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C’è un bellissimo proverbio in tutto il sud Italia

Dice che “ I ciucci si liticanu e li varrili si rumpunu”

Può dare l’idea della sanità calabrese dove Scura litiga con Oliverio e viceversa e la sanità va sempre peggio.

Ora ai ciucci locali se ne aggiungono altri.

 

 

Richiamiamo le audizioni davanti alla Commissione Sanità del Senato sia del commissario Scura che del governatore Oliverio.

Dalla Commissione ecco cosa esce.

Oliverio per risolvere il problema della sanità aveva dichiarato di volersi incatenare

Non lo fece perché al Governo c’era il PD

Ora che il PD è all’opposizione non ne parla ma attacca il commissario Scura che guarda caso è stato espresso dal governo Renzi ( dal ministro Beatrice Lorenzin) addirittura avvalendosi della chiesa che oggi scopre che in Calabria non c’è sanità, non c’è lavoro, che i calabresi scappano per curarsi, per lavorare, e non hanno più speranza.

Ecco le sue nobili parole “A riprova della oggettività delle sofferenze e di quanto da me in questi anni sistematicamente denunciato ci sono le determinazioni all’unanimità del consiglio regionale della Calabria, di tanti Sindaci calabresi, di tante organizzazioni sociali, della stessa Chiesa che, prima con il vescovo metropolitano di Reggio Calabria, Mons. Morosini e, ieri, con la Conferenza episcopale calabrese, hanno espresso forti preoccupazioni per lo stato in cui versa la sanità calabrese.

Chiedo a questa Commissione, Istituzione alta di rappresentanza democratica, di aiutare la Calabria ad uscire da una situazione intollerabile ed inaccettabile.

I calabresi hanno diritto ad avere un Servizio Sanitario degno di un Paese civile ed avanzato, come è in tante altre regioni d’Italia.

Chiedo che sia chiusa rapidamente l’esperienza commissariale, il cui fallimento è evidente e pesa come un macigno sulla vita dei calabresi e costituisce un ostacolo alla crescita di una regione che non vuole rassegnarsi a questa situazione assurda».

Ci sono le elezioni regionali e sarebbe ben comodo per il governatore che intende ricandidarsi avere la sanità tutta nelle proprie mani ed in quelle del suo braccio destro Pacenza.

Intanto ad Amantea il CUP sospende le prenotazioni per le visite cardiologiche.

E crediamo che avvenga per non far sapere del fallimento totale della sanità calabrese dimostrabile dalla abnorme attesa occorrente e dagli abusi che vengono commessi giorno dopo giorno e dimostrabili dal confronto tra il tempo occorrente per una visita da parte dello stesso medico a Paola e ad Amantea.

E nessuno che se ne preoccupi.

Non se ne preoccupano i sindaci dell’hinterland, i politici di ogni partito dell’hinterland, e nemmeno la senatrice Bianca Laura Granato ed il deputato Francesco Sapia che dichiarano: “Per l’ingegnere Massimo Scura è giunta l’ora delle valigie” m senza dirci come risolveranno i gravi problemi della sanità e le differenze tra cittadini calabresi.

Cittadini che hanno fatto, fanno e faranno la fine dei “varrili”

Pubblicato in Primo Piano

Ecco la-calabria-dove-sanita-e-politica-fanno-soltanto-ridere

Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere.

Stamattina è successa una cosa incomprensibile.

Una delle tante in verità che accadono nella sanità pubblica.

Questa è successa al CUP del poliambulatorio di Amantea.

Vado per prenotare un ecocolordoppler arterioso e venoso agli arti inferiori.

Aspetto parecchio tempo ed indovinate?.

La prenotazione mi è stata fatta per il 20 dicembre 2018.

Incredibile 3 mesi e 10 giorni!!!!!!

