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Amantea 1/9/2020

 

Aggiungiamo un pizzico di serenità, alle apprensioni delle scorse ore, legate alla scomparsa del Nigeriano ventenne, positivo al coronavirus, fuggito dal centro CAS “Ninfa Marina “ di Amantea nella mattinata di ieri.

 

A trovarlo è stata l’Arma dei Carabinieri, avvertita da un nostro concittadino che, grazie al nostro sito, ha riconosciuto nella foto il viso del ragazzo a bordo del treno regionale 3749 proveniente da Paola delle 10.08.

 

Immediatamente fermato dai nostri valenti Carabinieri di Amantea, saliti a bordo del treno, è stato accompagnato nel sottopasso della stazione ferroviaria di Amantea, dove, sorvegliato, i militari hanno atteso i medici dell’ASP provinciale per il trasferimento al centro Covid nel nosocomio di Cosenza.

 

Ora una serie domande ci vengono in mente a primo acchito, tipo dove è stato nelle ultime 24 ore il Nigeriano?

Cosa faceva a Paola, e con chi ha avuto contatti nella città del Santo?

Domande che solo i medici investigativi dell’Asp di Cosenza avranno modo di chiedere e farsi spiegare, al fine di ricostruire i movimenti del ragazzo Nigeriano e circoscrivere il possibile ulteriore fenomeno di contagi.

 

Il problema che rimane al momento è legato al risultato dei 97 tamponi effettuati al Centro CAS “Ninfa Marina”, da ripetere sicuramente nelle prossime settimane, ci chiediamo come mai il centro non sia stato messo sotto stretto controllo, o almeno in quarantena, in attesa dell’esito dei tamponi.

 

Chiediamo alla Commissione Straordinaria del nostro Comune, quando avrà il tempo di intervenire su questi avvenimento cittadini lontani da LORO ma vicini a NOI, di adoperarsi per mettere in quarantena preventiva tutti gli occupanti del Centro CAS “Ninfa Marina”, personale compreso, almeno fino alla completa sicurezza di ulteriori contagi da SARS CoVid 19.

 

Per il reportage fotografico e la news la redazione di tirreno news ringrazia il sig. Luca Guzzo.

 

 

Pubblicato in Cronaca

Gioacchino Lorelli-300x225Con ordinanza numero 21 del 13 giugno corrente anno il Sindaco di San Pietro in Amantea, Gioacchino Lorelli, ha firmato un'ordinanza con l'obbligo da parte dei proprietari di immobili e di abitazioni a comunicare al comune l'arrivo, anche per brevi periodi, di ospiti provenienti da fuori regione.

Di seguito il testo dell'ordinanza.

il sindaco di San Pietro in Amantea "ordina a tutti i cittadini residenti in San Pietro in Amantea, proprietari di immobili e locatari immobili presenti sul territorio comunale di comunicare al Comune oltre che alla Questura di Cosenza la locazione, anche per breve periodo, di unità abitative oltre che delle identità degli inquilini, anche se familiari, al fine di un adeguato controllo nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e comportamentali di contrasto alla diffusione del sars COV 2 fissato dal Ministero della Salute è dalle autorità regionali all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. utilizzando il modello unico scaricabile sul sito web dell'ente www.sanpietroinamantea.it

inoltre il sindaco di San Pietro in Amantea ordina ai cittadini, non residenti, proprietari di immobili che rientrano per le ferie e locatari immobili propri sul territorio comunale l'obbligo di comunicare al Comune oltre che alla Questura di Cosenza il loro arrivo e/o le persone alloggiate nel proprio immobile, anche se familiari, o la locazione anche di piccole unità abitative e l'identità degli alloggiati nel proprio immobile, anche se familiari, e degli inquilini, , al fine di un adeguato controllo nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e comportamentali di contrasto alla diffusione del sars COV 2 fissato dal Ministero della Salute è dalle autorità regionali all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. utilizzando il modello unico scaricabile sul sito web dell'ente www.sanpietroinamantea.it

Pubblicato in Politica

cov2021La notizia ci è stata finalmente confermata, dopo le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, stamattina due dei quattro nostri concittadini afferri da coronavirus risultano non più contagiati da Sars-CoV 2.

