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Riceviamo e pubblichiamo:

“Nei giorni scorsi si sono incontrati il generale Cotticelli, nuovo commissario della sanità, e Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria.

Dai comunicati pubblicati a margine del confronto risulta che hanno deciso di collaborare per migliorare la sanità calabrese.

Sperando che ciò sia vero e che a ciò segua una netta inversione di rotta sulla gestione del servizio pubblico in Calabria, ultima tra le regioni d’Italia per i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) secondo i dati forniti dal Ministero della Salute per il 2017.

A entrambi come Potere al Popolo Calabria chiediamo:

-alla scadenza fra pochi giorni dei contratti dei direttori generali delle aziende sanitarie provinciali, che nessun prolungamento del loro fallimentare mandato venga messo in atto;

-che venga immediatamente bandito un nuovo concorso per la carica di Direttore Generale, con criteri trasparenti e che premino la competenza, in modo che chi in passato, sapendo come venivano selezionati questi dirigenti, non ha partecipato, possa oggi fare domanda ed essere inserito negli elenchi;

-nelle more dell’espletamento di questo concorso, che vengano nominati degli amministratori provvisori, principalmente per controllare i bilanci e sanare le tante situazioni illegittime, in particolar modo riguardo i vari incarichi.

Siamo d'accordo con la proposta di Oliverio di accorpare la competenza degli Ospedali sotto un'unica direzione provinciale, sottraendola alle direzioni territoriali, se il fine è quello di garantire migliori prestazioni e facilità di accesso per i cittadini, miglior controllo e organizzazione del personale, con eliminazione dei tanti piccoli recinti presenti nelle varie direzioni sanitarie e di logiche clientelari che intossicano il corretto funzionamento dei nostri servizi assistenziali.
Questo però deve essere accompagnato da:

-la riorganizzazione dei reparti e gestione di questi in base a criteri di trasparenza e competenza e non di logiche premiali dipendenti da legami politici;

-la riapertura degli ospedali chiusi e ripotenziamento dei servizi territoriali non ospedalieri, nel rispetto di criteri di omogeneità territoriale nel garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), con particolare attenzione per quelle aree particolarmente isolate e disagiate sotto un punto di vista logistico ed infrastrutturale.

-favorire le prestazioni sul territorio, ridurre le liste d'attesa, attuare serie attività di prevenzione, informazione e orientamento ai servizi territoriali pubblici, cosi come previsto dalla legge 833 istitutiva del servizio sanitario nazionale. Affinché non si verifichino più tragedie come quella di Acri dove un uomo è morto di setticemia perché nessuno lo ha informato che aveva diritto alle prestazioni odontoiatriche gratuite.

-Un'attenzione ed una programmazione peculiari e prioritarie volte ad abbattere il fenomeno della migrazione sanitaria, che ad oggi costa alle casse della regione ben 300 milioni di euro annui. Il potenziamento dei servizi oncologici, cardiologici e di gestione delle cronicità è ineludibile al fine di riqualificare il sistema sanitario calabrese e garantire un'adeguata erogazione di servizi assistenziali.

Chiediamo non tagli alle spesa sanitaria ma miglioramenti e trasparenza nei criteri di acquisto di prestazioni e forniture, con particolare attenzione agli accreditamenti e al rinnovo degli stessi a vantaggio di soggetti privati.

Chiediamo che non siano più i cittadini calabresi a pagare la malagestione della cosa pubblica degli ultimi decenni, attraverso privazione di diritti e di servizi, aumento della partecipazione diretta alla spesa e costrizione alla mobilità passiva.

Chiediamo il rispetto del nostro diritto alla salute, oltre che una sanità regionale realmente pubblica, gratuita e di qualità.

Potere al Popolo Calabria”

Pubblicato in Calabria

Riceviamo e pubblichiamo:

“A proposito della mancata trasmissione, da parte della Regione Calabria, ai nuovi commissari della Sanità calabrese dell'atto con cui il Consiglio dei ministri li ha nominati, i deputati M5s Francesco Sapia e Dalila Nesci hanno diffidato il capo del dipartimento regionale Tutela della Salute, Antonio Belcastro, perché proceda, si legge nella relativa nota, «all'immediata e obbligatoria presa d'atto formale del provvedimento in parola, dunque alla sua notificazione, in modo da consentire alla struttura commissariale di iniziare il mandato ricevuto, evitando nel contempo l'adozione di atti nulli da parte del commissario decaduto, anche nella veste di soggetto attuatore per l'Asp di Reggio Calabria».