Forse in un altro luogo di prestazione avrei potuto risparmiare qualche giorno ed ottenere la prestazione con qualche giorno di sconto ma onestamente con quello che oggi costa il carburante e con i rischi che si corrono sulle strade- anche su quelle calabresi- non me la sono sentito.

Ma la reale sorpresa è stata un’altra.

Siccome ho due gambe mi hanno fatto due distinte prenotazioni.

La prima, una prima indistinta gamba, come detto, per il 20 dicembre, cioè tra 101 giorni, la seconda, per l’altra gamba, per il 25 marzo, cioè tra 196 giorni!!!!!!.

Ma come è mai possibile?

Facile.

Probabilmente il programma di prenotazione è fatta per coloro che portano il gesso post traumatico e quindi intervallano tre mesi e 5 giorni tra una gamba e l’altra.

Oppure può darsi che sia stata richiesto un ecocolordoppler per uno zoppo e ne sia rimasto uno solo disponibile.

 

Per ora questa denuncia giornalistica ma mi riservo di proporre denuncia contro i responsabili di questa cattivissima sanità.

Responsabili che io individuo nei politici ad ogni livello che nominano i responsabili delle AASSPP e dei distretti ( Oliverio, Scura, Mauro, Pacenza, eccetera) e nei sindaci che non fanno nulla per far cessare queste che io considero vergogne.

Ora resta il problema quale gamba sarà controllata il 20 dicembre?

La destra o la sinistra?

….continua……

Scrive Quicosenza.it Reggio Calabria “ Un caso che ha creato molto scalpore, che ha generato anche malumori intorno allo stesso governatore e che è stato al centro dei lavori ieri, dell’assemblea regionale nel corso della quale il presidente della Regione, Oliverio, ha reso noto il contenuto di un’informativa scritta e a lui inviata dal direttore generale dell’azienda ospedaliera di Reggio Calabria, Frank Benedetto.

Da questa si evince che “un paziente di sesso maschile era arrivato al Pronto soccorso del presidio Riuniti gia’ immobilizzato con il cartone sul luogo dell’incidente”, mentre per una paziente di sesso femminile “sono in corso ulteriori approfondimenti”.

Eppure sui social, tra i commenti, ci sono calabresi che giurano di aver visto con i loro occhi “ingessature” di quel genere e che raccontano di pratiche simili anche in altri ospedali.

Ma ieri dopo la bufera scatenata da quelle immagini Oliverio si è detto “preoccupato, leggendo gli organi di informazione” e ha chiesto subito un’informativa scritta al dg dell’azienda ospedaliera di Reggio, Frank Benedetto, che ha disposta un’indagine “interna”.

“Di questa informativa mi premeva informare, perche’ mi sembra giusto, il consiglio regionale e l’opinione pubblica per evitare che una rappresentazione, possibile non solo a Reggio ma in qualsiasi parte del nostro il Paese, e grave se fosse stata rispondente a verita’, possa alterare l’immagine di una struttura nella quale non si e’ verificato quanto si e’ illustrato nei giornali, o quantomeno – ha aggiunto Oliverio – non si e’ verificato, per come ci e’ stato detto nell’informativa, per responsabilita’ di quella struttura sanitaria”.

Prima dell’intervento del presidente della Regione, sulla vicenda si erano registrati alcuni passaggi da parte di alcuni consiglieri regionali come Fausto Orsomarso, Alessandro Nicolo’ e Carlo Guccione. In particolare, Guccione ha osservato: “Non penso che ce la possiamo prendere con il commissario Scura, ma piuttosto la responsabilita’ sta in capo al presidente della Regione del presidente della Regione e a chi il presidente della Regione ha nominato a dirigere quell’azienda.

Sulla sanita’ siamo a zero, anzi qualcuno rimpiange persino Scopelliti, perche’ – ha concluso Guccione – un presidente della Regione che non e’ in grado di farsi ascoltare da un governo amico sulla sanita’ resta un problema di cui questa maggioranza paghera’ un prezzo salatissimo”.

