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arsenico 5Riceviamo e pubblichiamo

Cosenza 14 febbraio 2020 - I militari del Comando Provinciale di Cosenza e del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza hanno eseguito questa mattina un’ordinanza dispositiva di misure cautelari reali e personali per il reato di “inquinamento ambientale”, emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza, Dott. Piero Santese, su richiesta del Sostituto Procuratore titolare dell’indagine, Dott. Giuseppe Francesco Cozzolino, e del Procuratore della Repubblica, Dott. Mario Spagnuolo, procedendo al sequestro preventivo dell’impianto di trattamento rifiuti liquidi speciali di proprietà della Consuleco srl e del depuratore comunale, entrambi ubicati in località Mucone del Comune di Bisignano (CS) e gestiti dalla medesima società.

Le indagini svolte congiuntamente dal NIPAAF Carabinieri Forestale di Cosenza e dalla Compagnia dei Carabinieri di Rende, mediante attività tecniche di intercettazioni e attività investigativa classica, hanno consentito di accertare che i due responsabili della Consuleco, Amministratore e Direttore Generale - odierni destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza – fornendo illecite direttive a 12 dipendenti della stessa ditta, anch’essi indagati, si sono resi responsabili del reiterato sversamento nel fiume Mucone di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi - provenienti da numerosi siti industriali ubicati in Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Calabria - e reflui fognari non correttamente trattati e depurati, cagionando la compromissione ed il deterioramento delle acque e del relativo ecosistema, con alterazione della composizione chimica, fisica e batteriologica, nonché dell’aspetto esteriore, del colore e dell’odore.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa tenutasi presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, a cui ha partecipato il Procuratore della Repubblica di Cosenza, Dott. Mario Spagnuolo, il Sostituto Procuratore, Dott. Giuseppe Francesco Cozzolino, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Piero Sutera, il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, Ten. Col. Vincenzo Perrone, il Comandante del NIPAAF, Magg. Adolfo Mirabelli, ed il Comandante della Compagnia di Rende, Capitano Sebastiano Maieli.

In particolare, i rifiuti speciali venivano conferiti presso l’impianto di trattamento della Consuleco che avrebbe dovuto trattarli per ridurre il livello di elementi inquinanti entro i limiti previsti per poi conferirli in testa all’impianto di depurazione comunale di Bisignano dove avrebbero dovuto proseguire il trattamento previsto. Tale processo invece non avveniva in quanto gli approfondimenti investigativi, corroborati da 102 prelievi effettuati sul fiume Mucone, in prossimità dello scarico ed a diverse altezze della condotte fognarie e dell’impianto di trattamento rifiuti liquidi, hanno comprovato che gli indagati, tramite una condotta di bypass, utilizzata esclusivamente nelle ore notturne, scaricavano ingenti quantitativi di rifiuti liquidi, senza sottoporli a trattamento, direttamente nella condotta fognaria di scarico e quindi nelle acque del Fiume Mucone, ove sono stati rilevati, come si evince dai campioni esaminati dall’Arpacal, livelli altissimi di elementi inquinanti, con concentrazioni anche superiori di 40.000 volte rispetto al limite di legge.

Anche le ispezioni condotte dai Carabinieri sulle sponde del fiume hanno consentito di evidenziare una coltre di schiuma torbida e scura che si estendeva sino a valle, nonché odori nauseabondi ed irritanti

Questa mattina, i militari dell’Arma hanno inoltre eseguito perquisizioni e sequestri di materiale probatorio, emessi dall’A.G. delegante, presso siti industriali ubicati nei Comuni di Taranto, Brindisi, Viggiano (PZ), Motta S. Anastasia (CT), Gela (CL), Crotone (KR), Lamezia Terme (CZ), Corigliano-Rossano (CS) e Celico (CS), siti che, sulla base di regolari contratti, conferivano i rifiuti presso la Consuleco di Bisignano.

A conclusione delle operazioni, come disposto dal GIP, un custode giudiziario assicurerà la continuità del processo depurativo del solo impianto comunale.

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Cosenza-Teatro-Rendano1Tutto pronto al Teatro Rendano di Cosenza per “We will rock you”, il travolgente e pluripremiato musical originale dei Queen e Ben Elton che andrà in scena domani sera alle ore 21, ultima tappa in Calabria dopo il successo dello scorso anno nei Teatri di Catanzaro e Reggio.

L’evento fa parte di “Fatti di Musica 2020”, la trentaquattresima edizionedelFestival del Miglior Live d’Autore Nazionale e Internazionale diretto e organizzato da Ruggero Pegna, che lo scorso anno lo ha premiato con il Riccio d’Argento del festival come “Miglior Musical”.