Da oggi solo due persone rimarranno affetti da coronavirus, l'ultimo in ordine cronologico è quello del nostro concittadino ritornato dall'estero e poi una ragazza contaggiata in un secondo momento.

A livello nazionale stamattina il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è fermato a rispondere a un’anziana che l’ha ringraziato «a nome dell’Italia» per l’impegno di questi mesi. 

Il capo del governo ha replicato: «Grazie a voi italiani, ma non è finita. 

Chiariamolo: non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale». 

Una precisazione dovuta per smorzare i toni di euforia avvertiti in alcune città italiane. 

«Abbiamo tolto l’autocertificazione perché la curva era sotto controllo, ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione», ha concluso.

<<Poter vivere in un Paese in cui se stai male non conta quanti soldi hai, non conta di chi sei figlio, non conta in che territorio vivi ma hai diritto a essere curato, penso che sia il valore più straordinario che dobbiamo tutti saper riconoscere e difendere con ogni energia», Vogliamo concludere con queste parole del nostro Ministro della Salute Speranza.

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allerta covPazienti definti "guariti", vengono poi controllati in un secondo momento e trovati positivi senza mostrare sintomi. 

E' accaduto a Wuhan come ad Amantea, sono stremati, e vorremmo vedere il contrario, i nostri concittadini a cui va tutta la nostra solidarietà.

Hanno ricevuto la prima diagnosi di Covid-19 chi ad inizio marzo chi ad aprile, sono stati curati a casa loro, ora a due mesi di distanza hanno fatto altri tamponi, e hanno scoperto di essere ancora positivi al coronavirus.

Questi nostri concittadini, di diversa età, non sono gli unici a trovarsi in questa situazione, anche se anche in Italia come in Cina, i medici affermano che ci sono diversi casi in cui pazienti definti "guariti", vengono poi controllati in un secondo momento e trovati positivi senza mostrare sintomi. 

Ben di più dei 14 giorni previsti dal periodo di isolamento raccomandato a livello globale. 

In Corea del Sud 163 persone che sembravano ormai "libere" da Covid-19 si sono ammalate di nuovo. 

E qualche caso di difficoltà a superare la malattia si registra anche in Italia, dove una ragazza di 23 anni ha superato i 70 giorni.

Non è ancora davvero del tutto chiaro il “comportamento” del virus. 

Ci sono iniziative farmacologiche interessanti che sembrano avere efficacia nel tenere “sotto controllo“ l’infezione , ma non è infrequente il riscontro di positività al tampone anche a distanza di più di 60/70 gg dal contagio anche in assenza di sintomi e di alterazione dell’emocromo. 

Ne capiremo sicuramente di più nei prossimi mesi, anche grazie a tutti i medici ed agli scienziati che stanno lavorando intensamente senza sosta.

coronavirusCoronavirus Amantea, dopo diverse settimane senza contagi c'è un nuovo positivo nel Comune di Amantea.

Dopo settimane a 'contagi zero' torna a esserci un nuovo caso di Coronavirus in Calabria, nel Comune di Amantea. 

La task force regionale ha infatti reso noto che ieri, 15 maggio, sono stati effettuati molti test per l’infezione da Covid–19. 

Di questi, 7 sono risultati positivi, e purtroppo uno nella nostra città.

Massimo riservo, come al solito, sul nome della persona contagiata le uniche informazioni che possiamo darvi e che è un contagio “di rientro”.

Purtroppo era da prevedere perché gli unici contagi che abbiamo in Calabria sono contagi di persone tornate da fuori regione, o addirittura dall'estero.

Ora la persona che ha contratto il coronavirus si trova in isolamento domiciliare, ci riferiscono da ambienti sanitari che non ha alcun sintomo e quindi le sue condizioni di salute possono considerarsi ottimali.

Adesso si apre una fase di verifica sul nuovo contagiato, i sanitari dovranno circoscrivere i contatti avute e le persone col quali lo stesso ha avuto rapporti in primis i familiari.

Pubblicato in Primo Piano

silvio cleRiceviamo e pubblichiamo un'altra missiva dell'ex funzionario Silvio Clemente alla Commissione Straordinaria del Comune di Amantea sui buoni spesa assegnati al Comune di Amantea dalla Protezione Civile Nazionale atta a distribuire aiuti alimentari alle famiglie più bisognose.