«Il riferito provvedimento, con decorrenza dallo scorso 7 dicembre, il 14 dicembre scorso è stato trasmesso – hanno ricordato i parlamentari al dg Belcastro – al governatore regionale ad opera della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Reca la stessa data del 14 dicembre il Dca numero 262 dell'anno corrente, firmato dal commissario decaduto. Ciononostante la Regione Calabria ha pubblicato sul proprio portale il predetto decreto, con i conseguenti effetti».

«Richiamiamo la sua attenzione – hanno scritto a Belcastro i deputati 5stelle – sui concorsi in essere o in via di attivazione presso aziende del Servizio sanitario regionale con direttori generali decaduti per dimissioni o pensionamento.

Nel merito, la diffidiamo affinché compia gli atti di sua specifica competenza in relazione all'iter procedurale di concorsi con componenti di commissione non legittimati in quanto decaduti dal ruolo.

Ancora, analogamente la diffidiamo con riferimento a eventuali nomine, presso le intese aziende, riguardanti concorsi già conclusi».

Insomma, Sapia e Nesci hanno chiesto a Belcastro di provvedere per il tempestivo insediamento del commissario e del sub-commissario alla Sanità calabrese, rispettivamente Saverio Cotticelli e Thomas Schael, evitando che in loro assenza vengano definite procedure concorsuali ad opera di dirigenti sanitari ormai decaduti.

Pubblicato in Calabria

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato :

Con preghiera di considerazione invio in formato testuale ed in allegato word le dichiarazioni del Presidente della Commissione antimafia sulla norma che rende incompatibile il commissario alla sanità con altre cariche istituzionali.

Ringraziandovi anticipatamente per il tempo che vorrete dedicare, porgo

Cordiali saluti. Nicola Morra

“Bisognerà informare alcuni Presidenti di regione e chi, come loro, aveva messo le mani sulla sanità regionale che è arrivata l’ora di farsi da parte.

Finiscono i favori per gli amici degli amici anche in una Regione, la Calabria, che a causa dei queste scellerate gestioni, purtroppo, vanta un tasso altissimo per emigrazione sanitaria.

Finalmente è stato approvato in commissione finanze una norma che rende incompatibile le funzioni di commissario per il piano di rientro sanitario e gli altri incarichi istituzionali.

Abbiamo appena tolto la possibilità prevista dal Governo Renzi di poter avere il doppio incarico;

Questo sì che è un buongiorno!»

Pubblicato in Calabria

Oliverio sta brindando perchè il suo amico Scura è stato mandato via ed anche Scura sta brindando perché Oliverio non prenderà il suo posto.

Il nuovo commissario ad acta della Sanità calabrese sarà il generale Saverio Cotticelli.

La sua nomina è ormai praticamente certa, mancando solo la ratifica del Governo che, però, lo ha già designato quale successore di Massimo Scura alla guida di un delicatissimo settore come quello sanitario.

Il nuovo sub commissario dovrebbe invece essere Thomas Schael, ex direttore generale dell'Asl di Crotone

Cotticelli è un generale dell’Arma dei Carabinieri che può vantare una significativa esperienza proprio in tema di Salute.

In passato, infatti, è stato alla guida dei Nas, il nucleo dell’Arma che si occupa proprio della tutela della Salute dei cittadini. Insomma, il nome di Cotticelli per un verso garantisce competenza in tema di Sanità, considerati i suoi trascorsi, per altro verso è sinonimo di legalità in virtù di una lunga carriera che lo ha visto guidare la Regione Carabinieri Piemonte e la Regione Carabinieri Lazio, oltre alla divisione specializzata Palidoro.

Cotticelli, fra l’altro, è stato per lungo tempo presidente del Cocer interforze, il comitato centrale a difesa dei diritti dei militari. Sin dal 2015, il generale ha lasciato l’Arma per assumere diversi incarichi di governo.

Non c’è ancora certezza assoluta, invece, sulla nomina di Thomas Schael, quale sub commissario.

Anche qui la percentuale è molto alta, ma negli ambienti romani non viene ancora data per certa la scelta dell’ex dirigente dell’Asp di CRotone.