We will rock you, realizzato con la collaborazione diretta di Roger Taylor e Brian May, è ormai un musical cult in tutto il mondo, con le moderne coreografie di Gail Richardson e l’apparato scenografico di Colin Mayes.

Eccezionale il cast: Scaramouche sarà Martha Rossi, che in occasione della prima edizione italiana di We Will Rock You fu scelta per questo ruolo da Brian May in persona; Galileo avrà invece il volto e la voce di Luca Marconi, performer a tutto tondo, cantante, songwriter, musicista e attore. Completano il cast la “Stella Luminosa” di Valentina Ferrari nel ruolo di Killer Queen, Paolo Barillari, nel ruolo del comandante Kashoggi, Claudio Zanelli, poliedrico nei panni di Brit e dell’insegnante, la fenomenale Loredana Fadda nelle vesti di Oz e il “saggio” Massimiliano Colonna interprete di Pop.

Per questa nuova edizione la Richardson ha creato una nuova “A Kind of Magic”, mentre la scenografia è stata arricchita di nuovi oggetti scenici. Nunzia Aceto ha ridisegnato i costumi. Una menzione speciale anche per Maurizio Roveroni chetrucca magistralmente tutto il cast, per la direzione musicale di Riccardo Di Paola e quella vocale di Antonio Torella e Valentina Ferrari. Il suono è a cura del sound engineer Luca Colombo, mentre il disegno delle luci è a cura di Francesco Vignati. La nuova produzione è stata concepita con l’attenta rivisitazione del testo originale tradotto da Raffaella Rolla, a cura della regista Michaela Berlini, di Valentina Ferrari e dello stesso produttore Claudio Trotta (Barley Arts).

“E’ uno dei musical più belli e coinvolgenti della storia dello spettacolo mondiale – afferma Ruggero Pegna - grazie alla forza travolgente dei grandi successi dei Queen suonati dal vivo, ma anche alla storia, ai costumi, alle coreografie, all’allestimento scenico e alla bravura di cantanti-attori, ballerini e musicisti. Un successo mondiale imperdibile per chi  ama i Queen!”.

La prevendita dei biglietti è disponibile su www.ticketone.it e nei punti Ticketone(Cosenza: inprimafila, via G. Marconi n. 140). Per informazioni: tel. 0968441888 www.ruggeropegna.it.  Gli ultimi 100 biglietti saranno messi in vendita a partire dalle ore 18 presso il Teatro Rendano.

Partner ufficiale della nuova stagione di We Will Rock You è Save the Children, l’Organizzazione internazionale che lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. We Will Rock You sostiene infatti la campagna “Illuminiamo il futuro” per contrastare la povertà educativa che colpisce molti ragazzi nel nostro Paese e garantire ai minori una vasta gamma di attività educative gratuite. All’ingresso del teatro sarà presente anche lo stand dell’Associazione  “Susan G Komen Italia” per la lotta al tumore al seno, a cui Pegna ha abbinato l’intera edizione del Festival che proseguirà subito dopo, dal 14 al 17 febbraio, al Teatro Politeama di Catanzaro con La Divina Commedia Opera Musical originale di Marco Frisina, con la voce narrante di Giancarlo Giannini.

Show Net s.r.l.

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sequestro formaggi montaltoCOSENZA 10 febbraio 2020 - I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Montalto hanno nei giorni scorsi effettuato una serie di controlli in ambito agroalimentare su prodotti lattiero caseari aventi marchio di origine controllata e non. Tale attività ha portato al sequestro di oltre 15 kg di sostanze alimentari quali provole, Emmental e forme di formaggio stagionate destinate al consumo umano e 1500 euro di sanzioni amministrative irrogate. I controlli effettuati su strada hanno accertato in un caso, che durante il trasporto in regime di temperatura controllata, le sostanze alimentari erano prive delle indicazioni previste dalla normativa quale le regolari etichette che vengono apposte ai prodotti prima di essere immessi in commercio ad attestare la relativa provenienza. Il competente servizio veterinario dell’Asp ha convalidato il sequestro cautelativo amministrativo, definendo tali alimenti, non idonei al consumo umano, ordinandone al trasgressore l’immediata distruzione.

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foto 1Cosenza – Località Petrara - Deposito ed abbandono incontrollato di rifiuti speciali – Sequestrata area di 5000 mq e due autocarri – Denunciate 2 persone per attività di gestione non autorizzata di rifiuti e 4 titolari di impresa per deposito ed abbandono incontrollato di rifiuti speciali.

Nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati in danno dell’ambiente, militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cosenza con il supporto logistico operativo del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Cosenza e delle Stazioni Forestali di Spezzano della Sila, San Pietro in Guarano e Montalto Uffugo, in data odierna, hanno dato esecuzione a Decreto di Sequestro Preventivo emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza e diretto al sequestro di due autocarri e di un’area ricadente a margine del Fiume Crati, ubicata tra Via Fratelli Sprovieri e Via Giovanbattista Lupia, trasformata in discarica da parte di due soggetti ritenuti responsabili del reato di attività di gestione non autorizzata di rifiuti speciali. Denunciati anche 4 imprenditori per deposito ed abbandono incontrollato di rifiuti speciali per essersi avvalsi di persone giuridicamente non autorizzate alla gestione dei rifiuti prodotti nell’ambito delle loro attività di impresa.

I Fatti

A seguito di segnalazione da parte di privati cittadini inerente il continuo abbandono incontrollato di rifiuti speciali in un’area prossima al perimetro abitato del capoluogo si accertava che un’area estesa circa 5000 mq, a seguito dell’abbandono di innumerevoli cumuli di rifiuti speciali di varia ed eterogenea natura quali scarti di attività edile, parti di veicoli, rifiuti ingombranti, rifiuti elettrici ed elettronici ed altri rifiuti speciali riconducibili ad attività di impresa, era stata trasformata in una vera e propria discarica. A seguito della successiva attività di indagine, effettuata con specifici servizi e con l’ausilio di apparecchiature di videoripresa, venivano identificati gli autori che, in assenza delle previste autorizzazioni ambientali, e con l’ausilio degli autocarri in sequestro, svolgevano attività non autorizzata di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti nella predetta area.

A seguito di tale attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, ed attraverso accertamenti e rilievi sui rifiuti rinvenuti nell’area si accertava anche la penale responsabilità di 4 persone giuridiche: il titolare di una palestra, una parrucchiera, un imprenditore edile ed il titolare di un’attività commerciale i quali, traendone un vantaggio economico e senza la benché minima attività di differenziazione dei loro rifiuti per l’avvio a recupero, ne avevano affidato lo smaltimento a persone non autorizzate alla gestione con il conseguente illecito abbandono incontrollato.

A conclusione di tale attività di indagine veniva disposto il sequestro preventivo dell’area adibita a discarica per le successive operazioni di bonifica e degli autocarri utilizzati dagli indagati per l’attività non autorizzata di raccolta, trasporto e smaltimento che sono soggetti a confisca obbligatoria in caso di condanna.

Tale attività scaturisce dall’intensificazione dei controlli in materia di abbandono di rifiuti indifferenziati, tenuto conto che nel capoluogo rappresenta il 35% del totale della raccolta del servizio pubblico con conseguente aggravio della spesa pubblica.

I controlli mirati in materia di gestione dei rifiuti saranno intensificati e diretti a scoraggiare quanti, ancora oggi, tendono a utilizzare forme alternative di smaltimento dei rifiuti affidandosi a soggetti non autorizzati che con tali attività, oltre a deturpare l’ambiente, caricano sulla collettività le spese necessarie alla rimozione ed alla corretta gestione dei rifiuti.

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Babbo Natale quest’anno è arrivato dappertutto, dunque anche a Roma e a Cosenza.

Sotto l’albero romano l’uomo dalla lunga barba bianca ha portato un bel pacco che il destinatario avrebbe senz’altro preferito che non arrivasse o perlomeno che arrivasse in un altro giorno.

Il Premier Conte ha mangiato sì il panettone, ma gli è rimasto in gola.

Un suo Ministro gli ha combinato un bel guaio.

Ci mancavano pure le dimissioni di un Ministro anche se molto chiacchierato.

E sono state prese male, nonostante fossero annunciate da tempo.

E chi è questo Ministro?

Ma è il Ministro della Pubblica Istruzione Fioramonti, il Ministro che passerà alla storia non per aver rivoluzionato la scuola italiana e reso agibili le aule scolastiche che ogni giorno cadono a pezzi, ma per l’introduzione della tassa sulle merendine degli alunni e il posizionamento sulla cattedra del mappamondo al posto del Crocifisso sui muri delle aule scolastiche.

Si è dunque dimesso da Ministro e ha abbandonato il Movimento 5 Stelle che lo aveva eletto al Parlamento.

Passerà ad un altro gruppo parlamentare autonomo che sosterrà però il Governo Conte.

Cose mai viste prima d’ora.

Non ha avuto il coraggio di combattere la battaglia da Ministro ed è scappato adducendo delle scuse puerili: il Governo ha tagliato i fondi per la scuola.

