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Chiesa San Giuseppe Artigiano Villanova di Guidonia foto google-2Amici carissimi, oggi anche le chiese in Italia sono diventate luoghi insicuri per le donne. Tutti sappiamo che la chiesa è un luogo di preghiera, così è sempre stato. Ma oggi, purtroppo, accadono cose strane. Non si va in chiesa per pregare ma per violentare una donna. Quello che sto per raccontarvi è davvero accaduto all’interno della chiesa di San Giuseppe Artigiano a Villanova di Guidonia in provincia di Roma e non in un paesino sperduto dell’Aspromonte o del Gennargentu. La vittima è una donna di 57 anni che è stata aggredita da un uomo di 34 anni del posto mentre si trovava in chiesa a pregare. Il malvivente si è introdotto in chiesa e approfittando della totale assenza di fedeli si è avvicinato quatto quatto alla malcapitata signora mentre era intenta a pregare seduta sui banchi della chiesa. All’improvviso l’ha afferrata da dietro e l’ha scaraventata a terra colpendola con calci e pugni. Poi le ha strappato la camicetta per poterla palpeggiare e infine le ha abbassato i pantaloni e la biancheria intima per poterla stuprare. La donna ha cercato di difendersi sferrando anche lei calci e pugni all’aggressore e ha incominciato ad urlare chiedendo aiuto. Una signora che si trovava in chiesa è subito accorsa in suo aiuto e ha avvertito la Polizia. Fortunatamente l’aggredita con l’aiuto dell’altra donna è riuscita a divincolarsi e così lo stupro non si è consumato. La Polizia è giunta in chiesa prontamente ed è riuscita a bloccare il malvivente che ancora si trovava in chiesa. E’ stato arrestato con le accuse di lesioni personali e violenza sessuale ed ora si trova rinchiuso nel carcere di Rebibbia. La donna è in buone condizioni e non ha avuto bisogno delle cure mediche.

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verginitaEcco a voi, amici lettori di Tirreno News una notizia alquanto pruriginosa. Mi è capitato stamani tra le mani mentre ero in visita presso una libreria del centro città il giornale inglese “Sun” e sfogliandolo mi ha colpito una notizia che nello stesso tempo mi ha molto incuriosito e che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia in cui ero comodamente seduto. Una bella e attraente ragazza italiana, capelli biondi, occhi chiari, modella, di anni 18 appena compiuti, mette sul mercato la sua verginità al migliore offerente. Avete capito bene, amici miei, questa bella ragazza mette sul mercato la cosa più bella che ha. Non siamo al mercato delle vacche, ma parliamo di un nuovo mercato del secolo XXI: il mercato delle vergini. Non siamo al mercato di bestiame che una volta si svolgeva nel rione Santa Maria fino a pochi anni fa, ma siamo a Londra, in Inghilterra. Prezzo base d’asta: Un milione di euro. Il giornale britannico ci fa sapere che la bella ragazza italiana ha messo all’asta la sua verginità per poter pagare gli studi universitari, aiutare la sorella che ne ha bisogno, comprare ai propri genitori una bella casa. I propositi della ragazza sono a dire il vero degli ottimi propositi. Tutte le brave persone vogliono aiutare i fratelli e le sorelle in difficoltà. Si prodigano a sostenere i genitori che hanno fatto tanti sacrifici per loro. Ho tanti miei amici medici, insegnanti, avvocati che in gioventù hanno aiutato i loro genitori contadini nei campi durante i mesi estivi quando la scuola era chiusa. Che accudivano gli animali nella fattoria. Alcuni addirittura andavano a pascolare pecore e capre nei boschi circostanti portandosi dietro libri e quaderni.. Che nei week-end, specialmente d’estate, sono andati a lavare piatti nei ristoranti della riviera. Che molte ragazze durante il tempo libero hanno aiutato i vecchi nelle faccende domestiche. Insomma, si sono dati da fare, come si sul dire. Mettevano da parte qualche gruzzoletto per poi poter realizzare i loro desideri. Insomma c’erano tanti modi per poter raggiungere l’obiettivo. Ma mai, e ripeto mai, mi era capitato di leggere una notizia così sconvolgente e pruriginosa. Dare il proprio corpo ad un estraneo, a pagamento, anche se il prezzo è abbastanza esorbitante, per poter pagare gli studi universitari,mi pare strano Questa notizia non mi ha convinto affatto. Per me è una trovata pubblicitaria, è una bufala. Chiamatela come volete. La ragazza oltre ad essere bella, è anche una modella alle prime armi e allora un po’ di pubblicità fa sempre bene. Far vedere le forme, il lato B, le tette e quant’altro, aumenteranno certamente le richieste per qualche cosa da poter pubblicizzare. Il fine giustifica i mezzi diceva il grande Macchiavelli. La ragazza ha deciso di iscriversi ad una università straniera, ad una università prestigiosa e costosa come Cambridge, però non ha i soldi necessari per pagare la retta, e allora l’unica cosa da fare è quella di mettere all’asta la sua prima notte d’amore. La famiglia e i suoi amici non sanno nulla di ciò che la ragazza sta per fare, e meno male. Ma la notizia sta facendo molto scalpore e i media sono alla ricerca spasmodica della ragazza anche se lei ha dato un nome fittizio. Amici miei carissimi, questa storia raccontata dal “Sun” mi ha lasciato addosso, almeno a me che ho superato la soglia degli ottanta anni, una patina di tristezza.

