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Riceviamo e pubblichiamo la seguente importante nota:

Si terrà nel pomeriggio del 23 gennaio 2019 la Convenzione del Circolo del PD Amantea per votare i candidati alla Segreteria Nazionale del Partito.

Si tratta di un importante momento di partecipazione democratica che porterà gli iscritti a discutere ed a confrontarsi traendo spunto dalle mozioni congressuali.

La Convenzione sarà, inoltre, il momento per fare il punto e riflettere insieme sui valori cui la proposta politica del Partito deve farsi interprete per contrastare la deriva populista gialloverde.

Gli iscritti sono convocati alle ore 17.00 nella sede del Circolo “Moro-Berlinguer” – in Corso Vittorio Emanuele, n. 71 – per votare la Presidenza.

Si procederà, quindi, alla presentazione delle sei mozioni congressuali.

Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 18.00 alle ore 20.30.

Il garante inviato dalla Federazione provinciale è la dott.ssa Eleonora Ienaro.

PD AMANTEA

Pubblicato in Amantea Futura

Il processo verteva su presunte irregolarita’ in relazione al concorso per l’assegnazione del posto di primario del reparto di Dermatologia dei Riuniti

L’ex sindaco facente funzioni di Reggio Calabria ed ex assessore regionale del Pd, Demetrio Naccari Carlizzi, e’ stato condannato in primo grado a 3 anni di reclusione per falso, riconosciute le attenuanti generiche e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

L’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilita’ e’ stata riqualificata in abuso d’ufficio, e quindi prescritta sia per Naccari che per sua moglie Valeria Falcomata’ (figlia dell’ex sindaco di Reggio Calabria Italo Falcomata’, nonche’ sorella dell’attuale sindaco Giuseppe), nei cui confronti i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Il processo verteva su presunte irregolarita’ in relazione al concorso per l’assegnazione del posto di primario del reparto di Dermatologia degli Ospedali Riuniti, dov’e’ in servizio Valeria Falcomata’, a seguito della denuncia fatta da Maria Carmela Arcidiaco, anche lei medico nel reparto e aspirante primario, che si e’ costituita parte civile.

L’accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Gaetano Paci, aveva invocato la condanna a 4 anni e 6 mesi per Naccari e a 2 anni e 6 mesi per la moglie Valeria Falcomata’ e da 2 a 3 anni per ex dirigenti dell’azienda ospedaliera e componenti della commissione concorsuale.

I tre componenti della commissione concorsuale, Iginio Postorino, Giuseppe Crisalli e Giuseppa Caserta, sono stati condannati a 2 anni per falso previo riconoscimento delle attenuanti generiche e sospensione condizionale della pena, mentre sono stati assolti Antonino Bonura, dirigente del dipartimento Sanita’ della Regione (perche’ il fatto non sussiste), l’ex direttore sanitario Domenico Mannino e Paolo Vazzana (entrambi per non aver commesso il fatto).

Pubblicato in Reggio Calabria

Grazie PD, grazie Chiesa!

Siamo a Bologna, amici, nella dotta e opulenta Bologna e non in un paesino sperduto del meridione. Hendrik Atti, con il suo taxi stava percorrendo all’1,30 di notte Via Ugo Bassi e quando ha visto tre uomini e una donna che stavano percuotendo selvaggiamente un netturbino si è subito fermato per andare ad aiutare il malcapitato, reo di aver chiesto garbatamente ai quattro delinquenti di spostarsi perché lui doveva pulire la strada.

Non lo avesse mai fatto.

Gli sono saltati addosso ed hanno incominciato a prenderlo a calci e a pugni scaraventandolo per terra.

E’ intervenuto il taxista invitando gli energumeni di fermarsi.

Per tutta risposta anche lui è stato aggredito.

Uno gli ha sferrato un pugno in faccia.

E’ stato buttato per terra e poi colpito alla testa con una spranga di ferro.

