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menichiniOggi per la quinta volta il bilancio è tornato in consiglio comunale ad Amantea, o meglio l'ipotesi di bilancio, visto che da quasi due anni ad Amantea si va avanti ad ipotesi e bocciature del piano necessario a riequilibrare i conti, dopo il dissesto.
I termini indicati dal Ministero scadono domani e, come sempre, in Comune si riducono all'ultimo giorno.
Per cui ancora una volta non sono state rispettate le norme della convocazione, con violazione del Testo Unico degli enti locali, del Regolamento del Consiglio e del Regolamento di contabilità.
E la segretaria lo ha detto chiaramente: "la norma è stata violata", anche se solo dopo ripetute sollecitazioni da parte nostra
Occorreva prenderne atto e constatare l'invalidità della seduta.
E a dire il vero il presidente del consiglio Giacco aveva proposto di mettere ai voti la prosecuzione del Consiglio, ma nessuno della sua maggioranza, nemmeno il sindaco funzionario della prefettura, lo ha sostenuto in questa volontà e hanno continuato, come se nulla fosse.
Ma la seduta è invalida e dunque anche l'approvazione dell'ipotesi di bilancio.
Aspettiamo le determinazioni del Ministero a cui abbiamo già segnalato le irregolarità evidenziate, che si aggiungono alle incongruenze sui dati di bilancio.
Mentre da ieri è presente in Comune un'ispezione del MEF sulla gestione dei conti a partire dal 2010.

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5stelleRende (Cs) – Più che un Consiglio comunale oggi è andata in scena una
puntata di Beautiful. Storie di corna e tradimenti, di false promesse
e continui ammiccamenti, che hanno fatto venire meno la già risicata
maggioranza variabile a Manna.
La farsa è finita. Il sindaco è rimasto da solo a sbraitare alla luna.
Non ha più nessuna giustificazione da dare alla città. Dopo aver
girato tutto l'arco costituzionale per rimanere a galla, nuovamente si
ritrova senza i voti in Aula. Scelte sbagliate figlie di politiche
vetuste che come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre contrastato e
sempre contrasteremo lo hanno portato a questa situazione incresciosa
che si riverbera sulla città.
A pagare le spese di questi 5 anni di mal governo sono sempre i
cittadini e la città tutta che è rimasta isolata nell'area urbana, con
servizi al palo, senza chiare indicazioni programmatiche, orfana di
una visione precisa del futuro prossimo.
Ai tagli del nastro per opere ancora da realizzare è seguito il vuoto
amministrativo. E la misura è oramai colma.
Crediamo sia ormai giunta l'ora di voltare pagina e di staccare la
spina a questa fallimentare pagina di amministrazione locale. Un
sindaco irresponsabile che non riesce a portare a casa una discussione
sul bilancio, che vuole consegnare tutti i servizi primari ai privati,
che non ha voltato pagina con il passato ed anzi gli si è consegnato
mani e piedi, dovrebbe solo farsi da parte, come più volte gli abbiamo
consigliato pubblicamente e senza essere ascoltati. Ma pochi mesi ci
separano da un diverso destino per Rende nell'Area Urbana, in Calabria
e nel resto del continente.
Oggi ci riproponiamo alla guida di questa città presentando agli
elettori un percorso chiaro di coerenza politica. Una coerenza
irrintracciabile nell'attuale compagine di governo che non potendo
dire altro, continua ad addossare su di noi tutta la propria inefficienza..