Strano che addirittura il ministro della Salute, Giulia Grillo sia caduta nella ‘trappola mediatica’ se di questo si tratta.

Eppure c’e’ un secondo caso “sospetto” su cui la direzione generale dell’ospedale di Reggio Calabria, nel cui pronto soccorso sarebbero state praticate fasciature ortopediche di fortuna, intende fare luce”.

A comunicarlo sempre il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Benedetto, nell’informativa redatta per il presidente Oliverio:

“Sono in corso ulteriori approfondimenti – scrive – relativi ad un’altra paziente O.G. pervenuta in Pronto Soccorso il 30 luglio 2018 alle 7:11”. La donna e’ stata soccorsa sul luogo dell’incidente dal 118, dove, precisa il manager, le e’ stato applicato “un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente)”.

Giunta al Pronto Soccorso alle 7,11, la donna e’ stata visitata alle 7,16 in codice verde. “Considerata la necessita’ di sottoporre ad indagini radiografiche la paziente, si inviava la stessa in radiologia – scrive Benedetto – con immobilizzazione provvisoria di cartone e radiotrasparente. Successivamente alle radiografie effettuava consulenza ortopedica nell’ambito della quale veniva rimosso l’immobilizzazione provvisoria di cartone e veniva applicata valva gessata di posizione e quindi rinviata al Pronto Soccorso da dove veniva ricoverata alle 9,42 ed e’ tutt’ora degente”.

Poi Benedetto, finito nella bufera vuole puntualizzare che l’unita’ di ortopedia “è operativa H24 con 30 posti letto di ricovero, con l’aggiunta di 2 unita’ reperibili per le urgenze nelle ore notturne. Si fa inoltre presente – scrive – che le risorse umane utilizzate debbono far fronte a tutte le necessita’ ortopediche afferenti a tutta la provincia di Reggio Calabria Le precisazioni – aggiunge – sono relative al fatto che mentre la notizia fa clamore, com’e’ giusto, mesi di lavoro, molto spesso silenzioso, hanno determinato un cambiamento strutturale all’interno dell’ospedale. Questo lascia parecchia amarezza sul momento, ma non riduce, anzi aumenta – assicura – la determinazione a proseguire il lavoro intrapreso. Il miglioramento degli ultimi tre anni e’ sotto gli occhi di tutti, degenti ed operatori. I numeri, che sono piu’ testardi delle opinioni e degli scoop di un giorno – scrive ancora – certificano la situazione e quanto fatto da questa direzione negli ultimi tre anni”.

Pubblicato in Calabria

Parentela “licenzia” Scura. E Oliverio si propone al governo della sanità

Nel corso del consiglio comunale aperto a Catanzaro Paolo Parentela dice: «Verrà scelto un nuovo commissario alla sanità».

 

Nemmeno il tempo di finire che il governatore si appella ai parlamentari e nel linguaggio politichese dice : «La Calabria sia messa sulla stessa linea delle altre Regioni»

Tradotto vuol dire : “Io devo essere nominato al posto di Scura come avvenuto nelle altre regioni!”

Tante le sorprese in questa vicenda:

La prima è che Parentela dice : «Prima della nomina del commissario c’era un disavanzo molto grave, oggi dobbiamo registrare che è addirittura quintuplicato» ????????

La seconda è che oggi Scura diventa il capro espiatorio sollevando da tutte le responsabilità il resto della politica, quasi che appena se ne andrà lui tutta la sanità calabrese diventerà come quella veneta, lombarda,emiliana. SIC!

La terza è la illusione che praticamente tutti i direttori delle ASP diventeranno bravissimi, che tutti i medici e gli infermieri ed il personale lavoreranno indefessamente, che e liste di attesa spariranno, che i posti letto ospedalieri cresceranno, che ad Amantea aprirà la Casa della Salute, che arriverà l’apparecchio per le mammografie, che le MOC saranno fatte nel Poliambulatorio , ed inizieranno a lavorare tutti gli specialisti che sono andati in pensione anche anni fa e che da allora mancano.