Le critiche non si sono fatte attendere.

Questo Governo perde i Ministri come le foglie di un albero in autunno.

E’ malato di protagonismo e vuole essere il primo a guidare i dissidenti del Movimento 5 Stelle.

Ma per Di Maio, una scissione può alla fine essere un bene.

Per le opposizioni non se ne sentirà la mancanza, è stato uno dei peggiori Ministri che l’Italia abbia avuto.

Sotto l’albero cosentino di Corso Mazzini Babbo Natale ha portato un pacco ben confezionato che quando i cosentini lo hanno aperto ha fatto un bel botto.

Non se lo aspettavano, ma molti se lo auguravano.

Il pacco l’ha portato Babbo Natale ma a spedirlo è stato il Presidente Berlusconi in persona.

Mittente i fratelli Occhiuto, uno Deputato al Parlamento, l’altro sindaco di Cosenza e candidato alla carica di Governatore della Calabria. Carissimi, così esordisce il Cavaliere nella letterina allegata, in un momento così delicato e decisivo per il futuro della Calabria, con importanti ripercussioni anche a livello nazionale, sento il dovere di fare appello alla Vostra passione civile, all’amore disinteressato per la vostra terra che avete tante volte dimostrato, alla coerenza di un percorso politico che non può essere messa in discussione.

Su suggerimenti di tanti amici coinvolti e dopo la sollecitazione di Berlusconi, una persona a lui molto cara che ha sempre stimato e ammirato, Mario Occhiuto ha deciso di non correre più per la Presidenza della Regione Calabria.

Ite, Missa est.

Andate, la Messa è finita.

Con queste parole il Sacerdote alla fine della Santa Messa si congeda dai fedeli e dai partecipanti al sacro rito.

La mia corsa è finita, così anche il Sig. Sindaco di Cosenza si congeda dai suoi fedeli amici e simpatizzanti, da quelli che in questi ultimi anni, nella buona e nella cattiva sorte, gli sono stati accanto e gli hanno voluto davvero bene.

Hai perso, è vero, Sig. Sindaco, perché molti ti hanno tradito.

Oggi sei stato sonoramente sconfitto.

Non ti abbattere.

Ti rifarai, perché ne hai le capacità.

Raccogli le tue cose, aspetta con pazienza, siediti alla riva del fiume Crati e vedrai che prima o poi passeranno uno per uno i cadaveri dei tuoi acerrimi nemici, quei quaquaraqua che tu hai beneficiato e che ora sputano nel piatto dove hanno lautamente mangiato a vigna.

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Eseguite 19 misure cautelari nei confronti di due gruppi criminali dediti alle rapine. Attività a Cosenza, Corigliano-Rossano (CS), Lamezia Terme (CZ), Spinea (VE), Castrovillari (CS), Catanzaro, Vibo Valentia e Napoli.

La conferenza stampa

COSENZA - 17 ott. 19 - Alle prime luci dell’alba, in Cosenza, Corigliano-Rossano (CS), Lamezia Terme (CZ), Spinea (VE), Castrovillari (CS), Catanzaro, Vibo Valentia e Napoli, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza, coadiuvati da quelli di Catanzaro, Napoli e Venezia,

 

hanno dato esecuzione a 19 provvedimenti di custodia cautelare (di cui 11 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora), emesse dall’Ufficio Gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di “associazione per delinquere” finalizzata alla commissione di “furti” e “ricettazione”, nonché per “rapina in abitazione”, “resistenza a pubblico ufficiale”, “evasione”, “inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno”, “favoreggiamento personale” e “possesso di chiavi alterate o grimaldelli”.

L’attività di indagine, convenzionalmente denominata “Vulture” (“Avvoltoi”), avviata nel mese di ottobre 2017 dai militari delle Stazioni Carabinieri di Montalto Uffugo, Luzzi e Lattarico, con il coordinamento della Compagnia di Rende, a seguito di numerosi reati predatori perpetrati nella Valle del Crati e nelle zone industriali di Montalto Uffugo e Rende (episodi delittuosi per i quali si è dato anche corso ad un mirato approfondimento in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura di Cosenza), ha consentito di individuare i componenti di due gruppi criminali, per la gran parte soggetti provenienti dai paesi dell’est Europa, dediti alla commissione di reati predatori ed, in particolare, furti in attività commerciali e rapine in abitazione.