Le mie altro non sono che pietre buttate in uno stagno giacché è da sempre che il mio sguardo è rivolto a chi ha davvero bisogno.

La pietra di questa mattina ha un certo peso ed  ha tratti per lo più incresciosi.

Il Governo ha stanziato al comune di Amantea la somma di euro 120.000,00, già accreditati ed incassati, da elargire alle famiglie indigenti ovvero a chi ne ha fortemente bisogno.

Bene, di questi 120mila euro ne sono stati redistribuiti agli aventi diritto solo 33mila.

Ma vivaDio come mai a distanza di oltre un mese gli altri 87mila sono ancora nelle casse comunali?

Sono in tanti ad averne bisogno vitale. Occorre qui ed ora un bando semplice ma efficace per elargire questi bonus. Qui ed ora, non domani o dopodomani. Qui ed ora. 

Le persone, quelle in carne ed ossa, quelle che non riescono a sbarcare il lunario sono centinaia. 

Mi appello alla coscienza dei Commissari. Trovate un modo veloce ed efficace ma con immediatezza. 

Ripeto con immediatezza. 

È la situazione straordinaria a richiederlo!!! È la drammaticità del momento ad indicare la via. 

Buon lavoro con la speranza che la mia pietra smuova le acque. 

Grazie a nome della città

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silvio clementeDi una formale richiesta, effettuata alla Commissione Straordinaria del Comune di Amantea, si fa promotore Silvio Clemente, già Funzionario del Comune di Amantea, andato in pensione, come purtroppo tanti altri nell'ultimo periodo, diversi mesi fa.

Lo stesso con una nota pervenuta alla nostra redazione si fa promotore, a nome di un'intera comunità, di una richiesta formale avanzata alla triade del Comune di Amantea.

Silvio Clemente esprime, nella nota, forte preoccupazione per il protrarsi della chiusura di molte delle attività della città. 

Mentre sale lo sconforto di molti imprenditori allarmati dalla difficoltá della fase di ripartenza delle loro attività, si fa sempre più concreta la possibilità che aumenti il numero della attività che non saranno in grado di ripartire, se non si agisce in fretta e con provvedimenti adeguati.

Ecco le proposte che Silvio Clemente rivolge alla Commissione Straordinaria del Comune di Amantea 

Silvio Clemente invita la Commissione Straordinaria ad un ragionamento, "credo che specialmente in momenti come questi si debba agire trasversalmente, unendo le forze per cercare di fare, ognuno secondo le proprie competenze, un grande sforzo per non perdere quell’enorme patrimonio socio culturale ed economico che da sempre ha contraddistinto il nostro territorio, garantendo crescita, sviluppo, occupazione e reddito per tante famiglie.

Una crescita sviluppatasi grazie ad una sistematica capacita di riqualificarsi che ha visto la piccola e media impresa ed commercio in particolare nella nostra città tra i principali protagonisti.

Oggi però molti di queste imprese che operano nella ristorazione e nel settore della somministrazione, sono in ginocchio e rischiano il fallimento e la chiusura. 

Credo che oggi per il commercio ci siano le condizioni per ripartire in sicurezza, nel rispetto cioè del “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento del Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto lo scorso mese di aprile.

Però servono risorse e servono subito ma senza burocrazia".

Intervento quello di Silvio Clemente che richiama al buon senso ed alla concretezza che possa essere di immediato sostegno ed aiuto per i commercianti, per consentirgli di poter ripartire con qualche garanzia in più e qualche spesa in meno.

In questa ottica - continua Clemente - sono convinto che anche le Amministrazioni Comunali e quella del Comune di Amantea soprattutto, vista la natura della Commissione Straordinaria, che ricordiamo ai più, si è insediata a seguito di uno scioglimento per infiltrazione mafiosa dove il suo principale compito è quello di risanare un territorio, e che quindi la stessa Commissione possa e debba fare la sua parte.

Pertanto Clemente chiede, a nome di un'intera comunità la

- riduzione dell’IMU per il proprietario dell'immobile.

- Riduzione della imposta per la occupazione del suolo pubblico con la possibilità di ampliamento senza costi aggiuntivi

- Riduzione della TARI

- Sospensione dei “tributi locali” sino al 31 dicembre 2020

- Annullamento della tassa di soggiorno

- Annullamento della tassa affissioni e pubblicità

- Contributo a fondo perduto per l’acquisto di materiale igienizzante, mascherine, guanti monouso, strutture protettive in plexiglass.