Onorevole Parentela, spero si renderà conto che la sanità non è il “problema” della Calabria, è un problema, anche se gravissimo, ma il reale problema nella nostra regione è la arroganza ed insipienza della politica, la prepotenza dei poteri forti, quelli da cui dipendono quasi tutte le “finte” scelte politiche e la grave situazione in cui versa la nostra sanità.

Stia attento, per cortesia. Non sbagliate!

Moltissimi calabresi hanno puntato sul “nuovo” e se il “nuovo” dovesse fare le stesse fesserie del “vecchio” diventerebbe subito anche esso vecchio

Non voglio certamente difendere Scura , non ne ho titoli e forse non ne ho la capacità

Ma mi atterrisce che la sanità calabrese possa finire nelle mani non solo di Mario Oliverio ma anche di Franco Pacenza il suo tecnico senza titoli.

Grazie

Giuseppe Marchese

Pubblicato in Calabria

Poliambulatorio di AmanteaContinua l’importante azione della Direttrice distrettuale Angela Riccetti in favore delle cittadine e dei cittadini di Amantea.

Nei prossimi giorni, infatti, saranno avviate le attività di screening per la prevenzione del tumore del colon retto, rivolte alla popolazione maschile e femminile assistita compresa fra 50 e 69 anni. A tal riguardo sono già state inoltrate agli utenti le lettere personalizzate nelle quali è indicata la modalità di accesso allo screening.

Nel mese di luglio, inoltre, sarà presente presso il Poliambulatorio di Amantea l’Unità mobile di mammografie per lo screening del cancro della mammella, rivolto alla popolazione femminile nella fascia di età compresa fra i 50 ed i 60 anni.

A breve, ancora, grazie ad un protocollo di intesa con l’Azienda Ospedaliera, sarà possibile eseguire anche il test per la ricerca di HPV, per la popolazione femminile in età compresa tra i 30 ed i 64 anni, di fondamentale importanza per la prevenzione del cancro della cervice uterina.

Nella consapevolezza che l’attività di screening oncologico ha maggiore valore se rivolta alla più ampia porzione possibile di popolazione, l’Azienda Sanitaria di concerto con l’Amministrazione Comunale ha organizzato – per il 23 giugno 2018, alle ore 19.00 nella sala consiliare del Comune di Amantea - una giornata di sensibilizzazione che ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dell’importanza dei programmi di prevenzione oncologica ed alla quale parteciperanno il Sindaco Mario Pizzino, il Delegato al Poliambulatorio Enzo Giacco, il Direttore Generale Raffaele Mauro, la Direttrice del Distretto Angela Riccetti, la Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico Distretto Tirreno Franca Santelli, la Responsabile dell’Osservatorio screening Asp CS Anna Giorno, il gastroenterologo Mauro Maglia e l’infermiere Pietro Vaccaro dell’Ufficio screening Asp CS, il Responsabile della Radiologia del Distretto Tirreno Antonio Lopez, i radiologi Franco Crispino e Maria Berardelli, la Responsabile Consultorio familiare di Amantea Carmela Sesti, ed il gastroenterologo dell’Ospedale di Praia a Mare Antonio De Lio.

L’obiettivo è quello di realizzare interventi di prevenzione oncologica attivamente offerti, a titolo totalmente gratuito, alla popolazione residente per tutto il percorso diagnostico e terapeutico.

Si tratta di iniziative di grande rilevanza, frutto delle positive sinergie tra Azienda Sanitaria e Amministrazione Comunale, che affrontano il tema dell’assistenza e della prevenzione in un’ottica di evoluzione, anche culturale, del sistema socio-sanitario e socio-assistenziale.