L’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA AI FURTI IN ATTIVITÀ COMMERCIALI

E’ questo il reato contestato ai componenti dell’organizzazione criminale - composta da soggetti di nazionalità rumena, moldava ed italiana stanziali in Cosenza e Corigliano-Rossano, su cui sono stati raccolti solidi elementi comprovanti la responsabilità in ordine a 38 furti, perpetrati in danno di bar, tabacchi, sale giochi e scommesse, distributori di carburanti, supermercati, cash & carry, concessionarie auto, aziende per la produzione di mezzi ed utensili da lavoro, per la produzione e distribuzione del caffè, per la distribuzione del gas, impresi edili etc.. delle province di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Taranto (i colpi sono stati messi a segno esattamente nei Comuni di Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Amantea, Paola, Villapiana, Mangone, Diamante, Lamezia Terme, Corigliano-Rossano, Bisignano, Cetraro, Palagiano, Cassano all’Ionio, Pizzo Calabro, Camigliatello Silano), per un danno complessivo stimato in circa 700.000€.

L’ORGANIZZAZIONE, IL MODUS OPERANDI ED IL GERGO UTILIZZATO.

Tutto pianificato ed organizzato nei minimi particolari, dalla selezione degli esercizi commerciali da colpire, alla definizione degli automezzi (prevedendo sempre il supporto di auto staffette per la preliminare sorveglianza dei tragitti stradali percorsi dagli associati per raggiungere gli obiettivi e fare rientro alle rispettive abitazioni) e degli strumenti occorrenti per l’esecuzione dell’azione, alla suddivisione dei ruoli tra i soggetti partecipanti ai furti (distinguendo tra soggetti incaricati di procedere all’attività materiale di effrazione e sottrazione della refurtiva, altri dediti allo svolgimento delle funzioni di “palo” e di “staffetta”, altri ancora impiegati nell’attività di trasporto e recupero dei sodali), alla ricettazione della refurtiva, ricollocata da alcuni membri del gruppo criminale degli “zingari” di Cosenza, e dalla conseguente distribuzione dei proventi illeciti tra i sodali fino all’eventuale ausilio da prestare, anche sul piano economico, agli appartenenti al gruppo criminale per le spese legali sostenute in caso di arresto e sequestri.

Il “modus operandi” era sempre lo stesso:

contatto preventivo tramite telefono cellulare il giorno prima della esecuzione del colpo;

incontro dei componenti del gruppo in luoghi appositamente convenuti poco tempo prima del compimento dell’azione;

avvicinamento all’obiettivo tramite autovetture di volta in volta selezionate;

scambio di informazioni e di direttive nel corso dell’avvicinamento al teatro del fatto-reato;

esecuzione dei reati mediante effrazione e violenza sulle cose, oltre al travisamento al fine di eludere gli strumenti di video-sorveglianza;

utilizzazione di uno o più complici nella funzione di “palo” e di “staffetta”, in modo da segnalare l’eventuale presenza di pattuglie delle Forze dell’Ordine.

Il “gergo” utilizzato dai membri dell’associazione criminale prevedeva una serie di termini convenzionali dal contenuto criptico ed in particolare venivano indicati con il termine “ragazze” coloro i quali commettevano i furti, mentre con l’espressione “andare in guerra” veniva indicata la vera e propria azione delittuosa all’interno degli esercizi commerciali (“..Sono andate via le ragazze in guerra?..”). Ed ancora “abiti puliti” stava ad indicare il cambio degli indumenti utilizzati per il furto (“…Prendo i vestiti puliti?...”), mentre termini più colorati venivano utilizzati per indicare le autovetture “puttane” (“…E' entrata una puttana nella stazione di servizio adesso per fare rifornimento! Dillo presto a loro!...”), le forze di polizia “ratti neri o neri” (“…Quei ratti neri? Sono andati con la macchina in caserma!...”) e le guardie giurate “spose” (“…Le spose sono venute verso di voi, sono venute qui! Hanno guardato qui e poi sono andate verso di voi!...”).

I RISCONTRI DURANTE L’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA.

Nel corso dell’attività d’indagine, i Carabinieri hanno effettuato plurimi interventi riuscendo a recuperare parte della refurtiva trafugata nei 38 furti consumati (tra cui autovetture, prodotti cosmetici, generi alimentari, tabacchi, gratta e vinci, utensili vari, televisori, tablet, piccoli elettrodomestici, restituiti ai legittimi proprietari), nonché a sequestrare 3autovetture e diversi arnesi da scasso in uso al gruppo criminale.