 Domenico Miceli
Capogruppo MoVimento 5 Stelle al Comune di Rende
Pubblicato in Calabria

bandiera-italianaSperiamo che me la cavo, dice il “guagliune” napoletano appena uscito dal colloquio col Presidente della Repubblica Mattarella. Vuole a tutti i costi diventare Presidente del Consiglio. Vuole passare alla storia come il più giovane Premier della Repubblica Italiana.. Alle elezioni politiche del 4 marzo scorso il suo Movimento ha preso il 33% dei voti validi, non sufficienti però per formare da solo un nuovo governo. Ha bisogno di un altro partito, di destra o di sinistra, che faccia da stampella. Ha tentato di coinvolgere Matteo Salvini. Non c’è riuscito perché il leader leghista fino adesso ha tenuto duro, non ha voluto tradire la coalizione di centro destra e Berlusconi in particolare. Ora, però, dopo il fallimento con la Lega, Di Maio vuole coinvolgere il Pd, il partito che dalle urne è uscito sconfitto e umiliato. Quel partito che per cinque anni ha dovuto subire rampogne, umiliazioni, contumelie, insulti volgari, offese da Grillo, Di Maio, Di Battista e altri. Per loro i piddini erano mafiosi, schifosi. Erano delle merde, dovevano morire. La senatrice che diceva queste cose ieri sera è apparsa in televisione e non si è pentita delle parole pronunciate contro gli esponenti del Partito Democratico col quale ora vuole fare un nuovo Governo. Ma davvero le liti e le offese saranno facilmente dimenticate? Per il bene del Paese? No! Per il tornaconto personale di alcuni deputati e senatori che non vogliono perdere la comoda poltrona di Ministro. Franceschini che non vuole lasciare la poltrona di Ministro e aspira a diventare Presidente della Camera se Fico dovesse diventare Primo Ministro. Veltroni e Fassino alla spasmodica ricerca di un incarico di prestigio. Ma Veltroni non è quello che doveva abbandonare l’Italia quando venne sconfitto da Berlusconi e andare lontano lontano? Sì, è proprio lui. Doveva partire per l’Africa. Evidentemente neppure in Africa lo hanno voluto. Fassino, invece, è disoccupato e anela ad un posticino di prestigio, Di Maio permettendo. Di Maio, guagliune molto furbo e scaltro, ha dimenticato il torbido passato e guarda al futuro e cerca di trovare una intesa con quel che resta del Pd e con il reggente Martina, possibilmente con il bene placito di Matteo Renzi, che fino ad ieri è stato zitto. La strada è stretta e lunga, comunque, ci sta tentando, anche perché se si dovesse andare di nuovo al voto con la stessa legge elettorale difficilmente uscirebbe dalle urne un vincitore. Resta, però, ancora una probabile intesa con Matteo Salvini dopo il voto del Friuli Venezia Giulia. Dipende dal risultato elettorale. Per un accordo col Pd Di Maio dirà sicuramente sì a tutte le proposte che faranno i piddini salvo poi tirare loro un bel calcio nel sedere quando non ne avrà più bisogno. Ha in mente una sola cosa e non ci dorme la notte. Vuole Palazzo Chigi. Lo hanno capito pure le mosche che gli ronzano attorno. Non ci sono ostacoli quando c’è un nobile fine da raggiungere. E poi si ricorda di Macchiavelli quando dice che il fine giustifica i mezzi. E’ propenso a coinvolgere gli attuali Ministri Franceschini, Fedele, Lorenzin e perché no? Anche il desaparecido Angelino Alfano. Quest’ultimo ha fatto da stampella a Renzi e Gentiloni, continuerebbe anche con Di Maio. Che c’è di male. Che male c’è. Ma nel Pd che fu di Renzi, Bersani, Veltroni, Fassino, D’Alema, la confusione oggi regna sovrana e c’è pure spazio per un gigante della politica italiana, quel Pierferdinando Casini che nella sua lunga vita di parlamentare ha fatto casini a non finire. Ha cambiato partiti e schieramenti politici una decina di volte. Riporta “Repubblica” la dichiarazione fatta da questo illustre parlamentare:- Il Pd è davanti a scelte drammatiche. Ha bisogno del suo leader-. E chi sarebbe il leader? Ancora una volta Matteo Renzi uscito sconfitto dalle urne nel referendum costituzionale e nelle elezioni politiche del 2018. Ma Casini pensa ai fatti suoi. Se si dovesse andare di nuovo a votare chi garantirebbe per lui una nuova candidatura ed in un collegio blindato? Casini, come del resto tutti i nuovi parlamentari appena eletti due mesi fa, sono terrorizzati ora che lo spauracchio delle elezioni anticipate bussa alle porte. E così Casini, come del resto gli altri parlamentari porta borse, bussano alla porta dei grillini:- Per favore, fateci entrare. Non daremo fastidio. Staremo buoni buoni. Fate la carità ad un povero cieco!- Sì, sono diventati non solo ciechi, ma sordi e muti. Direbbe Dante Alighieri:- Ahi serva Italia, di dolore ostello. Nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello -. Che Iddio ce la mandi buona! Cosa possa unire il programma dei grillini e quello del Pd per me è un mistero. Tre punti soltanto, però, ci sono e sono l’antiberlusconismo, il famoso conflitto di interesse e le poltrone. Solo questi tre punti potrebbero avvicinare Pd e Movimento 5 Stelle. Ahi Italia, asservita agli interessi di uomini faziosi, ignoranti, qualunquisti, senza aver mai lavorato, luogo di sofferenza, priva di un governo autorevole, stabile e duraturo, 200 mila insegnanti che fra non molto perderanno il posto di lavoro, le nostre coste invase da immigrati africani, le nostre scuole frequentate da alunni delinquenti incalliti, dove i professori e le maestre non sanno più reagire, i pronto soccorsi intasati, malati curati per terra, per una visita medica in ospedale bisogna aspettare mesi e mesi, le nostre città invivibili ed inospitali. A Di Maio, a Renzi, a Martina, a Di Battista, a Mattarella e agli altri questo vorrei dire usando una terzina di Dante Alighieri:- Vieni a veder la gente quanto s’ama! / e se nulla di noi pietà ti move, / a vergognar ti vien de la tua fama-.