Si comunica, infine, che a breve – per come richiesto dal Consigliere Giacco – sarà avviato presso il Poliambulatorio cittadino uno sportello di cittadinanza attiva che avrà il compito di raccogliere e filtrare le istanze provenienti dai cittadini con l’obiettivo di armonizzare sempre più le attività poliambulatoriali con le istanze avanzate dalla popolazione e con le specificità che emergono dal territorio.

L’Amministrazione Comunale di Amantea

Il Distretto Sanitario del Tirreno

Pubblicato in Primo Piano

Dura e forte l’accusa del M5s.

Eccola:

«Sul disavanzo sanitario della Calabria il governatore Oliverio usa d’ufficio l’alibi del disastro a sua insaputa, confermando un’ipocrisia politica senza eguali».

 

Lo affermano, in una nota, i parlamentari M5s Francesco Sapia, Giuseppe d’Ippolito, Paolo Parentela e Bianca Laura Granato, che spiegano: «Sia chiaro una volta per tutte, il disavanzo sanitario regionale è la sommatoria delle perdite di bilancio prodotte dai direttori delle aziende della sanità calabrese, nominati dallo stesso presidente della Regione, bravissimo a fare lo gnorri».

«Su 9 aziende del Servizio sanitario regionale, 7 – sottolineano i parlamentari 5stelle – hanno confezionato deficit milionari.

Ciononostante, i rispettivi direttori generali, sanitari e amministrativi sono stati premiati con un lauto bonus, nell’indifferenza fissa del pallonaro Oliverio, che seguita a ignorare la decadenza automatica di questi manager, prevista a chiare lettere dalla legge regionale».

«Oliverio – incalzano i 5stelle – continui pure a fingersi incolpevole, prometta un’altra volta l’incatenamento davanti a Palazzo Chigi, lasci ancora la materia sanitaria al suo consulente abusivo Franco Pacenza e adombri a oltranza il fallimento di Giacomino Brancati quale direttore dell’Asp di Reggio Calabria, che è una polveriera prossima a esplodere».

«La struttura commissariale – concludono i parlamentari 5stelle – ha commesso errori di programmazione, ma il Consiglio regionale ha rinunciato da tempo alle sue prerogative sulla sanità.

Intanto il deficit complessivo ha superato di molto i 100 milioni, pur se ritoccato al ribasso dal tavolo interministeriale di verifica, allo scopo di evitare tassazioni a danno degli utenti.

Oliverio scarichi a piacimento le responsabilità sul commissario Massimo Scura, ma questo non lo assolverà dalle sue, che sono senz’altro più gravi, nonostante prosegua a recitare a soggetto, anche nascondendo il caos infinito al vertice del dipartimento regionale Tutela della salute»

Pubblicato in Calabria

Relativamente all’operazione “Salus”, avviata dalla Procura di Reggio Calabria, la quale attraverso il lavoro investigativo della Guardia di Finanza ha scoperto che l’Asp della provincia reggina ha pagato due volte le fatture per le prestazioni sanitarie ad una nota clinica privata del posto, Villa Aurora, per un importo complessivo di quasi sei milioni di euro, è emerso, a chiusura delle indagini, anche il coinvolgimento del referente della Kpmg, società advisor incaricata dal governo nel 2009 di rendicontare il debito sanitario per il quale poi è scattato il commissariamento del settore in Calabria.

Un fatto, riteniamo questo, molto grave dal momento che soldi pubblici sono finiti nelle casse di privati con oculate operazioni di truffa e raggiro, il tutto sotto gli occhi di chi dal governo è stato chiamato a vigilare e rendere conto delle situazioni economiche relative al comparto sanitario calabrese, attraversato oggi dall’ennesimo scandalo.

Ricordo che la società Kpmg costa ai calabresi oltre quattro milioni di euro l’anno e non sappiamo a questo punto davvero per cosa, un lavoro che le viene affidato attraverso la struttura commissariale con proroga di anno in anno che lo stesso attuale commissario Scura ha rinnovato nonostante il bando per l’affidamento di questa attività a nuova società sia stato pubblicato già alla fine del 2016 ma che, a quanto pare, ad oggi non è stata perfezionata ed ultimata l’aggiudicazione.