La notizia è stata data da https://www.informazionecomunicazione.it/sanita-arriva-il-generale-cottarelli-al-posto-di-scura/

E poi ripresa dahttps://lacnews24.it/politica/finisce-era-scura-cotticelli-nuovo-commissario-sanita.

Dopo Calabria Verde ecco in Calabra un altro generale dei carabinieri.

Riuscirà il generale Cotticelli a rimettere ordine in tutta questa confusione?

Non è un mistero come le condizioni del settore sanitario calabrese siano oggi pessime ed in tanti siano costretti ad emigrare fuori regione per poter accedere a cure dignitose, nonostante la presenza di validissimi professionisti.

Pubblicato in Calabria

Il Presidente della Regione Mario Oliverio nel suo intervento nel convegno sulla organizzazione delle cure primarie, svoltosi a Feroleto, ha lanciato un forte allarme sugli esiti disastrosi della fallimentare gestione commissariale della sanita' calabrese.

"Dopo otto anni di commissariamento non solo non e' stato effettuato il rientro dal debito pregresso ma si e' addirittura aggravato vorticosamente il deficit finanziario. Tutto cio' e' avvenuto nonostante il taglio indiscriminato di molteplici servizi territoriali ed ospedalieri. In quest'ultimo anno si registra addirittura un aggravio del deficit di oltre 70 milioni di euro. Ciò comporterà il blocco del turnover nella organizzazione delle piante organiche e saranno applicate le aliquote massime per le imposte fiscali. Mi auguro che a fronte di questa drammatica condizione, che non garantisce i livelli minimi di assistenza e che vede accrescere il tasso della mobilità sanitaria passiva, cessi ogni forma di strumentalità politica e si affermi, invece, la consapevolezza che la cura della salute e' al di sopra di ogni interesse politico e di parte".

Poi ha aggiunto: "All'attuale Governo nazionale intendo rivolgere lo stesso appello che nel passato ho costantemente indirizzato ai precedenti Governi.

Per quanto mi riguarda, non ho mai fatto sconti o rinunciare alla critica verso le gravi responsabilità ed omissioni che hanno caratterizzato l'azione dei governi del PD.

L'appello che rivolgo oggi al governo e' quello che si decida, senza ulteriore indugio, la sostituzione dei vertici dell'ufficio del commissario ma anche quello di predisporre un atto interruttivo della procedura che scarica sui cittadini i costi e le gravi conseguenze di questa gestione fallimentare.

I calabresi non possono essere penalizzati, non possono pagare per responsabilità che non sono loro ma delle rappresentanze statali a cui e' stata affidata in questi anni la gestione del servizio sanitario regionale. Nei prossimi giorni mi adopererò per attivare una campagna di mobilitazione e di consultazione dei territori e degli operatori sanitari per un pronunciamento di massa sulla richiesta che ho inteso rivolgere al Governo nazionale".

Niente catene, allora dr Oliverio?

Critiche all’appena concluso governo del PD ma soltanto ora, dr Oliverio?

Che dire del ritorno alla mobilitazione degli amici medici e sanitari per creare una opportuna distrazione sui tanti problemi della Calabria e sulle sue “altre” responsabilità su questa Calabria disperatamene ultima.

Comprendiamo la sua paura per le prossime elezioni e per questo , certi che nessuno vince e convince sempre, tantomeno Lei, le suggeriamo( siamo modesti)di non candidarsi per evitare una brutta figura.

Pubblicato in Calabria

La Svimez è arrivata ad una prima conclusione e cioè che la spesa per le cure in Calabria ha un impatto fortemente negativo.

Ed i più gravati di spese sono gli abitanti di Amantea e del suo Hinterland

Ma dimentica la seconda, ben più drammatica e cioè che in Calabria chi non ha soldi NON SI RIESCE A CURARE!

“Una sanità svuotata, che impoverisce e, paradossalmente, abbassa la qualità della vita dei pazienti.

Questo nelle regioni del Sud e in una Italia a doppia trazione.

Dalle regioni meridionali si scappa per farsi curare altrove sempre di più, mentre la spesa sostenuta dalle famiglie per accedere ai servizi sanitari non coperti dal pubblico continua ad aumentare.

Questo dicono i dati contenuti nell’ultimo rapporto Svimez in merito alla spesa sanitaria.