Risultato: il netturbino è stato trasportato all’ospedale, gli sono state medicate le ferite riportate e poi mandato a casa con 10 giorni di prognosi.

Il taxista, invece, ha avuto la peggio: è stato ricoverato all’ospedale con 22 giorni di prognosi.

Prima di scendere dal taxi Atti ha azionato l’allarme di rapina e subito è arrivata la Polizia e ha arrestato due dei quattro aggressori.

Ma chi sono questi quattro delinquenti che all’una di notte scorazzano per le vie delle nostre città?

Per i politically correct io non dovrei dirlo, perché non rispetto la loro privacy e diranno che sono un fascista, un nazista, uno sporco razzista.

Ma poiché fascista, nazista, razzista non lo sono mai stato e mai lo sarò, non ho paura di scrivere che i quattro delinquenti e vigliacchi aggressori di due persone che facevano il loro dovere anche di notte sono quattro ex comunitari, quattro magrebini.

Ora dovranno rispondere per lesioni aggravate. Il commento lo lascio a voi, amici che mi state leggendo.

Io mi fermo qui.

Dico soltanto: E questi sono quelli che daranno la pensione ai nostri figli?

E questi sono la risorsa economica e culturale del nostro paese?

No, non sono una risorsa.

Sono un grave problema per l’Italia.”

Pubblicato in Italia

Forse Nicola Zingaretti non è mai stato in Calabria.

Eppure 6 circoli del PD in Calabria scendono in campo per lui .

Ci sono anche sei segretari Pd del lametino fra i 170 firmatari della lettera inviata dalla Calabria al candidato alla segreteria nazionale del partito, Nicola Zingaretti, per invitarlo a partecipare a una grande iniziativa in Calabria per presentare il suo programma elettorale.

Iniziano, dunque, a delinearsi anche in Calabria gli schieramenti in vista del congresso la cui data ancora deve essere indicata dalla commissione nazionale.

Nella lettera, comunque, che ha raccolto 170 firme in tutte le province, compaiono anche le prese di posizione dei segretari di sei circoli del comprensorio lametino e si tratta di

-Alberto Darrò, Segretario Soveria Mannelli;

-Leonardo Ferraiolo, Segretario S. Pietro a Maida;

-Mario Talarico, Segretario Carlopoli;

-Massimo Di Bella, Segretario Curinga;

-Pasqualino Burghi Segretario San Mango d’Aquino e

-Umberto Gigliotti, Segretario Cicala.

Scelte autonome? Non ci crede nessuno!

Appena scende vedremo i capobastone e sapremo…..

Pubblicato in Calabria

Se lo è chiesto Paolo Pollichieni suscitando la nostra curiosità

Una curiosità ancora più forte atteso che il grande giornalista calabrese ha ricordato che la Calabria aveva due del PD nella precedente commissione, cioè Enza Bruno Bossio e Magorno.

 

E così abbiamo indagato scoprendo :

-che la commissione è composta da 25 deputati e 25 senatori.

Questo l’elenco completo dei Deputati: Davide Aiello, Piera Aiello, Stefania Ascari, Vittoria Baldino, Giusi Bartolozzi, Gianluca Cantalamessa, Andrea Caso, Andrea Dara, Wanda Ferro, Paolo Lattanzio, Maurizio Lupi, Carmelo Miceli, Luca Migliorino, Dalila Nesci, Andrea Orlando, Erasmo Palazzotto, Luca Rodolfo Paolini, Nicola Pellicani, Antonio Pentangelo, Erik Umberto Pretto, Angela Salafia, Jole Santelli, Gianni Tonelli, Walter Verini, Pierantonio Zanettin.

Questo l’elenco completo dei senatori: Teresa Bellanova, Giacomo Caliendo, Antonella Campagna, Margherita Corrado, Giovanni Endrizzi, Antonella Faggi, Laura Garavini, Mario Michele Giarrusso, Pietro Grasso, Antonio Iannone, Elio Lannutti, Alessandrina Lonardo, Giuseppe Mangialavori, Franco Mirabelli, Enrico Montani, Nicola Morra, Marco Pellegrini, Pasquale Pepe, Antonio Saccone, Christian Solinas, Raffaele Stancanelli, Dieter Steger, Valeria Sudano, Francesco Urraro, Luigi Vitali.