Gli approfondimenti condotti hanno altresì consentito di documentare ulteriori reati commessi dai malviventi ed in particolare:

18 violazioni degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno;

4 ricettazioni di gratta e vinci, sigarette, tablet e telefoni cellulari;

4 favoreggiamenti personali;

1 evasione dagli arresti domiciliari;

1 resistenza a Pubblico Ufficiale a seguito di inseguimento ad elevatissima velocità, nel corso del quale i malviventi, dopo aver compiuto una serie di manovre elusive - mettendo in pericolo l'incolumità dei Carabinieri e degli utenti dell’autostrada - riuscivano a darsi alla fuga.

IL GRUPPO CRIMINALE DEDITO ALLE RAPINE E AI FURTI IN ABITAZIONE

Concorso in rapina e tentato furto in abitazione con l’aggravante di aver agito in più persone riunite all’interno di privata dimora e dietro minaccia di un cacciavite: è questo il capo di imputazione contestato ai componenti dell’altro gruppo criminale - composto da soggetti di nazionalità slava ed italiana, stanziali in Napoli e Corigliano-Rossano, responsabili in ordine ad una rapina in abitazione ed un tentato furto in abitazione commessi, a distanza di pochi giorni, in Lattarico (CS), nel mese di giugno 2018.

IL MODUS OPERANDI

Il gruppo criminale, composto da 5 persone, agiva in pieno giorno in villette isolate. Una volta individuato l’obiettivo da colpire entravano in azione repentinamente, bussando alla porta di casa della vittima e qualificandosi come “carabinieri”. Una volta dentro l’abitazione, mentre uno dei malviventi teneva bloccata la vittima dietro minaccia di un cacciavite, gli altri tre complici rovistavano l’abitazione, per poi darsi velocemente alla fuga a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata condotta dal quinto complice che faceva da autista e da “palo”.

Tale modalità operativa presenta sostanziali analogie con altre rapine consumate nella sibaritide, su cui sono in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza.

IL TENTATO FURTO IN ABITAZIONE DEL 22 GIUGNO 2018.

Nella mattinata del 22 giugno 2018, i malviventi bussavano reiteratamente alla porta della vittima, un 17enne di Lattarico (CS), che in quel momento si trovava in casa da solo. Qualificatisi come “carabinieri”, immobilizzavano con una mossa fulminea il giovane, tenendolo fermo con la forza e strappandogli il telefono cellulare dalle mani al fine di impedirgli di chiedere aiuto al 112, mentre gli altri complici rovistavano nei cassetti, mettendo a soqquadro l’intera abitazione per poi dileguarsi senza riuscire ad asportare nulla, verosimilmente impauriti da una sirena udita a distanza.

LA RAPINA IN ABITAZIONE DEL 26 GIUGNO 2018.

Nella mattinata del 26 giugno 2018, con un’azione criminale del tutto analoga, i malviventi bussavano reiteratamente alla porta della vittima, un 41enne di Lattarico (CS), e dopo essersi, ancora una volta, qualificati come “carabinieri”, immobilizzavano l’uomo. Ripetendo un tragico copione, strappavano con forza il telefono cellulare dalle mani del malcapitato, così consentendo agli altri complici di rovistare nei cassetti e negli armadi dell’intera abitazione, in ultimo riuscendo ad asportare numerosi monili in oro. Una volta usciti dall’abitazione, i malviventi si accorgevano della presenza di un amico della vittima, che nel frattempo era arrivato a bordo di un furgone nei pressi dell’abitazione per un saluto, e si dirigevano minacciosamente verso di lui danneggiandogli la fiancata destra del furgone. L’uomo, in preda al panico, partiva velocemente a bordo del furgone inseguito dai malviventi, i quali, dopo aver tentato più volte di speronarlo, senza riuscirci, desistevano e si davano precipitosamente alla fuga

Pubblicato in Basso Tirreno

Ieri sera mentre passeggiavo per le vie di Cosenza ho appreso da alcuni amici la notizia della sentenza della Corte dei Conti che ha confermato il dissesto finanziario del Comune di Cosenza.

I commenti non si sono fatti attendere.

Il Comune in una nota ha fatto sapere che non vi sarà alcuna conseguenza per i cittadini in materia tributaria essendo le aliquote già stabilite nella massima misura sin dall’anno 2010.

Il Sindaco Mario Occhiuto, candidato di Forza Italia a Governatore della Calabria, ha ricevuto una bella mazzata, un bel colpo mortale.

Lui fa sapere che sul piano politico non cambierà nulla e andrà avanti.

Non sussistono ragioni di incandidabilità.

La pensano diversamente le opposizioni.

Il Movimento 5 Stelle ha dichiarato che chi ha portato il Comune di Cosenza al dissesto non può candidarsi a guidare la Calabria già piagata di suo da decenni di malgoverno.