Cifre che, lette sotto una lente puramente calabrese, certificano anche del sistema sanità sia sui Livelli essenziali di assistenza che sul recupero del debito “monstre” del sistema sanitario.

«Gli indicatori sugli standard dei servizi pubblici - si legge nel rapporto - documentano un ampliamento dei divari Nord-Sud, con particolare riferimento proprio al settore dei servizi socio-sanitari, che maggiormente impattano sulla qualità della vita e incidono sui redditi delle famiglie».

LEA – A partire dai Lea.

Le cifre, seppur in leggero miglioramento (tranne in Calabria, che sui dati relativi al 2016 è addirittura peggiorata) mettono nero su bianco l’inadempienza delle regioni meridionali.

E poi ci sono i dati sulla mobilità ospedaliera «la fotografia più chiara delle carenze del sistema ospedaliero meridionale, soprattutto in alcuni specifici campi di specializzazione, e della lunghezza dei tempi di attesa per i ricoveri».

La Calabria, stando agli ultimi dati, avrebbe accumulato un debito di oltre 310 milioni di euro solo in questo settore.

TEMPI DI ATTESA ENORMI – A questa situazione vanno aggiunti i tempi di attesa per le prestazioni specialistiche e ambulatoriali.

Questo fattore secondo Svimez è alla base dell’aumento di spesa delle famiglie.

L’ALTRA VERITA’ NON SVELATA

I tempi di attesa sono diversi da ospedale ad ospedale e da poliambulatorio a poliambulatorio.

Puoi avere risposta sanitaria in tempi ben decenti solo se accetti di spostarti con un mezzo tuo da una parte all’altra ; per esempio da Amantea a Paola( quando va bene) , o da Amantea a Cetraro, o da Amantea a Cosenza, o da Amantea a Rogliano, o a Amantea a Cosenza , od addirittura da Amantea a Praia a Mare

Ma devi muoverti con un mezzo personale perché non ci sono mezzi pubblici di collegamento.

E devi stare attento perché ci sono i vergognosi tutor di Paola e Belvedere autorizzati da un Prefetto molto distratto!

IMPOVERITI – «Strettamente collegato a ciò – continua il rapporto - è il fenomeno della cosiddetta “povertà sanitaria”, secondo il quale si verifica sempre più frequentemente, soprattutto nel Mezzogiorno, che l’insorgere di patologie gravi costituisca una delle cause di impoverimento delle famiglie».

In Italia, nel 2015, l’1,4%% delle famiglie italiane si è impoverito per sostenere le spese sanitarie non coperte dal servizio sanitario, in Calabria questa percentuale sfiora quasi il 3% (2,8). Peggio di noi fa solo la Campania con il 3,8%, mezzo punto più in basso di noi invece c’è la Sicilia.

Pubblicato in Cronaca

dentistaNell'ambito di uno studio dentistico, un ruolo molto importante è quello svolto dall'assistente alla poltrona, il cui compito è quello di garantire una collaborazione concreta non solo per ciò che riguarda lo svolgimento delle pratiche amministrative, ma anche per l'assistenza all'odontoiatra. Le mansioni di cui si deve occupare l'assistente sono indicate nel Protocollo di Intesa che è stato sottoscritto il 9 gennaio del 2001 dalle OO. SS. e da Andi: proprio questo protocollo è quello che ha dato origine in via ufficiale alla figura professionale dell'ASO, vale a dire l'assistente di studio odontoiatrico.

Le mansioni dell'assistente alla poltrona

Tra le mansioni di un assistente alla poltrona dentista ci sono la gestione dei rapporti con i pazienti - e, quindi, la loro accoglienza e la loro dimissione - e la preparazione della postazione di lavoro del dentista ogni volta che è necessario effettuare un intervento chirurgico. L'elenco dei compiti, comunque, è molto più lungo, e comprende anche l'organizzazione dell'agenda con la gestione dei diversi appuntamenti e la preparazione dei materiali dentali. Non solo: un assistente si deve anche occupare di pulire, di disinfettare e di sterilizzare tutte le attrezzature e tutti gli strumenti che il dentista andrà a impiegare nel corso di un intervento.