-che Deputati e senatori sono stati scelti dai rispettivi partiti.

-che il Partito Democratico, infatti, ha indicato i nomi dei suoi membri per la Commissione Bicamerale Antimafia: si tratta dei senatori Franco Mirabelli (Lombardia) Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, già componente della precedente Commissione Parlamentare Antimafia,Valeria Sudano (Sicilia), Teresa Bellanova (Puglia) e Laura Garavini (Circoscrizione Estera) e dei deputati Walter Verini (Umbria), Andrea Orlando (Liguria), Carmelo Miceli (Sicilia) e Nicola Pellicani (Veneto).

 

Pubblicato in Politica

“Caro Presidente – si legge nelle lettera di dimissioni invita al presidente dem, Matteo Orfini – dopo il nostro Forum nazionale tenuto a Milano il 27 e 28 ottobre scorsi ritengo assolto il mandato affidatomi dall’Assemblea nazionale il 7 luglio

 

quando, eleggendomi, indicava per la mia segreteria una serie di obiettivi utili alla ripartenza del Pd dopo la sconfitta elettorale di marzo.

Faccio quindi seguito agli impegni presi, dimettendomi dall’incarico di segretario”.

“E chiedendoti – prosegue Martina – di poter convocare a breve l’Assemblea stessa per gli adempimenti conseguenti.

Fino a quel momento garantirò ovviamente per la mia parte un ordinato lavoro di tenuta in attesa delle nuove deliberazioni”.

“Ritengo che in questi mesi complessi il nostro lavoro abbia aiutato a impostare il percorso d’impegno necessario ai democratici dall’opposizione all’alternativa alle forze che oggi governano pericolosamente il Paese.

Siamo tornati in tanti territori, abbiamo cercato di rilanciare l’idea di un partito fianco a fianco alle persone che vogliamo rappresentare, pensando prima di tutto a chi ha di meno e a chi sta peggio.

Con la manifestazione di Piazza del Popolo a Roma abbiamo dato voce alla comunità democratica che vuole combattere per un’Italia migliore.

Con il Forum di Milano abbiamo cercato di mettere in chiaro gli impegni del nostro riformismo radicale: emancipazione, cittadinanza, ecologia, Europa”.

“Sono davvero convinto – prosegue Martina – che lo spazio dell’alternativa nel paese sia largo e che tocchi ora al Pd muovere l’iniziativa in modo aperto, unitario e plurale.

Oggi è giusto definire la nuova fase di questo percorso pensando innanzitutto alle prossime scadenze elettorali e in particolare alle cruciali elezioni europee di fine maggio 2019.

Ne va del destino europeo e della nostra democrazia.

“Colgo l’occasione per ringraziare te, la presidenza, e tutti i componenti dell’Assemblea nazionale per la collaborazione e l’impegno garantito in questa fase molto particolare della vita del nostro partito.

Mi piace ricordare uno dei messaggi più forti incontrati in questi mesi di lavoro intenso e appassionato: noi siamo somma, non divisione.

Lo dobbiamo alle donne e agli uomini del Partito Democratico e lo dobbiamo all’Italia”, conclude Martina.

Roma, 30 ott. (AdnKronos)

Pubblicato in Italia

Meta.- Rinvio a giudizio per Giuseppe Tito, sindaco di Meta e consigliere metropolitano del Partito Democratico, e altre sette persone tra dirigenti comunali e imprenditori coinvolti nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata sull'assegnazione degli appalti nel Comune costiero.

A deciderlo, pochi minuti fa, è stato il gup del Tribunale oplontino Antonio Fiorentino.

A carico del primo cittadino si ipotizzano i reati di corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, peculato, omessa denuncia e falso.

