e scaraventandola a terra.

Stesso trattamento sarebbe stato riservato al marito della donna che tentava disperatamente di aiutarla. Sono. così, scattate le manette per il 33enne indiano, con l’accusa di lesioni personali aggravate.

Il Tribunale di Catanzaro ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti di Singh la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte a settimana

Pubblicato in Catanzaro

Ancora una volta ci dobbiamo occupare di due gravi episodi che hanno sconvolto la coscienza dei calabresi e non solo.

In una scuola di Oppido Mamertina due insegnanti elementari sono state sospese dall’ insegnamento perché ritenute colpevoli di minacce e schiaffi agli alunni.

Le indagini sono state avviate dai Carabinieri nel mese di novembre dello scorso anno a seguito di diverse segnalazioni pervenute da parte dei genitori degli alunni di una quinta elementare.

I ragazzi e le ragazze quando rientravano a casa mostravano diverse lesioni sul corpo.

Molti di loro si rifiutavano addirittura di ritornare nella propria classe.

I militari dell’Arma hanno installato delle telecamere nascoste nell’aula scolastica dove le insegnanti svolgevano la loro attività di insegnamento e hanno monitorato i maltrattamenti perpetrati ai danni degli alunni.

In diverse occasioni le due maestre sono state filmate mentre percuotevano al volto gli alunni con violenti schiaffi, li maltrattavano, li spintonavano, si rivolgevano loro in modo brusco, li spingevano fuori dall’aula scolastica per essere poi costretti a rientrare in fila indiana.

Il provvedimento di sospensione dell’attività di insegnamento è stato emesso dal GIP presso il Tribunale di Palmi.

Le due maestre coinvolte in questa triste vicenda hanno rispettivamente 49 anni.

E’ mai possibile che nelle nostre scuole si verifichino episodi del genere e che ci siano insegnanti non all’altezza del grave compito che le famiglie e lo Stato hanno loro affidato?

Il guaio vero e serio è che da tantissimi anni non si svolgono più i famosi concorsi magistrali dove davvero avvenivano le selezioni.

L’altro episodio si è verificato sempre in Calabria a Soverato.

Un ragazzo di appena 13 anni è stato travolto da un treno in corsa mentre faceva un selfie con altri due compagni.

E’ morto all’istante. Si chiamava Leandro Celia( vedi foto)

Ha davvero dell’incredibile quello che è successo ieri in questa località calabrese conosciuta in tutta Italia. Il ragazzo è morto perché voleva mettere sullo sfondo un treno in corsa.

Gli altri due amici si sono salvati per miracolo e quando hanno visto il loro amico travolto dal treno si sono dati alla fuga.

Sono stati successivamente rintracciati dai Carabinieri ai quali hanno raccontato per filo e per segno quello che avevano combinato.

Guardate cosa hanno combinato questi ragazzi.

Morire per un selfie.

E’ una cosa assurda, è incredibile, è da pazzi.

E poi per un gioco perché non avevano altro da fare.

Possibile che a tredici anni non abbiano null’altro da fare?

Non sapevano giocare come facevamo noi nelle giornate di sole alla “mazza e allo striglio”?

Non sapevano tirare “lo struommulo” nelle vie e nelle piazze polverose?

Non sapevano tirare quattro calci ad un pallone di pezza come facevamo noi tanti anni fa?

Non sapevano far volare in alto “la cometa” costruita con carta velina come facevamo noi specialmente nei giorni un po’ ventosi?

Purtroppo questi passatempi, questi semplici giochi di una volta sono andati irrimediabilmente perduti.

Ai ragazzi di oggi è rimasto solo la noia, sono rimaste le playstation, i telefonini, le slot machines.

Pubblicato in Calabria

Igor Colombo comunica che treni e stazioni sono “terra di nessuno” : “La denuncia arrivata dai cittadini del soveratese residenti tra i comuni di Santa Caterina, Soverato e Montepaone e che raccontano di gravi episodi intimidatori avvenuti a danno di personale di Trenitalia e degli stessi viaggiatori da parte di feroci e pericolosi gruppi di immigrati africani è di assoluta gravità e fa capire di quanto vulnerabile sia diventata la nostra società dinanzi a questi veri e propri soprusi.

Questo nutrito gruppo di immigrati di nazionalità nigeriana e ghanese scambiano non solo il tratto ferroviario e le varie stazioni ormai abbandonate della fascia Jonica come una zona franca a cui loro è tutto concesso,ma anche tutte le altre stazioni calabresi a partite dalla provincia di Reggio Calabria fino a terminare nell’alto tirreno cosentino.

Salgono sui convogli senza pagare biglietto,si sdraiano su sedili e spesso si lasciano andare a comportamenti a dir poco incivili e che spesso sfociano in orrende oscenità.