Anche il Commissario regionale della Lega di Salvini ha preso le distanze e ha dichiarato che la Lega è pronta a liberare la Calabria dal passato e da una sinistra incapace e ha confermato il veto della Lega alla candidatura di Mario Occhiuto a Governatore della Calabria.

Ha risposto Occhiuto:- Quello della Lega è un vero e proprio sciacallaggio politico.

Il mio operato è sempre stato assolutamente onesto.

C’è un attacco concentrico contro la mia persona.

Anche il tempismo della Corte dei Conti mi lascia perplesso e mi insospettisce.

Evidentemente qualcuno sta provando a fermarmi perché sa bene che potrei cambiare il sistema che fin oggi ha governato la Calabria -.

bonifati1COSENZA 12 ottobre 2019 – Ha realizzato una discarica abusiva di rifiuti pericolosi e non. Per questo motivo i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cetraro hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria competente un uomo di Bonifati. L’uomo si è reso protagonista di un vero e proprio abbandono ripetuto e incontrollato di rifiuti in località “Serra” nel Comune di Bonifati. I militari infatti, durante un controllo in un terreno di circa 1700 metri, hanno rinvenuto abbandonati sul suolo rifiuti consistenti in apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), circa 350, e relativi componenti pericolosi e non pericolosi ed altro materiale ferroso, provenienti dai nuclei domestici. In particolare una vera e propria discarica realizzata attraverso lo spianamento di un terreno e la sua recinzione parziale. Al suo interno depositate sul suolo, vecchie apparecchiature elettriche ed elettroniche e relativi componenti in parte rimossi, frigoriferi di vario genere e dimensioni, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni da cucina, piani cottura, cucine, televisori, condizionatori e diverso materiale ferrosi. Si è pertanto proceduto al sequestro dell’area, sottoposta anche a vincolo idrogeologico e al deferimento del proprietario. Inoltre si è dato luogo al campionamento da parte dell’Arpacal del terreno dove è ubicata la discarica.

Pubblicato in Calabria

furtiI furti risultano in calo nella provincia di Cosenza: è questo il positivo dato che emerge dall’analisi dei dati Istat relativi ai reati verificatisi in Italia.

L’istituto statistico mette tali dati a disposizione sul proprio sito Internet ufficiale e per quel che riguarda i furti, appunto, si evince un trend positivo per quel che riguarda la provincia cosentina.

Furti diminuiti di oltre 2.000 unità nell'arco di 3 anni

Nel 2014 si sono registrati, a Cosenza, 10.328 furti, cifra che è calata in modo importante nel 2017, ovvero l’ultimo anno relativamente a cui l’istituto statistico mette a disposizione dei dati ufficiali: in tale anno, infatti, gli episodi sono stati inferiori di oltre 2.000 unità.

Sicuramente le cifre non possono essere definite incoraggianti, dal momento che 8.201 furti annui non sono di certo pochi, tuttavia l’auspicio è che la diminuzione di questi reati trovi conferma nel prossimo futuro.

Detto questo, le statistiche fornite da Istat consentono di rispondere a un’ulteriore quesito: quali sono i furti più ricorrenti a Cosenza?

I furti più ricorrenti: quelli di auto e quelli in abitazione

Considerando come riferimento l’ultimo anno, ovvero il 2017, due tipologie di reato si contendono il primo posto con una differenza davvero esigua, ovvero furti in abitazione e furti di autovetture.

Nello specifico i furti in abitazione si sono verificati in 1.259 occasioni, mentre i furti di autovetture 1.263.

Sicuramente si tratta di cifre rilevanti, di conseguenza per preservare la sicurezza di questi beni è necessario, a Cosenza proprio come in altre zone d’Italia, proteggere sia la propria casa che la propria vettura.

La necessità di adeguate contromisure

Per entrambe le esigenze di sicurezza le opportunità non mancano affatto: oggi gli antifurti satellitari consentono di localizzare molto agevolmente la propria vettura a seguito di un furto, oltre a questo sono state introdotte diverse tecnologie di ultima generazione le quali, peraltro, non hanno affatto un costo eccessivo.

Il discorso è analogo per quel che riguarda le abitazioni: proteggere i beni immobiliari con dei sistemi d’avanguardia è molto importante e con una spesa accessibile ci si può mettere al riparo da brutti episodi.

Ovviamente la sicurezza domestica dipende anche da altri fattori riguardanti l’immobile, si pensi ad esempio all’affidabilità delle porte blindate: la grande maggioranza dei furti si verifica proprio perché vengono forzate le porte d’ingresso delle case, di conseguenza tali elementi sono davvero cruciali sul piano della sicurezza ed è quindi il caso di sceglierli con la massima accortezza, senza badare oltremodo al risparmio.