Di questi dovrà rispondere durante il processo che prenderà il via il prossimo primo febbraio: «Sono sereno - fa sapere Tito, assistito dalla penalista Paola Astarita - Il dibattimento sarà l'occasione per dimostrare la mia correttezza».

Meta, per il sindaco Peppe Tito arriva il rinvio a giudizio “Vado avanti”. Come già anticipato da Positanonews il Tribunale di Torre Annunziata ( Napoli ) ha rinviato a giudizio oggi il sindaco Giuseppe Tito .

Vado avanti”, ha detto il sindaco Peppe Tito.

Invece il Partito Democratico ha fatto sapere che per il codice deontologico non può candidarsi.

Il Rinvio a giudizio per il Sindaco di Meta Giuseppe Tito e per gli altri imputati è stato adottato tutti i reati ipotizzati. Così ha deciso il GUP Antonio Fiorentino del Tribunale di Torre Annunziata a termine dell’udienza odierna conclusasi intorno alle ore 14.

Il processo inizierà il prossimo 1° febbraio. Ma è probabile che finisca in prescrizione visto che il reato principale è relativo alla gestione dei parcheggi quando Tito era assessore , cioè oltre quattro anni fa.

Il gruppo di maggioranza ha già espresso vicinanza al sindaco “Saremo con lui”.

Anche la famiglia gli è vicino a sostegno della prossima campagna elettorale “Già ci aspettiamo che i giornali parlino e gli attacchi, siamo preparati. Ma gli staremo vicino”.

Al momento Peppe Tito non ha fatto alcun comunicato, ma già era previsto il rinvio a giudizio.

La campagna elettorale è già cominciata e probabilmente la sua sarà una lista civica senza tessera del PD, come già anticipato, con un possibile avvicinamento a De Magistris.

Pubblicato in Italia

La Federazione di Cosenza parteciperà convintamente alla Manifestazione nazionale indetta dal Partito Democratico a Roma per il prossimo 30 Settembre al fine di costruire l’alternativa politica, sociale e dal basso a questo governo sempre più posizionato a destra e sempre più inconcludente negli atti di governo e per incoraggiare gli italiani ad abbandonare la paura e a tornare a lottare per i diritti civili, sociali ed economici.

Allo stesso modo, in questi giorni, si sta lavorando all’organizzazione della Festa regionale de l’Unità, in piena collaborazione con l’Unione regionale, che quest’anno si terrà a Rogliano nella nostra provincia.

Sarà un’occasione importante per discutere e confrontarsi sulla nuova organizzazione da dare al Partito ma soprattutto delle politiche che il PD intende mettere in campo sia a livello nazionale che regionale.

Martedì 2 Ottobre, inoltre, sarà convocata la Segreteria provinciale di cui fanno parte

Armando Bossio,

Concetta Castiglione,

Livio Chidichimo,

Simona Colotta,

Maria Crescente,

Maria Pia Funaro,

Luigi Gagliardi,

Enzo Giacco,

Manuela Giordano,

Vincenzo Granieri,

Carmine Le Pera,

Luca Lepore,

Cesare Loizzo,

Francesco Madeo,

Paolo Pappaterra,

Gabriele Petrone,

Carmine Quercia,

Margherita Ricci,

Era Rocco,

Antonio Tiano,

Francesca Tolve,

Riccardo Ugolino,

Cristiana Viola,

Alessandro Porco (che assumerà il ruolo di Vice-Segretario),

con diversi punti all’Ordine del giorno tra cui l’organizzazione della Festa regionale, la programmazione dell’attività politica, la nomina dei Dipartimenti provinciali e dei Forum tematici.

Durante la riunione, infine, il Segretario Provinciale Luigi Guglielmelli provvederà ad assegnare le deleghe e le funzioni ad ogni membro della Segreteria al fine di consentire ad ognuno di lavorare al meglio nei settori di loro competenza e dare così un contributo operativo e di contenuto all’intero PD della Provincia di Cosenza.