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politicaMeno male che fra cinque giorni andremo a votare, così non saremo più costretti a leggere articoli sulle varie testate nazionali e ad ascoltare i vari commentatori politici sulle Reti Rai e Mediaset sulle elezioni politiche della prossima domenica di marzo e se il voto dato a Berlusconi, Renzi, Grasso, Di Maio, Salvini, Meloni sia stato utile o dannoso. Ma quando mai il voto che si da ad un partito o ad una coalizione è inutile. Quando il voto si da con scienza e coscienza è sempre un voto utile e sempre lo sarà. Spetta poi al candidato che ha ricevuto quel voto utilizzarlo per il bene del paese. Se non lo saprà utilizzare al meglio saranno sempre le elezioni dove gli elettori con una matita copiativa ed un semplice segno di croce potranno mandarlo definitivamente a casa negandogli la fiducia. E’ vero, però, che il dibattito sulle elezioni politiche nazionali è stato deprimente. Quante “cazzate” sono state dette e quante promesse sono state fatte che non potranno mai mantenere. Un candidato di Cosenza alla Camera dei Deputati ha promesso ai cosentini che se sarà eletto al Parlamento porterà a Cosenza i vincitori del Festival della canzone di Sanremo 2018. Che bella notizia! Ma avete letto gli slogan sui loro manifesti? Sono davvero deprimenti. Un candidato che nel corso della sua breve vita politica ha cambiato partiti e schieramenti una decina di volte si è rivolto agli elettori chiamandoli “Ohi co! “. Ma io mi chiamo Francesco e se vuoi il mio voto mi devi chiamare per nome, non sono un “Co”. Non voterò per tizio o per caio a vambera, ma neppure per una testa di rape. Altri non avendo nulla da dire hanno scritto che si sono candidati per noi, per il nostro bene. Che facce di bronzo! Ma gli elettori calabresi che non sono fessi non si faranno abbindolare dalle terre promesse, dai posti di lavoro che hanno inventato, dai mari e monti che i Deputati e Senatori uscenti hanno realizzato, dalle case, dai ponti, dalle strade, dalle autostrade che hanno costruito. Tutti sappiamo come sono andate le cose realmente nella nostra martoriata Calabria. Le strade fanno schifo, negli ospedali si muore, nei pronto soccorsi gli ammalati dormono per terra, i trasporti funzionano a singhiozzo, la disoccupazione aumenta, i giovani non trovano lavoro, i vecchi vengono licenziati, le piccole industrie sono costrette a chiudere, le ferrovie sopprimono i treni, le montagne d’estate bruciano e d’inverno, basta un po’ di pioggia, franano, la Salerno Reggio Calabria non è ancora completata, la Statale 106 Jonica è una mulattiera, i termovalorizzatori non ci sono, i depuratori non funzionano e il mare è inquinato. E potrei continuare a lungo, ma non voglio annoiarvi. Questi sono i problemi che affliggono la Calabria e di queste cose i candidati Deputati e Senatori avrebbero dovuto parlare. Ma essi pensano ad altro, non hanno a cuore l’interesse della collettività, hanno a cuore l’interesse del proprio tornaconto. Fanno già i conti di quanto percepiranno e di quanti portaborse potranno nominare ( figli, mariti, moglie, nipoti, zie e zii). Già sognano la macchina blu con autista al seguito e perché no, anche la scorta. Dieci, venti giornali da leggere a sbafo. Viaggi gratuiti sui mezzi di trasporto e ingresso gratis allo stadio per assistere alla partita di calcio della squadra del cuore. Ma il 4 marzo a qualcuno dovremmo pur dare il voto. Astenersi non serve a niente. Prima di entrare nella cabina elettorale facciamoci un bell’esame di coscienza. A chi darò il mio voto? Non importa se è un candidato di destra, di sinistra o di centro. E’ preparato? Sì. Allora lo voto. E’ onesto? Allora lo voto. E’ affidabile? Lo voto. E’ un voltagabbana? Non merita il mio voto. Se ognuno di noi facesse questo ragionamento prima di recarsi alle urne, forse, dico forse qualche cosa anche in Calabria potrebbe cambiare. Ma davvero i calabresi vogliono che le cose cambino? Stento a crederci. In questo sistema di nicchie e di favori molta gente ci sguazza che è una meraviglia.