Nell’ottica della sicurezza non vanno trascurati neppure i serramenti, dunque è importante scegliere degli infissi che sappiano rivelarsi non solo esteticamente piacevoli e tecnicamente performanti, ma anche molto resistenti: dei modelli molto interessanti in quest’ottica possono senz’altro essere gli infissi in legno, materiale noto per la sua robustezza che è largamente trattato da aziende specializzate quali Punto Sicurezza Casa.

Altre tipologie di furto

Le altre tipologie di furto che si verificano nel cosentino rappresentano decisamente una minoranza: i furti in esercizi commerciali sono stati, nel 2017, 470, i furti con strappo 51, quelli con destrezza 258, quelli di motocicli 55 e via discorrendo.

Alla luce di questo, dunque, è evidente che i cittadini devono prestare attenzione soprattutto alle loro auto e alle loro abitazioni, beni che, come visto, sono presi di mira piuttosto spesso dai malviventi.

Pubblicato in Cosenza

Sulla sentenza della Corte dei Conti intervengono anche i consiglieri di maggioranza in replica al M5s.

“Con quale coraggio chi ha mandato formalmente in dissesto il Comune di Cosenza lancia accuse a questa amministrazione sulla gestione dei conti”.

 

 

È quanto afferma l’assessore Francesco Caruso( nella foto), aggiungendo: “Invitiamo Guccione e il PD ad andare a leggere la deliberazione della Corte dei Conti n. 97 del 2012 che, dopo aver esaminato il conto consuntivo del 2010, di fatto decretava appunto l’avvio delle procedure di dissesto.

Hanno devastato una città, lasciando una ingente mole di debiti che coprivano con crediti fasulli e, ancora oggi, si permettono di dare lezioni.

Carlo Guccione e il PD dimenticano l’incapacità del Comune di far fronte agli impegni assunti e le tante manifestazioni di lavoratori delle Coop e di tutto l’indotto, che chiedevano semplicemente di ricevere gli stipendi arretrati.

Per non parlare dei tempi medi di pagamento delle imprese che durante il loro governo superavano i 365 giorni”.

Ci siamo chiesti in tante occasioni – aggiunge Caruso – come era possibile spendere così tante risorse in spesa corrente e in investimenti con una città che agli occhi di tutti era spenta e disastrata. Quando ci siamo accorti che al posto dei crediti erano appostati in bilancio solo numeri era troppo tardi perché la Corte dei Conti aveva già dichiarato il dissesto.

Un quadro desolante che ci ha posto dinanzi ad una decisione fondamentale: prendere la scelta politicamente più comoda dichiarando il dissesto che all’epoca avrebbe determinato gravi conseguenze occupazionali soprattutto per le categorie più deboli (non esistevano affidamenti pluriennali alle Cooperative bensì si utilizzavano i cottimi fiduciari che, con il dissesto, non sarebbero stati più attivati), oppure utilizzare una norma appena emanata e cercare di mettere a posto i conti attraverso un piano di riequilibrio pluriennale che avrebbe mitigato le conseguenze sulla città.

Nel 2013 non abbiamo scelto il pre-dissesto e dimostreremo con numeri alla mano che la situazione finanziaria del Comune di Cosenza è migliorata nonostante i pesanti tagli ai trasferimenti dello Stato. Grazie soprattutto a questa scelta in caso di dissesto non si avrebbe alcuna conseguenza per i cittadini e soprattutto per le categorie più deboli”.

Sul caso del dissesto finanziario al comune di Cosenza anche i consiglieri comunali di maggioranza hanno replicato al M5s che contestava l’inadeguatezza dell’amministrazione nel far fronte alla mole debitoria dell’ente.

“Dai Cinque Stelle solo attacchi inesatti finalizzati ad allarmare i cittadini.

Solo così ci ricordiamo che il Movimento grillino ha parlamentari anche in Calabria”, scrivono i consiglieri Carmelo Salerno, Andrea Falbo, Luca Gervasi, Vincenzo Granata e Pierluigi Caputo.

“Grazie a qualche dichiarazione di stampa piena di inesattezze, si legge in una nota, ci ricordiamo che in questo territorio esistono dei parlamentari dei Cinque Stelle che dimostrano ancora una volta l’assoluta incapacità di analizzare e risolvere i problemi.

A chi oggi accusa questa Amministrazione, invitiamo ad andare a leggere la deliberazione della Corte dei Conti n. 97 del 2012 che, dopo aver esaminato il conto consuntivo del 2010, di fatto decretava l’avvio delle procedure di dissesto”.

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