Pubblicato in Cosenza

Atti osceni davanti a una minorenne. Il giudice assolve l'albanese: "Non è reato". E Salvini scrive a Bonafede: "Rivedere la depenalizzazione voluta dal Pd"

Masturbarsi in pubblico non è più reato, nemmeno se la belva lo fa davanti a una minorenne.

 

A deciderlo è stato il governo di centrosinistra. Risultato: un 28enne albanese che si era toccato davanti a una ragazzina non avrà conseguenze penali ma solo una multa. Un'ingiustizia che ha spinto Matteo Salvini a scrivere al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per chiedergli di rimediare, al più presto, a "un altro regalo del Pd agli italiani a cui cercheremo di rimediare".

"Giù le mani dalle donne e dai bambini!". Salvini ora vuole andare fino in fondo. Affinché un altro episodio, come quello raccontato la scorsa settimana dal Gazzettino di Venezia, non capiti nuovamente. I fatti risalgono a quattro anni fa, quando a San Donà di Piave una ragazzina, che si era riparata dalla pioggia nell'androne di un palazzo, era incappata nell'albanese che, dopo essersi abbassato i pantaloni, avava iniziato a masturbarsi proprio davanti a lei. Venutolo a sapere, i genitori lo avevano portato a processo per atti osceni nella speranza che la giustizia potesse fare il suo corso e assicurare l'orco dietro alle sbarre. Ma così non è stato. Perché, se fino a qualche anno fa il reato di atti osceni in luogo pubblico veniva punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni, nel 2016 un decreto legislativo voluto dal precedente governo lo ha depenalizzato. Adesso gli atti osceni "in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico" vengono puniti con una semplice sanzione amministrativa.

All'epoca dell'aggressione la ragazzina aveva sedicenne. L'orco che si è masturbato davanti a lei adesso è libero di rifare la stessa schifezza con altre ragazzine. "Il governo del Pd che nel 2016 ha voluto depenalizzare gli atti osceni evitando così una pena di tre anni a malati sessuali o depravati - ha commentato il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli - ha di fatto lasciato liberi di colpire potenziali stupratori". Salvini ha promesso che intende rimediare all'ennesimo errore commesso dal Partito democratico. Nei prossimi giorni scriverà al Guardasigilli per chiedergli di cancellare la depenalizzazione dei reati approvata dalla sinistra.

Sergio Rame - Mar, 18/09/2018 - 12:05

Pubblicato in Italia

Il Pd chiude a de Magistris: «Mai pensato alla sua candidatura»

Massimo Costa e Tommaso Ederoclite, segretario metropolitano e presidente dell'assemblea del partito democratico di Napoli, dicono:

 

 

«È davvero stucchevole il dibattito che si è aperto in queste ore.

In nessun organismo provinciale, regionale o nazionale si è mai pensato a de Magistris come nostro candidato alla presidenza della regione Campania».

«A tratti fa anche sorridere questa posizione.

Il Pd di Napoli è al governo regionale con De Luca e il nostro appoggio al presidente è indiscutibile. De Magistris è un personaggio in cerca di autore, con la città in ginocchio e i servizi al minimo storico cerca sponde per poter assecondare le sue velleità politiche.

Dorma tranquillo, nessuno pensa a lui - sottolineano –

L'unica preoccupazione che abbiamo è quella di dare supporto civile e politico ai cittadini che sono stremati per la cattiva gestione della città».

«Dopo quasi otto anni di fallimenti è comprensibile che il sindaco cerchi di riposizionarsi politicamente, la sua carriera politica va verso il suo esaurimento, e tra le Europee e la Regione Campania cerca solo di trovare una poltrona e qualcuno che gliela offra.

Il Pd di Napoli - concludono - dovrà lavorare, e molto, per mettere una pezza e cercare di far uscire la città dal guado in cui è finita.

E di questa situazione de Magistris è il principale responsabile».

Intanto De Magistris attacca de Luca dicendo che cerca i voti della Lega.

Pubblicato in Italia
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