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Metallo e EvaDopo  Amici, il cantautore cosentino sbarca al Festival della Canzone Italiana insieme al nuovo produttore Gianni Testa

Continua il momento d’oro del calabrese Giacomo Eva dopo la positiva esperienza nel talent show Amici di Maria. Il giovane cantautore cosentino, dopo aver scritto per molti big della musica italiana, quest' anno sarà al Festival di Sanremo in qualità di autore per Francesco Renga, in gara con il brano "Aspetto che torni", scritto insieme a Tony Bungaro, Cesare Chiodo e lo stesso Renga.

Prosegue quindi il percorso artistico di successo per il talento calabrese - formatosi nell’Accademia Caccini di San Fili diretta da Francesco Metallo - che è già al lavoro in studio di registrazione per la realizzazione del suo primo album, con la collaborazione del suo nuovo producer Gianni Testa. Una nuova alchimia tutta calabrese dunque, fra il promettente cantautore e l’esperto produttore, compositore e vocal coach, che guarda verso orizzonti musicali più grandi e lontani.

«L’amore per la musica è nato parallelo all’amore per le parole, mi piace leggere la poesia ad alta voce. Credo nel valore dei testi, credo che le parole giuste possano ancora cambiare il mondo ed essere emozioni per i cuori di chi ascolta. Scrivere è come vivere, voglio farlo bene», dichiara Eva, già volato a Sanremo, insieme agli altri artisti prodotti da Testa, fra cui Alessandro Floris (in Riviera per promuovere il primo album “Con le mani nel fango” e reduce dal successo dell’omonimo singolo).

Giacomo Runco in arte Giacomo EVA nasce a Cosenza il 12/06/1992.

Allievo dell’Accademia Musicale Caccini, presidio di formazione artistica ben radicato nel panorama regionale, nel febbraio 2015 esordisce come autore al festival di Sanremo, firmando il brano “Io non lo so cos’è l’amore”, canzone cantata da Rakele nella sezione “Nuove Proposte”. Per quest’ultima ha anche scritto parte del suo primo album “Il diavolo è gentile”.

Sempre nel 2015 è stato autore nel disco dei Dear Jack, “Domani è un altro film seconda parte”, che si è aggiudicato il doppio disco di platino.

Ancora nello stesso anno ha partecipato alla nona edizione di XFactor Italia. Vince il prestigioso Premio Lunezia nel Luglio 2016 con un suo brano inedito e nel 2018 partecipa alla diciottesima edizione di Amici conquistando un banco da titolare nella più famosa scuola musicale della tv italiana. E adesso ancora Sanremo! Per una carriera che promette altre sorprese.

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terremotoC’ è un passo del Vangelo di Matteo che dice:- Mentre fai l’elemosina non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra-. Fra pochi giorni sarà tempo di Quaresima e noi cristiani dovremmo prestare più attenzione alle tante famiglie che soffrono, agli ammalati, ai bisognosi, ai marginati, ai terremotati, a chi è nel bisogno. Dovremmo fare il bene, sissignore, però in silenzio, senza sbandierarlo ai sette venti, a farlo sapere a tutti in modo che dicano:- Ma che bravo! Come è buono lei! Anche gli altri dovrebbero fare così!-. No, non così si fa il bene. Il Vangelo ci dice che se cerchiamo approvazione, roviniamo tutto..Dobbiamo fare il bene e basta, senza vantarci. La notizia non deve circolare, nessuno deve sapere che abbiamo offerto una certa somma di denaro anche se in fin di bene. Dice il Vangelo:- Il Padre mio che sa ti ricompenserà-. Ci basta la ricompensa del Padre Celeste, quella degli uomini è frivola, è passeggera, non ha nessuna importanza. Se facciamo sapere che abbiamo fatto del bene ai nostri fratelli in difficoltà nel nostro gesto c’è solamente vanità. Quando fai l’elemosina, dice il Vangelo, non suonare la tromba davanti a te per essere lodato. L’elemosina o la donazione è un fatto segreto e quindi deve restare segreto e il nostro Padre che è nei cieli e che sa tutto e che vede tutto,ci ricompenserà. Perché mi sono soffermato sul Vangelo di Matteo e sull’opera di pietà:-L’elemosina?- Perché non mi è piaciuto Carlo Conti, l’indiscusso vincitore dell’ultimo Festival della Canzone Italiana, che nella serata finale del Festival di Sanremo ha fatto sapere al pubblico televisivo di aver donato alla Protezione Civile 100 mila euro da destinare ai terremotati dell’Abruzzo. Non mi è piaciuto e lo critico perché il bene che si fa deve essere una cosa segreta, non deve essere visto dagli altri. Questo atteggiamento è criticato anche da Gesù. Gesù non vuole che le opere di pietà siano usate come mezzo di autopromozione dinanzi alla comunità. Davanti al pubblico televisivo di RAI 1, circa 10 milioni di spettatori, Carlo Conti ha voluto fare una grande pubblicità del bene che ha fatto ai terremotati. Non c’era alcun bisogno di suonare questa grancassa. Il bene deve essere fatto in silenzio, con discrezione. Ogni opera buona, e quella di Conti è stata certamente un’opera buona e meritevole, dovrebbe essere fatta per pura generosità e non per apparire di animo nobile agli occhi degli altri. Ha donato parte del suo cachet ai terremotati? Ha fatto bene. Perché vantarsi? Si è comportato come gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodato dagli spettatori televisivi. Aver donato parte del suo cachet di Sanremo è stato senza dubbio un bel gesto, altri conduttori dovrebbero imitarlo, averlo divulgato è stato un gesto di pessimo gusto. Si è comportato così per essere lodato e applaudito dagli uomini e dalle donne sedute in poltrona e dalla platea dell’Hotel Ariston di Sanremo. Lo ha fatto per compiacere se stesso davanti agli uomini, ma non davanti a Dio dal quale non riceverà certamente alcuna ricompensa. La carità, il bene, l’elemosina devono restare segreti e il Padre Nostro che vede nel segreto, ci ricompenserà. Mi dispiace per Carlo Conti che stimo e ammiro, ma questa volta ha sbagliato. Il bene fatto lo doveva tenerlo per sé, non doveva renderlo al pubblico, anche se sul suo cachet ci sono state assurde polemiche

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