Anche la scienzaconcorda sull'urgenza di riconoscere formalmenteil ruolo delle api nella tutela dell'ambiente e della biodiversità. Senza api niente futuro. Ecco perché api-territorio-ambiente deve essere la direzione in cui muoversi per i nuovi progetti di sviluppo sostenibile. Al seminario organizzato da Aprocal le relazioni dei Ricercatori dell'Università di Bologna.
Non è solo una convinzione popolare, ora anche il mondo accademicoè convinto che le api svolgano una funzione essenziale per la salute dell'ambiente e la biodiversità. Alcuni studi condotti dai ricercatori dell'Università Alma Mater Studiorumdi Bologna in collaborazione con Aprocal, l'associazione degli apicoltori calabresi, hannofatto luce sulla questione. I risultati sono stati presentati in un seminario organizzato dall'Aprocal e tenutosi il 24 agosto scorso, al quale hanno preso parte oltre 60 partecipanti accreditati, tra professori universitari, ricercatori, rappresentanti istituzionali e di categoria, giornalisti.L'evento rientra nelle attività del Programma Apistico Annuale 2020/2021, Reg. UE 1308/13 Regione Calabria.
Il seminario è stato un grande successo, non solo per il numero e il livello delle adesioni (presenti in collegamento alcuni dei massimi esperti nazionali di miele e biodiversità), ma soprattutto perché l'Aprocal è riuscita a far convergere l'attenzione su un punto cruciale: non si tratta di considerare solo la direzione ape-miele-produzione, ovvero una dimensione meramente economico-produttiva che interessa prevalentemente gli apicoltori, bensì di considerare come prevalente una nuova direzione, quella api-territorio-ambiente, in cui occorre muoversi per l'effettiva tutela dell'ambiente e della biodiversità, tematica di grandissimo interesse sia per il vasto pubblico, sia per gli agricoltori e le istituzioni.Durante il seminario infatti è stato sottolineato il ruolo agroecologico dell'apicoltura: grazie alle api e agli apicoltori,si promuovelo sviluppo nei contesti territoriali e la tutela ambientale degli stessi.
Tra gli interventi istituzionali ci sono stati quelli di Gaetano Mercatante(Presidente Aprocal- Associazione apicoltori produttori calabresi), Giuseppe Cefalo(Presidente Unaapi - Unione nazionale associazioni apicoltori italiani), Francesca Cozza (Responsabile misure OCM miele Regione Calabria), Francesco Cufari (Presidente Federazione ordini dottori agronomi e dottori forestali della Calabria), Giacomo Giovinazzo (Direttore Dip. agricoltura della Regione Calabria).
I ricercatori dell'Università di Bologna hanno affrontato la tematica da tre punti di vista convergenti. Il prof. Adamo Domenico Rombolà ha presentato le ultime innovazioni nelle strategie e nei sistemi agroecologici per la salvaguardia delle api e del miele. Ad approfondire lo stretto nesso esistente fra api, alberi e territorio, in riferimento al concetto di biodiversità, è statala dott.ssaAlessandraLombini. Infine, la dott.ssa ArleenRodriguezDeclet ha fatto il punto sulle ultime scoperte circa la complessa relazione tra api e piante.
Il seminariosi inserisce in un percorso che l'associazione degli apicoltori calabresi ha intrapreso per la valorizzazione e la promozione del miele di Calabria, in un'ottica che predilige la divulgazione delle acquisizioni scientifiche su tematiche di interesse comune, come appunto la biodiversità, la tutela dell'ambiente e le produzioni sostenibili.Il presidente di Aprocal Gaetano Mercatante ha anticipato che presto si terrà un nuovo seminario sulla filiera tracciabile certificata del miele di Calabria, e che Aprocal è capofila di un'ambiziosa iniziativa per arrivare a una certificazione di qualità del miele di Calabria.
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