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maschera01L’emergenza coronavirus è stata in grado di paralizzare un paese, ma non gli incivili. 

Il Coronavirus ha cambiato le abitudini degli italiani, ma non quelle di alcuni incivili che un po' come il lupo non perdono il vizio di abbandonare rifiuti per strada, un po' dove capita. 

Non più sacchetti di spazzatura, anche se ci costa affermare che si perpetua nel malcostume di moda nella nostra bellissima città.

In tempo di pandemia, i “maleducati” gettano guanti e mascherine anti-contagio sui marciapiedi, soprattutto a pochi passi dai supermercati o dai quei luoghi dove è importante indossarli. 

Capita in molte città, anche ad Amantea, dove sono state tante le segnalazioni negli ultimi giorni.

Poi il fatto che sono tre settimane che ad Amantea manchi il servizio di spazzamento delle strade e lo svuotamento dei cestini, nonché la pulizia dei mercati, non fa altro che aumentare la visibilità ed l'indecorosa visione di una città sporca ed incivile, pertanto attraverso questo articolo vogliamo invitare e sollecitare nuovamente, la Commissione Straordinaria, l'ufficio tecnico dal Comune di Amantea, nella persona dell'ingegnere Stellato, oltre che l'ufficio finanziario del comune di Amantea, nella persona del dottore Vigliatore, ad accelerare i processi di affidamento dell'incarico per far iniziare il servizio di spazzamento della città.

Il buttare a terra i DPI non è solo una questione di decoro, di pulizia, ma 'teoricamente' è anche un "rischio" per la salute dei cittadini

Come è documentato dalle immagini che vi proponiamo, decine di dpi (dispositivi di protezione individuali) usa e getta sono stati abbandonati sul corso principale della città, all'uscita della  ex banca Carime.

Mascherine, guanti ed altri generi sanitari sono stati lasciati per terra da alcuni concittadini, incuranti dell’emergenza che sta vivendo il nostro paese. 

Inoltre, il caso in questione non è un’eccezione, episodi simili sono avvenuti in diversi quartieri della città soprattutto all'uscita dei supermercati o in luoghi frequentati dalle famiglie.

Per questo, la Commissione Straordinaria, ha voluto invitare tutti ad essere meno superficiali e ad avere più rispetto per gli altri, ci risulta incredibile come questi incivili trovino sempre il modo di rendersi protagonisti, adeguandosi puntualmente ai momenti e ai contesti delle nostre vite. 

Abbiamo notato personalmente che, soprattutto nei pressi dei supermercati in città, il fenomeno è in crescita ed è davvero un pugno nell’occhio. Non bastasse l’aspetto del decoro, ricordo che questi dispositivi che usiamo per difenderci dal contagio, potrebbero essere ipoteticamente idonei a diffondere il virus. 

Abbandonarli ovviamente non significa altro che accettare questo rischio, sebbene ridotto.

Ora toccherà alla Polizia Locale, sigh, ed a chi di dovere a vigilare su questi comportamenti, dare un volto e un nome ai responsabili anche con l’aiuto delle telecamere esterne degli stessi supermercati. 

Ogni comportamento sbagliato dovrà essere sanzionato, esattamente come dovrebbe accadere con chi abbandona i rifiuti.

È utile ricordare che guanti e mascherine devono essere gettati nell’indifferenziato. 

E anche con una certa cura: bisogna chiuderli in un sacchetto che sarà poi depositato nel bidoncino di colore grigio.

Una volta finito, è necessario lavare accuratamente le mani.

Pubblicato in Primo Piano

dollari cinesiSembrerebbe che purtroppo la Cina abbia gravi responsabilità nella diffusione del Covid 19, per la ritardata comunicazione e trattamento dei primi casi di contagio. La Cina potrebbe avere infatti manipolato l’informazione relativa alla diffusione del virus, dichiarando un minor numero di vittime e di pazienti infetti e omettendo di fornire da subito informazioni adeguate sui contagi nonché sul reale evolversi della diffusione del virus.