Compito dell'assistente è la gestione della contabilità: ecco spiegato il motivo per il quale sarebbe preferibile una conoscenza approfondita dei supporti informatici più diffusi. L'assistente, inoltre, è tenuto a gestire i rapporti con i laboratori e con i fornitori, a pulire lo studio e a decontaminarlo, ad assistere il dentista nel corso delle sedute con i vari pazienti e ad approvvigionare lo studio con tutti gli strumenti e le attrezzature del caso. Non meno importante, infine, è la gestione dell'archivio dei pazienti, che prevede di catalogare con la massima precisione tutto il materiale radiografico di accertamento.

Come si diventa assistente?

Dal punto di vista della formazione, non esiste un percorso obbligatorio che deve essere seguito: non è richiesta, infatti, alcuna laurea in ambito sanitario o medico, dal momento che basta aver conseguito un diploma di scuola secondaria, meglio se a indirizzo scientifico. In ogni caso, risulta fortemente raccomandata la frequentazione di un corso specifico per ottenere un attestato ad hoc. I corsi in questione possono essere erogati da enti diversi, e in genere sono autorizzati a livello regionale: il costo oscilla, di solito, tra i 2mila e i 2.500 euro, per un totale di mille ore, di cui 500 prevedono un apprendimento di carattere teorico e 500 riguardano la prova pratica.

Che cosa bisogna sapere per diventare assistente?

La formazione teorica si articola su vari argomenti, tra i quali le più importanti regole di primo soccorso e le principali nozioni amministrative e contabili. Il corso formativo, inoltre, favorisce l'apprendimento delle norme sul segreto professionale e sulla privacy, oltre che della fisiologia e dell'anatomia del cavo orale. Non solo: lo studio riguarda anche le tecniche di disinfezione degli strumenti di lavoro e di sterilizzazione degli ambienti, oltre alla conoscenza delle attrezzature che vengono usate più di frequente in occasione degli interventi odontoiatrici.

Per quel che riguarda la prova pratica, d'altro canto, i partecipanti al corso sono protagonisti di lezioni simulate nelle quali vengono riprodotte situazioni quotidiane che si potrebbero presentare sul lavoro, dall'archiviazione delle lastre alla preparazione della postazione di lavoro del dentista, dall'accoglienza del cliente alla conservazione del materiale iconografico dei pazienti, dall'aggiornamento delle cartelle cliniche al riordino del materiale impiegato. E, ancora, l'assistenza al dentista, che riguarda lo sviluppo delle lastre, l'aspirazione della saliva, la preparazione dei lavaggi e molte altre attività. Al termine dei corsi è previsto, infine, un periodo di tirocinio. 

Pubblicato in Salute e Benessere

C’è un bellissimo proverbio in tutto il sud Italia

Dice che “ I ciucci si liticanu e li varrili si rumpunu”

Può dare l’idea della sanità calabrese dove Scura litiga con Oliverio e viceversa e la sanità va sempre peggio.

Ora ai ciucci locali se ne aggiungono altri.

 

 

Richiamiamo le audizioni davanti alla Commissione Sanità del Senato sia del commissario Scura che del governatore Oliverio.

Dalla Commissione ecco cosa esce.

Oliverio per risolvere il problema della sanità aveva dichiarato di volersi incatenare

Non lo fece perché al Governo c’era il PD

Ora che il PD è all’opposizione non ne parla ma attacca il commissario Scura che guarda caso è stato espresso dal governo Renzi ( dal ministro Beatrice Lorenzin) addirittura avvalendosi della chiesa che oggi scopre che in Calabria non c’è sanità, non c’è lavoro, che i calabresi scappano per curarsi, per lavorare, e non hanno più speranza.

Ecco le sue nobili parole “A riprova della oggettività delle sofferenze e di quanto da me in questi anni sistematicamente denunciato ci sono le determinazioni all’unanimità del consiglio regionale della Calabria, di tanti Sindaci calabresi, di tante organizzazioni sociali, della stessa Chiesa che, prima con il vescovo metropolitano di Reggio Calabria, Mons. Morosini e, ieri, con la Conferenza episcopale calabrese, hanno espresso forti preoccupazioni per lo stato in cui versa la sanità calabrese.

Chiedo a questa Commissione, Istituzione alta di rappresentanza democratica, di aiutare la Calabria ad uscire da una situazione intollerabile ed inaccettabile.