Pubblicato in Italia

violenza-sessuale“Il paese è piccolo e la gente mormora” è stato sempre affermato sui piccoli centri o comuni di provincia. Ma questa volta non è accaduto, purtroppo.

 

E a farne le spese è stata una innocente ragazzina di Melito Porto Salvo, comune del reggino.

Per ben due anni la ragazza è stata violata e selvaggiamente stuprata da bestie feroci tra i quali c’erano quello che lei credeva essere il suo fidanzatino e il figlio del boss del luogo.

Retroscena di una violenza inaudita e di raccapriccianti particolari ai quali non si può non prestare attenzione senza sollevare dei dubbi.

È mai possibile che nessuno nel paese e nei dintorni, dico nessuno (domanda sollevata anche dal giornale Il Dispaccio) non si sia domandato cosa ci facesse in auto una bambina con tutti quei ragazzi non una ma più volte? E i genitori e i più stretti familiari non si sono mai chiesti nulla sugli spostamenti della ragazza? E gli insegnanti sul suo probabile comportamento in aula? Gli amici dov’erano?

È mai possibile che basta la presenza del figlio di uno ‘ndranghetista su “queste scene” per dimenticare quali siano i principi della solidarietà e della coscienza ed interrogarsi se riveste carattere di normalità tale “via vai”, tale vicinanza promiscua tra quelle figure (FIGURI a dire il vero!) di sesso maschile e la bambina?

Ma, purtroppo, quando “conviene” o quando si ha paura si dimentica che i bambini, anche i figli degli altri, sono il bene più prezioso da tutelare e da proteggere.

Si dimentica tutto ciò financo a scordarsi di trovarsi in una piccola realtà territoriale e che il pettegolezzo ed il mormorio a fin di bene si può e si deve fare, E SI DEVE DENUNZIARE.

Purtroppo anche l’annoso silenzio di coloro che sapevano rientra nell’ambito dell’omertà che è propria di gran parte del popolo calabrese e della quale si serve la ‘ndrangheta per i suoi spudorati affari.

Il coraggio della ragazzina e l’encomiabile attività investigativa dell’Arma ha portato all’arresto dei responsabili.

L’associazione Risveglio Ideale, fondata e presieduta dall’Onorevole Napoli, esprime un sincero ringraziamento ai Carabinieri per aver assicurato alle patrie galere quegli esseri spregevoli confidando che vengano loro inflitte le pene più severe senza alcuno sconto o attenuante.

Ufficio Stampa RISVEGLIO IDEALE

            3 settembre 2016

Pubblicato in Mondo
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