In tutto il mondo, i vari Governi stanno manifestando rilevanti e molteplici dubbi sulla corretta gestione ed informazione fornite sul virus da parte del Governo Cinese:

 – La ministra degli esteri australiana Marise Payne durante un‘intervista ha espressamente richiesto di avviare un’indagine internazionale per indagare l’origine del virus e la diffusione: “.. penso sia importante e noi insisteremo assolutamente su questo”.

-Il Presidente francese Emmanuel Macron sempre relativamente alla gestione e diffusione del virus si è espresso sostenendo che “…sono successe cose che non sappiamo”.

-Il presidente americano Donald Trump recentemente ha dichiarato: “.. se la Cina si è resa intenzionalmente responsabile della diffusione del virus dovrebbe pagarne le conseguenze. “.

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Effettivamente la Cina avrebbe potuto gestire con un maggiore anticipo tutta la comunicazione e la trattazione della diffusione del virus.

Infatti, già nel periodo dal 5 al 17 gennaio, centinaia di pazienti cinesi hanno accusato sintomi compatibili con il contagio da CORONAVIRUS e si sono recati presso gli ospedali non solo di Wuhan ma di tutto il Paese.

Si evidenzia infatti che a Shenzhen, distante centinaia di chilometri da Wuhan il team del microbiologo Yuen Kwok-Yung ha potuto confermare che sei membri di una famiglia di sette persone avevano contratto il virus già il 12 gennaio 2020.

Tutta la vicenda “Coronavirus” sembrerebbe avere inizio persino il 31 dicembre 2019 quando le autorità sanitarie cinesi avrebbero dichiarato un focolaio di casi di polmonite ad eziologia non nota nella città di Wuhan. Risulterebbe altresì che, in data 9 gennaio 2020, il China CDC (il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina) avesse già chiaramente individuato il nuovo coronavirus, chiamato poi Covid 19, come causa eziologica di tali patologie e nella circostanza veniva confermata la trasmissione inter-umana del virus.

In data 11 gennaio 2020 risulta confermata la prima vittima del coronavirus: trattasi di uomo di 61 anni, deceduto a causa della polmonite: la Cina a quella data dichiarava circa una quarantina di contagiati nel Paese.

Il 13 gennaio il coronavirus provoca il primo decesso fuori dalla Cina: in Thailandia muore una donna cinese che era appena tornata da Wuhan.

Il coronavirus arriva altresì in altri Paesi vicini: casi di contagio vengono registrati anche in Corea del Sud, Giappone e Australia, tutti i contagiati risultano collegamenti con la Cina. Il 21 gennaio viene registrato il primo caso negli Usa: si tratta di un trentenne ricoverato a Everett, nello Stato di Washington, anche tale contagiato era di ritorno da Wuhan.

In data 24 gennaio vengono accertati i primi casi in Europa: in Francia, a Bordeaux e Parigi, tre persone risultano contagiate dal coronavirus. Il 30 gennaio si rendono noti purtroppo i primi due casi accertati anche in Italia: si tratta di due turisti cinesi trattenuti, nella circostanza, in isolamento allo Spallanzani.

ln data 30 gennaio l’Oms dichiara che il coronavirus un'”emergenza sanitaria globale”.

A metà febbraio, la importante rivista ufficiale del partito comunista cinese rende pubbliche le dichiarazioni del Presidente Xi Jinping sull’emergenza: “Il 7 gennaio ho dato ordini sulla prevenzione del Coronavirus“. Eppure, il primo intervento ufficiale del Presidente cinese per parlare di “epidemia” risulterebbe effettuato ben 13 giorni più tardi, il 20 gennaio, quando con ufficiale comunicazione chiedeva ai comitati del Partito Comunista ed ai propri organi governativi di ” adottare misure adeguate per frenare la diffusione dell’epidemia“

Il ritardo di 13 giorni nel fornire alla popolazione mondiale una notizia tanto importante come quella della diffusione di un virus addirittura letale ha contribuito certamente a causare la diffusione della malattia insieme ad una ritardata conoscenza e consapevolezza in merito alla stessa malattia.