I calabresi hanno diritto ad avere un Servizio Sanitario degno di un Paese civile ed avanzato, come è in tante altre regioni d’Italia.

Chiedo che sia chiusa rapidamente l’esperienza commissariale, il cui fallimento è evidente e pesa come un macigno sulla vita dei calabresi e costituisce un ostacolo alla crescita di una regione che non vuole rassegnarsi a questa situazione assurda».

Ci sono le elezioni regionali e sarebbe ben comodo per il governatore che intende ricandidarsi avere la sanità tutta nelle proprie mani ed in quelle del suo braccio destro Pacenza.

Intanto ad Amantea il CUP sospende le prenotazioni per le visite cardiologiche.

E crediamo che avvenga per non far sapere del fallimento totale della sanità calabrese dimostrabile dalla abnorme attesa occorrente e dagli abusi che vengono commessi giorno dopo giorno e dimostrabili dal confronto tra il tempo occorrente per una visita da parte dello stesso medico a Paola e ad Amantea.

E nessuno che se ne preoccupi.

Non se ne preoccupano i sindaci dell’hinterland, i politici di ogni partito dell’hinterland, e nemmeno la senatrice Bianca Laura Granato ed il deputato Francesco Sapia che dichiarano: “Per l’ingegnere Massimo Scura è giunta l’ora delle valigie” m senza dirci come risolveranno i gravi problemi della sanità e le differenze tra cittadini calabresi.

Cittadini che hanno fatto, fanno e faranno la fine dei “varrili”

Pubblicato in Primo Piano

Ecco la-calabria-dove-sanita-e-politica-fanno-soltanto-ridere

Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere.

Stamattina è successa una cosa incomprensibile.

Una delle tante in verità che accadono nella sanità pubblica.

Questa è successa al CUP del poliambulatorio di Amantea.

Vado per prenotare un ecocolordoppler arterioso e venoso agli arti inferiori.

Aspetto parecchio tempo ed indovinate?.

La prenotazione mi è stata fatta per il 20 dicembre 2018.

Incredibile 3 mesi e 10 giorni!!!!!!

Forse in un altro luogo di prestazione avrei potuto risparmiare qualche giorno ed ottenere la prestazione con qualche giorno di sconto ma onestamente con quello che oggi costa il carburante e con i rischi che si corrono sulle strade- anche su quelle calabresi- non me la sono sentito.

Ma la reale sorpresa è stata un’altra.

Siccome ho due gambe mi hanno fatto due distinte prenotazioni.

La prima, una prima indistinta gamba, come detto, per il 20 dicembre, cioè tra 101 giorni, la seconda, per l’altra gamba, per il 25 marzo, cioè tra 196 giorni!!!!!!.

Ma come è mai possibile?

Facile.

Probabilmente il programma di prenotazione è fatta per coloro che portano il gesso post traumatico e quindi intervallano tre mesi e 5 giorni tra una gamba e l’altra.

Oppure può darsi che sia stata richiesto un ecocolordoppler per uno zoppo e ne sia rimasto uno solo disponibile.

 

Per ora questa denuncia giornalistica ma mi riservo di proporre denuncia contro i responsabili di questa cattivissima sanità.

Responsabili che io individuo nei politici ad ogni livello che nominano i responsabili delle AASSPP e dei distretti ( Oliverio, Scura, Mauro, Pacenza, eccetera) e nei sindaci che non fanno nulla per far cessare queste che io considero vergogne.

Ora resta il problema quale gamba sarà controllata il 20 dicembre?

La destra o la sinistra?

….continua……

Scrive Quicosenza.it Reggio Calabria “ Un caso che ha creato molto scalpore, che ha generato anche malumori intorno allo stesso governatore e che è stato al centro dei lavori ieri, dell’assemblea regionale nel corso della quale il presidente della Regione, Oliverio, ha reso noto il contenuto di un’informativa scritta e a lui inviata dal direttore generale dell’azienda ospedaliera di Reggio Calabria, Frank Benedetto.

Da questa si evince che “un paziente di sesso maschile era arrivato al Pronto soccorso del presidio Riuniti gia’ immobilizzato con il cartone sul luogo dell’incidente”, mentre per una paziente di sesso femminile “sono in corso ulteriori approfondimenti”.