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movimento 5 stelle amanteaCOMUNICATO STAMPA MOVIMENTO 5 STELLE

Nella serata di ieri a celebrare il proprio comizio ufficiale di questa fase finale di campagna elettorale è stato il Movimento 5 Stelle. Piazza Commercio ad Amantea sin dalle ore 20.00 inizia ad affollarsi di persone a conferma dell’enorme interesse che questa contesa politica per il rinnovo dell’Amministrazione comunale sta suscitando tra i cittadini.

Ad aprire la kermesse è Nicola Perri, talento cristallino del panorama musicale amanteano. Per la sorpresa dei presenti, la sua performance apprezzata è la canzone da lui incisa dedicata all’Italia che non demorde ed alla nascita del fenomeno grillino, dal titolo “Italia Indipendente”:

https://www.youtube.com/watch?v=4HJs0KoETJw

Successivamente è la volta dei candidati consiglieri. Alternandosi reciprocamente sul palco, ognuno pronuncia una frase di indignazione rivolta alle manchevolezze delle passate amministrazioni.

Dai primi accenni già si preannuncia un clima dai toni piuttosto pepati.

La conferma arriva quando a prendere la parola è Francesca Menichino, candidata a Sindaco per i grillini, che inizia subito con una critica aspra. Rivolgendosi agli amministratori in carica, destinatari a breve di un cospicuo risarcimento monetario per l’ingiusto scioglimento nella passata legislatura del Consiglio Comunale per Mafia, ne denuncia l’assordante silenzio sull’utilizzo di quei soldi, invitando immediatamente a devolverli a favore della cittadinanza a scopo sociale per ripagare una comunità intera la cui ferita inferta da quella vicenda, prescindendo dall’esito giudiziario definitivo, non è stata ancora sanata, rilevandosi pesanti colpe politiche per scarsa vigilanza ed ipocrisia comportamentale nella costruzione delle liste di allora.

Il discorso prosegue in un mix di ironia, critiche e spiegazione più in dettaglio del Programma elettorale.