Non è da oggi che noi di Azione Identitaria riteniamo non affidabile e credibile l’attività di questa multinazionale che dalla nostra regione drena lauti compensi gravanti tutti sulle spalle dei cittadini e, dal momento che il commissario Scura in Calabria sembra non aver avuto dubbi circa l’affidamento e la proroga a Kpmg, riteniamo anche lui responsabile morale di questa situazione di sperpero di denaro pubblico che va ad aumentare l’emergenza sanitaria regionale in un circolo vizioso raccapricciante fatto di corruzione, truffe e negligenze.

Chiediamo l’immediata rimozione della società Kpmg ritenendo il lavoro svolto dalla stessa fallimentare e deleterio per la Calabria, dal momento che al posto di rendicontare i debiti pregressi li ha aumentati favorendo situazioni come quella dell’Asp di Reggio Calabria, dove ci auguriamo la magistratura ora possa fare piena chiarezza, ma nell’attesa che ciò avvenga, è d’obbligo pretendere l’allontanamento della Kpmg dalla Calabria, il cui sistema di controllo e modo di agire sono stati ritenuti, da governo e struttura commissariale, intoccabili.

Paola Turtoro     Portavoce regionale AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

Pubblicato in Calabria

Raffaele Cantone presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione dice «Sappiamo che la sanità è un settore pervaso da problemi di corruzione perché vi arrivano grandi risorse attraverso gli appalti».

 

 

 

E poi insiste dicendo che la sanità è anche «pesantemente oggetto di interesse da parte della criminalità organizzata, perché gestire la sanità, attraverso l’accesso alle prestazioni, significa anche gestire consensi».

Cantone ne ha parlato durante il 18/mo Convegno dell’Associazione italiana ingegneri clinici (Aiic) in corso a Roma spiegando nel corso della sua lectio magistralis che «Camorra, mafia, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita mettono in atto un sistema che permette di favorire i propri affiliati nelle liste d’attesa».

In questo modo«le organizzazioni criminali gestiscono quel consenso indispensabile per tenere sotto controllo la popolazione del territorio di loro interesse».

E ricorda che«abbiamo avuto purtroppo in Campania il primo caso di un’azienda ospedaliere sciolta per mafia, dove il cognato del capoclan locale aveva un ufficio all’interno e stabiliva liste per accedere a prestazioni e gestiva gli appalti. In pratica un vero dominus ufficioso».

Ma se è vero quanto dice Cantone coloro che per scelta od incapacità contribuiscono a creare le liste d’attesa sono anche loro ’ndranghetisti, visto che favoriscono la corruzione?.

Vuole forse dire cantone che un sistema Italia che funzione non solo fa giustizia ma fa anche lotta alla corruzione? E che si aspetta a far funzionare il sistema Italia?

Ed infine chi si comporta come Camorra, mafia, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita favorendo e scegliendo è da mandare via dalla sanità italiana pubblica?

Pubblicato in Italia

“Due anni di attesa per un esame cardiologico a un 83enne!”

Così dice Wanda Ferro (FdI) «Sono sconcertata per quanto avvenuto all’ospedale di Serra San Bruno, dove ad un 83enne è stato fissato un esame cardiologico per il maggio del 2020, cioè tra oltre due anni.

Un vero e proprio insulto nei confronti di una persona che necessita di accertamenti sul proprio stato di salute, ma soprattutto una imbarazzante ammissione di resa della sanità pubblica di fronte ai bisogni dei cittadini»

«Prenotare un esame diagnostico a distanza di due anni significa costringere un paziente a rivolgersi ad una struttura privata o, come purtroppo spesso avviene, a rinunciare all’esame, considerato che soprattutto in territori montani come quelli delle Serre, gravemente penalizzati nei collegamenti e da una viabilità disastrata, non è facile per un anziano recarsi presso altre strutture sanitarie».