Eppure sui social, tra i commenti, ci sono calabresi che giurano di aver visto con i loro occhi “ingessature” di quel genere e che raccontano di pratiche simili anche in altri ospedali.

Ma ieri dopo la bufera scatenata da quelle immagini Oliverio si è detto “preoccupato, leggendo gli organi di informazione” e ha chiesto subito un’informativa scritta al dg dell’azienda ospedaliera di Reggio, Frank Benedetto, che ha disposta un’indagine “interna”.

“Di questa informativa mi premeva informare, perche’ mi sembra giusto, il consiglio regionale e l’opinione pubblica per evitare che una rappresentazione, possibile non solo a Reggio ma in qualsiasi parte del nostro il Paese, e grave se fosse stata rispondente a verita’, possa alterare l’immagine di una struttura nella quale non si e’ verificato quanto si e’ illustrato nei giornali, o quantomeno – ha aggiunto Oliverio – non si e’ verificato, per come ci e’ stato detto nell’informativa, per responsabilita’ di quella struttura sanitaria”.

Prima dell’intervento del presidente della Regione, sulla vicenda si erano registrati alcuni passaggi da parte di alcuni consiglieri regionali come Fausto Orsomarso, Alessandro Nicolo’ e Carlo Guccione. In particolare, Guccione ha osservato: “Non penso che ce la possiamo prendere con il commissario Scura, ma piuttosto la responsabilita’ sta in capo al presidente della Regione del presidente della Regione e a chi il presidente della Regione ha nominato a dirigere quell’azienda.

Sulla sanita’ siamo a zero, anzi qualcuno rimpiange persino Scopelliti, perche’ – ha concluso Guccione – un presidente della Regione che non e’ in grado di farsi ascoltare da un governo amico sulla sanita’ resta un problema di cui questa maggioranza paghera’ un prezzo salatissimo”.

Strano che addirittura il ministro della Salute, Giulia Grillo sia caduta nella ‘trappola mediatica’ se di questo si tratta.

Eppure c’e’ un secondo caso “sospetto” su cui la direzione generale dell’ospedale di Reggio Calabria, nel cui pronto soccorso sarebbero state praticate fasciature ortopediche di fortuna, intende fare luce”.

A comunicarlo sempre il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Benedetto, nell’informativa redatta per il presidente Oliverio:

“Sono in corso ulteriori approfondimenti – scrive – relativi ad un’altra paziente O.G. pervenuta in Pronto Soccorso il 30 luglio 2018 alle 7:11”. La donna e’ stata soccorsa sul luogo dell’incidente dal 118, dove, precisa il manager, le e’ stato applicato “un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente)”.

Giunta al Pronto Soccorso alle 7,11, la donna e’ stata visitata alle 7,16 in codice verde. “Considerata la necessita’ di sottoporre ad indagini radiografiche la paziente, si inviava la stessa in radiologia – scrive Benedetto – con immobilizzazione provvisoria di cartone e radiotrasparente. Successivamente alle radiografie effettuava consulenza ortopedica nell’ambito della quale veniva rimosso l’immobilizzazione provvisoria di cartone e veniva applicata valva gessata di posizione e quindi rinviata al Pronto Soccorso da dove veniva ricoverata alle 9,42 ed e’ tutt’ora degente”.

Poi Benedetto, finito nella bufera vuole puntualizzare che l’unita’ di ortopedia “è operativa H24 con 30 posti letto di ricovero, con l’aggiunta di 2 unita’ reperibili per le urgenze nelle ore notturne. Si fa inoltre presente – scrive – che le risorse umane utilizzate debbono far fronte a tutte le necessita’ ortopediche afferenti a tutta la provincia di Reggio Calabria Le precisazioni – aggiunge – sono relative al fatto che mentre la notizia fa clamore, com’e’ giusto, mesi di lavoro, molto spesso silenzioso, hanno determinato un cambiamento strutturale all’interno dell’ospedale. Questo lascia parecchia amarezza sul momento, ma non riduce, anzi aumenta – assicura – la determinazione a proseguire il lavoro intrapreso. Il miglioramento degli ultimi tre anni e’ sotto gli occhi di tutti, degenti ed operatori. I numeri, che sono piu’ testardi delle opinioni e degli scoop di un giorno – scrive ancora – certificano la situazione e quanto fatto da questa direzione negli ultimi tre anni”.

Pubblicato in Calabria
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