E le responsabilità di cui sopra senza neanche voler entrare nell’accertamento in corso, se il Covid 19 si sia veramente originato nel Mercato di Wuhan o invece sia sfuggito di controllo nel Wuhan Institute of Virology. Tale laboratorio è sotto osservazione dagli scienziati statunitensi già nel 2018 per carenze nella sicurezza, secondo quanto riportato dal Washington Post che cita due cablogrammi diplomatici. Lì da tempo si studiavano i coronavirus provenienti da pipistrelli e la loro potenziale trasmissione agli esseri umani. L’ipotesi è stata rilanciata di recente dai media americani, ma anche senza voler considerare questa eventualità, le responsabilità in questa vicenda delle autorità cinesi sono enormi.

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Il Codacons, insieme allo studio legale americano Kenneth B.Moll, leader nelle class action per il risarcimento dei danni alla salute e a tutela dei diritti dei cittadini danneggiati da inadempienze dello Stato, ha deciso di approfondire le eventuali responsabilità della Cina nella diffusione della pandemia di Covid19, e sta valutando l’avvio di un’azione di richiesta risarcimento danni di tutti i cittadini italiani danneggiati contro la Cina, in Italia o negli Stati Uniti.

Possono preaderire a questa azione del Codacons tre categorie:

1) Tutte le persone, esercizi commerciali e aziende bloccate dal lockdown, per rispettare la relativa normativa emessa dal Governo, in particolare il DPCM 9/2020 e successive normative e integrazioni, cliccando qui;

2) Tutte le persone contagiate dal Covid 19, cliccando qui;

3) Tutti i parenti delle persone decedute a causa del Covid 19, cliccando qui.

La preadesione non comporta alcuna spesa o impegno, e dà diritto ad essere informati sugli sviluppi dell’azione e ad essere contattati in seguito per poter partecipare alla stessa, alle condizioni e modalità che verranno successivamente indicate.

Fonte notizia

Pubblicato in Mondo

centro storicoSotto la regia del nostro brillante showman Mario Lucio Pati, gli artisti della nostra cittadina si riprendono in casa con uno splendido video goliardico, un messaggio di speranza alla ripresa collettiva di una città che vede per il futuro, la rinascita della musica, dopo la devastante pandemia del Covid-19.
Sono diversi tra loro, ci sono attori fantozziani, musicisti comici, musicisti musicisti, cantanti, ballerini, guru rigorosamente in meditazione, ma tutti accumunati da un unico obiettivo: far ripartire l’arte in ogni sua forma, anche quella da centro di igiene mentale, perché è questa che, come uno specchio, ti sprona a guardarti dentro, a scrutare la tua anima.
E così, in un contatto virtuale, i figli di Amantea hanno realizzato con grande entusiasmo, ognuno registrando da casa propria, sketch simpatici e divertenti.
Un video, a modo nostro perfetto-imperfetto leggermente a destra verso la via della follia, ma anche, una promessa alla nostra città, perché alla fine, per come sospettiamo, ci sia più di un pensiero ad mega concerto tutti assieme per quest'estate.
Il Coronavirus ci ha privato delle nostre quotidiani abitudini, il relazionarci fisicamente con gli altri, il piacere di abbracciarci, di baciarci, di scambiarci reciprocamente le nostre energie. A tantissimi ha tolto il lavoro, gli affetti più cari, uccisi da un subdolo ed aggressivo virus, ma non è riuscito a togliere ai testardi ragazzi calabresi la speranza, il sorriso, la voglia di ricominciare.
Il covid-19 ci ha permesso di aprire finalmente gli occhi, di guardare i tanti e preziosi professionisti della nostra sanità che, in questo terribile momento, hanno sacrificato la loro vita, si sono isolati dalle proprie famiglie per salvare nelle corsie dei vari ospedali italiani, il prossimo.
Il Coronavirus ci ha scavato dentro, forse ci avrà rubato qualche mese della nostra vita, qualche mese dagli affetti familiari, dagli amici ma ci ha spronato a reagire e a riprenderci il nostro quotidiano, a sentirci di nuovo tutti fratelli, solidali l’uno con l’altro.
I nostri artisti in questo video, emanano una grande forza e una autenticità dei sentimenti reinterpretandola.
Prende forma un quadro di immagini simile ad una galleria di tipologie umane che, in questo video, si ritrovano tutti.
E sotto il cielo della nostra città, ricominceremo insieme una nuova vita, e come nella frase del film wonder "siate gentili perché tutti combattiamo una battaglia dura e se vuoi vedere davvero come sono fatte le persone non devi fare altro che guardare"!
Forza Amantea.

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