«Spero non siano questi i progressi nel settore della specialistica ambulatoriale pubblica sbandierati dal commissario Scura per giustificare i tagli alle strutture private.

Credo che della vicenda, ma più in generale dei lunghi tempi di attesa per la diagnostica che quotidianamente vengono denunciati in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria, a causa di carenze strutturali e organizzative i cui effetti vengono arginati soltanto dall’abnegazione di medici e personale sanitario, debba occuparsi il Consiglio regionale e in particolare la commissione Sanità».

«Auspico inoltre che il nuovo governo ponga fine una volta per tutte ad un Commissariamento della sanità calabrese, che oltre a non avere ottenuto i risultati prefissati sta fornendo al governo regionale un comodo pretesto per assolversi dalle proprie responsabilità, mentre proprio oggi il presidente Oliverio ammette di non essere riuscito ad interloquire con il governo nazionale guidato dal suo stesso partito, e di avere sbagliato a minacciare di incatenarsi a Roma per poi non fare nulla»

Una imbarazzante ammissione di resa della sanità pubblica di fronte ai bisogni dei cittadini»

Possibile che nemmeno LEI, signora Ferro abbia compreso che il problema della sanità calabrese non lo crea Scura che finora ha obbedito al ministro e che è venuto in Calabria per problemi espressi dalla storica e perdurante evasione sanitaria che è figlia anche se non soprattutto delle lunghe attese per una visita.

Non è un problema di sanità pubblica e sanità privata : se quest’ultima funzionasse ( ed in alcuni casi funziona) chi se ne fregherebbe se nella sanità pubblica si creano lunghe file di attesa!

Il problema è la staticità del sistema, la approssimazione del sistema sanitario calabrese.

Come non segnalare, per esempio il fatto che per una visita gastroenterologia gli amanteani devono andare a Praia a mare!

Non può venire una volta ogni tanto il gastroenterologo ad Amantea?

Certo che può, ma deve deciderlo la regione! Ed allora perché non lo fa?

Pubblicato in Politica

Oliverio dice che: «I tagli di Scura mettono a rischio la salute dei cittadini».

Vediamo perché non è vero!

Basta leggere l’articolo seguente che parte da un titolo importante “Lamezia, bambino di tre anni in pericolo di vita salvato all’ospedale "Giovanni Paolo II" ,

per affermare, nel suo prosieguo, che il bambino con un elisoccorso è stato trasferito in Sicilia, presso l’Ospedale di cardiochirurgia pediatrica San Vincenzo di Taormina, in quanto in Calabria non esistono delle strutture di cardiochirurgia dedicate ai pazienti pediatrici".

Mai esistita!

La verità, quindi, è che mancano strutture ospedaliere altamente specializzate.

Questo l’articolo postato da IlLametino.it:

“Lamezia Terme – E’ stato il tempestivo intervento dei sanitari dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme a salvare la vita a un bambino di tre anni, giunto nel pomeriggio di Pasquetta al Pronto Soccorso dell'ospedale lametino per uno stato di disidratazione e per una sospetta infezione delle vie respiratorie. Ne dà notizia il dottor Antonio Gallucci direttore sanitario POU che ha espresso "soddisfazione nei confronti di tutti gli operatori coinvolti per l’eccellente professionalità dimostrata".