Ironia, quando accentua più volte volontariamente il tono vocale sul candidato “Sabatino, Monica Sabatino”, a voler alludere con la sottolineatura del nome e del cognome che il protagonista principale della lista “Rosa Arcobaleno” non sia il Presidente uscente del Consiglio Comunale ma qualcun altro della famiglia Sabatino che nel dietro le quinte ne ha mosso e continua costantemente a muoverne i fili.

Ancora ironia, quando parla di taluni candidati, consiglieri uscenti, capaci di compiere salti da “grilli” – intesi questa volta come animali – da una lista all’altra alla ricerca della migliore collocazione possibile a fini personali. Poco è importato infatti – dice la Menichino - che alla fine la scelta sia stata quella poco nobile di uno schiaffo alla coerenza propendendo per un’alleanza con quelli osteggiati per tanto tempo dai banchi dell’opposizione.

Critiche, quando sottolinea la violazione di tutti gli altri candidati della circolare emanata dalla Prefettura sul corretto uso degli spazi, della cartellonistica e degli striscioni a fini di propaganda elettorale. “Se non conoscete o non volete rispettare neanche le leggi più elementari di una campagna elettorale, cosa deve aspettarsi la cittadinanza per il futuro da Voi?”, conclude il passaggio perentoriamente la Menichino.

Ancora critiche, quando imputa agli Amministratori uscenti lungamente seduti sugli scranni di Corso Umberto I, la faccia tosta di promettere ancora “occupazione, turismo, aeroporti, porti e metropolitane” mentre Amantea è andata sempre più alla deriva non rendendosi conto – evidentemente perché frutto di uno sdoppiamento di personalità – che gli artefici dello sfascio siano stati proprio loro.

“Potranno promettere quello che vogliono ma ciò che gli mancherà sarà sempre la credibilità”.

La spiegazione del Programma del Movimento 5 Stelle di Amantea segue a ruota, toccando i sottotemi dei 5 Punti nodali nel quale il Programma si struttura: Ambiente; Vivibilità; Comunità e Partecipazione; Amministrazione trasparente; Rilancio dell’Economia cittadina.

Al centro di tutto – dice la Menichino – il valore fondante su cui dovrebbe basarsi da sempre il fare Politica: Il rispetto e la tutela della dignità della persona umana.

Significativi i passaggi conclusivi.

Il primo attinente all’eliminazione della figura del Presidente del Consiglio Comunale, accorpata alle funzioni del Sindaco con il risparmio della relativa indennità, che già - sottolinea ancora una volta la Menichino – poteva avvenire dalla scorsa legislatura con automatici benefici in materia di riduzione dei costi della politica.

Il secondo quello relativo al taglio volontario da parte dei “grillini” degli stipendi di Sindaco e Assessori, qualora siano essi a prevalere alle elezioni nonché la scelta degli assessori che verrà effettuata nel rispetto di due criteri fondamentali: il possesso di elevate competenze e la disponibilità completa di tempo per dedicarsi pienamente allo svolgimento dell’incarico assessorile.

Stasera, Lunedì 12 Maggio, la replica a Piazza San Francesco a Campora S.G. a partire dalle ore 19.30.

Comizio 5 Stelle PiazzaCommercio

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Non sono ancora certi i dati italiani , regionali e locali.

Ma una prima cosa è certa e cioè che il Parlamento avrà un notevole cambiamento sia nella composizione che negli uomini.

Poi ce n’è una seconda e cioè che i sondaggi elettorali sono una bufala e non ci “azzeccano” come diceva Di Pietro.( non diteci per favore che gli Italiani sono cambianti così tanto in 15 giorni!)

Poi una terza è cioè che gli Italiani sono incazzati contro i vecchi politici responsabili di questo stato di cose ( chi altri?), tanto incazzati da aver cominciato una irrefrenabile, silenziosa rivoluzione democratica, quale è quella del cambiamento dei politici, votando, cioè, gente nuova e comune ,tale da poter essere considerata come gente fuori dalla politica, come sono i candidati del Movimento 5Stelle che ha avuto un risultato impensabile pur non essendo conosciuti.