Purtroppo il degrado della maggior parte delle stazioni ferroviarie calabresi agevola il comportamento di queste persone in quanto ormai non esistono in questi posti uffici di polizia ferroviaria e molte volte gli stessi agenti della Polfer quando salgono sui treni in percorrenza nei tratti calabresi ben poco possono fare visto anche l’esiguo numero di unità in servizio.

Questi atti che in maniera preoccupante si stanno verificando sempre più spesso e con tanto di atteggiamenti violenti conditi da toni di vera e propria minaccia nei confronti di capitreno e viaggiatori, rischiano di innescare un pericoloso effetto di paura e di insicurezza tra la nostra gente costretta a vivere da prigioniera in casa propria ed in questo caso sui nostri mezzi di trasporto pubblico.

Noi di Forza Nuova Calabria preoccupati di questa allarmante situazione che terrorizza non solo i viaggiatori,la cui maggior parte è pendolare,ma anche il personale stesso di Trenitalia, chiediamo a tutti gli organi di polizia ed alle varie Prefetture calabresi la massima allerta ed attenzione su questi episodi criminali e violenti,soprattutto con l’arrivo della stagione estiva dove ci si augura che molti turisti possano affollare e visitare i nostri splendidi posti e quindi salire sui nostri treni.

Chiedo un costante monitoraggio di tutte le stazione calabresi che allo stato attuale sono abbandonate e che sono luogo di fermata e di servizio di Trenitalia, divieto di sostare nelle stesse stazioni a chi non è in possesso di regolare biglietto e chiusura dei sottopassi luoghi questi di assoluto degrado, nonché immediata espulsione di tutti gli immigrati riconosciuti da personale di Trenitalia e viaggiatori stessi,che si rendono protagonisti di atti incivili e violenti ed l’assoluto divieto anche di trasformare nostre stazioni ferroviarie in autentici bivacchi e latrine per i loro bisogni fisiologici. Igor Colombo

Pubblicato in Italia

soveratoNei giorni 27 e 28 settembre si terrà a Soverato la festa regionale di Slow Food Calabria,

E' stato un momento significativo di presentazione del territorio e dei progetti di Slow Food, con la partecipazione del Presidente Nazionale Slow Food Nino PASCALE, del Presidente Regionale Nicola FIORITA, della Segreteria Regionale Slow Food, dei referenti dei progetti Slow Food Calabria e di tutte le condotte Calabresi.

La festa vuole essere un momento di incontro e di comunicazione, un’occasione per la presentazione dei progetti di Slow Food, delle condotte, di Slow Food Calabria, uno spazio aperto a disposizione della città di Soverato e di quanti decideranno di fermarsi.

Gli strumenti che mettiamo a disposizione: stands aperti al pubblico, mostre fotografiche, convegni sul mare e sui pescatori, attività di animazione, soste gastronomiche.

 

Pubblicato in Calabria

sindaco soverato

Il Neo Sindaco Ernesto Alecci nell'ambito del rilancio economico, commerciale e turistico di Soverato decide con un colpo di spugna di abolire gli ormai famosi Parcheggi Blu, quelli per cui bisogna pagare un ticket nelle ormai famose macchinette messe ai lati delle strade

 

SOVERATO - "Via le strisce blu". Questo uno dei primi provvedimenti del neo sindaco Ernesto Alecci per rilanciare la città e dare "sostegno al tessuto economico cittadino connesso al turismo". Il sindaco, attraverso un comunicato stampa, stigmatizza la necessità di rinunciare alle "strisce blu" per lanciare "un deciso messaggio all'approssimarsi della stagione estiva" rinunciando, nonostante la situazione critica delle casse comunali, agli incassi dei "grattini" pur di incoraggiare la città a riprendersi il ruolo di centro dei servizi turistici e di intrattenimento del comprensorio. La scelta di Alecci segna una netta discontinuità, in merito alla gestione dei parcheggi, tra l'amministrazione appena insediata e le precedenti, ivi compresa quella commissariale. I parcheggi a pagamento erano stati istituiti, in città, dalla prima giunta Mancini che, con un inevitabile coda di polemiche, "tappezzò" la città di strisce blu. Il piano parcheggi venne poi rimodulato più volte dalla stessa giunta e da quella Taverniti che istituì i "grattini" per il parcheggio a pagamento solo nelle aree attigue al lungomare (leggi) che vennero poi riproposti dalla gestione commissariale. Il sindaco informa che, nei prossimi giorni, tutte le linee di delimitazione dei parcheggi saranno ritinteggiate di bianco per evitare, com'era successo negli anni scorsi, che i turisti confondessero le linee blu per aree di sosta a pagamento. 

Nessuna comunicazione, almeno ufficiale, sulla tanto discussa tassa di soggiorno inserita dal commissario prefettizio Maria Virginia Rizzo per la città.

fonte: Redazione - www.soveratiamo.com

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