Dall'Asp di Catanzaro, in una nota, raccontano la vicenda del piccolo conclusasi nel migliore dei modi: "Arrivato in Pronto Soccorso il bimbo ha trovato la dottoressa Maria Crisalli che ha disposto la radiografia del torace. Dall’esito dell’esame radiologico è stato riscontrato un versamento pleurico a sinistra ed una polmonite a destra. Il PS di Lamezia, una volta accertato il grave quadro clinico del bambino, supportato anche dall’esame radiologico, ha richiesto subito la consulenza specialistica della Pediatria. Ad intervenire è stata la dottoressa Elisabetta Mercuri, la quale, dopo aver visitato il bambino, oltre a confermare quanto già riscontrato ha individuato anche un problema cardiaco che l’ha indotta a chiedere immediatamente la consulenza della Cardiologia. Ad affiancare i sanitari è stata questa volta la dottoressa Loredana A. Torchia che, una volta riscontrato un problema cardiaco serio, ha disposto un’ecocardiografia che è stata subito effettuata dal dottore Pasquale Pelaggi. Nel frattempo è stata allertata la struttura di Anestesia e Rianimazione perché il quadro clinico del bambino era molto grave, la pressione sistolica di 50 alla prima misurazione, 160 la frequenza cardiaca e 50/60 atti respiratori al minuto.

La situazione emodinamica era molto critica con parametri vitali alterati. Intanto, dall’esame ecocardiografico effettuato dal dottor Pelaggi era risultata la presenza di un tamponamento cardiaco con versamento pericardico di entità tale da poter compromettere la funzionalità del cuore, vale a dire che la sua compressione era tale da impedirgli di battere regolarmente fino a provocarne l’arresto. Secondo la stima fatta dal dottore Pelaggi attraverso l’esame ecocardiografico, circa un litro di versamento comprimeva il cuore. Dunque, la vita del bambino era in grave pericolo e i tempi di intervento strettissimi. Per questo dal PS si è cercato di contattare una delle Cardiochirurgie più vicine per procedere al drenaggio il più rapidamente possibile e scongiurare la morte del bambino per arresto cardiaco, che sarebbe avvenuto da lì a poco".

"In Calabria non esistono strutture di cardiochirurgia per pazienti pediatrici"

Con la situazione molto critica, ad aggravare la vicenda anche la mancanza di strutture idonee: "Dopo aver contattato le due Aziende di riferimento, la situazione appariva disperata: nessuna delle due strutture aveva voluto prendere in carico il bambino asserendo entrambe di non essere idonee al trattamento cardiaco dei pazienti pediatrici. Né le due strutture si erano rese disponibili all’operazione di drenaggio per poi trasferire il piccolo paziente nella prima struttura utile di Cardiochirurgia pediatrica. Dai due centri la risposta è stata “noi non siamo attrezzati per trattare i bambini”.

A questo punto l’anestesista Marcello Mura ha chiamato il dottore Pelaggi e insieme, non avendo altra alternativa, hanno deciso di procedere al drenaggio nell’ospedale di Lamezia Terme, anche perché, pur con l’ausilio dell’elisoccorso, non ci sarebbe stato il tempo di trasferire altrove il piccolo paziente. I sanitari, coadiuvati anche dall’anestesista Gabriele Bilotta, hanno così proceduto all’intervento in anestesia attraverso guida ecografica fino ad arrivare con l’ago ad un centimetro dalla parete del cuore, riuscendo a drenare circa 500ml di liquido. Fase operativa che ha consentito al bambino di superare la fase di criticità, iniziare ad ossigenarsi e mettersi in salvo. Stabilizzate le condizioni e ormai fuori pericolo di vita il piccolo paziente, tramite il 118, è stato immediatamente accompagnato in aeroporto dal dottore Mura e dal dottore Enzo Siniscalchi del 118, da dove con l’elisoccorso è stato trasferito in Sicilia. Ora si trova ricoverato nell’Ospedale di cardiochirurgia pediatrica San Vincenzo di Taormina, in quanto in Calabria non esistono delle strutture di cardiochirurgia dedicate ai pazienti pediatrici".

Il Direttore Generale ha manifestato l’apprezzamento per il Personale Medico e Infermieristico dell’Ospedale di Lamezia Terme che, con un corale lavoro di gruppo, ha salvato una vita umana in tenera età”

Pubblicato in Calabria
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