Come valutare i 1766 voti avuti ad Amantea e che hanno fatto del Movimento 5Stelle il primo partito nella città? Un voto istintivo di gente stanca verso chi non crede ai loro problemi, verso chi non fa nulla per cambiare, verso chi continua ad operare in modo usuale ed inefficace. Come non capire che dietro questo voto c’è la voglia di cambiare( i politicanti, innanzitutto) e soprattutto la voglia di riscatto morale ed etico. Sembra che Amantea abbia finalmente riscoperto la bellezza del voto libero e non condizionato dai poteri.

Come valutare i 77.684 voti, pari al 25,55 %, avuti in provincia di Cosenza e che hanno fatto del Movimento 5Stelle il primo partito nella provincia?( al momento e su 828 seggi su 869)

Come valutare i 180.036 voti ( parti al 22,17%) avuti in Calabria e che ne fanno ( al momento su 2.354 seggi su 2.411) il terzo partito nella regione?

Come valutare i 7.054.173 voti ( pari al 23,78 %) avuti in Italia, al momento (per 58.733 seggi su 60.431) e che ne fanno il secondo partito in Italia?.

Come valutare i 641 759 voti ( pari al 29,50%) avuti al momento per 5.148 seggi su 5.309 e che ne fanno il primo partito in Sicilia e soprattutto con un aumento esponenziale rispetto alle recenti consultazioni regionali?

Una realtà diffusa, non un fenomeno localistico, quindi, una realtà reale non virtuale, una realtà popolare che nasce da una profonda disistima della vecchia politica e dei vecchi politici, un nuovo sole che illumina le due Camere nelle quali non entra da tempo la luce.

Una realtà esplosiva ma ottenuta con le regole della democrazia.

Una voce del popolo, non delle banche, della massoneria, della mafia, della chiesa, delle lobby, dei poteri;una voce che nel mentre continua a gridare il corale disappunto proverà a governare in modo nuovo e per la gente.

Andrea Marchese

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di 5Stelle Amantea

“Il comprensorio amanteano, allo stato attuale, vive una situazione di abbandono politico-istituzionale che non ha precedenti negli ultimi 50 anni di storia repubblicana. Uno dei temi concreti e cruciali che condizionano economia e vita cittadina è il triste regresso constatato nelle vie di comunicazione:

ci stanno isolando, facendo mancare la manutenzione e la cura per strade piccole e grandi. Un caso emblematico è il ponte sul fiume Savuto (collega Nocera con Campora e Cleto...), crollato 7 anni fa e mai più ricostruito.

Il Movimento 5 Stelle Amantea considera vergognoso il disinteresse politico su questa struttura mancante, la cui importanza è facilmente riscontrabile:

se la ss 18 diventa inutilizzabile (per incidente, per lavori o per l'annosa questione delle mareggiate che consumano il tratto nei pressi del semaforo camporese), il comprensorio amanteano si ritrova tragicamente escluso dai collegamenti con l'area lametina-catanzarese.

Arrivare all'accesso A3 di Falerna diventerà un miraggio. Siamo disponibili a un confronto pubblico con esperti e istituzioni per fare partire un ragionamento generale sui trasporti e sulle vie di comunicazione dell'area, ma oggi diamo con forza il nostro appoggio alla battaglia per la ricostruzione in tempi brevi del ponte sul Savuto.

Si badi bene che l'area riguarda strategicamente Amantea, perchè lì, a pochi kilometri, sta il porto turistico. Il nostro sostegno va a imprenditori, agricoltori, commercianti e cittadini del luogo, costretti a spendere sempre più carburante per i loro spostamenti a causa di un menefreghismo politico scandaloso.

In 7 anni non si è stati capaci di rimettere a posto un ponte di 150 metri. Una cosa incredibile, se poi si pensa che sui giornali molti politici spingono per far costruire un lungo inutile ponte sullo Stretto di Messina.

Movimento 5 Stelle Amantea

Pubblicato in Catanzaro
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